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Savoia Marchetti SM.74


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SAVOIA MARCHETTI SM.74

 

CARATTERISTICHE

 

Motori: Piaggio P.X RC. (poi Alfa Romeo 126)

 

Potenza: 4 x cv. 700

 

apertura alare: mt. 29,68

 

lunghezza totale: mt. 21,3

 

altezza totale: mt. 5,50

 

superficie alare: mq. 118,54

 

peso a vuoto: kg. 9.500

 

peso a carico max: kg. 14.100

 

velocità max: km./h. 325

 

tempo di salita: 19' a 4.000 mt.

 

tangenza max: mt. 6.000

 

autonomia: km. 2.000

 

equipaggio: 4

 

passeggeri: 27

 

progettista: Alessandro Marchetti

 

pilota collaudatore: Alessandro Passaleva

 

primo volo del prototipo: n/c. 21001 nel novembre 1934

 

località: Cameri (Novara)

 

 

DESCRIZIONE TECNICA

 

Velivolo da trasporto passeggeri, monoplano ad ala alta a sbalzo, quadrimotore, di costruzione mista.

 

Ala con struttura trilongherone in legno e rivestimento in compensato, ricoperto poi in tela verniciata; alettoni ed ipersostentatori ventrali con struttura in legno e rivestimento in tela verniciata.

 

Piani di coda con struttura in tubi di acciaio saldati e rivestimento in tela verniciata, irrigiditi con montanti e tiranti; deriva e stabilizzatore ad incidenza variabile in volo.

 

Carrello fisso con ruote indipendenti carenate e gambe di forza controventate; freni idraulici a comando differenziale; ammortizzatori elastici.

 

Ruotino di coda orientabile non retrattile. Fusoliera a sezione ovoidale con struttura in tubi di acciaio saldati, rivestimento in duralluminio tranne la parte posteriore in tela verniciata; la fusoliera è in due parti per facilitare il trasporto dell'apparecchio smontato o la rapida sostituzione di una sezione danneggiata.

 

Motori con eliche tripale metalliche a passo variabile in volo a due posizioni a comando idraulico; carburante in quattro serbatoi alari in corrispondenza di ogni motore per un massimo di 4.500 It.

 

Cabina di pilotaggio con doppi comandi affiancati; la cabina del marconista è in posizione rialzata davanti all'ala, con apparecchiatura radio ricetrasmittente.

 

Strumentazione completa per i parametri di volo, controllo dei motori ed impianti, accessori vari.

 

Cabina passeggeri con vetratura continua, isolata acusticamente e termicamente, 24/27 poltrone su due file (una doppia e una singola); ricambio automatico dell'aria che può essere riscaldata; è prevista una presa d'ossigeno per ogni poltrona nei voli a grande altezza; reti-cella per il bagaglio personale; sul retro ristoratore-bar e toilette.

 

Due bagagliai: uno sotto il pavimento della cabina passeggeri, l'altro sotto quella dei piloti.

 

 

PRODUZIONE

 

2.3.35 n/c.21001 I-URBE (604-8)

 

26.11.35 n/c.21003 I-ROMA (604-9)

 

21.5.35 n/c.21002 I-ALPE (604-10)

 

 

Genesi dei velivoli da trasporto della Savoia Marchetti

 

Con il trimotore SM.71 la Savoia Marchetti inizia la costruzione di velivoli terrestri destinati al trasporto passeggeri: la cabina ad essi destinata è al di sotto dell'ala e presenta una caratteristica finestratura ad andamento nastriforme, mentre i posti di pilotaggio sono dinanzi al bordo d'attacco alare, in posizione molto alta. Di concezione identica ma con apertura alare aumentata del 50%, pesi a vuoto ed a carico massimo raddoppiati, è anche il trimotore SM. 72. L'aereo si aggiudica due primati mondiali salendo a 8.438 metri di quota con 2.000 kg. di carico (12 maggio 1934; piloti Nicola Di Mauro e Francesco Olivari) ed a 6.272 metri con 5000 kg. (15 giugno 1934, piloti Angelo Tivegna e Augusto Corompai).

 

 

L’S.M.74

 

Il nostro SM.74 ne rappresenta la versione quadrimotore (ancora chiamata nell'aprile 1934 « SM.72 rapido »), analoga per ogni altro aspetto formale e dimensionale. Prima di iniziare regolare servizio sulle linee civili, l'SM.74 conquista a sua volta un primato mondiale (1.000 km. alla media di 322 km/h. con carico di 10.000 kg.) pilotato da Giuseppe Tesei e Lino Rosci.

 

Il Ministero dell'Aeronautica ha intanto determinato la fusione di tutte le nostre compagnie aeree in una società di nuova formazione, l'Ala Littoria, di cui è presidente e consigliere delegato l'ing. Umberto Klinger già amministratore della Società Aerea Mediterranea. E' dunque con le insegne dell'Ala Littoria che vola l'SM.74 I-URBE (n. costr. 21001), primo esemplare immesso nel servizio di linea per 27 passeggeri, su tratte di 1.000 km., da ridurre a 16 su percorrenze di 2.000 km. Anche in questo caso la cabina dei due piloti e la postazione del radio-telegrafista sono in posizione sopraelevata; nel muso e nella parte inferiore della fusoliera sono ricavati i compartimenti per il carico dei bagagli e della posta, verso coda un piccolo bar e la toilette. L'aereo ha bocchette individuali per la somministrazione dell'ossigeno e porta quindi in fusoliera il distintivo prescritto, un disco giallo con le lettere G.Q. (= grande quota).

 

 

Consegna del prototipo e degli altri due esemplari

 

Il prototipo dell'SM.74 giunge per la prima volta sull'aeroporto di Roma-Urbe il 27 marzo 1935, con a bordo Umberto Klinger, Aldo Pellegrini, 29 altre persone.

 

Dopo un collegamento sperimentale a fine aprile (Tesei, Pellegrini, Klinger) lo stesso aereo il 18 luglio 1935 inaugura la linea Roma Marsiglia-Lione,Parigi; segue l'esemplare immatricolato I-ALPE (21002) ritirato da Vittorio Suster a Cameri il 6 giugno 1935 e l'I-ROMA (21003) consegnato il 5 dicembre 1935. I primi due velivoli hanno motori Piaggio ,P.X R da 700 cv., il terzo ha motori Bristol Pegasus di eguale potenza massima: nel corso del 1938 questi aerei saranno ricondizionati con gli Alfa Romeo 126.

 

 

Esercizio delle linee civili con l’oriente

 

Nell'estate 1936 gli SM.74 sono impiegati sulla linea Roma-Brindisi per migliorare i collegamenti con l'oriente: da questa località si irradiano infatti i servizi verso la Grecia, l'Albania, l'Egeo e quelli gestiti in collaborazione con la Imperial Airways verso Asia ed Africa. Successivamente i nostri quadrimotori sono impiegati sulla rete di collegamenti libica che si spinge fino alle oasi vicino alla frontiera egiziana.

 

 

La militarizzazione con l’ingresso in guerra

 

Rientrata in territorio metropolitano, la terna di SM.74 costituisce a Roma-Urbe (25 giugno 1940) la Sezione Autonoma Trasporto alle dirette dipendenze del Comando Servizi Aerei Speciali, dopo un periodo iniziale di inquadramento come 616a squadriglia.

 

Il 7 luglio 1940 i tre velivoli della Sezione Autonoma comandata dal ten. col. Giuseppe Tesei, si trasferiscono a Berka (Bengasi) alle dipendenze del Comando Aeronautica Libia Settore Est.

 

In seguito i tre aerei passano alla 604a squadriglia del cap. Bruno Trocca ed assumono i numeri individuali 604-8 (I-URBE), 604-9 (I-ROMA), 604-11 (I-ALPE).

 

 

Partecipazione ai voli di rifornimento alle oasi di Giarabub e Cufra, sfollamento di civili dalla Cirenaica

 

Dal 24 agosto 1940 iniziano i rifornimenti aerei per l'oasi di Giarabub, al confine libico-egiziano, assediata dal nemico. Essendo la distanza tra Bengasi e Giarabub di circa 500 km., gli SM.75 della 610a e della 604a portano un carico utile di 2.500 kg., mentre gli SM.74 dell'ultima arrivano a portare anche 5.000 kg. a viaggio. Il 29 agosto le due squadriglie iniziano i collegamenti per Cufra, distante 940 km.

 

 

Oasi di Cufra, agosto 1940 arrivo di rifornimenti con la Sezione Autonoma di volo

Il 25 settembre entrambe le squadriglie cominciano a sfollare i civili dalla Cirenaica, aggiungendo così ulteriori oneri alla precedente intensa attività. L'8 gennaio 1941 debbono essere sospesi gli atterraggi a Giarabub che è sotto il tiro dell'artiglieria nemica: si proseguono i rifornimenti mediante aviolanci da parte dei soli SM.82. La 604a squadriglia ha comunque effettuato 30 atterraggi nell'oasi sbarcandovi 106.500 kg. di viveri, armi, materiali, posta, evacuandone feriti ed ammalati.

 

 

La prima offensiva britannica in Cirenaica

 

Il 28 gennaio 1941, SM.74 e 75 della 604a squadriglia iniziano il ripiegamento dalla Cirenaica che il reparto effettua senza perdite di aerei e materiali grazie al realismo e al buon senso dei suoi appartenenti che non sono colti di sorpresa nemmeno dalla dolorosa evenienza.

 

Alle h. 11 del 5 febbraio 1941 l'SM.74 604-9 è l'ultimo aereo del reparto a decollare da Bengasi per Castel Benito (Tripoli). Dalla metà di febbraio e per vari mesi il reparto evacua molti profughi civili trasferendoli a Catania-Fontanarossa o a Gerbini.

 

 

La partecipazione alla controffensiva della primavera del 1941

 

Il 9-10 aprile 1941, in concomitanza alla nostra riuscita controffensiva, la 604a e la 610a garantiscono da Agedabia ed El Mechili i rifornimenti di carburante e di viveri per la divisione corazzata « Ariete », effettuando contemporaneamente ricognizioni a vista per segnalare eventuali nuclei di mezzi meccanizzati nemici.

 

 

L’SM. 74 “604-8” sfugge, sul canale di Sicilia, all’attacco di un Blenheim

 

Il 30 luglio 1941 l'SM.74 604-8, partito da Castel Benito per Gerbini con 28 militari e 1.000 kg. materiali, alle h. 13,20 è attaccato da un Bristol Blenheim 50 km. a nord di Pantelleria. L'aereo inglese mitraglia per quattro volte il nostro quadrimotore disarmato che si abbassa i pelo d'acqua ed evoluisce per sfuggire in qualche maniera ai colpi. L'SM.74 atterra indenne a Pantelleria e prosegue in giornata verso la sua destinazione.

 

 

Perdita del “604-11”, per urto contro un rilievo montuoso della Sicilia

 

A seguito di ciò, il 1° agosto 1941 iniziano collegamenti notturni per la Sicilia al fine di evitare brutti incontri. Il 23 ottobre 1941 l'SM.74 604-11 partito da Castel Benito alle h. 8,50 e diretto a Gerbini con il maresciallo pilota Franco Ferrari, il serg. magg. pilota Renato Faiella, marconista, motorista, 26 passeggeri militari e civili, alle h. 12.35 investe per nubi basse un rilievo montuoso nei pressi di Licodia Eubea, ai margini meridionali della piana catanese: non si hanno superstiti.

 

 

Perdita del “604-8” durante un’incursione sull’aeroporto di Castel Benito

 

Il 2 novembre, l'aeroporto di Castel Benito subisce,tra le h. 20 e le h. 24, un susseguirsi di incursioni aeree che solo per combinazione non hanno ben più tragiche conseguenze. La difesa contraerea, di per sé già minima, è quasi subito annientata e gli aerei nemici possono scendere a quote di soli 200 metri. Sono distrutti 9 velivoli tra cui l'SM.74 604-8, già I-URBE.

 

 

Vicende operative del superstite 604-9: lieve incidente a Castelvetrano

 

La notte dell’ dicembre, l’SM.74 604-9 è investito a Castelvetrano da un CZ.1007 bis della 59° squadriglia (33° gruppo, 9° stormo) in rullaggio dopo una azione su Malta. Il bombardiere sconfinato nel settore est del campo riservato agli aerei del S.A.S., urta con la semiala sinistra la parte anteriore di carlinga del quadrimotore parcheggiato: l’SM.74 risulta riparabile in SRAM mentre il Cant.Z perde la semi-ala.

 

 

Mitragliamento sull’aeroporto di Gialo

 

Il 4 aprile 1942 il vecchio SM.74, mentre si trova sull’aeroporto di Gialo in fase di carico di personale e materiale tedesco, è mitragliato da un Bristol Blenheim in volo radente e riceve oltre 60 colpi con la rottura di due cavi di comando del timone di profondità, dell’asta di comando del piano orizzontale regolabile, dei cavi di comando del passo dell’elica per il motore interno sinistro, foratura del pneumatico sinistro. Il cap. Trocca, nella certezza di una successiva incursione, fa scaricare l’aereo e decide di decollare immediatamente per sfruttare la residua pressione della ruota in lento sgonfiamento. L’SM.74 decolla e vola con tre soli motori: dopo 1 ora e 10 minuti atterra ad Agedabia imbardando lievemente per l’ormai avvenuto afflosciamento del pneumatico.

 

Il giorno seguente due Bristol Beaufighter trovano a Gialo solo uno Junkers Ju.52 che viene distrutto al suolo: nessuna traccia del vecchio quanto prezioso quadrimotore.

 

 

Intenso contributo al trasferimento di paracadutisti della “Folgore” verso El Alamein

 

Tale aereo svolge intensa attività nel luglio 1942 quando, imbarcati a Derna e Abu Amud, debbono essere trasferiti d’urgenza a Fuka (80 km da El Alamein) i paracadutisti della « Folgore ». Accanto agli SM.82, fra il 13 ed il 26 luglio l’SM.74 effettua 9 voli per Fuka trasportando 373 paracadutisti e relativo armamento: sulle panche longitudinali nella fusoliera trovano posto da 40 a 50 uomini equipaggiati!

 

Nei voli di rientro sono evacuati 25 feriti tedeschi e Personale della Regia Aeronautica. Si è in attesa del decisivo confronto con gli inglesi ma nessuno può immaginare che a fine ottobre i giovani della « Folgore », armati solo di coraggio, resisteranno ai mezzi corazzati nemici fino a totale annientamento.

 

L’SM.74 604-9 (già I-ROMA) è l’ultimo velivolo di questo tipo a rimanere in servizio. Esso contribuisce anche, nel luglio 1942, nel trasferimento ad El Alamein dei paracadutisti della divisione “Folgore”

 

Viene colpito da tiro contraereo navale, la prosecuzione dell’attività

 

Il 26 luglio, l'SM.74 pilotato dal cap. Vittorio Moretto e dal ten. Clemente Dolcino è colpito da tiro contraereo navale e costretto a rientrare a Bu-Amud con l'equipaggio ferito.

 

Il 28 luglio il cap. Trocca, il serg. magg. Giorgio Tomadini, gli specialisti Giuliano Paoli ed Ettore Finaroli, in 5 ore di volo riportano l'aereo da Bu-Amud a Castel Benito, ove esso continua la sua attività fino alla ritirata delle nostre truppe verso la Tunisia.

 

 

Il ritorno in Italia

 

Il 7 gennaio 1943 il cap. Trocca riporta in Italia la 604 squadriglia; egli decolla con l'SM.74 da Castel Benito alle h. 3.20 e giunge a Roma-Centocelle alle h. 8.10. Il volo, notturno e nel tempo cattivo, presenta gravi difficoltà in quanto non è possibile rilevare parametri attendibili dagli strumenti « impazziti » a causa di formazioni di ghiaccio. Assegnato al Gruppo Complementare del Comando Servizi Aerei Speciali, il 19 luglio 1943 l'ultimo SM.74 è danneggiato lievemente durante il bombardamento dell'aeroporto di Roma-Urbe.

 

 

Il positivo bilancio dell’attività del “millepiedi”

 

La terna di questi velivoli ha svolto in Africa settentrionale intensa e proficua attività, dimostrando buone qualità di volo, minime esigenze di manutenzione, robustezza e grande capacità di carico, manovrabilità elevata nonostante la mole. Presso gli equipaggi, l'aereo si è guadagnato il soprannome di « Millepiedi » per la singolare sagoma frontale caratterizzata dalle pale delle quattro eliche e dalle vistose gambe di forza del carrello.

 

 

 

 

Sm74_1.jpg

L'SM.74 I-URBE ormai militarizzato con livrea mimetica e distintivi bellici, sullo sfondo uno Junkers Ju.52

 

Sm74_6.jpg

Sempre l'I-URBE con la livrea civile, molte soluzioni costruttive richiamano realizzazione coeve.

 

 

Sm74_8.jpg

La cabina di pilotaggio

Edited by galland
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