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libri di storia militare


Guest galland
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Guest galland

Generale Paul von Lettow Vorbeck

Heia Safari!

effepi - Genova

 

Ho avuto modo di parlare di Paul von Lettow Vorbeck comparando le operazioni belliche da lui dirette nell’Africa Orientale Tedesca durante la I Guerra

Mondiale con quelle da noi condotte in AOI durante il successivo conflitto. Cfr. topic "il coraggio dell'impossibile", se fossi Picpus farei un bel link, ma non capendo un ***** di informatica cercatelo nella sezione "eventi storici"!

Mai avrei immaginato di trovare le sue memorie di guerra tradotte per il lettore italiano.

La linea editoriale della casa editrice non è, ad essere onesti, pienamente condivisibile. Ma il libro merita, eccome!

Voglio intraprendere la lettura quanto prima intanto ve lo segnalo come una lettura di sicuro interesse.

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Fabio MINI

Soldati

Einaudi

 

Ci sono autori che si leggono con piacere, anche se non si consente con loro. Come il vecchio Federico (Nietzche) aggiungo che spesso cerchiamo nelle parole un’eco rassicurante e leggiamo ciò che non contrasta con le nostre opinioni ed è “in linea” con ciò che pensiamo. Non è più la stagione che nei libri cercavamo l'oro colato, piuttosto si tratta di cercare la verità è in ognuno di noi.

Soldati. E, già il titolo contiene la problematica del contenuto.

Nell'antichità la lotta era prima fatto metafisico, più morale che materiale. Allora esisteva il Guerriero (lo scrivo volutamente con la maiuscola) e non casualmente Teutonici, Templari, Ospitalieri erano ordini guerrieri ma monastici.

Mini in un suo altro libro (la guerra dopo la guerra) ne ha fatto l'elogio, ma io dico che di guerrieri, in giro ne vediamo pochini ed il motto pacifista “fate l'amore, non fate la guerra” potrebbe essere fondatamente trasformato in “s*****e e non sparate ove i due termini sono ridotti al livello più basso, come tanto altro.

Infatti: “Il soldato non è più soltanto un guerriero, un tecnico, una spia dell’Intelligence. Spesso è un precario tra mercenari e partita IVA. Mandato ad uccidere e morire da generali ed ammiragli alle prese con i bilanci e le poltrone. Capire, dall’interno, come sono cambiati i “professionisti della sicurezza” significa anche comprendere i rischi che corriamo. Tutti. L’apparato di 186668 soldati delle forze armate italiane non serve più alla difesa della Patria. Non c’è un solo soldato a guardare le frontiere e non si sa neppure da chi venga la vera minaccia. Il problema della sicurezza è planetario, per affrontarlo dovremmo integrare le forze almeno in Europa ed avere una nostra politica. Lo stesso senso della guerra è cambiato. Si combatte per i cicli produttivi: in tutto il globo e senza fine. Gli eserciti ne escono trasformati. Ai soldati di leva si affiancano i professionisti, ai militari i civili: mercenari o contractors. “

Leggere questo libro, non ponderoso di pagine ma come tutti i lavori di questo autore di contenuti e riferimenti è utile. Mini chiama le cose con il loro nome e non da ora, infatti già “La guerra dopo la guerra” reca il sottotitolo “"Soldati, burocrati e mercenari nell’epoca della pace virtuale", rompendo il tabù che di mercenari non è corretto parlare, si combatte per l’ideale, la patria, la bandiera non, ohibò per la mercede.

Poi, liberamente, ciascuno potrà confrontarsi e trovarne motivo di arricchimento.

 

Indice del volume

 

LE MISSIONI ALL’ESTERO

Il paradosso della guerra umanitaria

Le caserme di ieri

Nelle Basi militari

 

SOLDATI GLOBALI

Ammiragli e generali

I soldi e i soldati

Totò e la complessità

I soldati per soldi. Contactors e mercenari

Il senso della guerra per chi la fa

 

SOLDATI SUL CAMPO

Caduti, eroi, vittime

I soldati e la pace

Soldati dell’intelligence

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  • 4 weeks later...
Guest galland

Matteo Dominioni

Lo sfascio dell’impero

Gli italiani in Etiopia 1936-1941

Editori Laterza , Roma – Bari 2008

 

Sino agli inizi degli anni 70 il tema del nostro passato coloniale era poco o punto considerato. Si parlava, genericamente di un colonialismo "diverso", che aveva portato strade e civiltà ovvero di un colonialismo "straccione" a confronto di quello francese o inglese; tanto a voler ribadire il mito degli "italiani brava gente".

Era necessario l’opera pluridecennale di uno storico come Angelo Del Boca, accettata e sostenuta da un editore della larghezza di vedute di un Vito Laterza per aprire una stagione di studi e, mi azzardo a dire, una scuola storiografica di tutto rispetto.

I volumi della “Storia degli italiani in Africa” costituiscono un’opera storiografica di prima grandezza in cui, per la prima volta ci è stato fatto leggere, prove documentarie alla mano: di massacri, impiego di gas, campi di concentramento, deportazioni. Un panorama punto edificante di cui nessuno aveva o voleva sentir parlare. Essere equanimi col passato è difficile, nessuno vuole ammettere che la propria gente, il proprio popolo e in definitiva se stesso possa compiere il male: uccidere, deportare o violentare deliberatamente, per un fine di dominio.

Purtroppo la nostra storia coloniale è stato anche questo.

Continuando nel solco dell’opera di Del Boca Matteo Dominioni parla dell’avventura italiana in Etiopia affrontandola nella sua poliedricità: azione militare, assetto politico-amministrativo, la guerra d’occupazione, alla seconda guerra mondiale ed al crollo dell’impero coloniale.

Le 350 pagine del libro, frutto per evidenza di una ricerca archivistica e di diari e memorie inedite, non possono che costituire motivo di dibattito ed anche di polemica. Personalmente spero possano servire ad un ripensamento del nostro cammino come nazione ed al nostro rapporto con altri popoli e culture, oggi così attuale.

Vorrei concludere con una nota; Del Boca sollecitò l’istituzione (similmente a quanto fatto per l’Olocausto e le Foibe) di un giorno della memoria per le vittime del colonialismo italiano. Personalmente ritengo che più che un giorno della memoria sarebbe necessaria la memoria ogni giorno. Non sto facendo un gioco di parole. Ritengo che per le grandi tragedie del XX secolo (nazionalsocialismo, comunismi, olocausto, colonialismo, guerre mondiali) sia necessario mantenere un quotidiano impegno di memoria e di coscienza non solo per comprendere “come sia stato possibile”, non solo “perché non si ripeta” ma soprattutto perché i popoli abbiano una nuova coscienza del loro cammino sulla terra diverso per ciascuno di essi, ma identico per dignità.

Edited by galland
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Chiedo scusa a galland se mi intrometto nel suo topic, ma vorrei segnalare un'opera che, a mio parere, si presenta come un buon punto di partenza per chiunque voglia cimentarsi con il tema della storia coloniale del nostro paese.

 

Infatti, oltre agli ottimi lavori di Del Boca, giustamente definiti come una pietra miliare della storiografia sull'argomento, segnalo un lavoro di Nicola Labanca, Oltremare. Storia dell'espansione coloniale italiana (Il Mulino editore, collana paperbacks storia, euro 14). Il testo affronta tutte le aree geografiche in cui si è sviluppata l'esperienza coloniale italiana, dando una visione d'insieme sulla questione.

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  • 2 weeks later...
Guest galland

Roberto Granati

Storia dei Samurai e del Bujutsu

Nascita ed evoluzione dei “bushi” e delle loro arti nel Giappone feudale

Robin edizioni, Roma 2008

Pagine 306 Euro 15,00

 

Recapiti:

Robin edizioni srl via Silla 35 00192 Roma

Web: www.robinedizioni.it

e-mail: robinedizioni@robinedizioni.it

Il libro:

Il Giappone feudale vide la nascita di una delle più straordinarie figure di guerriero professionista mai esistite, il samurai, capace di coniugare sofisticate abilità di combattente con una profonda cultura e una rigida educazione interiore.

La classe samurai, emersa dalle nebbie nei primi secoli di storia nipponica tra l’VIII e l’XI secolo, sostituì ben presto la precedente classe dominante dei nobili di corte (kuge) e dopo l guerra Genpei (1180-1185) assunse definitivamente il controllo del paese, mantenendolo solo sino al 1868.

Il bushido (la via del guerriero) rappresento per i samurai un codice etico corrispondente alle virtù cavalleresche dei paladini europei. Tali doti di coraggio, lealtà, onore, benevolenza, sincerità, giustizia furono messe in evidenza durante le numerose vicende belliche della turbolenta storia feudale, rendendoli di fatto immortali.

Questo saggio è il risultato di tre anni di accurata ricerca accademica che ha portato l’Autore a contatto con le variegate realtà della tradizione samurai tuttora esistenti in Giappone, e costituisce uno studio approfondito a livello storico e una rievocazione dei fatti e personaggi che ancora oggi sono alla base delle leggende e del folklore nipponico.

 

L’autore:

Roberto Granati, nato a Roma nel 1974, si è laureato con lode in Storia presso l’Università Cà Foscari di Venezia, specializzandosi nel Giappone feudale e da anni compie ricerche sulla storia del “budo”. Ha svolto attività giornalistica ed editoriale collaborando con varie riviste di livello nazionale nel settore turistico. Dal 1992 pratica assiduamente le arti marziali, in particolare l’antica disciplina del Daito Ryu Aikijujutsu (scuola di combattimento e difesa a mani nude di origini samurai) che lo vede impegnato dal 1999 come insegnante.

Serio studio della scherma e delle armi antiche nipponiche (Katori Shinto Ryu) che esercita da molti anni, ha fondato ed è presidente dell’associazione “Taki No Kan” di Verona, che si occupa della divulgazione della cultura tradizionale giapponese.

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Chiedo scusa a galland se mi intrometto nel suo topic, ma vorrei segnalare un'opera che, a mio parere, si presenta come un buon punto di partenza per chiunque voglia cimentarsi con il tema della storia coloniale del nostro paese.

 

Infatti, oltre agli ottimi lavori di Del Boca, giustamente definiti come una pietra miliare della storiografia sull'argomento, segnalo un lavoro di Nicola Labanca, Oltremare. Storia dell'espansione coloniale italiana (Il Mulino editore, collana paperbacks storia, euro 14). Il testo affronta tutte le aree geografiche in cui si è sviluppata l'esperienza coloniale italiana, dando una visione d'insieme sulla questione.

 

Mi permetto di consigliare anche "Squadrone Bianco" di Domenico Quirico che tratta la storia delle truppe coloniali indigene italiane nello specifico.

 

Inoltre Sergio Bonelli Editore sta pubblicando un fumetto in 17 episodi chiamato "Volto Nascosto" ambientato nell'Eritrea del fine '800 e fortemente incentrato sulle vicende belliche nazionali. link

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Consiglio a tutti alcuni libri che ho già letto e ho trovato interessanti:

 

- Paul Carell (Operazione Barbarossa - le Volpi del Deserto - Sie Kommen! (Arrivano!)).

Ex alto ufficiale tedesco, racconta le principali operazioni dell'asse dal campo dei perdenti. Lo stile è bellissimo, in certi punti si avvicina molto a quello di un romanzo. Sempre lineare e scorrevole, avvincente a tratti.

 

- Liddell Hart: Storia militare della seconda guerra mondiale

Un must per chiunque interessato di guerra e strategia, la storia è stata scritta da uno tra i più grandi pensatori militari inglesi, definito: il capitano che insegna ai generali

 

- Desmond Young, Rommel

Biografia della volpe del deserto, scritta da un ex generale di brigata inglese catturato dai tedeschi nel deserto

 

- Leonce Peillarde: la Battaglia dell'atlantico

A tratti avvincente, a tratti un po lento, è comunque uno tra i più bei libri di storia navale che abbia letto

 

- Sandy Woodward: One Hundred Days (in inglese)

La storia della guerra delle falkland scritta dal comandante della TF navale inglese

 

- Michael Oren: La guerra dei sei giorni

Mettiamola così: la prima parte è politica e basta, ma la seconda parte racconta giorno per giorno le operazioni militari

 

- Un sommergibile non è ritornato alla base (l'autore non me lo ricordo)

La storia di Betasom, i sommergibili italiani dislocati a Bordeaux durante la WWII

 

NB: non avendo i libri sottomano, mi scuso per delle eventuali inesattezze. Se interessati inviatemi un PM tra 10 giorni

Edited by Rick86
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