Jump to content
Sign in to follow this  
davidecosenza

mmi contro pirateria in somalia

Recommended Posts

Scusa questa dove l'hai sentita? :blink:

 

Comunque il sito del puntland proprio non me lo immaginavo, anche se si definiscono "stato somalo" quindi suppongo che vogliano riunirsi col resto del paese (comandando loro).

Per il resto rende tutto più semplice: un attacco contro uno stato canaglia per scongiurare una secessione della somalia.

 

Caspita, se è vero che l'elicottero del Borsini ha mitragliato (spero a vuoto) le barchette dei poveri pirati, c'è da aspettrsi una denuncia da parte della autorità del Puntland contro il nostro governo per attività criminosa e neo colonialista. Si profilano altre spese riparatorie come nel caso di quelle pagate alla Libia.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Sparatoria tra i pirati del Buccaneer

Morto un rapitore: mistero sulle cause

Due le versioni: una lite interna ai pirati o un assalto

esterno per impadronirsi della nave

 

NAIROBI - Scontro a fuoco ieri pomeriggio tra i pirati che tengono in ostaggio il rimorchiatore italiano Bucaneer: un morto tra i corsari. Un gruppetto dei banditi del mare che si è impadronito della nave italiana e tiene prigionieri i 16 membri del suo equipaggio, tra cui dieci connazionali, un croato e cinque rumeni, è sceso a terra, probabilmente per parlare con gli anziani. Pochi minuti dopo il commando è caduto in un‘imboscata. E' così scoppiato un violento scontro a fuoco. Uno dei carcerieri è morto. L’equipaggio sta bene e non ha sentito nulla, giacché la battaglia è avvenuta a terra. Non si conoscono a fondo le motivazioni della lite. Due fonti diverse, che confermano entrambe il morto, sostengono differenti tesi. La prima è che la battaglia sia scoppiata in seno ai pirati stessi, tra il capo, che pretende di ottenere un riscatto prima del rilascio, e il vice capo che voleva liberare subito nave ed equipaggio. La seconda versione racconta di un gruppo diverso che ha assalito i bucanieri per catturarli e quindi impadronirsi di nave e pirati. Non si sa bene se per liberarla o chiedere a sua volta un riscatto.

 

Il Bucaneer è ancorato in alto mare tra i villaggi di Gahan e Adahado, una trentina di chilometri a est di Las Qorey. Le trattative per il rilascio della nave sono frenetiche, ma i pirati, evidentemente “telecomandati” a distanza dai loro mandanti, intendono rilasciare la nave solo in cambio di due milioni di dollari. Per altro dalla Micoperi, la società proprietaria del rimorchiatore, fanno sapere di non aver ancora ricevuto nessuna richiesta di denaro. Dopo la battaglia i carcerieri hanno staccato il telefono e la radio di bordo e non hanno permesso a nessun estraneo di salire. Hanno rifiutato l’accesso anche allo stringer del Corriere a Bosaso e ad altri giornalisti locali, che poche ore prima erano stati invitati sul rimorchiatore per visitarlo e controllare lo stato delle sue stive e quelle delle bettoline che trainava, staccate anche loro e ancorate.

 

I pirati sostengono, con argomentazioni assolutamente fuori luogo, che contenevano rifiuti tossici scaricati in mare, cosa smentita più volte dalla Micoperi, secondo cui, invece, il rimorchiatore era vuoto, tranne un bidone di carburante da usare in caso di necessità, e le chiatte, per navigare, devono essere vuote. Erano state impiegate come basi d’appoggio durante i lavori per una piattaforma petrolifera al largo di Singapore e stavano tornado il Italia. Una di esse si sarebbe dovuta fermare in Egitto per altri lavori. Intanto si fanno più intense le voci su un attacco americano alle basi dei pirati. Non quelle minori, come Las Qorey sul Golfo di Aden, ma le più grosse e attive sulla costa centrale della Somalia, a Garad, Eyl, Obbia e Harardere. Ieri è stato sequestrata una nave belga, la Pompei, di 1850 tonnellate specializzata nella posa di cavi e oleodotti sottomarini a 600 chilometri al largo dell’Africa Orientale verso le Seycelles, mentre una fregata olandese, con un blitz, ha liberato un peschereccio yemenita con 20 persone a bordo. Sembrava una prova generale per assalire navi più importanti e più significative dal punto di vista economico.

Share this post


Link to post
Share on other sites

e le chiatte, per navigare, devono essere vuote

 

ecco su questo, magari... detto ciò, forse abbiamo scoperto i pirati-ecologisti.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder

Quando scopriremo i politici con gli attributi che ordinano di sparare senza stare a farsi troppe domande da anime buone?

Edited by intruder

Share this post


Link to post
Share on other sites

Quando riterranno che sia meglio, per gli interessi del loro paese, farlo. Fino ad allora, no. E giustamente.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder

Questa si chiama realpolitik, titolo che manca da parecchio tempo. Solo mi chiedo quando gli interessi del Paese lo richiederanno. Non quando le anime buone saranno esauste, spero.

Edited by intruder

Share this post


Link to post
Share on other sites

Scusa, Intruder, ma a parte l'incazzatura verso i pirati, che umanamente posso anche comprendere, mi spieghi dove e' il pericolo ai nostri interessi nazionali (o di altri) che viene da questa situazione, e che dovrebbe far precipitare in atti bellici con massacri connessi, oppure il pericolo ad interessi nazionali di altri Paesi? qui l'unico che ci rimette davvero e' l'Egitto...

 

Se noi facciamo sto casino in Somalia, a Caserta e provincia che dobbiamo fare? usare i gas?

 

Lasciamo che le cose vadano a posto per canali meno diretti, e meno costosi (in tutti i sensi) e sarà meglio per tutti.

 

Mi pare che nello Stretto di Malacca alcuni anni fa andasse peggio che qui, e senza distruzioni le cose si siano messe a posto, o no?

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder
Mi pare che nello Stretto di Malacca alcuni anni fa andasse peggio che qui, e senza distruzioni le cose si siano messe a posto, o no?

 

 

In effetti stiamo parlando di cose diverse, qui si parla di MMI, io intendo in generale, quindi gli interessi dellì'Occidente, che sono anche quelli dell'Italia ma non solo. Ci sono aree dove andava peggio, Malacca e Filippine per fare due esempi, poi le cose sono andate al meglio non si sa bene come (anche se lo sospetto). Non mi piace l'appeasement, tutto qui.

Share this post


Link to post
Share on other sites

I pirati non sono una recente novità, ci sono sempre stati e non mi riferisco ai tempi della marineria a vela, ma ad epoche piu' recenti . Già negli anni 80 erano frequenti gli attachi a navi in navigazione nello stretto di Malacca o ancorate in rada a Dakar o in altri posti ancora ! Avevo un collega che prima di lavorare con me in un albergo aveva fatto il marinaio su navi mercantili in giro per il mondo e mi raccontava che in certe zone il comandante distribuiva ai piu' capaci dell'equipaggio alcune pistole semiautomatiche acquistate in Sud America e custodite segretamente sulla nave!. Mi mostrò le foto e identificai le armi per Taurus quindi il tutto era attendibile. Quello che oggi preoccupa è la loro appartenenza perlomeno parziale ad Al Qaida. Ai fondamentalisti del network del terrore non è sfuggita questa lucrosa attività che permette il finanziamento di ulteriori iniziative contro il mondo occidentale. Il recente incremento degli attacchi non fà certo ben pensare e diventa imperativo che tutti i paesi che direttamente o indirettamente utilizzano quelle rotte si consorzino per risolvere il problema.

La vastità della zona interessata dagli assalti a navi in transito ( vedi mappa ) rivela che il pattugliamento o la scorta a convogli sia difficilmente perseguibile oltre che dispendioso, probabilmente volenti o nolenti i pirati dovranno essere colpiti nelle loro basi di partenza !!

Share this post


Link to post
Share on other sites
Se è per questo anche il Borsini ha mitragliato i pirati con l'elicottero in dotazione, due volte. Al De la Penne è bastato mettere in volo un velivolo per far volatilizzare gli smilzi... E con questo? Non risolvi, E' come sventare uno scippo, non argini il fenomeno.

 

Tratto da pagine di Difesa. it:

Noi italiani abbiamo fatto tre interventi significativi: due in aprile (col gruppo Borsini-Etna) e uno in novembre col Durand de la Penne, nei quali è stata fra l'altro dimostrata l'efficacia degli elicotteri ancorché non armati. In nessuno di questi casi è stato necessario aprire il fuoco.

 

Ed esistono autorità nel Puntland, sono i capi tribù dell'area che hanno infinita più autorevolezza del governo di Mogadiscio. Ecco perché parlavo di aiuto al Somaliland, per evitare una compressione del Puntland tale da rendere impossibile ogni margine di trattativa.

 

Sempre da quella pagina:

I pirati si celano spesso in recessi poco o punto popolati delle coste di paesi i cui governi hanno qualche interesse a non contrastarli. In Somalia poi utilizzano a loro comodo una regione autonoma – il Puntland, col porto di Eyl – sotto l'aperta e incontrastata protezione del governo locale.

 

Qui l' articolo: Pirateria dei mari, è ora di dare la sveglia

 

Ps. concordo con quello che si dice nell'articolo; Potrebbe forse stupire la veemenza della escalation di questi ultimi mesi, ma occorre pur sempre convincersi che qualsiasi forma di delinquenza cresce se la si lascia indisturbata.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Credete davvero che si alzino in volo degli elicotteri in acque internazionali, in uno scenario ambiguo contro bersagli ostili senza che vi sia personale armato a bordo? A questo punto potrebbero affiggere un cartello con scritto "shoot here". Esiste personale TSC/MA a bordo per fare force protection che in caso di problemi agisce con la MG caricata a bordo. Per certo Non ci sono stati scontri a fuoco ma sono stati esplosi dei colpi di avvertimento dalla MG in dotazione come previsto dalle procedure.

 

Relativamente al Puntland è pacifico che il governo locale appoggi i pirati, quello che sostengo è che esiste un'autorità locale riconosciuta e vanno fatte pressioni affinché smetta di sostenere la pirateria e questo avviene con la diplomazia. Pressioni dal somaliland o promesse di riconoscimento internazionale della regione in cambio di contrasto al fenomeno.

 

Circa le azioni di Francia e USA quelle sono azioni legittime di antiterrorismo e non c'entrano nulla con la condotta strategica delle operazioni. Infatti un conto è attaccare una imbarcazione straniera perché si PRESUME voglia commetter attiostili, altro è attaccare una imbarcazione che intraprende azioni ostili, altro ancora è intraprendere azioni volte a recuperare un mercantile indebitamente sottratto, e comunque a meno di implicazioni di diritto internazionale dei conflitti armati be precise.

Edited by Sangria

Share this post


Link to post
Share on other sites

Vabbè sangria certo non ci fidiamo dei comunicati stampa ma l'anonimato permesso dal mezzo informatico rende poco credibili le affermazioni fatte senza prove a supporto.

 

Relativamente al Puntland è pacifico che il governo locale appoggi i pirati, quello che sostengo è che esiste un'autorità locale riconosciuta e vanno fatte pressioni affinché smetta di sostenere la pirateria e questo avviene con la diplomazia. Pressioni dal somaliland o promesse di riconoscimento internazionale della regione in cambio di contrasto al fenomeno.

 

Quindi dovremmo cedere di fronte a qualsiasi movimento indipendentista che assoldi una banda di tagliagole per mettere pressione? Bella figura si farebbe.

Edited by Dominus

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder
Credete davvero ... ...precise.

 

 

Sì, ma il senso di tutto questo pistolotto qual'è? Non so se sei il console generale di Puntland (sembra un nome uscito da un romanzo fantasy) o di qualche altro staterello di ladroni africani in Italia, ma l'idea di fare concessioni a dei tagliagole in nome di queste contorsioni mentali, non mi va bene. E tutto quello che scrivi lo dici tu, non citi nulla a suffragio delle tue affermazioni.

Edited by intruder

Share this post


Link to post
Share on other sites

Riassumendo:

- si pensa che la Marina Militare impieghi in teatro operativo elicotteri disarmati che ipnotizzano con le loro mirabolanti evoluzioni e con parole suadenti disperati africani armati di armi automatiche

- si pensa di attaccare strutture civili con mezzi militari benché autorizzati dalla 1816 di entrare in acque internazionali.

- si pensa che sparare contro imbarcazioni di altra bandiera o senza bandiera senza che siano state riconosciute e ispezionate sia la stessa cosa che impiegare forze speciali su estensione del proprio territorio nazionale quale risulta essere una nave della propria marina militare o mercantile.

- Si pensa che armare i marinai delle mercantili o fare assumere dei mercenari agli armatori, sia una soluzione senza implicazioni gravi.

 

Ora:

 

Circa il primo punto la fonte è normativa edita da CINCNAV e MARISTAT 6° Reparto. Pensare che gli elicotteri girino disarmati e dissuadano chicchessia librando nel cielo come un angelo è ingenuo e solo un comandante folle e incompetente autorizzerebbe il decollo di un velivolo senza che sia in grado di autodifendersi. Intimare l'alt è possibile farlo via radio da bordo, così come annunciare l'ispezione a bordo. In caso di mancata risposta o rifiuto si alza l'elicottero che intercetta la barca sospetta e la dissuade a serrare contro i mercantili.

Circa il secondo punto, la normativa è la Convenzione di Ginevra del 1949 e i due protocolli addizionali del 1977 (il primo è relativo a conflitti internazionali, il secondo quelli nazionali) e la risoluzione 1816 punto 7. La risoluzione succitata autorizza a REPRIMERE atti di pirateria ma non di PREVENIRE. Quindi non puoi attaccare una barca somala perché potrebbe essere pirata ma solo a fatti compiuti. E' il principio dell'impossibilità dei processi alle intenzioni

per il terzo punto vale la convenzione sul diritto marittimo mentre per il quarto esiste una vasta letteratura già per i casi nel golfo di malacca. Sostanzialmente, se durante uno scontro a fuoco unmercenario uccidesse un pirata di chi sarebbe la responsabilità? Dell'Armatore? Del Mercenario? Dello Stato cui appartiene la Nave? E quante compagnie possono permettersi il costo di tale scorta? E che implicazioni politiche comporterebbe? Certo potrebbe aiutare, se comunque si continua anzitutto a pattugliare le rotte, impiegando così le "milizie" solo in extrema ratio

 

 

Nessuno vuole fare concessioni agli stati canaglia, semplicemente non mi va di mandare i militari italiani a prendersi le pallottole in faccia in Somalia in barba al diritto internazionale dei conflitti armati perché gli armatori con navi di Tonga o di Panama si sudano a seguire le rotte stabilite dalle forze multinazionali. In sostanza, non bisogna dire cazzate su bombardare uno stato del terzo mondo e ammazzare migliaia di persone solo perché sono dei poveri cristi, si mette in atto un sistema per scoraggiare le azioni tanto che non conviene più rischiare di prendersi una pallottola in testa.

 

SIccome forse sig. Intruder nons e ne sarà accorto ma vive i nun paese civile che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. La costituzione italiana prevede in condizioni di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni, spero di non dover citare la fonte anche di quanto sopra. Questo vuol dire che dietro mandato ONU ci potrebbe anche stare una missione in Somalia ma non so se si ricorda com'è andata l'ultima volta.

Ogni mese transitano dal golfo di Aden 20.000 navi, oltre il 10% del petrolio mondiale e si vuole attaccare una nazione libera (per quanto instabile) per meno di trenta attacchi l'anno, pari allo 0,013% delle navi. Conviene pattugliar eil canale poiché i fatti dimostrano che è molto più efficace che attaccare i porti. Va infatti fatto notare, e lo sottolineo, che il puntland è supportato da Iran, Libia, Arabia Saudita. il problema grosso è l'Arabia Saudita, che non vede di buon occhio un attacco nel nord della Somalia ed è un alleato degli USA che però deve fare i conti con l'opinione pubblica interna. Quando si sta a casa e si spippola al PC magari si può trascendere da questi e molti altri dettagli, sia lei che il sottoscritto, beninteso, ma quando si lavora alla Farnesina o presso il Palazzo di Vetro non sono proprio "dettagli". Le azioni delle varie marine, poi, hanno mostrato l'efficacia dei pattugliamenti e delle scorte ai convogli atal punto che trovo fuori luogo dover ottenere una nuova risoluzione ONU, mandareun contingente a terra, perdere presumibilmente degli uomini e dover poi controllare l'area e la popolazione che altrimenti riprenderebbe dopo unpaio di settimane gli attacchi. e poi CHI si attaccherebbe?

Mi descriva chi debbano essere gli oggetti della forza militare.

 

Facendo un parallelo, come si sconfigge la microcriminalità nelle città? Mandando forse gli incursori nei quartieri malfamati e massacrando gli scippatori e i borseggiatori veri o presunti? no, si fa in modo che la presenza delle FOrze dell'ordie scoraggi le azioni perché se intraprese avrebbero alta probabilità di fallire.

Edited by Sangria

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder

Senti, sono due giorni o tre che giriamo intorno al medesimo problema: tu non vuoi mandare i militari a fare piazza pulita, io sì e senza citare dotti e saggi. Hai esposto le tue ragioni. Ti ho replicato le mie. Ha senso continuare?

Share this post


Link to post
Share on other sites

sì, perché non ho capito le ragioni, il senso e i vantaggi duraturi che ne deriverebbero. Si discute non per affermare una verità ma per analizzare die punti di vista.

Quello che contesto è che si critica l'azione dell'UE e dell'italia in particolare per il fatto che non vanno ad ammazzare i negri. Mi chiedo perché sia così disdicevole questa linea.

 

Chiudo.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder
sì, perché non ho capito le ragioni, il senso e i vantaggi duraturi che ne deriverebbero. Si discute non per affermare una verità ma per analizzare die punti di vista.

Quello che contesto è che si critica l'azione dell'UE e dell'italia in particolare per il fatto che non vanno ad ammazzare i negri. Mi chiedo perché sia così disdicevole questa linea.

 

Chiudo.

 

Provo a spiegartele, queste ragioni, ma non sono sicuro tu le voglia capire, e il fatto che la butti sul razzismo ("... non vanno ad ammazzare i negri") mi fa dubitare molto di riuscire in quest'ultimo compito, infatti.

 

Non si tratta di andare ad ammazzare dei negri, ma dei delinquenti il colore della cui pelle o il dio che pregano (se lo pregano, visto che tutte le religioni del mondo proibiscono e comunque condannano quello che fanno), non mi interessa. Mi interessa quello che fanno, come lo fanno. Mi interessa il danno che arrecano, le sofferenze che provocano. E non capisco per quale motivo si parli di fermezza in patria (sequestro dei beni dei sequestrati, per fare un esempio, affinché non possano pagare il riscatto), e si calano le braghe appena si esce dai patri confini in disaccordo coi nostri migliori alleati. Non capisco per quale motivo si debba trattare con le fantomatiche autorità di qualche confraternita di tagliagole che si chiama punto o virgola o due punti, e non capisco il tuo girovagare. Col tuo eccelso ragionamento, mafiosi e camorristi e quant'altro andrebbero assunti dallo Stato e stipendiati perché non delinquano. Se li prendiamo a cannonate, gli affondiamo le barche, gli distruggiamo i porti, impiegheranno anni a riprendersi e forse la prossima volta andranno a pescare invece che a sequestrare navi. Ma se li paghiamo o li portiamo alle Nazioni Unite (dove peraltro sarebbero in buona compagnia, da Chavez a Lukashenko passando per Kim e Mugabe), non ce li leviamo più di torno, perché stai tranquillo che i loro salmi finiranno in gloria frusciante e tintinnante.

 

Più chiaro di così non posso essere. Spero la telenovela sia finita.

Edited by intruder

Share this post


Link to post
Share on other sites
Non si tratta di andare ad ammazzare dei negri, ma dei delinquenti il colore della cui pelle o il dio che pregano (se lo pregano, visto che tutte le religioni del mondo proibiscono e comunque condannano quello che fanno), non mi interessa. Mi interessa quello che fanno, come lo fanno.

 

Ti quoto in pieno! (non ci dovrebbe nemmeno essere bisogno di dirlo ma purtroppo...)

Share this post


Link to post
Share on other sites

E' questo il punto, NON si calano le braghe, ci si uniforma semplicemente alle regole che noi stessi abbiamo ratificato.

Intendiamoci, ci sono uomini e mezzi del San Marco, Del COMSUBIN, del 9° giù in Africa per recuperare il Buccaneer e svolgere alcune azioni giustificate dalla 1816, si attaccano (indiani) o si intimidiscono (italiani) i pirati che tentano di forzare i convogli e si hanno gli strumenti del diritto (1816 e articolo 100 della Montego Bay) per andare a casa loro, arrestare (o far fuori, se resistono all'arresto) i pirati identificati come tali ma certo è impensabile un attacco indiscriminato contro porti e strutture impiegate anche e sopratutto per attività civili e comunque il fenomeno, benché abbia grande risalto sui media in realtà rispetto a qualche anno fa, quando non ne parlava nessuno, è fortemente ridimensionato.

 

Detto ciò faccio presente che andarli a prendere uno per uno non è certamente risolutivo, ma è quello che l'ONU consente, bombardae a tappeto non è possibile perché contrario al diritto internazionale, è immorale e il concetto "andiamo, rasiamo al suolo e risolviamo la faccenda" ha il sapore qualunquista di chi pensa che una sventagliata di napalm farebbe bene a certa gente.

Ho ovviamente scritto, poi negri perché a mio avviso è un atteggiamento inconsciamente imperialista di vecchia concezione. Per quanto la Somalia sia un paese flagellato da guerre civili, per quanto i poteri locali ostacolino le potenze occidentali e quelle emergenti, che non a caso appaiono le più agguerrite in queste campagne non dovrebbe essere concepibile per gente matura e intelligente quali voi siete il pensiero dell'attacco verso un paese sovrano perché dei criminali agiscono da tali. Considerando che alcuni pirati hanno base in Kenya che si fa, si attacca il Kenya? Considerando che molti atti di pirateria si verificano nel golfo di Guinea che si fa, attacchiamo la Nigeria? Quel che cerco di far capire, e probabilmente nella mia grafomania perdo di chiarezza, è che il problema non è la Somalia, il Puntland o chissà quale stato canaglia ma sono i pirati, e solo quelli e non si può bombardare, invadere o solo fare oggetto di attacchi militari più o meno intensi uno Stato, benché del terzo Mondo, solo per via di atti criminosi compiuti da persone fisiche 8e non quindi di un governo o di sue emanazioni più o meno lecite), benché i governatori locali proteggano o siano collusi con essi.

Facendo sempre il paragone è come se la 5a Flotta lanciasse i Cruise su Casal di Principe, che ha generalmente un sindaco colluso conla camorra o bombardasse il porto di Napoli per via del fatto che da lì partono e arrivano merci di contrabbando, droga e armi.

 

Siccome siamo una nazione civile e rispettiamo le leggi internazionali NON ci concediamo cali di tensione, abbiamo 240 uomini ben addestrati e una fregata perfettamente in grado di svolgere la missione affidatagli nonché una esperienza di ben 4 anni nel settore, sin dai tempi del Granatiere durante la Mare Sicuro, missione totalmente nazionale, a pattugliare il golfo di Aden mentre tutti parlavano d Afghanistane Iraq.

 

E' altresì evidente come, diversamente da quello che asserite voi, la cosa giusta da fare non sia distruggere quel che rimane di uno stato sull'orlo della totale anrchia quanto piuttosto lavorare per dotare la Somalia di strutture governative efficaci e, in mancanza di queste, lavorare affinché si crei una situazione di stabilità nelle varie regioni in modo da avere interlocutori credibili come ad esempio è stato fatto con l'istituzione del 28° Gruppo navale e l'aiuto alla ricostruzione delle istituzioni di Tirana per quanto attinente alla questione albanese degli anni '90. Diversamente qualunque azione nel medio periodo è destinata a concludersi con un fallimento poiché i pirati continuerebbero comunque ad esserci, si sposterebbero in zone più sicure, sparirebbero per qualche mese per poi ricomparire all'improvviso Qualunque cretino può diventare pirata, basta un motoscafo, un paio di Kalashnikov, due amici e nulla da perdere; per quanti tu ne possa far fuori con secchiate di napalm ne troverai sempre altri che prenderanno il loro posto, un po' come i taccheggiatori al supermercato. I pirati sono in Somaliland, Puntland, Kenya, Sudan, Yemen, e parlo solo del golfo di Aden... Che si fa, si lancia una nucleare? Li andiamo a prendere uno per uno? Siamo seri, quindi, discutiamo su cose che si possono fare, l'attacco militare non è una opzione accettabile, un po' come è inaccettabile ficcare una granata in bocca ad Ahamadinejad, anche se lo si farebbe volentieri, né si può pensare davvero che spaccando una, ma anche cento banchine sgangherate d qualche porticciolo dell'Africa si risolva il problema della pirateria, è una ipotesi profondamente antistorica.

I fatti incontrovertibili sono dati dal successo delle scorte ai convogli e dei pattugliamenti dell'area, che hanno ridotto drasticamente gli episodi di pirateria. Il problema grosso è che sono state sequestrati carichi "imbarazzanti" come quello della FAIN, con 33 carri armati, munizioni e armi portatili, e la SIRIUS STAR, superpetroliera da 300.000 tonnellate. E' che fanno notizia, ma è evidente che sono cose molto più grandi di loro, dato che le navi e il loro carico sono ancora là. Continuiamo quindi a fare quello che si sta facendo, bene, di già, nel pieno rispetto delle regole e conseguendo grandi risultati e magari, quando si parla di nuove unità di seconda linea, ricordiamoci di questi scenari invece di fantasticare su missili antiaerei contro attacchi di saturazione.

 

Lo dico a malincuore ma a mio avviso le uniche unità veramente in grado di svolgere compiutamente il pattugliamento di queste zone sono le unità della guardia costiera e i pattugliatori classe comandanti.

Edited by Sangria

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder

Rispondo al tuo ennesimo post chilometrico che ho letto solo parzialmente (e scommetto di essere il solo che lo ha fatto). Per risolvere il problema della pirateria io non vedo altra soluzione che il cannone. Punto. Tutto il resto sono chiacchiere radical chic che lasciano il tempo che trovano. Dotare la Somalia di strutture eccetera richiede anni e anni e non è detto che funzioni come abbiamo già scoperto a nostre spese da quelle parti. Non si può farsi taglieggiare anni nell'attesa che poi, forse, quelli che smettano.

 

Infine, te lo ripeto: le barche si possono distruggere e non sono barche ma fior di motoscafi e non è tanto semplice acquistarne altre, si può far "pressioni" su chi le vende perché non ne venda più. I porti non sono così tanti lungo la costa somala, e se un barcone di pescatori approda dovunque (per modo di dire anche quello, i villaggi di pescatori sono localizzati nei pochi punti litoranei agibili), lo stesso non è per un cruiser. E di gente disposta a rischiare la pelle, sapendo di andarla a rischiare seriamente, non credo ne troverai a secchiate.

 

Questo lo sto ripetendo da due o tre post. E tu fingi di non sentire e rimastichi sempre i medesimi concetti. Mi pare evidente che il nostro sia un dialogo tra sordi: vuoi che andiamo avanti così per continuare a dire l'ultima (sempre quella, fra l'altro) finché i moderatori non ci chiudono la discussione?

Edited by intruder

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest iscandar

A mio, modesto, parere, voi due dite (Intruder & Sangria) la stessa cosa, con una differenza, entrambi volete pestare i pirati solo che Intruder lo vorrebbe fare alla "Me Ne Fotto" ;) , cioè scendo li, gli spacco le barche e lo corna di tutti quelli che si oppongono, poi se ho fatto una cosa in barba alle leggi/accordi/convenzioni/modus operandi ecc. ecc. internazionali, chi se ne frega. Sangria, invece, vuole seguire tutte le convenzioni citate, senza causare danni collaterali. e credo che non vi troverete MAI d'accordo ed ognuno dira sempre all'altro di non voler capire.

 

Io, personalmente sono per una via che è un mix delle due, sorvegliare le rotte, e quando c'è un sequestro si aspetta dove va a finire la nave sequestrata e si va a prendere, in quel caso, chi si mette in mezzo se la cerca, ed è un azione mirata non è indiscriminata.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder

I danni collaterali ci saranno sempre per la gioia delle anime buone. Meglio spaccare tutto e dirlo chiaro e tondo.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Nessuno parla di fare stragi di civili o "napalmizzare" i villaggi somali.

 

Si parla di distruggere le barche in porto (e quindi vuote, senza personale a bordo) o, per lo meno, i motori fuoribordo difficilmente rimpiazzabili dai pirati in tempi brevi.

Distruzione di materiale quindi, non di persone. E la cosa non è neanche impossibile se si pensa, come dice Intruder, che gli approdi sulla costa somala sono ben definiti.

Si manda un reparto di forze speciali del COMSUBIN, e si priva i pirati delle loro navi.

 

Dove? A caso? In tutti i porti e porticcioli? No, molto semplicemente come dice iscandar ad ogni sequestro si neutralizza il porto da cui provenivano i pirati.

Edited by Rick86

Share this post


Link to post
Share on other sites
Nessuno parla di fare stragi di civili o "napalmizzare" i villaggi somali.

 

veramente Intruder si, ma e' il suo stile :ph34r:

 

detto ciò, mandare il Consubin a far saltare i motoscafi e' UN ATTO DI GUERRA. Guardate, sono d'accordo con Iscandar, qui c'e' da capire se si vuole dichiarare guerra alla Somalia, o no.

 

Intruder dice di si, ma oggettivamente dichiarerebbe guerra a mezzo mondo, e a modo suo almeno e' coerente.

 

ma non ditemi che se facciamo le cose di soppiatto, invece... perche' se per caso si perde un uomo di Comsubin, sulle coste somale, e' esattamente come avere mandato 5 Harrier a bombardare, se su una

barca ci sono 5 donne e 3 bambini (cosa non da escludere) che saltano in aria, e' esattamente come essere centrati da un Maverick.

 

Qui non e' in discussione lo strumento, ma l'opportunita' di farlo. Analisi di costi e benefici, che Rick, intruder, io, possiamo permetterci di non valutare, ma gli Stati DEVONO valutare.

 

State pur certi che se si arriverà alla bilancia che pende dalla parte 'benefici', sbarcheranno i Marines.

 

Per adesso pende, e anche pesantemente, dall'altra parte.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this  

×