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Guerra in Ucraina e crisi in Crimea: operazioni militari

Crisi Ucraina e Crimea - thread ufficiale

 

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Riporto questa interessante intervista fatta il 1 marzo 2014 a Fabrizio Castagnetti, ex capo di Stato maggiore dell’Esercito italiano, sulla sizuazione Ucraina. (fonte)

 

“Senza un accordo politico per separare la Crimea dall’Ucraina, la Russia interverrà militarmente. Il porto di Sebastopoli è l’unico sbocco di Mosca sul Mar Nero, indispensabile alla Marina russa per raggiungere il Mediterraneo”. Lo evidenzia il generale Fabrizio Castagnetti, ex capo di Stato maggiore dell’Esercito italiano. Il ministro degli Interni dell’Ucraina, Arsen Avakov, ha accusato le forze navali russe di avere occupato l’aeroporto di Sebastopoli, definendo quanto è avvenuto un’“invasione armata”. La flotta russa di stanza sul Mar Nero ha però negato che dei suoi uomini stiano prendendo parte all’operazione. Nel frattempo il Parlamento della Crimea ha annunciato un referendum sull’espansione dell’autonomia della regione che si terrà il 25 maggio.

Generale Castagnetti, qual è il significato militare delle schermaglie all’aeroporto di Sebastopoli?

La Marina russa ha sempre avuto una base navale a Sebastopoli, dove è rimasta anche dopo che la Crimea è stata ceduta all’Ucraina. Anche il Parlamento è stato occupato, pur senza spargimenti di sangue. Questo è un dato di fatto e vuol dire che la popolazione crimea sta con la Russia. Per uscire dalla crisi è inevitabile una separazione tra Ucraina e Crimea. Quest’ultima, essendo filo-russa, non intende compiere alcun passo verso l’adesione all’Unione Europea.

 

Per il ministro Avakov quanto è avvenuto sarebbe un’“invasione armata” da parte della Russia. Come valuta questa affermazione?

E’ una dichiarazione esagerata e che non andava fatta. La flotta russa è sempre stata in Crimea e quindi non si capisce in che senso sarebbe avvenuta un’invasione. In questo momento occorre usare la massima cautela, e del resto non sono d’accordo con quanti attribuiscono alla Russia tutte le colpe di quanto sta avvenendo.

Per quali motivi?

Era naturale che la Russia non vedesse di buon occhio l’orientamento dell’Ucraina a un ingresso nell’Ue. Per comprendere la crisi ucraina, occorre guardare agli avvenimenti degli ultimi 25 anni. Prima si è disintegrato il patto di Varsavia senza che Mosca reagisse. Quindi le stesse Repubbliche che fino a poco prima facevano parte dell’Unione sovietica si sono staccate. Con Kiev è rimasta un’alleanza strategica ed economica, e ricordo del resto che Stalin diceva che se si perde l’Ucraina sparisce la Russia. Prima di criticare Mosca, occorre calarsi nei sentimenti del popolo russo che da sempre è molto nazionalista. Lo stesso Putin del resto si è limitato a dire che era contrario a un ingresso dell’Ucraina nell’Ue, ma non si è spinto a compiere particolari ritorsioni contro Kiev.

Da un punto di vista militare e strategico, qual è l’importanza della Crimea?

L’importanza della Crimea è rappresentata dai suoi porti sul Mar Nero, dai quali le navi della Marina possono raggiungere il Mediterraneo. La Russia non ha sbocchi sul mare, se non dalla Siberia che si affaccia sul Pacifico. Per la Russia lo sbocco sul Mar Nero è dunque estremamente importante, tanto che non si può permettere di perdere il porto di Sebastopoli. E’ indispensabile un accordo politico, altrimenti Mosca interverrà militarmente. La maggioranza della popolazione della Crimea del resto parla la lingua russa ed è filo-russa.

In caso di conflitto, anche l’Europa potrebbe essere coinvolta?

Spero proprio di no. Si tratta di questioni interne e gli Stati europei devono assolutamente evitare di intervenire, perché poi non sarebbero in grado di gestirne le conseguenze. Dobbiamo renderci conto che quanto sta avvenendo in Ucraina e in Crimea è una crisi politica, e che inviare dei militari non servirebbe a niente. Non è più come fino a 70 anni fa, quando le guerre nascevano per il desiderio di supremazia militare di uno Stato sull’altro.

Che cosa è cambiato?

Oggi tutti i conflitti incominciano per motivi politici e solo in un secondo momento si genera un’escalation militare. L’errore dell’Occidente, sia dell’Europa sia degli Usa, è che di fronte a queste crisi manda un contingente militare e poi si dimentica del problema, e così dimostra di non comprendere che la vera natura di queste crisi è politica. Un intervento militare può essere completato in pochi giorni, ma per cambiare la mentalità delle persone occorrono secoli ed è a questo livello che bisogna intervenire.

 

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Articoli di approfondimento:

 

Aeronautica militare Ucraina - Aereimilitari.org

Le carte militari di Mosca nella crisi ucraina - Il Sole 24 Ore

Caos Ucraina, telefonata di 90 minuti tra Putin e Obama - Corriere della Sera

Russian parliament approves troop deployment in Ukraine - BBC

 

 

Modificato da admin
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Ma è vera la storia dell'A 50 russi andato distrutto?

Poca pazienza?

11 ore fa, Flaggy ha scritto:

Contrattacco ucraino a nord di Bakhmut ed un A-50 a fuoco??! Vedremo...

19 minuti fa, Flaggy ha scritto:

Poca pazienza?

Infatti la notizia mi aveva lasciato un attimo perplesso: è probabilmente la zona più difficile del fronte, dove i ruzzi hanno concentrato buona parte di quello che hanno, com'era possibile condurre proprio lì un contrattacco?

Nane Cantatore sul suo profilo facebook sembra confermare.

@Flaggy


No, c'è un contrattacco ucraino
a nord di Bakhmut, purtroppo.
Cioè sì, il modo giusto per farlo è condurre un contrattacco lungo la rotta M-03 per tagliare fuori il nemico che ha sfondato a sud dalla rotta.
Ma è abbastanza ovvio e il nemico considera senza dubbio una tale possibilità.
Cioè non possiamo contare sulla sorpresa, dobbiamo contrattaccare con forze considerevoli, che ora non ci sono.

7 ore fa, Berkut ha scritto:

Infatti la notizia mi aveva lasciato un attimo perplesso: è probabilmente la zona più difficile del fronte, dove i ruzzi hanno concentrato buona parte di quello che hanno, com'era possibile condurre proprio lì un contrattacco?

Possibile è possibile: sono i russi quelli con l'ISR che fa schifo e gli Orlan 10 che temono il freddo. Contrattacchi ci sono stati anche a sud. Il vedremo era più che altro rivolto alla buona riuscita dell'azione.

6 ore fa, tabu ha scritto:

@Flaggy


No, c'è un contrattacco ucraino
a nord di Bakhmut, purtroppo.
Cioè sì, il modo giusto per farlo è condurre un contrattacco lungo la rotta M-03 per tagliare fuori il nemico che ha sfondato a sud dalla rotta.
Ma è abbastanza ovvio e il nemico considera senza dubbio una tale possibilità.
Cioè non possiamo contare sulla sorpresa, dobbiamo contrattaccare con forze considerevoli, che ora non ci sono.

Non capisco perchè citi me: come vedi sopra non sono io quello da convincere che un contrattacco sia possibile...

L'effetto sorpresa non è dato solo dal dove, ma anche dal quando e soprattutto dal come (in particolare se contempla fare a pezzi l'artiglieria russa senza la quale i lanzichenecchi sono morti...), per quello attendo info su come sia andata. E' una zona di fronte molto ristretta e gli ucraini avevano riserve. Non è quindi che quanto necessario non ci sia: bisogna vedere quanto costa e se ne vale la pena.

 

Il prmo battaglione ucraino ha completato l'addestramento sul Bradley.

Un articolo che riassume un anno dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina.
In questo anniversario dell'inizio del conflitto, ecco alcune cifre:

► Vittime militari
Secondo le ultime stime citate il 22 gennaio dal Capo di Stato Maggiore norvegese, più di 180.000 soldati russi e 100.000 ucraini sono stati uccisi o feriti. Il Ministero della Difesa britannico stima che siano stati uccisi più di 137.000 soldati russi. Si tratta spesso di soldati di leva che non hanno ricevuto un addestramento sufficiente prima di essere inviati al fronte.
Il governo russo fornisce stime inferiori sulle perdite. Queste stime variano a seconda che si contino le vittime tra le milizie Wagner o le forze separatiste. L'Ucraina riferisce poco sulle sue perdite, che stima tra le 10.000 e le 13.000 nel dicembre 2022.
Entrambi i Paesi tendono a minimizzare le proprie perdite militari e ad esagerare quelle del nemico, rendendo difficile separare il vero dal falso nelle loro dichiarazioni.

Vittime civili
Secondo le ultime cifre fornite dalla Norvegia, le vittime civili ammontano a 30.000. Questa stima è vicina a quella dell'Ucraina, che a metà gennaio ha dichiarato di aver ucciso più di 40.000 persone, tra cui 400 bambini.
Da parte sua, l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha stimato a fine gennaio che 18.000 ucraini sono stati uccisi o feriti nei combattimenti.

Rifugiati e sfollati
Più di 7,2 milioni di rifugiati ucraini sono stati registrati in Europa, secondo i dati delle Nazioni Unite pubblicati a metà settembre 2022. I primi tre Paesi ospitanti sono Polonia, Germania e Repubblica Ceca. Inoltre, si stima che circa 6,9 milioni di ucraini siano sfollati, costretti a lasciare le loro case e a rifugiarsi in altri Paesi. Inoltre, circa tre milioni di ucraini si sarebbero trasferiti in Russia, anche se non è possibile determinare il rapporto tra coloro che vi hanno trovato asilo e coloro che sono stati sfollati con la forza.
Perdita di equipaggiamento militare
Secondo il sito statistico Oryx, 1.000 carri armati russi sono stati distrutti, 544 sono stati catturati dagli ucraini, 80 sono stati danneggiati e 65 abbandonati. Queste cifre si riferiscono solo alle perdite visivamente confermate. Il numero totale è quindi molto più alto e potrebbe essere più vicino a 2.000 carri armati distrutti, secondo un analista militare che pubblica regolarmente sulla piattaforma.
Secondo l'Istituto internazionale di studi strategici, la Russia ha perso il 6-8% dei suoi caccia, ma per alcuni tipi di aerei le perdite potrebbero arrivare al 10-15%. L'Ucraina, da parte sua, avrebbe perso metà della sua flotta di caccia.
Distruzione di infrastrutture civili
I combattimenti hanno avuto luogo principalmente nell'Ucraina orientale, dove sono state distrutte case e fabbriche. Le infrastrutture energetiche sono state bombardate dalla Russia in tutto il Paese. Secondo l'UNESCO, 3.000 scuole e 239 siti culturali sono stati danneggiati durante i combattimenti.
La Commissione europea, la Banca mondiale e il governo ucraino hanno stimato in un documento congiunto di settembre che la ricostruzione dell'Ucraina costerà 349 miliardi di dollari.

Fonte: La Croix

https://www.la-croix.com/Monde/crise-ukrainienne

10 ore fa, Alpino ha scritto:

Ma è vera la storia dell'A 50 russi andato distrutto?

Ecco le prime conferme sulle modalità dell'attacco. Poi se Peskov non ha niente da dire...magari è vero...

Cita

Attivisti bielorussi rivendicano la distruzione di un aereo russo

Partigiani bielorussi contro la guerra in Ucraina hanno rivendicato di aver distrutto un aereo militare russo in una base aerea vicino Minsk. "Questa è la diversione di maggior successo dall'inizio del 2022. L'operazione è stata condotta da due bielorussi. Hanno impiegato dei droni e hanno già lasciato il paese", ha twittato Franak Viacorka, un consigliere della leader dell'opposizione in esilio, Svetlana Tikhanovskaya.
L'attacco con due droni alla base aerea di Machulishchy, a 12 chilometri da Minsk, è stato rivendicato dall'organizzazione partigiana bielorussa Bypol, riferisce il Guardian. Il bersaglio colpito è un aereo Beriev A-50, "uno dei nove Awacs delle forze aeree russe dal valore di 330 milioni di dollari", sottolineano i partigiani, usando la sigla per gli aerei con sofisticati sistemi di ricognizione.
Non vi sono conferme indipendenti al grave danneggiamento dell'aereo, ma blogger militari russi e bielorussi hanno parlato ieri di esplosioni nella base aerea. Interrogato oggi in merito dai giornalisti, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto: "non abbiamo nulla da dire a questo proposito".

 

Quanto alla controffensiva ucraina a nord di Bakhmut, Cooper al momento non ha trovato niente di più di questo...

Rid continua a parlare di accerchiamento anche se non è la prima volta che  da quelle parti restano indietro con le notizie... Meglio però non farsi troppe illusioni: la situazione è parecchio difficile (anche se questi resoconti qui sotto non sono mai più recenti di 24 ore).

Beh, non si sa come va, ma almeno la prendono con spirito. D'altra parte è anche una  guerra di propaganda...e, almeno quella i russi sicuramente la stanno perdendo malamente...

Di sicuro a Bakhmut è arrivato il fango...

 

Modificato da Flaggy

Il 25/2/2023 at 23:20, Blabbo ha scritto:

Immaginate qualcuno che arrivi a sostituirlo con la narrazione di una guerra vera all'occidente. Hitler in Germania ci è arrivato così in fondo, sull'onda di una guerra perduta e un Paese mortificato.

bhe... no.
ti sei perso un decennio di rinascita industriale e tecnologica tedesca, sotto baffetto, con tanto di sorrisoni e pacche sulle spalle europei, prima di arrivare alla WWII. la Russia post-Putin e con un falco non avrebbe queste possibilità.

Per mettere le cose in prospettiva può essere utile.

16 ore fa, engine ha scritto:

Beh, se la Russia può mandare (legittimamente, avendo l'assenso del governo locale) truppe in Siria, allora non si capisce perché un robusto contingente UE non possa recarsi in Moldavia con mandato chiaro del Consiglio dell'UE con e regole di ingaggio ben precise, su espressa richiesta delle autorità di Chișinău e tenendosi alla dovuta distanza dalla Transnistria, cogliendo magari l'occasione per far risorgere una buona volta la defunta Eurofor.

2 ore fa, Athens ha scritto:

Beh, se la Russia può mandare (legittimamente, avendo l'assenso del governo locale) truppe in Siria, allora non si capisce perché un robusto contingente UE non possa recarsi in Moldavia con mandato chiaro del Consiglio dell'UE con e regole di ingaggio ben precise, su espressa richiesta delle autorità di Chișinău e tenendosi alla dovuta distanza dalla Transnistria, cogliendo magari l'occasione per far risorgere una buona volta la defunta Eurofor.

Perché quella sarebbe "una provocazione". 

Wishful thinking?

3 hours ago, Athens said:

Beh, se la Russia può mandare (legittimamente, avendo l'assenso del governo locale) truppe in Siria, allora non si capisce perché un robusto contingente UE non possa recarsi in Moldavia con mandato chiaro del Consiglio dell'UE con e regole di ingaggio ben precise, su espressa richiesta delle autorità di Chișinău e tenendosi alla dovuta distanza dalla Transnistria, cogliendo magari l'occasione per far risorgere una buona volta la defunta Eurofor.

Quando sento parlare di "regole di ingaggio ben precise" mi vengono i brividi

52 minuti fa, Alpino ha scritto:

Quando sento parlare di "regole di ingaggio ben precise" mi vengono i brividi

Anche a me, e presumo per lo stesso motivo.
Ovviamente il mio post va inteso come auspicio molto ironico vista l'attuale perdurante e oggettiva inesistenza della UE come soggetto politico, che determina l'assoluta mancanza delle condizioni minime necessarie per poter svolgere un qualsiasi ruolo attivo nella crisi ucraina.
Eppure, considerando che molti paesi UE sono anche membri NATO, una ipotetica iniziativa di "boots on the ground" in Moldavia comporterebbe per la Russia una virtuale impossibilità di reagire militarmente, sia perché i russi non possono fisicamente arrivare sul posto senza violare territori o spazi aerei dichiaratamente non permissivi e sia, soprattutto, perché l'ipotesi di agire direttamente contro uno qualsiasi dei paesi UE dotati anche di cappello NATO comporterebbe il rischio dell'applicazione del famoso articolo 5 del trattato Atlantico.
Insomma, al Cremlino non potrebbero fare altro che masticare amaro, abbassare la cresta e ingoiare il rospo. Il che non è detto che non possa avere ripercussioni dirette anche sul teatro ucraino.

Articolo un po' romanzato, ma piacevole e per certi versi approfondito del NY Times pubblicato oggi sulle perdite russe a Vuhledar, In 3 settimane le perdite russe ammonterebbero a 130 veicoli pesanti.

https://www.nytimes.com/2023/03/01/world/europe/ukraine-russia-tanks.html

2 ore fa, Berkut ha scritto:

 

Wishful thinking?

Di nuovo possiamo solo dire vedremo...

Dal campo ci dicono che da lì nessuno fornirà info in tempo reale...

D'altra parte avevamo detto vedremo anche quando domenica Cooper si era limitato a riportare (della serie non lo dico io...) di una controffensiva in atto a nord con accerchiamento dei russi, che poi oggi nel secondo dei suoi due aggiornamenti odierni riduce a questo...

Cita

2.) The second map is shown Ukrainian counterattacks of the last three days. Essentially, there was no ‘cauldron’ because there are too many Russians further east, and no weak spots to exploit. Instead, ZSU run a series of counterattacks with the aim of hitting forward rallying points of the VSR and disrupting further assaults, so to buy time for a rotation of battered units in the rear, and their replacement with fresh units.

Comunque non condivido la sua avversione per carri e aerei, anche se è indubbio che agli ucraini manchino munizioni per fermare la carne da cannone russa. Penso che chi abbia carri e aerei moderni (e non li usa alla membro di segugio) può ambire a una guerra di manovra e non solo a massacri stile Verdun...

In ogni caso ormai è chiaro che questi torneranno utili...

 

 

Minuto 36 circa, treno con una ventina di Armata più altrettanti boomerang, che Campochiari paragona ai bradley.. no direi agli stryker.  A questo punto mancano solo i kunganetz. 

 

 

https://www.youtube.com/live/IkPIJNU79xU?feature=share

 

Modificato da maxiss

3 ore fa, Flaggy ha scritto:

Di nuovo possiamo solo dire vedremo...

Dal campo ci dicono che da lì nessuno fornirà info in tempo reale...

D'altra parte avevamo detto vedremo anche quando domenica Cooper si era limitato a riportare (della serie non lo dico io...) di una controffensiva in atto a nord con accerchiamento dei russi, che poi oggi nel secondo dei suoi due aggiornamenti odierni riduce a questo...

Comunque non condivido la sua avversione per carri e aerei, anche se è indubbio che agli ucraini manchino munizioni per fermare la carne da cannone russa. Penso che chi abbia carri e aerei moderni (e non li usa alla membro di segugio) può ambire a una guerra di manovra e non solo a massacri stile Verdun...

In ogni caso ormai è chiaro che questi torneranno utili...

 

Oh, ad intuito se sui social gli informatori Ucraini lasciano che si parli di contrattacchi e sacche di russi prese alle spalle secondo me stanno davero preparando ad andarsene via da Bakhmut.

Anche perchè, cartine alla mano, il cerchio si stringe sempre di piu.

Modificato da Blabbo

Estremamente sospetto, anche alla luce delle informazioni di circa una settimana fa che segnalavano proprio movimenti sospetti da quelle parti, in preparazione di un possibile false flag. 

 

On 2/28/2023 at 5:07 AM, vorthex said:

bhe... no.
ti sei perso un decennio di rinascita industriale e tecnologica tedesca, sotto baffetto, con tanto di sorrisoni e pacche sulle spalle europei, prima di arrivare alla WWII. la Russia post-Putin e con un falco non avrebbe queste possibilità.

Esattamente

Anche perché all'epoca l'Europa se la stava facendo sotto causa rischi di espansione della rivoluzione russa. E veniva fuori da una guerra con milioni di morti e non erano così propensi ad uno scontro. Andate a vedere cosa diceva il buon Churchill di mussolini ed Hitler.

Un post Putin falco troverebbe una situazione con decisamente meno, o inesistenti, spazi per svolazzare.

La situazione a Bakhmut è veramente difficile e ormai è rimasta solo una strada per ritirarsi...

 

Intanto arrivano le immagini dell’attacco dei giorni scorsi all’A-50 di stanza di Bielorussia e che ora dovrebbe avere un paio di buchi aggiutivi non previsti a progetto...

Ma quando i danni non li fanno gli altri ci pensano da se...

 

Facciamoci una risata. 

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