Jump to content
easy

F-35 Lightning II - Discussione Ufficiale

Recommended Posts

Signori, avevamo chiesto di scrivere quando ci fossero notizie nuove o avanzamenti (o rallentamenti) nel programma, cercando di evitare di rimestare ogni volta lo stesso minestrone.

 

Ascoltatemi, ne gioverà la discussione.

 

Chi volesse continuare a ripetere le stesse identiche cose, si troverà i messaggi spostati nella sezione Off-Topic.

 

Grazie e buona continuazione.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Le cifre che da la Direzione Armamenti.

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=46675&typeb=0&Il-generale-vuole-gli-F35-rinunciare-ci-toglierebbe-credibilita

 

Ma quanto costa all'Italia il programma F35? "Ad oggi - ha detto - per la fase di sviluppo e produzione del programma si prevede una spesa di 14,3 miliardi di euro in 15 anni, comprensivi dei circa 2 miliardi di euro già spesi". Costi, ha affermato il generale Esposito, che non dovrebbero lievitare perché il programma è stato sottoposto ad una "rigorosissima procedura di pianificazione e controllo di ogni elemento di costo".

Dei 14,3 miliardi di euro, 7,5 sono destinati all'acquisto dei velivoli distribuiti nei prossimi 15 anni. Per quanto riguarda il costo del singolo velivolo questo è "in costante discesa come effetto dell'"apprendimento" (più velivoli costruisco meno costano) e si prevede raggiunga il suo valore minimo di 65 milioni di euro nell'anno 2019 per un modello e di 83 milioni di euro nel 2021 per l'altro".
Si parla di 90 cacciabombardieri: "i 60 velivoli F-35 della variante Ctol si prevede costeranno mediamente all'Italia circa 74 milioni di euro, mentre i 30 velivoli della variante Stovl circa 88 milioni: valori inferiori ai costi di velivoli della generazione precedente attualmente in servizio".
Edited by holmes7

Share this post


Link to post
Share on other sites

Cancellata su richiesta del governo italiano la cerimonia di inaugurazione della FACO che si doveva tenere il 18 prossimo.

 

http://www.reuters.com/article/2013/07/11/lockheed-italy-idUSL1N0FH03F20130711

 

In merito a tale notizia .... Amy Butler e Anthony Osborne scrivono su AW&ST ....

 

http://www.aviationweek.com/Article.aspx?id=/article-xml/awx_07_12_2013_p0-596614.xml

 

Su questa affermazione ....

 

The defense ministry constructed the facility to allow for long-term maintenance, repair and overhaul of the single-engine fighter.

The government hopes Cameri will become a regional maintenance facility for aircraft in Europe and Israel, providing aerospace jobs for decades.

 

.... mi permetto di dubitare che Israele possa inviare i suoi velivoli in una struttura straniera, sia pure 'protetta' come la FACO di Cameri, per lavori di manutenzione o aggiornamento ....

Share this post


Link to post
Share on other sites

Beh di solito israele ha i suoi "margini" sui veivoli e ha il permesso di modificare e integrare armamenti di produzione propria in base alle sue particolari esigenze... dici che avranno paura di svelarci cosa combineranno all'F-35?

Share this post


Link to post
Share on other sites

Beh di solito israele ha i suoi "margini" sui veivoli e ha il permesso di modificare e integrare armamenti di produzione propria in base alle sue particolari esigenze... dici che avranno paura di svelarci cosa combineranno all'F-35?

 

Anche .... ma potrebbe pure trattarsi di una semplice questione di sicurezza ....

Share this post


Link to post
Share on other sites

se così fosse dovrebbero fare da soli manutenzione, aggiornamento, con strutture dedicate ecc.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Potete postare qualche altra fonte? Il corriere mobile non fa' leggere tutto...

Edited by fabio-22raptor

Share this post


Link to post
Share on other sites

F-35: CHI HA PAURA DI “METTERCI LA FACCIA” ?

 

http://www.analisidifesa.it/2013/07/f-35-chi-ha-paura-di-metterci-la-faccia/

 

di Gianandrea Gaiani
15 luglio 2013, pubblicato in Editoriale
Vista-aerea-della-FACO-300x125.jpg

Aggiornato alle ore 19 – La politica impone al contribuente l’acquisto del cacciabombardiere F-35 Lightning II ma nessuna figura istituzionale italiana ha voglia di “mettere la faccia” davanti al jet statunitense. O almeno così sembra dopo la cancellazione della cerimonia con la quale il 18 luglio era prevista la celebrazione dell’avvio dei lavori di assemblaggio del primo F-35 italiano presso la stabilimento costruito a Cameri (nella foto). Nessuno stop ai lavori dell’impianto che cominceranno regolarmente giovedì ma la cerimonia che avrebbe dovuto vedere la presenza di figure importanti del mondo politico, militare e industriale italiano e statunitense è stata annullata senza fornire spiegazioni convincenti. Il portavoce di Lockheed Martin, Joe LaMarca, ha dichiarato alla Reuters che la cerimonia è stata cancellata su richiesta del ministero della Difesa italiano sottolineando che per l’evento erano in procinto di partire per l’Italia anche Orlando Carvalho, capo della divisione aeronautica dell’azienda statunitense e il generale Christopher Bogdan, che dirige il programma F-35 per il Pentagono.

Poco dopo Lockheed Martin e Alenia Aermacchi hanno precisato che la cerimonia di inaugurazione della Linea di Assemblaggio Finale dell’F-35 “è stata posposta a data da destinarsi” con un comunicato che non ha spiegato le cause del rinvio. In modo informale e anonimo altre fonti hanno però confermato che lo stop è stato imposto dal dicastero retto da Mario Mauro, per non offrire ulteriori occasioni di polemica dopo il recente dibattito sull’acquisizione dell’F-35 alla Camera e quello imminente al Senato. Polemiche divenute ancor più roventi dopo che il Consiglio Supremo di Difesa ha “ricordato” che il programma JSF è stato già approvato dal governo e il Parlamento non ha potere di veto in proposito. Ambienti militari tendono invece ad attribuire il passo indietro alla difficile situazione politica non legata alla vicenda del cacciabombardiere ma che avrebbe determinato molte assenze tra le autorità e personalità attese a Cameri il 18 luglio.

L’assenza di spiegazioni rende però plausibile l’ipotesi che ministri ed esponenti del governo, dello Stato, del Parlamento e delle amministrazioni locali fossero restie a “metterci la faccia”, cioè ad apparire ufficialmente come “padrini” di un programma militare costosissimo, criticato da molti (non solo dai pacifisti) e che non raccoglie certo ampi consensi popolari. Insomma, se l’F-35 non porta voti, meglio far partire i lavori a Cameri senza troppa pubblicità cancellando la cerimonia per ridurre la visibilità e abbassare il profilo della vicenda evitando anche domande scomode.

Ad esempio sulla sostenibilità di una forza aerea italiana che, nonostante bilanci sempre più risicati, in futuro sarà basata su due velivoli (F-35 ed Eurofighter Typhoon) mentre forze aeree ben più ricche come quella francese e tedesca disporranno di un solo velivolo da combattimento (il Rafale in Francia e il Typhoon in Germania) impiegati sia come caccia sia per l’attacco al suolo. Il programma Typhoon, che all’Italia costa anche quest’anno oltre un miliardo di euro, sta subendo tagli consistenti per liberare risorse da destinare all’F-35. Dei 121 aerei previsti l’Aeronautica ne prenderà solo 96 (ma vorrebbe scendere a 72 vendendo sul mercato dell’usato le prime due dozzine) rinunciando agli ultimi 24 velivoli della tranche 3b, la più evoluta e con spiccate capacità di attacco al suolo.

Il paradosso è quindi che rinunceremo a un cacciabombardiere europeo del quale abbiamo già pagato i costi di sviluppo e produzione per prenderne uno americano il cui sviluppo è ancora tecnologicamente immaturo e i cui costi continuano a crescere. Non è difficile ravvisare qualche contraddizione in questa decisione specie per una classe politica che ormai ogni giorno si riempie la bocca della parola “Europa” e per un Ministero della Difesa che ha varato un programma denominato “more Europe on Defence” da presentare in dicembre al Consiglio Europeo.La cancellazione della cerimonia di Cameri, per la quale erano già stati preavvisati tutti i media, non fa certo fare bella figura al governo italiano forse timoroso che possano emergere ancora più chiaramente i punti critici del programma Joint Strike Fighter. Del resto se fino a un anno or sono la Difesa parlava di 10 mila posti di lavoro italiani legati all’F-35 ora li ha ridotti a una previsione di “ben oltre 6 mila addetti” come ha detto il generale Domenico Esposito, capo della Direzione armamenti aeronautici, in un’intervista apparsa sul sito del Ministero della Difesa e segnalata anche da Analisi Difesa in cui viene evidenziato che la cancellazione della cerimonia di Cameri “non incide assolutamente sui piani industriali e sul programma di avvio dello stabilimento e assemblaggio del primo velivolo”.

Invece di spiegare i motivi del rinvio della cerimonia, il Ministero della Difesa si è limitato a pubblicare l’intervista al generale Esposito che ribadisce le valutazioni positive sull’F-35 precisando inoltre che “uscire dal programma significherebbe disconoscere il patto d’onore siglato tra governi e minerebbe a livello internazionale il livello di affidabilità e credibilità del nostro Paese”. Ci sarebbe molto da dire in proposito ma forse è sufficiente ricordare le cancellazioni di commesse già avviate per velivoli italiani (elicotteri AW-101 presidenziali, cargo C-27J per le forze armate statunitensi e G-222 per l’Afghanistan) effettuate negli ultimi anni dagli Stati Uniti allo scopo di privilegiare le proprie aziende e i prodotti nazionali. Cancellazioni che da sole giustificherebbero l’addio dell’Italia all’F-35, al di là delle valutazioni sul velivolo di Lockheed Martin, ma evidentemente per i nostri vertici militari i “patti d’onore” sono solo a senso unico nei rapporti tra Roma e Washington.

Post Scriptum – Sembra uno scherzo ma il 18 luglio Mario Mauro “visiterà a Roma la casa circondariale di Rebibbia. Al centro della visita – recita un comunicato del Gabinetto del Ministro – la situazione drammatica dei detenuti nelle carceri italiane, come stigmatizzato nella sentenza di condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. Un tema certo rilevante ma forse un po’ meno aderente all’incarico di Mauro rispetto all’avvio dell’assemblaggio del primo F-35 italiano.

 

 

 

E insomma per adesso, l'Italia non ci mette la faccia sempre le solite figure...

 

 

Posto dei link del voto al Senato sul F-35

http://www.avionews.it/index.php?corpo=see_news_home.php&news_id=1153992&pagina_chiamante=index.php

http://www.avionews.it/index.php?corpo=see_news_home.php&news_id=1153994&pagina_chiamante=index.php

http://www.dedalonews.it/it/index.php/07/2013/f-35-ostacolo-superato-anche-al-senato/

http://www.aviation-report.com/dblog/articolo.asp?articolo=798

Edited by matteo16

Share this post


Link to post
Share on other sites

Nell'articolo ci sono delle lacune però...non so se per ignoranza o per sostenere la tesi contraria agli F-35.

 

1) Si continua a girare intorno al problema senza andare mai al punto. Gli F-35 servono all'Italia pricipalmente per sostituire gli Harrier sulle nostre due portaerei leggere. L'Italia non rischia di essere invasa da paesi confinanti, ma invece è molto facile che partecipi a missioni internazionali, anche in zone molto lontane dalle nostre coste, per questo l'F-35 ha la priorità sull'EFA. Il fatto è che appena si solleva questo punto si levano i "protettori della costituzione" dicendo che l'Italia ripudia la guerra, ecc.

 

2) L'F-35 non è in concorrenza con l'EFA per quanto riguarda la missione da svolgere, sono aerei completamenti diversi. Possono esser in concorrenza su chi ha la precedenza per i finanziamenti, ma qui torniamo al punto 1.

 

3) Fare il paragone con la Germania è veramente impietoso. Perché non si và a vedere cosa avevano le forze armate della repubblica federale tedesca durante la guerra fredda? Oggi la Germania si trova in una posizione molto più tranquilla e storicamente non ha una tradizione di partecipazione a missioni internazionali, per questo si può permettere di far a meno degli F-35. Oggi il Mediterraneo meridionale e orientale non sono esattamente le zone più tranquille del mondo, per non parlare di quello che è successo nei Balcani pochi anni fà.

 

4) Parliamo della Francia? Benissimo. Allora diciamo anche che fantastico affare hanno fatto col loro Rafale (non ne hanno venduto all'estero nemmeno uno per ora) e soprattutto diciamo che i francesi hanno speso circa 3 miliardi di euro per farsi la loro bella, ma poco funzionante, super portaerei nucleare.

Edited by Super87

Share this post


Link to post
Share on other sites

Io ci trovo da ridire sempre sui soliti punti.battiamo e battiamo sempre la.. quindi evito di riproporre le mie idee a ogni articolo ma mi volevo soffermare su una cosetta:

 

Insomma, se l’F-35 non porta voti, meglio far partire i lavori a Cameri senza troppa pubblicità cancellando la cerimonia per ridurre la visibilità e abbassare il profilo della vicenda evitando anche domande scomode

 

Ma possibile che ci si debba ridurre sempre alle questioni elettorali?

Share this post


Link to post
Share on other sites

Purtroppo come paese siamo dei fifoni e ci nascondiamo addirittura ad un grande inizio del programma di costruzione del primo F-35 che avverrà domani una grande notizia nell'ambito tecnologico e industriale, ma si va parare sempre in politica in Italia purtroppo anche per l'infinita questione F-35, dunque l'inaugurazione non viene fatta e chissà quando succederà facendo una figuraccia nei confronti Orlando Carvalho, capo della divisione Lockheed Martin e il generale Christopher Bogdan del programma F-35 al pentagono che dovevano venire per l'inaugurazione

 

Se non questione politica ditemi cos'è il programma F-35 qui da noi...

Edited by matteo16

Share this post


Link to post
Share on other sites

@ Super87

Rispetto alle tue sentenze sulla Francia:

 

... Forse è opportuno limitarci a "parlare" di cose che si conosce.
Il Rafale? Gia detto 1000 volte: funziona tranquillamente per assicurare le missioni per le quali è stato concepito. Non penso in fase progettuale la priorità sia stata data a ipotetiche vendite export, ma bensì alla pertinenza del mezzo rispetto ai specifici bisogni nazionali. Non ha comunque da arrossire visto i risultati ottenuti in varie gare di valutazione. Tutt'altro.
Il C.d.G? Vettore importantissimo in caso di proiezioni -ben reali queste, ne dispiace a chi gonfia il petto immaginandosi il Carabiniere del mediterraneo ma parte sempre ad operazioni ultimate- nelle zone calde, laddove gli interessi nazionali francesi -e non solo- potrebbero essere minacciati.
(Vedi per esempio la sua specifica utilità per "coprire" i territori francesi d'oltremare, dalla Guyana a St Pierre et Miquelon...)
Problemi di non funzionalità su questa portaerei, dici? Qualcuno, si.
Ma dai, non facciamo i buongustai al Mc Donald...

Certe FREMM hanno dovuto tornare di fretta ai bacini, causa una spiccata tendenza a voler giocare al sottomarino in fase di immersione. Diciamo che in ogni programma qualche ritocco ci sta, finché non è l'intero programma a diventare un gigantesco ritocco, come nel caso del l'F35.
Resta il fatto che la Francia è in grado di progettare e costruire i mezzi a cui alludi, aldilà del costo economico.
Queste competenze non hanno prezzo.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Nessuno ha parlato di non utilità, per la Francia, della Charles de Gaulle, anche se bisognerebbe chiedere ai britannici come hanno fatto a vincere la guerra per le Falkland senza una superportaerei. Per quanto riguarda le esportazioni del Rafale mi pare superfluo ricordare che la Dassault ha piazzato i suoi Mirage F1 e 2000 a mezzo mondo (compresi paesi non certo amicissimi dell'occidente e dell'italia), quindi non si capisce perché non avrebbe dovuto avere le medesime ambizioni col Rafale.

 

E con questo chiudo l'off topic sulla Francia. Poi ognuno ovviamente è libero di pensarla come vuole... compreso liquidare il programma F-35 come un "gigantesco ritocco". Il tempo ci darà tutte le risposte che cerchiamo, faccio solo un piccolo accenno al fatto che la Francia avrà anche le competenze per costruire una superportaerei, ma ha anche perso allo stesso tempo il treno della quinta generazione. Si dovranno augurare per un bel po' di trovarsi a combattere solo in ambienti a medio-bassa intensità tecnologica.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ok, sono d'accordo per interrompere qui l'OT sulla Francia e la CDG, ed andare avanti "In Tema" con l'F-35.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Se non questione politica ditemi cos'è il programma F-35 qui da noi...

 

non mi riferivo esattamente a questa cosa ma in generale è così.E' questione molto molto politica per avere dei voti. il problema secondo me è che non dovrebbe esserlo o almeno dovrebbe esserlo in modo marginale e meno sensazionalistico e strumentalizzato .. l'ho scritto qualche post fà che difficilmente un politico sia davvero "documentato" su questioni del genere. e se non si hanno le competenze in materia non si ha nemmeno la capacità di valutare bene quanto ruota intorno al programma.

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

non mi riferivo esattamente a questa cosa ma in generale è così.E' questione molto molto politica per avere dei voti. il problema secondo me è che non dovrebbe esserlo o almeno dovrebbe esserlo in modo marginale e meno sensazionalistico e strumentalizzato .. l'ho scritto qualche post fà che difficilmente un politico sia davvero "documentato" su questioni del genere. e se non si hanno le competenze in materia non si ha nemmeno la capacità di valutare bene quanto ruota intorno al programma.

I politici italiani dovrebbero essere documentati e aver la capacità di valutare bene? :rotfl: ne sappiamo più noi in questo forum che di tutti i politici al governo, parlamento, senato...su tutta la vicenda F-35 purtroppo in Italia è così e lo sarà a lungo allora cercano di non dare troppo nell'occhio con l'avvio della produzione per esempio...

Edited by matteo16

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

I politici italiani dovrebbero essere documentati e aver la capacità di valutare bene? :rotfl: ne sappiamo più noi in questo forum che di tutti i politici al governo, parlamento, senato...

Parole Sante :D credo di non aver capito a quali cerniere sulle porte si riferisce l'articolo postato da Holmes ...

Edited by fabio-22raptor

Share this post


Link to post
Share on other sites

Dovrebbe trattarsi delle cernere del portello del lift fan.
Queste avevano dimostrato una certa fragilità.

 

Come stabilito da tempo sono state adottate delle azioni correttive di irrobustimento (quelle che appunto vengono applicate sul campo ai velivoli sin qui prodotti per avere l’abilitazione alle operazioni STOVL).

Per quelli da produrre a partire dalla LRIP7 è invece stata pensata una soluzione riprogettata, che non essendo un “rattoppo” consentirà anche un certo risparmio di peso.

Discorso simile per le cerniere dei due portelli delle prese d’aria supplementari dorsali subito dietro il lift fan che sono anch'esse state irrobustite.

Share this post


Link to post
Share on other sites

FACO Cameri .... apertura in sordina ....

 

Italy opens F-35 assembly line, as political opposition grows ....

 

On 18 July, without a formal ceremony and in a state of political turmoil, Italy launched assembly activities on its first Lockheed Martin F-35A combat aircraft.

The new, €800 million ($1 billion) final assembly and check-out (FACO) facility inside Cameri air base, near Milan "was established in a compressed period and is running on schedule and budget," General Chief Inspector Domenico Esposito, head of Aeronautics Armament Procurement, said in a recent interview released by the Italian defence ministry.

 

Fonte .... http://www.flightglobal.com/news/articles/italy-opens-f-35-assembly-line-as-political-opposition-grows-388441/

Share this post


Link to post
Share on other sites

Il sofware 3F ...al simulatore:

 

Fonte: aviation week

 

 

 

Simulations Offer Marines Advanced F-35B Weapons, Training

The U.S. Marine Corps is having to wait years longer and pay billions of dollars more than planned to introduce the stealthy F-35B into service, a milestone now planned by December 2015.

But, the corps is making use of this delay to attack the cost per flying hour (CPFH), refine its 50-year sustainment estimate and craft advanced tactics and procedures in hopes of easing the introduction into service.

The Pentagon's Cost Analysis and Program Evaluation (CAPE) team told Congress in a May report that the F-35A's CPFH would be about $32,000, some $7,000 more than for the F-16C/D it would replace. The report did not include a figure for the F-35B. However, Lt. Gen. Robert Schmidle, Marine Corps commandant for aviation, says both the F-35A and B will are expected to ultimately cost about 10% more than the aircraft they are replacing per hour of operation.

The current CPFH for the B, which is slightly more than that of the F-35A as reported in the May acquisition report, is misrepresentative of how the Marine Corps will actually operate the stealthy, single-engine fighter, owing to inaccurate assumptions behind the calculations, Schmidle tells Aviation Week.

For example, the current figure assumes that the F-35B will be used in its short-takeoff-and-vertical landing mode, optimized for the Marine Corps' use on small-deck amphibious ships, 80% of the time. Using the aircraft in this stressing mode prompts a fuel spike, adding cost to the figure.

In actuality, the F-35 B will operate in this mode “a small percentage of the time,” as aircraft will be rotated for use on land bases, Schmidle says.

Also included in the CPFH is the cost of ordnance projected for use every year by the F-35B. Legacy figures do not include this calculation, he adds. So, the Marines are pushing to take that portion of the cost out of the CPFH figure.The Marine Corps will be the first operator of the most complex of the three F-35 variants; the B is optimized for short-takeoff-and-vertical-landing (Stovl). This was a design choice made to allow for use of the aircraft with Marine Air-Ground Task Forces from the decks of amphibious ships.

However, Schmidle does not see the specialized Pratt & Whitney engine, using a unique Rolls Royce lift-fan for the Stovl mode, as a reason that the F-35B should cost any more to operate than the A model. “We are not convinced—in itself—that [the engine] will be a reason for a higher cost per flight hour,” Schmidle said last month before the Paris air show. “We think, for example, that the cost per hour of the B variant will be in line with the other variants.”

Marine Corps officials are working with the CAPE and F-35 Joint Program Office to revise the assumptions to more accurately reflect how they perceive “normal” operations for the aircraft. A new CPFH figure could be approved as soon as this fall, when Pentagon procurement chief Frank Kendall reviews the program for its readiness for full-rate production.

In the meantime, the service is working to refine how it will maintain the F-35B, changes that will likely bring the CPFH down. The current estimate presumes a high amount of work being done at a central depot; but it will actually be handled in the field.

The 19% reduction in operating cost for the Bell-Boeing MV-22 tiltrotor is a model for the F-35 flying-hour reduction effort, Schmidle says. Much like the F-35, the V-22 operates both ashore and afloat. And, Marine Corps officials are using the statistics between the different maintenance regimes as a template for crafting estimates for the F-35. “We are increasingly confident that there are more savings to be had out there,” Schmidle says.

The service is already flying aircraft using the limited 2A software release at Eglin AFB, Fla., for pilot and maintenance training, and at Marine Corps Fighter Attack Squadron 121 (VMFA 121), the first operational F-35B unit, at Yuma, Ariz. Though the software fielded is limited–allowing for basic takeoffs, approaches and familiarization flights–the F-35 simulators fielded for training already include the more advanced 3F software package. Lockheed Martin, the F-35 airframe prime contractor, is still working to compete the operational release of various increments of software leading to the 3F, but Schmidle says that what has been included in the simulator is allowing for pilots to begin training and tactics work far beyond the capabilities of the aircraft.

Ultimately, this should ease the transition from initial operational capability (IOC) in December 2015 to a full operational capability (FOC) later with the 3F software, which includes more advanced electronic warfare options and a full weapons suite. “We are designing and flying tactics that we probably won't fly in the airplane [soon] with the simulators,” Schmidle says. “FOC will be a natural extension of what we are doing” now.

Advances in simulator technology have allowed the equipment to evolve from being a tool used to train standard procedures for pilots to support advanced tactics training, because the software is more realistic. Ultimately, 52% of the training syllabus for the F-35B will be handled in the simulator, also reducing the CPFH for the aircraft, Schmidle says.

Two of six planned full-mission F-35 simulators have been installed at Yuma. VMFA 121 officers are now training with it and developing tactics beyond what the fielded aircraft can now do, including simulated use of a range of weapons, including classified weapons, Schmidle says.

The squadron now has eight of 16 F-35Bs. It will permanently move to Marine Corps Air Station Iwakuni in Japan in late summer 2017. Of VMFA 121's 16 aircraft, six are slated for deployment on the USS Makin Island amphibious assault ship in the Pacific, with the remaining 10 at Iwakuni.

“The F-35B will be the multirole, multi-mission fifth-gen aircraft that the nation will have in [the Western Pacific], and it will be the only one in the Department of the Navy,” Schmidle says.

The Marines plan to declare IOC by the end of December 2015 with the 2B software, which has limited functionality. Schmidle, however, says even use of the AIM-120, 1,000-lb. GPS-guided Joint Direct Attack Munition and 500-lb. laser-guided bomb, will allow for anti-air and ground attack missions.

sempre da Aviation Week

 

 

Estimates To Retrofit F-35s Decline

The Pentagon expects to pay $480 million less than expected only nine months ago for retrofits to the first 90 F-35 fighters based on revised cost projections of changes anticipated to emerge through the end of development in 2017.

The updated cost figures were sent to Congress in May in its second review of so-called “concurrency costs” for the Lockheed Martin F-35. Because the program was crafted in 2001 to conduct production in parallel with testing activities, officials are tracking these concurrency costs, for retrofits that must be made to bring early production jets to an operational standard based on findings in ongoing testing. One example is a fix to the fuselage Station 496 bulkhead, found to be experiencing unexpected cracking.

As of last year, Pentagon officials estimated the total concurrency cost for the first 90 aircraft—including all aircraft on contract in low-rate, initial production (LRIP) Lots 1-5—was $1.71 billion. However, since the first report was issued to Congress on these costs last September, the F-35 Joint Program Office, in concert with experts from Lockheed Martin, have reviewed more closely the “actuals,” or costs already known from work on earlier LRIPs, as well as refined how models of retrofits from past fighter programs (F-22, F/A-18 E/F, for example) are applied to the F-35, according to an official from the F-35 Joint Program Office (JPO).

The estimates are projected out through LRIP 10, when the development—and presumably the retrofit discoveries—will end. Across all 10 LRIPs, the projected retrofit estimates come down by even more, or $820 million.

These are, however, still projections. Only about 35% of flight trials are complete and Lockheed Martin still has much to do with testing the structural durability of each of the variants over multiple lifetimes of use.

For each LRIP that is on contract (Lots 1-5), the estimates are clearer owing to the percentage of known issues that will be addressed with retrofits. The JPO and Lockheed Martin are nearing closure on contracts for LRIPs 6-7, and so those do not yet have firm projections for such known costs. However, the report notes that 80 retrofits are already known to be necessary in the 36 aircraft expected for retrofit in LRIP 6.

Even for the two F-35As in LRIP 1, long delivered to the U.S. Air Force, not all retrofit costs are known. Estimators included figures for each lot for “to-be-discovered” retrofits. They based these estimates on models of previous fighter programs and inflation estimates.

The largest anticipated per-unit retrofit cost is for aircraft in LRIP 2, which included 12 US jets, at $16.7 million, based on the May numbers. The estimate from last year projected each unit to cost about $25.8 million.The cost is expected to slowly decrease until LRIP 10, when each unit is projected to require $760,000 to retrofit over last fall's estimate of $1.1 million per aircraft.

The retrofit estimates include non-recurring engineering for the fixes. Though foreign F-35 buyers will not have to pay for these non-recurring costs (those are included in the U.S.-specific development contract), they will have to pick up the tab for the actual retrofits if they decide to install them on their aircraft, according to the JPO official. Additionally, the U.S. services have the discretion on which retrofits to install. The program office is categorizing them by those that are essential to operate the aircraft (such as safety or durability issues) versus those that are “nice to have,” the JPO official says.

Lawmakers requested these concurrency cost reports as a result of concerns that these estimates were very high, adding significantly to the per-unit price of the actual aircraft. Based on the contracted target cost for LRIP 5 aircraft, the F-35A is estimated at $105 million, the F-35B at $113 million and the F-35C at $125 million. Based on the revised concurrency estimates, the Pentagon can expect to pay an additional $10 million per aircraft for retrofits, about 10% of the price of the F-35A.

Air Force Lt. Gen. Christopher Bogdan, F-35 program executive officer, said last winter he expects to be able to stabilize the price of the F-35A, the predominant model sought for export, at between $80-90 million. At that point, in full-rate production, there should be virtually no retrofits required.

Edited by fabio-22raptor

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

×