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maverick13

Scienza: Invecchiamento?No grazie

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Invecchiare? Morire?… NO, GRAZIE!

(il segreto dell'immortalità in una umile medusa…)

 

 

 

 

Ci sono poche cose inevitabili e paurose come la morte e forse (in modo più sottile) l'invecchiamento con la conseguente perdita di capacità fisiche e intellettuali. Non a caso la "fontana dell'eterna giovinezza", l'Elisir di lunga vita (ricercato per secoli dagli Alchimisti) e l'immortalità ottenuta anche a costo di patti con il Demonio (vedi la leggenda di Faust) sono da sempre nell'immaginario collettivo . Il punto (macabramente) divertente è che non vi è nessuna ragione chimico-biologica 'fondamentale' per cui tutto ciò debba avvenire! In altri termini, secondo le nostre attuali conoscenze scientifiche, gli organismi viventi potrebbero benissimo essere immortali: non vi è alcuna ragione scientifica perché una singola cellula e ancora di più un organismo pluricellulare debba deteriorarsi e perire (in effetti noi uomini rinnoviamo tutte le nostre cellule nel giro di sette anni: perché quindi non dovremmo continuare a farlo ad libitum?). La scienza si è occupata intensivamente del problema e nonostante indubbi progressi nella comprensione dei processi dell'invecchiamento è ancora ben lontana da un soluzione soddisfacente del problema… Ebbene, ancora una volta la Natura ci ha preceduto: un organismo vivente, senza improbabili Alchimie e senza pericolosi patti con il diavolo sembra aver risolto il problema della senescenza e dell'immortalità. Tale organismo è la ''Turritopsis Nutricula ", una piccola medusa che vive anche nelle acque dei nostri mari. Le meduse hanno un ciclo vitale abbastanza "normale": nascono da un uovo fecondato, attraversano una fase embrionale e poi larvale fino a trasformarsi (fase giovanile) in "polipetti" che vivono nel fondo dei mari e dai quali per un processo simile alla 'gemmazione' originano gli individui adulti, le meduse, che, dopo una fase matura e riproduttiva, come tutti gli altri viventi degenerano e muoiono. Ebbene, la nostra ''Turritopsis Nutricula " sembra non volerne sapere di tutto ciò: appena la senescenza si fa preoccupante o uno stato di stress ambientale sembra seriamente minacciarla, la nostra eroina mette in atto un prodigioso (e ancora inspiegato) processo di ristrutturazione cellulare ritornando allo stato post-larvale (cioè si trasforma di nuovo in "polipetto": in pratica è come se un individuo anziano potesse ritornare dai pannoloni ai pannolini….). Tale sconvolgente scoperta, che rischia di diventare una delle più importanti e dense di conseguenza per l'umanità, è stata fatta da due scienziati italiani: il professor Ferdinando Boero , docente di zoologia e biologia marina presso l'Università degli Studi di Lecce, in collaborazione con Stefano Piraino dell'Istituto Talassografico CNR ''A.Cerruti'' di Taranto. Il prof. Boero, con umiltà tipica del vero scienziato, ammette che questa scoperta (come molte altre grandi scoperte nella storia della scienza e della tecnologia) è stata largamente accidentale, casuale: il suo gruppo stava studiando il ciclo riproduttivo di questi celenterati in piccoli acquari sperimentali; un suo collaboratore "dimenticò" alcune meduse in un acquario senza cibo e senza ricambio dell'acqua (e quindi in condizioni ambientali sempre più difficili per la crescente salinità dell'acqua stessa a causa della evaporazione). Con grande sorpresa degli sperimentatori, le meduse, invece di morire miseramente, erano tornate allo stato "giovanile"! Successivi studi, in collaborazione con Brigitte Aeschbach e Volker Schmid dell'istituto di Zoologia dell'Universita' di Basilea (Svizzera), dimostrarono che il processo di 'ringiovanimento', questa eccezionale assicurazione sulla vita, scatta sempre e non solo in condizioni eccezionali. I meccanismi di tale processo non sono stati ancora chiariti ma la importanza di tali studi dovrebbe essere evidente per chiunque ( e in effetti, dopo la pubblicazione dei primi articoli sulle riviste specialistiche del settore come il "The biological bulletin", ampli sono stati i riconoscimenti e gli apprezzamenti all'estero ). Ci spiace quindi dover riportare un finale tragicomico e tipicamente italiano: il CNR ha deciso di tagliare i fondi necessari per continuare la ricerca!

 

(fonti principali: ADNKRONOS 18.2.99; "Il Messaggero" 17.2.99)

 

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