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Vite piatta e avvitamento aereo (spin): ingresso e rimessa

La storia

Agli albori dell’aviazione la vite era un’ assetto inusuale sconosciuto. L’assoluta disinformazione circa la corretta procedura d’uscita e l’istinto del pilota a tirare la cloche a causa dell’assetto a picchiare altro non facevano che peggiorare la situazione che spesso risultava fatale.

A seguito di diversi incidenti fatali, si guadagnò presto la reputazione di pericolo imprevedibile che avrebbe potuto togliere la vita ad un pilota in qualsiasi momento e contro la quale non vi era difesa.

Inizialmente fu sperimentata per iniziativa di alcuni temerari che più che condurre veri e propri esperimenti vi entravano piuttosto casualmente.

Nel agosto del 1912, il sottotenente Wilfred Parke divenne il primo pilota che riuscì ad uscire da una vite accidentale. Il suo biplano Avro entrò in Vite a 700 ft AGL nel circuito di traffico a Larkhill. Parke tentò invano di ristabilire il corretto assetto dando tutta manetta e tirando la cloche. L'aeroplano perse 450 ft e diversi osservatori inorriditi si fermarono ad assistere.

Intanto Parke cercava in tutti i modi di uscire dall’abitacolo ma la forza centrifuga rendeva difficoltoso ogni suo movimento. Nel' estremo tentativo di divincolarsi dalla forza che lo schiacciava sul lato desto dell’abitacolo, irrigidì la gamba destra finendo per schiacciare a fondo corsa il pedale.

 

L'aereo smise di avvitarsi e Parke riusci a livellare il suo Biplano a 5 ft AGL; con l’aero nuovamente sotto controllo riuscì ad atterrare sano e salvo. La tecnica di Parke comunque non fu insegnata ai piloti che all’inizio della prima guerra mondiale.

 

Il primo caso documentato di ingresso ed uscita volontaria dalla vite è da attribuire al capo squadriglia J.C. Brooke. Nell’estate del 1915 riusci ad uscire da una vite accidentale applicando la tecnica di Parke ; esortato dai suoi allievi ripetè l’esperimento più volte dimostrando che l’uscita era piuttosto semplice adottando la tecnica scoperta qualche anno prima da Parke..

 

Nel 1917, Frederick Lindemann condusse i primi veri esperimenti che portarono alla comprensione aerodinamica della Vite.

Modificato da MIK_RE

Risposte in evidenza

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Adesso mi Bannano!!! :pianto::pianto:

  • 14 anni dopo...

ho una domanda da idiota, non capisco niente di volo (purtroppo, perché ho sempre desiderato imparare ma per problemi economici non ho mai potuto); sono arrivato a questa conversazione partendo dalla pagina di wikipedia del Grumman F14 Tomcat leggendo della sua impossibilità ad uscire dalla vite piatta.

l'idea che mi sono fatto è che un aereo in vite piatta sta ruotando come un sasso lanciato sull'acqua.

Ora mi chiedevo, per ragionamento logico: in questa condizione di rotazione, chiaramente ogni azione sui piano di coda sarebbe poco influente, ma abbassando gli alettoni, o  aprendo i flap, non si dovrebbe ottenere una variazione? l'ala che sta andando "in retromarcia" dovrebbe tendere a scendere, mentre quella che va in avanti tenderebbe a salire, spostando la rotazione su un piano verticale o inclinato più gestibile. Oppure addirittura aprire gli aerofreni, rallentando la rotazione fino a fermarla e stallare? (sempre che si sia ad un'altitudine che permetta poi il recupero)

Attendo con ansia i vostri insulti e magari qualche chiarimento comprensibile da un neofita

Come si esce dalla vite piatta ce l'hai scritto nella pagina precedente:

Cita

Vite piatta Positiva, aereo che cade mantenendosi quasi in orizzontale e ruota come una trottola, con il pilota seduto (comodamente :( ?) a testa in su..

Entrata :

Volo livellato , togli motore, mantieni prua e quota , quest’ultima tirando dolcemente la cloche.

(hai tolto motore, la velocità diminuisce, devi aumentare l’angolo di incidenza)

Aspetti che la velocità raggiunga i 100km/h ;

Affondi il piede sx, e tiri la cloche alla panza.( stallo asimmetrico).

Si innesca un’auto-rotazione a sx,

Posizioni la cloche tutta indietro e tutta a destra e aspetti…(il piede Sx sempre a fondo corsa)

L’aereo compie qualche giro in vite, poi alza il muso e continua a girare in vite piatta.

Rimessa:

Sposti la cloche a sinistra e avanti e affondi il piede SX.( stai ruotando a SX)

L’aereo continua a ruotare per qualche giro appiattito;

Poi abbassa il muso, e continua a ruotare in Vite Normale.

A questo punto dai una bella spedalata con il Dx e arresti la vite.

Oppure centralizzi tutti i comandi e aspetti che da buon aereo scuola, il Cap10B decida di uscire dalla vite (normale) in modo autonomo.

In sostanza devi trasformare la vite piatta in vite normale e poi uscire da quest'ultima.

Gli alettoni in quanto tali hanno rotazione opposta e quindi non possono essere abbassati entrambi: uno si alza e l'altro si abbassa, che poi per uscire dalla vite piatta è quello che effettivamente va fatto perchè devi accelerare il flusso d'aria sulle ali in particolare quella che arretra. L'F-14 non ha però gli alettoni per rollare (a bassa velocità usa gli spoiler mentre ad alta ruota in senso opposto i piani orizzontali): sulle ali ha solo flap e slat, ma come detto per uscire dalla vite piatta servono gli alettoni.

Ogni aereo è una cosa a se, ma la configurazione dell'F-14 non aiuta.

Gli aerofreni sono fatti per rallentare un velivolo lungo, ma se sei in vite piatta hai ben poco da frenare perchè non stai avanzando, ma stai ruotando come una trottola.

Più utili gli spin parachute che consentyono di fermare la rotazione e buttare giù il muso, ma sono applicati essenzialmente sugli aerei sperimentali come nel caso qui sotto e indipendentemente dal fatto che il velivolo in questione gli aerofreni ce li avesse.

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