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Graziani

Politica - Topic Ufficiale

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typhoon mi spieghi che ce da ridere sullo sfratto del centro ebri?

 

p.s. le ricercatrici so veramente bonazze però.

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C'è un sacco da ridere ...

 

Se è vero che quell'ignorante becca 12000 e rotti € al mese a spese del contribuente mentre sfrattano la Montalcini perchè non ha i fondi questo stato è una barzelletta ...

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beh quel ignorante li becca dal parlamento europeo, non dallo stato italiano, per il centro della montalcini vorrei sapere come vengono spessi tutti i soldi che si becca dalle varie finanziarie e dai finanziamenti privati.

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E secondo te chi li da i soldi al parlamento Europeo? battono moneta?

 

Io penso che quei soldi la Montalcini (Nobel per la medicina 1986) li usi per fare ricerca, se ti risultano altre destinazini rendecene noto!

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io penso che mettere sullo stesso piano un portaborse (ignorante) come tu dici con un centro di ricerca moroso non sia la stessa cosa.

 

Vorrei ricordarti quando la nobel montalcini ricatto il governo prodi.

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Non so cosa centri il colore politico della Montalcini (Nobel per la medicina 1986) con i suoi centri di ricerca ...

 

Forse il punto è che altri paesi (USA?) offrono ponti d'oro ai ricercatori Italiani per trasferirsi, e loro vanno, e fanno bene visto che qui fanno la fame, però i soldi ci sono, per pagare un emerito incapace ci sono

 

asino.jpg

Edited by typhoon

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beh strano, te posti la foto del figlio di un ministro del governo e poi vieni a dire che c'entra il colore politico della montalcini, mah.

 

Poi smettialo di guardare agli usa quando ci fa comodo.

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Non deve essere lo stato a finanziare la ricerca, se l'istituto non riesce a pagarsi l'affitto è giusto che chiuda.

 

Allo stesso modo bisogna vedere chi da la possibilità, se è vero, di prendersi portaborse a 12000 euro, non trovo niente di scandaloso che lo si sfrutti per dare da mangiare ad amici e parenti se c'è una legge così stupida.

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Io sinceramente vedo molto di scandaloso nello strapagare un incapace mentre si trovano laureati con 110 e lode lavorare nei call-center per un miseria con il contratto da precario

 

That's italian meritocracy

 

Dicendo che non deve essere lo stato a finanziare la ricerca otteniamo un ottimo risultato, in Italia non si fa ricerca e i nostri ricercatori scappano all'estero dove gli stati i soldi ce li mettono (ma ovviamente loro sono dei coglioni) ... noi intanto aspettiamo che la ricerca la finanzino le imprese che nel frattempo delocalizzano in Cina :asd: ...

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Dicendo che non deve essere lo stato a finanziare la ricerca otteniamo un ottimo risultato, in Italia non si fa ricerca e i nostri ricercatori scappano all'estero dove gli stati i soldi ce li mettono (ma ovviamente loro sono dei coglioni) ... noi intanto aspettiamo che la ricerca la finanzino le imprese che nel frattempo delocalizzano in Cina :asd: ...

 

E negli USA la ricerca chi la finanzia sentiamo, lo stato?

 

Prima di fare paragoni informati.

 

Quanto alle imprese che delocalizzano avrebbero magari soldi per la ricerca se lo stato non gli togliesse oltre il 50% dell'utile per poi sprecarlo in mille rivoli.

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E negli USA la ricerca chi la finanzia sentiamo, lo stato?

 

Prima di fare paragoni informati.

 

Quanto alle imprese che delocalizzano avrebbero magari soldi per la ricerca se lo stato non gli togliesse oltre il 50% dell'utile per poi sprecarlo in mille rivoli.

Prima di fare paragoni pensa che la realtà Americana è un pò anomala

 

Negl USA la ricerca la finanziano le univeristà perchè sono tutte private e hanno i soldi

 

Chi la finanzia in Germania? in Francia? in Spagna? ... In rapporto al PIL i fondi Italiani sono più bassi della media Europea

Edited by typhoon

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Chi la finanzia in Germania? in Francia? in Spagna? ... In rapporto al PIL i fondi Italiani sono più bassi della media Europea

 

 

E ti sembra giusto che lo stato prenda soldi ad A, il contribuente, per darli a B, il ricercatore i cui frutti della ricerca vadano a C, l'azienda?

 

A me sembra un furto bello e buono, come tutta la tassazione senza retribuzione.

 

Lo stato dovrebbe tassare meno le aziende e dargli più possibilità di fare ricerca e sviluppo in proprio piuttosto, e magare privatizzare tutti gli istituti di ricerca pubblici.

 

Così ci sarebbero più soldi e meritocrazia per i ricercatori che non sarebbero più precari a 1000 euro al mese ma dovrebbero, al contempo, lavorare e produrre molto più di quanto fanno adesso (la ricerca Italiana non è quel giardino di geni disinteressati vessati dalla mancanza di risorse, come ce la fanno passare, ma principalmente uno spreco di soldi).

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beh se uno è cosi bravo da essersi laureato con 110 e lode invece di lavorare in un call center potrebbe anche mettere su una bella azienda.

 

Beh dominus qui se si prova a privattizare le universita succede la rivoluzione, gia penso ai titoli sui giornali, torna il reggime, berlusconi vuole un popolo di ignoranti e cosi.

 

Ah comunque potevi postare anche l'atro articolo di reppubblica caro typhoon http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/c...ni-gelmini.html

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Lo Stato Italiano defiscalizza, gia da alcuni anni, nella misura del 10% la ricerca e sviluppo delle aziende, sotto forma, appunto,di credito fiscale (o di tasse pagate in meno).

 

Ovvio che se i progetti fossero pagati diversamente....

 

comunque la storia delle tasse al 50% delle aziende mi ha un po stancato: visto che per mestiere guardo bilanci aziendali, e considerando che il 90% delle aziende chiude in perdita o pareggio, sarebbe anche ora di darci un taglio.

 

Anche in Svezia pagano il 50, come mai investono in R&D?

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Non si può paragonare la realtà svedese con la nostra, lì quasi tutti i soldi spesi in tassazione tornano indietro in servizi mentre da noi non accadrà mai, inoltre se è pure accettabile il metodo svedese lo continuo a trovare moralmente ingiusto in senso assoluto.

 

Per il resto madmike tu vuoi dirmi che questo è un paese che aiuta ad investire? Aiuta la mobilità sociale? Da la possibilità ad un giovane di farsi da solo?

 

Credo che l'uomo più ricco d'italia, uno dei pochi che si è fatto veramente da solo, sia l'emblema di questo: puoi riuscirci se sei furbo e usi bene la politica a tuo favore.

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uno dei pochi che si è fatto veramente da solo, sia l'emblema di questo: puoi riuscirci se sei furbo e usi bene la politica a tuo favore.

 

questa frase in se e' un ossìmoro spettacolare, ma sulla seconda parte sono d'accordo.

 

Ma il problema non era quello: ovvio che io e te abbiamo un concetto molto diverso dello Stato, tu molto americano, io molto francese o scandinavo.

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Sulla questione morale:

Le escort di Tarantini anche a politici del Pd e funzionari pugliesi

Nei verbali dell'interrogatorio del 29 luglio pubblicati sul Corriere della Sera di oggi, si racconta anche di un giro di escort procacciate dall'imprenditore Gianpaolo Tarantini a politici locali e funzionari della Regione Puglia, in cambio di favori nel mondo della Sanità e delle cliniche private pugliesi. Tra gli altri nomi Tarantini rivela quello dell'allora vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo, del Partito democratico.

 

Tarantini ha detto ai magistrati che nel 2007 aveva a disposizione le chiavi di un appartamento in affitto a Bari, preso in locazione dal segretario particolare di Frisullo, Gigi Zatterini. In questo appartamento l'imprenditore racconta di aver accompagnato una escort, con nome e cognome, al fine di farla incontrare con l'esponente del Pd Frisullo, «sicuramente prima dell'estate 2008». Altro particolare emerso negli interrogatori riguarda una cena elettorale del Pd in Puglia alla quale avrebbero partecipato l'onorevole Massimo D'Alema e il sindaco di Bari Michele Emiliano. Cena elettorale il cui conto sarebbe stato pagato da Tarantini.

 

Tarantini: ho portato 30 ragazze a casa del premier Berlusconi

Non due ma trenta. Una trentina di giovani donne affascinanti avrebbero preso parte alle feste private del primo ministro Silvio Berlusconi, da settembre 2008 a gennaio 2009. Alcune hanno ricevuto 1000 euro come compenso «per prestazioni sessuali». Altre solo un rimborso spese ma «senza che il premier lo sapesse».

 

E' questa la verità dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini sul giro di escort di lusso nelle residenze private di Berlusconi. Verità emersa durante un recente interrogatorio a Bari, il 29 luglio, nell'ambito dell'inchiesta che lo vede indagato per favoreggiamento della prostituzione e cessione di droga. Un ampio resoconto degli interrogatori è pubblicato in esclusiva dal Corriere della sera di oggi. Con nomi delle ragazze, date, dettagli e natura degli incontri e delle feste. Tra queste giovani ragazze ci sono alcune persone sconosciute e altre note poi comparse in programmi televisivi, come protagoniste di reality show o vallette.

 

Tarantini rivela ai magistrati la procedura usata per accompagnare le ragazze a Palazzo Grazioli senza dare nell'occhio. Faceva sedere le giovani «sui sedili posteriori oscurati della mia auto». Un accorgimento per evitare «giornalisti o altre persone potessero guardare nell'auto». Quando arrivava nelle vicinanze del Palazzo, Tarantini avvertiva «un responsabile della sicurezza del mio arrivo e quindi, una volta giunto al portone la prima guardia avvisava altri del nostro arrivo». E faceva entrare l'auto nel cortile di Palazzo Grazioli per evitare di essere visti.

 

Nel corso dell'interrogatorio pubblicato dal Corriere, Tarantini ha anche spiegato come è nato il suo rapporto con il primo ministro: «Io ho voluto conoscere il presidente Berlusconi ed a tal fine mi sono sottoposto a spese notevoli per entrare in confidenza con lui e sapendo del suo interesse verso il genere femminile non ho fatto altro che accompagnare da lui ragazze che presentavo come mie amiche tacendogli che a volte le retribuivo». E ancora, alla fine dell'interrogatorio l'imprenditore pugliese ha precisato che «il ricorso alle prostitute e alla cocaina si inserisce in un mio progetto teso a realizzare una rete di connivenze nel settore della Pubblica aministrazione». Escort e coca in cambio di favori e appalti.

Berlusconi non è un santo...anzi... ma quelli del PD che non fanno altro che sberciare dovrebbero guardarsi prima di tutto in casa propria.

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Continuiamo alla grande a non vedere il problema vero, eh?

 

che non e' quello che B. si tromba le escort, che e' un problema che riguarda sua moglie, ma quello delle eventuali prebende in cambio di cio', da Noemi in avanti.

 

Problemi sollevati in primis da fareFuturo di Gianfranco Fini (ma si, proprio quello chiamato compagno sul Giornale) e ripreso dal Giornale stesso (ma si, quello di Giordano, giubilato due mesi dopo per Feltri...) e poi ripreso da tutti gli altri.

 

ma niente, proprio non ce la facciamo. Ha ragione lui, che ieri ha dichiarato, testuale:

 

'Gli Italiani vogliono essere come me'.

http://www.blitzquotidiano.it/politica-ita...consensi-95044/

 

e' vero. Io no, pero'.

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madmike tu dici"Continuiamo alla grande a non vedere il problema vero, eh? che non e' quello che B. si tromba le escort, che e' un problema che riguarda sua moglie"

 

E chi ha mai detto nulla a riguardo.non mi sembra di aver detto che sia questo il problema. hai travisato completamente quello che volevo dire. il mio intento era semplicemente quello di criticare chi si erige a salvatore della patria e della moralità, che poi si scopre essere uguale a colui che vorrebbe criticare. Punto.

 

Il problema sono i "favori" in cambio di sesso?? Certamente...e io volevo sottolineare come non solo il Berlusca abbia questo "vizzietto"(ma con questo non voglio difenderlo), ma anche coloro che vorrebbero sostituirlo...perchè loro queste cose non le fanno.

 

Puro intento informativo il mio. infatti se noti non sono entrato nel merito della questione di fondo dato che se ne è già parlato.

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sai cosa mi ricorda questa cosa? quando dicono 'ma tanto rubano tutti', cosi' si giustifica Craxi, il compagno G, il CAF....

 

No, amico mio, non rubano tutti. E sono stanco di questo 'tanto peggio, tanto meglio'.

 

Molta gente che conosco fa le corna alla moglie, ma rimane roba privata. Il problema del personaggio del PD non e' se e' andato con le escort (che e' un problema, al limite, di avere violato le leggi sulla prostituzione, che peraltro, come ho postato nell'assoluta indifferenza colpevole alcune settimane fa, prevede espressamente la punibilità di chi si ferma a battone per strada, ma non di chi le riceve o si fa ricevere in casa......guarda un po') ma se in cambio di questo ha dispensato favori. su QUESTO bisogna far luce, e nel caso punire duramente. Io di sicuro non mi oppongo, come ho detto più volte solo un colpevolista.

 

E' li che casca l'asino. Altro che lezioni di morale.

 

Il direttore di Avvenire che cosa ha fatto? e' omosessuale? ha avuto una condanna per molestie a ben 500 euro (e ancora non si e' capito bene per cosa, ma fa lo stesso)?

 

bene, io come CITTADINO, che problema ne ho avuto? nessuno.

 

Se una cretina va in parlamento o a Bruxelles in cambio di favori sessuali, al posto magari di uno davvero bravo\a, e fa uno scempio con le leggi che io DEVO rispettare, ti pare sia la stessa cosa?

 

E' di questo che si parla, non di morale.

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Il direttore di Avvenire che cosa ha fatto? e' omosessuale? ha avuto una condanna per molestie a ben 500 euro (e ancora non si e' capito bene per cosa, ma fa lo stesso)?

 

 

E berlusconi che ha fatto? E' andato con una donna consenziente che si è scoperto poi essere una escort pagata da qualcun'altro?

 

E' andato ad una festa di compleanno invitato dai genitori di una ragazza con duecento invitati presenti?

 

Feltri non sarà il paradigma dell'integrità giornalistica ma è una persona molto intelligente e ha semplicemente rivoltato contro un giornale la sua politica, solo che se lo fa feltri si chiama intimidazione mentre se lo fa repubblica si chiama "inchiesta" e "lotta contro il regime".

 

Il solito doppiopesismo.

 

Per me la questione è semplice: nessuno è perfetto nella sua vita privata e non gli si chiede di esserlo, basta non commettere reati e questo tentare di colpire il premier con storie di nani e ballerine denota soltanto la pochezza politica della sinistra e la faziosità di certi giornali che una volta erano autorevoli.

 

Se una cretina va in parlamento o a Bruxelles in cambio di favori sessuali, al posto magari di uno davvero bravo\a, e fa uno scempio con le leggi che io DEVO rispettare, ti pare sia la stessa cosa?

 

Nessuna va in parlamento per favori sessuali, manco ce l'avesse d'oro.

 

No, amico mio, non rubano tutti. E sono stanco di questo 'tanto peggio, tanto meglio'.

 

Secondo me bisogna chiedersi perchè rubano tutti, perchè son tutti ladri o perchè c'è veramente tanto da rubare, raccomandare ed aggiustare?

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Nessuna va in parlamento per favori sessuali, manco ce l'avesse d'oro

 

beato te che hai ste certezze.

Allora, ti ripeto, sbaglio' il Giornale (non l'Unita) e FareFuturo a sollevare il problema.

 

Che ti devo dire: non ti arrendi nemmeno davanti all'evidenza, mi pare inutile continuare:

 

http://blogosfere.it/2009/04/fare-futuro-e...a-farfalla.html

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Nessuna va in parlamento per favori sessuali, manco ce l'avesse d'oro

 

beato te che hai ste certezze.

Allora, ti ripeto, sbaglio' il Giornale (non l'Unita) e FareFuturo a sollevare il problema.

 

Che ti devo dire: non ti arrendi nemmeno davanti all'evidenza, mi pare inutile continuare:

 

http://blogosfere.it/2009/04/fare-futuro-e...a-farfalla.html

 

 

E tu hai le prove che queste vanno lì perchè l'hanno data?

 

O forse vengono spedite in europa perchè sono carine, giovani e di poco peso politico e non danno nessun problema al partito?

 

Mizzica se adesso si paga una serata di sesso con un posto in parlamento conviene darsi al mestiere più antico del mondo!

 

Inflazione canaglia...

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Il libro papi descrive bene questo meccanismo:

le ragazze venivano pagate

minacciavano di far rumore? se erano in grado davvero di far rumore eccole alla RAI (non a Mediaset, metti che non sono brave meglio rifilarle a un azienda statale pagata con i soldi di tutti), o negli enti locali (la D'Addario doveva correre per Bari) o rarissimamente al parlamento/governo.

 

Credete davvero che la Guzzanti si sbagliava quella volta? Io no!

Questo è il motivo per cui si parla di scandalo e non si gossip nonostante l'agusto Scodinzolini e i suoi teoremi.

La D'Addario è stata intervistata da quasi tutte le TV del mondo.

In Italia Rai 3?

Sky?

Nulla

 

SI evita di approfondire, non si deve sapere.

 

La chiusura di questo topic ci ha fatto saltare un argomento, le lettere di Provenzano a Berlusconi.

Di pochi giorni fa la notizia della lettera rinvenuta nel febbraio del 2005 in un locale di Massimo Ciancimino e indirizzata a Silvio Berlusconi. Questa mattina nel processo d'appello in corso a Palermo a carico di Marcello Dell'Utri, condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, sono emerse novità importanti. Il procuratore generale Antonino Gatto ha chiesto di acquisire la documentazione, tra cui la lettera, e di inserirla tra gli atti del processo.

 

Il pg ha anche chiarito che nell'ultimo interrogatorio reso alla procura della repubblica (il 30 giugno e il primo luglio) Massimo Ciancimino, il figlio di Vito ( ex sindaco di Palermo e condannato per mafia), ha riferito di aver ricevuto quella lettera personalmente nella villa di San Vito Lo Capo di Pino Lipari, alla presenza di Bernardo Provenzano, alias Lo Verde, indirizzata a Marcello Dell'Utri. Massimo Ciancimino portò la lettera al padre Vito.

 

Massimo Ciancimino si è detto terrorizzato perché ' è una cosa più grande di me' e ha detto di avere copia di quella lettera tra le sue carte personali, ma di avere la copia integra e non strappata, come quella ritrovata. "L'acquisizione di quella lettera agli atti del processo - ha chiarito il Pg - è importante perché dimostrerebbe il perdurare dei rapporti tra la mafia e l'imputato anche in tempi più recenti". La Corte si è riservata di decidere sia sull'acquisizione della documentazione che sulla richiesta di ascoltare Massimo Ciancimino. Prossima udienza fissata per il 17 settembre prossimo.

 

Riproponiamo l'articolo e la ricostruzione prima di questi nuovi elementi.

 

Oltre gli scandali, il sesso, le escort, Noemi e D'Addario, c'è una notizia che viaggia sotto traccia e domande non poste: Berlusconi è ricattabile dalla mafia? E' sceso in campo per le minacce subite? E la lettera è mai arrivata a destinazione?

 

La d.d.a. di palermo ha trasmesso una lettera(risalente ai primi anni '90) ai giudici della Corte d'appello davanti ai quali si svolge il processo a Massimo Ciancimino, figlio di Vito ex sindaco di Palermo e condannato per mafia.

Nella lettera, sequestrata fra le carte personali di Vito Ciancimino, si legge: " Richieste all'on.Berlusconi di mettere a disposizione una delle sue reti televisive'. Nel testo, incompleto perche' la prima parte e' stracciata, emerge, pero', l'intimidazione legata al fatto che se non si fosse dato corso alla richiesta avanzata ci sarebbe stato 'il luttuoso evento' il rapimento di uno dei figli di Berlusconi.

Il quotidiano inglese l'Independent ha scritto un articolo e ascoltato il procuratore aggiunto Antonio Ingroia che ha riferito al giornale: " Non solo credo che sia possibile che Berlusconi sia entrato in politica per questa ragione, credo sia probabile".

'La mossa (dell'ingresso in politica di Berlusconi) - scrive il giornale - e' spesso attribuita ai timori che politici di sinistra potessero nazionalizzare il suo impero televisivo. Ma le nuove rivelazioni delle minacce della Mafia fanno emergere altre ragioni: la protezione e la sicurezza offerte a chi ricopre alte cariche'.

Nell'articolo si legge che, alla domanda, delle motivazioni dietro l'interesse di Cosa nostra per un canale televisivo, Ingroia ha affermato: 'Credo che volessero un canale che screditasse i magistrati e le loro indagini'.

Ora la d.d.a. lavora per capire l'autore di quella lettera da ricercare tra i corleonesi.

L'Ansa in una ricostruzione chiarisce sulla questione: "I magistrati hanno acquisito, inoltre, anche una parte del rapporto del Ros dei carabinieri del 1996, in cui il mafioso-confidente Luigi Ilardo aveva detto al colonnello Michele Riccio che i boss palermitani, durante una riunione a Caltanissetta, avevano dato disposizioni 'di votare Forza Italia' e inoltre, 'avevano fatto chiaramente comprendere che i vertici palermitani avevano stabilito un contatto con un esponente insospettabile di alto livello appartenente all'entourage di Berlusconi'.

Sono stati acquisiti anche i verbali dei carabinieri del Rono di Palermo del 2004 in cui si descrivono diversi incontri nell'abitazione palermitana di Massimo Ciancimino con l'allora coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Micciche', ed il suo collaboratore Pippo Fallica".

 

Ma Berlusconi in campo per le minacce della mafia è una notizia o no?

 

Spunti di riflessione emergono anche dai decreti di archiviazione per Berlusconi e Dell'Utri, indagati negli anni '90, per concorso nelle stragi di mafia del '92-'93. I magistrati pur archiviando sottolineano la convergenza di interessi della mafia rispetto ad alcuni punti programmatici della nuova formazione politica nascente. Ecco quello che scriveva il G.i.p. di Firenze(1998) nell'accogliere la richiesta d archiviazione:

 

“le indagini svolte hanno con

sentito l’acquisizione di risultati significativi solo in ordine all’avere cosa nostra agito a seguito di inputs esterni, a conferma di quanto già valutato sul piano strettamente logico; all’avere i soggetti (Berlusconi e Dell'Utri, ndr) di cui si tratta intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato, all’essere tali rapporti compatibili con il fine perseguito dal progetto”. Concludeva tuttavia che, sebbene “l’ipotesi iniziale abbia mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità”, gli inquirenti non avevano “potuto trovare – nel termine massimo di durata delle indagini preliminari – la conferma delle chiamate de relato e delle intuizioni logiche basate sulle suddette omogeneità”. E poi c'è il buon Dell'Utri con la sua condanna a 9 anni, in attesa dell'appello.

http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=8219

 

 

I Corleonesi pretendevano il controllo di una rete Fininvest

PALERMO - I boss mafiosi nei primi anni Novanta minacciavano Silvio Berlusconi e i suoi familiari perchè volevano avere «a disposizione» una della sue reti televisive. La richiesta sarebbe stata fatta all’allora imprenditore della Fininvest, ancora lontano dalla politica, attraverso una lettera che sarebbe stata scritta dai «corleonesi».

 

Questa missiva, vergata a mano, è adesso agli atti dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ed è stata sequestrata insieme alle carte personali di Vito Ciancimino, l’ex sindaco mafioso della città, amico fidato di Bernardo Provenzano, e referente politico dei corleonesi di Totò Riina. I documenti erano nascosti in un magazzino a Palermo. La lettera è stata sequestrata dai carabinieri nel febbraio 2005 durante la prima perquisizione a cui è stato sottoposto il figlio di Vito Ciancimino, Massimo, condannato a cinque anni e otto mesi per riciclaggio. E dal verbale redatto dai militari dell’Arma, a firma del capitano Angeli, si legge: «Parte di foglio A4 manoscritto, contenente richieste all’On. Berlusconi per mettere a disposizione una delle sue reti televisive». Il pezzo di carta è strappato nella parte iniziale, il testo è incompleto, e ciò che si legge è un «invito» a Berlusconi affinchè accolga le richieste che gli sono state fatte, «altrimenti dovrà essere compiuto il luttuoso evento».

 

Sullo scenario giudiziario che si apre, prendendo spunto dal documento fino adesso inedito, i magistrati della Dda, Antonio Ingroia e Nino Di Matteo, hanno avviato un’inchiesta riservatissima. Sono stati fatti interrogatori e altre persone devono essere convocate. E’ stato sentito anche Massimo Ciancimino, che da quasi un anno collabora con diverse procure, rendendo dichiarazioni ai pm sull’economia mafiosa e intrecci con la politica. E proprio a Ciancimino i pm hanno mostrato questa lettera durante un interrogatorio. Il dichiarante sarebbe rimasto sorpreso nel vedere nelle mani dei magistrati quel documento - di cui gli avrebbe parlato il padre - che pensava fosse stato smarrito fra le tante perquisizioni subìte, o nei traslochi che ha effettuato. E invece era lì. Fra le carte processuali - ancora a disposizione della procura - che fanno parte del processo in cui è stato condannato per riciclaggio. Su questo procedimento è in corso l’appello, e dunque la procura ha inviato alla Corte una copia del documento.

 

Intanto i pm hanno già disposto accertamenti, uno dei quali ha verificato che la missiva sarebbe stata scritta intorno al 1991. Una perizia calligrafia avrebbe escluso che sia la scrittura di Vito o Massimo Ciancimino, e gli inquirenti vogliono far esaminare la grafia di alcuni uomini di fiducia di Riina. Dalle ipotesi investigative emergerebbe che il messaggio è stato scritto dai corleonesi (la grafia è facilmente leggibile e non presenta errori di grammatica), che sarebbe stato girato a Provenzano, per poi passarlo al suo amico Vito Ciancimino. Quest’ultimo avrebbe avuto il compito di comunicare a «un referente» il messaggio per Berlusconi. A questa vicenda gli inquirenti potrebbero collegare una telefonata intercettata il 17 febbraio 1988 fra Berlusconi e Renato della Valle, immobiliarista milanese amico del premier. Lo scenario in quel periodo era quello dei rapporti difficili tra Cosa nostra ed alcuni soggetti del Psi con i quali era intervenuto l’accordo elettorale del 1987, di cui ha parlato il pentito Nino Giuffrè.

 

Nella telefonata a Della Valle, Berlusconi confida che: «C’ho tanti casini in giro, a destra, a sinistra. Ce n’ho uno abbastanza grosso, per cui devo mandar via i miei figli, che stan partendo adesso per l’estero, perchè mi han fatto estorsioni... in maniera brutta». Berlusconi spiega che si tratta di «una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa, e... sono ritornati fuori». Poi aggiunge: «Sai, siccome mi hanno detto che, se entro una certa data, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me e espongono il corpo in piazza del Duomo...». La lettera trovata fra le carte di Vito Ciancimino potrebbe dunque essere collegata a questa intercettazione in cui Berlusconi denuncia di aver ricevuto pesanti minacce, che riguardavano i suoi figli. In quel periodo, erano gli anni Ottanta, come dieci anni prima, Cosa nostra aveva aumentato la posta, e lo aveva fatto nell’unico modo in cui era in grado di fare, con la violenza.

http://iovogliourlare.blogspot.com/2009/07...oni-giallo.html

 

a giudicare da come negli anni 90 ad ora tratta i magistrati anti mafia le reti fininvest direi che hanno avuto tutto e di più di una sola minima TV

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