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Pippo

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cosa sapete di Pippo, il misterioso aereo che attaccava chiunque durante la notte?

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cosa sapete di Pippo, il misterioso aereo che attaccava chiunque durante la notte?

 

Pronti!!! ;)

 

VI PRESENTIAMO "PIPPO" Il misterioso aereo notturno sulla R.S.I.

Nino Arena

 

 

Sveliamo le caratteristiche del famigerato velivolo che, con le sue incursioni, turbò il sonno dei civili del nord Italia e creò non pochi problemi ai comandi italo-tedeschi.

Era diventato un'ossessione, un rompiscatole insopportabile, un pericolo costante, anche se la gente aveva finito per abituarsi alle sue scorribande notturne e lo aveva "affettuosamente" battezzato "Pippo". In realtà faceva soltanto il suo dovere di aereo disturbatore, col compito di tenere in allarme tutto il nord Italia, ma chi ha vissuto il ciclo storico della RSI, non può dimenticarlo poiché non c'era notte in cui il nostro misterioso disturbatore non facesse la sua apparizione lasciando ovunque il suo biglietto da visita: 18 luglio '44-bombe su Varazze, 19 agosto-un autocarro mitragliato vicino Busalla, 12 settembre-sul ponte dell'Orco scoppia una bomba nei pressi di Chivasso, 20 novembre-autoveicolo in fiamme fra Susegana e Conegliano, 16 gennaio 1945-bombe su Brescia vicino alla Wuhrer, Cinisello Balsamo e Mantova, 28 marzo-camion mitragliato nottetempo vicino Codigoro, 6 aprile-attacco notturno ad una corriera vicino Fidenza, tanto per citare alcuni casi delle numerose malefatte attribuite a "Pippo", su cui molti ricamavano misteriose vicende e imperscrutabili collegamenti su taluni avvenimenti di cronaca locale.

Ovviamente ad ogni segnalazione si abbinavano danni a edifici, autoveicoli, fabbriche, manufatti stradali, incendi, distruzioni, incidenti e con tali notizie le inevitabili liste di morti, feriti civili e militari. "Pippo" era imprendibile, scorrazzava ovunque, era diventato una leggenda popolare. Personalmente ricordo alcuni episodi legati a "Pippo". Alcune bombe cadute vicino alle officine Tosi di Brescia, dirette forse sulla scuola in cui alloggiavamo; due autocisterne di carburante parcheggiate sotto gli ippocastani di viale Rebuffone di Brescia, "centrate" e incendiate da "Pippo" (soffiata della resistenza?), un mitragliamento notturno sulla statale fra Sacile e Pordenone sull'autocarro che ci precedeva e un nastro di mitragliatrici caduto fragorosamente dal cielo sulla strada fra Peschiera e Desenzano.

Ma ricordo anche di aver superato un autocarro in fiamme con morti e feriti sulla strada statale 15 (dopo un passaggio di "Pippo" mezz'ora prima).

Poi finì la guerra, ci fu il dopoguerra e la leggenda di "Pippo" finì nel dimenticatoio, anche se rimase sempre in me il desiderio di sapere chi era e cosa doveva fare. Passarono altri anni, divenni più esperto di problemi aeronautici, mi specializzai in ricerche storiche e finalmente riuscii a sapere tutto (o quasi tutto) sul famigerato aereo notturno; ed oggi vi presento l'esito di quelle ricerche.

All'epoca - 1944/45 - l'aviazione alleata nel Mediterraneo - la MAAF - disponeva di 4.500 aerei di 1a linea-bombardieri, assaltatori, caccia-bombardieri, caccia e dominava numericamente i cieli del nord Italia. Le incursioni diurne erano affidate all'USAAF, mentre la RAF inglese si era specializzata in missioni notturne con largo uso di artifizi illuminanti con paracadute, lanciati da speciali aerei segnalatori: i Pathfinder, che anticipavano l'arrivo dei bombardieri sul bersaglio (target) lo individuavano, lo segnalavano con bengala di vario colore e particolare significato: inizio bomber area, delimitazioni corridoio laterale, sentiero d'ingresso, zone pericolose da evitare, fine zona del bombardamento. Tutto ciò facilitava l'arrivo della formazione d'attacco, degli aerei bengalieri che scaricavano centinaia di artifizi luminosi e i bombardieri scaricavano sul target il loro carico mortale.

In tal modo la missione veniva di molto facilitata e l'esito garantito in elevata misura. Poi gli aerei tornavano alle loro basi nel sud Italia e la zona ritornava nella normalità (relativa), l'attività riprendeva, arrivavano i soccorsi, venivano sgombrate le zone colpite, affrontati i danni, ripristinate le normali incombenze per il proseguimento della vita civile. Sarebbe stato possibile perpetuare invece uno stato di allarme prolungato? Questo quesito passato alla MAAF venne preso in considerazione col progetto di impiegare aerei disturbatori notturni, prolungare sino al mattino il clima di allarme, dare in consegna all'USAAF la situazione della notte, riprendere gli attacchi diurni, arrivare a sera e affidare nuovamente alla RAF il compito successivo, e così via fino al giorno seguente, in un prolungarsi di missioni ininterrotte che dovevano stancare il nemico, innervosirlo secondo i dettami del Psycological Werfare Services, molto usati dagli alleati nella Seconda guerra mondiale.

Il progetto e i compiti assegnati al nuovo servizio di disturbo notturno, erano in verità piuttosto limitati ed avevano aspetti pratici tenendo costantemente in allarme il dispositivo difensivo italo-tedesco del nord Italia, colpire il traffico notturno (a causa della preponderante presenza USAAF di giorno era praticamente impossibile circolare tranquillamente), provocare nervosismo e difficoltà al traffico militare che veniva svolto principalmente di notte.

Durante il giorno, coppie di caccia-bombardieri americani del tipo P.47, P.38 e P.51 sorvegliavano tutti i settori del nord Italia, attaccavano il traffico sulle strade, colpivano indiscriminatamente treni, tramvie, autobus, vaporetti lacustri e di piccolo cabotaggio, veicoli isolati, carri agricoli, non disdegnando i gangster's volanti di attaccare persino ciclisti, con un sadico e disumano divertimento. Decine e decine gli episodi di attacchi a mezzi pubblici e battelli sul Garda, Iseo, Maggiore e Como con centinaia di morti innocenti (solo a Chioggia 300 gli annegati sul vaporetto per Venezia). Di conseguenza il grosso del traffico militare (e civile) riprendeva nottetempo e tale constatazione offriva agli aerei disturbatori ottime possibilità d'intervento, nella speranza di provocare il blocco veicolare diretto verso la "Gotica".

Approvato il sistema, la MAAF studiò con quali tipi di aerei si poteva realizzare il servizio, e la scelta, dopo un accurato studio delle caratteristiche tecniche, cadde sul bimotore Bristol Beaufighter, dotato di due motori da 1.400 HP, 1.900 Km. di autonomia (circa 5 ore di volo) armato con 4 armi da 20 mm. e 6 mitragliatrici cal. 7,7 mm., con velocità attorno ai 510 Km./h e 2 persone d'equipaggio: un ottimo velivolo, collaudato da 4 anni di servizio, affidabile, soprattutto con la versione Mk. X dotata di motori potenziati, aumentata autonomia (6 ore di volo) e bombe per 1.200 Kg.

Erano state considerate sufficienti 5 coppie di aerei suddivisi fra Liguria, Piemonte, Emilia, Lombardia e Veneto per assicurare la copertura del nord Italia fra le ore 22.00 e le 05.00, per tenere in allarme l'intera zona.

I due caccia della coppia potevano offrire reciproco aiuto in caso di necessità, pattugliavano longitudinalmente e trasversalmente i settori loro affidati, si tenevano in contatto radio fra loro e con la guida-caccia scambiandosi le novità.

Praticamente erano indisturbati considerando l'assenza di caccia notturni tedeschi, il silenzio delle difese c.a. (solo le mitragliere potevano reagire a bassa quota se venivano avvistati), disponevano di disturbatori Windows (finestre) per accecare i radar e poiché agivano isolati la loro presenza non meritava l'intervento della Flak con cannoni pesanti.

Resta ora da accertare quali apparecchiature utilizzavano per svolgere il loro compito, poiché gli avvistamenti non erano soltanto occasione di fortuna (peraltro limitati a notti di luna piena o per particolari facilitazioni ottiche) giacché la luminosità naturale aveva limitata importanza nelle missioni e non costituiva aspetto fondamentale di servizio, ma il frutto di sofisticate apparecchiature tecniche e scientifiche, che permettevano, attraverso la visione su schermi ottici, di controllare in qualsiasi condizione di tempo e luminosità: luna coperta, nebbia, foschia, tappeto nuvoloso a bassa quota, cosa avveniva nella zona sottostante, chi vi transitava, che tipi di veicoli transitavano.

Gli aerei muniti di apparati A.I. (Air Interceptor) con antenna tipo Yagi (poi sostituita con altro modello rotante a parabola), di apparato PPI (Plan Position Indicator) che segnalava l'esatta posizione del velivolo per l'assistenza alla Guida Caccia e la presenza eventuale di aerei ostili.

Nel 1945 ai Beaufighter si affiancava il più moderno bimotore Mosquito (con 610 Km./h di velocità, due motori RR da 1.250 HP, 4 armi da 20 e 4 da 7,7 mm., autonomia Km. 1.900, circa 4 ore e mezzo di volo). I reparti che ebbero in dotazione i due tipi di aerei erano gli Squadroni 252°, 153°, 157°, 255° e 600° che alternativamente fornirono le coppie di NF per la sorveglianza notturna. Migliorò anche l'A.I. con la versione Mk. VIII e furono installati anche apparati di produzione USA SCR. 270. Oltre a questi apparati per l'avvistamento, l'identificazione, la posizione e la presenza di eventuali aerei in volo nella zona, i disturbatori avevano il rivoluzionario apparato H2S, un impianto in grado di avvistare a terra veicoli in movimento con particolare differenziazione fra ostacoli fissi e mobili, e quindi in grado di controllare le strade di grande comunicazione, le ferrovie, la navigazione lacustre, e con cui era possibile effettuare le missioni di disturbo notturne, con una visione panoramica del terreno sorvolato in qualsiasi condizione di visibilità o di copertura per nubi. L'apparato si chiamava H2S (la sigla non indicava alcuna funzione specifica ma era di semplice fantasia per stornare attenzioni e curiosità e tutelare il segreto) anche se i tedeschi vennero in possesso dell'apparato trovato intatto su un aereo abbattuto e chiamato in codice Rotterdam.

L'ideatore dell'H2S era il professor Dee che aveva utilizzato un tubo elettronico ideato dai proff. Randall e Boot Magnetron, realizzando uno schermo visivo con 10 Km. di diametro esplorabile. Una antenna rotante situata in una cupoletta in plexiglas posta nella zona inferiore della fusoliera, permetteva, volando, di controllare il terreno sottostante, i rilievi orografici, le caratteristiche e i percorsi dei fiumi e delle infrastrutture esistenti. L'operatore doveva soltanto accertare se le caratteristiche del terreno sorvolato corrispondevano a quelle della carta di navigazione scorrevole, per avere la certezza di trovarsi sul punto esatto, individuare eventuali bersagli e provvedere a segnalare al pilota la rotta, le correzioni da apportare e azionare successivamente le armi di bordo (o sganciare le bombe) al momento giusto. L'apparato H2S, inserito in una cassetta blindata, aveva una carica esplosiva con congegno autoesplodente per impedire che cadesse intatto in mani nemiche. Altro utile accorgimento usato quando l'aereo veniva inquadrato dai radar della difesa: Freya, Wurzburg, Riese, consisteva nel seminare in cielo sottilissime e leggerissime striscioline di stagnola (le cosiddette Windows) che galleggiavano a lungo ingannando l'onda di emissione e dando agli operatori a terra false indicazioni di quota e direzione, permettendo all'aereo di sgusciare indenne in altra direzione e a quota diversa. Un inganno che i tedeschi riuscirono poi ad annullare col sistema di slittamento della frequenza d'emissione. Il possesso di tutte queste attrezzature, apparati e sofisticate macchine scientifiche, permetteva a "Pippo" di fare con grande sicurezza il suo servizio di disturbo, scorrazzare impunemente nel nord Italia, colpire quasi sempre senza rischi aggiuntivi e infine rientrare alla sua base.

Sul finire del 1944 giunse in Italia il nuovo caccia notturno USA: il P.61 bimotore della Northrop, meglio conosciuto come vedova nera per via della sua colorazione. Disponeva di due motori P.& W. da 2.000 HP, velocità di 590 Km/h e autonomia di 2.850 Km. (pari a 6 ore di volo), armato con 4 armi da 20 mm. E 4 da 12,7 mm. e 1.500 Kg. di bombe. Si trattava del più moderno velivolo realizzato specificamente per la caccia notturna, attrezzato con radar sofisticati tipo SCR. 270 e SCR. 729 per la scoperta e l'intercettazione, apparato elettronico di tiro mod. RA. 90/BC. 1.148 e visualizzatore di controllo BC. 1.151. Con tre uomini d'equipaggio, poteva svolgere missioni in assoluta tranquillità al punto che, anche l'USAAF, volle tentare di imitare gli inglesi della RAF, attuando analogo servizio di disturbo e sorveglianza notturna, ma la sua attività si limitò ad alcuni voli di prova e ad alcune missioni senza particolari esiti prima della fine del conflitto.

Rimaneva "Pippo", l'inimitabile, il rompiscatole per eccellenza, l'aereo che impediva il sonno e turbava i viaggiatori notturni, rallentava le operazioni di rifornimento all'H.Gr. C e ostacolava l'afflusso di viveri e materiali per le esigenze della popolazione civile.

Pochi aerei, mediamente una dozzina per notte, avevano creato non pochi problemi ai comandi italo-tedeschi, e nell'autore il desiderio di saperne di più.

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Ho trovato, su di un vecchio articolo di giornale, alcune notizie su "Pippo" ricavate da una ricerca di uno studioso americano apparsa sulla rivista americana in lingua italiana "Italica": purtroppo da casa non riesco ad accedere alla banca dati online, ma domani in università controllo gli estremi del lavoro e poi li pubblico.

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Correggo me stesso:

l'articolo precedente, oltre ad essere apparso sulla rivista "Italica" (e di cui riporterò a breve gli estremi), è comparso anche sul numero 225 della rivista "Italia contemporanea" (dicembre 2001).

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Vorrei solo puntualizzare una cosa.

 

Si parla di Pippo, mi pare, come di un nemico, ma, fondamentalmente, simpatico rompiscatole.

 

Sono, per metà, veneto (zona di Caorle, più o meno...) e in famiglia mi è capitato di sentire parlare di "Pippo" e delle sue imprese. E ne ho sentito parlare sempre con un certo livore, sicuramente mai con (diciamo così) rispetto.

Questo perchè il soggetto in questione prendeva di mira tutto quello che gli capitava, facendo il tiro a segno non rischiando nulla anche perchè gli obiettivi erano quasi sempre case di contadini.

 

Una famiglia di quasi 20 persone, per esempio, fu interamente massacrata. Donne e bambini compresi.

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Guest intruder
Vorrei solo puntualizzare una cosa.

 

Si parla di Pippo, mi pare, come di un nemico, ma, fondamentalmente, simpatico rompiscatole.

 

Sono, per metà, veneto (zona di Caorle, più o meno...) e in famiglia mi è capitato di sentire parlare di "Pippo" e delle sue imprese. E ne ho sentito parlare sempre con un certo livore, sicuramente mai con (diciamo così) rispetto.

Questo perchè il soggetto in questione prendeva di mira tutto quello che gli capitava, facendo il tiro a segno non rischiando nulla anche perchè gli obiettivi erano quasi sempre case di contadini.

 

Una famiglia di quasi 20 persone, per esempio, fu interamente massacrata. Donne e bambini compresi.

 

 

 

Mi sanno di leggende metropolitane. Mia madre era di Schio, sia lei che mia nonna parlavano di Pippo, mi raccontavano che secondo i soldati tedeschi era un bimotore inglese o americano (quindi un Mosquito o un qualche bombardiere da assalto americano A20/B25 o roba del genere) che faceva azioni disturbo. Mai sentito di stragi, anche se in guerra se ne fanno con una certa facilità (basti ricordare a come la Luftwaffe conciò Varsavia e Anversa). All'epoca non c'erano visori notturni (lo USMC li avrebbe impiegati per la prima volta durante la battaglia di Saipan, ma solo i cecchini, non c'erano NVGs per i piloti), quindi si tirava alla luce della luna (a quanto so nemmeno lanciavano bengala) e in quelle condizioni non ho idea di cosa prendevi e se la prendevi. Difficile mirassero volontariamente alle case dei contadini, a quelle ci pensavano già le SS, non credo gli americani dessero loro una mano. Sempre in tema di leggende metropolitane ho sentito raccontare del parente di una tale che fu ucciso da una bomba lanciata da una Fortezza Volante mentre andava in bicicletta sull'argine del Po. "Mirarono appositamente a lui", mi assicurano, dimenticando che, se è vero, quelli del Fort hanno avuto un culo dell'altro mondo, non c'erano JDAMs allora, e comunque sprecare 500 libbre di bomba per un cretino che va in bicicletta (a meno che non sia bin Laden) è da mandare sotto corte marziale chi lo ha fatto.

Edited by intruder

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Guest galland

Dovrei decidermi a postare un lavoretto sui cavalieri del cielo... poco cavallereschi.

Comunque il mitragliamento di civili compiuto da incursori a volo radente è un fatto e tale rimane.

Nel "Flagello della svastica" Lord Russel compie l'ipocrisia di non dire che i piloti alleati linciati in Germania subivano tale trattamento proprio perchè dediti a questa poco nobile occupazione bellica.

Comunque Pippo era un efficace sistema per creare una tensione nella popolazione, danni diffusi e tenere sulla corda le difese antiaeree.

Da parte tedesca vennero usati Hs.123 ed il Cr.42. I sovietici il Po.2, in questi casi si trattava di mezzi obsoleti (tutti e tre i velivoli nominati erano biplani a carrello fisso) utili, appunto, come disturbatori.

Io ho avuto anche notizia che durante il bombardamento del quartiere di San Lorenzo a Roma i caccia americani si abbassarono a mitragliare la gente in fuga (racconto di mia madre, riportato a sua volta da una zia miracolosamente sopravvissuta) non ho conferme sulla verità della cosa.

Edited by galland

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Guest intruder
Dovrei decidermi a postare un lavoretto sui cavalieri del cielo... poco cavallereschi.

Comunque il mitragliamento di civili compiuto da incursori a volo radente è un fatto e tale rimane.

Nel "Flagello della svastica" Lord Russel compie l'ipocrisia di non dire che i piloti alleati linciati in Germania subivano tale trattamento proprio perchè dediti a questa poco nobile occupazione bellica.

Comunque Pippo era un efficace sistema per creare una tensione nella popolazione, danni diffusi e tenere sulla corda le difese antiaeree.

Da parte tedesca vennero usati Hs.123 ed il Cr.42. I sovietici il Po.2, in questi casi si trattava di mezzi obsoleti (tutti e tre i velivoli nominati erano biplani a carrello fisso) utili, appunto, come disturbatori.

Io ho avuto anche notizia che durante il bombardamento del quartiere di San Lorenzo a Roma i caccia americani si abbassarono a mitragliare la gente in fuga (racconto di mia madre, riportato a sua volta da una zia miracolosamente sopravvissuta) non ho conferme sulla verità della cosa.

 

 

Del mitragliamento di San Lorenzo ho sentito parlare anch'io, vivo a Roma da diversi anni, ma ho anche sentito altri raccontare che è una balla e che il bombardamento americano fu tanto preciso che nella zona di piazza Bologna nemmeno si accorsero che stava succedendo fin ché non cominciarono ad arrivare le persone che fuggivano dalle case crollate (preciso finché vuoi, all'epoca il cep medio era sui cento metri, ebbero successo solo perché miravano a un obiettivo particolarmente esteso). So che in altre occasioni accadde veramente comunque, ma la guerra fa dar fuori il peggio di sè alle persone.

 

Sul linciaggio degli equipaggi alleati, pratica ritenuta indecorosa da molti piloti tedeschi, anche nazisti dichiarati (fra i piloti sembrano esistono delle regole di cavalleria) vorrei comunque ricordare che se è vero che mitragliavano i civili dagli aerei, cosa avevano fatto i tedeschi ad Anversa e Varsavia? Molti piloti erano polacchi ed olandesi, soprattutto volavano con l'RAF...

Edited by intruder

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Anche mia madre che è di Treviso mi aveva parlato di Pippo, e lo identificava come un'aereo americano che faceva azioni di disturbo. Mi raccontò invece di un bombardamento a tappeto con passaggio incrociato in 2 tempi a x con effetti devastanti, ne sapete qualcosa?

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I piloti alleati, ad un certo punto della guerra (metà 44, ma vado a memoria), ricevettero l'ordine di sparare a qualsiasi cosa si muovesse. Di qui i molti mitragliamenti subiti anche da inermi civili.

 

Dalle mie parti (provincia di Cremona) i mitragliamenti riguardarono soprattutto i treni e le stazioni ferroviarie (altro discorso è quello dei ponti, attaccati con bombardieri bimotori che compivano azioni molti precise, anche grazie all'assenza di contraerea), con parecchie vittime, alcune delle quali anche giovanissime. Nella maggioranza dei casi gli aerei passavano più volte sull'obiettivo e sparavano a tutto quello che si muoveva.

Anche se non mancarono episodi singolari, come quelli di una coppia di caccia che, prima di mitragliare un treno, passarono più volte avanti e indietro sul convoglio, così che la gente poté mettersi al riparo prima che il treno fosse attaccato e distrutto.

 

Per finire due precisazioni:

 

1) innanzitutto credo anche io che un b-17 non avrebbe mai bombardato un singolo civile in bici in riva al Po, sia per le modalità operative (non attaccavano generalmente a bassa quota) sia perché nella zona del Po vi erano obiettivi più succulenti (ad esempio i ponti sul fiume);

 

2) gli aerei utilizzati erano i Mosquitos e i Beaufighter per gli inglesi, i P-38 Lighting per gli americani che, specie verso la fine della guerra, utilizzarono anche il p-61 black widow, uno dei primi aerei appositamente concepiti per la guerra notturna.

 

300px-Northrop_P-61_green_airborne.jpg

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Guest galland
Del mitragliamento di San Lorenzo ho sentito parlare anch'io, vivo a Roma da diversi anni, ma ho anche sentito altri raccontare che è una balla e che il bombardamento americano fu tanto preciso che nella zona di piazza Bologna nemmeno si accorsero che stava succedendo fin ché non cominciarono ad arrivare le persone che fuggivano dalle case crollate (preciso finché vuoi, all'epoca il cep medio era sui cento metri, ebbero successo solo perché miravano a un obiettivo particolarmente esteso). So che in altre occasioni accadde veramente comunque, ma la guerra fa dar fuori il peggio di sè alle persone.

 

Sul linciaggio degli equipaggi alleati, pratica ritenuta indecorosa da molti piloti tedeschi, anche nazisti dichiarati (fra i piloti sembrano esistono delle regole di cavalleria) vorrei comunque ricordare che se è vero che mitragliavano i civili dagli aerei, cosa avevano fatto i tedeschi ad Anversa e Varsavia? Molti piloti erano polacchi ed olandesi, soprattutto volavano con l'RAF...

Per fornire una risposta organica dovei consultare diverso materiale, cosa impossibile a "botta calda". Comunque bisogna tenere presete che l'offensiva aerea strategica era definita "terror bonbing" avendo la volontà di fiaccare il morale dell'avversario. Cosa che riuscì in Italia e fallì in Germania.

Sul problema dei bombardamenti terroristici NON faccio un antiamericanismo d'accatto, in guerra (lo ripeto sovente non si va ad offrire mazzi di rose...).

che poi in Italia si sia voluto fare i guasconi senza avere, per così dire "il fisico" è un'altra questione. Se me lo ricordo vorrei postare una canzone di guerra poco nota, ma MOLTO indicativa.

Edited by galland

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Nella mia famiglia ci sono due episodi relativi a Pippo.

 

Mia nonna, che veniva da Noventa di Piave, una zona di campagna dell'entroterra Veneziano, mi raccontò che una notte un maialino riuscì a fuggire dal recinto di una famiglia di agricoltori della zona. In quel tempo, con la fame diffusa, un maialino era un bene per cui si poteva rischiare anche la vita e fu così che diversi membri della famiglia uscirono a cercarlo dopo essersi muniti di candele. Questo ovviamente attirò le attenzioni di Pippo che "spezzonò" indiscriminatamente la zona. Non ricordo se vi furono vittime, ma gran paura sì e probabilmente più di una persona dovette ricorrere ad un anticipato cambio di biancheria intima! :rotfl::rotfl::rotfl:

 

Mio papà viveva invece a Treporti, nel litorale del Cavallino, una zona costiera a Nord-Est di Venezia.

Lì l'Organizzazione Todt, Tedesca, iniziò a costruire, a partire dal 1943-44, diverse batterie antiaeree/antisbarco (ancor'oggi visitabili) impiegando diversa manodopera locale che potè così sfuggire alla prigionia in Germania iniziata a seguito dei fatti dell' 8 Settembre.

I rapporti fra la popolazione locale e le truppe Tedesche furono sempre di reciproco rispetto -- tant'è che gettarono le basi per il turismo del dopoguerra -- e non era raro vedere soldati tedeschi seduti alle tavole (per quanto misere) delle famiglie locali. La famiglia di mio padre gestiva una delle poche locande della zona ed una sera, mio padre con il suo "gruppo" di amici si avvide che uno dei Tedeschi, dopo qualche bicchiere di vino o grappa di troppo, si era addormentato al tavolo ed, approfittando della mancanza di avventori, procedette a sfilargli la pistola very dalla fondina.

La "banda" attese l'arrivo, al di sopra delle coltre bassa di nubi, di Pippo e procedette a lanciare, in rapida sucessione, una serie di razzi di diverso colore.

Questo deve aver confuso non poco i piloti Alleati che, secondo il racconto di mio padre, girò per diversi minuti sulla zona senza mitragliare o sganciare bombe (forse pensavano ad un qualche segnale da parte della resistenza?).

La "banda" si era, nel frattempo dileguata, riponendo la pistola nella fondina dell'ignaro soldato Tedesco.

 

Personalmente, mi sono sempre chiesto quali siano state le conseguenze per il povero diavolo una volta che i suoi superiori si siano accorti che la very usata era la sua...

Edited by Pete57

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Guest intruder
Anche mia madre che è di Treviso mi aveva parlato di Pippo, e lo identificava come un'aereo americano che faceva azioni di disturbo. Mi raccontò invece di un bombardamento a tappeto con passaggio incrociato in 2 tempi a x con effetti devastanti, ne sapete qualcosa?

 

 

A Schio c'era la fabbrica della Lanerossi, faceva coperte e uniformi per i militari. Gli inglesi non la toccavano perché avevano delle partecipazioni, gli americani se ne fregarono, mia madre mi raccontava che mandarono dei bimotori scortati da degli strani caccia a due code (P38, dovevano essere proprio a bassa quota eprché anche una ragazzetta inesperta li notasse) che attaccarono a bassa quota con una certa precisione, probabilmente dei B25 o degli A26, se erano già arrivati a Foggia. La contraerea non ne prese uno, sfasciarono tutto e sparirono, ma non mitragliarono i civli.

 

Di altri bombardamenti nel Veneto non so granché, anche se immagino che le strade e le linee ferroviarie per il Brennero siano state tartassate. Proverò a chiedere.

 

 

 

@pete57, Pippo, se mai è esistito (c'è chi sostiene sia una leggenda metropolitana, ricordo una risposta ad una lettera su Storia Illustrata verso la fine dei 60, e mia madre e nonna la contestarono duramente perché ricordavano che le aveva tenute sveglie diverse notti finché non avevano capito che non attaccava la città), compiva azioni di disturbo. Se hai visto We Were Soldiers ricorderai una scena dove gli elicotteri sorvolano le colline di notte e vedono delle candele accese, "sono i soldati nordvietnamiti che si illuminano così la strada", sèpiega un pilota a un giornalista. Immagino sia successo qualcosa del genere nel caso che racconti, il pilota, come si fa in guerra, ha sparato a quello che pensava essere delle truppe in movimento usando quel sistema per illumianrsi la strada.

Edited by intruder

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Vorrei solo puntualizzare una cosa.

 

Si parla di Pippo, mi pare, come di un nemico, ma, fondamentalmente, simpatico rompiscatole.

 

Sono, per metà, veneto (zona di Caorle, più o meno...) e in famiglia mi è capitato di sentire parlare di "Pippo" e delle sue imprese. E ne ho sentito parlare sempre con un certo livore, sicuramente mai con (diciamo così) rispetto.

Questo perchè il soggetto in questione prendeva di mira tutto quello che gli capitava, facendo il tiro a segno non rischiando nulla anche perchè gli obiettivi erano quasi sempre case di contadini.

 

Una famiglia di quasi 20 persone, per esempio, fu interamente massacrata. Donne e bambini compresi.

 

Anche a me sono giunti racconti del genere da parte dei nonni quand'ero bambino. Purtroppo ormai le fonti se ne sono andate e non posso chiedere dettagli. So però che al tempo si raccomandava di tenere spente tutte le luci per evitare le attenzioni di Pippo e mio padre mi racconta che sotto al tavolo era stata scavata una buca in cui rifugiarsi nel caso la casa fosse stata attaccata. Faccio presente che abito in una zona dell'entroterra veneziano che al tempo era pura campagna quindi un bombardamento strategico non avrebbe avuto alcun senso per cui l'ipotesi Pippo pare la più sensata per giustificare quel bunker casalingo. Immagino anche che il tavolo fosse stato piuttosto solido, d'altronde il nonno faceva il falegname.

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Anche a me sono giunti racconti del genere da parte dei nonni quand'ero bambino. Purtroppo ormai le fonti se ne sono andate e non posso chiedere dettagli. So però che al tempo si raccomandava di tenere spente tutte le luci per evitare le attenzioni di Pippo e mio padre mi racconta che sotto al tavolo era stata scavata una buca in cui rifugiarsi nel caso la casa fosse stata attaccata. Faccio presente che abito in una zona dell'entroterra veneziano che al tempo era pura campagna quindi un bombardamento strategico non avrebbe avuto alcun senso per cui l'ipotesi Pippo pare la più sensata per giustificare quel bunker casalingo. Immagino anche che il tavolo fosse stato piuttosto solido, d'altronde il nonno faceva il falegname.

 

 

Dai racconti di mamma e nonna (di Schio) sembrava un simpatico rompiscatole, non una specie di serial killer volante. Mi chiedo quanto contino in queste storie le isterie collettive, modello angeli di Mons, e le leggende metropolitane successive.

Edited by intruder

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Anche i miei genitori e i miei nonni ricordano Pippo. Mio padre mi raccontava che spesso si limitava a sganciare qualche bomba in mare, per far diventare matti gli artiglieri dell'antiaerea del porto di Genova, ma di mitragliamenti indiscriminati non mi ha mai parlato.

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cosa sapete di Pippo, il misterioso aereo che attaccava chiunque durante la notte?

 

io so solo che il mio babbo lo nominava sempre, era un po un incubo (per lo meno per chi non viveva nelle grandi citta' e aveva il problema dei bombardamenti con centinaia di aerei.......)

magari era un Mosquito , struttura lignea, pochi problemi coi radar (anche se l'Italia forse non era proprio al top in questo campo)

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io so di aerei ricognitori alleati che sorvolavano Cagliari e il vicino aeroporto di Monserrato e volando a bassa quota sul mare si divertiva a speventare dei poveri pescatori(se non era inseguito dai caccia...)

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io so solo che il mio babbo lo nominava sempre, era un po un incubo (per lo meno per chi non viveva nelle grandi citta' e aveva il problema dei bombardamenti con centinaia di aerei.......)

magari era un Mosquito , struttura lignea, pochi problemi coi radar (anche se l'Italia forse non era proprio al top in questo campo)

 

Di fatto i radar in Italia all'epoca erano del tutto inesistenti e quindi gli aerei non avevano necessità di capacità stealth!

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Di fatto i radar in Italia all'epoca erano del tutto inesistenti e quindi gli aerei non avevano necessità di capacità stealth!

 

I tedeschi avevano diversi radar in Italia tant'è che i FW-190F-8 ed F-9 del NaGr.9 operarano anche come caccia notturni, in GCI, medianti stazioni Freya e Würzburg (per dettagli: Ghost Bombers - The Moonlight War Of NSG 9, di Nick Beale, della Classic Publications).

 

Un episodio: il 20/12/1943, la stazione Freya 375 (F375) riporta velivoli da ricognizione nemici, direzione Nord nella zona AR21. (http://www.ghostbombers.com/JG77/jg77_02.html)

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Guest intruder

Articolo sicuramente interessante. Quello però che mi sorprende è che da parte alleata non esista assolutamente (correggetemi se sbaglio, ovviamente), letteratura in merito. Più ci penso, in seguito a questa discussione, più mi sento di considerare la cosa una leggenda metropolitana alla Angeli di Mons che ha ingigantito qualche episodio di disturbo realmente accaduto. Gli alleati avevano aerei (e piloti, soprattutto gli americani) da buttare, ma non vedo molta utilità nel far volare centinaia di Mosquitoes/Beaufighters/Ligthings/Invaders/Havocs/Mitchells (il Black Widow non fu mai impiegato sul fronte italiano, e, credo nemmeno l'Invader A26 anche se lo cito) al solo scopo di spaventare qualche contadino o di aggiungere il suo scalpo alla cintura.

 

 

 

Ho comunque trovato questo:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Pippo_(aereo)

Edited by intruder

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Articolo sicuramente interessante. Quello però che mi sorprende è che da parte alleata non esista assolutamente (correggetemi se sbaglio, ovviamente), letteratura in merito. Più ci penso, in seguito a questa discussione, più mi sento di considerare la cosa una leggenda metropolitana alla Angeli di Mons che ha ingigantito qualche episodio di disturbo realmente accaduto. Gli alleati avevano aerei (e piloti, soprattutto gli americani) da buttare, ma non vedo molta utilità nel far volare centinaia di Mosquitoes/Beaufighters/Ligthings/Invaders/Havocs/Mitchells (il Black Widow non fu mai impiegato sul fronte italiano, e, credo nemmeno l'Invader A26 anche se lo cito) al solo scopo di spaventare qualche contadino o di aggiungere il suo scalpo alla cintura.

 

Mmm..Intruder..

Visto il contesto storico..Vista la situazione italiana di allora, con la guerra civile che mieteva vittime..

La fame che costringeva ad enormi ristrettezze la popolazione civile..

Visto lo stra-potere nei cieli di allora dell'aeronautica alleata..

Credimi..

Creare un clima di terrore tra i civili era ESTREMAMENTE importante..Per molteplici fattori..

In primis: creare una sorta di "certezza" nelle popolazione del Nord Italia che i più "forti" erano "loro" era di primaria necessità..

Ed infatti esisteva un reparto studi apposito sulla guerra psicologica nelle forze alleate..

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Comunque non è vero che nell'ambiente accademico non siano stati prodotti studi su Pippo, del quale si è occupato, sia per gli effetti pratici che psicologici della sua attività, lo studioso Alan R. perry, di cui è apparso un articolo anche sulla rivista "Storia contemporanea".

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