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I nuovi DDX prendono lentamente forma


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Se per successo si intende che saranno navi dalle ottime prestazioni, mi auguro di si, anche perché penso sfrutteranno il momento positivo delle costruzioni navali italiane per imbarcare armamenti e in generale sistemi che stanno evolvendo con prestazioni di vertice senza soluzione di continuità e in modo affidabile e senza salti nel buio tecnologici.

Se intendiamo invece successo commerciale, dubito, perché una fregata o un pattugliatore si prestano ad essere esportati magari anche con l'hardware che questi DDX consentiranno di far maturare, mentre un incrociatore da 11000 tonnellate si propone come un mezzo per pochi e quei pochi che se lo possono permettere di solito sono anche gli stessi che se lo possono produrre per conto loro.

Bell’articolo e interessante la spiegazione della scelta del posizionamento a centro nave di due armi da 76 che praticamente possono sparare anche verso prua e comunque compensare presunti angoli ciechi con i proiettili guidati Dart. In pratica da qualsiasi direzione si provenga  c’è sempre un 76mm pronto a spararti addosso…o anche due. Sarei però interessato a conoscere l’efficacia del 76mm+Dart contro i missili antinave ipersonici.

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Scusa, intendevo successo commerciale, Su Defense news riportano che i piani alti dell'US Navy dicono che dopo vent'anni di fiaschi e sprechi di denaro, tra Zumwalt, LCS, Ford ecc., finalmente col programma FFG(X) sì è trovata la quadra e lo stesso metodo sarà utilizzato per i nuovi DDX. 

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Gilday pointed to the future frigate FFG(X) as the model for that approach, saying that the ship was on track to join the fleet by 2026. The approach will also be applied to the new large surface combatant, a new DDG, Gilday said, both of which must be delivered on time and without major cost overruns.

Non ho capito se intendono l'approccio di non esagerare con le nuove tecnologie, affidandosi a quelle di ultima generazione ma già collaudate, o anche appoggiarsi a fornitori esterni basandosi su prodotti già esistenti e adattarli alle proprie esigenze, come è avvenuto con le FREMM.

Nel secondo caso potrebbero essere un buon candidato? Chi avrebbero come possibili concorrenti?

E' un blog molto interessante, con tantissime informazioni sui vari mezzi. 
Sarà dura la sfida per contrastare i missili ipersonici, penso che ci saranno anche problemi di rilevamento/ingaggio in tempo utile per poterli abbattere

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Le FREMM americane, o meglio FFG(X), sono se vogliamo unità secondarie (non dico di seconda linea) volte a una rapida soluzione per un problema di numeri creato anche dal mezzo fiasco delle LCS, che tra i loro non invidiabili risultati annoverano anche l’aver fatto dimenticare agli americani come si costruisce una fregata…

Non credo quindi che quanto abbiano in mente gli americani per il dopo Burke e il dopo Ticonderoga contempli l’acquisto di qualcosa pensato all’estero, che possa creare spazi per i DDX italiani, ma se vogliamo solo per l’idea comunque alla base dei DDX italiani, che non mi sembra molto diversa proprio perché si basa sul pragmatico utilizzo del top di quanto disponibile in uno sviluppo senza soluzioni di continuità e senza salti nel buio.

D'altra parte nelle stesse FFG(X) non è che ci sia poi così tanto di pensato all'estero. E' un contenitore italiano (pesantemente adattato...) imbottito di sistemi americani. Uno di quelli che non lo è, non è manco italiano ed è un (forse imbarazzante) Bofors da 57mm che non regge certo il confronto con il nostro 76.

Il nuovo approccio descritto seguito con le FFXG(X) nell’articolo è più in questi passaggi che in quello indicato da te:

“I’m enthused about our approach to shipbuilding because it will be critical to making the future fleet a reality,” Gilday said. “We’ve decoupled new technology development from building ships. Instead, we’re designing them with program-of-record systems in their baseline and margins to insert future technologies when they’re tested and ready.”

“Experts have continually noted a key step in successful shipbuilding programs is technology development — the maturation of key technologies into subsystem prototypes and demonstration of those subsystem prototypes in a realistic environment prior to the detailed design of the lead ship,” the article read.

In soldoni si tratta appunto di evitare di sviluppare nave e sistemi critici assieme, che per quanto ne consenta una migliore integrazione, li rende anche magari meno adattabili (e riutilizzabili altrove con economie di scala) e soprattutto mette a rischio i programmi nel momento in cui ci sono intoppi nello sviluppo (basta vedere cosa è successo con le catapulte della Ford o con i cannoni degli Zumwalt).

Il metodo si riferisce all’utilizzo di tecnologie comunque consolidate (e testate in condizioni più realistiche possibile) costruendo le navi con ampi spazi per sviluppi futuri che consentano l’implementazione di nuovi sistemi.

Se vogliamo è un approccio non estraneo ai Burke che non a caso sono ancora in produzione dopo decenni, ma che alla fine sono arrivati a esaurire tutto il loro potenziale. Ora servono nuove piattaforma in cui infilare dentro tutto il meglio oggi disponibile.

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  • 3 weeks later...

La US Navy punta ad un nuovo "Rinascimento" per le navi di superficie ...

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The Navy already has models of the Constellation-class frigate and the upcoming DDG(X) destroyer in the water at Naval Surface Warfare Center Carderock in Maryland and is using a new set of engineering best practices to guide the development of both programs, several Navy officials explained last week.
The Fiscal Year 2020 defense bill ordered the Navy to create a senior technical authority for every ship class, who would be responsible for overseeing a ship design process that would better understand critical systems early in the new ship’s development and create a plan to reduce risk through significant testing and modeling work, Carey Filling, the director of the Surface Ship Design and Systems Engineering directorate at Naval Sea Systems Command, and the senior tech authority for DDG(X) and the frigate, said last week.
Filling, speaking at a virtual event hosted by the American Society of Naval Engineers, said there’s a “surface ship renaissance” happening and he’s excited about the new development path the Navy is using for these two programs that will play such important roles in the future fleet – including a more aggressive requirements development and management process, early and frequent design reviews of individual components and a mandate to conduct land-based testing.

... news.usni.org ... https://news.usni.org/2021/02/03/constellation-frigate-ddgx-programs-mark-start-of-surface-ship-renaissance ...

??

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  • 1 month later...

Nuovi dettagli sul futuro cacciatorpediniere per la Marina Militare from InsideOver

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In ogni caso si tratta di un progetto moderno e avveniristico, soprattutto considerando la possibile introduzione dei missili da crociera da attacco terrestre, qualcosa che si attendeva da decenni. Se proprio vogliamo trovare una pecca all’attuale configurazione, è quella che riguarda la dotazione missilistica: i Ddx, stante questi disegni che, lo ricordiamo, sono preliminari quindi passibili di modifiche, in totale avranno 64 celle Vls, che se rapportate ad altre moderne unità straniere sono un po’ poche.

 

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