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Guest iscandar

Se nel 1941 avessimo avuto una diversa composizione delle FF.AA.

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.... comunque siano andate le cose mi consola che anche in pochi e male equipaggiati i nostri piloti si siano conquistati la stima dell'avversario sul campo.

Non a caso ....

 

21cifwm.jpg .... edizione 1998 .... 2gxh5p5.jpg .... edizione 2009 ....

 

The Italian air force in particular was much reviled as craven and useless during the Second World War.

 

Now however a new book by Chris Dunning puts paid to this myth. Courage Alone, a revised edition of Dunning’s 1999 book, which had long since sold out, portrays a far braver picture of the Italian airforce between 1940 and 1943.

 

Examining first hand accounts, combat diaries and documents, the author says the airmen of the Regia Aeronautica were as heroic and determined as the fearsome Luftwaffe on one side and the Allied forces on the other. What they lacked was good logistics, supplies and a strong government to back them up.

 

The book gives a detailed history of airforce units and ace pilots, looking at operation areas, aircraft types and even camouflage and markings. Plenty of rare photographs, drawings, maps and unit badges provide the visual backup to twelve years’ worth of research. For the real aficionado, there also are excerpts from original technical manual. A must-read for Second World War buffs.

http://www.italymag.co.uk/italy-featured/book-week/book-week-courage-alone-chris-dunning

 

 

Derided by Allied propaganda which made it out to be an air force equipped solely with elderly biplanes, ineffective in attack or always in retreat, the Regia Aeronautica was overshadowed by its more ruthless Axis partner, the Luftwaffe.

 

Using research from a mass of original documentation, including personal accounts and combat diaries, the author takes an objective view and shows that the men who flew the Macchis, Fiats and Savoias were no less skilled or determined than their opponents.

 

Area commands and theatres are discussed together with squadron allocations, anti-shipping operations, aircrew and details of the top fighter aces.

 

Comprehensive tables provide information on aircraft equipment, squadron allocation and unit histories. Coupled with drawings from original aircraft handbooks, almost 250 photographs and over 100 colour profiles and unit badges, Courage Alone provides a detailed reference source for historians, modellers and enthusiasts alike.

http://www.crecy.co.uk/product_info.php?products_id=462

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io mi chiedo perchè non abbiano utilizzato le esperienze della Coppa Schneider...

 

perchè l'aereo della coppa Schneider non aveva un motore, ma due in linea che azionavano eliche controrotanti.

 

Era una cosa applicabile solo a un aereo di quel tipo, inapplicabile su ogni aereo da combattimento.

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perchè l'aereo della coppa Schneider non aveva un motore, ma due in linea che azionavano eliche controrotanti.

 

Era una cosa applicabile solo a un aereo di quel tipo, inapplicabile su ogni aereo da combattimento.

 

 

Veramente quello che dici tu ( il mc 72) non ha nemmeno mai corso la coppa...ma ci sono stati altri modelli con motori in linea a partire dal mc 39

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Veramente quello che dici tu ( il mc 72) non ha nemmeno mai corso la coppa...ma ci sono stati altri modelli con motori in linea a partire dal mc 39

 

si, vero. Ma gli altri come lo Mc39, che avevano da dire dal punto di vista dell'utilizzo bellico?

 

il motore era questo:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Fiat_AS.2

 

e come si vede era un motore solo da corsa, inadatto totalmente all'uso militare. Così come l'aereo che lo portava.

Edited by madmike

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si, vero. Ma gli altri come lo Mc39, che avevano da dire dal punto di vista dell'utilizzo bellico?

 

il motore era questo:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Fiat_AS.2

 

e come si vede era un motore solo da corsa, inadatto totalmente all'uso militare. Così come l'aereo che lo portava.

 

che l'aereo non fosse adatto sono d'accordo...ma lo spitfire deriva pure dagli studi nelle competizioni...ed è pur sempre esperienza accumulata coi motori in linea

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Certo, ma noi non avevamo la tecnologia e i materiali per progettare uno Spitfire e nemmeno il motore.

 

Erano tutti prorotipi da corsa, con quello che ne consegue. Bastava che tirassero a manetta un ora e non cascassero giù, ed avevano esaurito il compito, un aereo da combattimento e' un oggetto molto più complesso.

 

Ed infatti entrammo in guerra coi biplani, i primi caccia seri li abbiamo avuti quando si resero disponibili i motori tedeschi.

 

Inutile farsi illusioni: l'Italia non era una potenza industriale, era una nazione agricola che si stava avviano alla industrializzazione, e priva anche di materie prime.

 

Quello che e' successo ne e' stata la logica e prevedibile conseguenza.

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Certo, ma noi non avevamo la tecnologia e i materiali per progettare uno Spitfire e nemmeno il motore.

 

Erano tutti prorotipi da corsa, con quello che ne consegue. Bastava che tirassero a manetta un ora e non cascassero giù, ed avevano esaurito il compito, un aereo da combattimento e' un oggetto molto più complesso.

 

Ed infatti entrammo in guerra coi biplani, i primi caccia seri li abbiamo avuti quando si resero disponibili i motori tedeschi.

 

Inutile farsi illusioni: l'Italia non era una potenza industriale, era una nazione agricola che si stava avviano alla industrializzazione, e priva anche di materie prime.

 

Quello che e' successo ne e' stata la logica e prevedibile conseguenza.

 

io penso che abbiano sbagliato la strada per l'evoluzioneda quello che m iricordo ritenevano i radiali superiori ai motori in linea...ripeto gli altri paesi hanno fatto tesoro delle competizioni.Noi no.

Se ci pensi pure ora in campo automobilistico\motociclistico c'è un continuo travaso di tecnologie e soluzioni innovative

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in guerra i ritardi, le incertezze, le indecisioni, su quali sistemi d'arma acquistare e assetti infine possedere e razionalizzare, con essi, la propria politica militare, non si possono fare, o ne paghi amaramente il fio, come puntualmente accadde.

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io penso che abbiano sbagliato la strada per l'evoluzioneda quello che m iricordo ritenevano i radiali superiori ai motori in linea...ripeto gli altri paesi hanno fatto tesoro delle competizioni.Noi no.

Se ci pensi pure ora in campo automobilistico\motociclistico c'è un continuo travaso di tecnologie e soluzioni innovative

 

Non penso che il problema sia nel fatto che il motore in linea sia intrinsecamente superiore al motore radiale ma sia da rapportarsi alla potenza e alla affidabilità del motore di cui si discute: Zero, Fw 190, Corsair, P47, La 5, Ki 100, tutti caccia con motore radiale ma ottimi aerei....

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Non penso che il problema sia nel fatto che il motore in linea sia intrinsecamente superiore al motore radiale ma sia da rapportarsi alla potenza e alla affidabilità del motore di cui si discute: Zero, Fw 190, Corsair, P47, La 5, Ki 100, tutti caccia con motore radiale ma ottimi aerei....

 

Ricordo di aver letto che la preferenza per i motori radiali, al di là della difficoltà a realizzare dei motori in linea decenti, era legata al fatto che venivano ritenuti di più facile gestione, con di minor possibilità di subire gravi danni in seguito ai colpi avversari (niente liquido di raffreddamento con relativi serbatoi e tubazioni) ed offerenti maggior protezione frontale al pilota, come dice Vultur.

 

Comunque un tentativo fu fatto, anche se non ha avuto molto successo.

Come si può leggere sul fascicolo "Ali d'Italia" dedicato al Fiat G55, alla fine del 1938 l'ing. Antonio Festa della Fiat traccia le basi del motore A 38

 

FiatA380001-vi.jpg

 

da cui deriva un bel progetto del 1939

 

FiatA380002-vi.jpg

 

Alberto

 

completato nel 1941

 

FiatA380003-vi.jpg

Edited by alberto49

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Veramente da quel che so io il motore radiale avrebbe dei lati positivi che lo rendevano più "appetibile" rispetto al motore in linea. Il fatto dovrebbe essere che negli anni '30 si pensava che l'aumentata sezione frontale del motore radiale fosse uno svantaggio rispetto al motore in linea, in quanto il motore radiale offrirebbe più resistenza. In realtà poi si vide che tale aumento di resistenza con i motori radiali era trascurabile soprattutto se rapportato all'aumento di potenza, alla robustezza e alla relativa semplicità dei motori stellari rispetto ai motori in linea.

Per esempio, un motore stellare dovrebbe essere in genere raffreddato ad aria, motivo per cui nessuno può colpirvi l'impianto di raffreddamento a liquido (perchè semplicemente non ce l'avete). E quindi è una cosa in meno che può scassarsi. Inoltre non avete bisogno di continui rifornimenti di liquido refrigerante e di pezzi di ricambio per pompe e radiatori del raffreddamento a liquido.

A parità di potenza forse un motore stellare potrebbe avere un rapporto potenza/peso più alto di un equivalente in linea.

Il raffreddamento ad aria delle stelle del motore stellare è relativamente più semplice di quello di un motore in linea, in cui i cilindri posteriori per esempio sono "coperti" da quelli davanti, per cui riceverebbero meno aria e si riscaldano di più, per cui dovrebbero necessitare di più liquido refrigerante. Questo non accade nello stellare, in cui tutti i cilindri sono sul piano frontale ed sposti alla corrente d'aria. Quelli della stella posteriore basta ruotarli in modo che si presentino nello spazio vuoto lasciato tra due cilindri della stella che sta davanti.

Un motore stellare poi sarebbe più "sicuro", perchè ha un numero superiore di cilindri rispetto a un motore in linea equivalente. Il Pratt-Whitney R-2.800 del P-47, che era lo stesso del Corsair, era un 18 cilindri. L'aumento dei cilindri renderebbe un motore meno sensibile ai danni.

Edited by Vultur

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Beh nel '41 avremmo avuto più che altro della "serie 2", quali Mc.202, Re.2001, C-v F.4 (magari quest'ultimo fosse gia stato disponibile nel '40!). Fra quest'ultimi il Macchi faceva da "purosangue", ma il Reggiane si dimostrò un caccia dalle potenzialità multiruolo impressionante, che il Folgore poteva scordarsi! (Caccia Notturno, Caccia-Bombardiere, Antinave, Silurante, Scorta -GA-, Caccia Imbarcato, Assaltatore anticarro)...nella versione "bis", senza però le mitragliatrici alari, raggiungeva la velocità dell'Mc.202!

 

il C.R.25 era un buon aereo, il cui più grande punto di forza fù, a mio avviso, il primo volo nel '37; se da subito fosse stato indirizzato come ricognitore/ric. costiero (se lo SM avesse approvato la ricerca di uno spazio per una 4a bomba da 100 kg/2 da 250kg) avrebbe tranquillamente potuto rinnovare il reparto Ricongizione da velivoli quali i Ro.37, nonchè sbarrare la strada agli scadenti Caproni 300, per poi esser a sua volta sostituito da validi aerei quali i moderni Ca.331 O.A. e Re.2003....

 

i Bombardieri furono invece il grande punto debole della RA....Il BR.20 dienne presto superato e la versione "bis" arrivò troppo tardi (nel '43, quando i suoi propulsori eran già pronti nel '39); lo Z.1007 era sì un buon velivolo, ma in legno e limitato perciò ad un impiego nello scacchiere mediterraneo, e non ai teatri Nordafricani, dove avremmo dovuto impiegare il fior fiore dei nostri mezzi. l'SM.79 era un bombardiere buono solo in Spagna...assai superato all'inizio della II GM, se non utile solo come silurante e magari al max x i primi 2 anni del conflitto...e comunque soffriva di potenzialità evolutive (si guardi all'S.M.84...nel '41 avremmo dovuto avere in linea gli ottimi aerei della CRDA, quali il multiruolo Z.1018 ( bombardiere medio, "Rapido" silurante, caccia notturno, all'occorrenza..) e dalle notevoli capacità evolutive (basti vedere i disegni Breda-Zappata.301-302-303), per non dimenticare poi gli idrovolanti moderni, tanto cari alla Regia, quali i CANT Z.515 E 511.

 

I bombardieri pesanti potevano esser altri oltre al P.50 II e il P.108B della Piaggio, basti vedere questo topic sul bando del '38 x un bombardiere di Grande Raggio (http://www.aereimilitari.org/forum/topic/16187-competizione-per-un-bombardiere-a-grande-raggio/); bisognava soltanto darvi più importanza e quindi tempo e, alla fine, secondo me gli sforzi sarebbero stati ripagati con Fiat G.30B o un bel Piaggio P.133...

 

Il vero problema della Regia fu (oltre agli innumerevol volte nominati problemi dei motori e dell'industria) la mancata scelta di velivoli da parte dello SM che avrebbero potuto garantire alla RA una valida e duratura catena produttiva con buoni velivoli di base, spesso multiruolo, che si sarebbero evoluti durante il corso della guerra (es. il Bf.109, dal B al K; lo Ju.88, dall'A all'S, tanto per fare degli esempi); ciò si sarebbe tradotto in una numerosa produzione di veicoli con modesti cambi alla catena produttiva.

Innanzitutto, ai concorsi indetti per il rinnovo dell'Arma aerea lo SM commissionava troppi velivoli, disperdendo le nostre parche forze produttive industriali.

Inoltre, guardando al parco macchine che i nostri validissimi ingenieri hanno creato, non c'è da stupirsi che ciò sia accaduto, rendendo il tutto un mosaico difficile da identificare, con diversi modelli molto simili tra loro, senza garantir così una valida catena evolutiva. Basti citare alcuni fatti riguardanti i caccia:

per intenderci, il G.50 divenne bis, ter, V, ma con prestazioni alquanto scarse o con l'arrivo dei prototipi troppo tardi, interrompendo la propria CE (catena evolutiva) fino al G.55 del '43 (e magari il G.56);

il C-Vizzola F.5 sarebbe potuto diventar F.4 già nel '39! (se i tedeschi avessero sgnaciato i DB.601 prima del '40), ma poi, nella "serie 5", l'F.6 si sarebbe dimostrato assai deludente;

il Pesante Ro.57, prodotto già prima della guerra, sarebbe stato indispensabile alla RA, così come sarebbe stato un ottimo banco di prova per l'ottimo Ro.58...ma lo SM non la pensava così...

il Ca.331, prima come Ricognitore (O.A.), poi come Caccia Notturno (CN);

gli unici, a mio avviso, che avrebbero potuto garantire una valida RE sarebbero stati il Re.2000 e l'Mc.200, anche se quest'ultimo, dopo il Veltro, avrebbe dato seri problemi con l'N e con L'Orione...

Il Reggane avrebbe invece garantito una ghiotta RE, con il Re.2002 e Re.2003, il Re.2001 e successivamente il Re.2005 e magari anche il 2006!

Ciò nonostante non vi sarebbero stati i mezzi, le coincidenze e le materie per mantenere una costante catena produttiva, che ha invece portato anche aerei come lo Spit (noto per la sua lentezza produttiva, oltre 20,000 oer di lavoro per macchina!) ad un totale di oltre 22,000 velivoli prodotti...

Magaria vessimo preso ad esempio i tedeschi! il loro attaccamento alle loro ottime macchine portarà il bf.109 ad oltre 36,000 velivoli prodotti (anche perchè non si trocvarono validi sostituti, cosa che però conferma la validità del progetto!)

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Quoto su tutto! Era una tendenza generale che accomunava tutte le maggiori potenze partecipanti al conflitto!

 

:thumbdown:<_<:huh:

Nel 1939 l'America era una nazione che aveva una industria areonautica simile a quella italiana: molti aerei e in piccole serie. Roosvelt, nel 1940, prima che gli USA entrassero in guerra chiese all'industria un piano per 50.000 aereai all'anno. Ve lo immaginate quel pagliaccio di Mussolini chiedere una cosa del genere?

Pricolo, nel novembre del 1939 a Guerra mondiale iniziata, prese in carico l'areonautica e spuciò la tabella degli 8300 aereai che gli erano stati consegnati da Valle, scoprì con orrore che avevamo 196 caccia, diconsi 196 caccia, la maggior parte dei quali CR 42. In tutto 800 aereai bellicamente efficienti.

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Nel 1939 l'America era una nazione che aveva una industria areonautica simile a quella italiana: molti aerei e in piccole serie. Roosvelt, nel 1940, prima che gli USA entrassero in guerra chiese all'industria un piano per 50.000 aereai all'anno.

 

 

Sulla seconda affermazione nulla da eccepire (ma che gli USA fossero una potenza industriale e noi no, Mussolini lo sapeva benissimo).

 

Sul primo punto, ricordo che nel 39 volava il P38, nel 38 il P39, nel 37 il Wildcat, nel 38 il P40, nel 39 il B24, nel 35 il B17.... tutta roba che per noi era fantascienza.

 

I piccoli numeri erano solo dovuti alla politica neutralista degli USA, ma il potenziale c'era e lo sapevano tutti, americani in primis.

 

Per noi, non c'era nulla, e lo sapevano tutti, generali, politici e industriali in primis.

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Se nel 1941 avessimo avuto il cervello, oggi forse saremmo risultati tra i "vincitori", come la Francia.

Come si fa a pensare di dichiarare guerra a robe come l'Impero britannico e gli Stati Uniti per me rimane ancora oggi un mistero totale.

Gli USA avevano un'industria aeronautica come quella italiana? Non saprei proprio. Una cosa è certa: di sicuro non avevamo le risorse materiali e umane degli Stati Uniti. Non avremmo potuto fare granchè, perchè sennò quelli della razza superiore ci avrebbero invaso. Il meglio, per me, sarebbe stato fare i pesci nel barile, come Franco in Spagna, che poi entrò addirittura nella NATO. Non penso che sia tanto la qualità delle armi o degli aerei, ma quanti riesci a produrne nell'unità di tempo mentre il nemico te li butta giù. Chi ne sforna di più compensando le perdite con i rimpiazzi vince. Ovviamente, a meno di non essere completamente addormentati, più aerei si fanno è più si acquista esperienza, quindi si migliora anche la produzione, ma la base rimane economica. Il Wildcat non era certo all'altezza dello Zero, eppure riuscì a rallentare i giapponesi fino all'entrata dell'Hellcat, del P-47 e del Corsair. Gli USA avevano le risorse e il cervello (risorse umane) per poter mettere su la produzione di navi e aerei come se fossero macchinine. Ai voglia a dire: "Noi abbiamo lo Zero, conquisteremo il mondo nella nuova Sfera-di-coprosperità-dell'Asia orientale!"

Certi popoli in verità hanno la propensione a sfornare splendidi quadri e a sparare grandissime balle spaziali, altri invece hanno propensione per l'organizzazione e la razionalità. I primi in genere fanno scoppiare guerre in un'aura di romanticismo ottocentesco alla ricerca di spazi vitali contro i bolscevichi "subumani", ecc... salvo poi fare figure veramente per lo meno barbine. I secondi invece sparano molte meno balle e invece le guerre le vincono (e ci fanno pure una marea di soldi che non guasta mai).

Edited by Vultur

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Se nel 1941 avessimo avuto il cervello, oggi forse saremmo risultati tra i "vincitori", come la Francia.

Come si fa a pensare di dichiarare guerra a robe come l'Impero britannico e gli Stati Uniti per me rimane ancora oggi un mistero totale.

Gli USA avevano un'industria aeronautica come quella italiana? Non saprei proprio. Una cosa è certa: di sicuro non avevamo le risorse materiali e umane degli Stati Uniti. Non avremmo potuto fare granchè, perchè sennò quelli della razza superiore ci avrebbero invaso. Il meglio, per me, sarebbe stato fare i pesci nel barile, come Franco in Spagna, che poi entrò addirittura nella NATO. Non penso che sia tanto la qualità delle armi o degli aerei, ma quanti riesci a produrne nell'unità di tempo mentre il nemico te li butta giù. Chi ne sforna di più compensando le perdite con i rimpiazzi vince. Ovviamente, a meno di non essere completamente addormentati, più aerei si fanno è più si acquista esperienza, quindi si migliora anche la produzione, ma la base rimane economica. Il Wildcat non era certo all'altezza dello Zero, eppure riuscì a rallentare i giapponesi fino all'entrata dell'Hellcat, del P-47 e del Corsair. Gli USA avevano le risorse e il cervello (risorse umane) per poter mettere su la produzione di navi e aerei come se fossero macchinine. Ai voglia a dire: "Noi abbiamo lo Zero, conquisteremo il mondo nella nuova Sfera-di-coprosperità-dell'Asia orientale!"

Certi popoli in verità hanno la propensione a sfornare splendidi quadri e a sparare grandissime balle spaziali, altri invece hanno propensione per l'organizzazione e la razionalità. I primi in genere fanno scoppiare guerre in un'aura di romanticismo ottocentesco alla ricerca di spazi vitali contro i bolscevichi "subumani", ecc... salvo poi fare figure veramente per lo meno barbine. I secondi invece sparano molte meno balle e invece le guerre le vincono (e ci fanno pure una marea di soldi che non guasta mai).

 

 

ma non si tratta di avere 'risorse umane', che probabilmente gli scienziati tedeschi erano il meglio del mondo.

 

Ti tratta di capire quello che Agnelli disse quando si prospettava la guerra contro gli USA: 'MA L'AVETE VISTO L'ELENCO TELEFONICO DI NEW YORK'?

 

Ovvero, un industriale che aveva girato il mondo, e appunto era del mestiere, che sapeva benissimo che la sua Fiat non era nemmeno lontanamente paragonabile alla Ford, che gli USA avevano risorse naturali in tale misura che potevano far fronte a qualsiasi cosa (mentre noi dovevamo importare tutto, possibilmente in valuta pregiata, che non avevamo), che una era una nazione già industrializzata, mentre l'Italia era una nazione agricola che si stava modernizzaando.

 

Semplicemente, non potevamo sperare di fare nulla: e fare il pesce in barile, come Franco, non era nella logica Mussoliniana, sempre che Hitler lo avesse permesso.

 

Oggettivamente, e' andata come doveva andare, e non c'era nulla, all'epoca e nel contesto, che potesse fare andare le cose in modo diverso.

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Le risorse umane invece sono la prima cosa. I sistemi dis-umani invece per definizione le risorse umane non possono saperle sfruttare a dovere, perchè seguono esclusivamente la logica del capo, cioè una logica politica e non reale. Questo alla fine vanifica gli sforzi e i frutti anche delle menti migliori, costrette a sforzarsi, ma solo per rimanere nel solco tracciato dal capo, che molto spesso è un caporale boemo ex-imbianchino, o un buzzurro servo della gleba sfuggito (purtroppo) troppe volte alla polizia zarista.

Inutile che so concepire il miglior caccia del mondo se poi il capo ne vuole fare un bombardiere, oppure: "Ci servono portaerei!". Risposta: "Ma l'Italia è già una portaerei protesa nel Mediterraneo!". "Maestà, il popolo ha fame". "Ma che mangino brioches!". Ecco sono queste le minchiate che poi ti tolgono le parole di bocca. Come fai a controbattere?

I bravi scienziati esistono in tutto il mondo, ma non credo sia un caso che molti tedeschi, russi e italiani a un certo punto e forse anche per fortuna abbiano dato il loro meglio diciamo "in altri paesi" (per non dire in uno solo). Perchè là dove si sono torvati hanno trovato le condizioni giuste per mettere a frutto le loro doti in modo davvero produttivo e non per soggiacere alle richieste folli di gente autoconvinta delle balle da essa stessa sparate.

Un discorso secondo me tragicamente attuale...

Edited by Vultur

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Forse é stato già detto ed in tal caso scusatemi, però credo che le ragioni principali per cui Mussolini decise di affrettare l'entrata in guerra, benchè sapesse della nostra impreparazione, furono, da quello che ho letto, almeno due:

1- Il timore che la guerra finisse molto in fretta e quindi l'Italia rimanesse fuori dalla spartizione del bottino (sopratutto coloniale)

2- Il sentimento di frustrazione che lo stesso Mussolini cominciava a provare nei confronti del suo ex discepolo Hitler. Lo stesso sentimento che lo ha portato a dichiarare guerra alla Grecia, nazione che non rappresentava assolutamente un obbiettivo per cui valesse la pena sacrificare risorse e vite umane. Quei soldati e quelle risorse sarebbero state sicuramente più utili in Africa Settentrionale, dove gli obbiettivi concreti erano ben definiti.

Alberto

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Vultur, se Fermi fosse rimasto a Roma, non avremmo costruito comunque la pila atomica, e conseguentemente la bomba atomica, perchè oltre ai Ragazzi di Via Palisperna servivano anche mezzi che, semplicemente, non avevamo e che non potevamo comprare per mancanza di denaro.

 

In Uganda c'è, oggi, sicuramente qualche ragazzo che puo' diventare, studiando, un fisico nucleare da Nobel, ma l'Uganda non potrà, da sola, costruirsi una centrale nucleare o una bomba atomica. Semplicemente, non ha il backgrounf tecnico per poterlo fare.

 

L'Italia era in quella situazione, poi sicuramente essere sotto una dittatura non aiutava. Ma l'Urss, che era una dittatura peggiore della nostra, o la Germania nazista, fecero ben di meglio: ma erano semplicemente altre nazioni, industriali.

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Di tutti i partecipanti alla Guerra, l'unica contro cui avremmo potuto fare qualcosa era proprio il Commonweth: la RAF, la SAAF e la EAF egiziana era ancora piuttosto arretrata nelle colonie (quasi tutti Gladiator e pochi Urricane Mk.I), così come la Mediterranean Fleet era alla fine una flotta inferiore alla nostra, come numeri, portaerei a parte; in egitto nel '40 vi erano 34k uomini, in Sudan 9k e in Kenya altrettanti. noi in Libia ne avevamo 200.000, in AOI 230.000...rapporto 1:8....GIbilterra e Malta erano completamente impreparate alla guerra; avremmo dovuto solo puntare nei luoghi giusti:

- evitare la guerra in Grecia (in cui avremmo potuto invece trovarvi un valido alleato, in quanto, per quanto "neutrale", era uno stato di stampo fascista), evitando così uno spreco inutile di uomini e mezzi;

- neinte CAI o CSIR, altri dispendii inutili di umini e mezzi;

- niente dichiarazione di guerra alla Russia o agli USA, come scioccamente fece Hitler per motivi di "solidarietà" e magari anche di pazzia (il Giap ad esempio, non dichiarò mai guerra alla Russia, nostra nemica, anzi, proprio il suo accordo con quest'ultima nell'inverno '42 permise a Stalin di spostare le truppe da Vladivostok e di inviarle a Stalingrado);

- sostenere di più nella guerra Anglo-Iraqena (con quest'ultima c'era un accordo di supporto militare) il nsotro alleato, magari cercando di inviare truppe e rinforzi, stile Guerra in Spagna, sfruttando la Siria di Vichy come tramite, togliendo così al CoMWth il 60% dei rifornimenti petroliferi;

- sfruttare di più, magari con accordi con la Germania stessa, i territori coloniali Africani e nel Medio Oriente francesi con il popo di mezzi che avevan da offrire;

- entrar in guerra almeno nel '41, già con i Mc.202, Re.2001, Re.2002, Z.1018, P.108B, e magari Re.2003, Z.515 compresi, ai reparti, almeno le 2 portaerei del progetto portate a termine, almeno una corazzata in meno, utilizzandone invbece l'acciaio di ottima qualità per i carri armati, nonchè cannoni più moderni, carri M13/14, semoventi da 75mm, P26/40 se fossero entrati prima in produzione, inviando la maggior parte delle nostre forze mobili e col le migliori divisioni in N.Africa, sfruttando il petrolio libico individuato da Balbo, magari avremmo potuto tirar fuori un ragno dal buco....

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Gli inglesi forse parevano in inferiorità, ma in realtà non penso proprio che lo fossero, come poi i fatti dimostravano. E' semplice ed è un problema dimensionale: NON è consigliabile importunare la ragazza di uno che pesa il doppio di me in massa muscolare. Cioè: anche se per assurdo l'Italia avesse "vinto", non avrebbe comunque avuto le risorse per sostituire il Regno Unito nell'amministrazione del suo Impero, uno dei più grandi che si siano mai visti e sul quale, come su quello spagnolo del seicento, "non tramontava mai il sole". Un terzo o un quarto dell'intera popolazione mondiale viveva sotto l'egida dell'Union Jack. L'Italia non sarebbe comunque andata da nessuna parte, nè tanto meno avrebbe potuto rincorrere un'eventuale "resistenza" britannica in giro per il mondo. Canada, India, Australia, Stati Uniti..., fino a dove avremmo dovuto spingerci per inseguire Sua Maestà Britannica? E con quali mezzi? E su quali mari, dato che la Royal Navy era la più grande marina da guerra oceanica anteguerra? A tutto ciò aggiungere ora un'altro dettaglio: gli Stati Uniti d'America. L'URSS è a parte secondo me. Perchè era ed è una specie di caso a parte, per ovvie ragioni (immensità, risorse energetiche).

 

Inoltre: la RAF e Wavell in inferiorità (forse numerica non tecnologica) rispetto a tutti i belligeranti nemici potevano comunque contare su rifornimenti di ogni tipo via mare, da Gibilterra e Suez. Come se non bastasse poi, gli inglesi avevano fanteria meccanizzata (velocità negli spostamenti) e un estensivo uso della radio su tutti i mezzi, dagli aerei ai carri armati e inoltre avevano le portaerei (notte di Taranto) e usavano meglio e più di noi il radar. Non erano loro quelli arretrati, ma noi, che forse avevamo più uomini, ma non la tecnologia.

Edited by Vultur

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salve a tutti! Son nuovo, ma solo del Forum. Per il resto sono abbondantemente "usato".

Mi pare che che si stia andando abbastanza lontani dal quesito iniziale di fantastoria " Se l'Italia avesse avuto...". Quel "se" è in realtà la somma di centinaia di altri "se" dei quali le macchine ipotizzate sarebbero soltanto una subordinata di decimo o centesimo livello. E allora giochiamo, come se non esistessero subordinate di livello superiore, o principali da cui tutto deriva, ma affrontiamo il tema domadiamoci cosa aveva REALMENTE l'Italia nel 1940, quando è entrata in guerra, che poi i paragoni si fanno in parità di contesto temporale e geografico, e non relazionando un CR32 a un P51.

Tralasciato il doloroso episodio con la Francia, per quei pochi e poco edificanti giorni di guerra dal 10 giugno all'Armistizio dell'Olgiata, la "nostra" guerra si apre in un contesto mediterraneo (dove avrebbe dovuto restare, e l'ha già detto qualcun altro) e con un unico avversario (già detto anche questo) che era l'UK e relativi Dominions (Cioè mezzo mondo, più o meno).

I CR32 per i Gloster Gladiator andavano più che bene, i CR42 erano superiori al medesimo, i G50 ancora di più, e potevano tener testa all'Hurricane I, al quale erano superiori in manovrabilità e velocità alle basse quote. Il Macchi 200 se li fumava tutti e il CR42 era ritenuto pericolosissimo dai piloti dell'Hurricane, che dovevano ben guardarsi da accettare un combattimento manovrato. Il Fulmar, caccia multiruolo della Fleet Air Arm, andava più piano, saliva più piano, picchiava più piano e girava tre volte più largo del CR 42 (risparmio i confronti col G50 e col Macchi 200). Ma erano armati poco: e questa è la balla più colossale che si racconta in giro, e che si continua a raccontare. Ben quattro 7,7 averva il Gladiator, contro le due 12,7 e sette del CR42 (e del CR32) è la frase più riccorrente. Ben otto l'Hurricane! E i caccia Italiani due sole. Sì, ma da 12,7, dove un colpo (uno) poteva spezzare un'ordinata d'ala, perforare un sedile corazzato, sconquassare un motore, amputare un alettone, disintegrare il radiatore dell'olio e soprattuto quello del glicol d'un Fulmar o d'un Hurricane. Gli altri, con le numerose 7,7, o ammazzavano il pilota avversario, o era come pisciare in mare. Quanto ai bombardieri italiani (S79 e BR20) non solo erano più veloci dei loro omologhi disponibili nel teatro mediterraneo (agli inglesi occorreranno i Martin Maryland per aver qualcosa di competitivo, visto che i Blenheim erano quasi "penosi"), ma erano più veloci persino dei caccia che li dovevano abbattere, Hurricane escluso. Il quale ultimo, li innaffiava di numerosi quanto inutili propiettili da 7,7 che ferivano, o uccidevano gli equipaggi, ma che alla STRUTTURA dell'aereo non facevano un baffo. Come non facevano un baffo alle strutture dei caccia italiani, in specie al Macchi 200, che era quasi un carro armato. Ciònonostante l'Aeronautica, come le altre forze armate, è SEMPRE inferiore, per numero e armi, come nie bollettini di guerra, e nelle citazioni al merito. E' l'ora di smetterla con queste barzellette: I G50, definiti cassoni dai nostri eroici piloti, han combattuto fino al 1944 nelle file dell'Aviazione Finlandese (e eran delle I Serie), e gli Assi finlandesi son diventati assi proprio su quell'aereo. Uno studio, molto serio, fatto su Rivista Italiana Difesa di una quindicina d'anni fa, ha dimostrato che, escluso lo Spifire I e II, mai affacciato sul Mediterraneo, e il Me 109, che non era un avversario, il MC200 era il migliore caccia, sotto TUTTI I PUNTI DI VISTA, escluso le radiotrasmissioni, (che gli inglesi avevano, ma che non gli funzionavano). E il MC200 ce l'avevano gli Italiani, ed avevan anche il 4° migliore aereo, cioè il G50. E avevano anche i bombardieri che correvano più forte dei caccia avversari. Allora la colpa è delle macchine? e allora la colpa è delle fabbriche, che proponevano armi alari, e la Forza Armata, a furor di popolo le voleva sincronizzate coll'elica, (vedi bandi ministeriali) con il taglio del 60% della cadenza di tiro? che proponevano capottine chiuse, e che i piloti (sempre eroici) volevano aperte, salvo lamentarsi dopo in quanto causa di congelamenti e di perdita di velocità massima? E' colpa delle fabbriche, se l'intero 4° stormo rifiutò (1940) i MC200 per aver i CR42? Gliel'aveva imposto la Fiat? Io non so cosa sia un eroe. Ma gli eroi che non servono a niiente son la cosa più idiota che esiiste, per sé e per la nazione che li esprime. Ritrovarsi a far gli eroi solo perché occorre mangiar la minestra dove si è pisciato dentro, credendo di farla più saporita, può esser un buon motivo per far scrivere (e vendere) un bel libro a Chris Dunning 60 anni dopo, ma non cambia la realtà. I piloti italiani non sapevano fare la guerra, che è l'unica cosa che deve saper fare una Aviazione Militare. Quel gran circo ha avuto i suoi acrobati e i suoi buffoni, e non ha minori responsabilità della Politica Fascista che l'ha voluta strumento di propaganda e di consenso al regime. Compreso la colpa di offuscare quelle grandezze individuali che pure ci sono state, anzi, forse proprio per questo più che nelle corrispondenti forze alleate o nemiche, e diffuse anche fra il personale che non volava, ma che faceva sì che gli altri volassero.

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Se le cose stessero come tu dici , o meglio, come dicono le tue fonti, le cose sarebbero andate diversamente, non credi? Vada il vitmismo italico nel descrivere come mediocri macchine capaci di "fumarsi " quegli stessi hurricane che tanto fastidio davano ai me109, ma qualche traccia i nostri avversari, sollevati dall'arrivo dell'aviazione tedesca, avrebbero lasciato. Altra notizia sarebbe stata quella del suicidio di decine di progettisti inglesi, americani e tedeschi, di fronte ad aerei di fattura quasi artigianale superiori ai loro sofisticati progetti

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