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Gli italiani? Mangiano meglio di quanto sappiano combattere!


Berkut

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New Republic: «I soldati italiani? Codardi.

Mangiano meglio di come combattono»

Irrisorio articolo del settimanale Usa contro le nostre truppe:

«I carabinieri? Sono cool nelle loro divise Armani...»

 

Il pezzo anti-italiano sulla versione online del settimanale New Republic

 

WASHINGTON (Stati Uniti) - «Gli italiani? Mangiano meglio di quanto sappiano combattere». Il giudizio tranchant arriva dal New Repubblic, settimanale che dal 1914 è considerato uno dei punti di riferimento degli intellettuali Usa. Nel giorno dell'avvio della missione italiana in Libano è il quotidiano della Margherita, Europa, a citare gli sprezzanti giudizi vergati dalla penna di Jeremy Kahn e ad invitare i militari e la politica a smentire ogni catastrofica previsione. E non solo: «Non sarebbe male - si legge nell'editoriale del giornale centrista - dimostrare che siamo capaci, almeno in parte, di rimediare ai guai che combinano nel mondo dei gagliardi guerrieri come i connazionali americani del giovane Kahn».

 

ITALIANI INADEGUATI - Secondo l'autore dell'articolo del New Republic, che non nasconde la propria criticità nei confronti delle missioni Onu in genere, l'ItaGlia non è adeguata ad assumere la guida del contingente. E questo perché, fondamentalmente, non avrebbe sufficiente preparazione e cultura militare. Di più: i soldati italiani, seppure utilizzati più volte in missioni di peacekeeping, avrebbero dato prova in varie occasioni di essere tutt'altro che risoluti. Tra le righe i nostri militari appaiono perlopiù come codardi pronti a tirarsi indietro quando il gioco si fa duro, incapaci di portare a termine come si deve il proprio compito. Non lo hanno fatto in Kosovo, «dove gli attacchi arrivavano da civili impreparati armati di coltello o poco più». Figurarsi in Libano dove si fronteggiano lanciarazzi e tank.

 

I CARABINIERI SONO «COOL» - I toni del commento sono da irrisione. I carabinieri, ad esempio, secondo Kahn sono «cool» abbigliati come sono con «le loro uniformi scure disegnate da Armani». E se qualcuno ha avuto l'occasione di pranzare con dei soldati italiani «sa bene che l'esercito italiano lavora per i propri stomaci meglio di chiunque altro». Ma quando è il momento di svolgere il lavoro duro del mantenimento della pace, sottolinea l'articolista, già managing director dello stesso New Republic, «lasciateci dire che mangiano meglio di quanto sappiano combattere».

 

I PRECEDENTI - L'articolo giudica non esaltante il comportamento delle truppe italiane in Kosovo. Ricorda come abbiano subito duramente il colpo dell'attentato alla base dei carabinieri di Nassiriya in seguito al quale decisero di lasciare il centro della città (in altre parole: sono scappate). E richiama il fatto che nella missione in Somalia vi furono soldati coinvolti in casi di torture e di violenze sui civili. Citando un rapporto di una compagnia privata di intelligence, si sottolinea come «Nato e Onu sono soliti dislocare gli italiani in aree dove impazienza e numero sono più importanti della disciplina e dell'organizzazione». E poi il sospetto: che il premier israeliano Ehud Olmert abbia fatto pressioni per affidare il comando della missione all'ItaGlia proprio confidando in un fallimento della missione, così da poter poi riprendere la propria guerra contro Hezbollah.

 

I FRANCESI? CORAGGIOSI - L'articolo contrappone la supposta incapacità degli italiani al coraggio e alla profesionalità dei francesi, che sarebbero dunque cosa ben diversa dalle «pavide scimmie mangiaformaggio» che apparivano da una definizione molto popolare negli Usa dopo il no della Francia all'intervento in Iraq, ripresa anche nella serie a cartoon "I Simpsons". I francesi, secondo Kahn, non si tirano indietro quando c'è da affrontare «la forza con la forza». Per questo sarebbero loro i comandanti più indicati per questa missione. Ma pur di non vedere gli italiani alla testa della missione, l'articolo del New Republic propone anche l'alternativa dei norvegesi, «che hanno fatto un buon lavoro nei Balcani negli anni Novanta». O eventualmente gli svizzeri: «Dopo tutto vanno orgogliosi della loro neutralità - rimarca Kahn -. E a differenza degli italiani, quando serve sono molto bravi ad organizzare le cose».

 

(corriere della sera, 29 agosto 2006)

Che ne pensate?

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Secondo me, l'autore dell'articolo, ha scoperto sua moglie a letto con un italiano...ma scherzi a parte, i nostri militari pagano le colpe per le decisioni/indecisioni dei nostri politici.

Comunque a Vicenza, la mia città, è stanziata la 173° brigata paracadutisti USA e parlando con diversi militari USA, vi posso assicurare che non la pensano come il cornutazzo, anzi hanno molto rispetto dei nostri soldati

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La GRANDE carriera di Jeremy Khan lo scrittore dell'articolo:

 

He was a Fall 2003 IRP Fellow and traveled to the Ivory Coast to report on the aftermath of that country's civil war. In addition to Fortune and TNR, his writing has appeared in The New York Times, Slate, Fortune Small Business, Mutual Funds and World Trade magazine. He was twice named one of America's 30 top financial journalists under the age of 30 by the trade publication TJFR. Prior to Fortune, he interned at Newsweek, The Plain Dealer in Cleveland, and the Financial Times' Washington bureau. He holds a masters' degree in International Relations from the London School of Economics and a bachelor's degree in History from the University of Pennsylvania.

 

Allora, potrei anche tollerare un articolo del genere se parlasse di politica o di economia ma non posso assolutamente restare impassibile davanti ad uno sputtanamento a livello internazionale delle nostre forze armate.

 

1-sono lì come tutti a rischiare la pelle

 

2-non è che i soldati americani o di altre nazioni siano molto più coraggiosi, visto che TUTTI su questa terra abbiamo paura di morire, e se non c'è la paura tra i nostri sentimenti non saremmo degli umani

 

3-non riesco nemmeno a immaginare come un giornalista che ha scritto per una vita su giornali finanziari, che ha una laurea in economia e storia (non voglio nemmeno sentire il titolo della tesi di quest'ultima "degree")e che ha sputacchiato 4 articoli sulla guerra civile in costa d'avorio, venga a commentare il conflitto più importante di questi anni andando a deridere le truppe di un Paese della Nato, non offendendo SOLO gli uomini che prestano servizio in quella terra, ma anche tutta la nazione di cui essi fanno parte.

 

4-è meglio che gli statunitensi non parlino di torture in questi anni perchè a livello di rispetto dei diritti dell'uomo, dalla loro, siamo al di sotto dello ZERO

 

5-perchè non mandare questo eloquente giornalista a delirare tra le montagne dell'afghanistan e a sentirsi fischiare sopra la testa un pò di raffiche di M-60?

 

6-ma chi ti credi di essere?

 

(x i moderatori: in questo post sono stato il più moderato possibile, e mi dovrei autocongratulare per aver trattenuto le mie vere idee riguardo all'articolo)

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Bhò...qualche volta anche noi critichiamo la nostre FF.AA, ma non la truppa quanto piuttosto la linea politica che il Governo gli imprime.

 

Basso profilo e filare.

 

Comunque mi viene in mente di un'operazione che un nostro Generale fece fare ai nostri, combattendo casa per casa senza l'artiglieria degli Ariete per non provocare vittime fra i civili. In quell'occasione un graduato perse la vita.

 

Non penso che tutti abbiano le "balls" per entrare casa x casa a stanare qualcuno che ti punta il mitra in faccia, senza tutta quella potenza di fuoco che i tanti casi si vede applicata, anche se in teoria ti piacerebbe usarla.

 

...ci pensino li i signori intellettuali. ;)

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Sono i soliti luoghi comuni figli della seconda guerra mondiale. Chiunque dall'Irak all'A-stan ha combattuto con gli Italiani sa che non ci tiriamo indietro.

Leggete se vi capita un bel libro su Antica Babilonia, scritto da due giornalisti della Stampa (sorry non mi ricordo il titolo e l'ho lasciato in Italia). Interessanti sopratutto le parti relative alle tre battaglie per i ponti in cui arrivammo a mettere in campo un dispositivo su tre compagnie, Centauro, Carabinieri e FS. Colpi sparati? Decine di migliaia.

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articolo sicuramente demenziale. tuttavia, dopo aver visto i video sulla battaglia dei ponti, mi sono ampiamente ricreduto sulla professionalità dei nostri soldati, sopratutto dei Carabinieri... non sanno neanche togliere un bossolo inceppato da una MG!!!! e poi si divertono a pronunciare "annichilire" per sentirsi colti... dimenticavo... stavano per annichilire dei poveri bersaglieri :rolleyes:

Modificato da vorthex
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In effetti non possiamo dire che i nostri soldati siano quelli con più fegato di tutti!!!!

 

Non so se vi ricordate l'episodio di quando l'anno scorso due soldati( se non sbaglio del SISMI) erano stati catturati dai talebani in Afghanistan......

Bè bisogna ringraziare gli inglesi degli SAS e forze speciali americane, che hanno riportato i due soldati al prorio contingente salvi(non sani purtoppo!!). E le forze speciali italiane assistevano dall'alto degli elicotteri come essere a teatro??

 

Ora io mi chiedo: "Ma cosa servono i servizi segreti, forze speciali se quando c'è bisogno di loro tirano indietro il culo??" :thumbdown:

 

Pensiamoci bene...

 

Sarebbe meglio avere delle divise più sporche ma avere le p***e di combattere in ogni situazione!!!

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ECCO UN ESEMPIO DEL CORAGGIO ITALIANO

 

 

Divisione Folgore: una legione d’eroi

 

 

EL ALAMEIN L’inizio della storia dei reparti paracadutisti italiani è il 1938 : ITALO BALBO costituisce in Libia il I ° Reggimento “ FANTI DELL’ ARIA “ , con ascari locali , ufficiali e sottufficiali dell’esercito e dell’aeronautica . Nello stesso anno a Tarquinia si apre la Regia Scuola Paracadutisti dove , dal 1940 , si addestrano i primi due battaglioni . Nel 1941 è costituita la divisione paracadutisti : la 185 ° CACCIATORI D’ AFRICA che diverrà , nel luglio 1942 , la divisione “ FOLGORE “ . Inviata in Africa settentrionale , nel luglio 1942 , la FOLGORE è usata come unità di fanteria leggera . Nella notte del 24 ottobre 1942 fu scatenata dal nemico la battaglia per la conquista della Libia , con eccezionale dovizia di mezzi e di uomini e prese il nome di battaglia di EL ALAMEIN ed i soldati italiani si coprirono di gloria . Inferiori per numero e per materiale bellico , i gloriosi fanti delle divisioni Trento , Bologna , Brescia , Pavia , Trieste , Littorio e dei paracadutisti della Folgore , non indietreggiarono di un passo di fronte al nemico , finchè i loro superiori non lo ordinarono . L’ordine era di resistere ed i nostri soldati resistettero . In questa battaglia è ben noto l’eroico comportamento della Folgore , dei paracadutisti che dovettero rassegnarsi a non usare il paracadute ed a combattere fra la sabbia rovente del deserto . E morirono a centinaia ! Gli eroici paracadutisti della Folgore hanno avuto due precedenti in Africa settentrionale : uno è il reparto paracadutisti libici e l’altro è il battaglione del Maggiore EDOARDO ALESSI , costituito da militi della “ FEDELISSIMA “ . Questo magnifico battaglione di Carabinieri , uscito dalla Scuola di Tarquinia , dovuto al Col. BAUDOIN , forgiatore d’eroi , giunse in Africa settentrionale nel novembre 1941 , dopo che gli inglesi avevano sferrato la loro seconda offensiva . Vi fu una terribile battaglia nella zona di ELUET EL AZEI e LAMUDA, a sud di BERTA , ma il nemico era di una superiorità schiacciante e nella titanica lotta la maggior parte del battaglione va perduta ed il 70% dei suoi effettivi , composto dal I° battaglione paracadutisti CC . RR. Di Tarquinia cessa di esistere . La storia della FOLGORE ha fatto versare fiumi di inchiostro . I 6450 paracadutisti , dal momento che lasciarono il suolo italiano fino al giorno in cui si immolarono , quasi tutti , sulle dune di El Alamein , dimostrarono eccezionale coraggio anche perché essi durante le sortite notturne riuscirono ad infliggere notevoli perdite al nemico . I ragazzi della Folgore vivono in buca . La bella uniforme perde ogni suo colore. Crescono le barbe . Cresce la rapacità . Un giorno sloggiano le truppe britanniche di colore da una posizione importante . Tonnellate di munizioni vengono catturate , con viveri , vestiari ed impermeabili di gomma . E’ in questo momento che ROMMEL dice al Col. BECHI ( indicando a dito i più barbuti ragazzi della Folgore) : “ Con simile gente si va in capo al mondo . Occorrerà frenarli , anziché sospingerli in battaglia “. La depressione di EL QATTARA è una fossa torrida , sita a 50 metri sotto il livello del mare e l’acqua stagnante emana miasmi febbrili . Non vi è un “ Folgorino “ che non sia febbricitante , ma nessuno brontola . Generosi ed intelligenti , si rendono conto delle difficoltà d’ogni genere che occorre superare .Si apprestano a soffrire la fame con eleganza e dignità . Il Col. BECHI sottolinea : “ me li vedo deperire senza un lamento , ne un brontolio , e mi si stringe il cuore nello scorgere le giacchette già stinte che pendono flosce sui toraci smagriti “ . Fame o non fame le mosche finiscono nella pancia . Le mosche a due passi dalla depressione di El Qattara vivono a sciami , fitte come nubi , si incollano alla pelle madida , si insinuano nel naso , negli orecchi , su per le maniche ed i calzoni . Chi apre la bocca ne inghiotte una folata . Si respira aria e mosche , si mangia cibo e mosche , si beve infuso di mosche . Trascorrono le giornate nel fondo di una buca , stretta come il fosso di una bara . La sete è una brutta bestia ! I ranghi della FOLGORE si assottigliano , i battaglioni diventano compagnie , poi plotoni , poi squadre . All’alba del 23 ottobre stava per iniziare la sfortunata battaglia di EL ALAMEIN in cui i soldati italiani scrissero una delle più belle pagine della storia della guerra africana . Alle fanterie italiane erano stati intervallati reparti tedeschi . Verso le 22 iniziò la battaglia e fu un inferno . La lotta proseguì violenta per tutta la giornata del 24 e la notte successiva . Ad un certo punto i paracadutisti della 6° , 24 ° e 19 ° compagnia si trovarono privi di munizioni . Al grido di “ VIVA L’ITALIA “ e “ LA FOLGORE MUORE MA NON SI ARRENDE “ scattarono come molle dalle loro buche e combatterono in un impari corpo a corpo . La lotta si svolse ad alterne vicende . Il 4 novembre 1942 la Folgore è isolata nel deserto ed accerchiata dal nemico . La sua sorte è segnata. Ormai gli uomini sono tutti martiri . E’ proprio finita ! Da questo momento le vicende della Folgore cessano di essere storia e diventano leggenda . Dai bollettini avversari : “ LA RESISTENZA OPPOSTA DALLA DIVISIONE PARACADUTISTI FOLGORE E’ INVERO MIRABILE “ “ I RESTI DELLA DIVISIONE ITALIANA FOLGORE HANNO RESISTITO OLTRE OGNI LIMITE DELLE UMANI POSSIBILITA ‘ “ Dei 6450 ne restano , solo , 340 , inclusi ufficiali , ma nessuno ha mai alzato bandiera bianca . Il nemico rende onore alle armi e CHURCHILL disse : “ DOBBIAMO INCHINARCI DAVANTI AI RESTI DI QUELLI CHE FURONO I LEONI DELLA FOLGORE”. Dopo questa campagna alla FOLGORE viene conferita la medaglia d’oro al valor militare. Sia di monito ai giovani che, non conoscendo la storia dei nostri eroi , si ritrovano senza valori alcuni e senza amor di Patria. Ricordate: “ CHI PER LA PATRIA MUOR, VISSUTO E’ ASSAI !

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In effetti non possiamo dire che i nostri soldati siano quelli con più fegato di tutti!!!!

 

Non so se vi ricordate l'episodio di quando l'anno scorso due soldati( se non sbaglio del SISMI) erano stati catturati dai talebani in Afghanistan......

Bè bisogna ringraziare gli inglesi degli SAS e forze speciali americane, che hanno riportato i due soldati al prorio contingente salvi(non sani purtoppo!!). E le forze speciali italiane assistevano dall'alto degli elicotteri come essere a teatro??

 

Ora io mi chiedo: "Ma cosa servono i servizi segreti, forze speciali se quando c'è bisogno di loro tirano indietro il culo??" thumbdown.gif

 

Pensiamoci bene...

 

Sarebbe meglio avere delle divise più sporche ma avere le p***e di combattere in ogni situazione!!!

Non è vero...l'assalto è stato compiuto da fs italiane e se non sbaglio l'SBS inglese...

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Caro black night stai prendendo una cantonata.

Ecco i fatti (quelli noti x lo meno)

- un Predator dell'AMI individua la sera precedente i 2 ostaggi in un villaggio, insieme alle macchine usate per il trasporto

- viene prevista un'operazione congiunta tra il Nono e i SAS (cosa che considero un onore)

- il Nono avrebbe dato l'assalto al villaggio dove si presumeva fossero gli ostaggi

- i SAS si sarebbero tenuti pronti ad intercettare le jeep nel caso si fossero mossi

- sul calare della notte o forse all'alba ci si accorge che le jeep si mettono in movimento

- ed ecco che salta il piano originario; da forza complementare spetta ora ai SAS la missione principale mentre il nono attacca il villaggio nel caso le jeep in movimento fossero state un diversivo

- nell'azione tutti i terroristi sono eliminati ma incidentalmente uno dei due ostaggi viene colpito, morirà qualche giorno dopo

 

Conclusioni

E le forze speciali italiane assistevano dall'alto degli elicotteri come essere a teatro??

Al nono spettava il compito principale, l'assalto al villaggio; solamente pochissime ore (forse una-due) prima del blitz i terroristi inaspettatamente decidono di muoversi. Ed ecco allora che il piano cambia completamente e tocca al SAS la liberazione degli ostaggi.

Gli Americani non hanno avuto ruolo attivo nell'operazione, gli eli usati erano nostri ed inglesi così come le FS. La scoperta dell'ubicazione del nascondiglio pare sia da attribuire ad un Predator italiano

 

EDIT è vero era l' SBS non il SAS

Modificato da Rick86
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come non era una MG!?!? è una 12,7!!!

 

ecco il video... http://video.google.it/videoplay?docid=110...aglia+dei+ponti

 

io non credo abbia molto senso ricordare gli eroi della Folgore dicendo: loro erano eroici, quindi anche oggi i nostri militari sono eroici... che c'entra???

Modificato da vorthex
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Ospite maxtaxi
La GRANDE carriera di Jeremy Khan lo scrittore dell'articolo:

... non posso assolutamente restare impassibile davanti ad uno sputtanamento a livello internazionale delle nostre forze armate.

 

... perchè non mandare questo eloquente giornalista a delirare tra le montagne dell'afghanistan e a sentirsi fischiare sopra la testa un pò di raffiche di M-60?

 

(x i moderatori: in questo post sono stato il più moderato possibile, e mi dovrei autocongratulare per aver trattenuto le mie vere idee riguardo all'articolo)

 

 

Io rispondo in questo modo:

 

1952

Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia

1 agosto, Chisimaio:

A seguito di un'imboscata cadono:

Luciano Fosci, Carabiniere.

Flavio Salacone, Maresciallo Maggiore, Carabinieri.

1961

Missione ONUC nell'ex Congo belga:

15 febbraio, Cielo di Luluabourg:

A seguito di un incidente di volo verificatosi nelle fasi di decollo del loro C-119, "Lyra 15", perdono la vita tre avieri della 46ª Aerobrigata dell'Aeronautica Militare:

Sergio Celli, Capitano pilota;

Dario Giorni, Tenente pilota;

Italo Quadrini, 1° aviere montatore.

5 novembre:

A seguito di un'imboscata da parte di alcuni rivoluzionari, venne ucciso il volontario della croce rossa italiana dottor Raffaele Soru. Decorato con la Medaglia d'oro al Valore Militare.

11 o 12 novembre, "eccidio di Kindu":

tredici aviatori anch'essi appartenenti alla 46ª Aerobrigata a bordo del C-119, "Lyra 5", in volo umanitario, vengono abbattuti:

Onorio De Luca, Sottotenente pilota;

Filippo Di Giovanni, Maresciallo motorista;

Armando Fabi, Sergente Maggiore elettromeccanico di bordo;

Giulio Garbati, Sottotenente pilota;

Giorgio Gonelli, Capitano pilota;

Antonio Mamone, Sergente marconista;

Martano Marcacci, Sergente elettromeccanico di bordo;

Francesco Paga, Sergente marconista;

Amedeo Parmeggiani, Maggiore pilota;

Silvestro Possenti, Sergente Maggiore montatore;

Nazzareno Quadrumani, Maresciallo motorista;

Francesco Paolo Remoti, Tenente medico;

Nicola Stigliani, Sergente Maggiore montatore.

17 novembre, Lago Tanganica:

Il velivolo C-119, "Lyra 10", della medesima Aerobrigata, in volo dall'Italia per trasportare aiuti umanitari nel paese africano, precipita a causa di un'avaria; nell'incidente cadono:

Giovanni De Risi Maresciallo pilota;

Tommaso Fondi, Maresciallo montatore;

Elio Nisi, Capitano pilota;

Giuseppe Saglimbeni, Maresciallo motorista.

gli altri componenti dell'equipaggio riuscirono a salvarsi

1973

Missione UNTSO, Egitto

6 ottobre, Penisola del Sinai, nei pressi del canale di Suez:

A cadere sul proprio posto d'osservazione durante le prime ore della guerra del Kippur è:

Carlo Olivieri, Capitano.

1983

Missione ITALCON "Libano 2"

15 marzo, Beirut:

Durante una missione di pattugliamento notturno nei pressi del campo di Sabra, un marò di leva, 3°/82, della Marina Militare, Battaglione San Marco, spirerà il 22 marzo a seguito delle ferite riportate nell'imboscata al mezzo sul quale viaggiava.

Filippo Montesi, Sottocapo.

Durante la missione si sono avuti inoltre 75 feriti a fronte di 275 caduti statunitensi e 87 francesi.

1991

Guerra del Golfo

14 febbraio:

Un marinaio di leva imbarcato su nave Stromboli, muore a seguito di un'aggressione subita mentre si trova in licenza a Dubai:

Cosimo Carlino, marinaio

1992

Missione ECMM, Croazia

7 gennaio "eccidio di Podrute":

Quattro militari italiani ed un francese rimangono uccisi a seguito all'abbattimento, da parte di un MiG-21 jugoslavo, dell'elicottero AB-205 dell'ALE su cui viaggiavano:

Marco Matta, Sergente Maggiore pilota;

Silvano Natale, Maresciallo Capo.

Fiorenzo Ramacci, Maresciallo Capo;

Enzo Venturini, Tenente Colonnello pilota;

Missione UNPROFOR, Bosnia-Erzegovina

3 settembre, "strage di Monte Zec":

Quattro aviatori della 46ª Brigata Aerea precipitati sul Monte Zec nei pressi di Sarajevo a bordo del G.222, "Lyra 34", che trasportava aiuti umanitari ed abbattuto da due missili terra-aria croati:

Marco Betti, Tenente Colonnello Pilota;

Giuseppe Buttaglieri, Maresciallo Motorista;

Marco Rigliaco, Maggiore Pilota;

Giuliano Velardi, Maresciallo EMB (elettromeccanico di bordo).

1993 [modifica]

Missione UNITAF "Restore Hope" - "Ibis II", Somalia

13 maggio, Mogadiscio:

A seguito di un incidente con la propria arma da fuoco durante il servizio di guardia:

Giovanni Strambelli, Parà del Battaglione logistico della "Folgore"

2 luglio "Battaglia del pastificio":

Durante l'operazione denominata "Canguro 11", decisa dal Comando ITALFOR per il rastrellamento del quartiere Haliwaa, a nord di Mogadiscio, 3 soldati rimangono vittima di un'imboscata di miliziani armati nei pressi di "Checkpoint Pasta":

Pasquale Baccaro, 186° reggimento della Brigata Paracadutisti Folgore, MOVM alla memoria.

Andrea Millevoi, Sottotenente del reggimento Lancieri di Montebello, MOVM alla memoria;

Stefano Paolicchi, Sergente Maggiore del 9° Reggimento paracadutisti d'assalto Col Moschin, MOVM alla memoria;

36 furono i feriti di cui molti in modo grave

3 agosto, Mogadiscio:

Jonathan Mancinelli, Parà.

15 settembre, porto nuovo di Mogadiscio:

Vengono uccisi da cecchini:

Giorgio Righetti, Caporale paracadutista;

Rossano Visioli, Caporale paracadutista.

31 ottobre, Roma:

All'ospedale militare del Celio muore a seguito di malaria:

Roberto Cuomo, Sergente Maggiore

12 novembre Strada imperiale di Mogadiscio: in circostanze misteriose cade:

Vincenzo Li Causi, Maresciallo Capo, (Carabiniere membro del SISMI)

Missione ONUMOZ, "Albatross", Mozambico

25 novembre "Nova Gaia - Corridoio di Beirat":

Caduti a seguito di incidente di volo con aereo SM 1019 dell'Aviazione dell'Esercito

Montagna Fabio, Tenente 28° gr. Sqd. Aves “Tucano”

Stabile Salvatore, Sergente Maggiore 20° gr. Sqd. Aves “Andromeda

Missione UNOSOM II, [4] "Ibis III", Somalia

9 dicembre, Mogadiscio:

A seguito di omicidio cadeva all'interno del "Poliambulatorio Italia" di Mogadiscio:

Maria Cristina Luinetti, Sorella Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.

Prima militare donna dell'Italia Repubblicana a cadere in missione.

30 dicembre, Strada Imperiale Afgoi-Balad:

Tommaso Carrozza, Cavalleggero.

1994 [modifica]

Missione UNOSOM II, "Ibis III", Somalia

6 febbraio, Balad:

Agguato sulla strada Balad-Mogadisho

Giulio Ruzzi, Tenente.66° RGT. "VALTELLINA" di stanza a Forlì.

L'ultimo caduto militare della missione Italiana in Somalia.

Operazione Ippocampo, Ruanda

30 giugno, Livorno:

A seguito di grave malattia contratta in missione:

Marco Di Sarra, Sergente Maggiore della 9°Battaglione "Col Moschin" Livorno.

1995

Missione IFOR/MSU, Bosnia-Erzegovina

27 dicembre, Mostar

In un incidente d'auto perde la vita:

Ermanno Fenoglietti, Maggiore dei Carabinieri

1996 [modifica]

Missione IFOR, Bosnia-Erzegovina

24 gennaio, Sarajevo

Per lo scoppio di una granata perde la vita:

Antonucci Gerardo, Caporal Maggiore.

1997 [modifica]

Missione IFOR, Bosnia-Erzegovina

24 gennaio, Gradac

In un incidente d'auto causato da una voragine perde la vita:

Carmine Cerza, Caporal Maggiore.

23 aprile, Mostar:

Roberto Petrucci, Colonnello

Missione FMP "Alba", Albania

9 luglio, Valona:

Deceduto per esplosione accidentale di un ordigno:

Diego Vaira, Alpino.

Missione UNIFIL/ITALAIR, Libano

6 agosto, "Cielo del Libano":

A causa dell'improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche precipitano, trovando la morte a bordo del loro elicottero AB-205 presso la località di Tibnin quattro italiani ed un militare irlandese:

Daniele Forner, Appuntato;

Massimo Gatti, Maresciallo Capo dell'ALE

Giuseppe Parisi, Tenente pilota dell'ALE

Antonio Sgrò, Capitano pilota dell'ALE;

1998

Missione FMP "Alba", Albania

9 febbraio, Valona:

Deceduto a causa di un incidente subacqueo nel porto di Valona:

Lorenzo Lazzereschi, Tenente di Vascello

Missione UNSMA, Afghanistan

22 agosto, Kabul:

Caduto nel corso di un conflitto a fuoco che coinvolgeva un automezzo.

Carmine Calò, Colonnello, MOVM

1999

Missione KFOR, Kosovo

24 giugno, Djakovica

In un incidente con la propria arma da fuoco perde la vita:

Pasquale Dragano, Caporal Maggiore.

2000 [modifica]

Missione KFOR, Kosovo

2 aprile, Pe?

In un incidente d'arma da fuoco perde la vita:

Samuele Utzeri, Caporal Maggiore.

2001 [modifica]

Missione KFOR, Kosovo

2 agosto, Decani

Suicidio:

Luigi Nardone, Caporal Maggiore.

9 agosto, Morines

Precipitando dall'elicottero in fase di atterraggio perdono la vita:

Giuseppe Fioretti, Caporal Maggiore.

Dino Paolo Nigro, Caporal Maggiore

Missione UNOSOM II, "Ibis III", Somalia

12 novembre, Pioltello (MI)

Deceduto dopo 7 anni di sofferenze, trascorsi su una sedia a rotelle per le ferite riportate durante la Missione in Somalia.

Alessandro Giardina,

2002

Operazione Amber Fox, Repubblica di Macedonia

8 maggio, Tetovo

Esplosione di Mina:

Stefano Rugge, Maggiore.

2003

 

Operazione Antica Babilonia, Iraq

12 novembre, "Strage di Nassiriya"

Cadono in un attentato suicida eseguito con un camion bomba che provoca 28 morti, 19 italiani di cui 2 civili, e 9 iracheni. I militari italiani sono:

Arma dei Carabinieri:

Massimiliano Bruno, Maresciallo Capo

Giuseppe Coletta, Vice Brigadiere

Giovanni Cavallaro, Maresciallo Aiutante s. UPS

Andrea Filippa, Appuntato

Enzo Fregosi, Maresciallo Aiutante s. UPS

Daniele Ghione, Maresciallo

Ivan Ghitti, Vice Brigadiere

Domenico Intravaia, Appuntato Scelto

Horatio Majorana, Carabiniere

Filippo Merlino, Maresciallo Aiutante s. UPS

Alfio Ragazzi, Maresciallo Capo

Alfonso Trincone, Maresciallo Aiutante s. UPS

Esercito italiano

Alessandro Carrisi, Caporal Maggiore

Emanuele Ferraro, 1° Caporal Maggiore

Massimo Ficuciello, Tenente

Silvio Olla, Maresciallo

Pietro Petrucci, Caporale Scelto

2004

Operazione Antica Babilonia, Iraq

17 maggio, Nassiriya, "Battaglia dei due ponti":

In un duro attacco dei miliziani di Moqtada Al Sadr cade:

Matteo Vanzan, 1° Caporal Maggiore.

14 luglio, Nassiriya

In un incidente col suo mezzo cade:

Davide Casagrande, Sergente.

Missione ISAF, Afghanistan

3 ottobre, Distretto di Surobi

In un incidente col suo mezzo cade:

Giovanni Bruno, Caporal Maggiore.

2005

Operazione Antica Babilonia, Iraq

21 gennaio, Nassiriya

A causa di un colpo d'arma da fuoco che lo raggiunge mentre vola in elicottero, cade:

Simone Cola, Maresciallo Capo.

Missione ISAF, Afghanistan

3 febbraio, "Cielo dell'Afghanistan"

In un disastro aereo cade:

Bruno Vianini, Capitano di Fregata.

Operazione Antica Babilonia, Iraq

4 marzo, Baghdad

Per fuoco amico, ucciso dal fuoco proditorio di una pattuglia statunitense, durante la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena cade, nei pressi dell'aeroporto di Baghdad:

Nicola Calipari, Capo Dipartimento del SISMI, Responsabile Operazioni Estere, MOVM.

Operazione Antica Babilonia, Iraq

14 marzo, Baghdad

Per un "incidente", durante "normali esercitazioni di tiro", cade ucciso - per un colpo alla testa che si sarebbe inferto "tentando di risolvere un inceppamento della sua arma", una mitragliatrice "Minimi" - presso il poligono "Garibaldi" di Nassiriya:

Salvatore Domenico Marracino, sergente del 185o reggimento artiglieri paracadutisti della "Folgore" di Livorno.

Operazione Antica Babilonia, Iraq

31 maggio, "Cielo di Nassiriya":

Precipitano a bordo del loro elicottero AB-412 perdono la vita quattro militari italiani:

Massimiliano Biondini, 1°Maresciallo Tecnico Meccanico di Aeromobile (TMA) della Brigata Aeromobile Friuli

Marco Briganti, Maggiore pilota della Brigata Aeromobile Friuli

Marco Cirillo, Maresciallo Capo Tecnico Meccanico di Aeromobile (TMA) della Brigata Aeromobile Friuli

Giuseppe Lima, Colonnello pilota della Brigata Aeromobile Friuli

Missione ISAF, Afghanistan

11 ottobre

Per ferite riportate in addestramento cade:

Michele Sanfilippo, Caporal Maggiore.

Missione SFOR/MSU, Bosnia-Erzegovina

11 ottobre

A seguito di incidente stradale cade:

Aiello Antonino, Maresciallo Capo dei Carabinieri.

2006

Operazione Antica Babilonia, Iraq

27 aprile, Nassiriya:

A seguito di un attentato cadono sul campo 3 militari italiani ed 1 rumeno, un altro militare italiano spirerà il 7 maggio 2006:

Nicola Ciardelli, Maggiore, Brigata Paracadutisti Folgore;

Carlo De Trizio, Maresciallo Capo, Carabinieri;

Franco Lattanzio, Maresciallo Capo, Carabinieri.

Missione ISAF, Afghanistan

5 maggio, "Musay Valley"

2 alpini uccisi dallo scoppio di un ordigno al passaggio del loro convoglio:

Manuel Fiorito, Tenente, 2° Reggimento Alpini.

Luca Polsinelli, Maresciallo Ordinario,9° Alpini.

Operazione Antica Babilonia, Iraq

7 maggio, Nassiriya:

A seguito dell'attentato subito il 27 aprile precedente, spira per le gravi ferite riportate:

Enrico Frassanto, Maresciallo Capo.

5 giugno, Nassiriya:

1 soldato ucciso dallo scoppio di un ordigno al passaggio del proprio convoglio militare:

Alessandro Pibiri, 1° Caporal Maggiore

Missione ISAF, Afghanistan

2 luglio, Herat:

Cade durante la Missione PRT della NATO a seguito di un attacco cardiaco:

Carlo Liguori, Tenente Colonnello.

21 settembre, Kabul:

Per un incidente stradale cade :

Giuseppe Orlando, 1° Caporal Maggiore, 2° Reggimento Alpini;

Missione Antica Babilonia, Iraq

21 settembre,Nassiriya: Cade a causa di un incidente stradale:

Massimo Vitaliano,1° C.le Maggiore.

Missione ISAF, Afghanistan

26 settembre, a sud di Kabul:

2 alpini coinvolti nello scoppio di un ordigno, azionato probabilmente a distanza, al passaggio del loro convoglio, uno perisce immediatamente, l'altro spirerà a Roma il 30 settembre.

Giorgio Langela, Caporal Maggiore Capo, 2° Reggimento Alpini.

30 settembre, Ospedale Militare del Celio, Roma:

A seguito dell'attentato subito il 26 settembre precedente, spira per le gravi ferite riportate:

Vincenzo Cardella, 1° Caporal Maggiore 2° Regimento Alpini.

 

E mandategli una lettera se potete con questo indirizzo!

http://www.cifr.it/mi-cronologiaCOMPLETA.html

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