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Missili AA Israeliani - discussione ufficiale

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se non sbaglio il python 5 assomiglia al sidewinder...

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Vanno molto, molto bene.

Cribbio che conciso :pianto: dai su, scrivi un bel pappardellone dei tuoi :rotfl:

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C'è poco da dire. Il Python 5 è l'ultimo nato di una generazione che, come formula di partenza, è ovviamente ispirata sia al Sidewinder che al Matra Magic (inutile dire: assomiglia al Sidewinder, perchè ques'ultimo è capostipite di tutti i missili aria-aria a corto raggio in giro nel mondo, con l'unica eccezione, peralro fallimentare, dell'Aphid).

 

Il Python sotto molti aspetti è più avanzato anche di ASRAAM, AIM-9X e simili, ha un sensore superbo, capacità LOAL, una bella carica esplosiva (oltre 10 kg) e prestazioni ai vertici della categoria (e oltre...): Mach 4 e fino a 20 km di gittata.

Gran brutta bestia.

 

Il Derby è invece una felice intuizione israeliana, che in pratica parte dalla cellula del Python unendo caratteristiche tipiche dei missili tipo AMRAAM per realizzare un missile leggerissimo ma con prestazioni del tutto simili all'AMRAAM e probabilmente anche migliori (oltre 60 km di portata, velocità oltre Mach 4).

 

Si tratta di tecnologie avanzatissime, in cui il meglio dell'industria elettronica e missilistica israeliana ha lavorato a braccetto con il meglio dell'industria elettronica e missilistica americana, ottenendo risultati davvero superlativi.

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Si parla di una vendita di Pythoon al Venezuela, ma gli Americani dopo che spendono fior di soldi in aiuti per Israele non possono impedirgli di vendere il fior fior della tecnologia occidentale a Chavez o alla Cina?

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Era anche più amico di Israele di quanto lo fosse degli americani, gli Israeliani gli addestravano le forze di sicurezza e addirittura il programma per il missile balistico Jherico era congiunto con l'Iran :lol:

Comunque l'Egitto è un' altra cosa.

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Bhè, al contrario di alcuni che sostengono che gli USA colonializzano, in realtà più che pressioni politiche più o meno decise non possono fare.

 

Qualche volta Israele abbozza altre volte no.

 

L'Egitto ormai da molti anni è una nazione moderata, seriamente impegnata contro il terrorismo (e ne paga le conseguenze) e con rapporti di buon vicinato con Israele, inoltre un accordo USA-Israele-Egitto prevede che tutta la tecnologia messa a disposizione di Israele dagli USA, debba essere concessa anche all'Egitto.

 

Questa fu la ragione che spinse gli israeliani a rifiutare per anni la fornitura di missili AMRAAM, perchè non volevano che anche l'Egitto li avesse.

 

EDIT

 

La collaborazione passata tra Iran e Israele testimonia un concetto che ho sempre espresso: nella diplomazia internazionale (come nella vita) il nemico del mio nemico, è mio amico.

 

Israele ha sempre considerato l'Iraq come un proprio nemico giurato, e quando l'Iran è diventato altrettanto nemico dell'Iraq, Israele e Iran hanno stretto accordi di collaborazione segreti, negli anni '80, nel corso dei quali Israele ha fornito all'Iran pezzi di ricambio per i suoi caccia e missili di produzione occidentale, in cambio di forniture di petrolio.

 

La storia dei missili balistici risale invece a prima della rivoluzione del 1979 e non riguardava i missili Jericho, anche se spesso viene confusa.

In realtà l'Iran voleva sviluppare un missile a lunga gittata derivato dall'israeliano Gabriel (un missile antinave) e su quello si appuntò la collaborazione e i lauti finanziamenti iraniani.

Con la rivoluzione del 1979 questo programma cessò e tutti i tecnici israeliani ritornarono a casa con tutta la documentazione.

Da allora è nata questa specie di leggenda del Jericho, spesso riportata anche da fonti autorevoli, ma errata.

 

L'Iran, per i suoi programmi missilistici, si avvale della collaborazione della Corea del Nord e del Pakistan essenzialmente, poi c'è la Cina e anche la Russia.

Modificato da Gianni065

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quindi il Derby è da considerare superiore sia allo Slammer che all'R-77???

 

Come vanno la consegne all'aviazione israeliana??

 

ho visto in un paio di foto di F-5 brasiliani con Python5 e Derby ai piloni subalari.. Qualcuna sa qualcosa???

 

Cipher

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C'è poco da dire. Il Python 5 è l'ultimo nato di una generazione che, come formula di partenza, è ovviamente ispirata sia al Sidewinder che al Matra Magic (inutile dire: assomiglia al Sidewinder, perchè ques'ultimo è capostipite di tutti i missili aria-aria a corto raggio in giro nel mondo, con l'unica eccezione, peralro fallimentare, dell'Aphid).

 

Il Python sotto molti aspetti è più avanzato anche di ASRAAM, AIM-9X e simili, ha un sensore superbo, capacità LOAL, una bella carica esplosiva (oltre 10 kg) e prestazioni ai vertici della categoria (e oltre...): Mach 4 e fino a 20 km di gittata.

Gran brutta bestia.

Python 5 In action (Anche se la qualità del video lascia un pò a desiderare)

Python 5 - Short Range Air-to-Air Missile

 

Il Derby è invece una felice intuizione israeliana, che in pratica parte dalla cellula del Python unendo caratteristiche tipiche dei missili tipo AMRAAM per realizzare un missile leggerissimo ma con prestazioni del tutto simili all'AMRAAM e probabilmente anche migliori (oltre 60 km di portata, velocità oltre Mach 4).

 

Si tratta di tecnologie avanzatissime, in cui il meglio dell'industria elettronica e missilistica israeliana ha lavorato a braccetto con il meglio dell'industria elettronica e missilistica americana, ottenendo risultati davvero superlativi.

Derby in Action (Molto interessante)

Derby - Beyond Visual Range Air-to-Air Missile

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quindi il Derby è da considerare superiore sia allo Slammer che all'R-77???

 

Come vanno la consegne all'aviazione israeliana??

 

ho visto in un paio di foto di F-5 brasiliani con Python5 e Derby ai piloni subalari.. Qualcuna sa qualcosa???

 

Cipher

 

E' molto difficile dire se un missile avanzato è superiore a un altro missile avanzato.

Sulla carta le prestazioni di uno Slammer non sono per nulla impressionanti rispetto a quelle di un R-77 o di un Derby o - meglio ancora - di un MICA.

Quest'ultimo, sulla carta, è forse il migliore di tutti.

 

Ora, tenuto conto che nelle reali condizioni operative di un campo di battaglia aereo moderno, una portata effettiva di 40-50 km e una velocità iniziale di circa Mach 4 sono prestazioni più che sufficienti per un missile a guida radar attiva, la superiorità di un sistema rispetto all'altro va ricercata nella qualità dei componenti elettronici, del software, ecc...

Aspetti che ben difficilmente sono noti (e spesso si palesano solo al momento... dell'uso).

 

In ogni caso, tutto lascia ritenere che la nuova generazione di missili aria-aria israeliani non abbia nulla da invidiare a nessun altro modello. ;-)

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Credo anch'io, non fosse altro che per l'attenzione che Israele mette nel loro sviluppo.

 

Credo anche che la cosa si possa mettere in relazione con un potenziale problema qualitativo della flotta da caccia.

Se infatti gli Stati Uniti perseverano (meglio, "finchè" perseverano) nel veto all'esportazione del Raptor, la prima linea Israeliana potenzialmente potrebbe trovarsi di fronte caccia di qualità superiore ai suoi.

Questo, sarebbe una novità per l'aeronautica israeliana, cui potrebbero rispondere proprio puntando sull'eccellenza missilistica.

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Le cose non stanno proprio così. Un articolo apparso tempo addietro su Rivista it. Difesa (anche altre riviste hanno trattato l’argomento) aiuta a distinguere. Il Derby ha una portata indicata in 50-60 km. Ma parliamo come sempre di una portata cinematica ad alta quota. A media quota e contro un caccia in avvicinamento frontale, la portata scende a 30 km. Il motore è derivato da quello del Python 4, però ha maggior impulso e durata di combustione, la resistenza aerodinamica è decisamente inferiore. Ora, un Aim120 ha una portata media di 40-50 km (reali) con punte di 75 nelle migliori condizioni. E non è questa la differenza più significativa. Perchè il Derby non dispone di capacità di aggiornamento dati via data-link, almeno nella versione iniziale. Qualcuno ricorderà che l’efficacia degli Aim120 forniti ai Tornado ADV senza, inizialmente, sistema di aggiornamento in volo, è risultata pari od inferiore a quella dei vecchi Skyflash! Inoltre il radar interno ha una portata di 10-12 km (contro caccia) , così se il bersaglio imposta per tempo una manovra evasiva, è facile che il piccolo radar non riesca ad agganciare un bel niente. In compenso può tirare la bellezza di 50G! La possibilità di essere lanciato anche da aerei privi di radar, tramite casco-visore di puntamento, lo rende molto flessibile nell’impiego. Con soli 118 kg cosa volete di più?

 

I missili attuali dispongono di sistema di aggiornamento dati a metà traiettoria “Derby uplink”.

Si può supporre o un aggiornamento in fase di produzione o, come sostengono alcune fonti, la presenza della modalità fin dall’inizio, tenuta segreta per alcuni anni per motivi di sicurezza.

Modificato da Gian Vito

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Pubblicata sul sito la scheda sul Derby, scritta da Gian Vito.

 

Rafael Derby

 

Derby_01.jpg

 

Lo stato di Israele ha avviato il progetto Derby sul finire degli anni ’80, per realizzare un missile a medio raggio e guida radar attiva di produzione nazionale. Gli Stati Uniti hanno sempre imposto pesanti limitazioni alle esportazioni di materiale “sensibile”(proprio e altrui), anche nei confronti del più fedele alleato. Un missile avanzato sarebbe stato una valida alternativa all’AIM-120 e si sarebbe potuto vendere all’estero senza limitazioni, oltre a poter armare gli F-16, a quel tempo dotati solo di AIM-9. I progettisti hanno pensato di utilizzare come base di partenza il potente Python 4. Agli inizi vi è stato un accavallarsi di voci e diversi nomi in codice (Project 5, Python 5, Alto, Firefly, Glory, ISRAAM) sono stati di volta in volta associati al misterioso progetto. Dopo alcuni anni, nel 1996, il Sud Africa si è associato nello sviluppo e ha realizzato il Kentron (Denel) R-Darter, praticamente identico. I due missili sono stati presentati ufficialmente nel 2001. Intelligentemente, si è preferito un missile non troppo pesante, adattabile facilmente a molte piattaforme. Le prove sono proseguite a lungo, con almeno 25 lanci. La produzione è iniziata forse già nel 1998.

 

(continua)

 

http://www.aereimilitari.org/Armamenti/Derby.htm

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Missili aria-aria israeliani

 

Shafrir 1

 

Lo stato d’Israele ha dovuto difendere la propria esistenza fin dall’inizio. La creazione di una fiorente industria bellica nazionale ha presto consentito la realizzazione in proprio di diversi progetti, anche per ridurre la dipendenza dall’estero. L’embargo imposto dalla Francia negli anni ’60 ha visto confermati i timori. Vista la grande importanza attribuita alla superiorità aerea, era inevitabile la realizzazione di un missile aria-aria.

 

Lo sviluppo dello Shafrir 1 (libellula) è iniziato nel 1959. Nel 1961 i prototipi si erano dimostrati fallimentari. Le dimensioni erano insufficienti, 2 metri di lunghezza, un diametro di 11 cm ed un peso di 30 kg. Il raggio d’azione stimato era solo di 1,5 km a bassa quota e 3 km ad alta quota. Ridisegnato, il missile finale era di configurazione simile a quella dell’AIM-9B ma se ne differenziava per il diametro maggiore che consentiva di alloggiare un sensore più grande e più combustibile.

 

Lungo 2,5 metri, con un diametro di 14 cm ed una apertura alare di 55 cm, pesava 65 kg. Il motore a razzo aveva una durata di combustione di 5 secondi e consentiva di superare Mach 2. Il sensore infrarosso era di prima generazione, consentiva l’attacco solo in coda in un arco di 30°, era poco affidabile ed efficace solo contro bersagli con postbruciatore inserito.

 

24zkuba.jpg

 

Il raggio d’azione variava da 3 km a bassa quota a 9 km a 10000 metri, mediamente era di 5 km. Quello minimo era di 500 m. La testata era modesta ma superiore a quella dell’AIM-9B (non è affidabile il dato di 30 kg spesso riportato). Il missile era privo di spoletta di prossimità. Le stime calcolavano una “kill probability” del 21 % soltanto.

Il programma di miglioramento iniziò subito ad accumulare ritardi. La produzione venne ugualmente avviata e nel 1962 furono ordinati 200 pezzi. I primi test, nel 1963, non furono incoraggianti: nessun missile colpì il bersaglio. Non del tutto operativo, venne inviato ugualmente ai reparti di Mirage IIICJ a fine 1963. Anche diversi Vautour furono predisposti al suo impiego. L’ordine iniziale venne ridotto a 120 pezzi.

 

In combattimento

 

Impiegato in 30 esemplari nella “Guerra dei sei giorni” del 1967 ha danneggiato solo un Tu-16. Era più potente dell’AIM-9B ma mancava quasi sempre il bersaglio. L’integrazione sui velivoli lasciava a desiderare: in molti casi quando i Mirage sganciavano i serbatoi ausiliari gli Shafrir si sganciavano anch’essi o cadevano subito dopo il lancio, per mancata accensione del motore, meritandosi il soprannome di “bidoni”. La produzione non veniva interrotta dato che l’aviazione israeliana era disperatamente a corto di missili, tanto da impiegare sui Mirage anche qualche Atoll “preda di guerra”.

 

La Rafael, nel corso della produzione, ha inserito diversi miglioramenti. Una variante, lo Shafrir 1B, modificata con l’aggiunta di una spoletta infrarossa di prossimità ed una testata di 11 kg, raggiungeva un Pk teorico del 47 %.

 

Nella successiva “Guerra d’attrito”, i Mirage IIICJ avrebbero abbattuto 3 MiG-21 nel 1967 e nel 1969, altre fonti parlano di 5 MiG. Un risultato modesto a fronte di dozzine di lanci.

Considerato inaffidabile, il missile è rimasto in servizio fino al 1970.

 

Shafrir 2

 

Lo studio del successore è iniziato nel 1961, lo sviluppo si è svolto tra il 1963 ed il 1968 con i test a partire dal 1965. Il missile ha raggiunto i reparti di Mirage IIICJ nel 1969.

Pur mantenendo la struttura di base del primo modello, lo Shafrir 2 era più grande e pesante. Impiegava elettronica “solid state”. Lungo 2,6 metri, con un diametro portato a 16 cm ed una apertura alare di 55 cm, pesava 93 kg (di cui 50 per il motore). Aveva un motore bistadio più potente con una durata di 5 secondi che consentiva una velocità di 2,5 Mach a fine combustione. Il raggio d’azione medio variava da un minimo di 500 metri a 6,4 km. La quota massima d’impiego era di 18000 metri. Poteva attaccare bersagli manovranti a 6 G (4 G a 9000 metri).

 

Il sensore infrarosso era più sensibile, anche se non raffreddato, e consentiva l’aggancio in un settore di 45° in coda, con superiore “tracking rate” e una capacità “off boresight” di 10°. In almeno tre occasioni il sensore ha tracciato frontalmente, consentendo l’abbattimento di due MiG-17 e obbligando un Sea Harrier a picchiare per disimpegnarsi, durante il conflitto delle Falkland.

 

11kdopz.jpg

 

Lo Shafrir 2 era più facile da usare: oltre al caratteristico tono modulato tipico del Sidewinder, dava anche un segnale visivo. Il missile si dirigeva sul punto futuro con metodi di navigazione proporzionale. La probabilità di colpire era valutata nel 65-70 %. Era considerato paragonabile all’AIM-9E e superiore all’AIM-9D in affidabilità. Rispetto a quest’ultimo era, però, complessivamente inferiore, dato che l’AIM-9D aveva un sensore raffreddato ed era più aerodinamico. La testata era di 11 kg (con 4 kg di esplosivo), preframmentata e dotata di spoletta infrarossa di prossimità. Una brusca manovra difensiva era in grado di metterla fuori gioco.

 

In combattimento

 

La prima occasione d’impiego è arrivata con la cosiddetta “Guerra d’attrito”(1969-1970). Sono stati lanciati 22 Shafrir 2, abbattendo 13 aerei e danneggiandone altri 3 (Pk del 59 %). Altri 4 aerei sarebbero stati colpiti tra il 1970 ed il 1973 a fronte di 13 lanci.

 

Nella “Guerra del Kippur” del 1973, lo Shafrir è stato estesamente impiegato assieme agli AIM-9, dimostrandosi più affidabile e letale. I 176 missili lanciati hanno distrutto 89 aerei nemici (Pk 51%). Altri due MiG-21 sono stati abbattuti nel 1974 e nel 1979.

 

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I dati non sono omogenei: qualche fonte parla di non meno di 240 Shafrir 2 lanciati tra il 1969 ed il 1973, con 110 aerei abbattuti e 23 danneggiati. un Pk medio del 45 %. Israele ha sempre dichiarato un Pk del 60%.

 

L’Argentina ha ricevuto 350 Shafrir 2 per i Dagger e gli A-4, lanciandone numerosi durante il conflitto delle Falkland del 1982. I missili sono stati lanciati sempre fuori inviluppo, anche da 8 km e frontalmente, senza colpire mai.

 

2hhf6mv.jpg

 

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Nel 1985 un Super Mystere B2 dell’ Honduras ha abbattuto un Mi-8 sandinista con uno Shafrir 2.

 

Operativo sugli A-4, F-4, F-5, F-15, F-16, Mirage IIICJ, Nesher, Kfir e Super Mystere B2, lo Shafrir ha ottenuto un buon successo d’esportazione, anche verso paesi sottoposti ad embargo. Risulta acquistato da: Argentina, Colombia, Cile, Ecuador, Honduras, Salvador, Sudafrica, Taiwan e Turchia.

 

La speranza che lo Shafrir potesse essere offerto per l’esportazione ad un prezzo minore di quello dell’AIM-9B/E si è presto rivelata vana. Nel 1969 lo Shafrir 2 costava 20000 $ (gli AIM-9B e D costavano 2000 e 7000 $). Nel 1970 il costo era calato a 18000 $ (11000 $ un AIM-9D). Nel 1972 costava 17000 $ (14000 l’AIM-9D) e 20000 $ nel 1983. Israele ha continuato così ad acquistare i Sidewinder, molto più economici. La produzione dello Shafrir ha rischiato d’essere fermata ed è continuata , in piccola serie, solo per le pressioni della Rafael. La produzione per le esigenze nazionali è finita nel 1978, con 925 pezzi ma è proseguita per l’esportazione fino al 1983 con altri 7000 pezzi.

 

Python 3

 

Quando lo Shafrir 2 entrò in servizio, la Rafael iniziò lo sviluppo del successore chiamato inizialmente Shafrir 3. Il Python 3 venne presentato ufficialmente nel 1981 ma era già in servizio dal 1978.

 

Lungo 2,95 metri, ha un diametro di 16 cm ed una apertura alare di 86 cm. Pesa 120 kg. La configurazione è radicalmente diversa dal predecessore, con alette anteriori più grandi e alette di coda a maggior freccia con “rolleron” stabilizzatori. Il motore è più potente ed assicura, a seconda della velocità di lancio, fino a 3-3,5 Mach a fine combustione. Produce molto fumo. La portata varia tra 5 km a bassa quota e 15 km ad alta quota. Quella minima è di 500 metri. Il missile può sostenere virate a 40G (altre fonti danno 56G), superando l’equivalente AIM-9L/M in velocità, raggio di virata ed autonomia. La quota massima d’impiego arriva a 20000 metri. Ha sostituito in servizio gli AIM-9G.

 

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Missile “all aspect”, Il Python 3 ha un nuovo sensore infrarosso, probabilmente ad antimoniuro di indio (InSb), operante sui 4 micron e raffreddato ad azoto (la riserva permette 2-3 ore di funzionamento), con capacità “off-boresight” di +/-30° prima del lancio e +/- 40° in volo. Ha ottime capacità di rifiuto di falsi bersagli ed ottima sensibilità anche contro obbiettivi a bassa quota, come elicotteri ed aerei leggeri. Nei test centra sempre i bersagli.

 

Ha diverse modalità di lancio: boresight/ uncaged/ radar slave.

Dal 1986 il Python 3 ha visto ampliate le proprie capacità grazie all’ingresso in servizio del sistema di puntamento sul casco Elbit DASH.

 

E’ dotato di testata di 11 kg migliorata preframmentata a cubi di tungsteno con spoletta di prossimità radar o laser e a contatto ritardata. Il raggio letale è di 13 metri.

 

nmang9.jpg

 

In combattimento

 

Il Python 3 è stato impiegato nel 1982 nella Valle della Bekaa abbattendo 35 aerei siriani. Altre fonti parlano di 50 abbattimenti.

 

E’ operativo su F-4, F-5E, F-15, F-16, Kfir, Mirage III, V, 50, F1 e 2000, MiG-21, Cheetah e Jaguar. Gli F-4 israeliani possono montarlo anche nei recessi dei missili AIM-7, tramite un adattatore.

 

1hrut.jpg

 

Anche il Python 3 ha avuto un ottimo successo d’esportazione e, oltre ad Israele, è stato acquistato dal Sudafrica nel 1988 (50 con la denominazione “di facciata” V3S Snake per i Mirage F-1AZ e Cheetah), Brasile (400 per gli F-5E ed i Mirage III), Burma, Cile (120), Colombia (75), Ecuador (60), Romania (per i MiG-21) e Tailandia (40).

 

2w5n2nt.jpg

 

La Cina, dopo averne acquistati alcuni ridenominati PL-8 nei primi anni ‘80, ne ha acquisito la licenza di produzione. I primi 1500 sono stati montati impiegando kit forniti da Israele (PL-8A); dal 1989 è iniziata la produzione col 100% dei componenti prodotti localmente (PL-8B). Il PL-8 è in servizio sugli JH-7, J-7, J-8, J-8II e Q-5 ma è stato integrato anche sui J-9, J-10 e J-11. Il costo dei Python 3 forniti alla Cina era di 330000$ al pezzo.

 

no7cqt.jpg

 

Continua...

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Ottima carrellata di missili israeliani,specialmente interessante le notizie che hai scritto sul Python 5 ...ah è in vista già il Python 6...

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Ecco lo Stunner nella configurazione attuale, con il booster in coda (notare la parte anteriore, definita "a delfino", contenente i due sensori) :

 

2nsnyfk.jpg

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Nuovo missile aria-aria in fase di sviluppo ....

 

Rafael gets to work on next-generation air-to-air missile ....

 

By: Arie Egozi (Tel Aviv - December 12)

Source: Flight International

 

Rafael has for the first time confirmed on record that it is developing a new air-to-air missile.

 

Roni Potasman, Rafael's executive vice-president for research and development, told Flightglobal that while air forces in Arab countries have lost much of their potential in recent years, the situation may change. "Therefore, we continue to develop advanced air-to-air missiles," he says.

 

The Python-5, which is operational in the Israeli air force and other air forces, is considered one of the most advanced and agile "fifth-generation" air-to-air weapons. Sources say that based on experience, Rafael is now working on a "very advanced, very surprising missile that will surpass any other air-to-air missile in the world".

 

So far, the Israeli company confirms only that is developing the "building blocks" for a so-called "sixth-generation" missile. The Stunner round and its dual-sensor detection suite developed for the nation's new David's Sling/Magic Wand rocket interceptor system will provide the basis for any such weapon, along with its so-called "dolphin head" nose section, sources say. The current missile is 4.6m (15ft) long.

 

The Israeli air force will begin fielding the conventional take-off and landing Lockheed Martin F-35A in 2017, with the combat aircraft to be armed with a variety of advanced air-to-air missiles.

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La ditta Rafael ha quasi terminato lo sviluppo di due varianti del Derby. La prima è l’I-Derby, che sostituisce il radar precedente con una unità più leggera e compatta che impiega la tecnologia Software Defined Radar (SDR), derivata dal missile Tamir del sistema Iron Dome. Il radar può ora essere riprogrammato con aggiornamenti software che permettono la gestione di nuove forme d’onda e tecniche di processazione dei segnali oltre alla variazione del duty cycle. Le ECCM sono migliorate. La spoletta di prossimità è stata sostituita con una più piccola a radiofrequenza incorporata nel blocco radar.

 

La seconda variante è l’I-Derby ER con raggio d’azione esteso (100 km). Traendo profitto dal mezzo metro di spazio libero rimasto, mantenendo le dimensioni attuali, si è inserito un propulsore bistadio. Dopo la fase booster non subentrerà, però, il sostentatore: a seconda della distanza del bersaglio, seguirà una fase di pausa variabile. In prossimità dell’obbiettivo, il motore si riaccenderà (pulse kick) per energizzare il missile in fase terminale e garantire la massima manovrabilità, aumentando la zona “senza scampo”.

 

Secondo la ditta il missile avrà l’80% delle capacità del Meteor ma costerà un terzo. E sarà superiore all’AIM-120C7 pur essendo più economico. Già provato sugli F-16C-52, F-5E, Kfir e Sea Harrier, è ai test sul Tejas LCA.

Modificato da Gian Vito

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