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Governo d'Italia


Venon84

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Aprile o Giugno, un mese o due cambia poco.

Ma il limite temporale deve essere improcrastinabile. L'Italia non può essere amministrata troppo a lungo da un governo a termine. Ci sono troppi temi da affrontare ed i problemi da risolvere. Vogliamo riformare la legge elettorale? Va bene, ma solo se si riesce a fare in poco tempo, altrimenti è inutile che stiamo qui a perdere tempo con discussioni interminabili alle camere e dibattiti politici a "porta a porta". Se Marini avverte nei suoi colloqui che non c'è convergenza e unione d'intenti rimetta il suo mandato e si vada al voto in Aprile. Altrimenti sarebbe davvero un caso di accanimento terapeutico

Modificato da paperinik
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Perfetto, sembra un miracolo ma abbiamo trovato una posizione comune.

Speriamo che ci riescano anche Veltroni e Berlusconi. Referendum e poi voto o modifica delle legge elettorale e poi voto in ogni caso non oltre giugno.

Inviamo una mail a Roma?

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FINI, AL VOTO IN APRILE. MARINI RIMETTERA' MANDATO

 

"Credo si voterà il 6 o al più tardi il 13 aprile, cioè 60 giorni al massimo dopo lo scioglimento delle Camere". E' quanto ha dichiarato il presidente di An, Gianfranco Fini, ospite di Maurizio Costanzo all'interno del suo show (in onda su Canale 5 stasera alle 23.30). "Marini - ha spiegato il leader di An - prenderà atto che non ci sono le condizioni per fare una legge elettorale, salirà al Quirinale, rimetterà il mandato e il presidente scioglierà le Camere". Per gli italiani, ha aggiunto, "non sarà un trauma", in quanto "non sono turbati dalla necessità di avere una nuova legge elettorale". Perché, ha spiegato Fini a Maurizio Costanzo, "la gente quando mi incontra non mi chiede una legge elettorale, ma di risolvere problemi concreti: come i prezzi schizzati alle stelle mentre i salari sono sempre uguali, la vergogna dell'immondizia, le tasse troppo alte. Discutere oggi di legge elettorale - ha concluso il presidente di An - significa non avere a cuore i problemi degli italiani, ma occuparsi di una questione che riguarda solo noi politici".

Tornando sul difficile compito che spetta al presidente Marini, Fini ha ribadito che "la maggioranza non può essere l'insieme più o meno raccogliticcio di qualche disperato. E' la convergenza di gruppi politici e al momento non c'è alcuna convergenza su una proposta di legge elettorale. Credo che Marini sappia perfettamente che il suo mandato è relativo alla verifica di una maggioranza a sostegno di un certo modello di legge elettorale".

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Manda la mail a ROMA se vuoi ma tanto non servirà a niente e molto probabilmente non verrà neanche presa in considerazione!!!!

Tu hai le tue idee e le tue opinioni che ritieni sia giuste mentre io ho altre opinioni che per me sono giuste perciò non puoi sminuire tutte quelle interviste che dicono il contrario rispetto al tuo pensiero. Se per te quelli che vogliono subito il voto sono solo dei comizianti che non vanno nemmeno considerati allora credo che tu sia un pò presuntuoso!!!!

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Marini non troverà la maggioranza. L'estrema SX vuole subito il voto, con una legge elettorale nuova rischierebbero l'estinzione(magari...)! La Dx vuole le elezioni per avere la quasi certezza di andare al governo e fare una riforma elettorale che elimini i partitini molesti(sarebbe anche l'ora). L'unico che potrebbe appoggiare Marini è il PD ma non basta.

 

Io avrei preferito un governo tecnico che riformasse la legge elettorale e il parlamento(solglia al 8% eliminazione del senato, premierato e diminuzione del numero di parlamentari) e poi le elezioni.

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Io sono del parere che il sistema semipresidenziale francese sia la cosa migliore, comunque anche un premierato forte all'inglese non è affatto male!!!

Credo che la cosa giusta sia dare la parola al popolo poi se ci saranno i margini per governare bene altrimenti bisognerà fin da subito fermarsi e chiamare il PD per un governo istituzionale e non avere la presunzione del fare da soli.

Io ho sentito parlare di una possibile candidazione di ROBERTO FORMIGONI presidente della regione Lombardia nelle fila della CDL e credo che sia una cosa fantastica e che potrebbe rafforzare tutto il centrodestra. Roberto Formigoni se non erro è stato eletto presidente della regione Lombardia per tre volte di seguito con ampi margini di vantaggio ed è una persona che è molto amata anche dalla giunta regionale del centrosinistra!!!!

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Marini non troverà la maggioranza. L'estrema SX vuole subito il voto, con una legge elettorale nuova rischierebbero l'estinzione(magari...)! La Dx vuole le elezioni per avere la quasi certezza di andare al governo e fare una riforma elettorale che elimini i partitini molesti(sarebbe anche l'ora). L'unico che potrebbe appoggiare Marini è il PD ma non basta.

Infatti questo è un altro aspetto curioso....TUTTI GLI ELETTORI DEL PD PRETENDONO CHE SIA BERLUSCONI E FI (IN QUANTO ATTUALMENTE E' IL PRIMO PARTITO D'ITALIA) A DARE UN CONSENSO PER IL GOVERNO ISTITUZIONALE.

 

Ma perchè invece non guardano a tutti i partiti (con cui sono andati a braccietto per decenni) di estrema sinistra o centro sinistra?!?! Dallo SDI al PRC.....

Sembra quasi che se non ri riuscirà a fare la riforma sarà solo colpa del centro destra....il quale, cosa peculiare, avrebbe quindi la colpa di essere compatto e unito (al contrario della sinistra).

Modificato da paperinik
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Potrò sembrare fuori luogo ma il mio sogno è quello di un ITALIA MONARCHICA!!!

 

Il mondialismo minaccia l'identità dei popoli e delle nazioni.

Solo la Monarchia potrà salvarci dal pericolo e guidare i popoli verso il futuro. I Principi orgogliosi del nome e fedeli alla tradizione si mettano alla testa delle genti e tengano ben alta e visibile la bandiera del Regno. In fondo al nostro cammino c'è un Re, non un Presidente. Siamo monarchici, solo monarchici, decisamente monarchici!

 

 

"L'Italia ha bisogno di un Re liberatore e pacificatore, presidio delle libertà, simbolo dell'unità e delle autonomie, garante della nostra identità e difensore della Nazione dai pericoli delle vecchie e nuove oligarchie.

La luce della Corona illumina il cammino del nostro popolo nell'oscurità della presente decadenza morale e civile e alla fine di questo percorso si incontrerà il Re necessario".

 

 

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Graziani accetto le tue idee ma non posso condividerle, scusa ma non credi che un monarca non è alla fine che un uomo con tutte le proprie debolezze e meschinità come chiunque noi. Esistono persone che possono elevarsi dalla media ed essere (per personalità e autorevolezza) dei leader ma questi pregi non sono assolutamente ereditari, basta pensare alle pessime figure dei Savoia questi ultimi tempi, e se per una generazione ti trovi a che fare con un poco di buono che fai? lo destituisci?

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Graziani, questa volta devo essere sincero, d'altra parte l'hai detto tu stesso: "SEI FUORI LUOGO".

 

IO SONO UN CITTADINO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, NON UN SUDDITO DEL REGNO D'ITALIA.

 

IO SONO FEDELE ALLA COSTITUZIONE ITALIANA, NON ALLO STATUTO ALBERTINO.

 

IO ELEGGO CHI MI COMANDA, NON PUO' ESSERE IL SANGUE CHE SCORRE IN UN FAMIGLIA A DECIDERE AL MIO POSTO CHI DEVE FARLO.

Modificato da paperinik
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Senza offesa per le idee di Graziani, permettemi una battuta: proviamo a immaginarci che razza di monarchi ci ritroveremmo, pensando a quanto siamo già messi male con i politici e a come sono messi male i monarchi di stati esteri dove i politici - presumibilmente - sono di livello superiore ai nostri....

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Penso che un Sovrano possa essere aldispora delle parti e possa rappresentare l'unità nazionale, es Napolitano che è di sinistra non è ben visto da quelli di destra e viceversa, quindi un Re che non è ne di sinistra ne di destra potrà essere sicuramente amato da tutti i sudditi.

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FINI, AL VOTO IN APRILE SENZA TRIDENTE. IL NOSTRO CANDIDATO E' BERLUSCONI

 

di Fabrizio De Feo

 

Presidente Fini, il tentativo di Franco Marini di comporre un governo è ufficialmente iniziato. Cosa dirà al presidente del Senato?

«Andremo da Marini per il rispetto doveroso verso la seconda carica dello Stato. Ma l'ipotesi di un governicchio è insussistente. Nelle condizioni in cui si trova il Paese non si può pensare di mettere in piedi un esecutivo a termine con una maggioranza raccogliticcia».

 

Marini si presterebbe a guidare un governo sul filo dei numeri?

«No. Sono sicuro che prenderà atto che non ci sono le condizioni per fare una legge elettorale. Salirà al Quirinale, rimetterà il mandato e il presidente della Repubblica scioglierà le Camere. D'altra parte gli italiani non sono certo turbati dalla necessità di avere una nuova legge elettorale».

 

Veramente politici e commentatori presentano questa riforma come una assoluta urgenza per il Paese.

«Le assicuro che quando la gente mi incontra per strada non mi chiede certo una legge elettorale ma di risolvere problemi concreti. Discutere oggi di legge elettorale significa non avere a cuore i problemi degli italiani, ma occuparsi di una questione che riguarda solo noi politici».

 

Teme un'ondata di indignazione popolare?

«Io sono sereno perché il presidente Marini è tutt'altro che un incosciente. Io voglio solo dire che chi cerca di tirarla per le lunghe rischia di alimentare il disgusto verso la casta e un clima di ostilità verso la politica».

 

Calderoli annuncia che la Lega non andrà alle consultazioni.

«Non condivido. Credo sia soltanto un'accentuazione propagandistica. Comunque stiamo parlando del nulla: io sono convinto che tra qualche giorno calerà il sipario e si fisserà la data delle elezioni».

 

Quando si va a votare?

«Non sta a me deciderlo, ma direi il 6 o il 13 aprile».

 

D'Alema sembrerebbe intenzionato a tentare la carta del referendum prima del voto. Cosa ne pensa?

«Mi sembra una posizione paradossale. Fino a qualche settimana fa diceva che era una iattura e ora, pur di non andare al voto, arriva a ipotizzare di farlo svolgere subito. Ma è tutto il centrosinistra a essere in confusione. Assomiglia a una famiglia che per 18 mesi discute su quale nuova auto acquistare e non trova mai l'accordo. Poi gli arriva lo sfratto esecutivo e fa finta di niente, continuando a pensare all'auto nuova».

 

La Cdl può ritrovare la spinta propulsiva di un tempo?

«Sì, a condizione di puntare sulla limpidezza. Non servono cento ma quindici-venti proposte già pronte come articolati dei disegni di legge. Non serve neppure impostare tutta una campagna sui disastri di Prodi che sono sotto gli occhi di tutti».

 

Quali saranno le priorità del nuovo programma?

«Ne indico tre. Innanzitutto togliere ai partiti i poteri di lottizzazione sulla sanità e sui trasporti. Qui c'è una questione morale che sta tornando e siamo di fronte a una presenza invasiva della partitocrazia. Poi bisogna lavorare sulla certezza della pena, aumentando l'attenzione sulla vittima piuttosto che sul reo, abolendo i benefici della Gozzini per i recidivi. Terzo, combattere l'emergenza sociale dei salari, ad esempio attraverso l'introduzione del reddito familiare».

 

Si vedrà presto con i leader per lavorare sul programma?

«Certamente. An si stava già muovendo per la conferenza programmatica. Quelle proposte ora diventeranno operative. Inoltre rilancerò una posizione di Sarkozy: niente più sanatorie in Europa, e quindi anche in Italia, per gli immigrati clandestini».

 

A proposito di Sarkozy, pensate davvero di accogliere nel governo personalità dell'altro schieramento?

«Quella è una soluzione possibile nel sistema francese. Il presidenzialismo accende un rapporto diretto con la nazione. Da noi è più difficile».

 

Come si può fare per non ricadere nella conflittualità della scorsa avventura di governo?

«L'esperienza ci insegnerà qualcosa. Bisogna innanzitutto garantire la qualità della squadra di governo, uscendo dal manuale Cencelli. La squadra dovrà essere composta da dodici ministri e massimo 60 sottosegretari. L'importante, poi, è che non inizi un attimo dopo la formazione del governo la corsa a differenziarsi. Qui si vince e si perde tutti quanti insieme».

 

Riproporrete la formula delle tre punte?

«No, l'idea del tridente va archiviata. Ci saranno due candidati premier, Berlusconi e Veltroni - o forse tre o quattro con Bertinotti e uno velleitario della Cosa Bianca - e non avrà senso ripetere quello schema. Bisogna scendere in campo uniti».

 

Come si affronta Veltroni in campagna elettorale?

«Lui lancerà, come al solito, messaggi immaginifici e kennediani. Punterà sull'italian dream e sulle sue suggestioni. Ma noi dovremo riportarlo alla realtà, ad esempio quella di una città come Roma: un modello di cui non si può certo andare fieri».

 

L'antiberlusconismo sarà ancora uno degli ingredienti del match?

«L'antiberlusconismo resta ancora il loro unico cemento».

 

Con Berlusconi negli ultimi mesi non ve le siete certo mandate a dire. Lavorerete per far ripartire il rapporto personale?

«Ci siamo parlati con franchezza e senza infingimenti. Ma se le divisioni non sono animate da personalismi scompaiono nel momento in cui non hanno più ragione di essere. Sarebbe autolesionista e irresponsabile non guardare avanti».

 

Si fida del rientro di Casini nella Cdl?

«Sì. Ha preso atto che la situazione è cambiata. E, conoscendolo, non ho mai pensato che potesse allearsi con il centrosinistra».

 

C'è chi dice che Montezemolo potrebbe essere tentato da una discesa in campo.

«Lo escludo. Sicuramente ha voglia di dare un contributo ma non direttamente».

 

Mastella può entrare nella coalizione?

«Può entrare chiunque sposi davvero i nostri punti programmatici».

 

Baccini e la Rosa Bianca. C'è spazio per un terzo polo?

«Più che una rosa bianca credo che sarà un crisantemo. Con tutto il rispetto non credo che l'Italia abbia bisogno dell'ennesimo partitino dello zero virgola per cento».

 

Farà il presidente della Camera o il sindaco di Roma?

«Non mi sembra serio parlarne. Ora dobbiamo pensare a vincere. Siamo pronti per questo secondo appuntamento. Se dovessimo fallire gli italiani non ce lo perdonerebbero».

 

Mercoledì a Parigi lei ha ricevuto un'accoglienza affettuosa da Sarkozy, la Merkel e altri leader europei. Per l'ingresso di An nel Ppe siamo davvero alla stretta finale?

«I due anni in cui mi sono occupato della Costituzione europea e il mandato alla Farnesina hanno dimostrato con i fatti che An ha valori affini a quelli del Ppe che non è l'Internazionale democristiana ma è il rassemblement dei moderati».

 

Ma quando si consumerà l'ingresso nella famiglia dei Popolari?

«Dopo le Europee del 2009, dopo un percorso lungo perché serio. Anzi, se lei mi permette, vorrei dedicare la giornata che ho vissuto a Parigi a un uomo che era il migliore di tutti noi e che ha contribuito più di ogni altro alla crescita del nostro partito: Pinuccio Tatarella. Non dimenticherò mai la mortificazione che subì quando il viceprimo ministro belga si rifiutò di stringergli la mano in quanto "neofascista". Quanta acqua è passata sotto i ponti da allora».

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O SONO UN CITTADINO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, NON UN SUDDITO DEL REGNO D'ITALIA.

 

IO SONO FEDELE ALLA COSTITUZIONE ITALIANA, NON ALLO STATUTO ALBERTINO.

 

IO ELEGGO CHI MI COMANDA, NON PUO' ESSERE IL SANGUE CHE SCORRE IN UN FAMIGLIA A DECIDERE AL MIO POSTO CHI DEVE FARLO.

 

Paperinik mi tocca quotarti hai dato la risposta migliore.

Nel '900 i padri dell'Italia si chiamano De Gasperi, Einaudi, Moro, Berlinguer. I killer dell'Italia si chiamano Mussolini e Vittorio Emanuele III.

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Penso che un Sovrano possa essere aldispora delle parti e possa rappresentare l'unità nazionale, es Napolitano che è di sinistra non è ben visto da quelli di destra e viceversa, quindi un Re che non è ne di sinistra ne di destra potrà essere sicuramente amato da tutti i sudditi.

potrebbe ma potbbe anche rischiare di non essere da nessuna delle due parti quindi contro tutti anzi, avere tutti contro

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Berlinguer è stata la prima persona comunista a capire che la dittatura sovietica era sbagliata e che fu un bene l'ingresso dell'Italia nella NATO. Si puo non essere d'accordo ma è il padre del centro-sinistra democratico che abbiamo oggi.

Probabilmente, ma è troppo presto per dirlo, un ruolo simile lo sta svolgendo Fini nel CD

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Quello è un mio sogno e basta, il tuo probabilmente sarà la rivoluzione d'ottobre!!!

 

 

Se era riferito a me io ti ripeto che le idee sono tue e non voglio certo cambiartele io, solo discuto su qualcosa che secondo me non mi sembra giusto. La Rivoluzione d'Ottobre, come anche la Rivoluzione Francese sono state la fine di monarchie oppressive e assolutamente ingiuste dove i Nobili sfruttavano senza nessun rispetto i sudditi e in tutte e due le rivoluzioni (come accade spesso) si finì per ritrovarsi al giogo di un'altro tiranno (Napoleone e Stalin) che faceva rimpiangere chi lo precedeva...

P.S. Aragorn esiste sono nei libri della saga della terra di mezzo di Tolkien

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Voglio alzare il livello medio di questo forum, quindi cercherò di impartirvi una breve lezione di economia politica e diritto costituzionale

:rolleyes:

 

TITOLO: HAI 2 MUCCHE

 

SOCIALISMO:

Hai 2 mucche.

Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.

 

COMUNISMO:

Hai 2 mucche.

Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.

 

FASCISMO:

Hai 2 mucche

Il governo te le prende e ti vende il latte.

 

NAZISMO:

Hai 2 mucche.

Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.

 

DITTATURA:

Hai 2 mucche.

La polizia te le confisca e ti fucila.

 

FEUDALESIMO:

Hai 2 mucche.

Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.

 

DEMOCRAZIA:

Hai 2 mucche.

Si vota per decidere a chi spetta il latte.

 

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:

Hai 2 mucche.

Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.

 

ANARCHIA:

Hai 2 mucche.

Lasci che si organizzino in autogestione.

 

CAPITALISMO:

Hai 2 mucche

Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

 

CAPITALISMO SELVAGGIO:

Hai 2 mucche.

Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche.

Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.

 

BERLUSCONISMO:

Hai 2 mucche.

Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche.

Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.

 

PRODISMO:

Hai 2 mucche.

Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su: la stalla, la mangiatoia, la produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in approvazione un disegno di Legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.

 

:P:D:rotfl::rotfl:

 

........non c'è che dire: molto meglio il Berlusconismo!!! :D

Modificato da paperinik
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Berlusconismo: il governo ti permette di annaquare il latte con la depenalizzazione del falso in mungitoia, ma se ti vendono una mucca malata e morente non otterrai niente perchè il reato cade in prescrizione, però come ricompensa puoi venderlo a prezzi più bassi in quanto è consentito evadere il fisco e puoi pure assumere in nero tranquillamente, se ti beccano basta sostenere che i giudici sono tutti comunisti e il reato cadrebbe in prescrizione quindi perchè preoccuparsi? ma se poi le mucche ti trasmettano qualche malattia (come il vaiolo bovino debellato ormai) non puoi curarti!

perchè?

perchè tutti evadono e gli ospedali non hanno fondi

 

prodismo: il governo tassa mucca abitazione mungitoia ma almeno non accade nulla di spiacevole

Modificato da Leviathan
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