Vai al contenuto
easy

F-35 Lightning II - Discussione Ufficiale

Messaggi consigliati

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

 

Impressive e non "impressed", magari. Non dovrei essere certo io a insegnarti l'inglese, visto che affermi di vivere da tempo in USA.

 

Comunque mi fa piacere che inizi l'assemblaggio dei kit e dei componenti che arrivano in Italia dopo essere stati prodotti negli Stati Uniti.

 

Il Col. Toth, oggetto del secondo link da te postato, ce lo inviano gratuitamente a fare la differenza in linea di assemblaggio?

Modificato da Scagnetti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

 

Impressive e non "impressed", magari. Non dovrei essere certo io a insegnarti l'inglese, visto che affermi di vivere da tempo in USA.

 

Comunque mi fa piacere che inizi l'assemblaggio dei kit e dei componenti che arrivano in Italia dopo essere stati prodotti negli Stati Uniti.

 

Il Col. Toth, oggetto del secondo link da te postato, ce lo inviano gratuitamente a fare la differenza in linea di assemblaggio?

 

 

 

No, ha gia fatto la differenza nel programma F 35, leggi syllabus addestrativo.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

screen-shot-2012-11-17-at-9-57-30-am-e13

 

 

comunque nel link da te postato poco sopra: http://www.defensenews.com/article/20130616/DEFREG/306160009/Alenia-Receives-1st-Fuselage-Parts-Italian-F-35s?odyssey=nav|head sono presenti alcuni riferimenti ad un ben noto aereo da trasporto bimotore prodotto da Alenia e oggetto di diverse diatribe.

 

Ovviamente non prendo le affermazioni di Giordo come oro colato, ma forse valgono la pena di essere lette per chi è interessato a quel particolare contratto.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

screen-shot-2012-11-17-at-9-57-30-am-e13

 

 

comunque nel link da te postato poco sopra: http://www.defensenews.com/article/20130616/DEFREG/306160009/Alenia-Receives-1st-Fuselage-Parts-Italian-F-35s?odyssey=nav|head sono presenti alcuni riferimenti ad un ben noto aereo da trasporto bimotore prodotto da Alenia e oggetto di diverse diatribe.

 

Ovviamente non prendo le affermazioni di Giordo come oro colato, ma forse valgono la pena di essere lette per chi è interessato a quel particolare contratto.

 

 

E infatti dicono che il Congresso per ovvi motivi localistici non ne vuole sapere di terminare il programma. Ci sono moltissimi politicanti che si stanno preparando per le prossime elezioni e certo non vogliono sentire di basi chiuse e gente che perde il lavoro.

 

Quanto all'Usaf o in questo caso si dovrebbe dire US Air "Farce" cerca di riaffermare le sue prerogative in campo trasporto!

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Opinioni Israeliane... devo dire abbastanza "oneste": The advantage of this strike fighter is not about higher performance or weapon capacity, but the ability to understand the battle space, [to] identify [and] locate targets from standoff range and neutralize them before being engaged.

 

 

 

http://www.aviationweek.com/Article.aspx?id=/article-xml/awx_06_17_2013_p0-588854.xml

 

E poi: The program is “on track".

 

http://www.airforcemag.com/DRArchive/Pages/2013/June%202013/June%2014%202013/F-35-No-Longer-the-Problem-Child.aspx

 

"Operating costs are better understood now that the Marine Corps and Air Force are training F-35 pilots, and he predicted “we can make a substantial dent in projections” of operating costs. They will be reflected in the September cost numbers, he said.​"

Modificato da fabio-22raptor

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Opinioni Israeliane... devo dire abbastanza "oneste": The advantage of this strike fighter is not about higher performance or weapon capacity, but the ability to understand the battle space, [to] identify [and] locate targets from standoff range and neutralize them before being engaged.

 

Ohh... finalmente qualcuno che lo dice.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Le parti precisano e "prospettano".

 

http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/azioni/analisi-e-news/tutte-le-news/news-radiocor/news-radiocor.php?PNAC=nRC_18.06.2013_18.28_47824133

 

Nel giorno in cui il ministro Mauro non ha escluso che l'Italia possa addirittura aumentare oltre 90 il numero di nuovi caccia Joint Strike Fighter di cui dotare le proprie forze armate, Lockheed Martin, attraverso il capo del programma F-35 Steve O'Bryan, esprime la sua soddisfazione per la piega che sta prendendo la questione in Italia e ribadisce che per il Paese e' un'ottima occasione di sviluppo industriale e tecnologico.

 

.......... O'Bryan sottolinea che "sara' anche l'hub logistico per il supporto in Europa e nella regione del Mediterraneo".

 

 

 

Vediamo quali saranno gli sviluppi.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

«Sarebbe contraddittorio ridurre ulteriormente il numero di caccia F35 da acquistare. Se scendiamo sotto i 90 dovremmo chiederci se abbiamo ancora un'aviazione». Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro.

Naturalmente, ha rilevato il ministro,« il Parlamento è sovrano, si discuterà, ma io, da ministro della Difesa, ho la responsabilità di segnalare problemi e opportunità». Peraltro, ha aggiunto, «fin dal 1998 il programma è stato discusso dal Parlamento che lo ha ritenuto strategico, adeguato e congruo. È una tecnologia avanzatissima, con un forte contributo italiano ed è anche una grande opportunità per la nostra industria, ma sopratutto - ha sottolineato - è ciò di cui abbiamo bisogno per avere uno strumento militare efficiente, in grado di svolgere un ruolo all'interno delle alleanze Ue e Nato».

 

questo è quello che ha detto: AUMENTARE lo dicono solo i link postati.

 

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=45638&typeb=0&Sel-replica-a-Mauro-sugli-F35-parole-inaccettabili

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Aumentare la nostra partecipazione al programma la vedo dura... o meglio: non sarebbe male ma il nodo e' sempre uno: $.... forse il ministro si riferisce ad una futura, futura,futurosissima era in cui le nostre casse statali saranno piu' sane e ci consentiranno una spesa militare piu' consistente...ma per ora e' dura...

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
questo è quello che ha detto: AUMENTARE lo dicono solo i link postati.

 

 

 

Premesso che dei "giornalai" non ci si puo fidare, il link e' il "Sole 24 ore".

 

Questo parla di "range" tra 90 e 131

 

http://www.primapress.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=10857:difesa-mauro-su-f35-parlamento-decidera-range-tra-90-e-131-velivoli&Itemid=257&lang=it

 

 

La notizia c'e' perche il ministro ha appunto prospettato la possibilita di andare oltre i 90.

 

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/prima-pagina/dettaglio/nRC_18062013_1220_214392179.html

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

A me fa' ridere il fatto che da un lato c'e' chi fa' raccolta di firme per affossare la partecipazione italiana, e dall'altro lui parla di aumenti.. pero' devo dire che quando parla di almeno 90 macchine come requisito necessario se si vuole continuare ad avere uno strumento aereonautico, mi trovo daccordo..

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

A me fa' ridere il fatto che da un lato c'e' chi fa' raccolta di firme per affossare la partecipazione italiana, e dall'altro lui parla di aumenti.. pero' devo dire che quando parla di almeno 90 macchine come requisito necessario se si vuole continuare ad avere uno strumento aereonautico, mi trovo daccordo..

 

Ma la questione e' che la gente si immagina che domani mattina il governo comprera 90 aerei tutti insieme.

 

Non e' cosi. Ci vorranno parecchi anni per arrivare a quella cifra e il mezzo restera operativo fino ad almeno il 2040.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

La gente "immagina" perche' come hai detto molte volte sia tu che madmike, l'informazione viene strumentalizzata e a volte anche falsata o distorta a seconda del fine che si vuole ottenere... diciamolo chiaramente: a parte noi che siamo accomunati dalla passione, sono poche le persone che hanno una conoscenza di quanto accade e ruota attorno a questo programma... a volte facciamo fatica noi stessi sul forum a raccapezzarci, figurarsi una persona che non e' appassionata e che comunque si basa su informazioni che gli vengono date cosi' (e non si prende la briga di verificare) cosa puo' avere in testa...

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

 

Ma la questione e' che la gente si immagina che domani mattina il governo comprera 90 aerei tutti insieme.

 

Non e' cosi. Ci vorranno parecchi anni per arrivare a quella cifra e il mezzo restera operativo fino ad almeno il 2040.

Secondo me per più tempo.

 

Calcoliamo che dovrebbe essere costruito per i partecipanti iniziali, per 20 anni a partire dall'inizio produzione. Diciamo dal 2015 al 2035. Ogni aereo viene utilizzato per gli standard nato per circa 25 anni. CIò significa che le ultime consegne previste nel 2035 opereranno fino al 2060. A questo puto gli aerei verranno venduti ad altri paesi con meno pretese che li useranno per almeno altri 15 anni. Questo nell'ipotesi che non abbia un grande successo come f16.

 

Se invece ripete la storia dell' f16 significa che la costruzione potrebbe andare avanti fino agli anni 50 almeno, a cui poi si deve considerare una normale operatività di almeno 25 o più anni. Secndo me quest'aereo sarà il più diffuso del XXI secolo. Gli USA, più avezzi ad avere mezzi sempre all'ultimo grido potrebbero tranquillamente usarlo fino al 2050, gli europei, italia in primis, probabilmente lo useremo fino agli inizi degli anni 60. Altri potrebbero volare anche fino agli anni 80.

 

Quindi le ipotesi di costi vanno diluiti in moltissimi anni. Probabilmente ogni 5 anni ci saranno aggiornamenti e, anche fra 40 anni sarà ancora più che valido (come d'altro canto un f16 oggi). Almeno, questa è la mia opinione.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Il 2040 e' proprio il tempo minimo immaginabile.

L' F16 entro in servizio nel 1980, e comincera ad essere sostituito a partire dal 2016 se vogliamo considerare la IOC dell'Us air force.

 

Sono 36 anni. Vogliamo calcolare 40 anni per l' F35 ? Allora diciamo che un suo futuro sostituto non entrera in servizio prima del 2055.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

vabbehhh i primi esemplari dell'F-16 è da un pezzo che sono stati pensionati (paesi benelux, danimarca e norvegia a parte), Non credo che i primi F-35 arrivino al 2050 (anno in piu anno in meno): certo se poi voleranno poco (causa possibili costi per ora di volo) e solo per fare scampagnate (causa proroga limitazioni dinamiche imposte), sarà facile vederli in volo per quella data

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

vabbehhh i primi esemplari dell'F-16 è da un pezzo che sono stati pensionati (paesi benelux, danimarca e norvegia a parte), Non credo che i primi F-35 arrivino al 2050 (anno in piu anno in meno): certo se poi voleranno poco (causa possibili costi per ora di volo) e solo per fare scampagnate (causa proroga limitazioni dinamiche imposte), sarà facile vederli in volo per quella data

 

 

Non parlo dei "primi" F16 vale a dire il modello -A, parlo dell' F16 nelle sue varie versioni !

 

Anche l'F35 verra progressivamente aggiornato probabilmente ci saranno vari block, forse li chiameranno F 35F o H, vai a sapere.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

vabbehhh i primi esemplari dell'F-16 è da un pezzo che sono stati pensionati (paesi benelux, danimarca e norvegia a parte), Non credo che i primi F-35 arrivino al 2050 (anno in piu anno in meno): certo se poi voleranno poco (causa possibili costi per ora di volo) e solo per fare scampagnate (causa proroga limitazioni dinamiche imposte), sarà facile vederli in volo per quella data

Infatti se leggi ebne il mio precedente commento ho parlato di 25 anni di durata per lo standard NATO. QUindi in definitiva i primi aerei consegnati nel 2015 andaranno avanti fino al 2040 (gli usa in genere 20 anni). Gli aerei vengono consegnati in trance separati negli anni in modo da fare una maggiore copertura. L'Italia probabilmente li riceverà in 4 trance per le versioni A, direi più o meno una prima trance da 20 nel 2015/2016 con un po' di aerei per l'addestramento più la sostituzione dei primi amx. Poi probabilmente ci sarà un'altra trance di tipo 12 aerei verso il 2019/2020, altra trance da 20 nel 2024/2025 per sostituire i primi tornado e gli ultimi intorno al 2030.

 

Ovvio che i primi consegnati opereranno fino al 2040, gli ultimi consegnati secondo la mia simulazione nel 2030 copriranno fino almeno al 2055. In ogni caso non è che l'aereo viene rottamato ma probabilmente essendo una tecnologia già superata intorno agli anni 50, verrà vednuto di seconda mano ad altri paesi. Il nostro amx che verrà radiato nel fra il 2016 ed il 2018 si pensa già di venderlo al brasile che pensano di poterlo usare per altri almeno 15 anni. Lo stesso avverrà con gli f35 che non mi stupirebbe se volasse per quasi tutto il secolo per le ultime serie prodotte.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

L.M e le sue stime ... è il caso di dirlo: l'ottimismo vola ^_^

 

 

 

 

Le Bourget, FranceThe fifth generation F-35 strike fighter is on pace to cost the equivalent of fourth generation fighters, Steve O'Bryan, Lockheed Martin vice president for F-35 program integration, told reporters here on Wednesday. "We are on a path to reduce the aircraft's cost . . . to what is in about 2020 about $85 million" in then-year dollars factoring inflation, he said during his media briefing at the 50th Paris Air Show. "In today's US dollars, that is about $75 million. We believe that is on par with any fourth generation airplane," he added. O'Bryan said this estimate is the recurring unit flyway cost, which includes the airframe, engine, all missions systems, and any concurrency expenditures. "This is the US government estimate," he noted. Every F-35 production contract that Lockheed Martin has signed thus far has been under the US government's cost estimate, said O'Bryan. For example, the most recent contract—for the fifth batch of low-rate initial production—"was 3 percent below that estimate," he said. "Both Lockheed [Martin] and the US government expect that trend to continue," he said. From the time of LRIP 1 to LRIP 5, "we have dropped the price of the airplane by over 50 percent," said O'Bryan during his June 19 presentation.

 

 

a proposito di motori: anche qui al ribasso ... "last step - 4%"

 

 

 

Le Bourget, FrancePratt & Whitney and its suppliers drove out 40 percent of the cost of the F135 engine between delivery of the first production-representative unit in 2009 and the end of 2012, and company President David Hess said here the company is committed to additional cost reductions. "Cost will continue to go down somewhere on the order of single digits," said Hess during a press briefing on June 18, the second day of the 50th Paris Air Show. He said "the last step down was about 4 percent" for the current production lot, the fifth batch of low-rate engines for the F-35 strike fighter. "The rate of cost reduction is slowing a little bit," he said, since F135 production rates will be flat for the next several years. However, "as you see volume start to ramp dramatically starting in 2016, we will continue to move down this cost-reduction curve," he said. P&W is tracking on the cost-reduction plan that it provided to the Defense Department in 2009, said Hess. "We committed to the DOD that we are going to stay on that curve going forward," he said.

 

Riallacciandosi al discorso FACO:

 

 

 

Le Bourget, FranceMitsubishi Heavy Industries will begin standing up a final assembly and checkout facility in Japan for the F-35 strike fighter under a newly concluded contract, said Steve O'Bryan, Lockheed Martin vice president for F-35 program integration, here on Wednesday. "I can announce to you that we are under contract for the FACO at MHI," said O'Bryan in breaking this news following his media presentation on June 19, the third day of the 50th Paris Air Show. Final assembly of Japan's F-35 jets will occur at this facility. It is the second foreign FACO in the F-35 program, along with the one in Italy that will load its first airplane on July 18, he said. O'Bryan told the Daily Report after his presentation that Italy's 85 F-35s, along with the Netherlands' 90 jets, will come together in the Italian FACO. There is also the potential for the assembly of additional nations' F-35s at this location "should we win some of the [fighter] competitions that are out there," he said. The Italian facility could also support F-35 sustainment activities, he said. Thus far, F-35 final assembly has occurred only at Lockheed Martin's facility in Fort Worth, Tex.

 

Fonte: Air Force Magazine http://www.airforcemag.com/DRArchive/Pages/2013/June%202013/June%2020%202013/From-One-Generation-to-the-Next.aspx

 

http://www.airforcemag.com/DRArchive/Pages/2013/June%202013/June%2020%202013/Downward-Slope.aspx

 

http://www.airforcemag.com/DRArchive/Pages/2013/June%202013/June%2020%202013/Piecing-Together-the-Assembly-Team.aspx

Modificato da fabio-22raptor

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Un "rimpiazzo dei costi" :

 

 

 

Senior Pentagon leaders told Senate appropriators on June 19 they are increasingly confident in the operational capability of the F-35, at the same time they continue to gain a better understanding of future sustainment costs. During the hearing of the Senate Appropriations Committee's defense panel, ranking member Sen. Thad Cochran (R-Miss) asked Air Force Chief of Staff Gen. Mark Welsh if the increase in cost to the F-35 program is creating pressure to look at an “investment in alternatives,” in addition to maturing the F-35 strike fighter program. Welsh replied the program office and contractor Lockheed Martin have made progress in understanding what it takes to build the aircraft and those costs are “pretty well captured.” The costs now faced by the program office and the services are operations and sustainment over time, to repair, to supply, and to base the aircraft. One of the benefits to the problems created by concurrent testing and production, Welsh noted, is that the services have actual numbers earlier in the program on sustainment. “We’re starting to replace projected cost with actual cost,” Welsh said. And, as the F-35 flies more hours the services will have a better feel for what it really costs to maintain the aircraft in the real world, he added. (See also F-35 Costs Decrease)

 

"L'idea di riaprire le linee del Raptor è defunta, teniamo il Lighting II:

 

 

 

The idea of buying more F-22s is a dead option, and the Air Force should stay focused on the F-35, outgoing Air Force Secretary Michael Donley said. “I think the F-22 issue, in terms of whether or not to continue production, is in the past; it’s behind us,” Donley said in his last interview with Air Force Magazine. “The decision already had been made” to terminate F-22 production at 187 aircraft, when he and former Chief of Staff Gen. Norton Schwartz took the service helm in 2008. “The dollars were gone out of the Air Force budget ,” he said, and “we had plenty of challenges in front of us” in modernization. Nevertheless, Donley said he’s tried to keep focused on “the need to begin to move to…fifth-generation capabilities. And to stay firm on our commitment to the F-35 program.” He thinks “we’re in a pretty good place, now” with the F-35; after a “necessary” program restructure, Donley believes the program has matured and it makes sense to be training pilots and making “initial basing decisions.” However, he said the F-22 “hands down…is still the world’s finest fighter,” and the upgrade program he’s put in place will keep it that way. (See also Last Raptor)

 

 

Fonte: Air Force Magazine :

http://www.airforcemag.com/DRArchive/Pages/2013/June%202013/June%2021%202013/The-Tipping-Point-on-F-35.aspx

http://www.airforcemag.com/DRArchive/Pages/2013/June%202013/June%2021%202013/Focus-on-the-F-35.aspx

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Da "Il Fatto Quotidiano" del 21/06/2013



Alla vigilia del tanto atteso dibattito parlamentare sugli F-35, il ministro della Difesa Mario Maurorilancia l’ipotesi di acquistarne addirittura 131 invece dei 90 decisi dal suo predecessore Di Paola, nella speranza di far passare come rinuncia la quota già decisa. Come quei venditori di tappeti che provano a fregarti alzando il prezzo per poi farti lo sconto così da vendere a prezzo pieno. Ma di quei costosissimi 90 tappeti volanti l’Italia non ha alcun bisogno. Vediamo perché, attenendoci ai fatti e considerando le possibili alternative.


Il mantra ossessivamente ripetuto dalla Difesa è che gli aerei da guerra in servizio sono ormai decrepiti e l’unico sostituto possibile è l’F-35.


La nostra forza aerea attuale non solo basta e avanza a difendere lo spazio aereo nazionale (tanto che ci permettiamo addirittura il lusso di difendere pure i cieli di Albania, Slovenia e Islanda), ma consente anche di cimentarsi, in spregio all’articolo 11 della Costituzione, in campagne estere di bombardamento (basta pensare alla partecipazione della nostra aeronautica alla campagna di Libia del 2011, definita dal generale Bernardis “un contributo di prim’ordine, l’impegno più imponente dopo il secondo conflitto mondiale”). Queste invidiabili performance sono garantite da una flotta operativa ad oggi composta da 128 aerei da attacco (non 250 come continua a ripetere la Difesa) e 48 da difesa (i nuovissimi caccia Eurofighter Typhoon).


I velivoli da attacco che si vuol sostituire con gli F-35 sono tutt’altro che rottami da buttare: i 58 Tornado aggiornati negli ultimi anni sono perfettamente operativi almeno fino al 2025/2030, gliHarrier fino al 2027/2030 (lo dice il comando dei Marines americani, certo non poco esigente) e gliAmx, se ammodernati come quelli che Alenia ha venduto al Brasile, potrebbero rimanere in servizio addirittura fino al 2032. Ma soprattutto – questo è il vero scandalo della questione – gli Eurofighter possono facilmente essere modificati in chiave multiruolo, diventando quindi utilizzabili anche come aerei da attacco al pari degli F-35 (salvo per l’invisibilità ai radar, che secondo gli esperti è una caratteristica inutile vista l’evoluzione dei sistemi di rilevamento): lo stanno facendo i tedeschi, che così possono fare a meno degli F-35, e gli inglesi, che hanno usato gli Eurofighter per bombardare la Libia.


Scegliere di agganciarsi al programma di Berlino e puntare tutto sull’Eurofighter consentirebbe di risparmiare miliardi di euro. Come spiega in una recente intervista l’ex pilota ed ingegnere aeronautico di Alenia, Armando Armando, “avere una sola linea di velivoli da combattimento sarebbe un grandissimo risparmio nei costi di esercizio contro i costi esorbitanti che si avrebbero per mantenere la linea F-35. Il sistema Eurofighter ormai non ha più rischi tecnici e sarebbe garantita un’altissima efficienza di linea, contro il rischio di avere gli F-35 perennemente fermi per manutenzione, aggiornamento e incognite tecniche, oltre che per motivi di costi”. Un incremento di costi esorbitante e inevitabile a causa dell’assurdo sistema della ‘concurrency’ (consegna di velivoli non ancora testati), criticato l’anno scorso anche dall’allora capo del progetto americano F-35, il viceammiraglio David Venlet: “La concurrency ci costringe a consegnare questo nuovo jet con l’impegno di rimandarcelo indietro dopo un anno per apportare modifiche strutturali senza le quali l’aereo volerebbe solo per altri 3-5 anni”.


Ma soprattutto, l’alternativa Eurofighter – rara concretizzazione della tanto auspicata integrazione europea della difesa – rappresenterebbe una scelta politica di indipendenza nazionale ed europea rispetto agli Stati Uniti, quando invece con gli F-35, come più volte ricordato dall’esperto militareGianandrea Gaiani, “saremo totalmente nelle mani di Washington perché acquisiremo sì alcune tecnologie, ma non l’hardware: il sistema computerizzato dell’aereo, il suo cuore elettronico, è accessibile esclusivamente agli statunitensi” e senza quello, semplicemente non funziona. Se quindi un giorno dovessimo usare questi aerei per operazioni sgradite agli Usa, a Washington basterebbe schiacciare un bottone per spegnere i nostri F-35. Concorda il già citato ingegner Armando, exAlenia: “Il controllo delle informazioni tecnico-operative segrete, necessarie all’impiego del sistema d’arma e al controllo della logistica, rimarrebbero prerogativa degli Usa: appare evidente il rischio di un forte quanto inammissibile condizionamento delle nostre scelte politico-strategiche”.


E la Difesa italiana che fa? Decide di ridurre il numero di Eurofighter già ordinati e in servizio per far spazio al cacciabombardiere americano. Nel luglio 2010 l’allora ministro Ignazio La Russa cancellò l’ordine dell’ultima tranche di velivoli riducendo il programma Eurofighter da 121 a 96 aerei, dicendo che così si sarebbero risparmiati due miliardi. Ora la Difesa annuncia un’ulteriore riduzione a 72 caccia, derivante dal progetto di svendita – ancora non concretizzato – di 24 aerei già acquistati, che si vuole cedere alla Romania o ad altri nuovi membri Nato con la scusa che sono vecchi: stiamo parlando di aerei nuovissimi, entrati in servizio nel 2004. Conseguentemente, l’Italia decide di chiamarsi fuori dai progetti di sviluppo dell’Eurofighter Typhoon, una scelta criticata anche dagli esperi militari della rivista specializzata americana Defense News: “Nazioni come l’Italia hanno optato per l’F-35 come aereo da attacco, indebolendo i progetti per lo sviluppo di un Typhoon multiruolo”.


Progetti, questi sì, che favorirebbero lo sviluppo tecnologico dell’industria italiana in quanto partner del consorzio Eurofighter e non semplice sub-fornitrice come lo è nel programma F-35, dal quale le nostre aziende non trarranno alcun beneficio in termini di ricaduta tecnologica: l’assemblaggio e la manutenzione che verranno svolte a Cameri, ha dichiarato ad Analisi Difesa l’ingegner Cesare Gianni, ex direttore responsabile dei velivoli militari di Alenia, sono “attività di mera esecuzione di processi e specifiche predeterminate, senza conferimento di valore aggiunto e senza la possibilità di ricavarne alcun vero know how, del resto fortemente protetto. Che la scelta F-35 favorisca l’industria italiana, per la quale il caccia americano rappresenterebbe un’occasione irrinunciabile, è un’affermazione che non si può assolutamente accettare e che va contestata con determinazione” poiché, al contrario, questa scelta avrà “conseguenze penalizzanti per l’industria”.


Falsa anche la propaganda sui ricavi economici e le ricadute occupazionali. “L’Italia spende 11,8 miliardi di euro e ne ricaverà 15 miliardi, quindi ci guadagniamo 3,2 miliardi”, sentenziava giorni fa il ministro della Difesa con assoluta certezza. Peccato che secondo le stime fatte dagli stessi vertici di Finmeccanica – sempre molto ottimistiche e del tutto ipotetiche – il ricavo non supererà i 10 miliardi da qui fino al 2050, periodo nel quale gli F-35 ci saranno costati in tutto almeno cinque volte tanto. Un affare.


Poi c’è il mito, di berlusconiana memoria, dei “diecimila posti di lavoro” che secondo la Difesa gli F-35 creerebbero nello stabilimento di Cameri e nelle piccole e medie aziende dell’indotto. Secondo le ultime previsioni di Finmeccanica, gli addetti di Cameri saranno al massimo 2.500: tutte risorse interne in esubero per il tagli al programma Eurofighter che verranno ricollocati sul nuovo progetto, non nuovi posti di lavoro (quelli, per ora, saranno solo ottanta); inverosimile immaginare che altri 7.500 posti verranno garantiti dalle quaranta aziende dell’indotto (oggi tutte sotto i 120 dipendenti) a botte di quasi 200 assunzioni per azienda. Più realistica l’ipotesi dei sindacati consultati dalla Rete Disarmo, che prevedono una media di 200 occupati a Cameri (con picchi di 600 nelle fasi di produzione intensa) più altri 800 nell’indotto.


Alla luce dell’incertezza sulle prospettive occupazionali del programma F-35, risulta ancor più incomprensibile la decisione di uscire dal programma Eurofighter con la certezza di perdere migliaia di posti di lavoro, know how industriale e indipendenza politica. E per cosa? Per dotarsi di un aereo come l’F-35 che di cui lo stesso Pentagono in un recente rapporto denuncia gli incorreggibili difetti strutturali che ne fanno un aereo nato male e nato vecchio, inferiore non solo ai suoi futuri equivalenti stranieri, ma a tutti i caccia già oggi in servizio. “Proprio ieri il Gao (la Corte dei conti statunitense, ndr) in audizione di fronte al Senato americano ha definito il programma F-35 un metodo ‘rotto’ che comporta ritardi e risultati già obsoleti al momento della realizzazione” commentaFrancesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo. “Questo ci preoccupa molto in quanto contribuenti”.


“Ma a parte i costi e i problemi – conclude Vignarca – la vera domanda da porsi è: a cosa ci serviranno gli F-35? Perché la Difesa li ritiene così indispensabili? In base a quali prospettive? Sarebbe necessaria una ridiscussione globale del ‘modello di Difesa’ di questo paese, anche con alternative non armate, prima di poter certificare con assoluta sicurezza cosa sia realmente indispensabile per la vita degli italiani”.


Modificato da Deneb

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

Devi essere un utente per poter lasciare un commento

Crea un account

Registrati per un nuovo account nella nostra comunità. è facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.

Accedi ora

×