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Secondo il libro di Y. Gordon e V. Rigmant sui Tu-22 e 22M (Aerofax), l'aereo ha sempre avuto la denominazione Tu-22M per ingannare le autorità russe. Il codice Tu-26 non sarebbe neppure una denominazione "interna" della Tupolev. E' probabile perciò che sia stato attribuito erroneamente proprio dai servizi segreti occidentali.

 

A proposito: i sistemi difensivi:

 

http://www.loneflyer.com/?p=1759#more-1759

Modificato da Gian Vito

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Grazie leggo subito!

A proposito: colui che ha lasciato qualche commento recentemente col nome Andrew (a cui hai gentilmente risposto) sono io ;-)

 

Si può fare qualche valutazione sulla valenza di questo aviogetto nello scenario strategico attuale? Tra l'altro pensavo che i missili Kitchen fossero stati radiati, ma evidentemente mi sbagliavo... o no?

Il fatto che non ne esista un vero corrispettivo NATO mi ha sempre fatto pensare a un velivolo molto di "nicchia" e forse superfluo oggigiorno. Ma mi ha sempre catturato, fin da quando, tanti anni fa, ne lessi le gesta in "Uragano Rosso" dove era il vero spauracchio delle forze navali occidentali (certo, certo: è un romanzo!).

E poi per la sua innegabile eleganza.

E per il nome in codice oggettivamente "figo" ;-)

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Benissimo ! Rispondo sempre volentieri, tempo permettendo…

I missili Kh-22 sono stati radiati ma…C’è già il successore:

http://www.loneflyer.com/?p=1586#more-1586

 

Il Tu-22M è un bombardiere molto particolare, sicuramente di “nicchia”, come giustamente hai scritto. La sua missione primaria era l’attacco ai gruppi di portaerei. Non avrebbe infatti potuto, per ragioni di raggio d’azione, attaccare direttamente il continente americano. Avrebbe attaccato, certo, anche centri nevralgici in Europa ma con minore flessibilità rispetto ad altri velivoli. La NATO non aveva un requisito simile. Per l’attacco tattico in profondità, disponeva degli F-111 e dei Tornado. Per l’attacco strategico, dei B-52 e dei B-1. Un ulteriore bombardiere “di teatro” sarebbe stato superfluo.

 

L’aereo è ancora un pericoloso vettore per missili da crociera ma non ha molte possibilità contro le difese attuali. La traccia radar è alta. Può effettuare solo attacchi a velocità supersonica ed alta quota su bersagli rilevati da altre piattaforme, ugualmente vulnerabili.

 

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E tutt'altro che datato. Per lungo tempo l'unico bombardiere pesante russo capace anche di attacchi di precisione pesanti convenzionali (oggi pare anche il Tu-160 acquisirà capacità di usare bombe), sperimentati anche in Afghanistan. Raggio di combattimento fino a 2.410 km (profilo misto di volo). Velocità: fino mach 2. Fino a 24.000 kg di armamento. Può volare a Mach 1 sotto i 60 metri di quota ininterrottamente per 1500-1850 km, a seconda del carico (è più della lunghezza dell'Italia).

Nasce da Tu-22 Blinder K, "missile carrier" armato con AS-4. Motivo: il Blinder era un aereo mono-profilo, mono-ruolo e invece in quegli anni è venuta la necessità di aerei multiruolo, multi-profilo, con capacità di avere prestazioni diverse a diverse altitudini. Dal Blinder K sono passati al Blinder-KM che aveva l'ala a geometria variabile e motori NK-22 (NK-144-22) della famiglia del Tu-144. Poi, attraverso tutta una serie di nuove specifiche che richiesero estese modificazioni al disegno originario del Tu-22-KM, arrivarono al Tu-22M, che è il "Backfire" nella configurazione arrivata fino a oggi con motori NK-25.

Non c'è un preciso corrispettivo NATO perchè il Backfire serve originariamente a distruggere gruppi di portaerei americane, insieme con i sottomarini sovietici (russi). Il Backfire può portare fino a 10 missili Kh-15, o fino a 3 Kh-22/32. Non figura bombardiere strategico supersonico perchè gli hanno tolto la sonda per il rifornimento in volo.

I bombardieri quasi mai sono soli. Alla necessità della difesa a lungo raggio, la risposta è stata la sonda di rifornimento in volo sui Mig-31 (Mig-31DZ), che hanno doti di autonomia supersonica altrettanto impressionanti.

Modificato da proximo

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Il Tu-22M è un bombardiere molto particolare, sicuramente di “nicchia”, come giustamente hai scritto. La sua missione primaria era l’attacco ai gruppi di portaerei. Non avrebbe infatti potuto, per ragioni di raggio d’azione, attaccare direttamente il continente americano.

 

Grazie mille Gian Vito, sempre cortese.

 

Riguardo la possibilità del Backfire, ai tempi, di eseguire una missione di attacco al territorio metropolitano statunitense, ricordo di aver letto su un vecchio libro, in un capitolo che riguardava la genesi del B-1, che il Tu-22M era considerato ai tempi una pericolosa minaccia perché si ipotizzava un profilo d'attacco "senza ritorno", nel quale il territorio USA sarebbe stato vulnerabile. Si lascia anche intendere che il B-1A fu sviluppato con caratteristiche prestazionali analoghe (oltre che, naturalmente, con un raggio d'azione che a differenza del collega russo consentisse il ritorno alla base), e che quindi di fatto è la risposta al Backfire. Quanto c'è di vero in questa ricostruzione?

 

Un'ultima domanda: all'epoca in cui è ambientato "Uragano Rosso", il Backfire era davvero una minaccia così temibile per i gruppi d'attacco portaerei dell'US Navy come è stata rappresentata?

Modificato da Signs_of_Life

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Vero. Nel corso dei colloqui SALT gli americani hanno fatto presente che, secondo i loro calcoli, un attacco senza ritorno avrebbe permesso di colpire il territorio americano. I sovietici hanno risposto che l’aereo non aveva capacità strategiche. Per una volta non avevano mentito. Ma, per accontentare gli americani, hanno tolto la sonda per rifornimento in volo e dichiarato in via ufficiale che l’aereo non aveva per missione l’attacco strategico.

 

Il requisito che avrebbe portato al B-1A è del 1965 e nel 1974 già volavano i prototipi. Il B-1 era nato per sostituire con urgenza i B-52, non mi risulta fosse una risposta al bombardiere sovietico.

 

Si ! Era una minaccia seria. La coppia F-14/E-2 avrebbe dovuto fornire copertura alla massima distanza possibile, intercettando i ricognitori marittimi, gli aerei da guerra elettronica e i Tu-22M e, nel caso di lancio già eseguito, anche i missili antinave, impiegando i Phoenix (realizzati proprio per questo). Nel caso qualche aereo o missile fosse sfuggito, sarebbero subentrati i missili Standard, poi le ECM, poi le difese di punto, poi… le preghiere.

Modificato da Gian Vito

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Erano gli ultimi ad avere le torrette  pure i Cinesi le avevano tolte dagli h6 ed usato lo spazio per dispositivi elettronici

 

Al museo di Beijing hanno i tupolev con le torrette.  ❤

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