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Contromisure elettroniche (ECM), jammer e attacco ai radar

Tecniche di attacco elettronico.

 

Come avevo promesso in altra occasione, ho pensato di scrivere qualcosa sui metodi di disturbo radar. L’argomento è vasto, complesso, coperto da segreto…Ma qualcosa si può trovare. Non è mia intenzione fare “la storia della guerra elettronica”: vi sono molti libri e riviste sull’argomento, vi ho già suggerito altrove due ottimi testi. L’idea è trattare l’argomento “Attacco elettronico” (EA, ex-ECM) cominciando dalle tecniche di disturbo ed inganno, passando poi ai sistemi di rilevamento passivo, alle prestazioni dei dispositivi ed infine ai velivoli dedicati. Cercherò di spiegare tutto in modo semplice. Se vi piace l’idea… Seguitemi.

 

I radar costituiscono ancora lo strumento primario di rilevamento. Le loro prestazioni sono andate aumentando progressivamente e così la loro sofisticazione, soprattutto in termini di ECCM o, nella definizione attuale, EP (electronic protection). Ogni radar è caratterizzato da diversi parametri (lunghezza d’onda, frequenza di ripetizione degli impulsi, polarizzazione del segnale, velocità di rotazione dell’antenna, presenza di lobi secondari, modalità di scansione, forme d’onda, potenza media e di picco, ecc. ecc. per le definizioni…Cercate su wiki!). Anche le tecniche di disturbo più vecchie possono tornare utili perché sono ancora presenti in quantità sistemi superati ma insidiosi…Esistono decine e decine di tecniche di disturbo, finora ne ho identificate una quarantina ma altre venti (le più recenti) sono coperte da segreto. Non le tratterò tutte perché in alcuni casi le informazioni disponibili sono insufficienti (una a caso: Countdown Blink).

 

L’attacco elettronico utilizza il disturbo (noise), l’inganno (deception), la seduzione, la confusione. E’ in grado di disturbare la corretta rilevazione dei parametri tipici di un bersaglio, cioè distanza, rotta, velocità.

 

Noise: il disturbo è la tecnica più facile da applicare. Sulla stessa frequenza del radar vittima si trasmette rumore di fondo ad elevata potenza in modo da coprire il segnale di ritorno. La potenza richiesta è proporzionale a quella di picco del radar e, quindi, molto alta. Impedisce principalmente la determinazione della distanza e può schermare molti aerei contemporaneamente. E’ efficace quando il rapporto disturbo/segnale (jam-to-signal ratio) è maggiore o uguale a 1. Ogni tanto è necessario interrompere l’emissione (look-through), per “ascoltare” le frequenze in arrivo e verificare eventuali cambiamenti nei parametri. In caso affermativo il Jammer modifica all’istante l’emissione. I sistemi più sofisticati possono interrompere le emissioni in time-sharing (High speed chop) o con schemi (look over) di sicurezza,basati su dati elint. E’ importante non attivare troppo presto i disturbatori: il rischio è il rilevamento passivo (beaconing) che, tra l’altro, consente di tracciare il disturbatore oltre il raggio di scoperta del radar. Poiché la potenza dell’eco radar del bersaglio varia inversamente alla quarta potenza della distanza e la potenza del jammer invece è inversa al quadrato della distanza, al diminuire di questa, la potenza dell’eco aumenta più rapidamente ed è richiesta sempre più potenza. Alla fine il rumore generato dal jammer non potrà più nascondere il bersaglio (JSR

 

SPT Spot noise: si focalizza tutta l’energia su una sola frequenza (narrow bandwidth). La procedura può essere altamente automatizzata (ASN Automatic spot noise), in modo che il disturbatore possa agganciarsi alla corretta frequenza al primo segnale ricevuto. Il disturbo, a seconda del segnale, può essere continuo (CN), a impulsi (PN), modulato (NSAM), ecc.

 

6h6nie.jpg

 

EPM (ECCM): il radar controbatte cambiando frequenza all’interno della banda (su spread spectrum). I moderni disturbatori possono seguire un cambio prevedibile di frequenza (pseudo-random, basato su algoritmi che consentono la replicabilità), perciò la variazione deve essere realmente casuale (truly random). Si possono adoperare più disturbatori ma senza garanzia di successo. Un’altra tecnica consente di cancellare l’interferenza (Polarization canceller), prendendo il segnale, modificando la sua ampiezza ed invertendone la polarità. Quando i due segnali, falso e reale, sono sommati, l’interferenza sparisce. Sfortunatamente esistono jammer “polarization agile”che cambiano rapidamente polarizzazione . Inoltre la cancellazione è inefficace contro disturbatori multipli. A questo si può ovviare con i “cancellatori di polarizzazione a monoimpulso”digitali…E il gioco continua.

 

SWPT Swept spot jamming o Sweep jamming (pulse o cw): Se i radar sono numerosi, si può utilizzare il jamming di “spazzata”. Tutta la potenza è spostata (swept) passando attraverso tutte le frequenze di una banda utilizzate dai radar, da una frequenza all’altra, con schemi sistematici in veloce successione (fast sequential). Il problema è che, in tal modo, non sono disturbate tutte contemporaneamente, e l’efficacia complessiva è limitata. Rende comunque tutte le frequenze periodicamente inutilizzabili. Una variante più sofisticata è l’SOJ Automatic frequency Set-On-Jamming che, in time-sharing, rileva, forma una lista prioritaria e disturba frequenze multiple simultaneamente.

 

EPM: molti radar possono cambiare banda o possono esserci più radar che operano su bande diverse. Una buona difesa consiste nel “guard band receiver”, con una frequenza adiacente, che oscura il segnale quando il ricevitore mostra un disturbo. Inoltre lo stesso radar può inviare segnali spurii da un’antenna ausiliaria per mascherare il segnale reale con rumore casuale e rendere difficile la rilevazione della frequenza esatta e per sovraccaricare (overload) le difese del bersaglio. Anche l’accurata gestione delle emissioni, in una rete radar, con l’accensione o lo spegnimento in successione dei radar, complica l’opera di disturbo.

 

BAR Barrage noise e BSAM Barrage-Noise-Swept Amplitude Modulation : se i radar sono numerosi, di diverse caratteristiche, operano su molte frequenze e bande differenti, è il momento di impiegare i “jammer di sbarramento”. Si possono disturbare simultaneamente tutte le frequenze di una banda (broadband) con un solo disturbatore. Ma l’effetto può essere limitato perché tutta l’energia è dispersa su tutte le frequenze. (il raggio di “burn through” sarà maggiore). E più frequenze sono disturbate, meno efficace è il disturbo sulla singola frequenza. La potenza richiesta è altissima. Se, per fare un esempio, la potenza di picco dell’eco radar (alla distanza del bersaglio) è pari a 10Kw, il jammer dovrà impegnare 10Kw di potenza! Se i radar sono 10, dovrà inviare 100Kw! Qui non si fanno sconti. La potenza massima è il fattore dominante: ecco perché metodi simili sono definiti “di forza bruta”. I radar moderni sono pieni di sorprese spiacevoli per i velivoli “dedicati” al supporto elettronico: oltre all’agilità di frequenza, hanno filtri adattativi, ricevitori CFAR, circuiti di soppressione disturbi nei lobi laterali, compressione degli impulsi ecc. ecc. Non ultime, caratteristiche L.P.I.

Così i moderni disturbatori possono scansionare le bande al ritmo di molti GHz al secondo, misurare all’istante la frequenza ed i principali parametri, penetrare i codici degli impulsi emessi (anti-coded waveform), seguire automaticamente i salti di frequenza e riconoscere tutti i metodi difensivi adottati dai radar vittima. La conoscenza precisa del funzionamento del sistema nemico, permette di calibrare il disturbo anche contro il singolo radar (Base Jamming), senza interferire sulle frequenze vicine.

 

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Ma le grane non sono finite. Perché qualcuno ha avuto la bella idea di inserire in alcuni missili la possibilità HOJ (home-on-jam): autoguida sulla sorgente di disturbo. Il missile viene così attirato dalle potenti emissioni del disturbatore e, silenziosamente, lo attacca. E allora?

 

CAJ COOPERATIVE ANGLE JAMMING (mutual protection)- già in Vietnam si utilizzava il disturbo cooperativo di gruppi di aerei, in formazione a quadrato o a pentagono, per rendere più efficace il jamming contro i radar di puntamento e presentare un bersaglio diffuso. Qui la faccenda è diversa. Il gruppo di aerei (due o più) utilizza l’Angular Blinking.

 

CBN cooperatively blinked noise, BDN blinking doppler noise : i disturbatori sono accesi e spenti alternativamente in modo coordinato, all’interno della medesima “cella” angolare del radar vittima. Questo degrada la risoluzione angolare del radar di ricerca e crea falsi bersagli in un radar TWS, al punto di saturarlo e renderlo incapace di agganciare alcunché. In più, degrada la guida HOJ. Il missile puntato alla coppia di aerei, passerà tra di loro senza danno, perché quando nel suo settore il sensore vede 2 o più sorgenti si dirige sul centro medio (centroid homing). Lo scherzetto deve essere fatto bene: se la frequenza di “blinking” è troppo alta il radar potrà calcolare i dati di posizione medi, se è troppo bassa il missile centrerà uno dei due disturbatori. Il Blinking jamming risulta efficace anche contro i “polarization canceller” per i motivi già visti.

 

RBM range bin masking o Cover Pulse jamming:

efficace contro radar a bassa e media prf che rilevano la distanza. Il disturbo è temporizzato per cadere entro un intervallo che copre la distanza in cui si può trovare l’aereo.

 

VBM velocity bin masking o DN doppler noise o Straight-through Repeater : efficace contro radar ad alta prf che sfruttano la variazione di frequenza doppler dei bersagli. Ricevuto il segnale, variano la frequenza Doppler e la ritrasmettono indietro, rendendo il radar incapace di ricavare la distanza reale.

 

Con questi ultimi sistemi iniziamo già ad entrare nel settore dell’inganno elettronico, con tecniche molto più sofisticate.

 

 

 

Continua…

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  • E’ un argomento difficile, non devi scusarti. In termini generici, perché ci sono le eccezioni, oggi i dispositivi di disturbo su di un caccia operano in modo completamente automatico. In molti casi i

  • La prima parte dell'articolo rinnovato sulle tecniche di guerra elettronica. Appena troverò un po' di tempo lo pubblicherò anche qui. http://www.loneflyer.com/2019/02/09/tecniche-di-attacco-elett

  • Seconda parte:  http://www.loneflyer.com/2019/02/18/tecniche-di-attacco-elettronico-seconda-parte/

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Quest'argomento m'interessa davvero molto.

Che voi sappiate, ci sono dei libri disponibili in giro?

 

grazie.

Sicuramente si, ma altrettanto sicuramente devi conoscere l'Inglese.

Sicuramente si, ma altrettanto sicuramente devi conoscere l'Inglese.

 

Quello non è un ostacolo insormontabile. :rolleyes: Sono abbastanza abituato a masticare inglese, tecnico e non.

Tuttavia è comunque un peccato che certe pubblicazioni/articoli/testi non vengano tradotti. <_<

Tanto il mercato italiano del settore non basta nemmeno per pagare il traduttore, calcolando che buona parte degli appassionati sa l'inglese.

  • Autore

Ecco due testi , in italiano, sull'argomento. Li ho già citati da qualche parte.

 

Il primo è "La guerra elettronica"(dalla battaglia di Tsushima ai giorni nostri) di Mario De Arcangelis, edito da Mursia negli anni '80. E' valido anche se un po' generico sulle tecniche moderne.

 

Il secondo è "La guerra elettronica"(arma vincente 1812-1992) di Tony Devereux , edito da SugarCo nei primi anni '90. Discreto, ma è meglio il primo.

 

Descrivono bene la storia della guerra elettronica nella prima e seconda guerra mondiale, sono troppo rapidi invece nel descrivere gli sviluppi successivi. E quel che è peggio...Sono difficili da trovare.

Qualche buon articolo sulle tecniche impiegate da inglesi e tedeschi nel secondo conflitto è reperibile su Rivista Aeronautica di diversi anni fa, dovrei cercare...

Alle volte appaiono buoni articoli sulle riviste scientifiche. Ora che è disponibile internet, è molto più semplice cercare in rete. Ovvio che si debba conoscere qualche parola "chiave" da inserire per la ricerca. Se invece non ne avete proprio voglia...Aspettate i prossimi articoli, perchè non ho mica finito...

[omissis]...Descrivono bene la storia della guerra elettronica nella prima e seconda guerra mondiale, sono troppo rapidi invece nel descrivere gli sviluppi successivi. E quel che è peggio...Sono difficili da trovare.

Qualche buon articolo sulle tecniche impiegate da inglesi e tedeschi nel secondo conflitto è reperibile su Rivista Aeronautica di diversi anni fa, dovrei cercare...

Alle volte appaiono buoni articoli sulle riviste scientifiche. Ora che è disponibile internet, è molto più semplice cercare in rete. Ovvio che si debba conoscere qualche parola "chiave" da inserire per la ricerca. Se invece non ne avete proprio voglia...Aspettate i prossimi articoli, perchè non ho mica finito...

 

Vediamo se riuscirò a trovare qualcosa...

 

Invece, se qualcuno avesse già letto o recensito dei testi in inglese, cosa mi consiglierebbe (sia per argomenti trattati che per stile di scrittura)?

 

grazie. :rolleyes:

  • Autore

Un testo in inglese “classico” sui sistemi di guerra elettronica è “International countermeasures handbook” , in varie edizioni. Se ne possono trovare dei brani qui e là in rete. Altrimenti c’è il “Jane’s radar and electronic warfare systems” , con la lista completa dei sistemi, ma devi trovare una banca disposta a concederti il mutuo per l’acquisto…Scherzi a parte, per cominciare con qualcosa di più pratico prova questo: http://www.ausairpower.net/TE-Tacjammer.html

E’ solo uno dei tanti articoli di quel sito.

 

Ma in rete c’è moltissimo materiale. Molti articoli sui radar hanno sezioni dedicate alla guerra elettronica. Ed è possibile rintracciare molti libri cercando sotto: http://books.google.it/

Basta inserire, anche qui, qualche parola “chiave” (es. : electronic warfare) e puoi trovare decine di titoli. Ovviamente, non tutto il testo è disponibile…Ma troverai un mucchio di dati.

Un testo in inglese "classico" sui sistemi di guerra elettronica è "International countermeasures handbook" , in varie edizioni. Se ne possono trovare dei brani qui e là in rete. Altrimenti c'è il "Jane's radar and electronic warfare systems" , con la lista completa dei sistemi, ma devi trovare una banca disposta a concederti il mutuo per l'acquisto…Scherzi a parte, per cominciare con qualcosa di più pratico prova questo: http://www.ausairpower.net/TE-Tacjammer.html

E' solo uno dei tanti articoli di quel sito.

 

Ma in rete c'è moltissimo materiale. Molti articoli sui radar hanno sezioni dedicate alla guerra elettronica. Ed è possibile rintracciare molti libri cercando sotto: http://books.google.it/

Basta inserire, anche qui, qualche parola "chiave" (es. : electronic warfare) e puoi trovare decine di titoli. Ovviamente, non tutto il testo è disponibile…Ma troverai un mucchio di dati.

 

Mi sto allitterando... B-)

 

Certo però che trovare lo schema dell'ALQ99 e (anche se non c'entra niente) dell'APQ101 sarebbe d'immenso interesse per me.

  • Autore

Se per "schema" intendevi un disegno, ne trovi uno qui (verso la fine):

 

http://www.fas.org/man/dod-101/sys/ac/equip/an-alq-99.htm

 

Ho trovato un disegno dell'ALQ131 (penso intendessi ALQ101, l'APQ101 è un TFR):

 

http://www.defencetalk.com/pictures/data/3...AN-ALQ-131.jpeg

Modificato da gianvito

Se per "schema" intendevi un disegno, ne trovi uno qui (verso la fine):

http://www.fas.org/man/dod-101/sys/ac/equip/an-alq-99.htm

 

:adorazione: Denghiu!

Be', anche si trovasse proprio un diagramma a blocchi e qualche schema elettrico sarebbe anche meglio. Lo so, voglio la luna nel pozzo... :P

 

Ho trovato un disegno dell'ALQ131 (penso intendessi ALQ101, l'APQ101 è un TFR):

http://www.defencetalk.com/pictures/data/3...AN-ALQ-131.jpeg

 

Era intenzionale: intendevo proprio il TFR APQ-101; per quello avevo anche scritto che non c'entrava niente (per cercare di non uscire troppo dal topic): dato però che si trattava di un'altro apparato che m'interessa, "ce l'ho buttato dentro" ;)

 

Grazie Gianvito.

Modificato da ilclod

  • 3 settimane dopo...
  • Autore

Mi spiace per il ritardo, ero all’estero.

Dunque: per il radar, credo di non poter far molto. Per lo schema elettrico di alcuni dispositivi di disturbo, invece, forse esiste la soluzione. Alcuni siti offrono materiale del genere, eccone un esempio: http://www.patentstorm.us/patents/6970002/description.html

 

E’ necessario registrarsi per accedere ai testi e ai disegni completi. Altri siti simili offrono articoli gratuitamente o a pagamento. Esiste anche una organizzazione che tratta l’argomento (Association of Old Crows). Come intuibile, la ricerca di questo materiale è estremamente difficoltosa…

Mi spiace per il ritardo, ero all’estero.

Dunque: per il radar, credo di non poter far molto. Per lo schema elettrico di alcuni dispositivi di disturbo, invece, forse esiste la soluzione. Alcuni siti offrono materiale del genere, eccone un esempio: http://www.patentstorm.us/patents/6970002/description.html

 

E’ necessario registrarsi per accedere ai testi e ai disegni completi. Altri siti simili offrono articoli gratuitamente o a pagamento. Esiste anche una organizzazione che tratta l’argomento (Association of Old Crows). Come intuibile, la ricerca di questo materiale è estremamente difficoltosa…

 

Grazie per le tue preziose segnalazioni, oramai sei il nostro Electronic Warfare Officer :adorazione:

Mi spiace per il ritardo, ero all'estero.

Dunque: per il radar, credo di non poter far molto. Per lo schema elettrico di alcuni dispositivi di disturbo, invece, forse esiste la soluzione. Alcuni siti offrono materiale del genere, eccone un esempio: http://www.patentstorm.us/patents/6970002/description.html

 

il brevetto che hai citato si può scaricare gratis da Google Patent.

http://www.google.com/patents?q=6970002&am...=Search+Patents

 

In effetti non si parla di schema elettrico: è solo un diagramma di concetto (come si fa nella maggior parte dei brevetti) per un metodo o strumento o apparato. Nel caso specifico, da quanto ho capito, si tratta di un sistema per fasare i TWT (traveling wave tube, tubo a onde progressive) del jammer.

Alla faccia di chi dice che le valvole non servono più e sono roba vecchia... ;)

 

E' necessario registrarsi per accedere ai testi e ai disegni completi. Altri siti simili offrono articoli gratuitamente o a pagamento. Esiste anche una organizzazione che tratta l'argomento (Association of Old Crows). Come intuibile, la ricerca di questo materiale è estremamente difficoltosa…

 

cercherò...

 

P.S. /quasi OT: Nessuno che temporibus illis era "in contatto" con Selenia o Fiar? Mi piacerebbe scambiare due chiacchiere... ;)

  • Autore

No, certo, era solo un esempio di cosa si può trovare in rete. Le valvole sono state utilizzate estesamente proprio per le elevate potenze generate, utilissime in questo campo. Solo da poco si sono trovati metodi alternativi efficaci. Ed anch'io darei non so cosa per poter parlare con qualche esperto del settore. Perchè vi sono molti punti oscuri, in quel che ho scritto. Un tecnico sicuramente potrebbe riscontrare diverse incongruenze. Ma è quanto di meglio sono riuscito a reperire, quasi sempre in inglese. Per fortuna, ogni tanto, qualcosa viene "declassificata"e la rete è un pozzo da cui attingere. La ricerca continua...

Per fortuna, ogni tanto, qualcosa viene "declassificata"e la rete è un pozzo da cui attingere. La ricerca continua...

 

Buona fortuna. Speriamo che qualcuno di noi (me incluso, beninteso) riesca a trovare nuove fonti. B-)

  • 2 settimane dopo...

in un altro topic ho fatto cenno alla possibilità di un ElectroMagnetic Pulse o "radioflash" che, anche se di rado, è stato osservato in corso di esperimenti nucleari nello spazio ed atmosferici. si può leggere che una bomba atomica nello spazio causa, con meccanismi indiretti (elettroni ottenuti per effetto compton) un breve,ma intensissimo, campo elettrico in grado a sua volta di indurre brevissime, ma intense, correnti elettriche in cavi e circuiti computer compresi.

Ho letto che nel1952 esplse una bomba all'idrogeno sull'Oceano Pacifico a circa 400 km di quota, fra Hawaii e isole marshall: beh, un aereo cisterna che si trovava in quell'area si ritrovò "come se avessero premuto il bottone dello spegnimento generale" e l'equipaggio riuscì a non precipitare non so come. Per inciso si fulminarono molte lampadine nelle Hawaii e molti allarmi suonarono un pò dappertutto fra Honolulu e le Marianne.

Sembra però che l'Hawaks possa continuare a volare anche dopo essere stato investito da un EMP, e che una azienda israeliana vende "speciiali protezioni" per le civili abitazioni,ma davvero non so come funzionino.

Se le gabbie di faraday non sono sufficienti, come sembra- che cosa può esserlo?

isolare tutto con gomma o mica in spessi strati? usare serie di fusibili?

Modificato da Simone

Qui ci vorrebbe la fonte di "ho letto" perchè non credo siano mai state fatte esplodere bombe a quella quota.

 

Se riesci a trovare qualcosa facci sapere.

Prima fonte Wikipedia english version alla voce EMP. Da qui si rimanda ad una pagina locata nel sito Globalsecurity in cui a sua volta si cita l'esperimento atomico "Starfish" avvenuto nel 1962 (quello che fece fulminare le lampadine alle Hawaii e spegnere i motori dell'aerocisterna), ed un analogo esperimento da parte sovietica , questa volta con esplosione ad altissima quota sopra il Kazakhistan.

E' citata una intervista ad esprti sovietici avvenuta nel 1995 in cui si discutono gli effetti dell'esplosione da loro studiata: cavi elettrici bruciati, fusibili vaporizzati, circuiti inservibili in un raggio molto vsto. Anche cavi telefonici sotterranei non risultarono immuni.

solo le valvole termoioniche riuscirono a sopportare la "botta elettrica" , e questo portò i progettisti aeronautici a realizzare ancora nel mig-25 il rdar usando proprio valvole invece dei transistor.

Secondo questi scienziati una bomba esplosa sulla verticale del Kansas avrebbe zittito quasi tutti i circuiti elettronici USa dell'epoca, compresi quelli dei missili Minuteman, dei B-52 e degli intercettori, e sopratttto dei radr.

Purtroppo anche i circuiti protetti da gabbie di Faraday, per motivi che non capisco, non risultarono immuni

Modificato da Simone

Così va molto meglio grazie.

 

Gianni065 ha fatto cenno di esplosioni atomiche nel post sul B-1, non so se ti risponde di sponda, visto che parlava delle schermature per i bombardieri, prova a dargli un'occhiata.

 

#82

Riassumendo ai minimi termini, si può quindi dire che l'EA può essere realizzato sia con apparecchiature elettroniche (che chiamero' "convenzionale" grazie a Gianvito per la dettagliata descrizione) che con mezzi non convenzionali (es.: ordigno nucleare, grazie Simone).

 

Mi sembra ragionevole che, a differenza dell'EA "convenzionale", quello "non convenzionale" non sia in alcun modo selettivo (per capirci, non ha un target "puntiforme", ma una zona di una certa estensione).

 

Mi sembra anche ragionevole che l'EA "convenzionale" possa essere non distruttivo (la storia delle lampadine, dei cavi interrati, etc...)

 

Quindi, in termini di energia erogata, stiamo parlando di ordini di grandezza decisamente diversi, che quindi si accompagnano ad effetti collaterali di differente importanza, non ultimo il fall out.

 

Se pero' posso dire la mia, data la molto maggiore varietà delle tipologie d'attacco, mi sembra molto più stimolante ed interessante continuare a parlare dell'EA "convenzionale". L'altro, per dirla da sempliciotto, non è molto più di un effetto collaterale di un gran botto...

 

Tra l'altro il jamming lo stanno cominciando ad usare in massa per le chiusure telecomandate delle auto, così da rubare dentro senza fare alcun danno al veicolo...

 

Via al televoto! :lol:

  • 3 settimane dopo...

Grazie gianvito! Ottimo thread...

 

Ho intenzione di fare una bella tesina sulla guerra elettronica durante la guerra del Vietnam e anche prima... insomma trattare un pò delle origini dell'ECM.

Potreste darm una mano magari segnalandomi valide fonti?

 

Grazie!

Ciao, Carlo.

  • Autore

Era mia intenzione trattare prossimamente i sistemi ECM impiegati a partire dalla guerra del Vietnam ma, se la tesina è imminente, il tempo è poco. Posso solo consigliare velocemente qualche sito con dati generici. Purtroppo servirebbe tempo per reperire in rete un testo completo sulla storia della guerra elettronica. Comunque i siti interessanti sono moltissimi, eccone alcuni:

 

http://www.vectorsite.net/avf105.html (vedi: sezione contromisure)

http://www.ausairpower.net/iw.html (vari articoli sulle ECM)

http://www.ausairpower.net/DT-MS-0207.pdf (ECM seconda guerra mondiale)

http://wapedia.mobi/en/List_of_World_War_I...rfare_equipment

http://winker.net/lewis/carpet.htm (altro sistema ECM del secondo conflitto).

 

E’ possibile trovare anche qualche libro: per esempio cercando “Vietnam electronic countermeasures” appare, tra i vari, il seguente:

 

http://books.google.it/books?id=UD3A4MKFjY...snum=1#PPA91,M1

 

La rete è così vasta che spesso si trova per puro caso quello che si cerca…

Grazie gianvito. Molto utili, gli darò un'occhiata.

 

Sapresti dirmi se in Corea venivano già utilizzati i radar CW? Altrimenti quali sistemi venivano impiegati negli anni 50 per proteggere i radar dal chaff?

Scusa se me approfitto ma su questi argomenti proprio non riesco a trovare nulla...

Dimenticavo... sapresti indicarmi anche un sito in cui viene mostrato il funzionamento del chaff (a livello di elettrotecnica) ?

 

Ciao! Carlo

  • Autore

Per prima cosa, due indirizzi sui radar e sulle contromisure nel secondo conflitto mondiale:

http://www.vectorsite.net/ttwiz_12.html#m5

http://www.vectorsite.net/ttwiz_09.html

 

Il radar ad onda continua non è una invenzione recente, anzi appartiene agli albori dello sviluppo del radar.

http://www.iet.unipi.it/labradar/radar.html

Anche questo documento è interessante:

http://www.100-jahre-radar.de/vortraege/Ho...ry_of_Radar.pdf

 

E adesso alcune considerazioni sul Chaff.

Il chaff ha conosciuto un improvviso enorme successo durante le incursioni sulla Germania. Non era una scoperta alleata, anzi pare sia stato utilizzato prima dai giapponesi (giman-shi). E sono state presto trovate le contromisure adatte. Il cambio di frequenza fu la prima tecnica adoperata perché il chaff di allora (window) era inizialmente “tarato” (tagliato) solo sulla frequenza tipo dei radar di avvistamento tedeschi. Variare la frequenza, rende il chaff solo parzialmente adatto. Inoltre le enormi nuvole di dipoli formavano una sorta di enorme velo pressocchè immobile nel cielo. Quando ai radar come i Würzburg vennero inseriti dispositivi Doppler, gli oggetti in movimento divennero presto molto più rilevabili.

La guerra di Corea ha visto l’uso delle stesse tecniche impiegate nella seconda guerra mondiale, solo aggiornate. I B29 erano dotati di Ecm attive e chaff tagliato sulle nuove lunghezze d’onda dei radar sovietici. Missioni di disturbo erano invece compiute dagli A1 skyraider.

Lo spostamento in frequenza permetteva anche allora l’individuazione dei bersagli. Pare però che il chaff, lanciato al momento ottimale dai B29, abbia sempre consentito di sottrarsi alle attenzioni dei radar coreani. Sembra che sia stato impiegato non solo per creare corridoi ma anche per “sedurre”con una grande nuvola improvvisa i sistemi di inseguimento radar.

Per quanto riguarda il funzionamento “elettronico” del chaff, non ho trovato il sito che cercavo, però questo documento non è male:

http://patarnott.com/pdf/ChaffRadarandFallSpeed.pdf

 

Ma in Corea erano già presenti radar CW per uso antiaereo? Non lo so. Non ho trovato dati sicuri. Ma le tecniche Doppler erano utilizzabili, già allora, anche dai radar ad impulsi.

Modificato da gianvito

Grazie Gianvito! :adorazione:

 

Mi rimane ancora una domanda:

I radar CW a frequenza modulata come possono determinare la distanza? La frequenza del segnale di ritorno (eco) differisce infatti da quella originale a causa dell'effetto doppler...

 

scusa se me ne approfitto, ti devo un grosso favore! :adorazione:

Ciao, Carlo.

Modificato da carlo90

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