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Ieri sera su Rai3 hanno fatto un dossier su Ustica, in cui tra le varie cose dicevano queste ( e chiedo a voi di aiutarmi a giustificarle..)

 

Rinvenuto un serbatoio di un caccia nel fonda marino nelle vicinanze

 

quando è stata fatta l'operazione di recupero sul fondo dicono che c'erano tracce di "una specie di trattore"

 

un aviere che ha telefonato durante una trasmissione su Ustica a cui avevano ordinato di tacere

 

Un maresciallo dice che ha visto delle tracce sul radar

 

un generale dei CC in vacanza in corsica ha visto molti caccia(FRANCESI) decollare dalla corsica

 

Una registrazione di una comunicazione tra ciampino e martinafranca in cui parlano di intenso traffico aereo USA nella zona

 

 

ora vi chiedo di aiutarmi a trovare un filo logico...

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potremmo provare a ricostruire qualcosa, però ricordati che molte indagini sono state manipolate.... :ph34r:

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hai ragione

infatti alcune si possono confutare benissimo ( serbatoio, aviere, maresciallo) ma la registrazione, il generale sono più difficili da confutare

quella delle tracce di trattore non saprei

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Ho visto anche io la trasmissione... integro qualcosa:

 

Quella sera in volo c'erano due F104 italiani, uno dei due era pilotato da due ufficiali istruttori, gli stessi che morirono a raimstein.

 

Ben due sottufficiali che quella sera si trovavano a Marsala (presso il radar) si sono "suicidati" negli anni 90

 

Quando fu rinvenuto il mig23 libico (qui dalle mie parti..) il primo medico legale che analizzò il cadavere del pilota disse che era morto da almeno 15-20 giorni.. in seguito "cambiò" repentinamente idea...

 

I tracciati radar furono analizzati da alcuni specialisti americani che vi trovarano due "puntini" non identificati oltre al DC9...

 

 

Ne approfitto per esporre la mia ipotesi, poi ditemi cosa ne pensate :

 

Il Mig23 libico è in coda all'Itavia DC9.

 

Viene intercettato da caccia (americani/francesi) che non sono identificati poichè hanno i trasponder spenti

 

Uno dei caccia fà fuoco e per sbaglio colpisce l'aereo di linea

 

Il mig fa una brusca virata (riportata anche in un tracciato se non sbaglio.. l'ho sentito su raitre)

 

In seguito si schianta in calabria

 

Il luogo dell'incidente, a largo di ustica, viene in qualche modo "bonificato" prima che inizi il recupero dei rottami, che tra l'altro vengono recuperati in 2 diverse campagne finanziate "tardivamente" dal governo

 

A Marsala e in tutte le sale di controllo dei radar puntati su quella zona hanno visto tutto, ai militari viene ordinato di tacere.

 

Ad alcuni di questi capiteranno "incidenti" mortali, qualche altro perseguitato dal rimorso è il tizio che chiamerà la trasmissione che avete detto sopra...

 

E' talmente fantastica la mia ricostruzione... ??!! :ph34r:

Non lo so ditelo voi... fatemi sapere le vostre opinioni al riguardo.

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l'unico problema è che un missile quando esplode lascia migliaia e migliaia di scheggie, ma di qeste ultime non ne è stata ritrovata neanche una, quindi l' ipotesi del missiloe è completamente da scartare.

 

L' intercettamento del mig libico è solo una scusante per addossare la colpa all' AMI, infatti quel mig, cadde in Calabria per conto suo.

 

Tutto il problema sta nel fatto di dover risarcire i parenti delle persone morte nel tragico incidente, infatti stando alle regole di navigazione, il disastro aereo prevede una piccola cifra di risarcimento a morto, circa 10000 euro, mentre se l'incidente è causato da una bomba allora si risale al colpevole è la quantità di denaro da risarcire sale inesorabilmente, però non è detto che costui è in grado di pagarla questa cifra.....

 

Adesso riprendo il ragionamento di Gianni.....

 

Una bomba usata da un terrorista ha al suo interno un esplosivo plastico chiamato C-4, mentre un missile ha al suo interno ha sempre lo stesso esplosivo, però chiamato T-4, perchè si trova allo stato solido.

 

Gli effetti di questo esplosivo, sia allo stato solido che allo stato plastico sono identici, le differenze però si notano se ad esplodere è un missile e non una bomba....perchè il missile lascia migliaia di schegge

 

Nell' aereo è stato rinvenuto presenza di C-4, ciò vuol dire che l'aereo è saltato in aria o per una bomba o per un misssile.

 

Essendo impossibile la teoria del missile, l'unica possibilità rimanente è la presenza di una bomba....

 

Infatti l'aereo è saltato in aria prorpio alle 21 in punto ( come se fosse la regolazione di un Timer :ph34r: ), ed era in ritardo di 2 ore, se fosse stato in orario, sarebbe esploso proprio nell aeroporto di Palermo.

Non c'è altro da dire, tutto il resto, le battaglie aeree, i traggiati radar stramanipoltati, le testimonianze assurde di parecchia gente e balle varie servono solo per depistare le indagini, le uniche cose certe sono 2:

 

1) la verità non salirà mai più a galla

2)Probabilmente ora il terrorista è alle Bahamas, nel suo villone pagato da papà Bin Laden e ridersela ripensando al tragico incidente e a come l'ha fatta franca grazie alla stupidità/astuzia italiana..... :furioso:

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e kuel serbatoio nel fondo? :scratch:

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e kuel serbatoio nel fondo? :scratch:

Appunto.. non venitemi a dire che l'hanno messo là per "depistare" le indaggini...

 

poi un generale dei carabinieri (quello che vide la partenza di caccia francesi..) non mi sembra una persona così poco affidabile o un racconta balle..

 

 

Ma poi scusate, vi voglio chiedere una cosa:

 

Ma se è stata una bomba cioè un attentato terroristico.. mi dite perchè si prendevano la briga di ditruggere e manipolare tutti i tracciati radar esistenti.... cosa ci guadagnava l'aeronautica o il governo ????

 

non era molto più comodo rafforzare la tesi dell'attentato e prendersela con le brigate rosse o chi per loro..

 

Quella sera più di un radar "guardava" da quella parte... ma non esiste un solo tracciato autentico o non manipolato.. strana coincidenza non credete...

Edited by GhostOnGripen

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Appunto.. non venitemi a dire che l'hanno messo là per "depistare" le indaggini...

 

No infatti, è semplicemente rimasto semi intatto dall' esplosione dell' aereo.....

 

Ma se è stata una bomba cioè un attentato terroristico.. mi dite perchè si prendevano la briga di ditruggere e manipolare tutti i tracciati radar esistenti.... cosa ci guadagnava l'aeronautica o il governo ????

 

Bisognava trovare i precisi colpevoli e farli pagare, ma non era detto che essi potessero veramente farlo, praticamente i familiari si ritrovavano con i presunti colpevoli ( come poteva la magistratura essere sicura che erano state proprio quelle persone e non altre....? ) in galera e loro probabilmente senza una lira....sai che consolazione.. :thumbdown: invece era meglio dare la colpa a mamma aeronautica, che i soldi per pagare i familiari li aveva .

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emi intatto dall' esplosione dell' aereo.....

Di kuale aereo??del mig 23?

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Maverick ha riassunto i due punti insuperabili:

 

Esplosivo C4 significa solo o bomba o missile.

Missile significa schegge di testata.

 

Ora, se schegge non ce n'è nemmeno una, allora è una bomba.

 

Tutto il resto sono panzane.

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ma scusate ilMIG non si è schiantato una mesata (alla siciliana) dopo...

o erano 20 gg

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Ribadisco che il serbatoio non poteva appartenere all'aereo di linea perchè era il serbatoio di un caccia...

 

Ma allora.. non ho capito una cosa... chi ha architettato tutti i depistaggi e gli imbrogli per fare ricadere la colpa sull'aeronautica..???? sapete dirmi chi pensiate sia stato..??

 

non penso sia stata opera del governo.. cosa ci guadagnava...

 

l'Itavia poi.. sicuramente non aveva il potere per farlo....

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Il problema è che non c'è stato nessun depistaggio.

 

- Il MIG-23 libico è caduto sui monti calabresi. E' caduto prima? E' caduto dopo?

Due sono le notizie certe: il DC9 è andato giù il 27 giugno 1980, il MIG è stato ritrovato il 18 luglio 1980.

L'autopsia è stata fatta il 23 luglio e la data della morte collocata a cinque giorni prima: un medico legale si può amche sbagliare, magari non erano cinque ma sei o sette giorni ma di qui a sbagliare di 20 giorni è impossibile (con il caldo che c'era sulla Sila il cadavere si sarebbe decomposto molto di più).

Due testimoni videro il MIG-23 in volo poco prima dello schianto, la mattina del 18 luglio.

L'Aeronautica Libica confermò che il MIG-23 si alzò in volo il 18 luglio.

La distanza tra la Libia e Ustica supera il raggio d'azione reale di combattimento del MIG-23 Flogger.

Possibile che tutto questo non basti? Dove sta il depistaggio?

 

- Il recupero dei rottami. Si è detto che l'impresa incaricata aveva collegamenti con i servizi segreti. E' normale. Ci sono poche imprese al mondo che possano recuperare rottami a migliaia di metri di profondità, e necessariamente sono usate anche dai servizi segreti. Di qui a dire che l'impresa ha manomesso i rottami, ce ne passa. Tutte le operazioni sono state filmate e fotografate. Manomissioni non ce ne sono mai state.

 

- Serbatoi e altre cose del genere. Il Mediterraneo ne è pieno. Nel Mediterraneo hanno navigato e volato per decenni le forze aeronavali di USA, URSS e svariati paesi europei e non. Sul fondo si trova di tutto, anche relitti di caccia e aerei da combattimento. Figuriamoci i serbatoi...

 

- Combattimento aereo. Il Mediterraneo era area sorvegliata da americani e da sovietici. Se ci fosse stato un combattimento aereo lo avrebbero saputo entrambi, e ognuno avrebbe sputtanato l'avversario. Non è successo.

 

- Le tracce radar. Le prime analisi hanno dimostrato che l'unica traccia in volo era il DC-9, nella zona. I vari puntini che appaiono e scompaiono sono perfettamente normali per i radar dell'epoca (e anche per quelli di oggi). Il fenomeno del clutter, dei falsi bersagli, dei coni laterali, sono arcinoti. Per capire se un "blip" è vero o falso, occorre esaminare il suo comportamento nel tempo: se è instabile, se va e viene e si sposta, allora è un falso bersaglio (o un F-117). Non si possono prendere pochi minuti di traccia radar e pensare che tutti i "blip" che si vedono sono bersagli. Il "blip" del DC-9 è l'unico che ha un'inizio, una fine, una rotta evidente: quello è un vero bersaglio.

 

Potrei dilungarmi per ore.

La verità è che in 25 anni si sono dette tante idiozie, e i periti di ogni parte hanno manipolato così tante volte i reperti, che ormai solo le evidenze di 25 anni fa possono essere ritenute attendibili. Tutto il resto è spazzatura.

E non dimenticate una cosa: quando un aereo decolla e torna alla base senza un missile, se ne accorgono pure i topi. Impossibile tenere nascosta una cosa del genere, almeno qui in occidente.

Pensare che gli F-104 di Grosseto possano essere intervenuti in un combattimento aereo a Ustica, è fantascienza. Pensare che ci fossero aerei americani in volo, visto che l'unica portaerei era ferma in porto, è altrettanto assurdo.

 

L'ipotesi bomba è evidente come un castello nel deserto, eppure si cerca assolutamente di dimostrare che è stato un missile.

Appena pochi giorni dopo la fine del DC-9, parliamo del 2 agosto 1980, a Bologna c'è stata la famosa strage, con l'impiego dello stesso esplosivo trovato sui rottami del DC-9, che guarda caso era decollato da Bologna.

Su queste coincidenze occorreva lavorare, non sulle ipotesi di fantasia.

 

Chi ha portato quella bomba sul DC-9, probabilmente non lo troveremo mai. Perchè sono convintissimo che è morto tra i passeggeri di quell'aereo.

Forse quella bomba non doveva esplodere alle 21, ma alle 9 di mattina, e per un errore il timer è stato regolato alle 21.

O forse doveva esplodere alle 21, ma chissà dove, visto che l'aereo portava due ore di ritardo.

Forse la bomba era su un bagaglio che doveva esplodere a Bologna, e che per errore è stato imbarcato sull'Itavia.

 

Certamente chi sapeva è stato zitto, e forse in 25 anni alcuni di quelli che sapevano sono morti, e altri sono stati eliminati.

In fin dei conti, nemmeno la verità sulla strage di bologna è mai venuta a galla, e l'esecutore materiale è ancora ignoto (l'unico imputato è stato alla fine assolto in cassazione).

 

La verità è che i familiari delle vittime sanno bene che con l'ipotesi missile si tira in ballo l'aeronautica e lo stato, e si possono ottenere lauti risarcimenti.

Con l'ipotesi bomba, difficile che un'organizzazione terroristica o eversiva paghi...

 

Poi ci sono stati molti giudici che hanno visto la possibilità di balzare sugli onori della cronaca... molti cronisti che hanno speculato e foraggiato testimoni di dubbia attendibilità... scrittori che si sono arricchiti con libri "verità"... registi che hanno fatto altrettanto... c'è stata la propaganda comunista... c'è stato quel pazzo di Gheddafi che a un certo punto si è inventato un complotto ai suoi danni...

 

Questi sì sono depistaggi.

Tutto ciò che svia dalla bomba e porta al missile, è un depistaggio.

 

Oggi la verità potrebbe anche saltare fuori.

Forse qualcuno dirà: quella bomba l'ho messa io.

 

Non gli crederebbe nessuno.

 

Questo è il grande risultato di 25 anni di fandonie.

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Grazie per la spiegazione Gianni..

in effetti parlando in questi termini sembra logico pensare ad una bomba...

 

ma l'unica verità è che la verità non la sapremo mai...

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Vedo solo adesso questo topic, vorrei fare una domanda a Gianni: si dice che uno spillone di Grosseto abbia dato l'allarme generale lo stesso giorno per ragioni sconosciute, si tratta dell'F104 con a bordo i due morti di Rammestein, è vero? Se si si sa perchè?

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Vedo solo adesso questo topic, vorrei fare una domanda a Gianni: si dice che uno spillone di Grosseto abbia dato l'allarme generale lo stesso giorno per ragioni sconosciute, si tratta dell'F104 con a bordo i due morti di Rammestein, è vero? Se si si sa perchè?

La sapevo anche io questa storia...

 

I piloti erano Mario Naldini (Pony 1) e Ivo Nutarelli (solista), i due dovevano essere processati qualche giorno dopo la manifestazione aerea di Rammstein. Secondo molti, questa è una delle tante "coincidenze inquietanti" delle morti sospette che hanno colpito vari militari che dovevano essere processati per quella strage. Anche se obiettivamente, i due poveri piloti delle Frecce Tricolori secondo me sono morti per pura fatalità. C'è chi parla di "manomissione" del velivolo del solista, così da avergli permesso di centrare il velivolo di Naldini. Ma non ci credo per niente, anzi giudico questa affermazione un "non rispetto" per le decine di vittime della tragedia di Rammstein.

 

Comunque, entrambi i piloti erano in volo la sera del 27 Giugno 1980 su F-104. I due, nel corso del volo, avrebbero assistito ad una manovra di inserimento e di affiancamento, nei confronti del DC-9, da parte di un velivolo militare. Quando i due caccia italiani incrociano il DC-9 e il suo accompagnatore, lanciano per alcune volte i codici d'allarme ai radar di terra.

 

Questo è tutto quello che sò per conto mio...niente di piu', lo avevo letto da qualche parte. Potrei anche aver detto una cacchiata, adesso farò una ricerchina.

 

Però sta di fatto che, come dice Dominus, questa storia è saltata fuori in tutti i processi, e si sa bene!!!

Edited by Giovanni86

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Non ho mai creduto al fatto che Ramstein fosse stato organizzato, mi sembra inverosimile fare un tal casino per un risultato dubbio, infatti se la tuta si fosse depressurizzata in un altro momento non sarebbe, forse, successo quel che è successo. Se li volevano fare fuori avevano altri modi

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Guardate un po che articolo ho trovato su un sito web...

 

Leggete e poi commentate ;)

 

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John C. Macidull, capo ingegnere del National Transportation Safety Board, un ente americano specializzato nelle inchieste sui disastri aerei, descrive una classica azione di guerra. Per la sua esperienza di pilota di aerei da caccia l’attacco al DC9 dell’Itavia è una manovra da manuale: “Nel momento dell’incidente, secondo i dati radar, l’oggetto non identificato venne fuori dal sole in direzione del DC9 e il DC9 stava guardando dentro il sole nella direzione dell’oggetto”. La scarna ma efficace descrizione aggiunge che l’oggetto non identificato non venne in collisione con l’aereo dell’Itavia ma attraversò l’area dell’incidente da ovest verso est ad alta velocità. Approssimativamente nello stesso tempo il DC9 precipitò.

L’attacco di un caccia avviene nello stesso modo: il pilota cerca di prendere posizione col sole alle spalle per sorprendere l’aereo nemico nella migliore condizione di visibilità.

Alle 20,56 del 27 giugno 1980 il volo IH 870 dell’Itavia si preparava a scendere verso Palermo e, quindi, aveva sulla prua il sole, nella discesa verso occidente. La voce del pilota Domenico Gatti, registrata dalla scatola nera, è troncata di netto, mentre sta dicendo una parola che può essere soltanto: “Guarda!”. Si ferma a “Gua…”. Col sole davanti agli occhi ha fatto appena in tempo e vedere l’oggetto non identificato di cui parla Macidull.

La ricostruzione dell’autorevole tecnico americano si basa sui dati rilevati dal sistema radar di Fiumicino. Per una fatalità o per un ingegnoso dolo il disastro avviene al limite della capacità di acquisizione della stazione radar di Fiumicino, che dopo Firenze ha preso il DC9 sotto il suo controllo. Il servizio Roma radar, composto dalle due testate Selenia e Marconi installate a Fiumicino, poteva seguire il volo del DC9 fino a una distanza massima fra le 130 e le 140 miglia. Nel punto in cui avviene il disastro, 129,5 miglia a Sud di Fiumicino, il DC9 era in piena visibilità per il radar Marconi, mentre per la Selenia era già quasi fuori portata. Il DC9, 33 tonnellate di peso, viaggiava a una velocità di 850 chilometri l’ora. La sua rotta era seguita da una battuta radar ogni sei secondi.

I ritorni grezzi dei radar, quantificati in ampiezza e tempo, producono dei dati che si chiamano plot. Il sistema di calcolo elettronico Atcas di Ciampino elabora i dati delle due testate in simboli matematici che precisano l’intensità degli echi di ritorno, la distanza dell’aereo, la direzione. A causa della rotondità della terra la visibilità di un aereo dipende non solo dalla distanza e dalla dimensione ma anche dalla quota. Il DC9 dell’Itavia alla distanza di 130 miglia da Fiumicino era visibile per Roma radar solo sopra i 2000 piedi. Il disastro avviene quando l’aereo si trovava a 25.000 piedi, cioè 7.200 metri, una quota in cui era ancora in buona condizione di avvistamento per il radar Marconi. Sul tracciato che segue la rotta dell’IH 870 lungo l’aerovia Ambra 13 si nota per un certo tratto una linea coerente di plot, poi improvvisamente appaiono delle tracce in parallelo. Le due serie di segnali procedono appaiate e per un tratto coincidono, ma poi una devia di novanta gradi.

 

I dati rappresentati motivano un’interpretazione che sembra coerente con quella data da Macidull sulla situazione finale. Un aereo militare, dopo aver volato sotto i duemila piedi per sfuggire ai radar di Fiumicino, si inserisce nell’aerovia Ambra 13 e rincorre il DC 9 ponendosi in coda, dove i piloti non possono vederlo. Su tutti gli aerei militari è in funzione il trasponder, l’apparecchio che fornisce i dati ai radar, ma il pilota del caccia lo tiene chiuso per non farsi identificare. Roma radar non s’accorge della presenza dell’aereo intruso perché i suoi segnali si confondono con quelli del DC 9 e nei tracciati si accavallano.

Con la virata a 90 gradi il caccia comincia l’azione di guerra perché va a prendere posizione col sole alle spalle. Nell’esame della situazione finale Macidull ha considerato di scarsa utilità cinque plot, di segnale debole, che si intravedono a est della rotta del DC9 prima che inizi la serie di segnali accavallati. Potrebbero essere le tracce dell’inserimento del caccia, proveniente da nord, sulla rotta dell’aereo civile. L’attenzione del tecnico americano si rivolge soprattutto a tre plot che l’elaborazione di Roma radar segnala con grande evidenza ad ovest del DC9, immediatamente prima della fine del volo. E’ su questi plot che il tecnico costruisce la sua tesi dell’attacco condotto contro l’aereo dell’Itavia dall’“oggetto non identificato che esce dal sole”.

Le riflessioni dei periti di parte civile sulla situazione descritta da Macidull aprono un altro interrogativo sulla trama di Ustica. Il pilota dell’aereo attaccante si inserisce sulla rotta dell’aereo civile con manovre da manuale per sfuggire ai radar, vira verso ovest di 90 gradi quando è a 35 chilometri dal punto dell’attacco, fa una nuova virata di 90 gradi, quando è a 24 chilometri dal DC9, per mettersi con le spalle al sole. Il caccia ha a bordo un radar che vede fino a venti chilometri: non può essere sufficiente al pilota per svolgere tutto il suo programma. Gli è stata necessaria certamente l’assistenza di una base in terra o in mare.

Lo schema Macidull diventa un riferimento d’obbligo per la folla di periti, più di cinquanta, che lavorano nelle varie commissioni d’inchiesta istituite in Italia. La prima, varata il giorno dopo il disastro dal ministro dei Trasporti Rino Formica e diretta dal dott. Luigi Luzzatti, giunge dopo un paio d’anni alla conclusione che la causa più probabile del cedimento strutturale del DC9 dell’Itavia è stata un’esplosione, ma si dichiara non in grado di precisare se l’ordigno “fosse statocollocato a bordo prima della partenza ovvero provenisse dall’esterno dell’aeromobile”.

Quattro anni dopo l’incidente anche la magistratura nomina un collegio di cinque periti: il decreto firmato dal giudice istruttore Vittorio Bucarelli nel novembre del 1984 affida la direzione dell’inchiesta all’ingegnere Massimo Blasi. Dopo cinque anni arriva finalmente il responso di questa commissione: “Tutti gli elementi a disposizione fanno concordemente ritenere che l’incidente occorso al DC9 TIGI dell’Itavia sia stato causato da un missile esploso in prossimità della zona anteriore dell’aereo”. Dalle varie analisi compiute risulta la presenza su un frammento metallico trovato in uno schienale di residui di esplosivo T4 e TNT, normalmente impiegato negli ordigni militari. Quelle tracce di esplosivo, prima della perizia Blasi, sono sfuggite agli esami fatti nei laboratori dell’aeronautica militare.

Sembra che le conclusioni del collegio peritale a nove anni dal disastro disperdano definitivamente le nebbie. Ma anche questa volta i parenti delle vittime di Ustica hanno una delusione. Il giudice Bucarelli non considera concluso il lavoro dei periti e pone nuovi quesiti sulla traiettoria dell’aereo che si è inserito nell’aerovia Ambra 13 e sulla provenienza e caratteristiche del missile lanciato contro il DC9 dell’Itavia. Passa un altro anno e le critiche dell’aeronautica militare alla perizia Blasi producono un effetto clamoroso: il 5 giugno 1990 Blasi annuncia al giudice di essersi ricreduto e presenta un’altra conclusione, condivisa anche dal perito Cerra. Secondo i due, una lettura più attenta dei tracciati di Roma radar fa escludere la presenza di un altro aereo nei pressi del DC9. La loro nuova tesi è che le tracce di un pezzo del DC9 nel momento della caduta erano state scambiate per il secondo aereo. I due periti tornavano dunque alla tesi che l’incidente fosse “da attribuire ad un effetto esplosivo interno”.

Naturalmente il ripensamento di Blasi e Cerra sollevò un’ondata di sospetti. Alcuni giornali si chiesero se i due periti fossero stati influenzati dalla Selenia, l’industria elettronica, che deve la prosperità dei suoi proventi soprattutto alle mega commissioni del ministero della Difesa.

Gli altri tre periti del collegio - Ennio Imbimbo, Leonardo Lecce e Mario Migliaccio - portano invece nuove prove a conferma dello schema Macidull. Secondo le loro conclusioni il DC9, in volo verso Palermo, è incrociato quasi ortogonalmente da un aereo, la cui superficie nella riflessione sugli schermi radar equivale a quella di un caccia militare. Le prime tracce di questo velivolo si osservano almeno da novanta secondi prima dell’incidente e indicano una traiettoria iniziale di conversione da nord verso est. Nel momento in cui il radar Marconi registra l’ultimo segnale del trasponder del DC9, alle 20,59, la distanza del caccia è di sole cinque miglia. Il lancio del missile può essere avvenuto da cinque a dieci secondi prima di questo momento. Dall’elaborazione dei dati del radar Marconi risulta che il DC9 ha un’impennata e poi precipita portato dal vento perché non ha più una guida. Il rilevamento delle tracce del caccia dura fino a cento secondi dopo l’incidente. L’aereo attaccante fa una rapida salita e scompare nelle altissime quote fuori dell’aerea di detezione del radar Marconi. L’ipotesi di un’esplosione a bordo è esclusa dai tre periti per l’evidente traiettoria delle schegge dall’esterno verso l’interno, per la mancanza di tracce evidenti di combustione nel relitto e sui cadaveri recuperati e perché i rumori registrati dalla scatola nera nel momento del disastro avrebbero dovuto essere superiori di cinquecento volte se una bomba fosse scoppiata dentro l’aereo.

Per undici anni governi e autorità militari hanno opposto il muro di gomma a tutte le ricostruzioni che attribuivano la causa del disastro aereo di Ustica ad un’azione di guerra. Ma la verità era conosciuta fin dalle prime ore dopo la sciagura. Il generale Saverio Rana, presidente del Registro Aeronautico, all’indomani della sciagura, dopo un primo esame dei dati radar, dice al ministro dei Trasporti Formica che l’aereo dell’Itavia è stato attaccato da un caccia e abbattuto con un missile. Dopo cinque mesi la conferma dell’azione di guerra viene dalla secca ma essenziale ricostruzione di Macidull. Né Rana, né Macidull sono presi in seria considerazione dal governo presieduto dall’on. Francesco Cossiga, che ha assunto un orientamento diverso e non è disposto a modificarlo. Il presidente della società Itavia Aldo Davanzali, per aver condiviso la tesi del “missil”, è indiziato del reato di diffusione di notizie atte a turbare l’ordine pubblico: l’iniziativa è presa dal giudice romano Santacroce a cui è affidata l’inchiesta sul disastro. Il ministro Formica, pur dichiarando in parlamento di ritenere verosimile l’ipotesi di un missile, finisce con l’adeguarsi alla tesi che l’aereo è precipitato per un cedimento strutturale dovuto alla cattiva manutenzione, e il 17 dicembre 1980 annuncia la revoca della concessione delle linee aeree all’Itavia. Otto anni dopo lo stesso ministro rivelerà in un’intervista all’Espresso che a convincerlo tempestivamente che il DC9 era stato abbattuto da un missile era stato il generale Rana, “un compagno, un amico”, nel quale aveva piena fiducia. La morte per tumore del presidente del Registro Aeronautico ha privato l’inchiesta di un prezioso e leale testimone. E’ strano che Formica nella sua veste di ministro dei Trasporti non abbia speso molta energia per togliere all’aviazione civile una macchia che ricadeva sui militari. In seguito all’intervista all’Espresso, interrogato dalla commissione parlamentare sulle stragi, disse di aver parlato dopo l’incidente solo col ministro della Difesa Lelio Lagorio delle informazioni avute da Rana. Non era andato oltre, trattandosi non di “certezze” ma di “opinioni e intuizioni”.

Memorabile é la dichiarazione di Lagorio, il 6 luglio 1989, davanti alla stessa commissione. Conferma che Formica gli parlò del missile, ma commenta: “Mi parve una di quelle improvvise folgorazioni immaginifiche e fantastiche per cui il mio caro amico Formica è famoso”.

Dietro le bugie sulla tragedia c’erano livelli morali molto bassi. Quanti sapevano, quanti sanno, quanti hanno mentito? Durante il suo primo governo, Cossiga aveva fatto un rimpasto. Il 14 gennaio 1980, dimessosi il ministro degli Esteri Franco Maria Malfatti per motivi di salute, aveva assegnato quel ministero all’on. Attilio Ruffini, spostandolo dalla Difesa, e qui aveva messo l’on. Adolfo Sarti, titolare di una richiesta di iscrizione alla Loggia P2. Era il tocco finale ad una strategia che attribuiva alla P2 una funzione importante nella direzione degli apparati militari: piduisti erano i generali Santovito e Grassini, capi dei servizi segreti, piduista era il prefetto Walter Pelosi addetto al coordinamento dei servizi segreti, piduisti erano alti gradi delle forze armate, dei carabinieri della polizia. Non tutti erano entrati nella P2 perché per fare carriera avevano bisogno delle raccomandazioni di Licio Gelli. A motivo della loro iscrizione si può solo immaginare che avessero avuto assicurazione dalle sedi politiche più autorevoli dell’affidamento alla Loggia di compiti vitali per la sicurezza. Negli ultimi tre mesi del primo governo Cossiga tutta la piramide militare, compreso il ministro che ne aveva la responsabilità politica, era sotto il controllo di Gelli.

Il 4 aprile 1980, nel secondo governo Cossiga, Lagorio sostituì Sarti passato alla Pubblica Istruzione. Quando avvenne l’incidente di Ustica Lagorio, ministro socialista, poteva scegliere fra due strade: esigere la trasparenza sulle responsabilità del marasma dei soccorsi e delle disfunzioni colpose o dolose nel sistema di difesa radar, oppure adeguarsi al ruolo di ministro che non vuole essere il manovratore e non vuole disturbare chi lo fa davvero. Lagorio forse non volle sapere di più neppure quando il suo amico Formica gli dette l’imbeccata. Gli amici di Gelli, invece, con tutta probabilità sapevano. E’ difficile immaginare la ragione per cui Cossiga e gli uomini del governo legati alla P2 sarebbero stati tenuti all’oscuro, o peggio ingannati, da un apparato a cui si erano dedicati con cura appassionata. Senza la copertura politica della P2 sarebbero riusciti i militari a creare il muro di gomma?

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troverai altrettanto autorevoli periti che diranno che è stata una bomba, o una decompressione esplosiva, o un cedimento strutturale, o un UFO (hanno detto anche quello... e come ne sono convinti!).

 

Io come sempre faccio affidamento solo a dati di fatto e logica:

 

1) Non c'è nemmeno una scheggia di un missile

 

2) Non c'è traccia radar di altri aerei (su qualsiasi radar ci sono decine di blip di disturbi che vanno e vengono; i software moderni li filtrano via e lasciano solo le tracce vere, quelle costanti. Se fai a una foto a una schermata di un radar degli anni 70 ti escono decine e decine di bersagli, se ne fai un'altra dopo mezzo secondo sono spariti tutti tranne quelli veri, e ne compaiono altri in posizioni diverse. Si chiama clutter. Una traccia è una cosa che uno dice: eccolo qua, viaggia a tot velocità nella tot direzione, si trova a tot km di distanza e a tot piedi di quota, e non ci sono interpretazioni da fare: è quella e basta. Ma ve lo immaginate in piena guerra fredda che arrivano 100 bombardieri Backfire e gli operatori stanno lì a interpretare????)

 

3) Nessuno ha detto una sola certezza sul perchè quel DC-9 avrebbe dovuto essere un obiettivo.

 

4) Ci sono tracce di esplosivo militare, tipo C4 o T4 (è la stessa cosa: l'esplosivo usavo per gli attentati ha l'identica composizione chimica di quello usato nelle testate dei missili dell'epoca).

 

5) L'aereo è esploso quasi alle 21.00 in punto.

 

Di fronte a questi dati di fatto, vorrei vedere un solo straccio di prova che si tratti di un missile, e che non sia una perizia (oggi i periti dicono tutto e il contrario di tutto e Ustica non fa eccezione).

 

John C. Macidull è un grandissimo esperto di incidenti aerei e astronautici.

Peccato che abbia deciso da tempo di "monetizzare" la sua esperienza scrivendo libri scandalo, come quello in cui sostiene che la NASA abbia volutamente ucciso i sette astronauti dello Challenger.

Già questo, per me, basta a catalogarlo, ormai, del tutto inaffidabile.

 

Peraltro, è ormai da molti decenni che non si attacca più epicamente con il sole alle spalle: quelli erano i tempi delle guerre mondiali, al massimo della guerra di corea. Un aereo civile che vola diritto, poi, lo puoi attaccare come ti pare.

 

Un ultimo, insignificante dettaglio.

 

Il 27 giugno del 1980 (come ogni 27 giugno degli ultimi 10.000 anni) il sole tramonta alle ore 20.12...

 

Ma il DC-9 era in quota, quindi il tramonto avviene più tardi.

Giustissimo.

Ritarda di 1 minuto ogni 1500 metri di quota.

A 9000 metri, quindi, ritarda di bem 4 minuti.

 

Dalle 20.16 del 27 giugno 1980, il pilota dell'Itavia vedeva la Luna e le Stelle.

 

Vorrei proprio sapere chi è il genio che ha detto a Macidull che il caccia è arrivato con il sole alle spalle....

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Guest staffo

... finalmente ho letto tutta la discussione... e voglio intervenire

chiaramente sapete come la penso

ma io parlo uguale...

in pratica secondo gianni l'ipotesi del missile è da scartare per il fatto che non sono state trovate scheggie di questo... inutile dire che tra mille depistaggi e mille perizie... un particolare del genere (che oltretutto credo sia stato elaborato da gianni dato che non conosco la fonte di questa lampante notizia... anzi lo invito a pubblicare le sue fonti sul fatto che la mancanza di schegge a ustica elimina la possibilità del missile).

 

ho letto anche di commenti che parlano di un tentativo di addossare la colpa della strage all'areonautica militare (mi sembra) per motivi economici... sfido chiunque a credere che dei familiari preferiscano i soldi alla verità... e quindi evitiamo uscite fuori luogo.

 

ora io come del resto è chiaro vi faccio delle ovvie riflessioni sull'argomento... allora che ci sia stato un enorme depistaggio sulle indagini è chiaro a tutti

intanto domandiamoci chi ha manomesso i dati e i rilevamenti...

mi sembra chiaro che l'aeronautica militare italiana (il cui capo è il ministro della difesa ossia un politico) esca distrutta da questa faccenda... in pratica tutto ciò che si poteva dedurre da radar e altro che li riguardava... risulta introvabile o inattendibile...

ora, perchè avvenga ciò mi sembra chiaro che ci siano degli interessi dietro!

 

anzi tutto osserverete che per l'ipotesi della bomba (tanto acclamata da gianni) i militari con le loro capacità (e con i loro mezzi) non avrebbero avuto problemi a favorire tutto il materiale necessario all'inchiesta, e invece no.

 

ora fino a qui mi pare che non ho affermato niente di supposto o campato in aria ma solo deduzioni logiche...

 

ora parto

continuando a ragionare non è difficile pensare che il muro di gomma di cui si parla nel documento di giovanni ha uno scopo... che non è chiarire l'accaduto.

il clima di quegli anni era, gli anni di piombo ma qualcosa del genere non si era mai visto prima,

basta mi sono stufato di girarci intorno,

quella sera c'è stata una battaglia aerea in cui sicuramente era coinvolto l'aereo libico (l'unico caduto in Italia da sempre... e quindi non può essere una coincidenza), per la dinamica di cosa avviene riferitevi a quella del documento di giovanni, e dato che non è sicuro prendetela come riferimento (a fare la differenza non sono certo i dettagli per me)

ciò che è avvenuto dopo è una grandissima opera di distorsione della realtà operata tanto dal governo democristiano quanto dagli usa per nascondere la colpa di questi nella distruzione di un aereo con 81 persone a bordo. a sostenere questa tesi sono i depistaggi e le morti sospette, architettate a perfezione (o quasi)

 

se aprite gli occhi e non vi limitate ad aspettare che gianni repplichi dicendo che io insinuo e altre cose come al solito... vi accorgete (senza bisogno che aggiungo altro) che se veramente fosse avvenuta una cosa del genere l'opinione pubblica scoppierebbe contro gli usa e i politici di allora... ne segue che governo italiano a braccetto con gli usa hanno architettato tutto per evitare la verità durissima degli eventi...

io altra possibilità non la vedo francamente... almeno non ne vedo una che possa spiegare depistaggio e morti sospette...

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3) Nessuno ha detto una sola certezza sul perchè quel DC-9 avrebbe dovuto essere un obiettivo.

Infatti non c'è nessun motivo per il quale quel DC-9 avrebbe potuto rappresentare un obiettivo.

 

Però si potrebbe pensare una cosa del genere:

 

Il Mig libico invade lo spazio aereo italiano, magari per fare una semplice azione dimostrativa (visto che all'epoca Italia e Gheddafi si sopportavano poco).

 

Ovviamente gli aerei intercettori partono subito verso di lui per identificarlo, ne nasce una battaglia aerea e il Mig libico, da autentica carogna, si mette in coda al DC-9 per confondere la sua traccia radar con quella del grosso cargo civile. Oppure lo fa per togliersi dalle calcagna un possibile missile all'IR, in modo da distrarlo verso i due "calorosi" turbofan Pratt & Whitney del DC-9.

Così il missile "amico" colpisce per sbaglio il cargo civile facendolo precipitare. Ma poi il mig libico, sempre per sfuggire ai caccia della difesa aerea, si schianta contro una montagna e la sua carcassa viene rinvenuta qualche giorno dopo.

 

Ovviamente non ho uno straccio di prova per quello che ho appena detto :D è solo una mia deduzione personale.

 

Però non capisco perchè bisogna dare la colpa agli usa per questa strage. Anzi...loro dovrebbero essere proprio gli ultimi ad essere accusati, visto che la sola unità americana che si trovava in territorio italiano era una portaerei ormeggiata in un porto, se non vado errato. E da un porto una portaerei non può compiere alcuna azione bellica (almeno da quello che so io, correggetemi se sbaglio).

 

Piuttosto, ammesso che l'aereo sia stato veramente abbattuto da un missile, perchè non accusare gli stessi aerei italiani? Oppure i francesi, visto che erano presenti nel Tirreno con la portaerei Clemenceau?

 

Io la penso così. Prima di lanciare accuse gratuite, bisognerebbe magari accertarsi su altre circostanze, e non affermare per punto preso che sono stati gli americani!

 

:)

Edited by Giovanni86

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cattivoni sti americani lanciano missili contro aerei civili...ahi ahi

ah no scommetto che a bordo c'era un giornalista che aveva qualcosa sulla battagli di fallujia

 

cmq a parte che hai scartato tutto quello che ha detto john ( di principio secondo me...) una cosa molto importante è che eravamo in piena guerra fredda con tutte le spie ( oltre che il mediterraneo era controlattissimo da ambo le parti) l'URSS non avrebbe certo perso l'occasione di sputtanare gli USA

 

 

ma io ripeto secondo me è per il giornalista.... è proprio un complotto

 

 

aggiungo che il governo democristiano di cui parli molto male ha avuto il merito di farci entrare nella sfera occidentale che in quella sovietica... e qui scommetto che hai da ridire

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