Il problema è appunto cosa si intendo per finire il lavoro…visto che il demente alla Casa Bianca (e si, ormai si parla di demenza senile…) una exit strategy non si direbbe averla mai avuta. Dopo aver spianato aviazione e marina, ormai gli obiettivi da bombardare stanno finendo. Che facciamo? Bombardiamo obiettivi strutturali civili tipo le centrali elettriche come fanno i russi, che condiscono il tutto con qualche palazzina e qualche ospedale perché per loro i crimini di guerra sono parte della strategia? Siamo sicuri che la gente in Iran festeggi come quando una GBU-31 esplode nel salotto del Kamenei di turno? Facciamo una bella invasione di terra come in Irak? Tanto bene lì non è che sia andata in termini di risultati e soprattutto di americani morti ammazzati...
Metter mine è più facile che toglierle e l’Iran possiede ancora droni e missili, dispersi e stoccati in caverne di cui puoi solo far saltare gli ingressi (che però possono sempre essere riaperti) e in più ti ritrovi con un regime votato al martirio che ormai non ha più nulla da perdere e che ora più che mai ha la convinzione che il programma nucleare, unito a un po’ di immancabile fanatismo, sia un’assicurazione a non avere qualcuno che ti bombardi di nuovo.
Hormuz era aperto e ora è chiuso, il programma nucleare è stato riportato indietro ma la voglia di portarlo avanti è probabilmente più forte di prima. Puoi dire di aver vinto quanto ti pare, ma che cosa hai ottenuto in concreto? La solite due settimane per fare non si sa cosa?
Si, la guerra è la continuazione della diplomazia con altri mezzi, ma che diplomazia ci si può aspettare da un presidente che manda a discutere con un nemico un cafone che allo Studio Ovale si è comportato come un ottuso imbecille persino con un alleato (mi riferisco alla ignobile performance di Vance durante la visita di Zelensky dello scorso anno)...
La fine del conflitto sta bene a entrambi, ma a continuarlo gli USA ci perdono una marea di soldi e un calo di consensi sia all’estero (cui a Trump non sembra fregare molto) che all’interno (e qui se ne riparla a novembre…), mentre in Iran cambia il regime…in peggio.
Il genio degli accordi ha le carte per fare sale da ballo e archi di trionfo che appaghino la sua egocentrica stupidità a Washington, ma quali carte ha all’estero se non riesce a spazzare via chi non si vuol piegare?