Vi cito integralmente un articolo di repubblica.it
IL CASO
La Svizzera sceglie i caccia Saab
tra accuse di spionaggio e di tangenti
Il colosso svedese della difesa ha portato a casa un contratto da 2,5 miliardi di euro. Ma il ceo della società sospetta dei concorrenti: avrebbero messo sotto controllo il suo smartphone. E intanto i francesi della Dassault ribattono tagliando il prezzo dei propri velivoli, sperando in un ripensamento del governo elvetico
di FRANCO ZANTONELLI
LUGANO - "Mi tengono d'occhio e il mio telefono viene intercettato". Lo ha denunciato, in un'intervista al quotidiano svedese, Svenska Dagbladet, il Ceo di Saab, Haakan Buskhe, che ha venduto 22 aerei da caccia Gripen, alla Svizzera, aggiudicandosi una commessa da 3 miliardi di franchi svizzeri, circa 2 miliardi e mezzo di euro. Saab è riuscita, con il suo apparecchio meno caro ma anche più vetusto, a sbaragliare la concorrenza del costruttore francese, Dassault, oltre che del consorzio europeo, Efa, quello che fabbrica gli Eurofighter.
Haakan Buskhe si è detto consapevole che, in un settore delicato come quello degli armamenti, l'attività spionistica sia da mettere in conto, per poi aggiungere di essere "stupefatto per i metodi impiegati dai miei concorrenti". "Dal mio smartphone - ha spiegato - sono partite delle email e degli sms, senza che io ne fossi l'autore". D'altronde, come ha rivelato, di recente, Paul Such, un hacker molto noto, in Svizzera, oggi "basta una manciata di minuti per violare una connessione internet, frugare in un telefonino, da cui scaricare SMS, email, foto e quant'altro".
Fatto sta che, poco dopo il via libero del Governo elvetico, all'acquisto degli aerei svedesi, un "corvo" molto ben informato ha gettato ombre inquietanti, sulla trattativa tra Berna e Saab. In particolare segnalando a giornalisti e parlamentari che, durante dei test in volo, degli ufficiali piloti dell'esercito svizzero avevano ritenuto "insufficienti" le prestazioni del Gripen. Ma anche che, secondo il parere dello stato maggiore, piuttosto che orientarsi su 22 aerei di quel tipo, ritenuti meno performanti perché dotati di un solo reattore, sarebbe stato meglio, con un investimento equivalente, acquistare 15 Rafale della Dassault o altrettanti Eurofighter, entrambi equipaggiati con due reattori.
In seguito a queste illazioni il Ministro elvetico della Difesa, Ueli Maurer, è stato costretto a indire una conferenza stampa, per ribadire che il Gripen rimane il caccia "ideale", per l'esercito svizzero. Maurer ha, quindi, attribuito a "manovre lobbystiche dei concorrenti di Saab", la pubblicità negativa sui caccia scelti dal Governo. È non è un caso se, proprio mentre infuriava la polemica sul Gripen, Dassault proponeva un prezzo scontato, per i propri Rafale. Il risultato è che, pur rimanendo il Governo svizzero orientato sull'acquisto degli apparecchi svedesi, la loro consegna è stata ritardata al 2020. "Nel frattempo i fautori di Rafale e di Eurofighter possono, sempre, sperare di ribaltare la situazione. Anche perché lo scandalo, sulla scelta del Gripen, potrebbe essere dietro l'angolo. "Valigie piene di soldi sono circolate tra Stoccolma e Berna, per pagare bustarelle a politici e militari elvetici", ha scritto non a caso, di recente, il settimanale elvetico L'Hebdo.
Vi cito integralmente un articolo di repubblica.it
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2012/05/27/news/la_svizzera_sceglie_i_caccia_saab_tra_accuse_di_spionaggio_e_voci_di_tangenti-36019933/?ref=HREC2-3