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Cina - Topic Ufficiale

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forse non vi è chiaro... finitela con questo Off-Topic. il prossimo messaggio fuori tema, sarà sanzionato.

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mah.. a me queste gare a "chi ce l'ha più lungo" lasciano sempre un po perplesso.

Ok capisco che fanno girare l'economia e quant'altro, ma in cina ci sono tanti problemi e sinceramente certe municipalità dovrebbero dedicarsi anche ad altro.

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Interessante ed esauriente articolo sui presenti e futuri rapporti Cina-Russia, visti dal punto di vista cinese.

 

Da notare come la questione (nonostante i nostri mass media ci trasmettano la sensazione di un'alleanza solida), sia ancora molto incerta ed aperta.

 

dot_inv.gifLA CRESCITA DELLA CINA È UNA MINACCIA PER LA RUSSIA?

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mah.. a me queste gare a "chi ce l'ha più lungo" lasciano sempre un po perplesso.

Ok capisco che fanno girare l'economia e quant'altro, ma in cina ci sono tanti problemi e sinceramente certe municipalità dovrebbero dedicarsi anche ad altro.

 

 

Pare sia stato sospeso http://www.theaustralian.com.au/news/world/work-on-worlds-tallest-building-stopped-in-china/story-e6frg6so-1226685025698

 

 

Interessante articolo di George Friedman sulla fine del boom economico cinese

 

http://www.forbes.com/sites/stratfor/2013/07/23/the-end-of-the-chinese-economic-miracle/

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Friedman lo dice da anni. Nel 2009 diceva le stesse cose.

 

http://www.businessinsider.com/china-is-not-another-ascendant-superpower-its-just-another-nation-with-structural-problems-2009-4

 

Francamente uno che pubblica libri con questo titolo

 

 

The Next 100 Years: A Forecast for the 21st Century http://www.amazon.com/The-Next-100-Years-Forecast/dp/0767923057/ref=pd_bxgy_b_text_y

 

direi che è a livello di Gianroberto Casaleggio e le sue opere

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Friedman lo dice da anni. Nel 2009 diceva le stesse cose.

 

http://www.businessinsider.com/china-is-not-another-ascendant-superpower-its-just-another-nation-with-structural-problems-2009-4

 

Francamente uno che pubblica libri con questo titolo

 

 

The Next 100 Years: A Forecast for the 21st Century http://www.amazon.com/The-Next-100-Years-Forecast/dp/0767923057/ref=pd_bxgy_b_text_y

 

direi che è a livello di Gianroberto Casaleggio e le sue opere

 

 

 

Infatti Friedman non e' un vegente ma una persona che studia degli scenari.

 

Le sue previsioni sulla Cina elaborate nel 2009 infatti si sono avverate!

 

La Cina e' caduta nello stessa trappola in cui e' caduto il Giappone.

 

http://www.washingtonpost.com/blogs/wonkblog/wp/2013/07/16/a-simple-clear-explanation-of-chinas-economic-woes/

 

 

http://www.valuewalk.com/2013/07/china-hard-landing/

 

 

http://www.telegraph.co.uk/finance/china-business/10191759/China-risks-deflation-trap-as-true-GDP-crumbles.html

 

Attenti al "Li Keqiang Index" !

Edited by holmes7

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Scusate..non mi e' chiaro il perche' la cina sta rallentando la sua economia.. me lo spiegate gentilmente?

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Scusate..non mi e' chiaro il perche' la cina sta rallentando la sua economia.. me lo spiegate gentilmente?

 

 

La Cina si espande da circa un trentennio almeno stando alle statistiche ufficiali.

 

Ora, i motori di questa crescita sono stati due: export e investimenti infrastrutturali.

 

L'export non tira piu come 10 anni fa, perche le economie occidentali sono stagnanti o in recessione.

 

Gli investimenti infrastrutturali hanno generato (inevitabilmente) una misallocation di denaro enorme.

 

Ci sono aeroporti dove atterrano appena dieci aerei al giorno, porti dove entrano 1-2 navi, tratti ferroviari dove passa un solo treno...

 

Ma sopratutto questi enormi investimenti devono crescere ogni anno che passa per gonfiare il pil.

 

Se quest'anno si costruiscono mille km di strade, il prossimo se ne devono costruire mille e cento.

Se si sono ultimati 10 aeroporti, l'anno dopo 11....e poi 12.....e poi 13.

 

Ora il "ritorno sul capitale investito" per quanto riguarda le infrastrutture e' qualcosa di molto aleatorio in un paese come quello, visto il controllo politico dei prezzi e l'enorme serbatoio di persone con bassissimo reddito.

 

Quindi non si puo continuare a finanziare l'industria del cemento in modo indefinito.

 

I cinesi avrebbero bisogno di muovere il pil verso i consumi. Teniamo presente che secondo studi attendibili circa il 65-70% del reddito lordo viene generato dagli investimenti fissi e dall'export.

 

Si dovrebbe scendere di almeno 15-20 punti come minimo, ma chiaramente ci sono troppi interessi politici in gioco, oltre che oggettive difficolta visto che le risorse procapite (cibo, acqua, energia) non sono alte.

Edited by holmes7

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Avete la minima idea della potenzialità di sviluppo della domanda interna che ha la Cina o l'India sul lungo periodo? Certo, oggi và male un po' per tutti, anche la Germania ha aumentato il suo debito pubblico ad esempio, ma bisogna valutare caso per caso, analizzando anche i dettagli e non solo un indicatore macroeconomico, come può essere il rallentamento della crescita all'interno di un contesto di crisi globale.

 

Il problema della domanda interna (e quindi dell'eccrescimento del reddito medio delle grandi masse di contadini dell'interno del paese) è strettamente legato a un'altra questione: quella dello sviluppo della cultura dei diritti civili e della democrazia.

 

Oggi lo sviluppo della Cina è legato sostanzialmente alle sole regioni del sud-est e quindi centinaia di milioni di cinesi sono ancora lontani da stili di vita paragonabili a quelli occidentali o a quelli del ceto medio cinese sviluppato sulle coste. Per non parlare di temi come il rapporto ancora estremamente alto input/output della loro industria, la produttività, l'efficenza energetica e la qualità media delle loro produzioni per l'export. In sostanza credo che avranno ancora per un bel po' il loro da fare (anche se forse con livelli di crescita del PIL più bassi).

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E nessuno lo mette in dubbio. Proprio perchè hanno una prateria aperta, scrivere oggi che l'economia cinese è allo stremo, con un PIL + 7,50% contro i + 2 quando va bene degli stati occidentali, fa scappare da ridere.

 

Peraltro, il paragone con gli USA se lo fanno sempre gli stessi commentatori, come quello citato sopra: per dirla col proverbio, se la cantano e se la suonano.

 

I Cinesi non hanno MAI dichiarato di volere diventare i novelli USA, sicuramente non nel breve termine. Ed è curioso che gli stessi personaggi, magari, un mese si e uno no sbraitino a pieni polmoni per 'l'aumento delle FFAA cinesi' come se avessero inventato l'arma finale.....

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Avete la minima idea della potenzialità di sviluppo della domanda interna che ha la Cina o l'India sul lungo periodo? Certo, oggi và male un po' per tutti, anche la Germania ha aumentato il suo debito pubblico ad esempio, ma bisogna valutare caso per caso, analizzando anche i dettagli e non solo un indicatore macroeconomico, come può essere il rallentamento della crescita all'interno di un contesto di crisi globale.

 

Il problema della domanda interna (e quindi dell'eccrescimento del reddito medio delle grandi masse di contadini dell'interno del paese) è strettamente legato a un'altra questione: quella dello sviluppo della cultura dei diritti civili e della democrazia.

 

Oggi lo sviluppo della Cina è legato sostanzialmente alle sole regioni del sud-est e quindi centinaia di milioni di cinesi sono ancora lontani da stili di vita paragonabili a quelli occidentali o a quelli del ceto medio cinese sviluppato sulle coste. Per non parlare di temi come il rapporto ancora estremamente alto input/output della loro industria, la produttività, l'efficenza energetica e la qualità media delle loro produzioni per l'export. In sostanza credo che avranno ancora per un bel po' il loro da fare (anche se forse con livelli di crescita del PIL più bassi).

 

Esiste una città chiamata Chongqing situata nella Cina profonda che cresce del 14% annualmente e la cui popolazione aumenta di 400.000-500.000 ogni anno.

Le città della costa orientale, anche se hanno un pil procapite un'pochettino più alto, hanno una crescita più lenta.

 

Qui c'è un interessante articolo di Forbes sulla crescita cinese : http://www.forbes.com/sites/greatspeculations/2013/07/16/china-may-have-ghost-cities-but-rapid-growth-is-no-apparition/

 

 

Inoltre sulle infrastruture : http://www.sasac.gov.cn/n1180/n6130640/n6611300/n6633659/6687143.html

"根据 《国家高速公路网规划》,中国高速公路仍在快速建设中。到 2020年,中国高速公路网将要达到 8.2 万公里,可以覆盖10多亿人口,接近高速公路世界第一的美国 8.8万公里的规模,将为中华民族实现伟大复兴打下坚实的腾飞跑道。"

In pratica dice che per il 2020 la Cina sarà dotata di 82000km di autostrade avvicinandosi alle 88000km degli USA.

 

Dieci anni fà le autostrade che collegano Shanghai con le città limitrofe erano sempre mezze vuote e c'è chi si domandava se era valsa la pena di costruirle. Oggi invece sono intasate tutti i giorni.

Edited by cloyce

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E nessuno lo mette in dubbio. Proprio perchè hanno una prateria aperta, scrivere oggi che l'economia cinese è allo stremo, con un PIL + 7,50% contro i + 2 quando va bene degli stati occidentali, fa scappare da ridere.

 

Peraltro, il paragone con gli USA se lo fanno sempre gli stessi commentatori, come quello citato sopra: per dirla col proverbio, se la cantano e se la suonano.

 

I Cinesi non hanno MAI dichiarato di volere diventare i novelli USA, sicuramente non nel breve termine. Ed è curioso che gli stessi personaggi, magari, un mese si e uno no sbraitino a pieni polmoni per 'l'aumento delle FFAA cinesi' come se avessero inventato l'arma finale.....

 

 

 

La tesi che l'economia cinese cresca al 7-8%, misurando questi numeri come li intendiamo noi in occidente, fa ridere i polli, del resto anche qualche alto funzionario cinese ha ammesso che le loro statistiche sono fortemente taroccate.

I numeri del pil cinese vengono per cosi dire "fissati" in anticipo, visto che c'e un sostanziale "controllo dei prezzi" (almeno ufficialmente). Autorevoli economisti (non americani) hanno stimato che in questi mesi la crescita reale sia di poco superiore al 3% se misurata con criteri appropriati.

 

Nessun commentatore credibile peraltro, meno che mai Friedman, pensa che la Cina possa diventare come gli USA.

Non ci sono le condizioni strutturali.

Mancano i numeri in termini di risorse procapite, mancano le condizioni geografiche, e quelle relative al soft power.

 

La Cina non e' il primo paese che sperimenta un trentennio di crescita, lo abbiamo visto un po in tutti i paesi avanzati. Ognuno pero ha interrotto questo ciclo in maniera piu o meno traumatica.

Il paese peraltro non si e' discostato dal modello asiatico.

 

Non esiste un modello economico cinese.

Hanno ripreso le stesse direttrici del Giappone e della Corea del Sud o di Taiwan.

 

Alta propensione all'export e massicci investimenti infrastrutturali .

Fino a che gli occidentali avevano risorse per comprare e sopratutto finche c'era un fortissimo divario nel costo del lavoro (fino ad 1 a 10) il sistema ha generato enormi ritorni in termini di industrializzazione.

 

Queste condizioni non esistono piu.

Il divario salariale si e' decisamente ridotto rispetto a 12-15 anni fa.

Un operaio occidentale e' disposto a lavorare anche per 13-14 dollari l'ora, contro i 18-20 dollari l'ora di un decennio fa. Negli USA si stanno riducendo anche i costi associati all'uso dell'energia grazie all'abbondanza degli shales.

Nuove tecniche di manifattura (rapid prototyping, 3D printing, Cad data) e una generale regionalizzazione commerciale stanno riportando parte del sistema industriale nei paesi avanzati anche come forma di "hedging" contro possibili crisi o shock geopolitici che non possiamo escludere nei prossimi 15-20 anni.

 

Era evidente che molte filiere produttive stavano mettendo tutte le uova nello stesso paniere!

 

La Cina in definitiva e' destinare a rallentare parecchio, mentre nei paesi occidentali qualcuno prima o poi dovra domandarsi come e perche migliaia e migliaia di fabbriche abbiano chiuso, perche fare impresa e' diventato cosi difficile e come mai si e' creata una cultura cosi ostile al business.

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Oggi si è conclusa la 54ª olimpiade internazionale della matematica, tenuta a Santa Monica, Colombia.

 

La Cina è arrivata di nuovo al primo posto dopo che si è fatta detronizzare dalla Korea del sud nel 2012.

 

http://www.imo-official.org/results.aspx

 

Ecco i top ten

 

1. China
2. South Korea
3. United States of America
4. Russia
5. North Korea
6. Singapore
7. Vietnam
8. Taiwan
9. United Kingdom
10. Iran

 

http://www.imo-official.org/year_country_r.aspx?year=2013

Edited by cloyce

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La cinaè un paese enorme dove tutto è enorme..

Problemi.. evoluzione.. numeri

 

ma va sempre tenuto conto che è un paese che ha fatto un percorso di evoluzione sociale di circa 250 anni europei, in 30.

Io ci vivo e vi garantisco che su alcuni aspetti sono medioevali.

 

ma diciamo che i grossi problemi che devono affrontare, oltre a quelli di cui avete parlato sopra, sono questi:

 

- bolle speculative (sono tantissime.. senza contare l'uso dei marketing multilivello...)

- banche in sofferenza (e sono tutte statali) a tal punto da aver costretto il governo a rendere legale il "microcredito" (Modello wenzhou.. un mio conoscente profressore lo insegna all'università). e' un sistema utilizzatissimo da anni, tutte le attività cinesi aperte in italia sono nate grazie a questo sistema. Ma non era regolamentato. ora, in crisi di liquidità, il governo è dovuto intervenire

- fuga dei cervelli: l'80% di chi studia all'estero non torna e quindi, visto che la stragrande maggiaronza va in US, finisce a "lavorare" per la concorrenza... (da china daily di ieri...)

- infrastrutture che, ovviamente, sono in perdita. metropolitane, rete alta velocità: buchi di milioni. Tanto che le ferrovie cinesi stanno pensando di aprire ai privati (fonte china daily)

- enorme distacco tra ricchi e poveri. a livelli IMBARAZZANTI. UNITI al fatto che purtroppo in cina la faccia è tutto e spesso chi ha isoldi li svanga a destra e a sinistra

- medioevo sociale: matrimoni combinati (e quindi divorzi e famiglie disastrate). In una città del centro hanno fatto una statistica su 100 coppie e IL 30% dei figli non era del padre naturale... :whistling:

- sistema educativo: il sistema educativo cinese crea dei mostri di memoria e calcolo, ma non stimola la fantasia. non da il concetto del problem solving. Lo vedo tutti i giorni sul lavoro...... e anche nella vita di tutti i giorni.

- eccessivo individualismo, empatia nulla..

Edited by nik978

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La mancanza di empatia e di capacità nel problem solving (...dasse na spicciata e una svegliata in soldoni...) è una cosa che noi italiani notiamo in qualsiasi paese straniero andiamo.

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La cinaè un paese enorme dove tutto è enorme..

Problemi.. evoluzione.. numeri

 

ma va sempre tenuto conto che è un paese che ha fatto un percorso di evoluzione sociale di circa 250 anni europei, in 30.

Io ci vivo e vi garantisco che su alcuni aspetti sono medioevali.

 

ma diciamo che i grossi problemi che devono affrontare, oltre a quelli di cui avete parlato sopra, sono questi:

 

- bolle speculative (sono tantissime.. senza contare l'uso dei marketing multilivello...)

- banche in sofferenza (e sono tutte statali) a tal punto da aver costretto il governo a rendere legale il "microcredito" (Modello wenzhou.. un mio conoscente profressore lo insegna all'università). e' un sistema utilizzatissimo da anni, tutte le attività cinesi aperte in italia sono nate grazie a questo sistema. Ma non era regolamentato. ora, in crisi di liquidità, il governo è dovuto intervenire

- fuga dei cervelli: l'80% di chi studia all'estero non torna e quindi, visto che la stragrande maggiaronza va in US, finisce a "lavorare" per la concorrenza... (da china daily di ieri...)

- infrastrutture che, ovviamente, sono in perdita. metropolitane, rete alta velocità: buchi di milioni. Tanto che le ferrovie cinesi stanno pensando di aprire ai privati (fonte china daily)

- enorme distacco tra ricchi e poveri. a livelli IMBARAZZANTI. UNITI al fatto che purtroppo in cina la faccia è tutto e spesso chi ha isoldi li svanga a destra e a sinistra

- medioevo sociale: matrimoni combinati (e quindi divorzi e famiglie disastrate). In una città del centro hanno fatto una statistica su 100 coppie e IL 30% dei figli non era del padre naturale... :whistling:

- sistema educativo: il sistema educativo cinese crea dei mostri di memoria e calcolo, ma non stimola la fantasia. non da il concetto del problem solving. Lo vedo tutti i giorni sul lavoro...... e anche nella vita di tutti i giorni.

- eccessivo individualismo, empatia nulla..

 

 

Scusa tu vivi in Cina?

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Scusa tu vivi in Cina?

 

Mi pare che nik978 lo abbia scritto a chiare lettere ....

 

Io ci vivo e vi garantisco che su alcuni aspetti sono medioevali.

 

:hmm:

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Pur con ritmo di crescita inferiore al passato la Cina continua a contribuire alla crescita mondiale più di ogni altro paese. Ciò che appare più problematico è il tentativo (auspicato dallo stesso Governo) di passare a un modello basato in maggiore misura sui consumi interni, riducendo quindi la dipendenza dalla domanda estera e dagli investimenti (che oggi contano per il 47% circa del prodotto nazionale contro il 40% precedente la crisi globale). Il passaggio non sembra semplice: nei primi cinque mesi del 2013 gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 20,4%, dopo il +20,6% del 2012.

 

http://www.firstonline.info/a/2013/07/30/chi-sara-il-motore-della-ripresa-forse-la-classe-m/2648e9db-5f4d-4b1c-b51f-a2a771a96d48

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Scusa tu vivi in Cina?

da 6 anni (con una parentesi di 3 mesi nel 2005) :)

Edited by nik978

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Più precisamente, in quale parte della Cina vivi? So che ci sono delle differenze da zona a zona.

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Le 3 principali economie dell'asia orientale parlano di FTA (Free Trade Agreement).

 

13summit10.jpg

http://www.globaltimes.cn/content/800283.shtml?utm_content=buffer5b797&utm_source=buffer&utm_medium=twitter&utm_campaign=Buffer#.Ufi3hxv6HSp

 

Three-way East Asian FTA talks begin

 

The second round of negotiations for the Free Trade Agreement (FTA) among China, Japan and South Korea kicked off Tuesday in Shanghai, aiming to forge a three-way free trade area.

The four-day talks will cover cargo and service trade, rules on the origin of goods, customs procedures, trade remedies, intellectual property rights and e-commerce, said Yu Jianhua, a representative for China's international trade negotiation.

The Japan-based Nihon Keizai Shimbun reported Tuesday that the talks will focus on lowering customs duties in an effort to expand trilateral trade and stimulate the economy in the future free trade area.

"The trade among China, Japan and South Korea has become more tightly connected and the three countries are key economic and trade partners for each other," said Yu, adding that the economic scale of the group ranks third worldwide, only after the European Union and North America.

Once the FTA is signed, a huge market with a population of over 1.5 billion people will be created, said Yu.

In 2012, the three countries' combined gross domestic product totaled $15 trillion, accounting for about 20 percent of the world's total and 70 percent of Asia's total.

"Establishing this three-way free trade area reflects all parties' interests," said Yasumasa Nagamine, vice-minister for Japanese foreign affairs, adding that the Japanese government is willing to actively promote the FTA negotiations.

Last year, bilateral trade between China and Japan hit $329.4 billion, while China-South Korea trade reached $256.3 billion.

The inaugural meeting among the three nations was held in the South Korean capital Seoul in March, as the South is seeking to sign separate FTAs with China and Japan.

As well as participating in the talks with China and South Korea, Japan is joining talks over the Trans-Pacific Partnership, aiming to establish a similar FTA around the Pacific Rim.

"It is hard for the three to achieve significant progress," Cai Jian, deputy director of the Center for Korean Studies at Fudan University, told the Global Times.

"The free trade area was advocated by leaders of the three countries. China and South Korea have been active in the proposal, but Japan's talks with China and South Korea were shelved following rows over political and historical issues," said Cai, adding that the three-way talks for the area have not gone very well.

Cai said that forming FTAs is a global trend and if the three end up signing the agreement, it will greatly benefit them all, adding that political disputes among the three nations would also be eliminated gradually as East Asia grew increasingly close-knit.

Edited by cloyce

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