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BAE System SEP 8x8


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Gli studi per la realizzazione di un veicolo ad altissima tecnologia iniziarono nel 1997 a cura della BAE System, sotto esplicita richiesta dell’esercito svedese. Il programma si suddivideva in due varianti: gommata con trazione 8x8 e cingolata. Entrambi i prototipi dovevano convergere come modularità, parti in comune, sistemi difensivi all’avanguardia ma soprattutto la trazione ibrido-elettrica. Quest’ultimo requisito sempre più voluto e sperimentato per esempio dalla tedesca Rheinmetal o dall’americana Nexter. Il primo prototipo fu testato nel 2000 e dal 2003 vennero realizzate le prime valutazioni operative sul campo della versione cingolata, mentre la versione 8x8 e 6x6 vennero presentate nel 2001 e collaudate operativamente nel 2005. Nel corso del 2006 la Ground System Hägglunds AB si fuse con il colosso BAE System, acquisendo il nome di Bofors BAE System AB. Tale fusione consentì la prosecuzione del programma che divenne (per costi di sviluppo) enormemente onerosa da parte sia dell’azienda sia del Ministero della Difesa svedese. Dati gli ottimi risultati, entrambi i prototipi vennero presi in considerazione dall’esercito inglese e i test di valutazione iniziarono nel gennaio del 2007 all’interno del programma FRES (future rapid effects system). Tale inserimento nel programma di sviluppo avrebbe dovuto far confluire nuove risorse finanziarie, in quello che sembrava un “buco nero progettuale”. Nel luglio dello stesso anno la Gran Bretagna rinunciò ad ulteriori fasi di test, lasciando di fatto la Svezia la sola interessata al progetto.

 

Nel febbraio 2008 anche la Svezia abbandonò per mancanza di ulteriori partner internazionali (fonte del Ministero della Difesa svedese, capo delle forze armate Leif Nylander), scelta pressoché obbligata a seguito degli ingenti tagli alla difesa derivati dalla crisi economica. Già nel 2008 i test per entrambe le versioni erano già conclusi e il progetto SEP poteva ritenersi operativo, ma con l’uscita della Svezia entrambi i veicoli rimasero allo stadio di prototipo. Anche proseguendo con la pre-produzione dei veicoli, non poterono entrare in servizio prima del 2014. Ciò convinse l’esercito svedese a stringere accordi commerciali per l’adozione del Patria AMV 8x8, considerando quindi l’utilizzo della sola trazione gommata meccanica, più standard.

La BAE System, per rientrare in parte nei costi del programma SEP, accordò una joint-venture con la Kongsberg Devotek norvegese per lo sviluppo di una versione più semplificata 6x6. Non avendo nessun ordine, fu utilizzato come base di partenza per l’APV 6x6 Alligator. Il SEP era progettato per essere aviotrasportato dai C-130 Hercules e dagli A-400.

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MOTORE

 

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La propulsione del mezzo si avvale di un sistema ibrido (che verrà approfondito nella sezione “trasmissione”. Per quanto concerne la parte meccanica, a fornire potenza meccanica ai due generatori ZF sono due motori indipendenti ma sincronizzati.

Le due unità propulsive sono gli austriaci Steyr M16 TCI turbodiesel, 6 cilindri in linea a quattro valvole per cilindro, 3.200 cc di cilindrata, 268 CV a 4000 rpm e 500 Nm a 2400 rpm di coppia. Iniezione elettronica diretta bi-stadio, gestione tramite ECU. Pre-riscaldamento a freddo elettronico.

 

CATENA CINEMATICA E TRASMISSIONE

 

In sostanza, come accennato, vi sono due motori a combustione interna sincronizzati ai comandi. Essi alimentano due generatori elettrici ZF i quali forniscono energia direttamente ai motori elettrici o attraversi pacchi batteria posizionati sotto le lastre balistiche del veicolo. Le ruote sono mosse da motori elettrici dedicati indipendenti l’uno dall’altro.

 

La genialità del veicolo è usare il sistema ibrido come un vero e proprio strumento tattico e di sopravvivenza. Dal punto di vista tattico, l’utilizzo delle batterie consente di escludere (quindi spegnere) i due motori diesel permettendo la trazione totalmente elettrica. Ciò permette avvicinamenti all’obbiettivo a ridottissima traccia termica e pressoché nulla traccia sonora (limitata ovviamente dal terreno nel quale il veicolo transita). Dal punto di vista della sopravvivenza, se le batterie vengono danneggiate, i motori elettrici vengono alimentati direttamente dai motori termici. Viceversa, se i motori termici vengono danneggiati o finiscono le riserve di carburante, il veicolo mantiene una certa capacità di evasione, utilizzando l’elettricità accumulata nelle batterie.

 

Nel complesso, il sistema ibrido aumenta la cubatura interna del mezzo, oltre a ridurre notevolmente i consumi di carburante. Inoltre, essendo composto da moduli facilmente intercambiabili, ne viene ridotta la manutenzione, il peso e in media i guasti su terreni difficili.

 

Ogni generatore sviluppa 100 KW massimi di potenza, ogni motore elettrico è dotato di riduttore a due velocità, questo schema tecnico permette un’elevata ridondanza e sopravvivenza quando si opera in combattimento o su terreni difficili.

Le sospensioni indipendenti idro-pneumatiche sono montate su supporti a doppio braccio a molla di torsione breve. L’asse anteriore è normalmente sterzante, mentre l’asse posteriore diviene sterzante alle medio-basse velocità, mentre può venire bloccato per le alte velocità o per consentire un maggio governo su fondi stradali. Dotato di ABS, ESP e il dispositivo centralizzato per la regolazione del livellamento e gonfiaggio dei pneumatici.

 

CABINA-BLINDATURA

 

Lo scafo corazzato è formato da una cellula di sopravvivenza, dotata di un’armatura balistica integrata. Essa è composta da acciai alto-resistenziali, progettato per resistere ai frammenti schrapnel e al munizionamento 7,62 x 39 soviet. L’armatura al completo arriva a pesare 1,5 t con l’aggiunta di piastre ceramiche, le quali garantiscono la resistenza contro i proiettili perforanti per un massimo di 14 mm. Un ulteriore upgrade consente di resistere ai colpi da 30 mm, eccezion fatta per i sabot.

 

L’apparato di difesa chiave è designato AAC (active armature concept). Ideato dallo Studio tedesco IBD Deisenroth. Gli elementi principali del sistema sono i moduli sensore-contromisura disposti intorno al veicolo. Un processore determina il tipo e la traiettoria del bersaglio in avvicinamento. Successivamente, un modulo contromisura vicino al punto di impatto calcolato viene attivato ed espelle "energia diretta" sotto forma di fascio laser o campo magnetico per distruggere o interrompere l’attacco. La disposizione di sensori e contromisure offre una protezione emisferica. I settori di sovrapposizione dei moduli sensore di contromisure consentono al sistema di creare uno scudo “virtuale” da attacchi multipli.

 

Nell’aprile 2008, al poligono sperimentale in Inghilterra, il sistema AAC ha dimostrato la sua affidabilità, dopo essere stato esposto al fuoco diretto di mitragliatrici e al fuoco in sequenza ravvicinata di due RPG. Al termine del test sfilò sotto la tribuna d’onore con appena i segni di bruciatura nella vernice.

 

L’integrazione con diversi sistemi di missione elettronica è supportata anche dai sistema CAN-Bus Multiplex (utilizzati anche in ambito automobilistico), oltre all’utilizzo di reti Ethernet ad alta velocità per le applicazioni tattiche, insieme ai sistemi C4ISR.

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Il mezzo consente il trasporto di 12 persone: pilota, co-pilota/navigatore, capomissione, operatore di tiro e gestione del sistema difensivo + otto soldati completamente equipaggiati. L’insieme è completamente schermato da impulsi elettromagnetici e NBC.

Il design modulare del mezzo comprende due sezioni principali: uno chassis fisso costituito da apparato motore termico anteriore, cabina pilota e copilota, treno di rotolamento e vano batterie. La seconda sezione è intercambiabile a seconda dell’impiego. Le varianti comprendono:

 

APC (armoured personal carrier): armato di torretta a controllo remoto con mitragliatrice leggera calibro 7,62 mm o mitragliatrice pesante da 12,7 mm;

 

IFV (infantry fight vehicle): come l’APC ma con l’aggiunta di un lanciagranate da 40mm

 

FSV (fire support vehicle): dotato di torretta remota con cannone da 120 mm o un cannoncino a tiro rapido da 25 mm;

 

CV (command vehicle): dotato di sistemi di comunicazione a lungo raggio e apparato radar. Supporta i sistemi per la guerra elettronica;

 

Ambulance;

 

Logistic Vehicle: prevede l’istallazione di un pianale da trasporto;

 

Recovery Vehicle; dotato di verricello e gru per la rimozione/traino di veicoli danneggiati;

 

Reconnaissence Vehicle; progettato per la Guerra elettronica e con armamento leggero. Con l’ausilio di un opportuno kit può svelgere azioni di sminamento e counter-IED;

 

Mortar Carrier: con apparato mortaio Bofors da 81 mm o 120 mm, stivato all’interno del vano carico blindato. Il controllo di tiro è totalmente digitalizzato.

 

DATI TECNICI BAE System SEP 8x8

 

 

 

Anno entrata in servizio:

2011 (creazione del APV 6x6 Alligator, erede del programma SEP, quest’ultimo mai entrato in servizio)

Fabbricazione:

BAE System

Tipo cabina:

A motore avanzato (termico)

Operatori:

4 + 8

Codice motore:

Steyr M16 TCI

Layout motore:

2x 6 cilindri in linea, diesel, sovralimentato, 4 valvole per cilindro (termico)

Accensione primaria:

elettronica

Avviamento minimo senza pre-start:

-10 gradi

Cilindrata:

2x 3.200 cc

Potenza:

2x 268 CV a 4000 rpm

Coppia:

2x 500 Nm a 2400 rpm

Alessaggio per corsa:

85 mm x 94 mm

Lunghezza:

6,1 m

Larghezza:

2,8 m

Altezza::

2,2 m

Dimensione ruote interasse:

(dato in attesa di aggiornamento)

Consumo:

(dato non disponibile)

Multi carburante:

si

Cap.carburante:

(dato in attesa di aggiornamento)

Autonomia:

600 km (con motore termico)

Trasmissione:

ibrida/elettrica cablata, 2 generatori indipenenti

Guado:

1,2 m

Max Velocità su strada:

100 Km/h

Max Velocità Off-Road:

50 km/h circa

Max angolo d’attacco:

45 gradi

Max angolo d’uscita:

55 gradi

Inclinazione laterale:

36 gradi

Ostacolo verticale:

600 mm

Altezza dal suolo:

500 mm

Peso max. totale:

27 t

Peso tara:

Max carico rimorchiabile:

14,5 t

 

(dato non disponibile)

Misure ruote:

405/70 R24

Tipo assi:

assenza di assi meccanici

Ponte di trasmissione:

trazione ibrida indiretta/ trazione elettrica

Freni:

idro-pneumatici

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figurati ;) però è un vero peccato che nessun altro stato abbia scommesso sul SEP.. come piattaforma di sviluppo avrebbe potuto dare una spinta notevole all'uso dell'ibrido, oltre ai dimostratori si intende.

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Avrebbero dovuto esserlo ma, come scritto nell'articolo, nessuno vuole andare incontro a certi costi per un veicolo a scopo tattico. In risposta si, cash permettendo avrebbero tutte le potenzialità per superare la tecnologia americana.

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