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Navi curiose


John Plaster
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Ho trovato, spulciando in una enciclopedia che raccoglievo alla fine del secolo scorso :D , un serie di immagini di alcune delle navi più fantasiose della storia.

 

Connector

Nel 1863, a Blackwall, sul Tamigi (a pochi chilometri dal cantiere dove 5 anni prima Brunel varò il mastodontico Great Estern), fu varata la Connector, costituita da tre diverse sezioni indipendenti ed articolate, simili a vagoni ferroviari, collegate mediante giunti. Il progetto si basava sulla convinzione che la nave avrebbe potuto solcare le onde più agevolmente, oscillando con i suoi moduli in sintonia con il movimento delle sue onde; tuttavia, pur essendo l'idea ottima, i giunti articolati rappresentavano un punto debole della struttura.

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L'imbarcazione fu costruita per la Jointed Ship Company, che prevedeva di impiegarla come carboniera fra Newcatle, nel nord-est dell'Inghilterra, e Londra: depositando ciascuna sezione modulare in ogni porto lungo la rotta, si sarebbe ridotto il periodo di sosta in banchina per effettuare le operazioni di carico e, di conseguenza, il costo di gestione. La propulsione era affidata ad una motrice a vapore, collocata a poppa, mentre la prua e il centro dello scafo era attrezzato con vele di taglio che consentivano la manovra autonoma dopo il distacco del bastimento.

Durante la prima navigazione di prova, sul Tamigi, non si verificò alcun problema: la Connector despositò il modulo di prora e proseguì risalendo il fiume consegnado quello centrale, e ritornò indietro; era tuttavia ovvio che ciò che sarebbe stato possibile nelle tranquille acque fluviali non lo sarebbe stato in mare aperto, dove la Connector non avrebbe solo beccheggiato, ma anche rollato cosa quest'ultima inconcepibile in quanto in giunti sarebbero stati sottoposti a solleccitazioni non sopportabili. Pertanto, fu saggiamente stabilito che la Connector contiunasse a navigare esclusivamente sul Tamigi, dove alla fine venne demolita.

 

Bessemer

Il nome di questa imbarcazione deriva dal famoso ed eclettico inventore inglese Henry Bessemer, padre di 14 brevetti tra i quali il più noto è relativo all'omonimo processo per la produzione dell'acciaio. Nel 1870 Bessemer nel tentativo di neutralizzare gli effetti del mare agitato, ebbe l'insolita idea dicollocare il salone passeggeri di una nave in modo che potesse muoversi indipendentemente rispetto allo scafo.

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Progetto così la Bessemer, da 2005t, varata ad Hull nel 1875: lunga 106m e larga 12m con bordo libero molto basso a prua ed a poppa, presentava una sovrastruttura centrale con le motrici a vapore edil salone passeggeri; quest'ultimo era montato su traverse, larghe da una fiancata all'altra della nave ed incernierate su di un perno longitudinale. Inizialmente si ritenne di lasciare tale perno libero di oscillare naturalmente come un pendolo, successivamente si installlo un complesso sitema idraulico controllato costantemente da un tecnico che lo faceva funzionare al fine di mantenere "a livello" il ponte del salone.

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I risultati furono pessimi: il meccanismo di compensazione non riusciva in alcun modo a tenere il passo con il rollio della nave, addirittura lo rendeva più accentuato al limite della tollerabilità.

La Bessemer compì due traversate tra Dover e Calais: il viaggio di andata risultò abbastanza piacevole, mentre quello di ritorno risulto, come ebbe modo di dire un passegero, fu spaventoso, condannando la nave ad una rapida demolizione.

 

Novgorod

Nel 1873 la corazzata Novgorod rappresentò il primo tentativo in campo militare di ottenere una piattaforma più stabile possibile per le artiglierie. L'unità progettata dal viceammiraglio Popoff, aveva forma circolare con un diametro di 30,8m e dislocava circa 2500t. Era spinta da sei motori a vapore orizzontali a duplice espansione da 3000HP, azionanti altrettante eliche, che non consentivano comunque alla nave, a causa delle pessime qualità idrodinamiche di superare i 6 nodi e tanto mano di mantenere stabilmente una data rotta. Il basso profilo ne faceva comunque un bersaglio difficile per l'artiglieria nemica (idea già sviluppata con i monitori della Guerra di Secessione).

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Appena varata nel 1873 sul Mar Nero, lo scafo confermò l'ipotesi di Popoff che una nave larga quanto lunga non dovesse essere soggetta, con mare agitato, nè a rollio nè a beccheggio. La corazzata era stata progettata per operare come guardacoste nelle acque poco profonde della Crimea e venne affiancata nel 1875 da un'unità gemella l'Admiral Popoff, leggermente più grande.

Rimanevano comunque forti dubbi riugardo alla stabilità direzionale delle due unità in mare aperto, e suscitava preoccupazione anche le lore basse velocità; ma fu solamente quando risalirono il fiume Dnepr che tali limiti divennero evidenti: controcorrente la navigazione era penosamente lenta e non appena le due navi iniziarono ad accostare diventarono ingovernabili: alla fine, esse vennero trascinate dalla corrente verso il mare, ruotando senza controllo mentre le persone a bordo (secondo un resoconto) erano <<completamente paralizzate dal capogiro>>. :rotfl:

Nonostante il clamoroso insuccesso, lo zar Alessandro II rimase colpito dalla stabilità della nave ed ordinò all'ammiraglio di costruire uno yacht imperiale secondo lo stesso principio, ponendo come unica condizione che rassomigliasse ad un'unità tradizionale piuttosto che ad un "piatto da tavola galleggiante"; costruita dal cantiere John Elder & Co., di Glasgow, venne completata nel 1880: purtroppo risultò troppo spartana per essere utilizzata com yacht imperiale, ma ebbe una lunga vita operativa nella Marina russa e fu demolita soltanto nle 1926.

 

Nave a rulli di Bazin

Progettata da Ernest Bazin alla fine del 1800, lunga 36,5m e larga 13,7m era dotata di un singolare scafo comprendente tre coppie di rulli cilindrici ed era propulsa da una motrice a vapore da 550HP con una velocità massima 7 nodi. La nave effettuò la traversata della Manica, ma non destò interesse agli armatori e costruttori.

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