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CRISI FINANZIARIA 2008 - Topic Ufficiale -


Leviathan
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Rublo sempre più giù

 

E su questo fronte i russi sono arrivati a questa politica cambiando negli ultimi mesi radicalmente orientamento: prima hanno cercato di fare la cosa opposta, ovvero sostenere la moneta, poi, dopo aver bruciato decine di miliardi di dollari, si sono decisi appunto a far andare giù il rublo. Che, in queste condizioni, forse per loro è meglio.

 

Anche euro, uk sterling, e tanti varie valute sono in forte flessione al rispetto del $. E' un fenomeno naturale della fuga dei capitali in $ verso la patria. Il dollaro è come una stella morente, che prima di diventare un nano bianco si espande a dismisura.

 

Puoi, proprio oggi la Banca Centrale della Federazione Russa ha dichiarato la fine di politica di svalutazione del rublo. In prossime settimane/mesi il rublo riguadagna la buona parte del terreno, tornando ai livelli di 25-27 rubli/$. Forse domani ci saranno annunci nel media Europei, per il momento io non ho trovato la versione Inglese o Italiana.

 

Saluti,

Debugger.

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Secondo me la russia sta soffrendo meno di noi la crisi economica...

Leggiti l'articolo (del 29 dicembre 2008) che riporto dal link seguente: http://www.unita.it/index.php?section=news...idNotizia=74662

 

e se lo dice "L'Unità" sarà sicuramente vero, no?!?!?! :rotfl::rotfl::rotfl:

 

 

 

Russia, il rublo va giù. E la disoccupazione galoppa

 

Il rublo va giù. La Banca Centrale Russa ha nuovamente deciso la svalutazione della moneta nazionale, per ampliare ulteriormente il «corridoio di possibile oscillazione del valore del paniere bivalutario», ovvero il margine di fluttuazione della moneta russa, agganciata ad un mix di euro e dollari. Si tratta del terzo indebolimento pilotato del rublo in cinque giorni, che porta il dollaro a 29,37 rubli e che rilancia i timori di una “super-svalutazione” all'orizzonte, malgrado le smentite del governo.

 

La notizia arriva in ore tempestose per l’economia russa. Se da un lato il governo ha stimato che nel 2008 il Pil è cresciuto del 6 per cento, dall’altro l’inflazione in Russia si è attestata su cifre da capogiro, il 13,5 per cento, e il tasso di disoccupazione nel giro di una sola settimana è cresciuto del 4 per cento. Putin proprio in queste ore ha stanziato «una riserva nell'ordine di migliaia di miliardi di rubli per mettere in pratica le misure anti-crisi: probabilmente – sostiene – non avremo bisogno di utilizzare tutta la somma, ma la dimensione di queste cifre dimostra la grandezza delle nostre disponibilità».

 

Diversa l’opinione dell’opposizione. L’ex primo ministro Mikhail Kasyanov, ha lanciato di recente l'allarme per i mesi a venire, pronosticando il raddoppio dei disoccupati, sino a 10 milioni a marzo-aprile 2009. Decisamente minori, ma comunque preoccupanti, le stime del ministero per lo Sviluppo sociale, secondo le quali «il numero dei disoccupati ufficiali può arrivare a 2,1-2,2 milioni l'anno prossimo». Comunque vada, il rischio che la crisi possa scatenare un’ondata di proteste resta molto alto.

 

29 dicembre 2008

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perchè, come pensi che stia andando negli altri paesi? e non ho detto che la russia non è colpita dalla crisi, ma ho detto che è meno colpita di altri paesi occidentali,

 

E lui ti ha spiegato che la Russia, nonostante non lo dia a vedere, è profondamente colpita dalla crisi energetica, perchè un paese con tre quarti del PIL coperto dalle esportazioni energetiche non è che possa sopportare bene il crollo dei prezzi dell'energia.

 

Quanto a questo

 

sarà perchè è meno legata all'occidente, sarà per altro...

 

non ha senso.

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perchè, come pensi che stia andando negli altri paesi? e non ho detto che la russia non è colpita dalla crisi, ma ho detto che è meno colpita di altri paesi occidentali, sarà perchè è meno legata all'occidente, sarà per altro...
E lui ti ha spiegato che la Russia, nonostante non lo dia a vedere, è profondamente colpita dalla crisi energetica, perchè un paese con tre quarti del PIL coperto dalle esportazioni energetiche non è che possa sopportare bene il crollo dei prezzi dell'energia.

 

Quanto a questo

non ha senso.

Senza contare che parte da condizioni di miseria plurisecolare: gli Zar, Lenin, Stalin, Breznev e Putin, hanno fatto a gara ad affamare il popolo russo, nonché tutti gli altri popoli, di volta in volta, oppressi ed occupati militarmente, dai tiranni russi!!!

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Guest intruder
se è come dici te non possono perdere un rublo perchè non c'è l'hanno.

 

 

Sarebbe come dire che uno a Mathausen non può morire di stenti, perché già sta a farlo di fame. O sbaglio?

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Guest intruder
non mi ricordo su quale, ma su una rivista ho letto che il mercato immobiliare in russia è cresciuto del 30 percento circa...se è crisi questa

 

Se è per questo è cresciuto altrettanto l'import di beni di lusso, dalle Rolls Royce agli yacht... bisogna vedere chi la compra, quella roba. I dati al di fuori del loro contesto, non hanno nessun valore.

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Salve ragazzi,

notizie da Davos:

 

FT.COM: Wen and Putin lecture western leaders

Mr Putin mocked American delegates who had talked at last year’s Davos gathering about the US economy’s “fundamental stability and its cloudless prospects”, saying that “investment banks, the pride of Wall Street, have virtually ceased to exist”.

 

Mr Wen made scathing comments about the “inappropriate macroeconomic policies” of some unnamed countries and the “unsustainable model of development characterised by prolonged low savings and high consumption”.

 

He attacked financial institutions’ “blind pursuit of profit” and their “lack of self-discipline”.

...

“What is discouraging is [barack] Obama’s statement that he is going to run a $1 trillion deficit for years to come. For us, that means that all the free liquidity in the world will run into American Treasury bills,” said Igor Yurgens, who heads a think tank advising Mr Medvedev.

 

Mr Yurgens likened the policy to the “beggar thy neighbour” protectionist policies of the 1930s. “Of course, [Mr Obama] expects the Chinese or Russians to buy US Treasury bills. That is pretty selfish and philosophically it is protectionism,” he said.

 

Edit: ho appena visto l'articolo su Repubblica, che merita di essere citato qua:

Repubblica.it: Davos, la Cina sfida Obama, "La crisi, colpa degli Usa"

...

Il premier cinese ha avuto parole severe contro "l'eccessiva espansione delle istituzioni finanziarie, il fallimento di chi doveva regolare i mercati, il prevalere della finanza sull'economia reale". Una frecciata particolare Wen l'ha scagliata contro l'America, le sue "politiche macroeconomiche sbagliate" che hanno provocato "insufficienza di risparmio e gravi squilibri mondiali". Putin ha rincarato la dose, sfoderando il suo sarcasmo feroce: "Un anno fa qui a Davos i leader americani continuavano a rassicurarci sulla stabilità del loro sistema. Oggi la maggior parte delle banche di Wall Street di fatto non esistono più, le loro perdite in dodici mesi hanno cancellato gli utili di 25 anni. Non troveremo la terapia giusta per uscirne, se non abbiamo chiare le cause di questa tempesta perfetta".

 

Saluti,

Debugger.

Edited by Debugger
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  • 2 weeks later...

Ciao tutti,

volevo segnalare due articoli che, al mio avviso, toccano un punto cruciale della crisi:

 

Fiscal expansions in submerging markets; the case of the USA and the UK

...

During the decade leading up to the crisis, current account deficits increased steadily and became unsustainable. Strong domestic investment (much of it in unproductive residential construction) outstripped domestic saving. Government budget discipline dissipated; fiscal policy became pro-cyclical. Financial regulation and supervision was weak to non-existent, encouraging credit and asset price booms and bubbles. Corporate governance, especially but not only in the banking sector, became increasingly subservient to the interests of the CEOs and the other top managers.

 

There was a steady erosion in business ethics and moral standards in commerce and trade. Regulatory capture and corruption, from petty corruption to grand corruption to state capture, became common place. Truth-telling and trust became increasingly scarce commodities in politics and in business life. The choice between telling the truth (the whole truth and nothing but the truth) and telling a deliberate lie or half-truth became a tactical option. Combined with increasing myopia, this meant that even reputational considerations no longer acted as a constraint on deliberate deception and the use of lies as a policy instrument.

...

 

L'articolo merita di essere letto per intero.

 

Altro articolo e relativo alla corruzione che regna nel WallStreet e organi che la devono sorvegliare:

A king among clowns: Hand Markopolos regulatory job and watch Harry give 'em hell

...

Just when you thought the financial crisis has created nothing but villains, along comes Markopolos, the bookish, humble whistleblower who courageously fought in vain for nearly a decade to get regulators to take a close look at Madoff.

He took Capitol Hill by storm Wednesday, unleashing a double blow of written and spoken testimony that painted a devastating picture of the alleged Ponzi schemer Madoff and unleashed withering criticism of the Securities and Exchange Commission and Financial Industry Regulatory Authority.

...

FINRA is "a corrupt organization" looking to protect its members, he said.

Again, Markopolos demonstrated how Madoff's reliance on bullying and intimidation helped keep his scheme under wraps. See related commentary on Madoff's work culture

Even as respectful as senators were of him, Markopolos' oozing integrity and class made the room feel as if he were the one sitting high on the dais. Markopolos' common sense contrasted the pompous grandstanding from congressmen such Alabama's Spencer Bachus, the apologies from Lori Richards, an SEC compliance director, and the excuses from Stephen Luparello, FINRA's interim CEO.

...

 

Ragazzi, questo è molto più grande e devastante di Enron.

 

Saluti,

Debugger.

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Intanto la produzione dell'azienda in cui lavoro ha iniziato un periodo (una settimana circa) di cassa integrazione. Noi degli uffici dalla settimana prossima inizieremo a turno a stare in ferie (2 giorni alla volta). Speriamo in bene :rotfl: :rotfl:

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Salve ragazzi,

vorrei segnalare un interessante articolo:

 

PERESTROIKA, AMERICAN STYLE?

From Leonid Ilyich Bush to Mikhail Sergeyevich Obama

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...

If we continue the parallel between the last years of the USSR and today's United States, we'll find a lot of similarities. For instance, Bush's eight-year tenure has got much in common with the reign of General Secretary Leonid Brezhnev.

 

Brezhnev's USSR once became a hostage of an inefficient planned economy which the Politburo was uneager to revise. Similarly, the United States entered Bush's era in a period of relatively prosperous stagnation, preceding a devastating crisis of financial capitalism, or neo-globalism, that the United States had earlier spread across the whole planet – a crisis the establishment failed to foresee and prevent though symptoms of its approach were plenty.

 

In the USSR, decisions were made by the griping nomenklatura (Communist Party bureaucrats), musty Marxist dogmatists, and bullet-proof hawks. In the United States, the federal fat jobs were grabbed by minions of transnational corporations: avaricious financial tycoons like Henry Paulson, and militant neocons like Dick Cheney, while the globalization paradigm was considered "true and therefore omnipotent".

...

Facing a structural crisis, the late Soviet and present American establishments quite similarly responded to mounting challenges. The Communist nomenklatura eventually initiated a large-scale reform, ostensibly trying to adapt the economy to the international market, and unofficially intending to multiply and legitimate the fortunes it had accumulated. For relevant purposes, they required a new figure with an internationally acceptable image, strikingly different from the senile performance of Brezhnev's generation. Sincerely dreaming of a "burgeoning creativity of masses", a romantic Mikhail Gorbachov inspired the society with the ideas of perestroika and building a new "Socialism with a human face" like that dreamed of by Czech dissidents, and to sacrifice the militant posture for the sake of "trans-civilizational values" (care for an individual; charity; repentance of past atrocities), internationally dubbed "new thinking".

...

Two decades later, the US corporate establishment got similarly dissatisfied with the rusty political machine, endorsing a young man with a shining charisma, strikingly different from recent predecessors. Like Gorbachov, Barack Obama performs as a sincere idealist, while his motto of "hope" and "change" is fascinating masses in the same way as the slogan of perestroika in the Soviet Union. The new president promises to get rid of the dictate of the Wall Street's globalist financial "nomenklatura", to impose additional taxes on corporate business, to implement affordable medical aid and education – in other words, to "build capitalism with a human face". Trying to improve the battered international image of America, Mr. Obama admits that the intervention in Iraq was a political mistake, and promises to care of the whole humanity.

 

However, the American engineers of perestroika are hardly committed to implement real changes the population is dreaming of. The attractive young leader serves as a convenient shield for redivision of power. Using their career opportunity, old "apparatchiks" of the Clinton team are controlling the diplomacy and the financial policy. Obama’s dreams of a Roosevelt change are stumbling against liberal dogmatism of globalist mastodons like Paul Volcker, Larry Summers, and Timothy Geithner. The promised change is likely to turn a clash in the establishment, motivated with egoistic ambitions. Meanwhile, the closest allies of Mr. Obama are already foreseeing new large-scale bloodshed. Vice President Joseph Biden forecasts a new version of the Caribbean crisis, while an old "Washington Politburo" member Zbigniew Brzezinski hopes to use his influence in Central Asia and China for the "balkanization" of Eurasia and a new strategy of containing and breaking-up Russia.

...

This author would be glad to be mistaken in his forecast. Sincerely wishing Mr. Obama to fulfill is promises to change the world to the better, putting an end to colonialist wars and cooperating with other nations in building a multipolar world system. However, in case the romantic young leader really tries to implement the ideas of Lincoln and Kennedy, he might share their hard lot.

 

Interessante, no?

 

EDIT: Per completare un quadro, aggiungo un paio di articoli:

 

STATES DRAFT BILLS REGARDING STATE SOVEREIGNTY

States including Washington, Arizona, Montana, Michigan, Missouri, Oklahoma, Hawaii and New Hampshire have drafted bills reminding the Federal Government of their voluntary submission under the Tenth Amendment.

 

Representatives in the State of New Hampshire, for example, fired a warning shot across the bow of the USS Federal Government with the introduction of HCR6. In this Bill they are reminding the Federal Government that the States have given rights to the Federal Government only as mentioned in the US Constitution and if those State rights dictated under Amendment Ten are violated then the States will not submit.

...

 

U.S. Military Preparing for Domestic Disturbances

A new report from the U.S. Army War College discusses the use of American troops to quell civil unrest brought about by a worsening economic crisis.

 

The report from the War College’s Strategic Studies Institute warns that the U.S. military must prepare for a “violent, strategic dislocation inside the United States” that could be provoked by “unforeseen economic collapse” or “loss of functioning political and legal order.”

 

Entitled “Known Unknowns: Unconventional ‘Strategic Shocks’ in Defense Strategy Development,” the report was produced by Nathan Freier, a recently retired Army lieutenant colonel who is a professor at the college — the Army’s main training institute for prospective senior officers.

...

 

Saluti,

Debugger.

Edited by Debugger
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  • 2 weeks later...
che ne pensate all'ipotesi di nazionalizzare le banche?

Sono senz'altro favorevole, ma ci sono diversi modi di farlo.

Quello alla americana è un modo in contrario, dove le banche "nazionalizzano" lo stato, è non vice versa.

Da questo tipo di nazionalizzazione non c'è da aspettarsi nulla di buono.

 

Io sono di opinione che le infrastrutture della società devono appartenere allo stato, è come le banche sono la spina dorsale della economia, vanno nazionalizzate.

Per risolvere il problema per bene, la sistema bancaria deve essere ristrutturata in modo da garantire i seguenti servizi:

1. A livello della Banca Centrale, dove vengono svolte i servizi di servizi di base gratuiti, tipo:

- circolazione del denaro in contanti e assegni;

- gestione conti correnti (privati e delle imprese) semplici, senza %% per invio del denaro istantaneo tra i soggetti, ormai con le tecnologie telematici non c'è alcun motivo di aspettare le giorni per un bonifico semplice (il motivo c'è, ma non lecito);

- gestione relazioni con sistemi di altri paesi;

2. Fondi di investimento, dove la gente può parcheggiare le proprie risparmi per un %% modesto ma garantiti;

3. Mercato azionario, dove la gente può investire al proprio rischio, partecipando nella gestione delle imprese;

 

Saluti,

Debugger.

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Non ne voglio fare una questione politica pero',io non sono un economista certo,ma mi spiegate perche tremonti e berlusconi dice che l italia sta sicura,ne uscira meglio di tutti dalla crisi, e poi sento al tg che il pil nel 2009 calera' del 2%(dietro solo alla germania),e che il debito pubblico salira al 110%?

 

 

Cioe ora non lo so quanto sia il rapporto crisi/Pil ma se centra in questo caso siamo i peggiori dopo la germania e insieme alla Spagna :furioso:

 

Capisco e su questo sono d accordo che il diffondere pessimismo e controproducente,pero lo dicono praticamente ogni volta che gli si pone la domanda un po di realismo neanche guasta :unsure:

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L'Italia ha un sistema bancario ancora stabile, a differenza dell'estero, per quello possiamo confidare di uscirne meglio da questa crisi, anche se noi abbiamo una crisi sistemica preesistente che non promette nulla di buono.

Purtroppo Italia è stata esposta parecchio su mercati esteri, in particolare in quelli di Est Europei, che sono sotto grande pressione ora. In particolare il gruppo Unicredit (più grande banca d'Italia prima della crisi) sia messo particolarmente male, con prezzi di azioni ai livelli minimi in 12 anni sotto 1 euro. Ecco un articolo in proposito:

Banks Face Eastern Europe Downgrades, Moody’s Says (Update4)

Feb. 17 (Bloomberg) -- Moody’s Investors Service said some of Europe’s largest banks may be downgraded because of loans to eastern Europe, sending UniCredit SpA to its lowest in 12 years.

 

Moody’s sees “continuous downward rating pressure” in the region as a result of worsening asset quality and western banks’ reliance on short-term funding, the ratings company said in a report published today. UniCredit’s Bank Austria unit earned almost half its pretax profit from eastern Europe in 2007, Raiffeisen International Bank-Holding AG almost 80 percent and Austria’s Erste Group Bank AG more than 60 percent, Moody’s said.

...

‘Most Exposed’

 

Banks from Austria, Italy, France, Belgium, Germany and Sweden account for 84 percent of bank loans in central and eastern Europe. Austria’s banking system is “most exposed” to the region, according to Moody’s.

 

When ratings are lowered, lenders also face higher funding costs, which would further erode the capital they may need to weather losses in eastern Europe.

...

 

Saluti,

Debugger

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Si, ma non credo si debba arrivare alla nazionalizzazione se non incorrono altri problemi.

Se parla Berlusconi delle nazionalizzazioni delle banche in pubblico, vuol dire che la situazione è più tosto grave.

Ecco un articolo dalla LaStampa.it:

Il premier parla e Unicredit sbanda

...

E lì, dopo che alle 16 e 24 i primi flash di agenzia mettono assieme le parole «Berlusconi» e «nazionalizzazione», si vede netta la caduta del titolo Unicredit. Già sul filo teso dell’euro per tutta la giornata, la banca guidata da Alessandro Profumo perde il 4% solo nell’ultima ora di contrattazioni e finisce in ribasso del 6,39% a 0,98% euro. Smentite e precisazioni arriveranno mentre gli ordini di vendita ancora volano e, almeno per ieri, non serviranno a nulla. Ancora una volta il mercato, infatti, sfoga il suo nervosismo proprio sul titolo che per una serie di motivi - esposizione all’Est europeo in primis - pare diventato una sorta di parafulmine. Si scaricano là le incertezze di Borsa sul settore bancario, che ieri comunque penalizzano anche titoli come Intesa-Sanpaolo, che perde l’1,7%, Banco Popolare (-2,1%) e Bpm (-1,7%). Da giorni gli uomini di Profumo si sgolano per spiegare che non si comprende perché una banca che nel 2008 farà presumibilmente un utile netto di 4 miliardi debba essere trattata allo stesso modo di una qualsiasi Deutsche Bank che 4 miliardi - al contrario - li mette in bilancio sotto la voce «perdite». Ma sono sforzi che non pagano: di rado si è visto un mercato che si muove in modo così diametralmente opposto - da inizio anno a oggi il titolo ha perso poco meno del 40% - ai messaggi rassicuranti che arrivano da un soggetto quotato. A voler essere maliziosi, comunque, l’Unicredit un po’ nazionalizzato lo è già.

...

 

Saluti,

Debugger.

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Buongiorno tutti,

oggi sono arrivati i dati catastrofici da Giappone.

 

Japan Exports Plummet 45.7%, Deficit Widens to Record (Update3)

 

Japan’s exports plunged 45.7 percent in January from a year earlier, resulting in a record trade deficit, as recessions in the U.S. and Europe smothered demand for the country’s cars and electronics.

 

The shortfall widened to 952.6 billion yen ($9.9 billion), the biggest since 1980, the earliest year for which there is comparable data, the Finance Ministry said today in Tokyo. The drop in shipments abroad eclipsed a record 35 percent decline set the previous month.

 

Exports to the U.S. tumbled an unprecedented 52.9 percent from a year earlier, and shipments to Asia and Europe also posted the largest-ever declines as the global recession deepened. The collapse is likely to force Japanese companies to keep firing workers and closing factories, worsening an economy that shrank the most in 34 years last quarter.

...

 

Questi dati sono di gran lunga peggiore di quello che abbiamo visto fin ora. Anche il crollo di produzione di Unione Sovietica di anni 90 era più graduale e non arrivava a questi livelli. Che pero ha prodotto i effetti devastanti sulla vita di cittadini. Sapete che negli anni novanta c'erano circa 30% di disoccupati e quelli occupati venivano pagati malissimo (meno di 100 euro) e in ritardo di 3-6 mesi, come minimo? La gente si sopravviveva di economia naturale, coltivando proprie orticelli con patate, cavoli e cetrioli. Meno male che il fenomeno della piccola seconda casa con orticello (dacia) era molto diffusa in Unione Sovietica e la maggioranza di gente erano contadini di prima-seconda generazione. Puoi la infrastruttura rimasta (tipo riscaldamento centrale, elettricità, gaz) da Unione Sovietica era molto solida (durata 15 anni, senza investimenti) e costava niente. La gente in Occidente, in confronto della crisi di tale proporzione, si è messa malissimo, purtroppo.

 

Saluti,

Debugger.

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