Questo è il mio secondo, e ultimo, pilota d'altissima quota ricostruito in modo originale.
Rimarrà sempre un progetto proibito quello di un analogo pilota USAF o NACA equipaggiato con quelle favolose tuta 'a pressione parziale' che sanno tanto di science fiction anni '50 e che mi affascinano, alcuni articoli semplicemente non si trovano - e se sì, il tutto verrebbe a costare alla fine quasi come una bella utilitaria.
I Sovietici però avevano in pratica scopiazzato allegramente i progetti di massima americani per questo concetto di indumento (la VKK-6M russa è presente sul manichino di pilota di MiG-25 Sovietico), e la Cina ha fatto altrettanto con il materiale sovietico. Una differenza può essere che l'URSS ha ricalcato abbastanza fedelmente ma ha anche apportato modifiche contenenti peculiarità interessanti o addirittura ingegnose; i progettisti Cinesi hanno letteralmente copiato (stimerei fino al 95% di un dato oggetto, quasi una fotocopia) e nulla più.
In questo modo il pilota di MiG-25 era stato possibile, e lo è stato ancor più questo pilota d'alta quota appartenente all'Aviazione della Repubblica Popolare Cinese. Potrebbe essere un pilota di MiG-21 o del suo derivato J-7 fabbricato nella Cina stessa, e databile intorno al 1985 o giù di lì.
Magari sembra un'epoca piuttosto avanzata per usare ancora un simile concetto di equipaggiamento (somigliantissimo ad un pilota sperimentale di F-104 di trent'anni prima) ma d'altronde questo avevano e con questo volavano - casco e tuta sono in effetti quasi identici a ciò che un aviatore Americano di metà anni '50 portava in volo.
Gli articoli sono quattro: casco TK-1, tuta d'alta quota DC-3, stivaletti di volo e guanti di volo. Niente salvagente e/o imbragatura paracadute/seggiolino, che in questo caso avrebbero nascosto una buona parte della tuta DC-3.
Sicchè alla fine ne era uscito un pilota (per me) a basso costo; ho notato che ancora recentemente una tuta come questa, nuova di zecca nel suo imballaggio è trovabilissima su eBay dalla Cina a prezzi che scendono anche fino a € 55 - 65, mentre il casco può arrivare intorno € 125 - 135 se completo e in buon stato.
Posterò alcune foto. Thanks for watching..
La tuta a Pressione Parziale, di qualunque modello o nazionalità, è indossata attillata sopra un semplice completo intimo in cotone, e diventerà super-attillata (come rimpicciolita di almeno tre taglie) quando i tubi 'capstan' esterni, normalmente flosci e piccolini si gonfieranno istantaneamente in caso di decompressione ad altissima quota.
Tirando brutalmente il tessuto sul corpo infatti dovrà essere la tuta stessa - tramite controbilanciamento meccanico - ad impedire che tessuti e liquidi del corpo si espandano e possano andare in ebollizione, dato il differenziale di pressione atmosferica esterna. La tuta è disponibile in 10 taglie (quelle Russe normalmente 10 - 12, quelle Americane quasi sempre 12) e ogni taglia è ulteriormente regolabile tramite lacci incrociati in stile corsetto femminile.
Farla indossare sul manichino stimando prima la teorica taglia giusta (più è attillata più rimane realistica) era stata un'impresa.. :huh:
Il complicato e 'arcaico' casco Cinese TK-1, copia assoluta del Sovietico GSh-4M che era a sua volta ispirato all'Americano K-1 'Splitshell' . Composto in realtà da quattro distinte parti, la più appariscente è la complessa piastra facciale che porta il plexiglass trasparente, tubi per l'ossigeno e l'aria per la 'relief valve, e il cavo per lo sbrinatore elettrico del plexiglas stesso.
Telaio della piastra facciale e calotta vera e propria sono in metallo, verniciati di bianco e con una vernice trasparente (!!) che ingloba anche la stella rossa. La finitura è MOLTO superiore a quella dei caschi Sovietici d'alta quota.
Il sistema di cavetti dell "hold down" che serve ad ancorare il casco ad una fettuccia regolabile, e fissata sull'addome tramite piccole clips, intesa a impedire il sollevamento improvviso del casco all'istante del gonfiaggio tuta.
Sulla schiena altri anelli tengono il tutto in tensione.
Il complicato sistema di tubi "capstans" e i lacci incrociati di regolazione, una serie fittissima che assicura per ogni zona del corpo il perfetto grado di aderenza della tuta.
Anche le gambe ovviamente, più il tessuto è aderente come una muta da sub più il realismo è maggiore.
Il cavo della fonia radio non esce dalla piastra facciale (da cui escono i vari tubi e il cavetto dello sbrinatore plexiglas) bensì dal "cappuccio" in tessuto di nylon che è integrale al telaio del casco, e che avvolge l'intera testa.
All'interno il suddetto cappuccio è tutto rivestito in lattice di gomma per una perfetta tenuta, doveva essere una specie di tortura sopportarlo per qualche ora...
Il casco o meglio, la parte anteriore sganciabile.
L'oggetto in bakelite rossiccia è lo smistatore della rete di finissimi fili elettrici annegati nella plastica trasparente in funzione 'lunotto termico'. I fili sono visibili guardando con attenzione.
L'oggetto semi-cilindrico a sinistra della piastra è la grossa valvola 'relief valve' che assicura la tenuta del casco ad ogni esalazione del pilota. Il tubo per l'ossigeno è quello corrugato color verde, copiato al 100% da quello russo.
All'interno, l'ossigeno arriva anche tramite una serie di forellini praticati nel "tunnel" in gomma che dà il giro completo al telaio. In questo modo esso contribuisce ad eliminare la condensa causata dal fiato del pilota che potrebbere dare un 'frosting effect' alla plastica trasparente.
Alcuni ideogrammi in caratteri Cinesi sono visibili, stampati in colore azzurro.
La stella rossa è inglobata sotto uno strato di vernice trasparente incolore. La qualità della finitura è maggiore nel TK-1 che nei caschi Sovietici della serie GSh-6.
Il visore scuro è la parte più semplice di tutto il complesso. Un sottile pezzo di plastica assicurato ad un arcone curvo che ha 5-6 scatti di regolazione.
E' esterno, mentre i caschi Sovietici della serie GSh-6 ne hanno uno più piccolo interno, a scomparsa totale.
Il microfono a staffa fa parte della cuffia interna dedicata esclusivamente alla fonia radio, in perfetto stile Sovietico - cuffia interna in tessuto ignifugo + casco esterno rigido in costruzione metallica.
Infine i guanti di volo.... Tutte le mie ricerche hanno portato a questo risultato: anche se sembrano un perfetto paio di guanti generici da lavoro acquistabili in un ferramenta (e magari 'made in China', perchè no... ah ah, niente di più facile), questi sono davvero i guanti che i piloti militari indossa(va)no durante la missione, perlomeno più di una foto mi dà ragione.
Non sono riuscito, comunque, a trovare il perchè di questa insolita scelta di materiale. Sono ovviamente originali come articolo da aviatore - e non comprati dal suddetto ferramenta , tuttavia se il pilota fosse stato più datato (diciamo dal 1958-59 a metà anni '70) indosserebbe guanti in pelle color marrone scurissimo, quasi nero.
Thanks for watching - Frank.
Ancora qualche dettaglio, qui la cuffia interna indossata separatamente per prima.
Su questa verrà poi il "cappuccio" coprispalle, che è integrale col telaio del casco stesso. La cuffia è la copia di quelle che vanno coi caschi Sovietici della serie GSh-6, può cambiare il colore del microfono a staffa e la sensazione 'al tatto' del materiale della cuffia.
Una differenza di rilievo delle tute pressurizzate Cinesi DC-3, DC-4, DC-6 rispetto alle precedenti DC-1 / DC-2 è il tubo "capstan" aggiuntivo orizzontale, che passa sopra lo stomaco e collega i capstans verticali di destra e sinistra (quelli che vanno dai polsi alle caviglie passando lungo tutto il corpo).
Dalla sempre scarsa documentazione disponibile quà e là ho ricavato la quasi-conferma che i Sovietici dopo le loro VKK-1 / VKK-2 / VKK-3 che non avevano il tubo orizzontale, erano arrivati alla VKK-4M (con 2 tubi orizzontali) - poi sono tornati ai soli tubi verticali con la definitiva VKK-6M che dura ancora oggi.
Evidentemente i Cinesi hanno continuato a ritenere che il tubo aggiuntivo è una miglioria di non poco conto e difatti le più recenti tute come la DC-6, appunto, sono in pratica vere copie della DC-3 di questo pilota. Il tubo orizzontale agisce con la trazione in senso verticale, ovviamente, gonfiandosi completamente sotto pressurizzazione e tirando a forza la parte inferiore della tuta verso l'alto, e quella superiore verso il basso.
Questo 'in più' si aggiunge alla trazione standar causata dai tubi verticali di destra e sinistra, aiutando a stringere ulteriormente l'indumento sul corpo dell'aviatore.
Se la documentazione sugli equipaggiamenti specifici per un pilota 'stratosferico' si trova a fatica e col contagocce, quà e là, nel caso di materiale Sovietico (parliamo almeno di documentazione che sia attendibile al 90%, diversamente non manca in giro tanta roba farcita di errori), figuriamoci nel caso del personaggio Cinese.
Non mi riferisco alla difficoltà con cui oggi ci si può procurare taluni precisi articoli del materiale di volo; tant'è vero che non c'è la minima difficoltà, anzi c'è proprio una grande facilità. Inoltre i prezzi che si possoino vedere su siti come eBay arrivano a valori così bassi da risultare quasi . ..sconcertanti, eppure si tratta di oggetti assolutamente originali e quasi sempre NUOVI.
Anche i prezzi di spedizione sono davvero ragionevoli.
Intendo piuttosto la disponibilità di documentazione che racconti delle origini, sviluppo, modifiche, uso lungo il tempo etc. e riesca a fare piazza pulita di troppi dubbi ed errori - d'altronde alcuni dei venditori di questo materiale sono i primi a non sapere le cose specifiche.
Così mi ero trovato a chiedermi se realmente quei non moltissimi piloti NordVietnamiti di MiG-21 che diverse foto (credo intorno al 1971-72) mostrano abbigliati quasi identici a questo personaggio, hanno addosso materiale Cinese come alcuni affermano. Altre fonti parlano invece di materiale originale Sovietico, e secondo me hanno ragione.
Purtroppo già le foto disponibili da poter osservare sono poche, queste poche sono di qualità scadente e tutte in bianco/nero, inoltre alcuni commenti descrivono i piloti come più che altro in posa per scatti 'pubblicitari' e comunque pesantemente propagandistici.
Secondo me potrebbe essere vero. Avevo anche usato la lente d'ingrandimento per meglio osservare i dettagli, con risultati scarsi ma l'impressione è che le tute pressurizzate e i caschi d'alta quota siano davvero quelli originali fatti in URSS (gli stessi che hanno poi direttamente ispirato i Cinesi), e non quelli fabbricati in Cina e poi dati ai NordVietnamiti.
Le tute d'alta quota sembrano a tutti gli effetti le VKK-6 sovietiche (con qualche rara VKK-4M dotata di tubo capstan orizzontale sull'addome) e i caschi sembrano i GSh-4M sovietici, piuttosto che i quasi identici TK-1 come quello del manichino.
Alla fine non sarebbe male - almeno per me visto che sono abbastanza addentro a queste cose - poter ottenere una conferma definitiva sulla storia di questi "cloni" fatti in Cina.
Ovviamente ho "dovuto" fare un tentativo di pressurizzare la tuta DC-3 dopo aver vestito il manichino,
l'ideale sarebbe poter bloccare in modo ermetico al 100% il tubo si alimentazione dei 'capstans' - quello più sottile dei due - visto che appena si toglie la fonte d'aria compressa il tutto si sgonfia velocemente. Ovviamente non c'è una cosa simile, per esempio, a una valvola di non ritorno (nessuno pensava a questi miei problemi quando progettavano questo tipo di indumenti, mi sa.. ).
Già la fase di gonfiaggio è così-così in mancanza di un connettore a baionetta sul tubo del compressore che sia esattamente compatibile con quello della DC-3, quindi ci si accontenta di premere a forza le due estremità una contro l'altra; però non è un problema visto che entra più aria di quanta ne esce contemporaneamente dalla giunzione.
Piuttosto si tratta di tappare alla perfezione dopo il gonfiaggio, e questo è praticamente impossibile - in più, dovendo schiacciare su un corpo fatto di plastica dura che ovviamente non cede sotto la pressione, i tubi capstans che riescono a tirare un pò più di tessuto si gonfiano abbastanza; invece su quelle zone che hanno il tessuto già attillatissimo come una muta da sub (braccia e gambe specialmente) il tessuto non ha più nemmeno la minima tolleranza e non cedendo di un millimetro, non consente ai tubi di espandersi.
Era comunque solo per un pò più di effetto coreografico e nient'altro, quindi il 'problema'.. non è assolutamente un problema.
Anche se sono riuscito a contattare qualche (sparuto) collezionista che sappia un pò di queste cose non è servito a far luce su certi precisi dettagli, come invece era stato possibile per gli equipaggiamenti sovietici - qualche piccolissimo dubbio rimane ancora. Comunque:
la tuta a pressione DC-3 è una quasi-copia della più anziana VKK-4M Sovietica, però nel caso del pilota stratosferico URSS possiedo anche quel dispositivo che regola e fornisce:
ciò che serve per respirare, ciò che serve per gonfiare la parte 'anti-G' della tuta, e infine ciò che serve per pressurizzare il tutto quando scatta l'emergenza-decompressione.
Così abbiamo davvero accertato che arriva SOLTANTO aria compressa se c'è bisogno di effetto 'anti-G' (parte inferiore della tuta), e SOLTANTO ossigeno puro se c'è bisogno di pressurizzarla completamente (parte inferiore + parte superiore).
Verrebbe da intuire che lo stesso concetto si applica anche a questa controparte Cinese della VKK-6M Sovietica, oltretutto i piloti Cinesi hanno volato (anche) su MiG-21 sia pure prodotti in proprio - ma l'aereo è il medesimo aereo, con tutti i suoi sottosistemi identici a quelli dei MiG-21 fabbricati in URSS.
Quindi a questo punto anche se è praticamente inutile continuare a cercare (a meno di conoscere personalmente un pilota Cinese di MiG-21, ma non ci sono ancora riuscito ), posso avere la quasi certezza che anche in questo caso i grossi 'capstan tubes' esterni della tuta si sarebbero istantaneamenta riempiti di ossigeno, dilatandosi al massimo - NON di aria.
Qui l'originale modello di guanto in pelle marrone-rossiccio. In dotazione dai primi anni '60 fino a un non meglio specificato periodo, forse metà anni '80 ma non sono certo di questo.
A proposito dei guanti,
non risulta da nessuna parte che per gli aviatori della Cina Popolare le tute d'alta quota (DC-1, DC-3, DC-4, DC-6) arrivassero corredate di guanti a pressione, sia pure la variante cosiddetta 'a pressurizzazione passiva' che non richiedeva alcun tubo esterno aggiuntivo - tipica delle VKK-4M e VKK-6M sovietiche.
Questi qui in melle marrone assomigliano non poco, tra l'altro, ai classici B-3A dell'USAAF - USAF che sono stati i classici guanti di volo leggeri dal 1944 al 1970, nonchè ancora usati poi saltuariamente nel periodo dei moderni guanti ignifughi fatti di Nomex.
Questo è il mio secondo, e ultimo, pilota d'altissima quota ricostruito in modo originale.
Rimarrà sempre un progetto proibito quello di un analogo pilota USAF o NACA equipaggiato con quelle favolose tuta 'a pressione parziale' che sanno tanto di science fiction anni '50 e che mi affascinano, alcuni articoli semplicemente non si trovano - e se sì, il tutto verrebbe a costare alla fine quasi come una bella utilitaria.
I Sovietici però avevano in pratica scopiazzato allegramente i progetti di massima americani per questo concetto di indumento (la VKK-6M russa è presente sul manichino di pilota di MiG-25 Sovietico), e la Cina ha fatto altrettanto con il materiale sovietico. Una differenza può essere che l'URSS ha ricalcato abbastanza fedelmente ma ha anche apportato modifiche contenenti peculiarità interessanti o addirittura ingegnose; i progettisti Cinesi hanno letteralmente copiato (stimerei fino al 95% di un dato oggetto, quasi una fotocopia) e nulla più.
In questo modo il pilota di MiG-25 era stato possibile, e lo è stato ancor più questo pilota d'alta quota appartenente all'Aviazione della Repubblica Popolare Cinese. Potrebbe essere un pilota di MiG-21 o del suo derivato J-7 fabbricato nella Cina stessa, e databile intorno al 1985 o giù di lì.
Magari sembra un'epoca piuttosto avanzata per usare ancora un simile concetto di equipaggiamento (somigliantissimo ad un pilota sperimentale di F-104 di trent'anni prima) ma d'altronde questo avevano e con questo volavano - casco e tuta sono in effetti quasi identici a ciò che un aviatore Americano di metà anni '50 portava in volo.
Gli articoli sono quattro: casco TK-1, tuta d'alta quota DC-3, stivaletti di volo e guanti di volo. Niente salvagente e/o imbragatura paracadute/seggiolino, che in questo caso avrebbero nascosto una buona parte della tuta DC-3.
Sicchè alla fine ne era uscito un pilota (per me) a basso costo; ho notato che ancora recentemente una tuta come questa, nuova di zecca nel suo imballaggio è trovabilissima su eBay dalla Cina a prezzi che scendono anche fino a € 55 - 65, mentre il casco può arrivare intorno € 125 - 135 se completo e in buon stato.
Posterò alcune foto. Thanks for watching..
La tuta a Pressione Parziale, di qualunque modello o nazionalità, è indossata attillata sopra un semplice completo intimo in cotone, e diventerà super-attillata (come rimpicciolita di almeno tre taglie) quando i tubi 'capstan' esterni, normalmente flosci e piccolini si gonfieranno istantaneamente in caso di decompressione ad altissima quota.
Tirando brutalmente il tessuto sul corpo infatti dovrà essere la tuta stessa - tramite controbilanciamento meccanico - ad impedire che tessuti e liquidi del corpo si espandano e possano andare in ebollizione, dato il differenziale di pressione atmosferica esterna. La tuta è disponibile in 10 taglie (quelle Russe normalmente 10 - 12, quelle Americane quasi sempre 12) e ogni taglia è ulteriormente regolabile tramite lacci incrociati in stile corsetto femminile.
Farla indossare sul manichino stimando prima la teorica taglia giusta (più è attillata più rimane realistica) era stata un'impresa..
:huh:
Il complicato e 'arcaico' casco Cinese TK-1, copia assoluta del Sovietico GSh-4M che era a sua volta ispirato all'Americano K-1 'Splitshell' . Composto in realtà da quattro distinte parti, la più appariscente è la complessa piastra facciale che porta il plexiglass trasparente, tubi per l'ossigeno e l'aria per la 'relief valve, e il cavo per lo sbrinatore elettrico del plexiglas stesso.
Telaio della piastra facciale e calotta vera e propria sono in metallo, verniciati di bianco e con una vernice trasparente (!!) che ingloba anche la stella rossa. La finitura è MOLTO superiore a quella dei caschi Sovietici d'alta quota.
Il sistema di cavetti dell "hold down" che serve ad ancorare il casco ad una fettuccia regolabile, e fissata sull'addome tramite piccole clips, intesa a impedire il sollevamento improvviso del casco all'istante del gonfiaggio tuta.
Sulla schiena altri anelli tengono il tutto in tensione.
Il complicato sistema di tubi "capstans" e i lacci incrociati di regolazione, una serie fittissima che assicura per ogni zona del corpo il perfetto grado di aderenza della tuta.
Anche le gambe ovviamente, più il tessuto è aderente come una muta da sub più il realismo è maggiore.
Il cavo della fonia radio non esce dalla piastra facciale (da cui escono i vari tubi e il cavetto dello sbrinatore plexiglas) bensì dal "cappuccio" in tessuto di nylon che è integrale al telaio del casco, e che avvolge l'intera testa.
All'interno il suddetto cappuccio è tutto rivestito in lattice di gomma per una perfetta tenuta, doveva essere una specie di tortura sopportarlo per qualche ora...
Il casco o meglio, la parte anteriore sganciabile.
L'oggetto in bakelite rossiccia è lo smistatore della rete di finissimi fili elettrici annegati nella plastica trasparente in funzione 'lunotto termico'. I fili sono visibili guardando con attenzione.
L'oggetto semi-cilindrico a sinistra della piastra è la grossa valvola 'relief valve' che assicura la tenuta del casco ad ogni esalazione del pilota. Il tubo per l'ossigeno è quello corrugato color verde, copiato al 100% da quello russo.
All'interno, l'ossigeno arriva anche tramite una serie di forellini praticati nel "tunnel" in gomma che dà il giro completo al telaio. In questo modo esso contribuisce ad eliminare la condensa causata dal fiato del pilota che potrebbere dare un 'frosting effect' alla plastica trasparente.
Alcuni ideogrammi in caratteri Cinesi sono visibili, stampati in colore azzurro.
La stella rossa è inglobata sotto uno strato di vernice trasparente incolore. La qualità della finitura è maggiore nel TK-1 che nei caschi Sovietici della serie GSh-6.
Il visore scuro è la parte più semplice di tutto il complesso. Un sottile pezzo di plastica assicurato ad un arcone curvo che ha 5-6 scatti di regolazione.
E' esterno, mentre i caschi Sovietici della serie GSh-6 ne hanno uno più piccolo interno, a scomparsa totale.
Il microfono a staffa fa parte della cuffia interna dedicata esclusivamente alla fonia radio, in perfetto stile Sovietico - cuffia interna in tessuto ignifugo + casco esterno rigido in costruzione metallica.
Infine i guanti di volo.... Tutte le mie ricerche hanno portato a questo risultato: anche se sembrano un perfetto paio di guanti generici da lavoro acquistabili in un ferramenta (e magari 'made in China', perchè no... ah ah, niente di più facile), questi sono davvero i guanti che i piloti militari indossa(va)no durante la missione, perlomeno più di una foto mi dà ragione.
Non sono riuscito, comunque, a trovare il perchè di questa insolita scelta di materiale. Sono ovviamente originali come articolo da aviatore - e non comprati dal suddetto ferramenta
, tuttavia se il pilota fosse stato più datato (diciamo dal 1958-59 a metà anni '70) indosserebbe guanti in pelle color marrone scurissimo, quasi nero.
Thanks for watching - Frank.
Ancora qualche dettaglio, qui la cuffia interna indossata separatamente per prima.
Su questa verrà poi il "cappuccio" coprispalle, che è integrale col telaio del casco stesso. La cuffia è la copia di quelle che vanno coi caschi Sovietici della serie GSh-6, può cambiare il colore del microfono a staffa e la sensazione 'al tatto' del materiale della cuffia.
Una differenza di rilievo delle tute pressurizzate Cinesi DC-3, DC-4, DC-6 rispetto alle precedenti DC-1 / DC-2 è il tubo "capstan" aggiuntivo orizzontale, che passa sopra lo stomaco e collega i capstans verticali di destra e sinistra (quelli che vanno dai polsi alle caviglie passando lungo tutto il corpo).
Dalla sempre scarsa documentazione disponibile quà e là ho ricavato la quasi-conferma che i Sovietici dopo le loro VKK-1 / VKK-2 / VKK-3 che non avevano il tubo orizzontale, erano arrivati alla VKK-4M (con 2 tubi orizzontali) - poi sono tornati ai soli tubi verticali con la definitiva VKK-6M che dura ancora oggi.
Evidentemente i Cinesi hanno continuato a ritenere che il tubo aggiuntivo è una miglioria di non poco conto e difatti le più recenti tute come la DC-6, appunto, sono in pratica vere copie della DC-3 di questo pilota. Il tubo orizzontale agisce con la trazione in senso verticale, ovviamente, gonfiandosi completamente sotto pressurizzazione e tirando a forza la parte inferiore della tuta verso l'alto, e quella superiore verso il basso.
Questo 'in più' si aggiunge alla trazione standar causata dai tubi verticali di destra e sinistra, aiutando a stringere ulteriormente l'indumento sul corpo dell'aviatore.
Se la documentazione sugli equipaggiamenti specifici per un pilota 'stratosferico' si trova a fatica e col contagocce, quà e là, nel caso di materiale Sovietico (parliamo almeno di documentazione che sia attendibile al 90%, diversamente non manca in giro tanta roba farcita di errori), figuriamoci nel caso del personaggio Cinese.
Non mi riferisco alla difficoltà con cui oggi ci si può procurare taluni precisi articoli del materiale di volo; tant'è vero che non c'è la minima difficoltà, anzi c'è proprio una grande facilità. Inoltre i prezzi che si possoino vedere su siti come eBay arrivano a valori così bassi da risultare quasi . ..sconcertanti, eppure si tratta di oggetti assolutamente originali e quasi sempre NUOVI.
Anche i prezzi di spedizione sono davvero ragionevoli.
Intendo piuttosto la disponibilità di documentazione che racconti delle origini, sviluppo, modifiche, uso lungo il tempo etc. e riesca a fare piazza pulita di troppi dubbi ed errori - d'altronde alcuni dei venditori di questo materiale sono i primi a non sapere le cose specifiche.
Così mi ero trovato a chiedermi se realmente quei non moltissimi piloti NordVietnamiti di MiG-21 che diverse foto (credo intorno al 1971-72) mostrano abbigliati quasi identici a questo personaggio, hanno addosso materiale Cinese come alcuni affermano. Altre fonti parlano invece di materiale originale Sovietico, e secondo me hanno ragione.
Purtroppo già le foto disponibili da poter osservare sono poche, queste poche sono di qualità scadente e tutte in bianco/nero, inoltre alcuni commenti descrivono i piloti come più che altro in posa per scatti 'pubblicitari' e comunque pesantemente propagandistici.
Secondo me potrebbe essere vero. Avevo anche usato la lente d'ingrandimento per meglio osservare i dettagli, con risultati scarsi ma l'impressione è che le tute pressurizzate e i caschi d'alta quota siano davvero quelli originali fatti in URSS (gli stessi che hanno poi direttamente ispirato i Cinesi), e non quelli fabbricati in Cina e poi dati ai NordVietnamiti.
Le tute d'alta quota sembrano a tutti gli effetti le VKK-6 sovietiche (con qualche rara VKK-4M dotata di tubo capstan orizzontale sull'addome) e i caschi sembrano i GSh-4M sovietici, piuttosto che i quasi identici TK-1 come quello del manichino.
Alla fine non sarebbe male - almeno per me visto che sono abbastanza addentro a queste cose - poter ottenere una conferma definitiva sulla storia di questi "cloni" fatti in Cina.
Ovviamente ho "dovuto" fare un tentativo di pressurizzare la tuta DC-3 dopo aver vestito il manichino,
l'ideale sarebbe poter bloccare in modo ermetico al 100% il tubo si alimentazione dei 'capstans' - quello più sottile dei due - visto che appena si toglie la fonte d'aria compressa il tutto si sgonfia velocemente. Ovviamente non c'è una cosa simile, per esempio, a una valvola di non ritorno (nessuno pensava a questi miei problemi quando progettavano questo tipo di indumenti, mi sa..
).
Già la fase di gonfiaggio è così-così in mancanza di un connettore a baionetta sul tubo del compressore che sia esattamente compatibile con quello della DC-3, quindi ci si accontenta di premere a forza le due estremità una contro l'altra; però non è un problema visto che entra più aria di quanta ne esce contemporaneamente dalla giunzione.
Piuttosto si tratta di tappare alla perfezione dopo il gonfiaggio, e questo è praticamente impossibile - in più, dovendo schiacciare su un corpo fatto di plastica dura che ovviamente non cede sotto la pressione, i tubi capstans che riescono a tirare un pò più di tessuto si gonfiano abbastanza; invece su quelle zone che hanno il tessuto già attillatissimo come una muta da sub (braccia e gambe specialmente) il tessuto non ha più nemmeno la minima tolleranza e non cedendo di un millimetro, non consente ai tubi di espandersi.
Era comunque solo per un pò più di effetto coreografico e nient'altro, quindi il 'problema'.. non è assolutamente un problema.
Anche se sono riuscito a contattare qualche (sparuto) collezionista che sappia un pò di queste cose non è servito a far luce su certi precisi dettagli, come invece era stato possibile per gli equipaggiamenti sovietici - qualche piccolissimo dubbio rimane ancora. Comunque:
la tuta a pressione DC-3 è una quasi-copia della più anziana VKK-4M Sovietica, però nel caso del pilota stratosferico URSS possiedo anche quel dispositivo che regola e fornisce:
ciò che serve per respirare, ciò che serve per gonfiare la parte 'anti-G' della tuta, e infine ciò che serve per pressurizzare il tutto quando scatta l'emergenza-decompressione.
Così abbiamo davvero accertato che arriva SOLTANTO aria compressa se c'è bisogno di effetto 'anti-G' (parte inferiore della tuta), e SOLTANTO ossigeno puro se c'è bisogno di pressurizzarla completamente (parte inferiore + parte superiore).
Verrebbe da intuire che lo stesso concetto si applica anche a questa controparte Cinese della VKK-6M Sovietica, oltretutto i piloti Cinesi hanno volato (anche) su MiG-21 sia pure prodotti in proprio - ma l'aereo è il medesimo aereo, con tutti i suoi sottosistemi identici a quelli dei MiG-21 fabbricati in URSS.
Quindi a questo punto anche se è praticamente inutile continuare a cercare (a meno di conoscere personalmente un pilota Cinese di MiG-21, ma non ci sono ancora riuscito
), posso avere la quasi certezza che anche in questo caso i grossi 'capstan tubes' esterni della tuta si sarebbero istantaneamenta riempiti di ossigeno, dilatandosi al massimo - NON di aria.
Qui l'originale modello di guanto in pelle marrone-rossiccio. In dotazione dai primi anni '60 fino a un non meglio specificato periodo, forse metà anni '80 ma non sono certo di questo.
A proposito dei guanti,
non risulta da nessuna parte che per gli aviatori della Cina Popolare le tute d'alta quota (DC-1, DC-3, DC-4, DC-6) arrivassero corredate di guanti a pressione, sia pure la variante cosiddetta 'a pressurizzazione passiva' che non richiedeva alcun tubo esterno aggiuntivo - tipica delle VKK-4M e VKK-6M sovietiche.
Questi qui in melle marrone assomigliano non poco, tra l'altro, ai classici B-3A dell'USAAF - USAF che sono stati i classici guanti di volo leggeri dal 1944 al 1970, nonchè ancora usati poi saltuariamente nel periodo dei moderni guanti ignifughi fatti di Nomex.
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