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jurii

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  1. bellissimi! avevo tutti gli aerei italiani della II GM poi il baby crescendo ha provato a farli volare...
  2. scusatemi in partenza se dirò bischerate esaminando questa foto http://russianplanes...9000/118072.jpg pare siano usati rivetti sia rivetti a testa piana che a testa tonda quindi in rilievo per l'unione dei pannelli mentre in nessuna foto anche ravvicinata dei corrispondenti aerei occidentali si nota la presenza di rivetti, da fonte certa so che l'uso dei rivetti a testa piatta quindi non sporgenti dal profilo nei paesi dell'est era - almeno per l'aviazione commerciale - sino alla fine della guerra fredda ancora in fase di studio ed i rivetti sporgenti a testa tonda erano di uso generale. e sempre riferendomi a notizie di oltre venti anni fa i due tipi di rivetti non sono intercambiabili ne fra loro (in quanto richiedevano una diversa tipologia di pannelli ) così come ancor diversa è la tipologia di pannelli uniti per saldatura chimica. dubito la presenza di rivetti sporgenti sia in accordo con le tecnologie stealth e pertanto almeno sino a che sia riprogettata la struttura ho seri dubbi riguardante le capacità stealth del PAK T50 se ho preso un abbaglio ci sarà la bottiglia al circolo ufficiali!!
  3. a questo punto l'italia dovrebbe considerare l'ipotesi di ritirare tutte le forze attualmente impiegate in missioni ONU
  4. francesco marino prima di scrivere dovrebbe almeno leggere al jazeera...
  5. secondo il mio modesto parere viste la pacate reazioni del governo indiano alla notizia del mancato rientro dei due marò il sospetto che il tutto sia stato fatto con il tacito accordo dei governi non è proprio campato in aria. d'altronde la soluzione "all'italiana" toglie il governo di dehli da un bell'impiccio nei confronti dell'ONU per l'affare congo. ed in questo impiccio il governo indiano è stato precipitato dal governo del kerala e dallo sconsiderato comportamento del capitano della enrica lexie un po di rumore e fra qualche giorno sarà tutto dimenticato
  6. mi permetto di contestare l'affermazione che siamo in presenza di una guerra di religione o contro una religione.. l'islam non è monolitico come spesso sbrigativamente si crede ed i salafiti rappresentano solo una piccola frazione dell'islam. la stessa guerra civile in corso sin dal 1992 in algeria ne è la più evidente dimostrazione. al qaeda presente in mali assieme ai salafiti algerini si ispira al wahabismo saudita ed è acerrima nemica della monarchia saudita - wahabita -custode dei luoghi santi di mecca e medina. pertanto non solo non è corretto parlar di guerra di religione ma è anche impossibile trovare il referente politico di al quaeda con il quale aprire una qualsiasi forma di dialogo costruttivo.
  7. la standardizzazione delle qualità di acciaio venne fatta nel 1940 ...le altre nazioni la avevano da decenni. e sempre in campo della produzione acciaio l'unico stabilimento veramente moderno ed in grado di produrre l'acciaio necessario allo sforzo bellico (corniglliano a genova) non entrò mai in produzione. per quanto riguarda la produzione nazionale di alluminio l'obiettivo fissato da mussolini era di 40.000 tonnellate all'anno...obiettivo mai raggiunto . in quegli anni gli USA producevano quasi un milione di tonnellate di alluminio e nel 1943 ben 300.000 tonnellate di magnesio. in campo carburanti gli USA producevano benzina a 120 ottani e la nostra al massimo 87. riguardo agli esplosivi la nostra industria non riusciva neanche a produrre cariche standardizzate (vedi le cariche di lancio per i 381 della serie vittorio veneto). putroppo l'italia era ancora un paese agricolo...magari avrebbe potuto produrre zanzare (mosquitoes italiani) di legno se solo avesse avuto i motori ed i collanti adatti (che la nostra industria chimica non era in grado di produrre)
  8. una soluzione politica la si può trovare se si ha qualcuno con il quale dialogare. in mali con chi si dialoga? in somalia con chi si dialoga? è possibile aprire un dialogo con jihad e salafiti?
  9. il miglior motore stellare per un caccia che l'industria italiana è riuscita a produrre in tempo di guerra è stato il piaggio PXIX che equipaggiava il RE2002 e che sviluppava una potenza di 1180 CV mentre il corrispondente BMW801 di caratteristiche simili di cavalli ne aveva quasi il doppio. da ricordare inoltre la scarsa capacità produttiva con il motore Ra1050 - prodotto dall'alfa romeo su licenza DB - in poco più di 1000 esemplari all'anno - quantitativi che una corrispondente fabbrica tedesca o alleata avrebbe prodotto in un mese. e rimane sempre l'incapacità da parte dell'industria chimica nazionale di produrre una benzina con NO superiore a 87 quando alleati e nemici con additivi riuscivano a raggiungere 120. e poi quale industria italiana sarebbe stata capace di produrre industrialmente un turbo compressore?
  10. certo la dispersione dei modelli ha contribuito a sperperare le gia ridotte capacità industriali ma conta anche la capacità di produrre. l'industria tedesca produceva in un mese tanti motori quanti ne ha prodotti l'italia in 3 anni di guerra. senza dimenticare l'incapacità di produrre benzina ad elevato numero di ottani.
  11. nel 1940 la nostra industria non aveva ne la capacità ne i macchinari per produrre neanche il motore DB605 tant'è vero che la versione prodotta da ALFA ROMEO oltre a produrne in quantità ben inferiore alle necessità dava una cinquantina di cavalli in meno della versione made in muenchen figuriamoci pensar di produrre pale per turbina. non parliamo poi dello stato della nostra industria chimica dell'incapacità di produrre additivi (piombo tetraetile e ferro pentacarbonile) per alzare il numero di ottani della nostra benzina che ricordiamo era al massimo di 87 mentre lo standard di quella alleata durante la guerra era salito a 120 con le debite conseguenze di carenza di potenza da parte dei motori nazionali rispetto a quelli sia alleati che tedeschi. l'autarchia causò alla nostra industria disastri peggiori di tutti i bombardieri alleati.
  12. finalmente i corazzieri alla guida di una moto italiana - guzzi california vintage - e non sulle solite BMW
  13. jurii

    iniezione d'acqua

    l'iniezione di acqua nei motori alternativi sfrutta il raffreddamento causato dalla vaporizzazione delle molecole di acqua nella camera di scoppio e consente di poter usare alti rapporti di compressione senza provocare fenomeni di autoaccensione (battito in testa). oggi sia con la conoscenza dei fenomeni di combustione che con l'elettronica è possibile controllare il rapporto stechiometrico aria/benzina e con i sensori piezolettrici nella testata è possibile rilevare l'inizio del battito in testa e modificare l'anticipo in modo da evitare l'insorgenza del battito in testa. ovvio che negli anni 30 questa moderna tecnologia era sconosciuta. e riallacciandomi alla discussione relativa ai motori italiani della II GM occorre precisare che il FIAT A6 che motorizzava l'MC72 funzionava ad alcool (tra l'altro miscela messa a puinto dal tecnico inglese Rod Bnnks) mentre i motori che equipaggiavano gli aerei da combattimento utilizzavano la benzina di allora che aveva un numero di ottani attorni a 87 nello stesso periodo i motori USA e GB grazie all'impiego del piombo tetraetile e del ferro pentacarbonile come additivo potevano usare benzine con NO variabile da 98 a 120 ed i tedeschi avevano introdotto l'iniezione acqua metanolo.
  14. sul ritardo della nostra industria dal punto di vista materiali posso portare una testimonianza di uno dei miei insegnanti di metallurgia il PI calabrò di genova negli anni 60 tecnico FINSIDER. dopo l'incontro hitler-mussolini di bolzano con le richieste da parte di mussolini di ricevere consistenti aiuti dalla germania ci si accorse che le aziende tedesche erano impossibilitate a fornire a quelle italiane i materiali che a queste necessitavano per la costruzione di motori. il motivo era di una semplicità disarmante: mentre da anni le moderne industrie tedesche inglesi francesi americane e russe avevano provveduto a normalizzare i vari materiali secondo opportune norme (DIN tedesche GHOST russe EN inglesi ecc) con ogni tipo di acciaio o lega leggera caratterizzato da una precisa sigla ogni industria italiana usava una sua particolare denominazione con evidenti difficoltà a dialogare non solo con i possibili fornitori tedeschi ma anche fra loro. venne deciso di procedere a tappe forzate con l'unificazione dei materiali metallici (quelle che oggi sono le norme UNI) e solo questo lavoro preparatorio durò oltre un anno con conseguente ritardo sulle forniture di motori moderni tipo DB. e sempre testimonianza diretta del PI calabrò la qualità dei materiali prodotti dall'industria italiana (qualità del materiale e più ampie tolleranze di lavorazione dovute a macchine utensili obsolete) portava rispetto allo stesso motore di produzione tedesca una diminuzione di prestazioni come minimo nell'ordine del 10-15%
  15. sarà vecchio ma è sempre bello anche per le scene di volo con gli SM82 (anche se rimotorizzati stars and stripes) DIVISIONE FOLGORE del 1954 regista giulio coletti. durante le manovre estive a pratobello del 1969 per ringraziare dell'accoglienza venne proiettato una sera in piazza a Fonni e dopo tutti noi fummo ospitati dalle famigle... mi risvegliai al mattino dopo in tenda senza saper come c'ero arrivato!!
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