Jump to content

Questione Alitalia


julian
 Share

Recommended Posts

E l’opposizione? Solo Di Pietro s’infuria. Tace il Pd. O farfuglia. Sarà mica perché si profila un inedito conflitto d’interesse fra Roberto Colaninno (prossimo presidente Alitalia) e il figlio Matteo, ministro per lo Sviluppo economico nel governo ombra del Partito democratico?

 

Un conflitto d’interesse fra Roberto Colaninno e il figlio ministro ombra del Partito democratico?

.... ma chi le scrive queste c****te? ... faccelo sapere così evitiamo di acquistare il giornale che le pubblica!

Link to comment
Share on other sites

  • Replies 585
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

... allora dimostri di non aver capito!!!

un conto è coordinarsi con Air France, Lufthansa, ecc. , un altro è essere acquistati da Air France!

... eppure mi sembra semplice!

 

 

Tutto inutile. Se Berlusconi facesse un autentico miracolo e domanttina Alitalia tornasse a guadagnare e magari magicamente avesse una flotta d'aerei nuova, qualcuno avrebbe sempre da lamentarsi.

 

Berlusconi sta facendo meglio di Prodi è questo è già tanto. Per i miracoli ci vuole qualcuno + sù.

Link to comment
Share on other sites

Tutto inutile. Se Berlusconi facesse un autentico miracolo e domanttina Alitalia tornasse a guadagnare e magari magicamente avesse una flotta d'aerei nuova, qualcuno avrebbe sempre da lamentarsi.

 

Berlusconi sta facendo meglio di Prodi è questo è già tanto. Per i miracoli ci vuole qualcuno + sù.

Ma come? Mi hai deluso! Ed io che credevo che San Silvio... :bye:

 

Scherzi a parte, quella del conflitto d'interessi mi sembra una cretinata... E comunque, come già detto prima, questa divisione in Good e Bad Company è quanto di meglio si possa fare ora. Che stia facendo meglio o peggio di Prodi non credo si possa dire, semplicemente perchè, come ha già detto paperinik nel suo post chiarissimo (dimostrativo del fatto che di Alitalia ne sappia abbastanza), prima ci si muoveva in un contesto diverso, e non solo per via del carburante, che anche passando ad incidere dal 13 al 26% sul costo del volo per la compagnia, comunque incide meno del fattore S, ossia il fattore sindacato.

 

Se la pratica dell'accollare al contribuente funzionerà, sarò ben felice di pagare i miei 20 euro ma di non vedere 20000 persone in mezzo ad una strada, anche se non mi sembra giusto che gli italiani debbano pagare ancora una volta di tasca loro per gli sperperi dell'amministrazione fallimentare di un'azienda a capitali (a amministrazione) pubblici.

 

Con l'ingresso di AirOne nei capitali AZA anch'io credo che il partner di Alitalia sarà Lufthansa, il che sarebbe anche secondo me meglio di un'alleanza con AF-KLM che ha interessi in conflitto con quelli di Alitalia. Ipotizzando uno scenario europeo di questo tipo, ossia Iberia-British Aiways, Air France-KLM e Lufthansa-Alitalia, si creerebbe un livello di competizione tra corporate che non potrebbe che giovare in termini di servizio e costo del biglietto. Me lo auguro, sinceramente, ho sempre avuto un debole per l'efficienza assoluta della Lufthansa, è una compagnia da porre a modello per tutte le altre, secondo me.

Link to comment
Share on other sites

Anche io vedrei meglio una collaborazione con Lufthansa piuttosto che con AF/KLM. Anche perchè storicamente il competitor di AZ è proprio AF...

Inoltre le attuali destinazioni di AZ sono più complementari ad LH che non AF/KLM (che assieme volano praticamente ovunque). I tedeschi inoltre hanno una prtnership con Air One e quindi l'integrazione fra i vari sistemi sarebbe più semplice.

 

Ovviamente AF/KLM avrebbe tutto interesse a entrare in affari con QUESTA Alitalia, poichè una NEWCO privatizzata, esente da debiti, con una flotta ringiovanita farebbe gola a tutti. Tanto più che in questo modo il gruppo franco-olandese si garantirebbe una leadership a livello mondiale, costruendo la seconda alleanza aerea più grande del globo.

 

 

NOTA:

Nella Bad Company che andrà liquidata confluiranno pure una trentina di aerei, sarei curioso di sapere quali (sicuramente gli esemplari più vetusti di Super80)! Ciò non deve preoccupare il contribuente poichè non sarà difficile monetizzare queste macchine vendendole a qualche linea aerea del terzo mondo....ma non solo a loro (ci sono linee aeree italiane che volano sui vecchi Md-80 ex Alitalia, vero Tuccio?!).

 

Mi piacerebbe sapere anche su quali macchine punterà il piano di rilancio, da quello che ho letto 120 aerei (circa) saranno di casa Airbus: quindi immagino la flotta Airbus di AZ (A319, A320, A321) e quella di Air One (A320 e 2 nuovissimi A330). E invece cosa resterà in mano alla Boeing? Sicuramente i 12 B-777 AZ, ma i B-767/200LR??? Dopotutto sarebbe antieconomico avere in flotta sia gli A330, sia i B-767....verranno ordinati altri A330??? Chissà (Air One ha una opzione di acquisto per 20 aerei A330-200 e A350)! E che fine faranno i B-737 (ancora giovani) di Air One? Il piano parla di un dimezzamento dei modelli in uso ad AZ, da 9 a 4: non capisco come!

Immagino invece che la componente regional liner rimarrà invariata con gli ottimi ATR ed Embraer (145 e 170), senza dimenticare che però Air One ha recentemente acquisito 10 Bombardier CRJ-900.

E gli Md-11F Cargo? Che fine faranno?

Di fatto il piano parla della riduzione degli aerei da 239 aerei (la flotta di AZ+Air One corrisponde a questa cifra: 173 di AZ più una 60ina di Air One) a 158.

Edited by paperinik
Link to comment
Share on other sites

(ci sono linee aeree italiane che volano sui vecchi Md-80 ex Alitalia, vero Tuccio?!).

 

Mi piacerebbe sapere anche su quali macchine punterà il piano di rilancio, da quello che ho letto 120 aerei (circa) saranno di casa Airbus: quindi immagino la flotta Airbus di AZ (A319, A320, A321) e quella di Air One (A320 e 2 nuovissimi A330). E invece cosa resterà in mano alla Boeing? Sicuramente i 12 B-777 AZ, ma i B-767/200LR??? Dopotutto sarebbe antieconomico avere in flotta sia gli A330, sia i B-767....verranno ordinati altri A330??? Chissà (Air One ha una opzione di acquisto per 20 aerei A330-200 e A350)! E che fine faranno i B-737 (ancora giovani) di Air One? Il piano parla di un dimezzamento dei modelli in uso ad AZ, da 9 a 4: non capisco come!

Immagino invece che la componente regional liner rimarrà invariata con gli ottimi ATR ed Embraer (145 e 170), senza dimenticare che però Air One ha recentemente acquisito 10 Bombardier CRJ-900.

E gli Md-11F Cargo? Che fine faranno?

Di fatto il piano parla della riduzione degli aerei da 239 aerei (la flotta di AZ+Air One corrisponde a questa cifra: 173 di AZ più una 60ina di Air One) a 158.

Purtroppo sì...

 

Itali-Airlines-MD82-gross.jpg

 

Comunque sarei veramente curioso di sapere come sperano di conciliare CRJ ed Embraer, 777, 767 e A330 (io, naturalmente, patteggio per l'esercizio dell'opzione :drool: ) e come mai vogliono tagliare gli MD-11F... MAH, le banche farebbero meglio a limitarsi a concedere i prestiti, per le cose serie dovrebbero lasciare lavorare chi di competenza, e se chi di competenza non ha ancora un'idea di come disporre la flotta...

 

Comunque, chaffe, è quello che mi chiedo anch'io: ma perchè :censura: non lo rimandano a casa 'sto :censura: maledetto :censura: che non è altro? Ieri mattina non voleva volare perchè ha dormito male, ed io la mattina mi alzo alle 4.30 per preparargli i piani di volo... La prossima volta dormirò male anch'io, poi vengono loro qui a pescara a farsi la documentazione... :furioso: :furioso: :furioso:

Link to comment
Share on other sites

Paperinik, perdonami, ma sono riuscito a leggere solo le prime 5 pagine della discussione e davvero (credimi), non posso soffermarmi a continuare la mia lettura del thread.

 

Mi faresti il piacere di riassumere in un piccolo post le due offerte a confronto?

 

Se ho capito bene ora è stata conclusa la trattativa con la cordata italiana?

 

Quale sarà l'HUB della CAI?

 

Grazie per la pazienza, magari metti tutto in grassetto o rosso, così chi come me si trova a dover leggere una discussione di pagine e pagine può orientarsi meglio e carpire le informazioni più importanti (anche perché la maggior parte del tempo molti hanno divagato offendendo i rispettivi avversari politici).

Link to comment
Share on other sites

Non si capisce bene che cosa stia festeggiando questo signore visto che negli utlimi quindici anni è stato Presidente del Consiglio per circa sette, cioè la metà: in questi quindici anni, Alitalia ha perso quindi miliardi di euro di soldi nostri, quindi la metà dei soldi persi è colpa sua, dei suoi governi, e l'altra metà è colpa dei governi di centrosinistra perché la politica ha sempre tenuto le mani su Alitalia e, come vedremo, continuerà a tenercele anche dopo averla fatta fallire innumerevoli volte.

Prodi e Padoa Schioppa, una delle poche cose buone fatte dal governo di centrosinistra, avevano trovato la quadra: erano riusciti a convincere AirFrance a rilevare tutto. Il che avrebbe comportato niente fallimento, niente ricorso alla legge Marzano sulle aziende decotte, nascita di un polo europeo molto grosso, avrebbe compreso AirFrance, KLM e Alitalia, che si sarebbe potuto misurare sui mercati internazionali dove ormai le compagnie aeree sono grandi, consorziate, fondate su alleanze tra più Paesi. Ce la saremmo cava con 2150 esuberi: questo era il piano che era stato presentato da Messieur Spinetta, e così sarebbe stato se si fosse chiusa la trattativa con i francesi subito, all'inizio della primavera, mentre adesso ne avremo 6-7000, di esuberi, cioè il triplo. L'AirFrance avrebbe pagato un miliardo e settecento milioni per comprarsi le azioni dell'Alitalia e avrebbe investito 750 milioni, in pratica avrebbe sborsato e ci sarebbero arrivati dalla Francia la bellezza di due miliardi e seicento milioni. Ora vedremo che, invece, quei soldi glieli diamo noi. Non solo non li incassiamo, ma li perdiamo. In più sarebbe stata salvata e ristrutturata Malpensa e sarebbe stato potenziato l'aeroporto di Fiumicino. Questo, in sintesi, era ciò che era stato concordato tra il governo Prodi e l'AirFrance e che è saltato perché sono arrivati Berlusconi e suoi lanzichenecchi e perché i sindacati, completamente accecati dal breve periodo, non hanno saputo scegliere tra un piccolo sacrificio oggi e un enorme dissanguamento domani, quello che invece avremo.

Cosa non va in questo nuovo piano che è stato chiamato "Fenice", perché pare quasi l'araba Fenice che risorge dalle sue ceneri - è un truffa naturalmente: sono abilissimi a chiamare le cose con un nome diverso da quello reale per nascondere la realtà -? L'Alitalia viene divisa in due società. La Bad Company, la discarica, rimane a noi, allo Stato, con tutti i debiti. E' una società che contiene debiti. La Good Company, invece, è quella meravigliosa, profumata, balsamica. Quella va ai privati, sedici privati, scelti privatamente con trattativa privata da Berlusconi e dai suoi uomini, che hanno ottime armi per chiedere piccoli favori agli imprenditori in vista di restituirli in grande stile, come vedremo, con vari conflitti di interessi. Quindi noi ci teniamo i debiti e quel poco che vale di Alitalia lo regaliamo ai privati che fanno anche la figura dei salvatori della Patria, dei Cavalieri Bianchi.

La Bad Company, affidata a uno che si chiama Fantozzi perchè si capisca bene qual è il problema, è dunque piena di buchi e li ripianeremo noi. I conti pubblici verranno ulteriormente sfasciati, saranno più in rosso che mai e noi pagheremo progressivamente una "tassa Alitalia" anche se non la chiameranno così, ce la nasconderanno sotto qualche voce strana. Anche perchè Alitalia viene incorporata ad AirOne che a sua volta è piena di buchi. Oltre a non incassare, spenderemo, probabilmente, intorno al miliardo di euro - un terzo dei tagli alla scuola decisi da questo governo - e in più avremo 6-7000 persone per la strada che verranno messe in cassa integrazione a zero ore, avranno vari scivoli, ovviamente pagati con la cassa integrazione sempre con soldi nostri, e alla fine qualcuno verrà licenziato e - questi sono liberisti - vogliono infilare del personale in esubero nelle Poste. Un mese fa ci avevano detto che le Poste sono sovradimensionate e devono ridurre il personale, adesso ci raccontano che il personale delle Poste aumenterà perché arriveranno gli steward, le hostess, forse qualche pilota. Verranno travestiti da postini così risolveremo il problema. Naturalmente pagheremo noi.

La Good Company, quella buona che viene regalata ai privati nell'ambito della famosa usanza tutta italiana di privatizzare gli utili e statalizzare le perdite, è formata da sedici grandi e lungimiranti capitani coraggiosi che, tutti insieme, sono riusciti a mettere da parte la miseria di un miliardo di euro; che non basta, naturalmente, a rilanciare Alitalia. Basti pensare che il prestito ponte, fatto ad aprile dal governo Prodi morente su richiesta del nascente governo Berlusconi, era di 300 milioni e l'Alitalia in tre mesi se li è mangiati. Dove prenderanno questi soldi? Mica li tirano fuori dalle loro tasche: in gran parte arriveranno dalle banche che sono molto coinvolte, come vedremo, in questa cordata. Taglieranno tutto il tagliabile, ridurranno le rotte internazionali, squalificheranno ulteriormente Fiumicino, Malpensa resterà al palo con Bossi, la Moratti e Formigoni che ululeranno alla Luna: mentre prima se la prendevano col governo di centrosinistra adesso gli sarà un po' più difficile prendersela con il loro. In compenso abbiamo una caterva, un groviglio, una giungla di conflitti di interessi perché non c'è solo quello di Berlusconi. Il conflitto di interessi, non risolto da nessuno quando ce l'aveva soltanto lui, adesso è diventato un'epidemia e ce l'hanno in tanti.

Primo conflitto di interessi: abbiamo Carlo Toto, proprietario dell'AirOne, che con 450 milioni di debiti riesce a piazzare il colpo della vita. L'AirOne viene incorporata all'Alitalia, intanto il nipote Daniele è stato candidato ed eletto nel Popolo della Libertà. E' li a vigilare, evidentemente. Abbiamo tre soggetti che sono impegnati in opere pubbliche e sono addirittura pubblici concessionari dello Stato. Lo Stato, in questo conflitto di interessi, li ha convocati facendogli sapere che era bene per loro se aderivano all'appello del Presidente del Consiglio. Sono Salvatore Ligresti, noto immobiliarista, assicuratore, palazzinaro, pregiudicato per Tangentopoli. Marcellino Gavio, un altro che ai tempi di Di Pietro entrava e usciva dalla galera. L'ottimo Marco Tronchetti Provera che dopo aver ridotto come ha ridotto la Telecom è anche lui nel settore immobiliare. In più abbiamo la famiglia Benetton, l'apoteosi del conflitto di interessi perchè è pubblico concessionario per le Autostrade, è gestore, dopo averlo costruito, dell'aeroporto di Fiumicino, e in futuro sarà uno dei proprietari di Alitalia. Come gestore di Fiumicino deciderà lui quali tariffe far pagare all'Alitalia per usare Fiumicino. Tutto in famiglia.

Gli immobiliaristi di cui sopra, e di cui anche sotto come vedremo, sono tutti molto interessati a una colata di miliardi che sta arrivando su Milano e la Lombardia per l'Expo. L'Expo prevedere 16 miliardi freschi per pagare nuove infrastrutture, costruzioni, palazzi, due autostrade, due metropolitane, una tangenziale, una stazione, ferrovie, ecc... indovinate chi si accaparrerà questi lavori? Esattamente coloro che hanno fatto i bravi e hanno accolto l'appello del governo.

Poi abbiamo Francesco Bellavista Caltagirone che con l'ATA ha delle mire su Linate. Abbiamo Emilio Riva, un acciaiere eccezionale supporter di Berlusconi. E abbiamo l'ottima famiglia Marcegaglia: non solo c'è la Emma, che è un'ottima valletta di Berlusconi, che cinge con il suo braccio nelle riunioni di Confindustria come se fosse una Carfagna o una Brambilla qualsiasi, ma abbiamo anche la sua famiglia, il gruppo imprenditoriale Marcegaglia, famoso per condanne e patteggiamenti assortiti da parte del padre e del fratello della signora. Che è presidente di Confindustria, tra l'altro, e quindi tratta per conto di tutti gli industriali con il governo e privatamente si è infilata in questa meravigliosa avventura.

Abbiamo la banca Intesta dell'ottimo banchiere Passera, banchiere di centrosinistra che si è messo subito a vento, e che fungerà con il conflitto di interessi: prima ha fatto l'advisor per trovare la soluzione per Alitalia e poi è entrata nella compagine azionaria della nuova Alitalia, la Good Company.

Abbiamo i fratelli Fratini che sono, anche loro, immobiliaristi toscani, magari interessati a mettere un piedino a Milano in occasione dell'Expo, per prendere la loro fettina di torta.

Abbiamo un certo Davide Maccagnani che è molto interessante: Alberto Statera su Repubblica ha raccontato chi è, uno che produceva missili per testate nucleari e adesso si è riconvertito all'immobiliare. Si presume che avrà anche lui le sue contropartite sotto forma di terreni.

In realtà gli interessi stanno a terra anche se Alitalia dovrebbe volare.

Poi, dulcis in fundo, il presidente dei sedici campioni del Tricolore, che è Roberto Colaninno, che già ha dei meriti storici per avere riempito di debiti, comprandola a debito, la Telecom ai tempi della Merchant Bank D'Alema & C. a Palazzo Chigi, e adesso si propone anche lui per il suo bel conflitto di interessi familiare in quanto suo figlio, Matteo, è ministro ombra dell'industria del Partito Democratico. Così ombra che non ha praticamente proferito verbo di fronte a questo scandalo nazionale perché prima era contrario, naturalmente alla soluzione Berlusconi, poi è arrivato papà. Come si dice "i figli so' piezz 'e core", ma pure i padri! Ha detto "sono un po' in imbarazzo", poi il giorno dopo ha detto "no, non sono per niente in imbarazzo". Insomma, non ha detto niente e soprattutto continua a rimanere ministro molto ombra, diciamo ministro fantasma, dell'industria del Partito Democratico.

Fatto interessante: qualche anno fa furono condannati in primo grado per bancarotta nel crack del Bagaglino Italcase, una brutta e sporca faccenda immobiliare, alcuni big dell'industria e della finanzia italiana come il banchiere Geronzi, Marcegaglia papà - il papà della valletta - e Colaninno Roberto - papà del ministro fantasma. Bene, tutti e tre a vario titolo sono impegnati, dopo la condanna in primo grado, in questa meravigliosa avventura, perché anche Mediobanca si sia mossa dietro le quinte poiché Geronzi sta per diventare il padrone unico della finanza italiana eliminando anche quei pochi controlli che venivano dalla gestione duale della banca che fu di Cuccia. Insomma, questo è il quadro. E' interessante perché probabilmente sono state violate una mezza dozzina di leggi, d'altra parte non ci sarebbe Berlusconi se fossimo tutti in regola con la legge.

Intanto la legge del mercato: vengono addirittura sospese le regole dell'Antitrust e i poteri del garante dell'antitrust perché bisogna dare tempo di consumare tutti questi conflitti di interessi e queste occupazioni del libero mercato. Intanto, il matrimonio Alitalia-AirOne che sgomina qualsiasi concorrenza in Italia soprattutto sulla tratta Milano-Roma. Sarà gestita in monopolio da questa nuova Good Company dove c'è dentro Toto e l'Alitalia. Non ci sarà concorrenza, non si potrebbe e allora si sospendono le regole. Che sarà mai, una più una meno... un piccolo lodo Alfano per la nuova Alitalia non si nega a nessuno. La concorrenza va a farsi benedire: i prezzi quindi li fisserà il monopolista quindi non ci sarà possibilità di gare al ribasso. La condizione che ci era stata imposta dalla Commissione Europea, dal governo europeo, per autorizzare il famoso prestito ponte che ha consentito all'Alitalia di fumarsi quegli ultimi 300 milioni di euro, era che l'Alitalia per un anno non si espandesse, restasse esattamente così com'era. Con questo accordo viene violata quella condizione perché Alitalia si mangia AirOne e quindi si espande, altroché! Ben prima di quell'anno che era stato imposto dalla Commissione Europea che quindi, se le parole e gli accordi hanno ancora un senso, dovrebbe condannarci e vietarci questa operazione.

In più viene cambiata un'altra legge italia, la legge Marzano sulle imprese decotte, che dovrà essere modificata perché questi capitani coraggiosi mica entrano in Alitalia rischiand qualcosa: non rischiano niente! Vogliono mettersi preventivamente al riparo dal rischio che qualche creditore o dipendente della vecchia Alitalia si rivalga sulla nuova, cioè chieda loro di sobbarcarsi qualche rischio. Verranno tutelati in tutto e per tutto, saranno inattaccabili, anche loro anche uno scudo spaziale, il loro piccolo Lodo Alfano per cui se qualcuno gli chiede qualcosa fanno finta di niente, dicono "io non so chi sei, mi trovo qua per caso". Nessun rischio di revocatoria o di rivalsa da parte dei creditori e dipendenti. E dove andranno a rivalersi? Naturalmente dalla Bad Company, quella decotta, quella nostra, dello Stato: pagheremo tutto noi. Per cambiare gli ammortizzatori sociali, altra deroga alla legge Marzano perché ci sarà bisogno di risorse per queste 6-7000 persone che finiranno per la strada o alle Poste, come ci è stato raccontato spiritosamente, in quanto non siamo attrezzati per far fronte a questa fiumana di lavoratori in uscita. In più, il governo promette di detassare le aziende che assumono ex dipendenti dell'Alitalia. E' un'altra cosa spettacolare: l'Italia è piena di aziende decotte, di gente che finisce per la strada: quei lavoratori lì si fottono, mentre gli ex-lavoratori Alitalia avranno il privilegio di poter andare da alcune aziende che se li assumeranno avranno riduzioni fiscali. Così: cittadini di serie A e cittadini di serie B.

L'Europa ci tiene d'occhio anche perchè il prestito ponte aveva anche escluso che per un anno la società Alitalia venisse messa in liquidazione in regime concordatario. L'Alitalia aveva dunque garantito di pagare tutti i creditori. Adesso, se la nuova società non li paga, quelli si rivalgono ma non solo. La Good Company dovrà comprarsi tutti gli aerei e gli slot dalla Bad Company - l'attuale Alitalia moribonda - e rifare tutti i contratti dei dipendenti o almeno di quelli che terrà con sé. Quanto pagherà tutti questi beni la Good alla Bad? Se li pagassero per quello che valgono sulla carta, la vecchia Alitalia probabilmente avrebbe i soldi per onorare i suoi debiti, circa 2-2.5 miliardi di euro. Naturalmente, visto l'aria che tira, se i nuovi proprietari tirano fuori un miliardo di euro per comprare quella roba è già tanto. Quindi, la vecchia Alitalia rimarrà in profondo rosso, non avrà i soldi per pagare i creditori, e i creditori da chi andranno? Non potendo andare dalla Good che è immunizzata andranno dal governo che dovrà tirare fuori i soldi. A questo punto ci arriva addosso l'Europa perché se lo Stato paga i debiti di un'azienda si configura come aiuto di Stato. Questo è vietato perché, altrimenti, tutte le altre aziende d'Europa si incazzano e dicono "perchè noi dobbiamo andare avanti con le nostre gambe e se non ce la facciamo falliamo mentre in Italia lo Stato interviene a rabboccare quando i conti delle sue società sono in rosso?". Ci arriverà addosso una procedura di infrazione, con condanna, con multa che aggraverà ancora la spesa di questa operazione folle e faraonica. In più, la nuova Alitalia, dato che sarà l'unico soggetto solvibile dovrà sobbarcarsi, allora sì, tutti i debiti che lo Stato non poteva pagare. Dovrà pagare tutti i creditori e rimborsare quei trecento milioni di prestito ponte allo Stato, visto che la Bad Company è dello Stato. Lo Stato non può restituirsi i soldi da solo, sarebbe una partita di giro.

Come avete visto Berlusconi ha risolto brillantemente anche l'emergenza Alitalia con lo stesso sistema con cui dice di aver risolto l'emergenza monnezza a Napoli: nascondendo il pattume sotto il tappeto. Che succederà in futuro? Questi 16 capitani coraggiosi devono rimanere fermi per cinque anni. Dopo cinque anni possono rivendere le loro quote della Good Company. Secondo voi che cosa fanno? Sono 16 soggetti nessuno dei quali ha il minimo interesse e il minimo background per occuparsi di voli. Non gliene frega niente dell'Alitalia, gliene importa in virtù delle contropartite. Prenderanno le loro quote e le venderanno a quello che sta per diventare il partner industriale, quello che sa come si fa a volare, che sarà AirFrance se vincerà Tremonti o Lufthansa se vincerà Gianni Letta che ha gestito questa operazione. Entro il 2013 questi possono rivendere. E che faranno? Svenderanno, come si sa, ai francesi o ai tedeschi, così i francesi dell'AirFrance si prenderanno la compagnia italiana, che diventerà compagnia francese - non ci sarà più nessuna bandierina da nessuna parte, è tutto finto che questa sia una cordata italiana - a condizioni migliori di quanto se l'avrebbero presa se si fosse dato retta a Prodi e Padoa Schioppa. Pagheranno quattro lire invece che due miliardi e seicento milioni che si erano impegnati a pagare. La prenderanno anche molto più snella perché non ci saranno più i dipendenti in esubero e i debiti da cui li avremo liberati a spese nostre. Questa sì è la svendita di Alitalia ai francesi e agli stranieri, mentre quella di Prodi non lo era. Avremo così una compagnia francese che si chiamerà Alitalia e che probabilmente raschierà via molto presto il simbolino dalle ali degli aerei.

Ci resta comunque una consolazione in tutto questo: in questi cinque anni potranno continuare a fare il bello e il cattivo tempo in Alitalia: potranno continuare a metterci il naso, avendo portato loro questi imprenditori. Faranno fare a questi imprenditori più o meno quello che vorranno, sono tutti imprenditori assistiti o amici dei politici, nel solco di quella tradizione per la quale Alitalia è sempre rimasta in rosso: che la gestivano con criteri politici e non manageriali.

Pensate soltanto che un mese fa il governo Berlusconi ha stanziato un milione di euro per ripristinare l'imprescindibile volo Roma-Albenga tanto caro al ministro Scajola che sta a 30 km da Albenga, cioè Imperia, e ci tiene ad atterrare con l'aereo nel cortile di casa.E' meglio che rimanga ancora un po' in mani italiane perchè la gestiscono così, un po' come il vecchio ministro Nicolazzi gestiva le Autostrade e si faceva fare lo svincolo a Gattico, proprio sotto casa sua, nella famosa autostrada Roma-Gattico.

Ci resta un'altra consolazione, cioè il fatto che ritorna il comunismo: Berlusconi che convoca imprenditori, cambia leggi, organizza cordate, il governo che dirige gli affari dell'impresa privata, sistema debiti, sposta dipendenti, fa piani quinquennali, ecc. ricorda tanto la grande Unione Sovietica di Stalin, di Breznev, di Cernienko.

 

http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.i...blogdoc=2010895

 

i salvatore di alitalia

 

capitanicoraggiosi_img_articolo.jpg

Link to comment
Share on other sites

La Bad Company, affidata a uno che si chiama Fantozzi perchè si capisca bene qual è il problema, è dunque piena di buchi e li ripianeremo noi. I conti pubblici verranno ulteriormente sfasciati, saranno più in rosso che mai e noi pagheremo progressivamente una "tassa Alitalia" anche se non la chiameranno così, ce la nasconderanno sotto qualche voce strana. Anche perchè Alitalia viene incorporata ad AirOne che a sua volta è piena di buchi. Oltre a non incassare, spenderemo, probabilmente, intorno al miliardo di euro - un terzo dei tagli alla scuola decisi da questo governo - e in più avremo 6-7000 persone per la strada che verranno messe in cassa integrazione a zero ore, avranno vari scivoli, ovviamente pagati con la cassa integrazione sempre con soldi nostri, e alla fine qualcuno verrà licenziato e - questi sono liberisti - vogliono infilare del personale in esubero nelle Poste. Un mese fa ci avevano detto che le Poste sono sovradimensionate e devono ridurre il personale, adesso ci raccontano che il personale delle Poste aumenterà perché arriveranno gli steward, le hostess, forse qualche pilota. Verranno travestiti da postini così risolveremo il problema. Naturalmente pagheremo noi.

 

Solo quest'estratto del tuo noiosissimo articolo per dire una parola: spazzatura.

 

Chi scrive che Air One è piena di buchi è qualcuno che non ha la più pallida idea in materia aeronautica commerciale.

Link to comment
Share on other sites

Concordo con Paperinik e aggiungo che oltre a non saper nulla di areonautica commerciale non ha la minima idea di quello che dice. Non ci saranno 7000 esuberi ma circa 3000 di meno e questi riceveranno ammortizzatori sociali(quelli che dovrebbero essere previsti per tutti i precari d'Italia se la legge Biagi fosse comleta) finchè non verranno riassorbiti in aziende private.Niente poste o altro di cui si va ciarlando in certi ambienti. Per favorire ciò le aziende saranno incentivate ad assumere ex dipendenti alitalia.

Chi ha sospeso i poteri dell'antitrust???Dove e quando??? ma se proprio lei sta verificando il corretto funzionamento della trattativa???

MA chi le scrive certe stupidagggini??? EDIT: ora lo so! Travaglio e Grillo. Chi altro se non loro???

 

Parentesi: AirOne nel 2007 ha trasportato oltre 7.5 milioni di passeggeri con un incremento del 19.4% rispetto al 2006. I ricavi sono stati 611,5 milioni di euro con un utile netto è stato pari a circa 7 milioni di euro. l'indebitamento è sconosciuto.

Edited by Venon84
Link to comment
Share on other sites

Leviathan, per la miseria, potresti fare dei sunti degli articoli che leggi, invece di postarli direttamente...

 

capirai che già se un post è lungo, difficilmente si legge fino alla fine, poi se contiamo che è anche ricco di inesattezze...la voglia scompare dopo le prime 10 righe.

 

Comunque, tornando al discorso,io ho sempre più confusione riguardo la vicenda, e gradirei avere un breve ed incisivo quadro della situazione.

 

Per aiutarvi in questo ingrato compito, scrivo qui di seguito qualche domanda essenziale alla quale gradirei avere una risposta veloce e precisa:

 

- In questo momento, quale proposta è stata accettata? (AF+KLM o Air One)?

-La nuova compagnia aerea si chiamerà CAI, giusto?

-Quale sarà l'HUB di questo vettore?

-è previsto un ammodernamento/revisione della flotta?

-Quali rotte saranno servite per il momento? Continuerà il servizio intercontinentale?

-Ho letto che gli esuberi nella proposta AF sono stati addirittura stimati come 7000. Da dove deriva questo valore? è esagerato?

 

 

Se ho mancato qualcosa di importante potrete sempre aggiungerlo voi in un secondo momento.

Ringrazio tutti per la preziosa collaborazione!

Link to comment
Share on other sites

Condividendo a pieno (come sempre) quanto detto da Venon84 qui sopra aggiungo qualche indicazione ufficiale del piano di salvataggio, e solo su queste indicazioni è opportuno discutere, poichè fare speculazioni politiche (come hanno fatto gli autori di quell'indondatissimo articolo) sulla testa di chi rischia il posto di lavoro è davvero spregevole.

 

ESUBERI E PERSONALE:

Inoltre, secondo il ministro, ci sono buone prospettive di ricollocazione per gran parte del personale che sarà considerato in esubero dopo la fusione tra Alitalia ed Airone, vale a dire 3.250 lavoratori. E nel complesso la nuova società avrà 14.250 dipendenti. Di questi, però, sempre secondo quanto ha riferito Sacconi, 2.750 saranno addetti in outsourcing, cioè fuori dal perimetro dell'organico aziendale. In particolare, in outsourcing, secondo il piano predisposto da Cai, andranno 700 addetti ai servizi amministrativi di call center e di information technology, la cosiddetta zona grigia, 1.600 addetti alla manutenzione pesante e 450 addetti del settore cargo.

Ricordo che AF/KLM aveva stimato gli esuberi inizialmente in meno di 2000 (1700 se non ricordo male), salvo poi attestare le sue richieste (che non sono mai state rese ufficiali, poichè Spinetta godeva del beneficio della trattativa esclusiva e riservata con il Governo PRodi) sui 2700. Cosa questsa che aveva fatto infuriare i sindacati...che all'epoca opposero al Governo ancora il proprio niet....saranno contenti oggi che, di fronte all'unica alternativa al fallimento, sono obbligati ad accettare questo incremento di circa 500 esuberi. Comunque era logico per qualunque addetto ai lavori che un serio piano di rilancio avrebbe implicato il sacrificio di 2500-4000 dipendenti.

 

SETTORE CARGO:

Sacconi ha poi spiegato che «in questo momento il progetto non comprende le attività cargo. Si sta discutendo se questo settore sia opportuno che venga assunto nell'ambito della società, ma non ci sarà comunque problema per il proseguo dell'attività cargo. Ci sono infatti molti interessi e non si deve temere alcuna interruzione».

 

Probabilmente dipenderà da quale partner internazionale verrà scelto. Se si tratterà di AF/KLM sicuramente il settore Cargo di AZ (da sempre produttivo) verrà eliminato, poichè in stretta concorrenza con AF Cargo (leader del settore con una flotta di ben 13 B-747)

 

ROTTE E BASI

Nel frattempo si apprendono alcuni dettagli del piano industriale. La quota del mercato domestico della nuova Alitalia, insieme ad Air One , secondo quanto ha riferito l'ad di Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli, passerá dal 30 al 55%. La compagnia avrà anche quattro nuove basi nel mercato domestico: Napoli, Catania, Venezia e Torino. Quanto allo sviluppo nell'intercontinentale, sono state indicate 16 destinazioni. Previsto anche il completo rinnovamento della flotta con 60 nuovi aerei nell'arco di 4-5 anni, per un valore complessivo di 2 miliardi di euro. In totale, saranno 65 le destinazioni raggiunte dalla nuova Alitalia fra mercato domestico ed internazionale. Lo scalo di Linate sará dedicato esclusivamente alla tratta Roma-Milano. Cinque saranno invece le nuove rotte sul lungo raggio. L'obiettivo indicato da Sabelli è quello di «massimizzare le sinergie con AirOne, evitando sovrapposizioni, ed aumentando le rotte nel breve e medio raggio».

 

Fa molto piacere sapere che il ruolo di AZ nel mercato intercontinatale non verrà ulteriormente compresso (attualmente siamo ai limiti dell'inaccettabile per quantità di destinazioni volate direttamente, mi pare con sole 11 destinazioni) ma verrà aumentato.

 

Su queste indicazioni discuto volentieri, il resto -ripeto-è spazzatura da tribuna politica o strumentalizzazione da comizio elettorale.

Link to comment
Share on other sites

Allora Balthasar. sinteticamente.

 

L'offerta di AF/KLM è stata ormai da tempo ritirata. Così come è stata ritirata l'offerta concorrente di Air One. Si trattava di offerte per l'acquisto dell'azionariato di AZ in mano al Tesoro, quindi in linea di massima assunzione sia di attività che di passività (anche se entrambe le offerte ponevano condizioni ben precise per l'acquisizione).

 

L'operazione odierna è invece un piano industriale di salvataggio fondato sulla costtuzione di due nuova società: una c.d. NEWCO che acquisterà la parte produttiva di AZ (personale, aerei, rotte, slot, immobili, diritti reali, etc) e una c.d. Bad company su cui verranno riversate le passività di AZ e che verrà messa in liquidazione. La NEWCo verrà rilevata da azionisti privati che investiranno una cifra -dicono i rumors- vicina al miliardo di euro. Fra questi vi è Carlo Toto, presidente di Air One, che porterà in dote la sua flotta, che quindi confluirà in AZ.

 

La nuova AZ manterrà il proprio HUB a Fiumicino (com'è attualmente). Non è escluso il ritorno al doppio HUB con Malpensa, ma solo a condizione che venga chiuso Linate. sarnno poi predisposte delle basi per la manutenzione (Torino, Venezia, Napoli, Catania...se non ricordo male).

Link to comment
Share on other sites

Non so Venon84, dubito che attualmente AZ abbia la forza per offrire diverse rotte point-to-point. Al momento l'unica logica possibile è quella dei voli di "feederaggio" su uno HUB. Probabilmente le basi serviranno per distribuire in modo più efficiente macchine e, soprattutto, personale (non esisterà più l'assurdità di far volare aerei pieni di piloti e hostess per poterli portare dalla loro base a FCO a MXP!!!).

Link to comment
Share on other sites

Anche i governatore del lazio vuole comprare delle azione della nuova cai. La domanda è questa può una regione comprare delle azioni di una società privata?

 

Quello dell'acquisizione di partecipazioni in società private da parte di enti locali è un fenomeno pubblicistico recente.

In una ottica di federalismo, i comuni e le regioni devono ragionare sempre più in ottica privatistica e meno in ottica pubblicistica. In definitiva devono agire alla stregua di una holding (l'azienda -normalmente una SAPA, società per azioni in accomandita- che si trova al vertice di un gruppo): diversificando i mercati in cui la Holding opera con le sue società controllate si neutralizzano i rischi di perdite nel bilancio consolidato.

...ed in questo momento le azioni della nuova AZ fanno gola a molti, poichè si tratta di investire in una società sgravata dai debiti e dalle attività passive, e soprattutto LIBERA DAI VINCOLI DELLA POLITICA, POICHE' I CAPITALI PRIVATI NON CONSETIRANNO PIU' CHE AZ VENGA TRATTATA COME LA putta*a DEL GOVERNO.

 

Di fatto già molti enti locali erogano servizi tipici (acqua, gas) avvalendosi di strumenti di diritto privato (un esempio classico è la romana ACEA).

Edited by paperinik
Link to comment
Share on other sites

Non so Venon84, dubito che attualmente AZ abbia la forza per offrire diverse rotte point-to-point. Al momento l'unica logica possibile è quella dei voli di "feederaggio" su uno HUB. Probabilmente le basi serviranno per distribuire in modo più efficiente macchine e, soprattutto, personale (non esisterà più l'assurdità di far volare aerei pieni di piloti e hostess per poterli portare dalla loro base a FCO a MXP!!!).

Un altro motivo è che gli utenti di macchine in uso in AZA (una a caso, l'MD-80, che abbiamo noi di ItAli, AirBee e Meridiana) potranno usufruire più facilmente dei servizi offerti da personale specializzato AZ.

 

Inoltre, guardando la composizione della flotta, ci si rende conto che Alitalia si sta allineando con la filosofia europea di trasporto aereo (interpretata a meraviglia da AirBus ed i suoi clienti esclusivi). Se gli americani preferiscono il point-to-point, in Europa si sta procedendo sempre più a concentrare i voli intercontinentali su un unico scalo (l'HUB, appunto) e capillare il servizio integrandoli con i domestici. Questo comporta risparmi nelle spese doganali, ed ottimizzazione di rotte, nonchè contibuisce a riempire gli aerei e semplificare il lavoro per gli enti ATC.

 

Mi dispiace contraddirti ancora Leviathan, ma quell'articolo è veramente un misto tra incompetenza aeronautica e strumentalizzazione di una vicenda che vede in ballo il posto di lavoro di tanti padri e tante madri di famiglia. I sindacati (ed in minima parte gli slogan di Silvio) hanno fatto tracollare la trattativa con AF-KLM, questo è quello che passa il convento. Anche la FIAT è sopravvissuta grazie alle tasse degli italiani, ma dopo la crisi sta vivendo una seconda giovinezza e se in un periodo di crisi del mercato dell'automobile è riuscita a passare indenne le forche caudine, spero che in tempi neri per il trasporto aereo Alitalia (non la chiamerò mai CAI) passi indenne anche lei, o se non indenne per lo meno non distrutta.

 

Quello che non mi è chiaro è il ruolo di AIrOne e della sua flotta. In pratica non vedremo più aerei con la livrea bianca con uccellaccio in coda o la flotta fa parte del capitali che Toto ha investito in CAI? E per partner straniero cosa si intende? Una mera partecipazione azionale o qualcosa di più?

Link to comment
Share on other sites

Per quel che ne so io la flotta di AirOne fa parte del capitali che Toto ha investito in CAI. E sembra che i "requisiti" per il partner internazionale siano tagliati su misura per Lufthansa.

Link to comment
Share on other sites

Per quel che ne so io la flotta di AirOne fa parte del capitali che Toto ha investito in CAI. E sembra che i "requisiti" per il partner internazionale siano tagliati su misura per Lufthansa.

Ottimo. Come ho già detto io :drool: per l'efficienza e l'organizzazione di Lufthansa.

Link to comment
Share on other sites

Intesa SanPaolo smentisce le sparate anti-governo dell'opposizione smentendo il quotidiano La Tribune. Veltroni,l'IDV ma anche Travaglio e Grillo avevano parlato di truffa ai danni dei cittadini orchestrata dal governo e dalla banca. Infatti secondo loro e secondo il quotidiano francese, Alitalia nel 2013 sarebbe diventata proprietà di AF-KLM per effetto di una clausola segreta che il governo avrebbe nascosto ai cittadini. Insomma secondo l'opposizione i cittadini avrebbero pagato il risanamento per poi regalare la compagnia ai franco-olandesi.

 

Le cose invece sono ben diverse:

http://www.dedalonews.it/it/index.php/09/2...nuova-alitalia/

http://www.adnkronos.com/IGN/Economia/?id=1.0.2465280304

 

Oltre a bloccare le inventate mire espansionistiche di AF, Passera blocca l'ingresso del comune di Milano e della Regione lazio nell'azionariato CAI;

http://www.adnkronos.com/IGN/Economia/?id=1.0.2465303681

Edited by Venon84
Link to comment
Share on other sites

dedicato a chi crede:

- che è tutto pulito

-che ci guadagna la coleltività

 

 

elenco

le carateristiche dei "salvatori" di cosa staremo a vedere

 

e io se ci sono costoro avrei dubbi.. (troppi pregiudicati)

 

La cordata preannunciata da Berlusconi in campagna elettorale dopo tanti mesi è finalmente realtà. Voglio segnalare, affinché tutti li conoscano, un breve profilo di alcuni tra i “capitani coraggiosi” che piloteranno Alitalia fuori della crisi.

 

Roberto Colaninno

Da manager diventa imprenditore senza capitali. Conquista Telecom facendo debiti. Insieme a Gnutti e Consorte non hanno soldi necessari, ma agganci politici: le banche concedono mega prestiti milionari e con un sistema di scatole cinesi conquistano il 51% di Telecom. Hopa (controllata al 51% da Colaninno e Gnutti, con dentro Monte dei Paschi di Siena, Unipol e Fininvest, nel miglior spirito bipartisan) possiede il 56,6% di Bell (oscura società con sede nel paradiso fiscale del Lussemburgo). Bell controlla il 13,9% di Olivetti, che possiede il 70% di Tecnost, che controlla il 52% di Telecom. Praticamente Colaninno e soci controllano Telecom detendone solo il 1,5%. C’è il dubbio che il controllo di Bell su Olivetti sia avvenuto per effetto di notizie riservate di Colaninno (reato di incidere trading, che tuttavia la Consob non ha accertato). Il Financial Times parla di “rapina in pieno giorno”. Telecom viene gestita così bene che dopo due anni affoga nei debiti, ma Colaninno riesce a venderla a Tronchetti Provera (Pirelli) e a Benetton, con una plusvalenza di 1,5 miliardi di Euro (praticamente esentasse). Naturalmente i veri sconfitti sono i piccoli azionisti della società. Nel 2005 la Consob lo condanna al pagamento di una sanzione per conflitto d’interessi.

 

Marco Tronchetti Provera

Subentra a Colaninno e lascia nel 2006 dopo aver causato danni disastrosi alla società (il titolo crolla) ed ai piccoli azionisti. Certo anche lui come azionista ci rimette (circa 100 milioni di euro), ma ne incassa 295, tra stipendi e stock options.

 

Carlo Toto

Parte dall’azienda di famiglia, la Toto costruzioni, che sotto la sua guida di Carlo negli anni '60 non perde una commessa da amministrazioni pubbliche (come le Ferrovie) ed enti locali abruzzesi. Carlo Toto è di casa all'Anas e piano piano passa dai semplici rifacimenti stradali alla costruzione di ponti, gallerie e corsie. Tutto fila liscio fino al 1981, quando lo arrestano con un funzionario Anas in una delle poche indagini pre-mani pulite. L'accusa per falso riguarda l'appalto del ponte sul fiume Comano (crollato nel giugno del 1980). Nel 1988 arriva la condanna in appello con i benefici di legge. Patteggia 11 mesi di condanna per le mazzette pagate per l'appalto di un mega-parcheggio. Nel giugno ‘94 comprò il suo primo Boeing a un fallimento per quattro milioni di dollari. Anche grazie a quel Boeing, che poi fu rimesso a nuovo dalle officine Lufthansa, Toto finì per firmare un preziosissimo accordo di partnership - era il 2000 - con la compagnia tedesca. Al matrimonio con Lufthansa Toto portava una dote ricca: Air One aveva occupato sistematicamente tutte le rotte nazionali «trascurate» da Alitalia. Quando tuttavia Toto si propone come acquirente di Alitalia, le banche che avrebbero dovuto sborsare 2 miliardi di euro, manifestano scarsa fiducia nell’operazione. Vanta una grande amicizia con il segreterio generale della Cisl Bonanni, uno di quelli che ha detto "no" all'accordo con Air France.

 

Francesco Bellavista Caltagirone

Lo troviamo socio di Hopa, sembra con i finanziamenti erogati dalla ex Popolare Lodi alla società off shore Maryland, utilizzata in passato anche per comprare Rcs e titoli della stessa Popolare Lodi. Risulta indagato nell' inchiesta sull' aggiotaggio Antonveneta. Insieme a Sergio Billè (già Presidente di Confcommercio) risulta coinvolto nelle vicende che riguardano il “furbetto del quartierino” Stefano Ricucci.

 

Gilberto Benetton

Partecipa con Tronchetti Provera all’operazione Telecom, acquistata da Colaninno. Nel 1999 acquista l’altra grande azienda pubblica privatizzata, cioè la società Autostrade. Anche in questo caso l’operazione avviene attraverso il debito, che poi dovrebbe essere pagato dalla nuova “gallina dalle uova d’oro” (Autostrade appunto). Nel 2005 la società insieme ad Argofin di Marcellino Gavio entra in Impregilo, alla vigilia della gara per il Ponte di Messina.

 

Marco Fossati

La Star è l’azienda storica della famiglia. La finanziaria Findim entra nel giro Telecom, quando Tronchetti Provera lascia. Si dichiara convinto che la società nei prossimi due anni migliorerà fortemente. Si fa portatore di un piano alternativo per il rilancio Telecom, che prevede l’ingresso nella società di Mediaset. Per convincere Silvio Berlusconi, Fossati ha addirittura portato Alierta (della spagnola Telefonica socia di telecom) ad Arcore appoggiandosi al lavoro diplomatico di Alejandro Agag, genero dell´ex premier spagnolo Aznar ed ex segretario del Ppe, e di Flavio Briatore, entrambi amici del Cavaliere. Gli stessi uomini che tre anni fa fiancheggiavano la scalata di Stefano Ricucci al Corriere della Sera. Ma intanto il titolo scende.

 

Marcellino Gavio

I suoi successi “autostradali” prendono le mosse dai rapporti politici, in particolare con il Partito Socialdemocratico di Romita e Nicolazzi. All’epoca del Ministro Prandini (pluricondannato) ottiene mille miliardi di appalti pubblici. Nel 1992 il suo amministratore delegato Bruno Binasco è stato imputato in processi per corruzione (è stato infine condannato insieme a Primo Greganti per finanziamento illecito ai partiti, nell'ambito dei processi di Mani Pulite). Su di lui nel 1992 fu spiccato un mandato di cattura, per presunte tangenti a Gianstefano Frigerio, segretario regionale DC, riguardo l'appalto per l'allargamento della Milano-Genova. Gavio si rifugiò all'estero, a Montecarlo, fino al settembre '93, fino a quando decise di presentarsi ai giudici di Milano, dove si salvò grazie alle solite prescrizioni. Interessanti le intercettazioni con il Ministro Lunari ed Emilio Fede: dimostrano il suo metodo di lavoro. Risulta indagato, insieme a Ugo Martinat, nelle vicende della Torino-Lione. Attraverso Argofin controlla un terzo di Impregilo, in cui entra poco prima dell’appalto per il Ponte di Messina.

 

Salvatore Ligresti

Chiacchierato per i suoi presunti rapporti con la mafia, è finito in carcere per l'inchiesta Mani Pulite e condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Speculatore su aree edificabili, di lui si sa che passava le mazzette direttamente a Craxi propria manu e che è stato più volte salvato dalle grandi banche, prone la potere politico. Il suo ex rivale in affari Berlusconi lo nomina nel luglio 2004 amministratore delegato della Rcs Media Group, che controlla il Corriere della Sera, guarda caso. Insieme a Gavio e Benetton è socio di Impregilo, coinvolta nella vicenda dell’appalto per il Ponte di Messina.

 

Salvatore Mancuso

Nel 2007 la sua nomina alla Presidenza del Banco di Sicilia, con il consenso di Totò Cuffaro e le congratulazioni di Francesco Musetto, viene salutata come un evento. Ma di li a poco dovrà dimettersi. Ma il suo fondo Equinox, con sede in Lussemburgo, è presente in molte operazioni discutibili. Così Mittel, finanziaria guidata da Giovanni Bazoli (presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo), e il fondo Equinox di Salvatore Mancuso hanno sottoscritto un accordo con Banca Mps e Banco Popolare, creditrici di Fingruppo, per liquidare in bonis Hopa, la società della galassia del finanziere bresciano Emilio Gnutti - finito in disgrazia in seguito alla calda estate dei furbetti del quartierino, anno 2005, quando fu coinvolto nella vicenda giudiziaria delle scalate bancarie e delle intercettazioni telefoniche - e degli imprenditori a lui vicini. Qualche giorno prima di partecipare alla cordata Alitalia acquista il 65% di Air Four, compagnia aerea executive con sede a Milano.

 

Claudio Sposito

E’ uno degli uomini chiave del salvataggio di Fininvest dal fallimento all’inizio deglia anni ’90.All’epoca operava come plenipotenziario italiano per conto della banca d’affari Morgan & Stanley ed il rapporto con Berlusconi divenne così solido che nel 1998 diventerà amministratore delegato di Fininvest. Nel 2003 ritroviamo Sposito ed il suo fondo Clessidra ad operare con Gnutti, Presidente di Hopa, con l’intervento di Mediobanca. Sposito controlla oggi ADR, che gestisce gli aeroporti di Roma.

 

Emilio Riva

E’ il re italiano dell’acciaio. Non è sconosciuto alla giustizia, che lo ha condannato per il reato di inquinamento della Ilva Siderurgica prima a Genova e ora a Taranto. Inoltre nel 2006 veniva riconosciuto colpevole di frode processuale e tentata violenza privata nei confronti di numerosi dipendenti di Taranto. Pene mai scontate grazie ai vari indulti e sconti. Il suo metodo di lavoro è la privatizzazione dei guadagni e la socializzazione delle perdite: In una lettera al Governo del 14 dicembre Emilio Riva avverte che l'eventuale riduzione delle emissioni di anidride carbonica comporterebbe "la necessità di fermare parte significativa degli impianti in uso. Il personale - afferma - colpito da tali riduzioni non potrebbe essere inferiore, anche nell'ipotesi più conservativa, alle quattromila unità".

 

Molti degli imprenditori coinvolti risultano legati dal “filo rosso” della vicenda Telecom, che dunque merita nuovi e ulteriori approfondimenti. Molti degli imprenditori sono stati condannati, in più di un caso per vicende di tangenti e corruzione. Quasi sempre hanno fatto i loro affari a debito, cioè grazie a prestiti delle banche. In particolare di una e così sono debitori di Banca Intesa. Sarebbe interessante conoscere l’entità del prestito. Non è che in realtà Banca intesa stia soltanto cercando di recuperare i suoi crediti? Molti di loro sono Cavalieri del Lavoro. Nel sito ufficiale si legge che “Gli imprenditori insigniti di questa onorificenza, dalla sua istituzione ai nostri giorni, rappresentano l'élite imprenditoriale del paese e che “L'Ordine al "Merito del Lavoro" premia l'insignito non solo per una specifica attività intrapresa, ma lo vincola ad un impegno etico e sociale volto al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del paese”. Complimenti!

 

C’è qualcuno che si aspetta che imprenditori siano mossi dall’intento di rendere un servizio alla collettività?

 

C’è qualcuno che non pensa che, comunque vadano le cose, alla fine usciranno dalla vicenda con la loro brava e ingente plusvalenza?

Edited by Leviathan
Link to comment
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
 Share


×
×
  • Create New...