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Guidocamp

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  1. Un’ ultima cosa poi giuro che non vi disturbo mai più. “Se il suolo europeo ci è necessario in lungo ed in largo, questo si può guadagnare unicamente a spese della Russia(…). Per una tale politica in Europa c’è un solo alleato, l’ Inghilterra. Solo se l’ Inghilterra riuscirà a coprire la nostra retroguardia, noi saremo in grado di iniziare una nuova migrazione tedesca. Nessun sacrificio potrà mai sembrarci troppo grande per conquistare l’amicizia con gli Inglesi”. Dal capitolo: Politica tedesca d’alleanza. “…..Si sarebbe dovuta seguire tutt’altra via: rafforzare la potenza continentale acquistando nuovi territori in Europa; ciò che avrebbe reso possibile più tardi implementare il territorio nazionale con l’acquisto di colonie. Certo, questa politica si sarebbe solo potuta svolgere in alleanza con l’Inghilterra, a meno di non intensificare in modo così enorme i mezzi della potenza militare che per quarant’anni o cinquant’anni si sarebbero dovuti lasciare in secondo piano i compiti culturali…”. Bisogna ammettere che, nonostante l’errore successivo, la prima impressione era quella giusta. Il libro è Mein Kampf.
  2. Mi piacerebbe molto avere il tempo di stare su internet e/ leggere e poi dirvi dove ho letto, ma avrei dovuto fare un altro mestiere (magari!). Non ho più molto del materiale che avevo. Comunque ho capito perché molti se la sono presa l’altra volta. Ho dato l’impressione di esprimere solo opinioni personali. Ma posso dire che non lo erano, TUTTO quello che ho scritto l’ho letto su testi e resoconti scritti da generali, soldati, reporters di guerra e grandi giornalisti sul posto (per quel che riguarda il Vietnam per esempio). I Francesi sedettero al tavolo dei vincitori non si sa bene perché, dato che la Francia fu quasi tutta occupata ed il resto amministrato da un governo fantoccio dei nazisti con un “presidente” oramai preda della senilità (Petain) e da un avventuriero che ci rimise giustamente il collo (Laval). Inoltre Parigi cadde e Hitler si fece filmare sotto la Tour Eiffel, cosa che non mi risulta accadde a Londra, Washington o Mosca, checché ne dica De Gaulle. La Francia firmò la sua resa alla Germania, nel vagone di Compiègne il 22 giugno 1940. Molti generali tedeschi rimasero giustamente stupiti ( e giustamente disgustati) nel trovare anche i Francesi al tavolo della resa della Germania, a Reims, nel 1945, il 7 maggio, un lunedì, alle ore 02:45. L’ultimo degli alleati ad arrivare fu il generale Sevez, il delegato francese, al che un generale tedesco (non mi pare Jodl, no di certo) mormorò: “….ma come ? Anche i Francesi?”. Quasi tutto quello che scrivo, (a parte date e ore logicamente), lo ricordo dal bel libro “Storia di una sconfitta”: la II guerra mondiale raccontata dai generali tedeschi, di B. Liddell Hart, cui si presentò, alla fine delle ostilità, l’opportunità unica di dialogare con quasi tutti i generali tedeschi, ancora “a caldo”. C’era un bellissimo ed interessante capitolo: “Come Hitler conquistò la Francia a dispetto dei suoi generali e come salvò l’ Inghilterra”. Non sono certo le mia opinioni, ma interviste di generali (e che generali…). Davvero non conosci Bocca, o era na battuta? (Spero, per te, la seconda)
  3. Perchè Hitler invase l'Unione Sovietica perdendo la guerra: La verità di fondo (non mia eh) è che Hitler rispettava gli Inglesi, ma sapeva che rappresentavano per la Germania un pericolo mortale. Il motivo è che, come ho scritto altrove, (non è mia opinione, ma lo lessi), è che se anche per assurdo Inghilterra e Francia fossero sparite come d’incanto, mai la Germania nazista (e tanto meno l’Italia fascista) avrebbero potuto tenere e controllare l’infinita vastità delle loro colonie nel mondo. L’idea era quindi attaccare la madre patria per poi farle amministrare le colonie (es.: Africa, India….) sotto egida nazista. Con la Francia i Tedeschi ci riescono, perché se la pappano in un mese (e non si sa bene perché i Francesi siedono da vincitori al tavolo del cessate il fuoco nel ’45), ma con l’ Inghilterra Hitler non ci riesce, anche se come al solito sceglie sempre il momento adatto. I motivi sono: la Manica e soprattutto la Royal Navy. Inoltre, alla base di tutto, come ho già scritto, c’è che Hitler aveva un rispetto di base per gli Inglesi, per come avevano saputo dominar il mondo, anzi si sognava già alleato dell’ Inghilterra. Il problema fu che Hitler aveva già scoperto troppo le sue carte con i sogni di dominio mondiale ed inoltre l’ Inghilterra era alleata di Francia e Polonia (attaccate e conquistate dai Tedeschi). L’Inghilterra (che rimase “sola”) quindi mangiò la foglia e capì che con i Tedeschi non c’erano speranze di pace e quindi mai si sarebbero arresi alla Germania e mai sarebbero scesi a patti con essa. Questo, sommato alla naturale “fermezza” e testardaggine del popolo inglese fece sì che Hitler venne costretto ad attaccare veramente gli Inglesi, ma covando sotto sotto la speranza che, spaventati, venissero subito a più miti consigli, tuttavia come ho scritto, gli Inglesi avevano mangiato la foglia e sapevano che l’unica possibilità di Hitler era mettere fisicamente piede in Inghilterra, cosa questa estremamente improbabile. Se anche poi ci fosse riuscito, Churchill e la Corona erano già pronti con il Tesoro per riparare in Canada da dove continuare la lotta, quindi Hitler sapeva che avrebbe fatto comunque un buco nell’acqua (stavolta letteralmente). Quando Hitler si accorse che l’Inghilterra (mangiata la foglia) si rifiutava di patteggiare, si ritrovò preso tra due nemici mortali: Inghilterra e Russia. La prima non ne voleva sapere, la seconda era una minaccia ancora maggiore della prima. Questo obbligava la Germania all’ incubo di ogni grande stratega: la guerra su più di un fronte. La Germania era quindi già allora (1940) in una posizione insostenibile e l’ Inghilterra lo sapeva. Liddell Hart -La risposta all’interrogativo: perché Hitler attaccò l’ Unione Sovietica è a mio giudizio che egli si ritrovò esattamente come Napoleone. Entrambi guardavano all’Inghilterra come all’ avversario più forte e pericoloso. Entrambi non si azzardano veramente ad abbatterlo, invadendo le isole britanniche. Entrambi credevano tuttavia che sarebbe stato possibile costringere la Gran Bretagna a scendere a patti con la potenza dominante sul continente europeo se gli Inglesi avessero visto svanire la prospettiva di contare sull’appoggio di un “braccio secolare” alleato sul continente. Entrambi sapevano che la Gran Bretagna avrebbe trovato questo alleato nella Russia e questo pericolo sarebbe divenuto più forte con il prolungarsi del conflitto. Entrambi erano infine convinti che una potenza centrale europea NON potesse permettersi di avere potenze “periferiche” (Gran Bretagna e Russia) che aspettavano il momento più propizio per strangolarla nella loro morsa. Quindi entrambi, Hitler e Napoleone, ritenevano di dover colpire in tempo, essendo, consapevolmente o no, consci di essere in realtà in una posizione strategica difensiva. - Avevo letto un’annotazione di Jodl, ma non ricordo le parole esatte, però il succo era questo: molti credono che Hitler fosse male informato a causa di una “casta” di generali prussiani guerrafondai, quale “pia illusione” !! (Parole testuali che ricordo, scrisse proprio “pia illusione”). Hitler seppe prima di ogni altro uomo che la guerra era perduta quando mancò il colpo con l’Inghilterra, nel ’40, anche se continuò la guerra per più di quattro anni. Lo critichi chi vuole, io non posso, disse il generale. Stalingrado ed El Alamein non sono le cause, ma gli effetti della situazione venutasi a creare nel 1940, quando Adolf Hitler non riuscì a piegare la volontà inglese. L’insostenibilità della situazione venutasi a creare nel ’40 sulla Manica, iniziò a “pagare” nel 1942 a Stalingrado. I Tedeschi quindi non avrebbero potuto vincere neanche volendo. G. Bocca: -Si è spesso parlato dell’eroica resistenza russa e della mitica Stalingrado. Ma Stalingrado, per le cifre, per le statistiche, è anche semplicemente questo: il vaso tedesco ha dato tutto ciò che aveva. Ora non ci sono più uomini e carri armati per andare avanti, per dividersi tra il cuore della Russia ed il Caucaso. E’ arrivata l’inevitabile ora del reflusso.- 10% Avvertimento per doppio post!
  4. I Tedeschi impararono dai Russi a fare i carri armati, i Russi impararono dai Tedeschi a fare gli aerei. La parola all’ allora Generalmajor Hasso von Manteuffel: “I carri devono essere veloci. Questo direi è l’insegnamento più importante della guerra riguardo al disegno dei carri. Il Panther come prototipo era sulla strada giusta. Noi solevamo chiamare il Tiger il “camion dei traslochi” o il “furgone dei mobili”, sebbene fosse abbastanza buono per lo sfondamento iniziale. In Russia la sua lentezza fu una maledizione peggiore che in Francia in quanto le distanze erano infinitamente superiori. Il Tiger inoltre si surriscaldava facilmente ed erano necessari uno o due carri simili per trainarlo a rimorchio. In questo modo, il lento “treno” dei Tiger diveniva un bersaglio eccellente per l’artiglieria nemica. In Russia inoltre data l’ uniformità del terreno, erano visibili a grande distanza. E’ importante insistere sulla necessità di fabbricare carri bassi, tali da presentare un bersaglio meno vistoso. La difficoltà sta nella necessità di conciliare una sagoma bassa con una buona altezza dal terreno, in modo che il carro eviti di rimanere impigliato in protuberanze del terreno, ceppaie d’alberi e rocce sporgenti. Lo svantaggio nell’altezza del carro, può essere superato se l’equipaggio ha occhio per il terreno. Questa capacità di avere occhio per il terreno è una qualità vitale per chi conduce carri”. E proseguendo: “Il carro Stalin è il più pesante del mondo. Cingoli larghi e robusti ed un’ottima corazzatura. Un altro punto a suo vantaggio fu la sua linea bassa: più basso di 51 cm rispetto al nostro Pz. V. Lo Stalin come carro da sfondamento è ottimo, ma anche lui è troppo lento”. Targul Frumos, Jassy (Romania), maggio 1944. Le forze sovietiche compiono il primo vero tentativo di conquistare i giacimenti di Ploesti. 500 carri russi, preceduti da una devastante preparazione d’artiglieria durata circa 5 ore, si abbattono sulla divisione Panzer Grenadieren Gross Deutschland (Manteuffel), i carri pesanti in testa. I Tedeschi possono contare complessivamente su 160 carri, di cui, due unità di Panther, una di Tiger ed una di Mark IV. Manteuffel: “Fu a Jassy che incontrai per la prima volta lo Stalin. Rimasi sbalordito nell’accorgermi che, sebbene i miei Tiger cominciassero a colpirli da 3.000 metri, i nostri proiettili rimbalzavano sulla corazza senza penetrarvi, cosa che era invece possibile sparando dalla metà della distanza. Tuttavia riuscii a neutralizzare la superiorità russa con la manovra e la mobilità, facendo il miglior uso possibile della copertura offerta dal terreno; anche i Mark-IV, relativamente piccoli, riuscirono ad aver ragione dei mostri che si trovarono di fronte, aggirandoli e sparando da dietro da distanze pari o inferiori ai 1.000 metri!”. Secondo Manteuffel, i Russi lasciarono sul campo 350 carri, i Tedeschi appena 10 . Da ambo le parti però fu altissimo il numero dei carri danneggiati e questo pesava molto più sui Tedeschi che sui Russi, a causa dei guai con i rifornimenti.
  5. Guidocamp

    Guerra nel Vietnam!

    Se il mio tono ha disturbato qualcuno, chiedo scusa, ma vi devo dire che non era assolutamente voluto. Alcuni mi dicono che sono troppo scherzoso, un altro mi ha addirittura ringraziato per la mia “non comune capacità espressiva”, ma vi garantisco che non voglio offendere nessuno, ma quando leggo certe cose…. Io penso di metterla sull’ironia, ma se leggete bene forse vi accorgete che parlo di cose serissime. Anche se ci scherzo. Forse non sono pratico nello scrivere su internet, perchè ho probabilmente mischiato fatti storici ed opinioni personali, ma mica si può postare solo quello che uno ha letto o sentito: posteremmo solo opinioni altrui senza dire le nostre, cioè quello che ne pensiamo noi. Se così fosse sarebbe solo un copiaticcio da frasi e da libri altrui, tanto varrebbe andare al mare invece di stare al computer. Scusate, ma l’ unico che secondo me ha dato un guizzo di vita è stato Vorthex, il quale si è azzardato a dire che forse quello che avevo scritto poteva anche essere interessante. Gli altri, proprio calma piatta. Però, se posso azzardarmi, senza dire spiritosaggini o aggredire qualcuno, non è che c’è bisogno di fare tante illazioni per dire che un soldato certe domande se le fa eccome, o è un folle completo. Che ci faccio qui ? per cosa (o per chi) combatto ? Ma vale la pena?. Quello voglio dire è che non è che bisogna andarglielo a chiedere uno per uno: queste domande credo che siano automatiche e facciano parte della natura umana, non c’è bisogno che glielo domando io per dimostrarlo . Questa è la mia opinione, ma credo che sia reale: il soldato vuole sapere perché si trova lì e rischia la vita. Anche se ha la seconda elementare, queste domande le fa. Qualcuno pensa che non sia importante che cosa pensano i soldati, perché tanto fanno la guerra perché glielo ordinano ? Io credo che pensare ciò sia un errore, perché se la truppa è scontenta, o incerta sulle sue motivazioni, è molto pericoloso. Perché ad un ordine che li costringe ad esporsi al nemico in un modo che ritengono inappropriato o rischioso, i soldati alla prima mi guardano male (non ne parliamo poi se io non vado neanche con loro…), alla seconda mormorano e sbuffano ed alla terza, alla prima scaramuccia, mi sparano nella schiena, oppure mentre dormo, chissà perché, mi atterra una granata sul sacco a pelo. Alla prima magari ha ancora la sicura, alla seconda fa il botto… Ce lo vedete un comandante di unità costretto a guardarsi alle spalle (dai suoi stessi uomini!!!) 24 su 24, soprattutto quando dorme? Come ho già scritto, il fante americano NON era mica più cretino dei Viet. Il termine che usavano (almeno quello che conosco io) era “la frammentazione” dell’ ufficiale o sottufficiale di turno. (Frammentazione riferito alla bomba a mano, meglio ancora se cinese…) Quindi secondo me, le cose sono sempre più complesse di quel che sembra e bisognerebbe sempre guardare tutte le facce della medaglia e non solo una. Un grande giornalista riferisce un fatto emblematico: 1972 (o giù di lì, non ricordo, comunque anni ‘70), Saigon, Base aerea di Than Son Nut. Alcuni Marines sbarcano da un C-130 e si uniscono ad un distaccamento sudviet.. Il maggiore americano ordina un rastrellamento della jungla ai margini delle piste. I sudviet. partono come automi, ma si fermano quasi subito pietrificati: i Marines americani sono rimasti immobili vicino all’aereo, con tutto l’equipaggiamento ancora ai piedi. Il maggiore va in escandescenza, ma un caporale gli fa notare che rastrellare la jungla non è più compito loro, che lui ha due bambini a casa sua e che gli manca solo un mese di servizio, se vuole rastrellare la jungla il signor maggiore può mandarci i sudviet. e se vuole può anche andare con loro. Il maggiore esce di testa e si mette a urlare che loro fanno così perché hanno visto che ci sono i giornalisti. Il caporale risponde che è proprio così e che, parole testuali: “….è ora che il Mondo sappia quello che abbiamo passato quaggiù”. Questa non è una mia opinione, ma un fatto realmente accaduto.
  6. Guidocamp

    Guerra nel Vietnam!

    Scusa me lo indichi per favore cosa devo ripulire e cosa fa venire i nervi. Ho insultato qualcuno? A me invece è stato dato, nell'ordine: del Comunista, dell' Agitatore, del Troll (che non so che vuol dire, dato che i Troll non esistono) e del Delirante, dello Stalinista e quant'altro. Io faccio venire i nervi? Mica voglio convincere nessuno, ma quando leggo certe notizie "storiche" che si leggono qui scusate, ma la mia la dico. Il nonno della suocera di Intruder l'avete nominato voi, io non l'ho mai sentito, nè potevo riferirmi a lui in alcun modo; quindi per me è fuori discussione. Il cugino di mia madre in compenso c'è dovuto andare per davvero in Vietnam. Secondo voi il fatto che combattevano sul loro suolo patrio non giustifica le atrocità dei Vietnamiti contro nemici enormemente superiori? Ma se io venissi a casa vostra a dirvi quello che dovete fare non mi concereste giustamente per le feste? Non chiedo opinioni, solo logica per favore. Se io vado in armi in un paese che non è il mio, primo o poi devo aspettarmelo che qualcuno cerca di spellarmi, soprattutto se io piloto B-52 e lui, almeno inizialmente, ha solo uno schioppo russo di vecchio tipo. E un' opinione questa?
  7. Guidocamp

    Guerra nel Vietnam!

    Cosa sarebbe delirante scusa? Credo alle rivoluzioni? Ma dove? Se ho appena scritto che quella Cubana e quella Vietnamita sono fallite e ciò è sotto gli occhi di tutti. Ah forse non sai che si chiamavano "rivoluzioni", andiamo bene. Allora sappi che i Vietnamiti non dicono neanche "guerra del Vietnam", ma "guerra dei 10.000 giorni", 27 anni circa, a sottolineare sia la lunghezza della campagna sia il fatto che Francesi o Americani, per loro il nemico era solo l' "oppressore" straniero e definiscono tutto quello che successe e succede con l'idea della "rivoluzione permanente", ad indicare che è tutto in fieri e non è una cosa oramai "morta". Se pensi che io sia "comunista", credimi o no, ti dico che sbagli. Se dici che avevano ragione gli Americani, ti posso dire che sbagli, o no? Se una cosa è una porcata è una porcata. La storia a scuola da quello che scrivete, guardate che ve l'hanno insegnata male. Non lo dico con superiorità, ma conoscendo molti che insegnano non ho una grande opinione professionale di loro... anche loro, come gli statunitensi in Vietnam, fanno il lavoro per sbarcare il lunario e non per passione (salvo lodevoli eccezioni). Io sono al tempo di Stalin, è perchè mai scusa? Detto questo, se vogliamo parlare delle operazioni in Vietnam parliamo pure di quello che volete. Il cugino di mia mamma c'è stato (e riuscì pure a farsi imboscare in ufficio a Saigon, fortuna sua). (E nonostante tutto il mio inglese zoppica ancora perchè tra una cosa e l'altra sono anni che non torno in USA).
  8. Guidocamp

    Guerra nel Vietnam!

    Provocatore? A uno che ti risponde : “Le opinioni sono come i buchi di c*lo, ognuno ha il suo”, che vuoi dire? Però una cosa la dico: per mestiere ti posso assicurare che, bianchi, neri, verdi o gialli, i buchi di c*lo sono tutti uguali e puzzano tutti uguali. Invece le opinioni sono tutte diverse, quindi quella frase non è vera. Secondo, ma ti pare che uno davanti a na fimmena del calibro della Huston se esce co na frase del genere? Come minimo ci fa la figura del cafone, ma proprio come minimo. Quindi secondo me è anche un errore di regia modestamente. Sono d’accordo è vero, non è mai stato dimostrato che gli USA spostarono la flotta a Pearl Harbour per farsi attaccare, ho espresso una mia opinione, (però il sospetto viene, perchè mica siamo cretini). Quello che volevo dire è che cli USA dichiararono guerra alla Germania perché si accorsero della gravissima minaccia alla loro sicurezza, anche se è ovvio che la Germania, almeno inizialmente, non poteva invadere direttamente gli Stati Uniti. Dire che Tedeschi nazisti e Nordvietnamiti erano tutti brutti e cattivi allo stesso modo è un errore, scusate ma è così. Il muro di Berlino m’è caduto in testa e m’ha fatto male ? Ma tu che pensi che io sia Comunista ? La Storia va raccontata il più possibile per quel che è, non per quello che ci piacerebbe che fosse. A me i Vietnamiti mi lasciano indifferente, però m’hanno insegnato a chiamare le cose con il loro nome. Come Calderoli, se una cosa è una porcata, è una porcata, non una torta alla crema carissimo figlio. Che i soldati combattono perché glielo ordinano è la consolazione dei comandanti, ma non è così semplice. Se nel fare una qualunque cosa io ci metto il cuore (come Gattuso nella pubblicità della Calabria), non è la stessa cosa di quando la faccio solo per soldi o perché mi obbligano, non è ci vuole un genio a capirlo. Se una donna la pago o la obbligo, mica posso pretendere l’amore, o no? Ce qualcuno che lo pretende? Le atrocità ci sono state da una e dall’altra parte, ma rimane il fatto che i Vietnamiti erano a casa loro. Può piacere o meno, ma è così. Gli USA presero una cantonata. Si può dire? Basta che uno dice questo che gli danno del comunista. Basta che uno parla di religione e gli danno del fascista, basta che uno risponde ad un nero e gli danno del razzista e questa è l’Italia. Non è ora che gli “ismi” proviamo a lasciarli tra le fetenzie del XX secolo, per occuparci finalmente di quelle del XXI ?? O no? Il fallimento della rivoluzione cubana e vietnamita è sotto gli occhi di tutti. Ce un bel libro di un noto scrittore che c’è stato per anni in cui c’è un punto molto bello secondo me, nel quale dice che con i soldati Nordviet. e con i VC ci potevi parlare, anzi, erano ansiosi di farsi sentire, ma con il tempo essi furono seguiti dai “burocrati” comunisti e dai “teorici” del partito, con i quali è sempre impossibile parlare. E quelli sì che ti sbattono in campo di concentramento. Ma questo è ovvio. Non mi si venga a dire che poveri Americani avevano ragione loro, perché è una bestialità. Che poi i Comunisti abbiano tradito se stessi ed il loro popolo è un'altra storia.
  9. Guidocamp

    Guerra nel Vietnam!

    Non sono andato certo a chiederlo a nessuno, ma non è che ci vogliono due lauree per capire se combatti per una causa almeno decente (se non vogliamo dire giusta), oppure se combatti per qualcosa che non sai bene cos’è o addirittura ti viene il sospetto che sia sbagliato e che magari stai facendo il padrone in casa d’altri. Soprattutto quando hai 17 anni e ti mettono in mano il fucile e di ordinano di rischiare la vita, due domande inizi subito a fartele, o no? Solo un pazzo completo credo che non se le farebbe. Non è che ci vuole un genio per capì ste cose e. Volenti o nolenti, tutti i giorni ci alziamo e dobbiamo guardarci allo specchio e quello che vediamo può anche farci paura. Secondo te la Germania nazista è assimilabile al Nordvietnam della lotta ai Francesi e agli Americani ? La Germania non era un reale pericolo per gli Stati Uniti ? E allora perché secondo te gli USA hanno fatto i salti mortali per farsi attaccare a Pearl Harbour ed entrare in guerra ? Per far piacere a Inglesi, Francesi e Russi? Ma vogliamo scherzare? In Germania c’era un tizio che da dieci anni non faceva altro che dire che la razza ariana un giorno avrebbe dominato il Mondo (non l’ Europa o la Russia, ma Il MONDO) e che tutti gli altri sarebbero stati schiacciati. Sessanta milioni di padroni tedeschi si sarebbero insediati in Europa ed in Asia, creando il Grande Reich millenario e cancellando perfino la memoria dei popoli che c’erano prima. Quali forze armate avrebbero creato i Nazisti, mettendo le mani sulle risorse del Caucaso e della Siberia ? Sarebbero divenuti invincibili. Secondo te, c’ era bisogno di sapere dei campi di sterminio (che già si conoscevano da quando Hitler salì al potere nel 1933, non credere che li abbiano “scoperti” nel ‘44) per decidere che era necessario fare la guerra ? Ti sembra una cosa da paragonare al Nordvietnam ? I Vietnamiti volevano essere liberi. Come si possa paragonare ciò alla Germania Nazista non lo so. Certo, avevano scelto la dottrina marxista-leninista, ma chi ha il diritto di dire a uno quello che deve pensare in casa SUA ? Non erano a casa loro? Oppure, come qualcuno, avevano invaso la Polonia, sconfitto la Francia in 20 giorni calpestando Belgio e Olanda neutrali, conquistato Danimarca e Norvegia dal cielo, rimediato all’ inettitudine di Mussolini conquistando Iugoslavia e Grecia e mandando Rommel in Africa ed attaccato la Russia ? (La RUSSIA !?!?!??). Non so. Ti pare la stessa cosa? Guarda che il discorso del VC e dei Nordviet. boia ed assassini è in gran parte un balla colossale. Lo dico sai perché? Perché io sono cresciuto con i films in si vedono i Nordviet feroci e sanguinari, ma NON è stato così. Gli infiltrati VC e i collaboratori VC colpivano solo chi collaborava con gli Americani ed il loro regime fantoccio, ricorrendo a volte a spietati omicidi politici e soppressione di chi, occupando posizioni decisionali, non collaborava (ed erano pochi e profumatamente pagati dagli Americani). Che cosa credi che facesse la Resistenza antifascista in Italia e in tutta l’ Europa occupata dai Tedeschi ? Che cosa credi che hanno fatto i Partigiani ai Fascisti, una volta sparata l’ultima pallottola della seconda guerra mondiale ? I Nordviet. ed i VC NON erano i Khmer rossi. Sono molti i grandi giornalisti di molti grandi paesi che furono incoraggiati ed anzi invitati a prendere contatti con gli uomini e le donne del Nordvietnam, affinchè potessero dire la loro. Al contrario, solo i più scatenati reporters cercarono di parlare con I Khmer rossi e/o entrare in Cambogia per cercare di documentare i Killing-fields (ma che bel nome e ?), ma NESSUNO di loro è mai tornato indietro !!! Tranne un “certo” Sydney Schanberg ed il suo collega ed amico Dith Pran. Al contrario, gli USA non furono da meno riguardo a ferocia. I piani di sterminio degli elementi “comunisti” tra la popolazione sudviet. si susseguirono uno dopo l’altro. Non so se avete mai sentito parlare di un certo “piano Phoenix”: l’ eliminazione scientifica e capillare dei collaboratori VC e dei simpatizzanti comunisti nel Sudvietnam e tra le file dell’ ARVN. Con una differenza sostanziale: i mercenari della CIA uccidevano per denaro (se non addirittura, gli psicopatici, per divertimento). I Comunisti uccidevano per riprendersi la loro Nazione. Anche qui ti pare la stessa cosa? Cifre ufficiali del rapporto sull’ operazione Phoenix: soppressi 10.000 operatori comunisti (per chi ci crede… Ma poi com’è che sti rapporti hanno sempre cifre “tonde” ? Boh.). In realtà, bastava che stavi antipatico al vicino di casa, per diventare comunista ed allora o pagavi cifre che ti rovinavano te e la tua famiglia, o eri morto (te e la tua famiglia). Mi è sempre rimasto impresso il racconto di una donna, anche se ora non ho più sottomano il libro dove lo lessi, ma se lo trovo ve lo dico di sicuro. La donna in questione fu portata negli USA dove crebbe ed ebbe dei figli, ma da bambina viveva in un villaggio nel delta del Mekong. Un giorno, a nove anni, si sveglia e si sente tutta appiccicata. Allunga la mano per svegliare la nonna, ma sente il corpo della nonna ghiacciato. Terrorizzata urla e chiama tutti. Il villaggio aveva ricevuto la cortese “visita” notturna della Marina degli Stati Uniti. Avevano soppresso tre persone “comuniste”. Una di esse era la nonna (le nonne Viet. sono nonne giovani). Le avevano tagliato la gola nel sonno, poi l’avevano sventrata. Le avevano estratto il fegato, appoggiandolo con cura lì di fianco (per i Vietnamiti, un corpo così profanato non entra in Paradiso), dopodiché le avevano tracciato sul volto due righe orizzontali sotto gli occhi con la crema mimetica nera: il marchio di fabbrica dei Navy Seals (anzi, per essere esatti, di uno psicopatico arruolato nei Navy Seals. Magari è possibile che si sia pure vantato della sua silenziosità: udite udite ! Ho sgozzato e sventrato una donna e nessuno si è svegliato!.......). Per non si sa quale divina protezione, durante tutto questo, la bambina non si era svegliata, perché sennò sgozzavano anche lei. In un clima del genere, persino io, che ho più parenti ed amici negli USA che in Italia, sarei diventato un guerrigliero “comunista”. Riguardo a Re Sihanouk di Cambogia, che poteva fare ? I Viet. transitavano nella giungla sul suo territorio e la popolazione cambogiana magari li aiutava pure e lui che doveva fare? Fermare i Nordviet.? Dichiarare guerra (perdendo il favore del suo popolo?). Dopo il golpe contro Sihanouk, forse che gli Americani ed i loro fantocci sono riusciti a fermare il traffico lungo il sentiero dello zio Ho? Non ci sono riusciti gli Americani con i rilevatori di spinterogeni, i rivelatori di movimento, i Tropic-Moon e i 105 mm istallati abordo dei C-130 e ci doveva riuscire Re Sihanouk ? Gli Americani disturbarono il “reuccio” perché nazionalizzava le risorse e le banche del paese, come Allende in Cile punto.
  10. Guidocamp

    Guerra nel Vietnam!

    I Vietnamiti lottavano per liberare il proprio paese, la Germania nazista aveva intenzione di dominare il Mondo, mi sembrano due cose opposte. L’ idea nazista era da sconfiggere, questo è fuori discussione, ma l’idea di Adolf Hitler non mi sembra lo stesso caso dell’ idea vietnamita di un Vietnam indipendente e sovrano. Gli uomini delle forze alleate che combatterono la Germania di Hitler, anche se avranno maledetto il giorno in cui erano nati, in fondo sapevano che la loro causa era “giusta”. Sapevano che la Germania e le forze dell’ Asse avevano dichiarato loro una guerra senza quartiere e che essi combattevano per difendere il proprio paese (USA, UK, URSS) da una minaccia mortale. Vi è mai capitato di leggere il discorso di Winston Churchill ai Comuni del 13 maggio 1940 ? E’ passato alla storia come il discorso del “….sudore, fatica, lacrime e sangue…”. Ad un certo punto Churchill dice: “…non ho da offrirvi che sudore, fatiche, lacrime e sangue…abbiamo dinnanzi a noi un’ impresa estremamente gravosa…quali i nostri scopi? Posso rispondervi con una sola parola: Vittoria. Vittoria ad ogni costo, nonostante ogni terrore, per quanto lunga e dura possa essere la strada; perché senza questa vittoria noi non sopravviveremo. Sia ben chiaro a tutti: non sopravviverà l’Impero, non sopravviverà l’inghilterra e non sopravviverà nulla di ciò che essa sosteneva…”. Questo fu lo spirito che animò gli uomini che abbatterono il Nazismo. E’ ovvio che la visione nazi. del mondo andasse annientata, altrimenti come giustamente disse Churchill nulla di quello che oggi abbiamo sarebbe sopravvissuto. Ora, vi sembra lo stesso spirito con cui combattevano i soldati Tedeschi ? Con davanti il nemico e nella schiena la canna di una pistola delle SS ? Lo spirito che animava i ragazzi americani in Vietnam vi sembra lo stesso di quello che avevano gli uomini del D-day vent’anni prima ? Io direi di no. I ragazzi americani venivano presi e sbattuti in un paese lontanissimo che, per quanto li riguardava, poteva benissimo venire da Marte. Non gli fregava (giustamente) nulla del Vietnam e dei Vietnamiti, volevano solo fare il loro servizio di 365 giorni “and a wake-up” e tornare a casa vivi dalla madre e dalla fidanzata !! Questo NON è lo stato d’animo di chi sa che la sua causa e giusta e non importa quello che ti raccontano TV e giornali, anzi più li senti e forse più pensi che ti hanno fregato e purtroppo è probabile che rischi la tua vita per nulla. Gli uomini della seconda guerra mondiale combattevano il Nazismo. In Vietnam combattevano per poter tornare a casa vivi. E quando si combatte solo per restare vivi, senza patrie da difendere, senza oppressi da liberare, senza criminali da catturare e senza giustizia da fare, allora diventa tutto possibile. Ogni atrocità viene giustificata con il fatto che in cuor mio voglio finirla qua e tornarmene a casa intero. I soldati della seconda guerra mondiale avevano tutti la coscienza più “pulita” e lo sapevano tutti: gli Alleati, perché sapevano che combattevano un regime che era abominio agli occhi degli Uomini; i Tedeschi (eccetto le SS) avevano anche loro la coscienza pulita, perché NON avevano avuto scelta. Gli Americani in Vietnam NON avevano questa “leggerezza” nell’animo, che può derivare dal fatto che in un modo o in un altro, quello che fai lo giustifichi sapendo che la tua causa è giusta, oppure che non hai avuto scelta. In Vietnam i soldati USA facevano quello che facevano sapendo in cuor loro che non c’erano motivazioni sufficienti a giustificarlo e questo psicologicamente rode distrugge la mente del combattente. Il dubbio che forse quello che fai e che rischi non ha un vero perché sufficiente a spiegare le cose che ti capitano. Se a questo aggiungiamo l’umano terrore di una morte atroce e violenta, si capisce il perché molto ragazzi Americani tornarono a casa dilaniati nello spirito (se non nel corpo) e spessissimo anche eroinomani. Chi combatte sapendo in sé stesso che quello che fa è giusto, combatte due volte, rispetto ad uno che fa quello che fa solo perché ci si trova e basta. I ragazzi americani non erano più fessi dei loro comandanti, sapevano benissimo che erano stati mandati in un paese straniero a combattere una guerra che non era la loro e questo in alcuni aumentava ancor di più l’incazzatura e la paura e li poteva far sentire frustrati e far diventare feroci. Incredibilmente gli USA, da liberatori che erano, erano divenuti persecutori e aguzzini. I Montagnard sono da sempre aborigeni delle “Alpi” vietnamite, fortemente ostili al Vietnam. Furono sobillati e pagati prima dai Francesi e poi dai Berretti Verdi per lottare a fianco degli Americani. Il trattamento che i Montagnard riservavano ai prigionieri nordviet. era secondo per crudeltà solo a quello degli Americani. Naturale che i Vietnamiti non furono teneri con le tribù Montagnard. Riguardo ai Boat People, verissimo: un’ immensa folla si rigettò in mare. La gran parte morì. Ma ci sono almeno due perché: Primo: la folle e dissennata propaganda che avevano fatto gli Americani ed i loro lacchè del Sud-Vietnam riguardo ai Viet-Cong ed ai Comunisti, descrivendo il combattente nemico come un predone ed un atroce assassino, “divoratore di bambini”, allo scopo di generare nel soldato del Sud la convinzione che o fermava i Comunisti, o era morto. Questo creò una psicosi di massa per cui migliaia e migliaia di persone, convinte che i Comunisti fossero pazzi sanguinari, all’ avanzare di questi ultimi si gettarono letteralmente in mare. Come un branco di Lemmings che si suicida da una scogliera. Secondo: uomini del regime di Thieu, spie, mercenari e quant’altro che sapevano di averla “fatta sporca”. Di aver torturato, ricattato, derubato, violentato e ucciso persone del loro stesso Paese. Denunciandole per soldi, vendendo informazioni (più o meno false) agli Americani, denunciando alla CIA come spia comunista o Viet-Cong il vicino di casa perché volevano la figlia per esempio. I traditori insomma, i venduti fetenti. La feccia della feccia, che sapeva che i liberatori (liberatori dal punto di vista vietnamita) del Nord gliela avevano giurata e li cercavano casa per casa. E questi schifosi ci credo che scappavano… In genere chi fugge, o è terrorizzato, o sa che ha la coscienza sporca. Pol Pot e la Cambogia. Qui ci sarebbe da dire… Riassumendo. Lo sapete CHI fu il maggior responsabile della vittoria dei Khmer rossi (addestrati e catechizzati in Cina) e dell’istaurazione del folle Pol Pot (pagato dalla Cina) nonché dell’inaugurazione dell’ “…anno zero dei tempi futuri…” ? Anche qui, gli USA. Quando il Principe cambogiano Sihanouk iniziò a mostrare “simpatie” comuniste, del tipo nazionalizzare le banche, ecc… anche perché una grossa fetta del suo popolo iniziava a tendere a sinistra, indottrinati com’erano dal vicino Vietnam e dalla Cina, gli Americani presero allora a tramare contro l’ UNICO uomo che teneva sotto controllo il paese e soprattutto i Khmer rossi. Lo sapevate che Re Sihanouk era amato dal suo popolo e finchè c’era lui, i Khmer rossi non solo erano una nettissima minoranza, ma venivano visti e trattati dalla popolazione cambogiana alla stessa stregua di ragazzotti un po’ scemi ? Ma gli Americani sentirono puzza di comunismo e con un colpo di stato della CIA rovesciarono Sihanouk e ci misero al suo posto un loro fantoccio: Lon Nol, odiato e deriso dal popolo. Quanto credete che ci abbia messo l’ ex Re Sihanouk a passare dalla parte della Cina comunista e dei Khmer rossi, gli unici che gli promisero di riconquistargli il trono (promessa di marinaio per altro) ? Diciamo 10 secondi? No, forse erano 5. Totale: gli USA fecero, tra mille cose, forse l’ UNICA cosa che non andava fatta, rovesciare Re Sihanouk !!!! Grande! Come uno che esce dalla sala operatoria e si ritrova le gambe al posto delle braccia e viceversa. Il Vietnam si allea con la Cina ed il Re Sihanouk passa ai Khmer rossi. Adesso che ci penso, gli USA in quel periodo riuscirono a fare veramente l’ impossibile.
  11. Guidocamp

    Guerra nel Vietnam!

    E’ proprio questo il nodo centrale secondo me, la differenza tra il piano ideologico e quello militare. Non si può combattere un’idea (che può anche essere errata) con le armi. La storia insegna che è impossibile, anzi, è controproducente. E’ come cercare di sedurre una bella donna che però per motivi vari adesso non ci sta. La scelta è: o ci provo con un’ altra ragazza, o la stupro. Ora, abbiamo tutti gusti diversi, ma io personalmente non capisco quale piacere si provi e quale godimento si abbia nello stuprare qualcuno. Si può uccidere, massacrare e annientare un paese per cambiare l’idea nella mente del suo popolo ? Bruciare ed avvelenare un’ intera nazione per salvarla? Forse così facendo non otterrò l’effetto contrario? Cioè più mi accanisco nell’eradicare quell’idea e più mi diventerà forte e radicata nella mente delle persone? Più ammazzo gli esponenti di quell’idea e più mi diventano martiri agli occhi della loro gente. Non solo, ma così facendo passo anche (e magari involontariamente) per assassino e macellaio, fornendo tra l’altro su un piatto d’argento ai miei nemici gli appigli giusti per attaccarmi davanti all’opinione pubblica mondiale. Un’ idea si combatte con un’ idea ancora migliore, solo così. Certo che l’idea americana era di base “migliore” del Socialismo marxista-leninista, MA questo i Viet. non lo seppero mai: loro invece videro il lato peggiore e deteriore del capitalismo. Cose come un regime (quello di Thieu) marcio e corrotto fino al midollo, la violenza dei soldati ubriachi (e impauriti), l’eroina, le puttane, lo strapotere del dio denaro, la miseria, l’ignoranza e così via. Come i Francesi e forse ancor più dei Francesi, anche gli Americani trattavano i Viet. con sprezzante superiorità ed anzi si sentivano frustrati e degradati nel dover combattere per loro (che non li capivano) ed a fianco a loro. I Vietnamiti hanno da sempre un contegno rigidissimo riguardo alle loro donne. Cosa pensate che pensassero delle loro belle ragazze viet. che si prostituivano agli Americani e dei ristoranti di lusso dove gli uomini viet. erano buttati fuori a calci o trattati come scimmie da circo? Era questa la visione del Mondo degli Americani? Era questa l’idea di società “moderna” che gli USA volevano “importare” in Vietnam? E quest’idea avrebbe secondo voi dovuto essere più affascinante di quella di un Vietnam finalmente riunito e sovrano? Ma scherziamo? Un esempio di come assurdamente si può cercare di combattere un’idea con le armi può essere visto nella cosiddetta linea McNamara: gli USA pensarono bene che il Socialismo si sarebbe arrestato in Vietnam costruendo una linea fortificata stile Maginot a ridosso della zona smilitarizzata ! La tragedia è che nei ’60 qualche genio magari ci credeva per davvero! Scatenare tutta la mia potenza militare ? Primo: sarebbe un’ umiliazione pubblica in stile fantozziano. Ma come, io grande superpotenza nucleare vincitrice del nazismo ho bisogno per davvero di ridurmi a dover usare TUTTO il mio arsenale perché diversamente non riuscirei ad aver ragione di un branco di contadini scalzi con le pezze al c*lo ??? Ma che razza di superpotenza sono? Secondo: agli occhi del Mondo passerei non solo come moralmete sconfitta, ma anche come sanguinaria distruttrice di un popolo 60 volte più piccolo di me. Mi rovinerei per sempre la reputazione di “roccaforte della libertà” e di “arsenale delle democrazie”. Terzo: motivazione puramente “tecnica”. Mica si era in Germania o in Corea, dove esisteva un fronte definito e potevo focalizzare lì tutta la mia potenza. In Vietnam NON c’era fronte, il nemico era da nessuna parte o dappertutto, inoltre era un paese di contadini e pescatori. Mica c’erano grandi fabbriche, ponti degni di questo nome, grandi aeroporti o caserme su cui scatenarmi, non c’era nulla di tutto ciò, quindi dopo che gli ho distrutto un paio di moli ad Haiphong, semplicemente NON ho più obbiettivi degni di questo nome su cui sfogarmi !! Tranne mandare i miei piloti a rischiare la pelle ogni notte per bombardare la jungla, o un paio di vecchi camion, magari pure finti. (O, ironia della sorte, camions americani mandati ai Russi durante la seconda guerra mondiale e ceduti ai Viet.). Quarto: i Viet. Come ho già detto ci hanno la guerra nel sangue e lottavano già da anni contro i Francesi, quindi sapevano già che, come recita ogni manuale militare che si rispetti, “…..contro un avversario dotato di potenza di fuoco superiore è ottima cosa serrare le distanze e stargli vicinissimo…”, in modo che egli NON possa scatenare il suo fuoco senza ammazzare anche i suoi. Insomma, stare stretti agli Americani in modo che non potessero scatenare artiglieria ed aviazione. Il generale Tuan chiama ciò, in modo del tutto orientale secondo me, “…afferrare il nemico per la cinta e non lasciarlo andare per nessun motivo”. Inoltre: “…contro un nemico superiore è necessario nascondersi ed uscire allo scoperto una ed una sola volta, per colpire in profondità ed in modo definitivo e per poi sparire improvvisamente come si è usciti. Nessuna arma di questo mondo potrà mai uguagliare la “conoscenza” (informazioni corrette) sommata alla volontà di nuocere. La serenità data da questa considerazione è imprescindibile prima di ogni azione. L’ osservazione della bellezza della Natura può aiutare in questo”. Generale Giap. Fine. Io credo che gli Americani in Vietnam abbiano fatto come il toro, che attacca la muleta, invece del torero. Un errore madornale. Bastava che vedessero “rosso” e partivano a razzo, ma le loro informazioni erano tutte sbagliate, oppure, ed è peggio, erano in mala fede. Una delle dimostrazioni dell’errore statunitense può essere trovata in quella che che agli occhi di tutti (e dei Vietnamiti per primi !) apparve di sicuro come una cosa inusitata, incredibile : la Cina, millenario nemico giurato ed avversario del Vietnam ( paese che la Cina ha invaso per ben 11 volte in 900 anni !), pur di sfavorire gli Americani, si mise a rifornire i Nordviet., facendo sì che alla fine della guerra contro gli USA, nel 1975, i Vietnamiti potessero disporre del più potente esercito dell' area, una cosa SBALORDITIVA: ma come, io mi metto a rifornire di armi avanzate e di tutto il resto un paese che da secoli io stesso tento di conquistare ! E’ un’ enormità! Eppure è successo e questo dà solo un’idea della cantonata che presero gli Americani in quell’area (per tacer della Cambogia). Peccato che per questa “cantonata” siano morti più di 58.000 uomini americani.
  12. Guidocamp

    Guerra nel Vietnam!

    Per quanto i films siano finzione, in "Full metal jacket" c'è una frase che a mio avviso riassume tutto. La spara il marine nero, quello enorme che "litigava" sempre con Animal, mentre un addetto stampa lo intervista (a parte quella bellissima: ".....se Joker fa John Wayne, io faccio il CAVALLO.....E gli indiani chi li fa? Gli tocca a Charlie di fare l'indiano!...mmuaah ah ah. ah ah .!), vabbè, la frase che secondo me va al nocciolo è questa: "....a me hanno tolto la libertà spedendomi quaggiù e l' hanno data a loro [i Viet.], che non la vogliono: preferiscono essere vivi che essere liberi...". Ecco, secondo me questo dice tutto: a certi popoli, per tradizione o consuetudine, la "libertà" come l'intendiamo noi NON interessa e questo può anche essere molto attuale. Preferiscono sapere di far parte di quello che è il loro Paese, che magari ha pure una storia millenaria. Il Vietnamita, come l' Afghano è un guerriero nato, per secoli ha difeso il suo Paese con le unghie e con i denti. Prima i Cinesi (e scusate se è poco), poi i Giapponesi, poi i Francesi, poi gli Americani, poi ancora i Cinesi nel '79 !. Hanno tutti provato a "sedurre" il Vietnam con la forza ma se ne sono dovuti andare a calci nel c*lo (ed intendo letteralmente). C'è un brano di un noto giornalista italiano che riporta la descrizione di un episodio che penso che se gli USA lo avessero tenuto nel debito conto, un milione di Vietnamiti e 60.000 ragazzi americani sarebbero ancora vivi ed oggi avrebbero figli e nipoti. E' il momento impressionante del giorno di primavera del 1955 in cui i Francesi hanno DOVUTO lasciare quella che loro chiamavano l'Indocina. Da una parte, un intero reggimento Viet mihn schierato in alta uniforme, dall'altra un raggimento francese, in mezzo un (poveraccio) ufficiale francese che fa ammainare per l'ultima volta il tricolore di Francia ad Hanoi. Ammainata la bandiera la piega scrupolosamente e si incammina dietro il reggimento francese che si dirige fuori città, sul ponte Paul Doumer (quello che sarà visitato vent'anni dopo dagli F-111), mentre i Viet. marciano a seguire, secondo lo stile russo: passo dell'oca nazista, fucile spianato al fianco e baionette inastate. L' ufficiale francese marcia rigido ed impettito dietro il suo reggimento, reggendo a braccia tese la sua bandiera piegata come se fosse la sacra Sindone. Ad un tratto, un soldato vietnamita esce dai ranghi, rincorre il francese e da dietro gli molla un sonoro e bel piazzato calcio nel c*lo con il pesante stivale chiodato russo. Nessuno sa cosa può essere passato nell'animo del Francese, MA fatto stà che si girò, scattò sull'attenti e si produsse in un perfetto saluto militare. Il Viet. con un sorriso estasiato rispose impeccabilmente al saluto. Evidentemente nessuno imparò nulla da questo apparentemente insignificante episodio... Il popolo viet. è per tradizione fortemente nazionalista, inoltre manca della bestiale ignoranza dei Khmer, anzi. Io penso che al Vietnamita in realtà non freghi nulla se a comandare ci siano un antico sovrano di stirpe millenaria o un Comunista, ma gli basta sapere di far parte di un paese unito e sovrano, di antichissima tradizione guerriera e con le sue antiche tradizioni. Credo che il Comunismo sia stata solo la "scusa" per fornire al popolo vietnamita l' ideologia necessaria a ridargli quella coesione sufficiente a fargli ritrovare l'unità e la libertà dopo secoli di asservimento (900 anni sotto i Cinesi, circa 200 sotto la Francia). Gli Americani degli anni '60 presero secondo me un granchio colossale, come con Cuba. Avrebbero dovuto ALLEARSI con il Vietnam socialista contro Russi e Cinesi !!! (Così come avrebbero dovuto aiutare Castro PRIMA che si rivolgesse ai Russi, invece di sostenere un regime marcio e sanguinario come quello di Batista). Ma è solo la mia opinione.
  13. Guidocamp

    tecnologie segrete del B2

    Ti ringrazio per la chiarezza, ma Wikipedia NON è affatto l'unica "fonte" in cui lessi che l' A-12 e l'SR-71 avevano doti stealth. Certo che se poi tu intendi paragonarle a quelle di un F-117 che volò almeno vent'anni dopo è chiaro che quelle dell' SR-71 risultano insufficienti. Ma rimane il fatto che il Blackbird aveva caratteristiche di progetto e materiali di costruzione che di fatto ne riducevano drasticamente la segnatura radar, tu questo come lo chiami? Non vogliamo dire proprio stealth? Allora diciamo che il Blackbird fu uno dei primi aerei in cui si mossero primi significativi passi verso l'invisibilità radar, così va meglio? Che la più grande arma difensiva del Blackbird fosse la sua velocità è ovvio, ma secondariamente si accorsero che la sua forma, le soluzioni costruttive, nonche i materiali usati, ne riducevano l'immagine radar, almeno per quei tempi.
  14. Guidocamp

    Bird Strike!

    Mi sa succede spesso. E' successo anche a Fano, sempre alle Frecce Tricolori qualche anno fà. Ci si è accorti che ne mancava uno (di 339). Aveva "incontrato" un gabbiano poveraccio. Tutto si è risolto con un foro in un'ala e nient'altro. (Il volatile ebbe la peggio).
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