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Ferrara e il partito: No Aborto


Leviathan
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Dominus, concordo con te. Lascio ai moderatori la scelta, se aprire una nuova discussione o trasferire tutta la parte interessata.

Detto questo, cerco di esporre semplicemente i dati

 

@Intruder

mi dispiace dover ribadire quanto detto, forse non ho dato la giusta valenza al discorso.

Come stavo dicendo non critico nessuno per la sua scelta pro/contro aborto e non voglio nemmeno imporre la mia visione. Io critico l'aborto in se, ma questo per ragioni personali. Questo non posso neanche lontanamente pretendere che sia condivisibile, ma vorrei considerare che oggi l'aborto viene usato in molti casi che potrebbero avere ben altre conclusioni (magari auspicate dalla madre stessa). Dimmi, come si può accettare che gente sia costretta ad abortire solo perchè la tua famiglia te lo impone e non hai nessuno che ti sostenga? Come si può tollerare che una donna abortisca un figlio solo perchè non può darle da mangiare o da vivere? (sono tutti casi successi, successi molte volte)

E' dall'inizio di questo discorso che insisto non sul fatto di eliminare l'aborto, ma eliminare le cause che portano all'aborto.

Intruder, tu mi chiedi se è pensabile per una donna portare in grembo un figlio che è handicappato, io piuttosto ti chiedo se è ragionevolmente possibile che un feto possa essere abortito per una malattia che per quanto grave può essere curata.

Sto parlando di qualcosa che è successo e che succede (maledizione però non ricordo più quale fosse la patologia) su vasta scala. Leggevo dati di malattie curabilissime che stanno comunque scomparendo dai nuovi nati causa l'eliminazione preventiva dei feti malati.

Edited by GreenPhoenix
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Vabbè diamo ai movimenti pro life tutte le possibilità di aiuto alla donna ma se questa non se la sente, non può o non vuole continuare una gravidanza cosa fai?

In ogni caso io credo che lo squilibrio sia contrario, i consultori sono pochi, con pochi fondi e di parte, i medici obiettori sono troppi e, infatti, lo fanno solo per carriera. Questi sono i veri problemi a mio modo di vedere.

 

P.S. Adesso continuiamo qui, mi raccomando state bbboni! ;)

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Guest intruder
name='GreenPhoenix' date='Nov 17 2008, 04:48 PM' post='189034']

@Intruder

mi dispiace dover ribadire quanto detto, forse non ho dato la giusta valenza al discorso.

Come stavo dicendo non critico nessuno per la sua scelta pro/contro aborto e non voglio nemmeno imporre la mia visione. Io critico l'aborto in se, ma questo per ragioni personali. Questo non posso neanche lontanamente pretendere che sia condivisibile, ma vorrei considerare che oggi l'aborto viene usato in molti casi che potrebbero avere ben altre conclusioni (magari auspicate dalla madre stessa). Dimmi, come si può accettare che gente sia costretta ad abortire solo perchè la tua famiglia te lo impone e non hai nessuno che ti sostenga? Come si può tollerare che una donna abortisca un figlio solo perchè non può darle da mangiare o da vivere? (sono tutti casi successi, successi molte volte)

E' dall'inizio di questo discorso che insisto non sul fatto di eliminare l'aborto, ma eliminare le cause che portano all'aborto.

Intruder, tu mi chiedi se è pensabile per una donna portare in grembo un figlio che è handicappato, io piuttosto ti chiedo se è ragionevolmente possibile che un feto possa essere abortito per una malattia che per quanto grave può essere curata. Sto parlando di qualcosa che è successo e che succede (maledizione però non ricordo più quale fosse la patologia) su vasta scala. Leggevo dati di malattie curabilissime che stanno comunque scomparendo dai nuovi nati causa l'eliminazione preventiva dei feti malati.

 

 

 

 

 

Tu non critichi e non imponi, ma continui a battere il chiodo. Questa è una delle ragioni che mi portano a essere ferocemente anticlericale.

 

Ti risponderò, comunque, e sarà l'ultima volta perché non voglio impegolarmi in una discussione che finirà, prima o poi, a parolacce (magari non saremo noi due, saranno altri, ma succederà).

 

Prima di discutere se è giusto o no abortire perché non c'è niente da mangiare (caso limite, non italiano, perché in Italia non muore nessuno di fame, anche se immagino sia estremamente umiliante andare a mangiare in una mensa dei poveri o in parrocchia), affrontiamo il problema da un altro punto di vista, quello della maternità/paternità cosciente e responsabile. Se non hai niente da mettere sotto i denti, non fare figli. Per non fare figli, devi essere informato su come fare. E la chiesa cattolica è ferocemente contraria alle politiche della contraccezione (salvo poi vendere la RU486 nella farmacia del Vaticano senza ricetta, ma, si sa, pecunia non olet). In altre parole, mettiamo prima di tutto le persone in condizione di avere figli solo se sono in grado di mantenerli. Si potrebbe discutere sul rimuovere le cause della povertà, ma sarebbe parlare del sesso degli angeli. Oltre tutto, chi è benestante è, generalmente, anche informato e cosciente, e questo, alle gerarchie ecclesiali non piace (a tutte le gerarchi ecclesiali, non solo quella cattolica). Credo sia moralmente più accettabile distribuire gratis pillole e preservativi, che fare abortire. E questo è uno dei modi di rimuovere le cause dell'aborto, cause che però i baciapile non accettano (i credenti responsabili, sì, ma mi chiedo quanti siano).

 

 

tu mi chiedi se è pensabile per una donna portare in grembo un figlio che è handicappato, io piuttosto ti chiedo se è ragionevolmente possibile che un feto possa essere abortito per una malattia che per quanto grave può essere curata.

 

Il problema non è questo. Il problema è che tu pretendi (ricorrendo anche al terrorismo del mostrare le foto di un feto morto, perché questo è terrorismo) che una donna faccia una cosa che può fare solo lei, col suo corpo, con la sua salute, con la sua vita. Non il tuo corpo. Non la tua salute. Non la tua vita. La sua. E non è lecito. Tu non hai nessun diritto di imporre a quella donna di fare quello che non vuole, che non si sente, che non è in grado di fare. Quello che tu pretendi, non è molto diverso da uno stupro.

 

E qui chiudo, perché è inutile portare avanti questo tipo di discussione. I nostri pareri sono troppo diversi e non si incontreranno mai.

Edited by intruder
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...

Il problema non è questo. Il problema è che tu pretendi (ricorrendo anche al terrorismo del mostrare le foto di un feto morto, perché questo è terrorismo) che una donna faccia una cosa che può fare solo lei, col suo corpo, con la sua salute, con la sua vita. Non il tuo corpo. Non la tua salute. Non la tua vita. La sua. E non è lecito. Tu non hai nessun diritto di imporre a quella donna di fare quello che non vuole, che non si sente, che non è in grado di fare. Quello che tu pretendi, non è molto diverso da uno stupro.

 

E qui chiudo, perché è inutile portare avanti questo tipo di discussione. I nostri pareri sono troppo diversi e non si incontreranno mai.

 

 

Tu e Green avete sviscerato quasi tutti gli aspetti della questione, con i vari pro e contro, e sono d'accordo che una volta che non c'è più nulla di nuovo da aggiungere, diventa poco utile accanirsi ulteriormente. Voglio solo aggiungere una considerazione alla tua frase che ho riportato rispetto all'accusa di "terrorismo psicologico". Ora, da un punto di vista logico, mi sembra che si siano solo due possibilità: o il feto è una semplice appendice del corpo della donna, un suo organo, come può essere la milza, l'intestino, insomma un frattaglia qualsiasi, e a questo punto il mostrarlo è questione di buon gusto, ma non terrorismo; oppure il feto è davvero un essere umano, e allora si tratta di mostrare le cose per quello che sono, un cadavere è un cadavere e mostrare la realtà non può essere terrorismo.

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Guest intruder
Tu e Green avete sviscerato quasi tutti gli aspetti della questione, con i vari pro e contro, e sono d'accordo che una volta che non c'è più nulla di nuovo da aggiungere, diventa poco utile accanirsi ulteriormente. Voglio solo aggiungere una considerazione alla tua frase che ho riportato rispetto all'accusa di "terrorismo psicologico". Ora, da un punto di vista logico, mi sembra che si siano solo due possibilità: o il feto è una semplice appendice del corpo della donna, un suo organo, come può essere la milza, l'intestino, insomma un frattaglia qualsiasi, e a questo punto il mostrarlo è questione di buon gusto, ma non terrorismo; oppure il feto è davvero un essere umano, e allora si tratta di mostrare le cose per quello che sono, un cadavere è un cadavere e mostrare la realtà non può essere terrorismo.

 

 

Se e quando la coscienza si installi in un feto, è cosa sulla quale biologi, medici e teologi si accapigliano da anni senza che nessuno porti teorie o fatti dimostrabili in grado di convincere gli scettici dell'una o dell'altra parte.

 

Premesso questo, ritengo che infierire su una povera donna che deve abortire, e che lo faccia perché costretta dalle condizioni socio/ambientali o da considerazioni di carattere medico legate alla SUA salute o a quella del nascituro, non fa differenza; infierire, ripeto, su di lei, mostrandole quale nefandezza va a compiere, al di là della frattaglia o dell'essere umano, non è moralmente accettabile. Non è cattivo gusto, è terrorismo puro e semplice.

 

Infine noto che siamo sempre noi uomini a discutere di quello che una donna deve fare col proprio corpo.

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Quindi scusami una provocazione, il clero proprio non dovrebbe metterci becco nella questione.

 

Sarei d'accordo.

 

Ritorniamo ad un punto morto: se il feto è una semplice appendice del corpo della donna, certamente sarebbe solo affar suo. Ma se il feto è un essere umano, allora è legittimo che la Chiesa ne difenda l'integrità.

 

Un ultimissima precisazione rispetto alla donna che vuole abortire; di nuovo, esistono certamente casi in cui sia stato tentato di convincerla a cambiare idea con metodi "terroristici". Esistono però anche casi in cui, con un approccio sincero e col dovuto tatto, alcune donne hanno preso coscienza del fatto che non si stavano liberando di una semplice appendice del loro corpo.

 

Ricordo inoltre che avevamo già parlato diffusamente di questo tema nella discussione:

http://www.aereimilitari.org/forum/index.php?showtopic=6869

nata in seguito all'iniziativa della lista di Ferrara.

Forse si potrebbero unire le due discussioni, visto che erano stati riportati dati e notizie interessanti.

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Guest intruder
Ritorniamo ad un punto morto: se il feto è una semplice appendice del corpo della donna, certamente sarebbe solo affar suo. Ma se il feto è un essere umano, allora è legittimo che la Chiesa ne difenda l'integrità.

Un ultimissima precisazione rispetto alla donna che vuole abortire; di nuovo, esistono certamente casi in cui sia stato tentato di convincerla a cambiare idea con metodi "terroristici". Esistono però anche casi in cui, con un approccio sincero e col dovuto tatto, alcune donne hanno preso coscienza del fatto che non si stavano liberando di una semplice appendice del loro corpo.

 

 

"SE" il feto, appunto. Ma chi lo può dire con certezza? Nessuno. E in quel nessuno c'è anche la chiesa, che pure vuole mettere becco. Fra l'altro, un clero rigorosamente maschile, e qjui rispondo a Legolas. Ma anche se fosse una donna, avrebbe diritto a parlare per se stessa, no per tutte, e qui è l'errore di fondo della chiesa cattolica romana, il voler imporre le proprie opinioni a tutti, credenti (anche di religiooni che hanno approcci diversi) e non. Mi chiedo quale approccio sincero e col dovuto tatto usi il movimento per la vita, che mostra foto di feti espiantati. Col medesimo principio, a chi si vuole arruolare nelle FF.AA. si dovrebbero mostrare foto di civili (o anche di militari) fatti a pezzi dalle azioni belliche...

 

Infine continuamo sempre e solo noi uomini a parlare. Sono le donne che restano incinte, solo loro hanno diritto a decidere del loro corpo e di quello che ci fanno crescere dentro. E hanno diritto a dire sì o a dire no, senza pressioni psicologiche (puoi usare tutto il tatto che vuoi, sono pressioni psicologiche).

Edited by intruder
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"...Col medesimo principio, a chi si vuole arruolare nelle FF.AA. si dovrebbero mostrare foto di civili (o anche di militari) fatti a pezzi dalle azioni belliche...

 

Apro e (per quanto mi riguarda) chiudo un rapido OT: sarei d'accordo a fare questo, così da essere più sicuri, caso mai ci fosse il bisogno, di ricordare a chi si arruola che non va a fare un lavoro qualsiasi.

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Guest intruder
Apro e (per quanto mi riguarda) chiudo un rapido OT: sarei d'accordo a fare questo, così da essere più sicuri, caso mai ci fosse il bisogno, di ricordare a chi si arruola che non va a fare un lavoro qualsiasi.

 

 

Ma questo non significa che lo si debba fare anche con una donna che deve abortire.

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ineffetti, sarebbe interessante sentire, o per meglio dire leggere, il pensiero delle "utentesse", riguardo il tema dell'aborto.

 

Personalmente vorrei dare la mia opinione cercando di lasciare fuori la Chiesa da questa discussione, in quanto il ruolo della chiesa è stato già palesemente espresso e credo che in un argomento come questo la sua opinione valga tanto quanto quella di qualsiasi altra singola persona (oltretutto i religiosi sono i primi a non Dover avere figli, quindi...).

L'aborto è un argomento estremamente delicato in primo luogo per la donna, io lavoro in uno studio medico in cui sono presenti due ginecologhe quindi di questi casi ne capitano in quantità, e volevo dire che anche se il concetto di per se mi sembra davvero brutto non posso che essere in parte favorevole...per fortuna almeno per il momento non mi sono mai trovata in una situazione simile, ma sono favorevole per il semplice fatto che non si può in nessun modo, ripeto, in nessun modo generalizzare, ogni donna, ogni situazione è assolutamente diversa dalle altre...sia da un punto di vista fisico che psicologico...bisogna valutare ogni aspetto della vita della donna in questione, lasciando nulla al caso...la donna è ovviamente quella che per ultimo deve decidere come disporre del suo corpo ma in una situazione di coppia è altrettanto vero che anche il compagno ha il diritto di esprimere la volontà di tenere o no un figlio, sano o malato che sia...però la gravidanza la porta avanti la donna...quindi magari da questo punto di vista l'uomo è svantaggiato ma non ci può essere nessuna forma di imposizione. La decisione chiaramente andrebbe presa insieme, si tratta di una cosa naturale tanto quanto delicata ma la coppia deve essere aiutata, di fronte a delle difficoltà, a prendere una decisione valutando ogni tipo di rischio, di vantaggio o svantaggio.

Bisognerebbe valutare qualsiasi caso: la mamma che rischia la vita con una gravidanza, il bambino portatore di handicap, famiglia economicamente disagiata, le problematiche potrebbero essere infinite ma dare un giudizio obbiettivo senza aver mai vissuto una situazione del genere è molto molto difficile...

Meno difficile credo che sia dare un opinione riguardo la pratica dell'aborto in situazioni di ignoranza:

se non si vogliono figli bisogna usare delle precauzioni...serie!!! purtroppo ancora oggi ci sono persone sessualmente ignoranti...troppe volte ho sentito dire : "io uso il coito interrotto!" questa è follia pura!!! così facendo la gravidanza te la cerchi e quindi te la tieni!!! (scusate la brutalità ma questo punto mi manda in bestia)

bisogna parlarne di queste cose, i ragazzini devono sapere come funzionano...l'aborto è una pratica che deve essere utilizzata se ci si trova in situazioni davvero serie e gravi e non come un rimedio qualunque!

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Guest intruder

Finalmente una donna!

 

Permettimi solo un'osservazione sull'ignoranza: c'è, ed è diffusissima, non solo in materia di coito interrotto: c'è gente che non sa che il preservativo va cambiato dopo ogni rapporto (beato chi riesce a farsi sei scopate di fila, ma il preservativo va sostituito ogni volta, perché la seconda può lacerarsi), altri che ignorano che la pillola non è sicura al cento per cento, quasi nessuno sa che sarebbe meglio usare almeno due sisgtemi anticoncezionali, se flippa uno l'altro magari funziona... quanto pesi in questa ignoranza la chiesa cattolica romana non lo so, avevo dei parenti comunisti a Bologna anni fa che non erano molto meglio informati, e si dichiaravano atei totali e devoti. Personalmente sono per l'insegnamento dell'educazione sessuale nelle scuole, e fatto in modo serio, non i fiori e gli insetti come tentarono di insegnare a noi alle medie una quarantina di anni fa (ricordo ancora gli sghignazzi durante l'intervallo: chiediamo alla prof se la fiora fa le pompe al fiore?). Solo, a quel punto la chiesa cattolica romana insorgerebbe...

Edited by intruder
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Finalmente una donna!

 

Permettimi solo un'osservazione sull'ignoranza: c'è, ed è diffusissima, non solo in materia di coito interrotto: c'è gente che non sa che il preservativo va cambiato dopo ogni rapporto (beato chi riesce a farsi sei scopate di fila, ma il preservativo va sostituito ogni volta, perché la seconda può lacerarsi), altri che ignorano che la pillola non è sicura al cento per cento, quasi nessuno sa che sarebbe meglio usare almeno due sisgtemi anticoncezionali, se flippa uno l'altro magari funziona... quanto pesi in questa ignoranza la chiesa cattolica romana non lo so, avevo dei parenti comunisti a Bologna anni fa che non erano molto meglio informati, e si dichiaravano atei totali e devoti. Personalmente sono per l'insegnamento dell'educazione sessuale nelle scuole, e fatto in modo serio, non i fiori e gli insetti come tentarono di insegnare a noi alle medie una quarantina di anni fa (ricordo ancora gli sghignazzi durante l'intervallo: chiediamo alla prof se la fiora fa le pompe al fiore?). Solo, a quel punto la chiesa cattolica romana insorgerebbe...

 

 

Sono assolutamente d'accordo!!!

 

Tanta gente non sa neanche che si può rimanere incinta anche senza avere un rapporto sessuale vero e proprio (per favore non fatemi specificare come...)...credo che si abbattesse questa ignoranza di fondo le cose potrebbero migliorare almeno un pochetto...ma ovviamente in questo la Chiesa non fa testo...i figli li devi avere. PUNTO!

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...ma ovviamente in questo la Chiesa non fa testo...i figli li devi avere. PUNTO!

 

Qui apriamo un altro fronte; la Chiesa parla di apertura alla vita e di maternità (e paternità) responsabile, nell'ambito del matrimonio, ovviamente.

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Guest intruder
Qui apriamo un altro fronte; la Chiesa parla di apertura alla vita e di maternità (e paternità) responsabile, nell'ambito del matrimonio, ovviamente.

 

 

Ma siccome sì e no il 20 per cento degli italiani si riconosce, e quindi applica (almeno a chiacchiere) i precetti della chiesa cattolica romana (sondaggio di Famiglia Cristiana, non mio, che direi anche meno, da quello che vedo e sento), e anche la stragrande maggioranza dei cosiddetti credenti non pratica certamente la castità o il sesso esclusivamente all'interno del matrimonio, bisogna insegnare. E bisogna farlo nelle scuole. E il più presto possibile. E farlo seriamente, non le pagliacciate dei fiori e delle api.

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Per non parlare dei sondaggi che affermano che il 44% degli under 25 ha rapporti non protetti, e vista la tipologia di domanda è facile che il numero sia maggiore.

Sulla contracezione nel nostro paese esiste ancora molta ignoranza, probabilmente derivante dal fatto che c'è un tabù a riguardo.

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Ma siccome sì e no il 20 per cento degli italiani si riconosce, e quindi applica (almeno a chiacchiere) i precetti della chiesa cattolica romana (sondaggio di Famiglia Cristiana, non mio, che direi anche meno, da quello che vedo e sento), e anche la stragrande maggioranza dei cosiddetti credenti non pratica certamente la castità o il sesso esclusivamente all'interno del matrimonio, bisogna insegnare. E bisogna farlo nelle scuole. E il più presto possibile. E farlo seriamente, non le pagliacciate dei fiori e delle api.

 

A questo punto sono io a rivendicare libertà di educazione; come per l'ora di religione, la possibilità di fare educazione sessuale deve essere facoltativa. Per quanto mi riguarda non ho nessuna intenzione di delegare allo stato l'educazione sessuale di mia figlia, che non può essere ridotta a mero argomento tecnico di quale contraccettivo scegliere o come usarlo.

Edited by lender
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Qui apriamo un altro fronte; la Chiesa parla di apertura alla vita e di maternità (e paternità) responsabile, nell'ambito del matrimonio, ovviamente.

 

 

Si è vero la Chiesa parla di figli all’interno del matrimonio ed esclude rapporti sessuali al di fuori…pardon! Però oggigiorno le cose sono cambiate difficilmente i ragazzi seguono questo precetto e con il passare del tempo anche la Chiesa cerca lentamente di mutare e adattarsi ai tempi che corrono…altrimenti presto rimarranno in pochi a seguirla… Personalmente non condivido questa visione che ha la chiesa del matrimonio, del sesso e dell’aborto, non sono troppo estremista…l’aborto come libera scelta a volte lo condivido ma quando è realmente e strettamente necessario . Poi appunto bisogna trovarcisi…pensandoci non so se ne avrei mai il coraggio…è tutto molto soggettivo…frutto di valutazioni personali spesso non giudicabili…

La Chiesa Cristiana parte dal presupposto che si tratta comunque di un dono di Dio e come tale non ti appartiene…neanche la tua di vita ti appartiene…adesso le cose sono cambiate ma un tempo anche il suicidio era un gravissimo peccato, e non poteva essere svolto il funerale con la classica cerimonia e sepoltura ecclesiastica!

 

Quindi visto come vanno realmente le cose direi che una maggior impegno sull’educazione sessuale sia fondamentale!

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Guest intruder
A questo punto sono io a rivendicare libertà di educazione; come per l'ora di religione, la possibilità di fare educazione sessuale deve essere facoltativa. Per quanto mi riguarda non ho nessuna intenzione di delegare allo stato l'educazione sessuale di mia figlia, che non può essere ridotta a mero argomento tecnico di quale contraccettivo scegliere o come usarlo.

 

 

Il problema è che tu pretendi di decidere il futuro di tua figlia in uno degli aspetti più importanti dell'esistenza umana. Il sesso esiste e si fa (don Mazzi dice "se dio ce l'ha dato ce l'ha dato per usarlo", diamine è un prete!), quindi conviene essere informati su come farlo tecnicamente bene. E questo per me è un aspetto che riguarda lo Stato, cioè tutti. Il lato etico della faccenda può e deve essere curato dalle famiglie, ma non solo da loro: quale amore si insegna a un figlio/a che vede i genitori litigare tutto il santo giorno e cornificarsi reciprocamente (i bambini sono meno scemi di quanto ci faccia paicere credere)?

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Il problema è che tu pretendi di decidere il futuro di tua figlia in uno degli aspetti più importanti dell'esistenza umana...

 

 

Certamente, è proprio così, non ho certo intenzione di delegare allo stato una cosa così importante, già ridurla a mera questione tecnica per quanto mi riguarda vuol dire partire con il piede sbagliato. Non che la "tecnica" non c'entri, ma prima ci sono le ragioni delle scelte che si possono fare.

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Guest intruder
Certamente, è proprio così, non ho certo intenzione di delegare allo stato una cosa così importante, già ridurla a mera questione tecnica per quanto mi riguarda vuol dire partire con il piede sbagliato. Non che la "tecnica" non c'entri, ma prima ci sono le ragioni delle scelte che si possono fare.

 

 

 

 

Vuoi che tua figlia faccia sesso solo con chi ama (o chi è convinta di amare)? Giustissimo, ma le devi insegnare anche la tecnica. E quanti padri sono pronti a parlare di sesso con le figlie? Sai come rimase incinta una ragazza che conoscevo anni fa? Dopo un rapporto orale sputò tutto in un fazzolettino di carta, lo appallotolò fra le mani e lo gettò via. Poi infilò, lei, il preservativo al marito (si sono sposati, dopo). Con le mani sporche di sperma... ora, dimmi, sei pronto tu a parlare a tua figlia di queste cose?

 

 

P.S.: risparmiami il pistolotto sul tipo di sesso che la chiesa cattolica romana concede ai suoi fedeli, il diritto canonico ammette il rapporto orale e anale, anche se solo tra coniugi e purché non finalizzato all'evitare la procreazione

Edited by intruder
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Vuoi che tua figlia faccia sesso solo con chi ama (o chi è convinta di amare)? Giustissimo, ma le devi insegnare anche la tecnica. E quanti padri sono pronti a parlare di sesso con le figlie? Sai come rimase incinta una ragazza che conoscevo anni fa? Dopo un rapporto orale sputò tutto in un fazzolettino di carta, lo appallotolò fra le mani e lo gettò via. Poi infilò, lei, il preservativo al marito (si sono sposati, dopo). Con le mani sporche di sperma... ora, dimmi, sei pronto tu a parlare a tua figlia di queste cose?

P.S.: risparmiami il pistolotto sul tipo di sesso che la chiesa cattolica romana concede ai suoi fedeli, il diritto canonico ammette il rapporto orale e anale, anche se solo tra coniugi e purché non finalizzato all'evitare la procreazione

 

Non ho detto che non si debba fare educazione sessuale nelle scuole; ho detto che deve esserci libertà di scelta. E piuttosto che lasciare che sia un altro a raccontare queste cose a mia figlia, lo faccio io. Tralasciando il fatto che la ragazza che citi, prima ancora di un corso di educazione sessuale, avrebbe dovuto fare un corso di igiene di base, molto di base.

Il pistolotto te lo risparmio, ma anche tu potresti essere un po' più nel mezzo, rispetto alle casistiche che citi. Non tutte le famiglie litigano e si cornificano quotidianamente, non tutte le ragazze tradiscono il compagno come se nulla fosse.

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Guest intruder
Non ho detto che non si debba fare educazione sessuale nelle scuole; ho detto che deve esserci libertà di scelta. E piuttosto che lasciare che sia un altro a raccontare queste cose a mia figlia, lo faccio io. Tralasciando il fatto che la ragazza che citi, prima ancora di un corso di educazione sessuale, avrebbe dovuto fare un corso di igiene di base, molto di base.

Il pistolotto te lo risparmio, ma anche tu potresti essere un po' più nel mezzo, rispetto alle casistiche che citi. Non tutte le famiglie litigano e si cornificano quotidianamente, non tutte le ragazze tradiscono il compagno come se nulla fosse.

 

 

Per molti anni ho avuto per compagna un magistrato che si occupava di minori, dall'affidamento in caso di divorzio alle violenze familiari (all'epoca i palazzi di giustizia non erano compartimentati come oggi); senza fare ovviamente nomi, mi raccontava quello che le capitava di dover esaminare in aula, spesso a porte chiuse, quasi sempre ne era sinceramente turbata se non proprio sconvolta. Temo che la casistica sia molto ma molto sottostimata.

 

La ragazza che cito, se avesse avuto un'educazione sessuale corretta, avrebbe saputo come si resta incinte, e magari quell'errore non lo avrebbe fatto. Intendiamoci, è sposata e serena contenta di essersi sposata, ma poteva evitarsi quella fesseria se le avessero insegnato un minimo.

 

P.S.: cosa significa "igiene"? Che certe cose non si fanno perché sono sporche? La chiesa le ammette, seppure solo all'interno del matrimonio, quindi...

Edited by intruder
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Guest galland

Vi sono temi che per la loro vastità rendono difficile la trattazione, l’aborto è tra questi.

 

Il discuterne scatena diatribe politiche, ideologiche, religiose e così via: io mi permetto di saltare a piè pari su questi temi e di affrontarlo in modo non polemico, anche se sarei tentato di farlo.

 

Specifico che tratto l’argomento a partire dal senso che do alla vita dell’uomo, ovvero dalla mia filosofia sul genere umano e da qualche esperienza personale.

 

In un passato più o meno remoto il controllo delle nascite era fatto impensabile: non esistevano mezzi ormonali o meccanici atti a tale scopo, al di là di mezzi empirici una gravidanza indesiderata poteva essere elusa solo tramite una pratica abortiva, effettuata da qualche altra donna (questo, sia detto di passata, deve essere stato una delle cause scatenanti della caccia alle streghe), inutile aggiungere come tali pratiche rappresentassero un rischio anche per la gestante che spesso periva per cause intercorrenti.

 

Vi è da aggiungere che la generale condizione di subalternità sociale e culturale della donna portavano a far si che la possibilità di controllare la propria fertilità fossero altrettanto nulle, dovendo soggiacere a una volontà che, sovente, portava a un rapporto more ferarum. Si aggiunga che le civiltà essenzialmente agrarie vedevano in una numerosa progenie un elemento favorevole per quei lavori campestri che, in assenza di meccanizzazione, non potevano che richiedere numerose e forti braccia.

 

Basti considerare, a tal proposito, il motto “auguri e figli maschi” rivolto agli sposi, ove si dava favorevole riscontro alla nascita di una progenie maschile (lo squilibrio demografico presente particolarmente in Cina ed India ma anche in tutta l’Asia è dovuto proprio al perdurare fra quei popoli di tale idea). Ovvero degli onomastici: Primo, Quinto, Ultimo, Termine indicati letteralmente nella prole una discendenza vista in termini meramente numerici, appunto di forza lavoro (il termine latino proletario significa, appunto, l’uomo possessore della sola progenie).

 

Con tali premesse la mutazione delle civiltà da agrarie in industriali ha fatto sì che si arrivasse, tra l’altro, ad una maggiore consapevolezza della donna nei confronti della sua condizione nella società e, pertanto, anche al rifiuto di un generare sentito come soggiacere ad una volontà a lei estranea.

 

Ora qui entro in un dominio di fattori delicato perché porrò in essere una mia convinzione che ben può non essere condivisa o vista come qualcosa di barocco o fantasioso, ma che presento con la sincerità e schiettezza di sempre.

 

Per arrivare ad una gravidanza vi deve essere il concorso di tre esseri: un uomo, una donna ed un terzo essere che intende incarnarsi.

 

L’aborto corrispondere, a mio avviso, più che a un omicidio al negare la possibilità ad un essere di farsi uomo.

 

Ad un respingere, un chiudere la porta in faccia a colui, che chieda d’entrare.

 

Sono perfettamente convinto che una sessualità vissuta in un modo non nevrotico ma come gioia e comunicazione tra due esseri sia uno dei presupposti non solo di una unione coniugale ma anche di una generazione consapevole.

 

Vorrei anche aggiungere come mai come ai nostri tempi sesso, sessualità e costumi sessuali siano giunti a un livello a dir poco miserando, bastia dimostrazione la zoologica esposizione di donne sulle strade urbane e suburbane costrette dalla coazione fisica, o dall’indigenza a vendersi e di cui si pretende di poter fare ciò che si vuole, al pari di meri oggetti.

 

Non mi ergo, ne potrei farlo, a giudice di nessuno, tantomeno di una donna che arriva alla decisione d’interrompere una gravidanza. Decisione certo grave. Ritengo, a tal proposito, che una donna che volesse essere aiutata non solo nel portare a termine una gravidanza ma soprattutto di voler dare una vita civile, dignitosa a colui che nascerà debba trovare tutta l’accoglienza possibile. Il diritto all’asilo non sta nel chiederlo, casomai a riceverlo.

 

Ogni uomo che nasce intende concorrere al percorso del genere umano sulla terra; sento l’obiezione che non pochi uomini sono criminali o assassini. Orbene mi prendo – stavolta si – l’ardire d’affermare che la vita non è fatta solo di gioia e bene è fatta anche di dolore e male. Alcuno può negarsi a vivere né l’uno né altro.

 

Concludo queste faticose parole con un incontro occorsomi poche settimane fa: dovevo affittare un piccolo appartamento, all’annuncio rispose una coppia di coniugi romeni. Lo visitarono e se ne dissero soddisfatti, lasciarono a garanzie le referenze del loro datore di lavoro.

 

Qualche giorno dopo, da persona degna di fede seppi che si trattava di persone dabbene, onesti lavoratori. Lei, che dimostrava cinquant’anni avendone dieci di meno, era stata costretta ad abortire per conservare il suo lavoro. Per evidenza un figlio era un lusso inconcepibile.

 

Se bastasse una legge per risolvere i problemi morali che si pongono sul percorso dell’umanità saremmo ben più avanti dello stato attuale, la necessità - casomai - è quella non solo del risveglio delle coscienze ma del rimboccarsi le maniche a favore degli altri.

 

Ciò che mi duole è che argomenti di questo valore vengano trattati da demagoghi del calibro di Giuliano Ferrara!

 

Perdonatemi di questi sconclusionati pensieri.

Edited by galland
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