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Usa, Obama boccia lo scudo di Bush

 

La Casa Bianca archivia il progetto di sistema anti-missili. Il presidente: «Un nuovo approccio più flessibile per risponde alla minaccia iraniana». Mosca attende sviluppi: c'è ottimismo

 

WASHINGTON

Dopo due anni e mezzo di trattative, rinvii, scontri tra Washington e Mosca, il ricorso alla minaccia della corsa agli armamenti, da stanotte la storia dello scudo anti-missilistico statunitense in Europa centrorientale è un capitolo chiuso. Lo ha annunciato Barack Obama.

 

Un capitolo chiuso, ma chiusa non è la storia, perché dal Pentagono oggi si parla di «grandi cambiamenti» del progetto a favore di uno scudo «più adattabile» e «un approccio nuovo», al quale, stando alle parole del presidente Usa, contribuirà anche la Russia. Questa potrebbe essere la chiave per disinnescare futuri contrasti. Ma, nell’attesa di maggiori dettagli sui futuri progetti Usa, Mosca - per voce dell’ambasciatore presso la Nato Dmitri Rogozin si dice «cautamente ottimista» - e precisa di non aver fatto alcuna offerta agli Stati Uniti per modificare il piano, come ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri Andrei Nesterenko. «Ho ordinato una revisione complessiva del sistema di difesa in Europa che dovrà rispondere alle minacce missilistiche», ha detto oggi Obama nel suo primo intevento. «Il nuovo sistema risponde meglio alla minaccia posta dall’Iran».

 

Maggiori dettagli sono giunti dal segretario alla Difesa, Robert Gates. La decisione di abbandonare il piano di difesa missilistico in Polonia e Repubblica Ceca è dovuta al mutamento del programma strategico iraniano, che ad oggi punta principalmente su missili a corto e medio raggio. Gates ha spiegato che, alla luce delle notizie riportate dall’intelligence, la priorità in questo momento è di schierare un sistema di difesa in grado di fermare missili a breve e corta gittata a cui sta lavorando l’Iran. Secondo il New York Times a partire dal 2011 saranno schierati missili Sm-3, a minore gittata, sulle navi militari americane a largo della Turchia e dell’Europa meridionale. Solo dal 2015 invece saranno costruite delle basi terrestri, ma non è ancora chiaro in quali Paesi. Le ultime due fasi partiranno rispettivamente nel 2018 e 2020.

 

La lunga giornata, che attende ancora un commento delle più alte sfere russe, inizia alle 00,21 di stanotte, quando il telefono del premier ceco Jan Fischer squilla. Dall’altra parte del cavo c’è Obama, che comunica l’abbandono del piano che ha tenuto banco per mesi e mesi in Repubblica ceca, dove la maggior parte della popolazione è stata da sempre contraria al radar da installare nella base di Brdy. La notizia è stata accolta con freddezza anche in Polonia, dove il primo ministro Donald Tusk si dice convinto che anche senza lo scudo per Varsavia «non si tratta di una sconfitta. Abbiamo la possibilità di ottenere una posizione esclusiva nei rapporti con Washington», con un pensiero ai missili Patriot che potrebbero ancora arrivare. Prospettiva confortata dalle spiegazioni di Gates, secondo cui il piano rivisto prevede la dislocazione in Polonia e Repubblica ceca di missili SM3 nel 2014-2015. Un proposito che sta già lanciando il dibattito in Russia. «Tutto dipende dalla portata del sistema - fa notare il general maggiore Vladimir Dvorkin, noto analista di questioni militari - se saranno inclusi elementi di difesa spaziale, in assenza di un partenariato strategico con gli Usa ci sarebbe comunque una minaccia per la Russia».

 

Le parole di Obama arrivate nel primo pomeriggio europeo, la mattina statunitense, aprono comunque nuovi orizzonti sulle potenzialità del dialogo avviato tra la Russia e gli Stati Uniti negli ultimi mesi. L’inquilino della Casa Bianca ha «ordinato una revisione complessiva del sistema di difesa in Europa che dovrà rispondere alle minacce missilistiche. Il nuovo approccio sarà più flessibile, più efficace e più efficiente dal punto di vista dei costi», ha aggiunto Obama definendo il nuovo piano «più forte, più intelligente e più rapido» e «risponde meglio alla minaccia posta dall’Iran», che è più focalizzata su missili a corto raggio. Le parole di Obama arrivate nel primo pomeriggio europeo, la mattina statunitense, aprono comunque nuovi orizzonti sulle potenzialità del dialogo avviato tra la Russia e gli Stati Uniti negli ultimi mesi. L’inquilino della Casa Bianca ha «ordinato una revisione complessiva del sistema di difesa in Europa che dovrà rispondere alle minacce missilistiche. Il nuovo approccio sarà più flessibile, più efficace e più efficiente dal punto di vista dei costi», ha aggiunto Obama definendo il nuovo piano «più forte, più intelligente e più rapido» e «risponde meglio alla minaccia posta dall’Iran», che è più focalizzata su missili a corto raggio.

 

E a Mosca Obama dedica un accenno speciale nel suo breve discorso, smentendo nuovamente i contorni anti-russi del progetto dell’amministrazione Bush e invitando il Cremlino a discutere apertamente le nuove ipotesi delle strategie di difesa globali. Intanto la Russia, che vede sfumare - se non scomparire - e uno dei principali punti di attrito con Washington degli ultimi anni, non rinuncia a un certo scetticismo. Bisogna capire le vere ragioni del cambio di rotta americano, dice Rogozin, sottolineando che «qui è difficile determinare quale sarebbe la causa definitiva per la quale gli americani intendono rivedere i piani di difesa missilistica, ma si dovrebbe supporre che questa sia legata a motivi meramente politici» e che ci sono stati «diversi motivi politici, naturalmente, perché di per sé, la bozza (del progetto di Scudo) contiene una congrua parte di russofobia». L’obiettivo finale è quello di proteggere meglio le forze Usa e gli alleati in Europa dalla minaccia iraniana, ha spiegato Obama, confermando le parole del Pentagono e nello stesso tempo rassicurando gli Alleati e in particolare Praga e Varsavia che si sentono in parte tradite dalla rinuncia al progetto antimissilistico. Per l’ex primo ministro ceco Mirek Topolanek l’attuale situazione pone la possibilità di una minaccia alla sicurezza ceca. Il presidente americano «mi ha chiamato brevemente dopo mezzanotte per dirmi che il suo governo abbandona l’intenzione di costruire una base di radar sul suolo ceco - aveva dichiarato Fischer stamattina in maniera laconica riferendo l’argomento della telefonata notturna - La Repubblica ceca ha preso atto di questa decisione».

 

Ritornano in auge, quindi, le possibilità alternative allo scudo in Repubblica ceca e in Polonia. Per qualche mese si era parlato della base russa di Gabala, che potrebbe avere le caratteristiche per contrastare i missili a corto e medio raggio su cui, secondo l’intellugence americana, si starebbe concentrando Teheran. Ma gli esperti avanzano anche nuove possibilità e scenari con intercettori e missili da posizionare anche in mare aperto e pronti a cambiare posizione.

 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezion...47415girata.asp

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Ottima notizia, si evita una nuova guerra fredda e magari più collaborazione internazionale

 

Ormai Obama è la barzelletta mondiale, se continua con queste aperture unilaterali i nostri nemici saranno sempre più forti e ci troveremo in grossi guai entro 10 anni.

ma quali nemici...

 

tra l'altro si fa amica la Russia e può isolare finalmente l'Iran se davvero vuole diventare una minaccia

 

«SISTEMA PIÙ EFFICACE» - Il progetto di Bush era futuristico, e non preoccupava Teheran mentre era destabilizzante per Mosca. Quello di Obama è di fatto in funzione, è più accettabile per la Russia, che ha reagito positivamente, e complica la situazione per l’Iran, che si troverà lo scudo americano sulle porte di casa. E’ significativo che a caldeggiarlo al termine di un riesame di 7 mesi della questione iraniana siano stati Gates, che fu ministro della difesa di Bush e che lo seguì con molta riluttanza, e i capi dello stato maggiore delle forze armate. In base all’intelligence, essi hanno concluso che la minaccia più vicina sono i missili a breve e a medio raggio non a lungo raggio dell’Iran. E che le tecnologie di cui è dotato il Pentagono, che si evolvono rapidamente, bastano a neutralizzarli. I repubblicani hanno gridato al tradimento, ma è chiaro che Obama non intende abbassare la guardia. Ha assicurato a tutti gli alleati che con la nuova architettura saranno più protetti, e ha spiegato che il suo sistema è più efficace e più adattabile alle esigenze del XXI secolo, nonché molto meno costoso, una verità inconfutabile. Al tempo stesso, ha creato i presupposti per la ripresa del dialogo Washington – Mosca e per il ritorno di Teheran alla ragione per quanto negativa possa esserne la risposta iniziale. È un altro chiodo sulla bara dell’unilateralismo di Bush, causa di danni nella politica internazionale. E per l’Asia centrale, i cui equilibri sono compromessi dall’Afghanistan e dal Pakistan, è motivo di speranza.
Edited by Leviathan
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Ottima notizia, si evita una nuova guerra fredda e magari più collaborazione internazionale

 

La collaborazione internazionale non esiste: è solo un ammasso di bulletti che cerca di avere più potere con pura logica darwiniana e puoi trattare solo se ti dimostri più forte.

 

Il bottone "reset" e le aperture verso l'Iran stanno facendo solo danni, è un fatto.

 

I Russi ormai parlano apertamente di "riprendere l'influenza verso i paesi vicini", che sono membri dell'UE e democrazie liberali, e ahmadinejad ha risposto all'apertura chiedendo un dibattito pubblico sull'eliminazione di tutti gli arsenali mondiali: in pratica gli ha dato legittimità e lui, di conseguenza, si spaccia per superpotenza.

 

Come ha detto qualcuno ricorda molto carter, e ciò è ben grave visto che non ci sarà sempre un cowboy di nome ronnie a salvarci le chiappe.

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Mi sembra che la facciate troppo complicata: gli USA non hanno il denaro per potere investire in un sistema di dubbia efficacia e di dubbia utilità, che serve solo ad esacerbare i rapporti con una potenza nucleare che, ad oggi, puo' esercitare il suo potere solo a chiacchiere o attraverso il rubinetto del gas.

 

Non ci sono gia abbastanza problemi, da gestire, ad oggi, Afghanistan in testa?

 

anyway...

 

vi posto una lucidissima analisi di Ezio Bonsignore apparsa su altro forum, perche' la condivido parola per parola.

 

E' veramente spassosissimo ricordare come, a suo tempo, ci venne chiaramente "spiegato" come il previsto "Terzo Sito" da difesa antimissile in Polonia e Repubblica Ceca non avesse in alcun modo una funzione anti-russa, e fosse invece concepito esclusivamente per proteggere l' Europa dai missili iraniani a lunga portata (che peraltro non esistono) dotati di testate nucleari (che peraltro non esistono). Quindi, ci venne detto, le reazioni di Mosca erano solo isterismo ingiustificato.

 

E adesso, che Obama per motivi suoi ha deciso che il "Terzo Sito" non si farà, ecco levarsi gli altissimi lai perchè si abbandonano Polonia a Repubblica Ceca all'orso siberiano... Viene la chiedersi se fossero più buffonesche le affermazioni di allora, o quelle di adesso.

 

Per chiarire. La prevista installazione del "Terzo Sito" era una mossa azzardata al limite dell'incoscienza, e destinata a de-stabilizzare l'equilibrio strategico nucleare tra Russia e Stati Uniti - con in più il vantaggio addizionale di creare, all'interno della NATO, un gruppo di paesi, che sono più "alleati" degli altri ( la "vecchia Europa" e "nuova Europa" di Rumsfeld).

 

Obama ha semplicemente deciso che il gioco non vale la candela, e che gli interessi strategici degli Stati Uniti (che, beninteso, rimangono gli stessi) sono meglio serviti con una politica diversa. Il "Terzo Sito" è in effetti morto un tre mesi fa, quando la Russia ha aperto il suo territorio e il suo spazio aereo all'invio di rifornimenti (compresi materiali militari) verso l' Afghanistan - senza di che, la guerra sarebbe già bella che finita. E adesso, è praticamente certo che la Russia non consegnerà all'Iran le batterie di missili antiaerei S300 (che renderebbero un attacco aereo israeliano e/o americano molto più rischioso), e molto probabilmente non opporrà il suo veto all'imposizione di sanzioni più pesanti.

Edited by madmike
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e da quanto l'Iran non punta ad IRBM così corposi da considerarsi ICBM (i discorsi di Bonsignore sono sempre una barzellatta)??? :asd:

 

in ogni caso, tralasciando il problema tecnico (comunque lo SM-3 è un signor missile), il messaggio che arriva è un messaggio di debolezza e questo non è affatto bene... mi ricorda tanto la belle epoque.

Edited by vorthex
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Riguardo a bonsignore evito di commentare, ha precise idee politiche e finalità sue, di conseguenza non è attendibile.

 

Uno che mi dice che 10 intercettori in polonia sono un pericolo per l'equilibrio nucleare con la Russia o è stupido, e non lo credo, o è ideologizzato o è a libro paga di qualcuno.

 

Riguardo al fattore tecnico concordo, il sistema ABM basato in mare è più flessibile e potenzialmente più efficace, ma non mettere un sistema difensivo in Polonia e Repubblica Ceca, due stati indipendenti,sovrani e membri NATO-UE, perchè la Russia dice che non si può è un segnale di debolezza gravissimo che porterà semplicemente a maggiori pretese da parte Sovietica.

 

Obama e lo scudiero Gates devono capire, o meglio lo sanno già ma evitano di dirlo, che una decisione in merito agli armamenti strategici non è solo tecnica ma anche, e soprattutto, politica.

 

Reagan con un (finto) scudo spaziale vinse la guerra, loro con la mancanza di questo rischiano di perdere l'europa orientale e far crescere le pretese Iraniane e di molti altri staterelli indisciplinati del mondo.

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Bellissimo articolo, non lo condivido totalmente nei contenuti ma la carica ideale di fondo mi riempie di malinconia, vedendo dove sta andando il mondo di oggi.

C’era una volta l’America del “dissidenti di tutto il mondo,unitevi”. Una nazione che ci aveva conquistato con il suo carico ideale, la sua capacità di essere speciale, il suo sentirsi in missione per sconfiggere la tirannia e liberare i popoli oppressi. Con un buon tasso di retorica, d’accordo, e magari con un pizzico di demagogia. Ma era quello il paese di cui ci eravamo innamorati. Perché, al di là dalla temperie, del momento storico e della polemica politica quotidiana, l’America ha rappresentato per tutti noi l’idea di una libertà che era bella proprio perché universale, impossibile da rinchiudere nei confini di una nazione grande ben oltre la sua estensione geografica.

 

A capire tutto questo non c’è stato solo George W Bush e la sua, per alcuni bizzarra, teoria dell’esportazione della democrazia. Ci sono stati, prima di lui, Bill Clinton e John Fitzgerald Kennedy, Harry Truman e Ronald Reagan. Presidenti che riuscivano a parlare alla loro nazione e al resto del mondo, rilanciando l’idea di un’America pronta a impegnarsi per la sicurezza propria ma anche per la libertà altrui. Era, in fondo, il sogno americano. E per anni abbiamo vissuto in una perenne sindrome da “arrivano i nostri”. Ogni volta che c’è stato un problema, ogni volta che vedevamo compiersi un’ingiustizia, sapevamo (talvolta esagerando nella nostra fiducia) che gli americani sarebbero stati lì, dalla nostra parte.

 

Kuwait City, Kabul, Baghdad, Kosovo: c’erano spesso interessi economici e geopolitici in gioco ma a noi è piaciuto pensare che ci fosse anche un dato ideale a portare migliaia di marines in giro per il mondo a garantire la libertà e la democrazia. Così, quando abbiamo visto gli iracheni e gli afghani votare per scegliersi una costituzione e un governo, abbiamo pensato che sì, la libertà si poteva esportare. Perché non stavamo esportando un modello precostituito ma la semplice opportunità di scegliersi un modello.

 

La tensione antitotalitaria di quegli anni sembra essersi sciolta come neve al sole, da quando Barack Obama ha preso possesso dello Studio Ovale. Più che il comandante in capo del mondo libero, il 44esimo presidente americano, sembra un capo di stato che ha appena perso la guerra e gira il mondo e le sedi internazionali chiedendo scusa per tutto quel che è stato e che non sarà mai più.

 

Esattamente un anno fa, George W Bush andava alle Nazioni Unite a dire che Siria ed Iran continuavano ad essere dei pericolosi regimi, partner internazionali dei terroristi . Rivendicava con coraggio il merito di aver destituito i talebani e Saddam Hussein con operazioni che non sono state per nulla unilaterali come vorrebbero farci credere (più di trenta le democrazie coinvolte nelle due operazioni) e che, al di là del rafforzamento degli interessi americani e alleati nell’area, hanno certamente portato all’affrancamento di almeno 50 milioni di persone che da sudditi si sono trasformati in cittadini.

A 12 mesi di distanza dall’ultimo discorso di Bush all’Onu, il nuovo presidente americano incassa gli applausi di numerosi leader sinceramente antidemocratici e consegna alla storia il nuovo multilateralismo spinto che dovrebbe caratterizzare le prossime mosse dell’amministrazione a stelle e strisce.

 

Non ci spaventa il pensiero che gli Stati Uniti vogliano coinvolgere altri paesi nella lotta alle tirannie: è stato così in passato e per fortuna sarà così anche in futuro. Ci terrorizza, invece, l’ammissione che questa grande nazione ha fatto di fronte al mondo intero, certificando la paura di fare quello che le riesce meglio: osare, schierarsi, scegliere. Anche a costo di indispettire qualcuno, anche a costo di rimanere isolata, anche a costo di disegnare utopie. Quando parlavano i recenti presidenti americani, i tiranni si arrabbiavano, non applaudivano e tutti noi ci sentivamo più vicini ai dissidenti che ai regimi. Ieri, per la prima volta, non è stato così.

L’impressione è che nel tentativo di consegnare alla storia George Bush, Barack Obama stia archiviando l’idea stessa di America.

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Come è vero.

 

Mi resta da immaginare un mondo che si apre alle "aperture" dell'America, perchè se B. Obama si sbaglia la pagheremo cara.

 

Comunque oggi all'ONU Ahmadinejad verso la fine, ha parlato ad un'assemblea semideserta perchè gli altri semplicemente si sono alzati, rifiutandosi di ascoltarlo.

 

Io dico che si può concepire che Obama si orienti alla apertura, mantenendo la funzionalità degli strumenti di equilibrio geopolitico: lo scudo, per la collaborazione della Russia per isolare Teheran, è un esempio.

 

Ma era bello sentire che non si collabora con i terroristi e con chi li aiuta.

Edited by -{-Legolas-}-
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  • 2 weeks later...

Non credo c'entri il fatto di essere nero, ma sono d'accordo con te sulla valutazione. Ha promesso molto, ma in effetti concluso ancora poco.

 

C'e' da dire che attribuire ogni anno il Nobel per la pace e' una esagerazione: non c'è, ogni anno, qualcuno che meriti questo importante riconoscimento senza che poi si vada a svalutare personaggi come Mandela che lo hanno ricevuto con pieno merito.

 

Forse, come quello per la letteratura, bisognerebbe cominciare a darlo solo ogni tanto, e a qualcuno che si e' effettivamente distinto per l'eccezionalità di un gesto.

 

Altrimenti si fa solo confusione.

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C'è anche da dire che i premiati degli ultimi anni hanno fatto veramente ridere, se non piangere, parlo di Gore, Carter, Rigoberta Menchù, la Mathaai, Klerk e Mandela, Arafat ecc.

 

Ormai è diventato un premio dell'intellighenzia radical-chic europea sinistrorsa e terzomondista più che un vero riconoscimento ad uno sforzo effettivo per la pace.

 

Senza contare che, come dici giustamente tu, a volte non sanno a chi darlo e lo piazzano all'ONU, che per quel che ha fatto nella sua storia e per quel che è oggi tutto dovrebbe essere fuorchè premiato, o l'AIEA.

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A Barack Obama il Nobel per la pace!!!

 

Se non sbaglio, a febbraio è diventato presidente degli USA e, dopo solo 8 mesi, ha ricevuto il Nobel: incredibile! ... ardo dal desiderio di conoscere le motivazioni!!

 

Rispondo al post di Dindon qui:

 

Un po' di notizie a riguardo:

 

Motivazione:

 

Nobel: pace; comitato, importanti sforzi Obama su nucleare

"Il Comitato ha dato grande importanza all'impostazione di Barack Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari", ha detto il presidente del Comitato per il Nobel, Thorbjoern Jagland.

 

Commento dei talebani:

Nobel pace: Obama; talebani condannano assegnazione

"Obama avrebbe dovuto vincere il premio Nobel per la violenza" non per la pace, ha sostenuto un portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid.

 

Commento della casa Bianca:

Nobel pace: Obama; prima reazione Casa Bianca, "Wow!"

La Casa Bianca ha reagito oggi con una sola parola al Nobel per la Pace a Barack Obama: "Wow!".

È stato il portavoce presidenziale Robert Gibbs, a chi gli chiedeva una reazione a caldo, a rispondere ai media con una mail contenente solo la esclamazione di sorpresa "WOW!" scritta a lettere maiuscole e col punto esclamativo.

 

Dindon parlavi di 8 mesi?

 

Nobel pace: premio a Obama sconcerta critici e ammiratori

Barack Obama era in carica da appena due settimane quando si sono chiuse le candidature del Nobel per la pace e l'attribuzione del premio a nove mesi dall'insediamento ha sconcertato critici e ammiratori.

 

 

Diciamo che è un premio alla speranza :rotfl:

Edited by motogio
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Sono rimasto sorpreso nell'apprendere che il Presidente degli USA si è mobilitato, spostandosi fisicamente in loco, per promuovere l'assegnazione dei giochi olimpici a Chicago: uno statista di rango non si piega a simili logiche di bassi interessi.

Salvo sorprese, credo proprio che Obama rimarrà nella storia solo per essere stato il primo presidente di colore e per un Nobel carico di perplessità e imbarazzo!

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Sono rimasto sorpreso nell'apprendere che il Presidente degli USA si è mobilitato, spostandosi fisicamente in loco, per promuovere l'assegnazione dei giochi olimpici a Chicago: uno statista di rango non si piega a simili logiche di bassi interessi.

Salvo sorprese, credo proprio che Obama rimarrà nella storia solo per essere stato il primo presidente di colore e per un Nobel carico di perplessità e imbarazzo!

 

Non classificherei il suo impegno per portare i giochi olimpici a Chicago come prestarsi a logiche di bassi interessi, una qualche importanza mediatica c'è l'hanno ancora.

 

Ma non intendo polemizzare su questo quindi vi segnalo uno sketch su Obama trasmesso dal "Saturday Night Live" dove viene messo in risalto il lavoro fatto da Obama sino ad oggi, o per meglio dire cosa non ha fatto :rotfl:

 

Piccola annotazione: nel video si parla anche dei gay nell'esercito; è notizia di oggi che Obama ha autorizzato la presenza di gay nelle forze armate (sino ad oggi valeva la regola tacita del "tu non mi dici niente io non ti chiedo niente").

 

Link: Saturday Night Live -- Obama Address

 

:adorazione:

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queste sono le 'motivazioni' per cui si viene nominati, e si ottiene, il Nobel per la pace:

 

"the person who shall have done the most or the best work for fraternity between nations, for the abolition or reduction of standing armies and for the holding and promotion of peace congresses".

 

questa la motivazione per Obama:

 

"for his extraordinary efforts to strengthen international diplomacy and cooperation between peoples"

 

per i suoi straordinari 'sforzi' per ecc ecc.

 

quali sono? questi:

 

The Committee has attached special importance to Obama's vision of and work for a world without nuclear weapons.

 

Obama has as President created a new climate in international politics. Multilateral diplomacy has regained a central position, with emphasis on the role that the United Nations and other international institutions can play. Dialogue and negotiations are preferred as instruments for resolving even the most difficult international conflicts. The vision of a world free from nuclear arms has powerfully stimulated disarmament and arms control negotiations. Thanks to Obama's initiative, the USA is now playing a more constructive role in meeting the great climatic challenges the world is confronting. Democracy and human rights are to be strengthened.

 

Only very rarely has a person to the same extent as Obama captured the world's attention and given its people hope for a better future. His diplomacy is founded in the concept that those who are to lead the world must do so on the basis of values and attitudes that are shared by the majority of the world's population.

 

For 108 years, the Norwegian Nobel Committee has sought to stimulate precisely that international policy and those attitudes for which Obama is now the world's leading spokesman. The Committee endorses Obama's appeal that "Now is the time for all of us to take our share of responsibility for a global response to global challenges."

 

 

Mi pare tutto chiaro. Si, si premia anche la volontà, non solo i risultati. Anche perchè quelli vengono solo raramente, mi vengono solo Gandhi e Mandela, in tutta sincerità.

 

Qui le curiosità (alcune succose) sul Nobel per la Pace:

 

http://nobelprize.org/nobel_prizes/peace/shortfacts.html

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il premio nobel a Obama è una '' strusciata '' della vecchia europa al mondo multipolare di cui il nuovo presidente usa sarebbe il principio ; un modo di dire collaboriamo , magari sperando di condizionare il presidente nella sue scelte di politica estera (aumento delle truppe in Afganistan e attacco all Iran)

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Non credo che i norvegesi del comitato del Nobel abbiano visioni cosi' sofisticate.

 

Forse, semplicemente, diamo troppa importanza all'evento. Nemmeno il ricevente ne ha data poi tantissima.

 

 

Concordo su tutto, è un premio svuotato del suo significato ormai da anni, ma in europa gli si sta dando un risalto immane alimentando la santificazione di obama (con titoli decisamente geniali come quello di repubblica online "Obama come Carter e Gore" :asd:).

 

Però temo che i sudditi di harald c'entrino poco nella questione ;)

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