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Storia Degli Arditi

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Storia degli Arditi

 

Nella prima Grande Guerra Mondiale, in seguito alle numerosissime vittime della guerra di trincea, capace di spegnere centinaia di anime in pochi minuti di combattimento, si cercò una soluzione ottimale per ridurre le perdite terribilmente alte che i reggimenti di fanteria erano costretti a sopportare per occupare poche decine di metri di terra di nessuno.

Nell’Ottobre del 1915 il Capitano Cristoforo Baseggio, in seguito ad alcune direttive emanate dai comandati italiani e su autorizzazione del Comando Supremo, costituì in Val Sugana una compagnia di Esploratori che contava tra le sue file circa 500 uomini e che prese il nome di Arditi. Tale compagnia si distinse subito per aver portato a termine vittoriosamente varie azioni locali.

In seguito alle numerose missioni portate a termine vittoriosamente della compagnia di Baseggio, nel 1917, su iniziativa del Generale Luigi Capello, prese corpo il progetto di costituire una unità speciale il cui compito fosse aprire la strada alla fanteria di linea con azioni rapide e volte ad aprire varchi nelle linee nemiche.

Dunque, il Colonnello Bassi costituì a Sdricca di Manzano una scuola volta all’addestramento dei suoi “Arditi”.

La prima unità che uscì dalla scuola di Bassi fu dipartita in quattro plotoni di fanteria e venne amata con una sezione di mitragliatrici, una sezione di artiglieria da montagna con due pezzi da 65/17. L’unità si espanse fino alla formazione di un “riparto” della forza di un battaglione.

L’unità, che aveva già preso il nome di 1° reparto d’assalto, riscuote notevole successo e viene affiancata da un nuovo 2° “riparto”.

In seguito alla prima e vittoriosa battaglia della Bainsizza,18 e 19 Agosto, vennero creati nuovi reparti e fu emanato l’ordine di costituire reparti di arditi presso ciascuna delle altre armate.

Ma i nuovi reparti di arditi molte volte non vennero impiegati correttamente, anzi, vennero impiegati in maniera disastrosa. I neo-reparti venivano spesso usati non solo per portare offesa al nemico, ma anche in difensiva, pur non avendone le capacità. Tale utilizzo portò alla decimazione delle truppe italiane.

Dopo il disastro di Caporetto vi fu una riorganizzazione degli arditi.

Il Comando Supremo rinumerò una prima volta i reparti che furono dunque assegnati ai Corpi d’Armata. Successivamente assumono la numerazione del Corpo d’Armata di dipendenza. Vennero inoltre modificati sia l’armamento individuale che quello di reparto.

I reparti riorganizzati tornarono in azione il 10 giugno del 1918 sotto il nome di 1a Divisione d’Assalto, seguita quindici giorni dopo dalla 2a Divisione d’Assalto con la quale venne creato un Corpo d’Armata d’Assalto.

Alla fine della guerra i reparti d’assalto erano trentanove.

Rapidamente smobilitati nel dopoguerra, solamente la 1a divisione partecipò alla riconquista della Libia, ma venne sciolta anch’essa nel 1920.

 

 

 

 

 

P.s. quest'articolo è stato prodotto dal sottoscritto al fine di essere inserito nel sito "Il Mondo delle Armi".

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