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Afghanistan, ultima trincea. La sfida che non possiamo perdere


lender
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Ho trovato una recensione di questo libro che pare essere interessante:

 

Afghanistan, ultima trincea. La sfida che non possiamo perdere di Micalessin Gian e Biloslavo Fausto.

 

In sintesi, da http://www.ibs.it/code/9788874932443/mical...ma-trincea.html

La Nato sarà in grado di portare a termine la sua missione in Afghanistan? L'America di Obama riuscirà a ribaltare le sorti del conflitto? Siamo ancora in tempo per riconquistare la fiducia di un popolo e bloccare il ritorno dei talebani? Che guerra combattono i nostri militari, quali rischi corrono? Per rispondere a questi interrogativi due inviati italiani tornano in Afghanistan, venticinque anni dopo il loro primo reportage al fianco dei guerriglieri antisovietici. I due giornalisti visitano gli avamposti dei marines nella provincia di Helmand, raccontano le loro battaglie, li seguono nei villaggi dove si nascondono i talebani e dove i militari americani sperimentano tattiche e strategie del nuovo "surge" - l'annunciata "rimonta" - capace, come in Iraq, di cambiare il corso della guerra. Dal fronte americano il racconto si trasferisce a quello italiano per documentare le operazioni del nostro esercito rimaste a lungo "segrete". Dai racconti dei piloti ai comandi degli elicotteri d'assalto Mangusta emergono le insidie di una guerra spietata e senza certezze. Da questi reportage al fronte si sviluppa la riflessione sulle priorità e sulle strategie indispensabili per uscire a testa alta dal conflitto. Per assicurarsi una via d'uscita bisognerà offrire al governo di Kabul i mezzi per garantire la propria sicurezza accelerando l'addestramento e lo sviluppo di un nuovo esercito. Ma sarà anche necessario rispettare le promesse fatte al popolo afghano rilanciando lo sviluppo del Paese.

 

Qualcuno lo ha letto?

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Ho trovato una recensione di questo libro che pare essere interessante:

 

Afghanistan, ultima trincea. La sfida che non possiamo perdere di Micalessin Gian e Biloslavo Fausto.

 

In sintesi, da http://www.ibs.it/code/9788874932443/mical...ma-trincea.html

La Nato sarà in grado di portare a termine la sua missione in Afghanistan? L'America di Obama riuscirà a ribaltare le sorti del conflitto? Siamo ancora in tempo per riconquistare la fiducia di un popolo e bloccare il ritorno dei talebani? Che guerra combattono i nostri militari, quali rischi corrono? Per rispondere a questi interrogativi due inviati italiani tornano in Afghanistan, venticinque anni dopo il loro primo reportage al fianco dei guerriglieri antisovietici. I due giornalisti visitano gli avamposti dei marines nella provincia di Helmand, raccontano le loro battaglie, li seguono nei villaggi dove si nascondono i talebani e dove i militari americani sperimentano tattiche e strategie del nuovo "surge" - l'annunciata "rimonta" - capace, come in Iraq, di cambiare il corso della guerra. Dal fronte americano il racconto si trasferisce a quello italiano per documentare le operazioni del nostro esercito rimaste a lungo "segrete". Dai racconti dei piloti ai comandi degli elicotteri d'assalto Mangusta emergono le insidie di una guerra spietata e senza certezze. Da questi reportage al fronte si sviluppa la riflessione sulle priorità e sulle strategie indispensabili per uscire a testa alta dal conflitto. Per assicurarsi una via d'uscita bisognerà offrire al governo di Kabul i mezzi per garantire la propria sicurezza accelerando l'addestramento e lo sviluppo di un nuovo esercito. Ma sarà anche necessario rispettare le promesse fatte al popolo afghano rilanciando lo sviluppo del Paese.

 

Qualcuno lo ha letto?

 

 

Mmmmmm....... Non lo conoscevo, deve essere molto interessante, grazie della segnalazione Lender! ;)

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  • 2 weeks later...
Fausto Biloslavo era per caso il giornalista che fu catturato dai sovietici negli anni Ottanta?

 

 

Si: (da http://www.faustobiloslavo.com/)

 

Inizia l'attività giornalistica, a tempo pieno, come pubblicista seguendo l'invasione israeliana del Libano nel 1982.

Nel 1983 è uno dei soci fondatori dell'agenzia stampa Albatross, specializzata in reportage di guerra. Realizza servizi dall'Afghanistan, Pakistan, Iran, Israele, Cipro, Libia, Sudan, Uganda, Kenia, Angola e Filippine. Giunge a Tripoli il giorno dopo il bombardamento americano, a Manila riporta la caduta di Marcos e a Beirut si occupa della vicenda degli ostaggi occidentali. Si è specializzato sui problemi socio politici dell'Africa e del Medio Oriente con particolare attenzione all'Afghanistan.

Dall'85 all'87 lavora come capo servizio esteri presso il quotidiano la Gazzetta Ticinese.

Ritornato in Afghanistan per un servizio sui mujaheddin (i partigiani islamici), viene catturato dai governativi e rimane nelle carceri di Kabul per quasi sette mesi (1988). Per liberarlo interviene direttamente il presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Dopo il rientro in Italia segue il rilascio degli ostaggi italiani catturati dai ribelli etiopi ed infine ottiene un visto giornalistico per Kabul. Parte in occasione del definitivo ritiro delle truppe sovietiche, ma dopo pochi giorni viene travolto da un camion militare che lo riduce in fin di vita (1989). Torna all'estero, anche se non completamente ripresosi dall' “incidente”, che probabilmente è un attentato, per occuparsi dell'esplosiva situazione nei Balcani. Ha collaborato con quotidiani e periodici nazionali e internazionali: il Corriere della Sera, il Giornale, l'Avvenire, Panorama, l'Europeo, il Sabato, Rivista italiana difesa, Qui Touring, Time-life, l'Express, Insight (magazine del Washington Times).

Ha realizzato produzioni televisive con:Nbc, Cbs, Ndr (televisione tedesca), Rai, Tsi (Televisione Svizzera italiana), Canale 5, Italia 1, Antenna 3 (serie di 15 puntate sulle Guerre dimenticate), Tele 4 (emittente locale triestina).

Nel 1989 pubblica il libro “Prigioniero in Afghanistan”, edito dalla Sugarco, riguardante l'esperienza giornalistica e carceraria a Kabul.

Alla fine del 1990 dedica sei mesi a organizzare la redazione interni/esteri del quotidiano TriesteOggi con compiti di capo redattore.

Dal giugno 1991 dirige il settimanale Notizia Oggi Vercelli e da novembre si occupa della realizzazione di un progetto editoriale in Istria e Dalmazia.

Dall'agosto 1992 ricopre la carica di vicedirettore del quotidiano TriesteOggi. nel capoluogo giuliano, inoltre, coordina le sinergie fra i media del gruppo Edigi (TriesteOggi e il Meridiano, magazine del quotidiano, Tele 4, principale televisione locale e Radio Attività la seconda emittente triestina). Nel settembre 1993 inizia a collaborare continuativamente con il quotidiano nazionale L'Indipendente con il quale ritorna a realizzare ampi servizi all'estero, soprattutto nei Balcani (Croazia e Bosnia Erzegovina).

Nel 1994 è l'unico giornalista occidentale testimone dell'assedio di Gorazde, che provoca l'intervento aereo della Nato contro i serbi. Qualche mese più tardi è fra i pochi reporter italiani a coprire il tragico conflitto ruandese, all'apice dei massacri, sia dalla parte governativa che da quella dei guerriglieri. Dall'ottobre 1994 ricopre la carica di direttore responsabile del quotidiano TriesteOggi.

Dal febbraio 1995 ritorna a realizzare reportage all'estero, soprattutto in Bosnia Erzegovina e pubblica i suoi servizi su Il Giornale, Il Foglio, Epoca e Storia Illustrata.

Nel marzo 1997, in collaborazione con la Farnesina, è inviato dalla Mondadori in Cecenia dove ottiene la liberazione del fotografo italiano Mauro Galligani sequestrato dai banditi. Torna a scrivere per Panorama realizzando servizi esclusivi come il reportage sui criminali di guerra in Bosnia e la crisi in Kosovo. Nell'estate dello stesso anno intervista in esclusiva per Il Giornale i rapitori dei turisti italiani nello Yemen.

Nel giugno 1998 è il primo giornalista italiano a seguire i guerriglieri dell’Uck dall’Albania al Kosovo, dove infuria l’offensiva serba, per conto di Panorama. Dopo gli attacchi missilistici americani contro i campi di addestramento in Afghanistan viene inviato da Il Giornale sulle tracce del terrorista Osama Bin Laden. In Kashmir trova e intervista gli uomini del super ricercato.

Nel marzo-aprile 1999, inviato da Il Giornale, segue per quaranta giorni i bombardamenti della Nato sulla Jugoslavia con servizi esclusivi dal Kosovo, la Serbia ed il Montenegro. Rientrato dai Balcani si sposa con Cinzia.

Nel 2000 viaggia in Medio Oriente, in Libano, Giordania ed Israele allo scoppio della seconda Intifada. Rientrato in Italia si occupa della polemica sull'uranio impoverito.

Nel 2001 è al fronte in Macedonia, il primo giornalista italiano ad incontrare i ribelli albanesi del nuovo Uck. Su Panorama pubblica un servizio esclusivo relativo a nuove prove sui crimini di guerra imputati a Slobodan Milosevic e poco dopo intervista in esclusiva per il Tg1 la moglie Mira.

Dopo l'11 settembre 2001 si reca in Afghanistan per Il Giornale, il Foglio, Radio 24 e segue per oltre due mesi la guerra contro i talebani e Al Qaeda, l'organizzazione terroristica di Osama bin Laden. Uno dei primi giornalisti italiani ad entrare a Kabul con i mujaheddin realizza numerosi collegamenti in diretta con Tg5, Studio aperto e programmi della Rai.

Nel 2002 ritorna in Afghanistan e pubblica “Le lacrime di Allah”, edito da Mondandori, una raccolta dei suoi reportage in Afghanistan dal 1983 allegato al settimanale Panorama. Nel marzo-aprile 2003 è uno dei pochi giornalisti italiani a seguire l'avanzata delle truppe alleate in Iraq fino a Baghdad per Il Giornale ed Il Foglio. Durante i combattimenti realizza collegamenti con Radio 24, Studio aperto e Tg5.

Nel 2004 e 2005 continua a seguire con numerosi reportage in prima linea (embedded con le truppe americane nel triangolo sunnita, elezioni presidenziali e parlamentari in Afghanistan, rapimento di Clementina Cantoni a Kabul, ecc) i maggiori eventi in Iraq e Afghanistan. Nel 2006 torna in Afghanistan ed in Iraq prima del ritiro del nostro contingente. In Libano segue lo sbarco dei caschi blu in Libano dopo la guerra fra Hezbollah ed Israele. All'inizio del 2007 torna nello Sri Lanka dove sta riesplodendo la guerra civile fra le Tigri tamil e la maggioranza cingalese. In Afghanistan segue il rapimento dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo sequestrato dai talebani e la triste fine dei suoi due collaboratori locali.

Collabora con il CeMiss, come ricercatore, viene regolarmente invitato a conferenze e dibattiti sul mestiere di giornalista.

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