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L'isola di Saseno


zander
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repubblica.it ha pubblicato un bell'articolo sull'isola albanese di Saseno raccontandone la storia.

 

(wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Saseno)

 

Prima isola ottomana, poi sotto l'egemonia veneziana, quindi greca, nel 1913 albanese, poi avamposto militare italiano negli anni del protettorato italiano, questa isola è una sentinella nel Canale d'Otranto.

Dopo la seconda guerra mondiale Hoxha cedette l'isola ai sovietici in cambio della cancellazione del debito. I sovietici ebbero quindi un eccellente avamposto per controllare il Canale d'Otranto ed il Mediterraneo. "Da lì posso controllare il Mediterraneo fino a Gibilterra" dichiarò Nikita Kruschev nel 1958. Ma tre anni dopo Tirana ruppe le relazioni con Mosca e il leader albanese Hoxha intimò ai sovietici di andarsene da Saseno e Valona. I russi però non lasciarono l'isola amichevolmente. Lo scrittore albanese Ismail Kadarè nel romanzo "Il Grande Inverno" ha raccontato i giorni della tensione a Saseno e la vittoria della marina e dell'aviazione albanesi nel duello in mare con i sommergibili sovietici. Ho già letto 2 romanzi di Kadarè, "I tamburi della pioggia" ed "Il generale dell'armata morta", entrambi ottimi. Il prossimo a questo punto non può essere che "Il Grande Inverno".

Tirana si avvicinò allora a Pechino. Nel 1968, l'Albania uscì dal patto di Varsavia in risposta ai blindati russi entrati a Praga. Negli anni Settanta, deluso dalla distensione e dai cinesi, Hoxha chiuse l'Albania al mondo. L'Albania fu cosparsa di bunker, ben 700mila, a protezione di un imminente attacco, che poteva giungere tanto da occidente quanto dagli ex alleati. Solo a Saseno ne furono costruiti 3600.

Alla caduta del regime di Hoxha seguirono momenti di grande tensione, in quanto il contingente di Sesana ricevette l'ordine di dirigersi verso Tirana, ordine che fortunatamente venne poi revocato.

Poi vennero gli anni delle piramidi finaziarie (1997), degli scafisti e dei traffici illeciti.

 

L'isola si trasforma in un covo di trafficanti, al tempo stesso nascondiglio e punto di partenza delle imbarcazioni, mentre i tunnel militari vengono stipati di armi e droga. Nel 1997 l'Italia rimette piede a Saseno nell'ambito di una missione interforze di pattugliamento del canale e contrasto della criminalità. Sull'isola si stabilisce un contingente del Battaglione San Marco col compito di proteggere i radar. Gli italiani si sono ritirati da Saseno nel 2009.

Qualche anno fa la marina militare albanese si è unita alle esercitazioni delle forze Nato e ha usato Saseno come un poligono di tiro.

Oggi però è partito un programma per cercare di recuperare le bellezze e la storia dell'isola.

Qui il link all'articolo:

http://www.repubblica.it/viaggi/2015/08/12/news/albania_saseno_l_isola_che_non_c_era-120799131/

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