Inizio questa discussione sapendo di suscitare un vespaio di polemiche: invito perciò l'amministratore a sopprimerla o spostarla in sede più opportuna se ritenesse.
Da tempo ha preso consistenza l'ipotesi che il cavallino di Baracca non fosse in origine nero ma rosso, diventando nero solo dopo la morte dell'eroe.
Talie ipotesi si basa su alcune testimonianze di corrispondenti, su un immagine di una rivista di divulgazione aereonautica dell'immediato primo dopoguerra e sul famoso quadro di Baracca e lo SPAD. Il razionale del rosso sarebbe nell'aver invertito i colori dello stemma del Piemonte Cavalleria per renderli visibili sulla livrea bianca dei Nieuport.
Io contesto questa ipotesi per i seguenti argomenti:
- Baracca è un uomo dell'800' epoca in cui i colori sono quelli della natura perchè disegni e stampe a colori sono costose. Il Cavallino Baracca l'avrà visto mille volte riprodotto su stemmi in pietra o su carta da lettere, sempre in bianco e nero, insomme per lui prima che d'argento era un cavallino e basta.
-se avesse voluto mantenere un rapporto con il colore originario non avrebbe invertito il colore, Andy Wharol non era ancora nato, l'avrebbe semplicemente contornato con una nuvoletta rossa o avrebbe riprodotto lo stemma integrale, del resto quando la livrea divenne Kaki non contornò di bianco l'ormai invisibile cavallino nero?
-Il cavallino sarà stato dipinto e ridipinto chissà quante volte con vernici improvvisate e poi sottoposto ai viraggi del sole e della pioggia, insomma il più dellle volte sarà stato di un colore indefinibile
-il cavallino sullo spad del famoso quadro è chiaramente rosseggiante per ottenere un effetto tramonto, confrontare con il rosso delle mostrine. Se, come probabile i compagni di baracca, diventati negli anni generali d'aviazione avranno sacramentato alla visione del quadro , l'avranno fatto non per il colore del cavallino ma perchè ciò che ci è stato tramandato del piu grande aviatore italiano è un volto irriconoscibile sotto una visiera che finisce sugli occhi.
-In tempo di guerra pochissimi avranno potuto avvicinare l'aereo e dare testimonianze attendibili, eccetto i compagni che non negarono mai che il cavallo fosse nero.
-tutti gli indizi sono del dopoguerra quando si era diffuso il mito degli assi dell'aviazione, fino allora abbastanza contenuto in italia, e complice anche ma non solo il barone rosso, questo colore era diventato il colore degli assi.
L'ipotesi più probabile è quindi che queste rari indizi di cavallino rosso, siano dovuti al desiderio di riempire, con quanto maggiormente solleticasse la fantasia popolare, la carenza di notizie certe o men che ambigue. Sappiamo bene quanta approssimazione ci sia nella stampa non specializzata di sempre, basta guardare quante uniformi di fantasia compaiono nelle cartoline militari..
Inizio questa discussione sapendo di suscitare un vespaio di polemiche: invito perciò l'amministratore a sopprimerla o spostarla in sede più opportuna se ritenesse.
Da tempo ha preso consistenza l'ipotesi che il cavallino di Baracca non fosse in origine nero ma rosso, diventando nero solo dopo la morte dell'eroe.
Talie ipotesi si basa su alcune testimonianze di corrispondenti, su un immagine di una rivista di divulgazione aereonautica dell'immediato primo dopoguerra e sul famoso quadro di Baracca e lo SPAD. Il razionale del rosso sarebbe nell'aver invertito i colori dello stemma del Piemonte Cavalleria per renderli visibili sulla livrea bianca dei Nieuport.
Io contesto questa ipotesi per i seguenti argomenti:
- Baracca è un uomo dell'800' epoca in cui i colori sono quelli della natura perchè disegni e stampe a colori sono costose. Il Cavallino Baracca l'avrà visto mille volte riprodotto su stemmi in pietra o su carta da lettere, sempre in bianco e nero, insomme per lui prima che d'argento era un cavallino e basta.
-se avesse voluto mantenere un rapporto con il colore originario non avrebbe invertito il colore, Andy Wharol non era ancora nato, l'avrebbe semplicemente contornato con una nuvoletta rossa o avrebbe riprodotto lo stemma integrale, del resto quando la livrea divenne Kaki non contornò di bianco l'ormai invisibile cavallino nero?
-Il cavallino sarà stato dipinto e ridipinto chissà quante volte con vernici improvvisate e poi sottoposto ai viraggi del sole e della pioggia, insomma il più dellle volte sarà stato di un colore indefinibile
-il cavallino sullo spad del famoso quadro è chiaramente rosseggiante per ottenere un effetto tramonto, confrontare con il rosso delle mostrine. Se, come probabile i compagni di baracca, diventati negli anni generali d'aviazione avranno sacramentato alla visione del quadro , l'avranno fatto non per il colore del cavallino ma perchè ciò che ci è stato tramandato del piu grande aviatore italiano è un volto irriconoscibile sotto una visiera che finisce sugli occhi.
-In tempo di guerra pochissimi avranno potuto avvicinare l'aereo e dare testimonianze attendibili, eccetto i compagni che non negarono mai che il cavallo fosse nero.
-tutti gli indizi sono del dopoguerra quando si era diffuso il mito degli assi dell'aviazione, fino allora abbastanza contenuto in italia, e complice anche ma non solo il barone rosso, questo colore era diventato il colore degli assi.
L'ipotesi più probabile è quindi che queste rari indizi di cavallino rosso, siano dovuti al desiderio di riempire, con quanto maggiormente solleticasse la fantasia popolare, la carenza di notizie certe o men che ambigue. Sappiamo bene quanta approssimazione ci sia nella stampa non specializzata di sempre, basta guardare quante uniformi di fantasia compaiono nelle cartoline militari..
Aspetto al bufera
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