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il cancro di Napoli


Leviathan

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Partecipanti più attivi

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quindi venon bassolino, sindaco di napoli, era responsabile della mancata raccolta d'immondizia a caserta, e in genere di napoli poichè visto che Rastrelli e losco non riuscivano a risolvere l'emergenza rifiuti la colpa è di bassolino che non faceva raccogliere i rifiuti (per metterli dove poi?)

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Lev, ti dò un consiglio: Candidati in Politica, saresti perfetto, neghi l'evidenza dei fatti, ti arrampichi sugli specchi e citi fonti a manetta, spacciandole come Vangelo e le contestazioni che ti arrivano le bolli come "aria fritta"...scusa se te lo dico, ma mi sembra un'atteggiamento un pò arrogante.

 

In più le magagne fatte dai tuoi compagnucci di partito??? He no, ma non è colpa loro, le colpe sono bipartisan...

Ma per favore, vuoi dirmi che in 10/12 anni di governo di centro sinistra, non siano riusciti a risolvere l'emergenza????

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doveci sono stati 12 anni di centro sinistra?

dove? in romagna forse

 

L'emergenza dura 14 anni (inizia nel 1994)e vede:

-un governo Ciampi

-un governo Berlusconi

-un governo Dini

-Un governo prodi

-due governi D'Alema

-un governo Amato

-5 anni di Berlusconi

-due anni di Prodi

 

Alle amministrazioni locali si è stato

-Dal 1994 al 1999 Antonio Rastrelli ( del CENTRO DESTRA), ovvero i primi 5 anni dell'emergenza,

-nel 1999 al 2000 Losco (centro sinistra)

-dal 2000 al 2008 Bassolino

 

Nel 2000 la Fibe vinse l'appalto per l'intero ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Campania. La Fibe (sigla ottenuta dai nomi delle imprese Fisia, Impregilo, Babcok, Evo Oberrhausen), vedeva come capofila la Fisia, controllata del gruppo Impregilo. La società vinse l'appalto semplicemente perché aveva offerto una più rapida soluzione del problema dei rifiuti e la consegna degli impianti di un termovalorizzatore nello stesso anno, non perché il progetto presentato fosse qualitativamente migliore[2]. Attualmente è in corso un processo della magistratura di Napoli sulle conseguenze di questo appalto che di fatto hanno ritardato la soluzione del problema[3].

su questo indaga la magistratura e su bassolino

 

 

 

i commisari straordinari sono:

* Umberto Improta (11 febbraio 1994[15] - marzo 1996)

* Antonio Rastrelli (marzo 1996 - 18 gennaio 1999)

* Andrea Losco (18 gennaio 1999 - 10 maggio 2000)

* Antonio Bassolino (10 maggio 2000 - febbraio 2004)

* Corrado Catenacci (27 febbraio 2004[16] - 9 ottobre 2006)

* Guido Bertolaso (10 ottobre 2006 - 6 luglio 2007[17])

* Alessandro Pansa (7 luglio 2007 - 1 gennaio 2008)

* Umberto Cimmino, commissario gestore (1 gennaio 2008 - 10 gennaio 2008)

* Goffredo Sottile, commissario liquidatore (11 gennaio 2008 - in carica)

* Gianni De Gennaro, commissario delegato (11 gennaio 2008 - in carica)

 

La situazione dei rifiuti in Campania è uno stato di emergenza che riguarda lo smaltimento della spazzatura a Napoli e nella regione di cui è capoluogo. Si considera in stato di emergenza dal 1994, quando venne nominato il primo Commissario di Governo per risolvere la situazione.

Bassolino è dal 2000 in carica ben 6 anni dopo l'inizio dell'emergenza però è colpa sua (si fa di tutto epr dare la colpa alla sinistra quando è stupido ngare fossero bipartisan con una quantità impressionante di fatti prove e circostanze che indicano chiaramente responsabilità di ambo gli schieramenti)

 

ricapitolando

Dal1994 ci fu l'emergenza

Ratrelli (alleanza nazionale) firma il contratto con la fibe che deve smaltire i rifiuti

Dopo arriva Losco (UDEUR) e aumenta le spese complessive

losco nomina Soprano avvocato

Bassolino qualche anno dopo diventa governatore (a 6 anni dall'inizio dell'emergenza)

Bassolino conferma il contratto preparato da Soprano (per la magistratura sotto tangenti) (bassolino disse che non lesse il contratto)

Bassolino aumenta spese e commisari senza risolvere niente

Le discariche e inceneritori sono stati bloccati da sindaci di destra e sinistra

Migliaia di assunti e consulenti sono stati raccomandati dai partiti (DS margherita AN FI)

la lombardia ha un netturbino ogni 25 netturbini napoletani

 

Berlusconi: tutta colpa della sinistra, lo stato deve fare lo stato non cadere a minoranze

 

Ansa 30 gennaio 2003

I verdi e AN bloccano l'inceneritore di AN

 

Ansa

23 giuno 2003

il sindaco di Acerra di centro destra si dimette per protesta contro l'inceneritore di Acerra

 

Ansa

30 maggio 2007

Iervolino: emergenza fintia non ci sono più rifiuti

(non si capisce che film ha visto)

 

I blocchi sono solo di sinistra?

 

Barricate a Pianura sindaco di AN è tra le barricate

 

Irpino sindaco UDC è tra i manifestanti nelle barricate

 

Santa MAria la fossa

Consigliere di forza italia guida i blocchi

 

Paolo russo è tra i manifestanti del blocco a marigliano (quota FI)

Tommaso Barbato (UDEUR) si unisce ai blocchi

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E' oggettivo che da 14 anni in Campania nella raccolta rifiuti c'è qualcosa (solo qualcosa!?) che non và.

E' oggettivo che le responsabilità e le varie connivenze devono ricadere sulle spalle di tutti coloro che in 14 anni non hanno fatto nulla per risolvere il problema e anzi l'hanno portato all'estremo.

E' oggettivo che Bassolino (se avesse un minimo senso dello stato) si dovrebbe dimettere.......... un pò come Cuffaro in Sicilia (ma sorpresa, viene ricandidato come capolista UDC al senato!).

E' oggettivo che nelle zone dove opera la malavita organizzata (camorra, n'drangheta, mafia) le collussioni con la politica sono ovvie e trasversali agli schiaramenti politici.

 

Torno a ripetere che il problema principale è il modo all'italiana con cui i nostri politici concepiscono il "porsi al servizio dello stato" (per loro è lo stato, cioè noi cittadini, al loro servizio!). Pensare che un governo (sia nazionale, regionale o locale) funzioni meglio con il centro sinistra piuttosto che con il centro destra o viceversa, nel nostro caso è pura utopia.

La mentalità è sempre la stessa, le clientele permangono e i problemi si trascinano per decine di anni........

dopo 7 governi nazionali, 3 provinciali, 8 (o 10 a seconda di come li consideriamo) commissari straordinari e più di 2 miliardi di euro spesi la monnezza è ancora lì!

 

Ha ancora senso discutere se la responsabilità è del centro sinistra o del centro destra!?

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  • 1 mese dopo...

Pecoraro Scanio indagato!!! Anticipo Leviathan, sono sicuro che, nell'ambito della sua campagna elettorale, avrebbe messo lui questa notizia!!! :rotfl::rotfl::rotfl: ):

 

http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+...amp;pdfIndex=49

 

http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+...amp;pdfIndex=50

 

http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+...amp;pdfIndex=51

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Alfonso Pecoraro Scanio, 220, foto Ansa, 4/5/2007

Un'inchiesta sull'ipotesi che dirigenti del ministero dell'Ambiente e lo stesso ministro Alfonso Pecoraro Scanio abbiano ottenuto biglietti aerei gratis è stata aperta dal pm di Potenza Henry John Woodcock. Il ministro, attraverso il suo portavoce, fa sapere di essere «allibito». Secondo quanto si è appreso l'indagine coordinata dal pm di Potenza era nata per verificare se un imprenditore di Policoro (Matera) fosse responsabile di smaltimento illecito di rifiuti.

 

Il telefono dell'imprenditore è stato posto sotto controllo e dalle intercettazioni è scaturito il sospetto che una agenzia di viaggi di Perugia abbia fornito i biglietti aerei gratuiti a dirigenti del dicastero e alla stesso ministro. Nell'inchiesta, avviata da tempo, sarebbe coinvolta anche un'altra azienda di viaggi, collegata a quella umbra, con sede negli Stati Uniti.

 

Dal riserbo che circonda l'inchiesta è trapelato che i viaggi gratuiti sarebbero avvenuti a bordo sia di aerei che di elicotteri, ma non quali siano state le destinazioni, nè i periodi di tempo. Dalle notizie che sono trapelate, fra le persone indagate vi sarebbe un consulente di Pecoraro Scanio, un magistrato campano attualmente fuori ruolo. Secondo alcune fonti le indagini avrebbero fornito gli elementi per chiedere il deferimento di Pecoraro Scanio al Tribunale dei ministri. Woodcock avrebbe per il momento interrogato diverse persone informate dei fatti e anche il titolare dell'agenzia di viaggi di Perugia, ma non gli altri indagati.

 

Il portavoce del ministro ha fatto sapere che Pecoraro Scanio «è allibito dalla gravità delle notizie che peraltro arrivano sulle pagine dei giornali a pochi giorni dal voto». Il ministro, ha detto il portavoce «offrirà tutta la sua collaborazione alla magistratura perché emerga in modo chiaro e rapido la verità». Pecoraro, ha detto ancora il portavoce, «ha dato mandato ai propri legali di assumere ogni iniziativa per fare chiarezza sull'intera vicenda a tutela dei propri comportamenti che sono sempre stati improntati al totale rispetto della legge».

 

 

www.unita.it

 

l'ho saputo stamattina

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Gli effetti del fenomeno monnezza

 

Ci mancava solo la Corea del Sud con il suo: "abbiamo trovato tracce di diossina". Al momento, il danno economico è limitato. La Corea del Sud importa ogni anno 10 tonnellate di mozzarella di bufala, a fronte di una produzione nazionale di 33 mila tonnellate.

 

Ma il danno d’immagine è incalcolabile. C’è, infatti, il rischio che il fenomeno possa estendersi a macchia d’olio su altri mercati più ricchi di quello coreano. Quello americano, per esempio. Dove già oggi diversi ristoranti italiani registrano difficoltà nelle prenotazioni, proprio perché i consumatori Usa ritengono che le produzioni alimentari campane possano essere contagiate dai rifiuti in mezzo alla strada.

 

E non è finita. I primi effetti del fenomeno "mondezza" già sono stati pagati dal sistema turistico della Regione. Nel week end di Pasqua, proprio a causa dell’emergenza rifiuti, gli alberghi si sono riempiti al 60%, contro medie che tradizionalmente registravano il "tutto esaurito". Con punte limite di Capri, dove gli alberghi non hanno riaperto: solo durante la seconda Guerra mondiale le strutture dell’isola erano rimaste chiuse per il Ponte di Pasqua.

 

Aveva ragione Berlusconi quando segnalava che il problema d’immagine dei rifiuti avrebbe danneggiato non solo il turismo, ma l’intero settore che gravita intorno all’alimentazione. E visto che questo comparto è stato uno dei fiori all’occhiello dell’Italia nel mondo, i riflessi negativi rischiano di avere effetti devastanti sull’intera economia.

 

Non solo perché l’immagine è una componente essenziale delle esportazioni (ed il loro andamento, finora positivo, rischia di condizionare la crescita del pil, visto che la domanda interna è ferma), ma perché le quote di turismo internazionale che l’Italia inevitabilmente perderà per l’emergenza rifiuti, verranno immediatamente acquisite da altri mercati europei: spagnolo e greco, su tutti. E se è facile perdere quote di mercato, recuperarle (dopo lo scandalo rifiuti) è difficilissimo.

 

Il caso della Corea, quindi, rischia di essere la punta di un iceberg le cui dimensioni sono difficili da calcolare. E per tutto questo bisogna ringraziare il partito democratico che ancora protegge Bassolino.

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Il caso della Corea, quindi, rischia di essere la punta di un iceberg le cui dimensioni sono difficili da calcolare. E per tutto questo bisogna ringraziare il partito democratico che ancora protegge Bassolino.

 

il quale presiede la regione dal 2000 ben 12 ANNI DOPO l'emergenza

 

Io spiegai tutto in post addietro rileggiti

Troverai:

-il caso impregilio avviato dal presidente della regione di centro destra Antonio Rastrelli

-i movimenti locali del No

-le indagini su Bassolino

-l'intervento della camorra

-la storia vera dei rifiuti (consultabile su wikipedia)

 

 

EDIT

comunque si deve dimettere

Modificato da Leviathan
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  • 1 mese dopo...

Rifiuti, ecco Bertolaso: discariche zone militari

 

tutorial Napoli - Bertolaso sottosegratrio all'emergenza rifiuti. Otto nuove discariche e un altro termovalorizzatore. Più una task force. Questa la ricetta del governo Berlusconi, contenuta nel decreto legge in 17 articoli sulla spazzatura approvato nel consiglio dei ministri straordinario svolto nel palazzo della prefettura di Napoli.

 

Il destino di Napoli "Abbiamo affrontato subito l’emergenza dei rifiuti a Napoli con un decreto legge suggerendo una soluzione che sarà seguita passo passo e che porterà ad una nuova vita per Napoli". È quanto spiega Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa al termine del Ccm a Napoli. "Siamo sicuri che Napoli rifiorirà" sottoliena il premier parlando dell'emergenza spazzatura come della "più grande e urgente emergenza del Paese", anche per quanto la città ha dovuto pagare in termini di immagine internazionale. "Il tempo è scaduto e in questa prima fase dobbiamo fare una scelta dolorosa e difficile che porteremo avanti con assoluta fermezza e determinazione" ha continuato il premier. "Sappiamo - ha aggiunto - di poter contare sulla parte sana della popolazione campana".

 

 

Bertolaso sottosegretario L’attuale capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per affrontare l’emergenza dei rifiuti. Il provvedimento stabilisce per il sottosegretario, a quanto si apprende, poteri di intervento "molto forti". Con la nomina di Bertolaso a questo ruolo, il numero dei rappresentanti dell’esecutivo sale a 61. Bertolaso aveva ricoperto per circa un anno l’incarico di commissario straordinario per i rifiuti durante il governo Prodi, ma si era dimesso dopo un lungo braccio di ferro con l’allora ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. E’ tuttora in carica il commissario straordinario per l’emergenza dell’immondizia in Campania, l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Il suo mandato scade il 26 maggio, ma si parla di una possibile proroga per qualche mese.

 

Nuove discariche Il dl individua una serie siti di raccolta e stoccaggio dell’immondizia, che, secondo le fonti, dovrebbero contribuire a superare la fase dell’emergenza nella regione. Si parla di otto nuove discariche e di un termovalorizzatore in tutte le province della Campania. Ai tre già in programma, Acerra, Santa Maria La Fossa e Salerno, se ne dovrebbe aggiungere infatti almeno un altro, "dell'ultima generazione" specifica il premier, nel comune di Napoli. Alcune fonti riferiscono che i nomi saranno secretati solo fino alla pubblicazione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale. "Queste aree - spiega Berlusconi - diventeranno zone militari, di interesse strategico nazionale. E saranno difese dall'esercito".

 

Task force Una task force governo-enti locali per affrontare e risolvere il problema dei rifiuti a Napoli e in Campania. Questo, secondo quanto riferito da un ministro, al termine del cdm che si è appena concluso nel capoluogo campano, è l’obiettivo di Palazzo Chigi per affrontare l’emergenza. Berlusconi, riferisce la stessa fonte, "ha voluto lanciare un chiaro messaggio politico, una grande attenzione a Napoli e alla Campania che per troppo tempo sono rimaste in emergenza". Per questo motivo, ha concluso, il governo intende "dare un aiuto concreto a questa città e a questa regione, lavorando in piena sintonia con gli enti locali, anche con la creazione di una task force".

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«Da domani (giovedì, ndr) il sottosegretario Bertolaso attiverà cinque siti per le discariche in tutte e cinque le province campane». I nomi dei siti sono stati però secretati fino alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. «Non saranno più accettate le azioni di minoranze organizzate» assicura Berlusconi. A tal proposito le discariche della Campania saranno «aree di interesse strategico-militare» e verranno «presidiate dall'esercito». «Chiunque si introducesse abusivamente o impedisse l'accesso - aggiunge il premier - sarà punibile con l'arresto da 3 mesi a un anno. I promotori di disordini rischieranno fino a cinque anni».

 

Se alle parole seguiranno i fatti, non potrò che condividere in pieno l'operato del governo.

 

Voi che ne pensate di questo articolo:

 

Le guerre di quarta generazione, dall’Iraq alla monnezza napoletana

Claudio Buzzi, 20 maggio 2008 PdD

 

 

La teoria della Fourth generation warfare (4gw) è apparsa nel 1989 e da allora non ha cessato di stimolare la discussione sulla evoluzione della guerra, sulle modalità con cui essa si esplica, su chi la combatte e sulle ragioni per cui essa viene combattuta. Teoria provocatoria e spesso criticata, dopo lo shock dell'undici settembre e le successive crisi internazionali, ha goduto di un rinnovato interesse.

 

Valutare una teoria vuole anche dire metterla alla prova, verificare sul campo le capacità che potrebbe offrire. Il nostro Paese offre una occasione importante per fare un esperimento di questo tipo in virtù della presenza di alcuni degli aspetti caratteristici di questa teoria: la presenza di una criminalità organizzata diffusa e potente, capace di controllare parti rilevanti del territorio; una economia criminale che garantisce reddito e status a una fascia di popolazione; una immigrazione recente poco o nulla assimilata; istituzioni deboli e sempre oggetto di discussione; una classe politica che gode di bassa credibilità.

 

Si tratta di problemi noti e non sarebbe facile aggiungere qualcosa di originale su ciascuno di questi argomenti. Il tentativo che invece si vuole fare è quello di inquadrare questi fenomeni all'interno di una interpretazione 4GW. Prima di scendere nel dettaglio, è il caso di specificare che l'accezione a cui ci si rifà è quella propugnata da William Lind e John Robb. Nel lavoro di questi teorici le guerre di quarta generazione sono quelle in cui si fronteggiano uno Stato e un avversario non statuale. E’ proprio nella definizione di avversario non statuale che sta la specificità di questi autori. Infatti l'avversario di quarta generazione concepito è distante anni luce dal guerrigliero vietcong, e la dinamica dell'attacco da esso portato allo Stato non si dipana lungo le direttive ormai classiche della guerra di popolo di Mao.

 

La minaccia di quarta generazione è il frutto della evoluzione del mondo contemporaneo e dei suoi principali aspetti: la globalizzazione; l'esplosione demografica planetaria; l'evoluzione tecnologica con il suo corollario di super-empowerment reso possibile dal bassissimo costo dell'accesso alla tecnologia. Si tratta di un avversario polimorfo e senza gerarchia, privo di un disegno politico strategico coerente tra le diverse componenti che si manifesta in diverse forme accomunate tra loro solo dallo scopo: sottrarre allo stato legittimità e potere.

 

Quando si analizzano tecniche, tattiche e procedure degli avversari di quarta generazione si può trovare infatti un sorta di processo imitativo che parte dall’analisi di un successo ottenuto in un ambito completamente diverso, adattato e riciclato in una situazione anche solo analoga. Non bisogna farsi trarre in inganno dal temine ‘warfare’: non vengono infatti copiati solo aspetti prettamente militari, bensì tutte quelle logiche che hanno dimostrato la loro validità. Un camorrista napoletano avrà modo di copiare non solo come eventuali Ied possano costituire una potente arma di interdizione, ma anche come la cosiddetta systems disruption - si pensi al problema dei rifiuti con connessi blocchi stradali, incendi, eccetera - comporti il collasso della coesione di una comunità.

 

Tutto ciò non avviene attraverso una forma di scambio formale oppure attraverso una struttura o un coordinamento, ma per imitazione, ispirazione, esempio. E come si imparano le tecniche offensive, così anche le tecniche difensive potrebbero considerarsi come analogie di situazioni concettualmente simili che si sono affermate nel corso di insurrezioni contemporanee. Non potremmo paragonare la logica delle ronde, di cui tanto si discute in Italia, a quanto avvenuto in Iraq e alle milizie dei cosiddetti Sons of Iraq?

 

Sottolineare l’evidente differenza negli aspetti quantitativi tra diverse situazioni, come mettere a confronto la violenza irachena rispetto a quella delle ronde cittadine in qualche città italiana, può trarre in inganno. Le guerre di quarta generazione si combattono sul piano morale e culturale. Quando passasse l’idea che la difesa di una comunità per essere efficace deve essere autogestita, lo Stato ne uscirebbe delegittimato e la forza impiegata dalle comunità nella propria autodifesa sarebbe solo funzione del tipo di minaccia a cui essa fosse esposta.

 

A supporto della nostra provocazione sottolineiamo un’altra analogia. Quando il governo iracheno lanciò l’operazione Fardh al Qanoon all’inizio del 2007, mettendo in pratica la nuova offensiva contro-insurrezionale studiata da Petraeus e dal suo team di esperti, uno dei focus dell’azione si concentrò proprio nel ristabilimento del sistema di smaltimento dei rifiuti, da sempre considerato come uno dei simboli della presenza dello Stato. Il resto dell’analogia lo lasciamo alla fantasia del lettore. Il sistema camorristico napoletano sta attuando una vera e propria strategia 4gw. La ‘controffensiva’ dello Stato, articolata in uno sforzo straordinario impersonato dal commissario straordinario De Gennaro, è stata affrontata in campo aperto. Un successo di De Gennaro avrebbe potuto essere la premessa a possibili ulteriori interventi straordinari e, come prevede lo schema di quarta generazione, la risposta è indiretta: sollevazioni popolari, diffusione di false informazioni, violenza diffusa di basso livello.

 

Il complesso fenomeno dell’immigrazione può essere un fattore nel diminuire la coesione di una società e possiamo trovare qualche ulteriore spunto se consideriamo quanto avvenuto a Napoli in occasione dell’attacco ai campi rom e del loro incendio. Un esempio perfetto di come si manifesta l’esistenza di una situazione conflittuale di quarta generazione. Uno Stato screditato da decenni di assenza viene surrogato da bande di ragazzini dei clan di Ponticelli, che affrontano con modalità sbrigative - ma di semplice comunicazione - un problema complesso, usando proprio quelle bombe molotov che si possono considerare l’archetipo di quelle che Robb chiama armi Do-it-yourself (Diy): le armi tipiche della 4gw, che spaziano dal machete al razzo Kassam passando per i virus informatici.

 

Ma la manifestazione più preoccupante è il supporto popolare evidente di cui gode l’avversario 4gw, il celeberrimo mare in cui nuota l’insorto: il paragone tra una insurrezione di quarta generazione e alcune zone del sud Italia è meno campato per aria di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Una insurrezione di quarta generazione sostanzialmente vincente e al termine della sua azione. Lo Stato è stato delegittimato e sembra solo intento a evitare che il problema si allarghi e magari evolva verso una maggiore violenza, la popolazione e il territorio sono sostanzialmente controllati da uno Stato nello Stato: l’insurrezione 4gw potrebbe avere già vinto. E dove vincono le forze di quarta generazione, il futuro è un ritorno al passato, un passato di guerra per bande, poteri locali, pulizie etniche, scontri tra religioni, sopraffazione e vendetta: il Medioevo.

 

Il fatto che ormai qualsiasi problema, dalla Sanità calabrese alla monnezza napoletana, viene affrontato attraverso il ricorso a Supercommisari provenienti dalle forze di sicurezza testimonia come a livello mediatico le uniche sole capaci di infondere un minimo di fiducia siano quelle dell’ordine. E già si parla di intervento dell’Esercito a Napoli e di pattuglie miste per controllare la città.

 

Lo scopo di questa provocazione non è quello di allarmare ma quello di stimolare. Interpretare quanto sta avvenendo secondo questa peculiare chiave interpretativa, spinge a riflettere sul fatto che il nostro Paese potrebbe essere alle prese con un problema di antica origine, che nel contesto del mondo contemporaneo starebbe cambiando aspetto, logiche e grado di pericolosità per l’Italia nel suo complesso. Perché nessuna democrazia - questo vale la pena di sottolinearlo - è mai riuscita a sconfiggere un avversario 4gw.

Modificato da Rick86
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Discariche, ancora scontri a Chiaiano Bombe carta e pietre contro la polizia

 

 

tutorial Napoli - Bombe carta, insulti ("Assassini") e cariche contro la polizia: è di nuovo tensione al presidio di Chiaiano. Dopo una notte di relativa tranquillità a scatenare la rabbia dei manifestanti è stato il tentativo da parte di alcuni tecnici dell’Anm di rimuovere l’autobus che da ieri è stato messo di traverso lungo la carreggiata della strada che da Marano conduce alla discarica di Chiaiano. Sul posto sono tornati numerosi gli uomini delle forze dell’ordine che in assetto antisommossa hanno chiuso le principali arterie di collegamento.

 

Riprendono gli scontri "Assassini, Assassini". I manifestanti riprendono le cariche contro le forze dell'ordine. Le due parti, agenti e manifestanti, si fronteggiano e i manifestanti hanno riconquistato parte della via di accesso alle cave. Sugli agenti piovono bombe carta e sassi: si fa sentire la pressione della schiera di manifestanti che, da questa mattina, ha ripreso a ingrossarsi. A quanto si apprende dagli organizzatori ci sarebbe, oltre al ragazzo ferito caduto in un fossato, le cui condizioni sono ancora ignote, diversi altri contusi e feriti. Nonostante l'ostruzionismo, la polizia è riuscita a "liberare" l'autobus messo di traverso ieri sera dai manifestanti al largo Rosa dei Venti al confine tra il quartiere periferico di Napoli e i comuni di Mugnano e Marano ma sono stati accolti da una sassaiola dei dimostranti. La polizia hanno scoperto tre bombe molotov e alcune bottiglie piene di acqua e colla pronte per essere lanciate contro le forze dell’ordine. Nel corso della sassaiola un vicequestore, chiamato a dirigere l’ordine pubblico è stato ferito dai sassi.

 

Una notte tranquilla Nel corso della notte si è svolta, alla rotonda Rosa dei Venti una lunga assemblea di manifestanti, residenti e appartenenti ai comitati per decidere le prossime azioni da intraprendere. Solidarietà è stata espressa dai cittadini nei confronti delle tre persone arrestate e dei tre denunciati a seguito degli episodi di ieri che hanno visto momenti di forte tensione tra cittadini e forze dell’ordine. Gli agenti continuano il proprio presidio nella zona compresa tra il comuni di Marano, Mugnano e il quartiere napoletano di Chiaiano controllando che non vengano presi d’assalto la stazione della metropolitana e i mezzi pubblici uno dei quali è stato dato alle fiamme ieri in serata. Nel pomeriggio è previsto un corteo per ribadire il proprio no alla discarica mentre i comitati hanno riferito di un incontro con il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa e il sottosegretario Guido Bertolaso per la giornata di lunedì. Gli scontri hanno avuto inizio ieri sera, poco dopo le 19.30. Da poco si era conclusa l’assemblea dei comitati di protesta che aveva ribadito la linea dell’intransigenza nei confronti della decisione di realizzare una discarica da 700mila tonnellate nelle cave di tufo. Questo il resoconto del sindaco di Marano, comune al confine di Chiaiano su quanto avvenuto in serata nel quartiere a Nord di Napoli. Salvatore Perrotta riferisce di aver invitato alla cautela, in attesa di leggere il decreto-legge e di capire se e in che termini fosse prevista la discarica a Chiaiano.

 

La scelta dei siti La giornata era iniziata sotto un altro auspicio, con una serie di incontri del neo sottosegretario con le istituzioni locali per chiedere la collaborazione di tutti e mettere a punto gli interventi da realizzare, visto che la situazione è, parole di Bertolaso, "estremamente critica": "Sono molto preoccupato e non posso essere ottimista come un anno fa, perchè le vie d’uscita, stavolta, sono molto più complicate". È in arrivo il caldo, l’unica discarica funzionante è in via di esaurimento, i Cdr continuano a produrre ecoballe inutili, i lavori del termovalorizzatore di Acerra sono fermi ad un anno fa. Nel decreto, che sarà domani in Gazzetta Ufficiale, sono indicati dieci siti dove dovranno essere realizzate le discariche: si tratta dei tre già conosciuti - Savignano Irpino, Sant’Arcangelo Trimonte e Terzigno - ai quali si aggiungono un’altra cava a Terzigno, in provincia di Napoli, Andretta, in provincia di Avellino, Ferrandelle a Santa Maria La Fossa e Cava Mastroianni in località Torrone in provincia di Caserta, Serre in provincia di Salerno e, appunto, Chiaiano, a Napoli, già prevista nell’ordinanza firmata dal commissario De Gennaro lo scorso 30 aprile. La scelta che è stata fatta è dunque chiara: una-due discariche a provincia, più una a Napoli, perchè non era pensabile che il capoluogo, che produce quasi la metà dei rifiuti campani, si sottraesse alle proprie responsabilità. Quanto a Serre, nel decreto è indicato soltanto il nome del comune e non della località: in teoria Bertolaso potrebbe sia ampliare l’attuale discarica di Macchia Soprana sia aprirne una nuova a Valle Della Masseria, dove si consumò lo scontro con l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Su quest’ultima possibilità, però, il sottosegretario ha sottolineato che non è certo in cerca di "vendette personali" e che sarà "estremamente attento e rispettoso" in quanto Serre "ha già fatto la sua parte". Quanto ai termovalorizzatori, saranno quattro, di cui uno a Napoli. E tutti e quattro bruceranno i milioni di ecoballe che giacciono nelle campagne campane. Resta il fatto che non c’è più tempo da perdere. "È giunto il momento - dice Bertolaso - di scrivere la parola fine ad una vicenda che il presidente Napolitano, in maniera ottimista e benevola, ha definito penosa". Ed è giunto il momento di chiuderla "con le favole": "Quella del fos, che è solo immondizia triturata, quella delle ecoballe, che sono come il tal quale, quella dei Cdr, che sono impianti che non producono nulla". Bisogna dunque "rimboccarsi le maniche, mettere da parte malumori, strumentalizzazioni e divisioni". Parole rivolte non solo a quei cittadini che non intendono ascoltare ragioni diverse dalle loro ma anche a "qualche collega burocrate" che, sono sempre parole di Bertolaso, ha fatto "resistenze" al decreto perché non convinto dalla compatibilità del ruolo di capo della protezione civile accanto a quello di sottosegretario ai rifiuti. Bertolaso non ha fatto nomi ma il messaggio sembrerebbe indirizzato nei confronti di alcuni funzionari statali che avrebbero storto la bocca di fronte alla possibilità che il sottosegretario cumulasse autorità politica e tecnico-amministrativa. Prima di lasciare Napoli, Bertolaso è tornato sull’utilizzo dei militari, che non "avranno regole d’ingaggio" perchè il loro compito sarà di "sorveglianza, tutela e protezione dei siti". E però, ha precisato, poiché le discariche saranno siti di interesse strategico, "se qualcuno tenta di violarle paga le stesse conseguenze che se tenta di entrare in una caserma dell’esercito". Spetterà invece alle forze dell’ordine "confrontarsi" con le proteste.

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Questa sera guardando il tg1 mi sono vergognato di essere italiano, vedere i servizi sulla monnezza a napoli con i disordini è una vera vergona per il paese, ma perche non mandare l'esercito in campanaia altro che libano e iraq. A volte rimpiango di essre in un paese libero, per certa gente ci vuole una bella dittatura stile cina birmania.

 

Però ho trovato la soluzione:

 

Perchè non facciamo staccare la campania dal Italia? Cosi risolviamo il problema rifiuti, ci salviamo la faccia davanti al resto del mondo e poi non abbiamo piu la cammorra e i napoletani.

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Questa sera guardando il tg1 mi sono vergognato di essere italiano, vedere i servizi sulla monnezza a napoli con i disordini è una vera vergona per il paese, ma perche non mandare l'esercito in campanaia altro che libano e iraq. A volte rimpiango di essre in un paese libero, per certa gente ci vuole una bella dittatura stile cina birmania.

 

Però ho trovato la soluzione:

 

Perchè non facciamo staccare la campania dal Italia? Cosi risolviamo il problema rifiuti, ci salviamo la faccia davanti al resto del mondo e poi non abbiamo piu la cammorra e i napoletani.

 

 

Viene rabbia, il governo stà cercando di risolvere la situazione e questi protestano e lanciano bombe-carta!!!!

Non si possono lasciare i rifiuti in mezzo alle strade a marcire con il caldo che stà arrivando, bisogna toglierli da lì e metterli nelle discariche in attesa che vengano costruiti i termovalorizzatori. Questa gente è ignorante, dovremmo fare le discariche nei loro appartamenti!!!!

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l popolo italiano ha concesso in queste ore l'indipendenza alla campania che si chiamerà ora Repubblica di "o bel" rotfl2.gif rotfl2.gif

 

ma tu non eri quello che sarebbe sceso in piazza per manifestare se gli mettevano l'inceneritore sotto casa???????

 

 

comunque a me sti filmati mi fanno ridere... a Chiaino e dintorni si tengono la camorra, gli scippi, i camorristi, le basi di spaccio, il bullismo, la gente che va in 32 sopra i motorini, ogni forma di criminalità ed illegalità, facendo orecchie da mercante quando lo stato tenta di arrestare i colpevoli... e poi protestano contro lo stato, perchè lo stato è ladrone e non si occupa di loro.

Modificato da vorthex
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E' chiaro che a nessuno piace avere le discariche a due passi dal paesello in cui si vive ma non ci sono soluzioni, altrimenti potremmo mettere al potere quei rivoltosi e vedere cosa fanno...... ( un sacco di cagate )

Non riescono a capire o non vogliono capire, preferisco la seconda opzione perchè se no vorrebbe dire che sono stupidi ed ignoranti!!!

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Chiaiano (Napoli) - Le forze dell’ordine hanno caricato le oltre 3000 persone del presidio di Chiaiano. Nonostante le rassicurazioni del sottosegretario ai rifiuti Bortolaso durante la conferenza stampa di oggi donne, bambini, anziani che da giorni stanno presidiando il sito di Chiaiano sono stati duramente attaccati. Si contano, dalle prime corrispondenze, alcuni feriti e dei primi fermi. Nonostante questo la popolazione sta mantenendo il presidio. | Guarda le immagini su Repubblica.it

00.05 - A Chiaiano la popolazione sta chiedendo alla polizia di ritirarsi mentre ci si sta preparando a tenere il presidio ad oltranza. Continuano a susseguirsi gli interventi ai megafoni dando anche aggiornamenti sulla situazione dei fermati.

Il tam tam si sta allargando in tutta Italia: l’appello alla mobilitazione in tutte le città per sostenere la resistenza di Chiaiano. | Solidarietà dal Presidio No dal Molin

E’ stata confermata per domani alle 18.00 una manifestazione che partirà dalla rotonda di Marano dove c’è il presidio.

23.50 - Sono 7 le persone trattenute in Questura a Napoli. Ai 5 fermati a Chiaiano si sono aggiunte altre due persone che partecipavano al sit in di protesta all’esterno della Questura di via Medina.

23.00 - Aggiornamenti dal presidio di Chiaiano con Giovanni Pagano. "C’è sempre una partecipazione massiccia...Ci sono notizie di un altro blocco su Mugnano verso Napoli. La tensione è altissima. Il quartiere è completamente chiuso...sono le forze dell’ordine che stanno bloccando la città... ma la gente è determinata e continua a stare in piazza. Questo atto intimidatorio non ci solpisce: ieri hanno proposto un decreto contro chi protesta contro le discariche oggi provano ad applicarlo alla lettera" | [ audio ]

Il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, sceso in piazza con i suoi cittadini contro l’apertura della discarica di Chiaiano, ha rivolto un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed al Papa, definendo "da guerra civile" le scene degli incidenti di questa sera.

22.40 - In collegamento con il presidio davanti alla Questura centrale con Antonio Musella dopo le cariche: "Dopo i fermi di Chiaiano centinaia di persone hanno raggiunto la sede della questura e hanno iniziato un blocco stradale. Decine gli agenti hanno caricato in modo violentissimo il presidio...Probabilmente mai si era arrivati a questo... A Chiaiano le forze dell’ordine si sono assestate mentre il presidio formato da migliaia di persone, cui si sono aggiunti i cittadini che sono scesi dalle loro case, resiste " | [ audio ]

22.00 - Cariche sotto la Questura centrale. Un fermo. A Chiaiano la polizia si ritira lentamente.

21.40 - Fonti della questura riferiscono che cinque dimostranti sono stati fermati per essere condotti in questura

21.20 - Alcune riflessioni "a caldo" con Antonio Musella, lab. Insurgencia: "In questo momento a Chiaiano tutti i cittadini stanno scendendo in strada" | [ audio ]

21.00 - «Un agente mi ha prima bastonato e poi ha prelevato la mia telecamera» ha raccontato ai colleghi giornalisti l’inviato del Tg3 Romolo Sticchi, che sta seguendo gli scontri a Chiaiano.

20.45 - La corrisponenza dopo le prime cariche con Giovanni Pagano a Chiaiano: "Ci hanno completamente massacrato, donne, bambini...eravamo tutti seduti a terra, ci hanno deliberatamente caricato" | [ audio ]

20.10 - I manifestanti hanno ostruito la carreggiata di piazza Rosa dei Venti, conosciuta anche come rotonda Titanic. Arrivano camionette della polizia, dei carabinieri e della polizia penitenziaria. Manifestanti e forze dell’ordine si fronteggiano. Traffico in tilt.

 

 

 

 

Fonte: www.globalproject.info

 

 

 

pagano la mancanza di raccolta riciclata e l'accordo tra Rastrelli e l'Impregilio che andrebbe sciolta e i suoi beni confiscati la dallo stato oltre a Bassolino chiaramente

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il problema di questa gentaglia... e non solo (diciamo della maggioranza del popolo italiano) è questa forma mentis: si, la MIA spazzatura va smaltita e trattata, ma non sotto casa MIA, ma sotto casa di ALTRI.

 

 

hai capito... solidarietà dal presidio "no dal molin"... proprio l'intellighenzia :rotfl:

 

comunque io darei ragione ai manifestanti. non facciamo la discarica, vediamo quanto campano, quando avranno i rifiuti fin dentro casa ed il colera.

Modificato da vorthex
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il problema di questa gentaglia... e non solo (diciamo della maggioranza del popolo italiano) è questa forma mentis: si, la MIA spazzatura va smaltita e trattata, ma non sotto casa MIA, ma sotto casa di ALTRI.

hai capito... solidarietà dal presidio "no dal molin"... proprio l'intellighenzia :rotfl:

 

comunque io darei ragione ai manifestanti. non facciamo la discarica, vediamo quanto campano, quando avranno i rifiuti fin dentro casa ed il colera.

 

 

:adorazione::adorazione::adorazione:

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eccola

 

Non potevano trovare un nome migliore gli inquirenti napoletani per l’inchiesta su politica&monnezza. “Operazione Rompiballe” allude alle ecoballe, niente eco e molto balle. Ma anche, involontariamente, all’ennesima porcata del governo per mettere la magistratura al guinzaglio del potere politico con la scusa dell’emergenza rifiuti. Perchè è di questo che stiamo parlando, come spiega Rodotà su Repubblica e come sostengono 75 pm campani: il decreto del governo è incostituzionale, perché sospende “de jure” lo Stato di diritto in una regione dove già era sospeso “de facto”.

Le trombette berlusconiane sono già al lavoro per rivoltare la frittata e far passare per ribelli proprio i magistrati che difendono la Costituzione, non il governo che la calpesta. Spettacolare il Corriere che, sorpreso il giudice Nicola Quatrano, a spasso per Chiaiano, lo torchia per bene per sapere che ci facesse lì, vedi mai che alzasse barricate e lanciasse molotov. Come se un libero cittadino non potesse andare dove gli pare. In effetti, secondo il decreto, non si può più manifestare liberamente, in Campania: si rischia di passare per sabotatori delle discariche, dunque nemici pubblici.

Intanto il governo si fabbrica un bel superprocuratore regionale per i rifiuti, roba mai vista nemmeno sotto il fascismo, che accentra le competenze delle procure territoriali. Nessun giudice potrà più sequestrare discariche irregolari o pericolose, anche perchè i rifiuti tossici e nocivi vengono equiparati a quelli urbani ordinari, per decreto, in barba a tutte le leggi nazionali ed europee, e soprattutto alla salute di chi se li beve o se li respira. Insomma, vietato disturbare il manovratore: che oggi è il supercommissario di governo - l’ineffabile Bertolaso, l’uomo per tutte le stagioni, quello che due anni fa da commissario non combinò un bel nulla e ora, chissà perché, dovrebbe fare il miracolo - ma domani potrebbe essere il presidente del Consiglio. Perché, se passa il precedente di un “governo che si sceglie i magistrati che devono controllare le sue iniziative” (Rodotà), poi non ci si ferma più.

Lo Stato italiano ha sconfitto il terrorismo e combattuto la mafia con ottimi risultati - per due o tre anni, non di più - senza strappi alla Costituzione. Non si vede perché oggi non possa rimuovere la monnezza senza violentare la Carta costituzionale. Se le nuove discariche saranno a norma di legge, nessun giudice le bloccherà. Ma impedire preventivamente ai giudici di bloccarle è come ammettere di sapere in anticipo che saranno irregolari, dunque inquinanti, dunque pericolose per la salute pubblica. Dunque l’intervento della magistratura rimane l’unico scudo per i cittadini.

Resta da capire perché mai, dal Pd, non si sia levata una sola voce critica contro il colpo di mano berlusconiano. Anzi, dopo la parentesi dell’ostruzionismo su Rete4, si è tornati precipitosamente a un “dialogo” che conviene solo al governo. Eppure non occorre un genio per intuire che la guerra all’indipendenza e autonomia delle toghe con la monnezza non c’entra niente. C’entra con altre monnezze: per esempio, con l’ansia di vendetta del Cainano contro i pm di Napoli per l’inchiesta sull’acquisto di Saccà e di alcuni senatori. “Questi pm sono ingovernabili”, ha denunciato, sgomento per l’esistenza di qualche toga che ancora prende sul serio la Costituzione (“la magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere”): un pericoloso precedente che va subito sanzionato.

Intanto si cerca un pretesto per varare l’agognata legge contro le intercettazioni, che proprio sulla monnezza han dimostrato la loro efficacia, dunque vanno abrogate. Il ministro ad personam Alfano annuncia che la nuova porcata è pronta. Meno pronta è la reazione dell’Anm, che seguita a “dialogare” col governo che si accinge a disarmarla. E ancor meno pronta è quella del Pd, che ha addirittura avviato consultazioni del ministro-ombra della Giustizia, tal Tenaglia, con l’Alfano medesimo, non si sa bene a che pro. Intanto Ermete Realacci si associa agli alti lai berlusconiani pro Bertolaso e contro il blitz dei giudici: “Intervento spettacolare e fuori contesto” che rischia di “ostacolare la soluzione del problema rifiuti”. La prossima volta, prima di arrestare qualcuno, i giudici chiederanno il permesso a lui (“Ci scusi, Realacci, avremmo intenzione di arrestare Tizio e Caio. Le pare il contesto giusto o gradisce un rinvio? Ha qualche data libera, in agenda?”). Dio salvi i rompiballe.

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