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Il contrasto della Fratellanza Mussulmana in Gran Bretagna e le implicazioni nei rapporti economici con gli EAU


zander
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Giornalisti del quotidiano The Guardian sono entrati in possesso di documenti del governo degli EAU che descrivono le relazioni tra Gran Bretagna e gli EAU dal 2012, e che spiegano il fallimento di alcuni grandi contratti tra i 2 paesi.

Nel giugno 2012 Mohamed Morsi, noto esponente del gruppo Fratelli Mussulmani, fu eletto presidente dell'Egitto.

Immediatamente gli oppositori mediorientali di questo movimento politico si attivarono per cercare di contrastarlo.

Lo Sceicco Mohammed - il governatore de facto degli Emirati Arabi Uniti degli EAU - si lamentò con il PM inglese David Cameron della inaccettabile situazione che si era creata in Egitto e chiese un intervento fermo contro il movimento politico, che altrimenti avrebbe destabilizzato l'intera regione.

Londra era accusata tra l'altro di essere la base europea della Fratellanza Mussulmana, ormai insediata nella società britannica.

La BBC è un canale di informazione di rilevanza mondale ma il 70% delle informazioni sul Medio Oriente erano contraria agli interessi di EAU, in quanto, sosteneva lo sceicco, la BBC era infiltrata da un elevato numero di esponenti simpatizzanti della Fratellanza Mussulmana.
Quindi il principe chiese a Cameron di intervenire sulla BBC per rendere inoffensiva l'informazione pro Fratellanza.

Lo sceicco iniziò una campagna di repressione contro esponenti del movimento nel suo paese e quando Al Sisi prese il potere in Egitto, una repressione ancora più dura colpì il movimento. Ma Londra non mosse un dito.

In cambio della repressione della Fratellanza in Gran Bretagna, gli Emirati Arabi Uniti offrirono a Cameron una serie di lucrosi contratti:

  • BP di nuovo in gioco nei contratti per lo sfruttamento delle sabbie ricche di petrolio al largo della costa di Abu Dhabi;
  • progressi sulla proposta di £ 6 miliardi per l'acquisto dei velivoli militari Typhoon;
  • ulteriore approfondimento del rapporto intelligence e militare;
  • nuovi fondi da investire in Gran Bretagna.

Al 2012 gli Emirati Arabi Uniti avevano investito £ 1,5 miliardi nel Regno Unito, sostenendo 32.000 posti di lavoro.
Aziende del Regno Unito come BP, BAE, Rolls-Royce avevano trovato enormi opportunità negli Emirati Arabi Uniti, e 120.000 cittadini britannici erano espatriati negli Emirati Arabi Uniti, mantenendo un elevato tenore di vita.

Quando l'azione britannica non si concretizzò, gli EAU manifestarono il disappunto verso il Regno Unito attraverso la pressione commerciale e politica:

  • nel 2012 BP fu temporaneamente esclusa dal proporre offerte per una proroga di concessioni petrolifere onshore nel Golfo;
  • a fine del 2013 gli Emirati Arabi Uniti rifiutarono di comprare i caccia Typhoon.

Nel 2014 gli EAU reiterarono gli allarmi e anzi avvisarono la Gran Bretagna che l'atteggiamento inglese non era affatto apprezzato e che avrebbero degradato i rapporti con la Gran Bretagna a causa dell'indifferenza inglese di fronte alla minaccia dei Fratelli Mussulmani per i suoi alleati e per la regione mediorientale.

Pochi mesi dopo il rifiuto del contratto a favore della BAe Systems, Cameron annunciò delle iniziative contro la Fratellanza Mussulmana sul suolo britannico. L'ambasciatore britannico negli UAE incontrò nell'aprile 2014 Khaldoon al-Mubarak, conosciuto per essere il proprietario del Manchester City Football Club ma soprattutto braccio destro dello sceicco.

Secondo i verbali della riunione visionati dai giornalisti del Guardian, Khaldoon al-Mubarak riferì ai funzionari inglesi che "il Regno Unito avrà bisogno di considerare le implicazioni politiche, quando tre dei suoi più importanti alleati nella regione (Egitto, Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti) hanno preso una decisione chiara per quanto riguarda i Fratelli Mussulmani". "Se la Gran Bretagna non supporta i suoi alleati", continuò Mubarak , "le conversazioni difficili che abbiamo avuto, diventeranno molto più difficili. Stiamo sollevando una bandiera rossa."

Dominic Jermey, ambasciatore britannico in UAE, che era alla riunione, ribadì che i servizi di sicurezza avevano come priorità al-Qaeda e le minacce terroristiche dirette verso il Regno Unito, oltre che le azioni della Fratellanza e garantì i suoi interlocutori che la Gran Bretagna era attenta alle preoccupazioni degli Emirati Arabi Uniti.

Tuttavia gli Emirati Arabi Uniti apparentemente non rimasero colpiti. Un mese dopo l'incontro, decine di consiglieri militari britannici presso le forze armate degli Emirati Arabi Uniti tornarono a casa quando i loro contratti non furono rinnovati.

http://www.theguardian.com/world/2015/nov/06/uae-told-uk-crack-down-on-muslim-brotherhood-or-lose-arms-deals

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