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zander

Effetti della Brexit sul settore aeronautico civile inglese

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Bombardier e Cobham sono tra gli oltre 200 produttori aerospaziali del Regno Unito che hanno chiesto di andare sotto la giurisdizione dei enti certificatori di altri paesi dell'UE in preparazione di un'eventuale hard Brexit.

Attualmente i manufatti aerospaziali prodotti nel Regno Unito possono essere utilizzati in tutta l'UE se la Civil Aviation Authority (CAA) li ha approvati.

Tuttavia, se il Regno Unito lasciasse l'UE il 29 marzo 2019 senza un accordo di transizione, le certificazioni non sarebbero più valide, il che significa che i manufatti prodotti da imprese britanniche avrebbero bisogno di certificazioni di paesi terzi come quelle attualmente utilizzate dai paesi non UE, a meno che non si siano registrati con gli enti certificatori negli stati dell'UE.

L'European Aviation Safety Authority ha avviato in ottobre un processo di presentazione delle domande per le società sottoposte alla CAA per trasferire le loro relazioni regolamentari ad un'altra giurisdizione all'interno dell'UE.

Bombardier, che ha uno stabilimento a Belfast nell'Irlanda del Nord, e la società britannica Cobham sono tra le più grandi aziende che sono state costrette ad agire in questa direzione, non essendoci alcun accordo vigente di ritiro tra il Regno Unito e l'UE a poco più di tre mesi dalla Brexit.

Un portavoce di Bombardier ha detto che spostare la sua autorizzazione a un altro ente di regolamentazione contribuirebbe a "ridurre al minimo le interruzioni del business dell'azienda".

Rolls-Royce ha annunciato piani simili la scorsa settimana per passare all'ente certificatore tedesco, dicendo che si tratta di una misura precauzionale che potrebbe essere ritirata. Non si ritiene che le azioni normative comportino ingenti perdite di posti di lavoro nel Regno Unito.

La prospettiva di una hard Brexit ha spinto i grandi produttori ad esaminare le vulnerabilità legate ai rischi legali e alla supply chain.

Alcune importanti aziende aerospaziali e della difesa, tra cui Airbus e BAE Systems, non hanno bisogno di ottenere approvazioni regolamentari da paesi terzi prima della Brexit, perché o sono già autorizzate in un altro paese dell'UE o perché le loro attività nel Regno Unito non vendono prodotti o servizi verso paesi dell'UE.

Il governo britannico ha avvertito che in caso di hard Brexit potrebbero esserci notevoli ritardi alla frontiera, spingendo le aziende, tra cui Airbus, Rolls-Royce e le operazioni di trasporto di Bombardier, ad avviare la costituzione di scorte.

https://www.theguardian.com/business/2018/dec/17/uk-aerospace-firms-apply-for-eu-regulation-ahead-of-no-deal-brexit

 

Lo specialista britannico di sistemi spaziali SCISYS ha annunciato che investirà 11,2 milioni di euro come parte di un contratto per poter rimanere agganciato al progetto Galileo.

L'investimento è per la continuazione e la valorizzazione di 4 Galileo Ground Mission Segments (GMS). Il GMS comprende centri di controllo e una rete di stazioni trasmittenti e riceventi, oltre a telemetria e controllo per la costellazione di satelliti.

Allo stato attuale, il Regno Unito dovrebbe uscire dall'Unione Europea il 29 marzo, il che significa che le aziende britanniche non potranno più fare offerte per progetti finanziati dall'UE come Galileo. Mentre alcune compagnie, come Airbus, sono in grado di spostare le operazioni verso altri paesi UE, altre non sono così fortunate.

SCISYS ha deciso di trasferire la sua casa madre a Dublino, dicendo che "l'operazione si è dimostrata determinante nell'assicurare questo contratto". L'azienda di 650 persone ha uffici nel Regno Unito e in Germania e, presumibilmente, il suo nome su una targa attaccata a una porta da qualche parte a Dublino.

Il contratto sarà operativo da ora fino a giugno 2020 e dovrà essere assunto dai dipendenti tedeschi dell'azienda. Ha lo scopo di migliorare la sicurezza e la resilienza nella prossima fase del programma Galileo. SCISYS assumerà anche una componente del Mission Key Management Facility.

https://www.theregister.co.uk/2018/12/17/galileo_scisys/

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Una domanda :

Bombardier è una società canadese ( la parte aeronautica è la vecchia De Havilland of Canada ) .

https://it.wikipedia.org/wiki/Bombardier

https://it.wikipedia.org/wiki/Bombardier_Aerospace

Non potrebbe fare tutto laggiù ?

Edited by engine

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Tutte le grandi multinazionali hanno più sedi produttive sparse per il mondo e Bombardier non fa eccezione.

Bombardier acquisì la Short Brothers nel 1989 perché vide la possibilità di inserirsi in un nuovo mercato. Quasi 30 dopo lo stabilimento è vivo e produce con successo le ali dell'Airbus A220, precedentemente conosciuto come Bombardier CSeries, in collaborazione con Airbus. Bombardier impiega circa 4000 persone nell'Irlanda del Nord, di cui circa 1000 impiegati sugli Airbus A220.

La possibilità di sfruttare lo stabilimento nord irlandese consente di ottenere finanziamenti dal governo britannico che non sarebbero erogati se i lavori fossero eseguiti in Canada e consente l'accesso al lucroso mercato dell'aviazione europea, senza dover pagare dazi. Teniamo inoltre in conto che non sempre è facile trovare numerosa manodopera altamente qualificata, anche in paesi come il Canada. Quindi  ben venga la diversificazione nel mondo.

https://uk.bombardier.com/en/about-us/bombardier-in-country/sites/site.aerospace-belfast.html

https://www.belfasttelegraph.co.uk/business/northern-ireland/bombardier-planning-major-expansion-at-belfast-factory-after-c-series-trade-battle-win-36701401.html

https://www.belfasttelegraph.co.uk/business/northern-ireland/belfast-set-to-benefit-as-airbus-welcomes-bombardier-c-series-to-family-with-new-name-37101415.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Airbus_A220


Oggi mancano 100 giorni alla Brexit.

Il governo britannico ha messo in allerta 3500 soldati dell'esercito nel caso in cui si verificasse una hard Brexit "by accident", pronti per ogni evenienza.

https://www.repubblica.it/esteri/2018/12/18/news/navi_per_scorte_di_cibo_e_medicine_e_3500_soldati_in_allerta_cosi_londra_si_prepara_alla_brexit_dura-214584236/

https://www.theguardian.com/politics/2018/dec/18/brexit-cabinet-meets-to-discuss-ramping-up-plans-for-no-deal

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L'UE ha deliberato delle misure d'urgenza nel caso si arrivi alla hard Brexit per ridurne gli effetti negativi.

Sono limitate a settori specifici al fine di proteggere gli interessi vitali dell'UE e saranno limitate nella natura e nel tempo e saranno adottate unilateralmente dall'UE, nella speranza che la Gran Bretagna faccia altrettanto.

La Commissione ha adottato delle misure per mantenere una connessione aerea basica tra l'UE e la Gran Bretagna, senza avere i vantaggi del mercato unico dell'aviazione europeo per 12 mesi in maniera unilaterale.

E' stato anche proposto che i certificati di trasporto aereo siano temporaneamente prorogati di 9 mesi.

L'UE ha invitato gli stati membri a considerare i cittadini britannici residenti in territorio UE come cittadini regolari.

http://www.air-cosmos.com/brexit-la-commission-europeenne-prend-des-mesures-d-urgence-118525


Nel frattempo fervono i preparativi nell'UE nel caso di hard Brexit.

Per i beni e i servizi non legati all'aviazione, il sistema finanziario dell'UE potrà ancora avere transazioni con quello britannico e il sistema logistico britannico potrà trasportare i prodotti nell'UE.

I paesi dove fervono maggiormente i preparativi sono ovviamente Francia, Belgio, Olanda e Irlanda.

Le preoccupazioni di Dublino vanno dall'impatto economico di un crollo delle esportazioni e del valore della sterlina a ritardi di trasporto su strada, carenza di competenze, contrabbando e forniture di medicinali.

Francia, Olanda e Belgio stanno potenziando i servizi di frontiera ai porti costruendo nuove infrastrutture e assumendo personale

https://www.theguardian.com/politics/2018/dec/22/eu-nations-planning-no-deal-brexit-customs-trade

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Avete assaporato i pop corn?

Poco fa si è tenuta presso la House of Commons la storica votazione sull'accordo sottoscritto tra il governo britannico e l'UE sulla Brexit. Il governo britannico è stato sconfitto (o umiliato come hanno scritto diverse testate giornalistiche britanniche online...) con uno schiacciante 202 voti a favore e 432 voti contro. Il leader dell'opposizione Corbyn ha chiesto un voto di sfiducia per domani.

Tanto per chiarire meglio l'entità della sconfitta, solo nel 1924 il governo fu sconfitto con numeri simili in parlamento.

Insomma in Gran Bretagna regna il caos. E aspettiamo il voto di sfiducia di domani, perché nel frattempo si avvicina il rischio di una "no del Brexit by accident", a 73 giorni dal fatidico 29 marzo 2019.

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Non mi è però chiaro se è stata sconfitta la brexit o è stato sconfitto " l'accordo con la UE " .

In quest'ultimo caso gl' inglesi potrebbero comunque uscire dall'Europa motu proprio, sono pur sempre un paese sovrano, purchè siano a disposti a pagarne il prezzo .

Un evento come la brexit è comunque traumatico e nel breve - medio periodo le difficoltà e i contraccolpi sarebbero notevoli, accordo o no .

La brexit è una scommessa che può essere vincente solo nel lungo periodo .

16 minuti fa, zander ha scritto:

Avete assaporato i pop corn?

No , stasera piada e prosciutto .

16 minuti fa, zander ha scritto:

Insomma in Gran Bretagna regna il caos. E aspettiamo il voto di sfiducia di domani, perché nel frattempo si avvicina il rischio di una "no del Brexit by accident", a 73 giorni dal fatidico 29 marzo 2019.

Ma insomma : alle elezioni europee ci saranno anche i britannici o no ? 

Edited by engine

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24 minuti fa, engine ha scritto:

Non mi è però chiaro se è stata sconfitta la brexit o è stato sconfitto " l'accordo con la UE " .

Si è trattato del voto sull'accordo raggiunto tra UE e governo inglese.

 

24 minuti fa, engine ha scritto:

Ma insomma : alle elezioni europee ci saranno anche i britannici o no ? 

Molto probabilmente no, non penso che qualcuno sarebbe disposto a concedere una proroga dei negoziati fin oltre le elezioni europee o a ridosso di esse. Tutto questo nell'ipotesi che la Brexit infine si concretizzi (cosa su cui nutro ben più di un dubbio),

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La Brexit va avanti e la data rimane il 29 marzo. Il parlamento ha votato contro l'accordo su cui il governo e l'UE hanno lavorato per quasi 2 anni.

Il parlamento ha detto che l'accordo non va bene, per varie ragioni: alcuni deputati dicono che con questo accordo la Gran Bretagna rimarrebbe troppo vincolata all'UE, alcuni hanno votato contro perché vogliono rimanere nell'Ue, alcuni hanno votato contro perché non vogliono alcun accordo con l'UE, alcuni affermano che l'accordo mina l'unione del regno e così via.

La Gran Bretagna oggi è in grave impasse e non può uscire dall'UE come vorrebbe il governo perché è un paese fortemente diviso, in quanto non esiste una visione politica maggioritaria che riunisca la popolazione ed il parlamento.

Stando così le cose, alle elezioni di maggio i britannici non parteciperanno alle elezioni, ma la confusione è massima e la situazione è assolutamente fluida e mutevole. Non è improbabile avere in pochi giorni un nuovo primo ministro o addirittura elezioni generali.


Fuori dal parlamento una gran folla bi-partisan di Brexiteers e Remainers ha festeggiato, in un'inedita alleanza, la sconfitta di un accordo che piace veramente a pochi.

https://www.dailymail.co.uk/news/article-6593851/Former-UKIP-leader-Nigel-Farage-poses-Leave-supporters-outside-Westminster.html

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OT.

Il governo inglese è bloccato nella ricerca di una soluzione che oltrepassi l'empasse parlamentare sull'accordo con l'UE. Nel frattempo si risvegliano gli incubi sopiti della storia britannica recente. Nella città nord irlandese di Londonderry 4 uomini vicini agli ambienti della "nuova" IRA sono stati arrestati per avere fatto esplodere un'autobomba nel centro cittadino. Molti danni ma nessun ferito. Siamo all'inizio di una nuova escalation? Resisteranno gli accordi del Venerdì Santo firmati vent'anni fa?

https://www.theguardian.com/uk-news/2019/jan/20/northern-ireland-police-condemn-reckless-derry-bomb-attack

https://www.repubblica.it/esteri/2019/01/20/news/irlanda_del_nord_esplosione_autobomba_a_londonderry_due_arresti-217025440/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P17-S1.4-T1

 

Un articolo del Corriere della Sera che ricorda cosa accadrebbe nei rapporti commerciali in caso di No Deal.
https://www.corriere.it/esteri/19_gennaio_20/come-far-volare-aerei-roma-studia-no-deal-19a1e4bc-1cfb-11e9-abf6-3879de3c5581.shtml

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Tom Enders ha tuonato nuovamente contro la Brexit senza accordo e contro l'incertezza del comportamento britannico. A 64 giorni dalla Brexit, ancora non si sa se il parlamento britannico voterà l'accordo sottoscritto dal governo con l'UE, creando enormi problemi e dubbi nel settore manifatturiero e non solo. In caso di Hard Brexit, Enders ha affermato che, per quanto non potrebbe spostare gli stabilimenti da un giorno all'altro dalla Gran Bretagna al continente, però convoglierebbe tutti i futuri investimenti su stabilimenti installati sul suolo dell'UE.

https://www.bbc.co.uk/news/business-46984229

https://www.itv.com/news/2019-01-24/airbus-chief-warns-aerospace-giant-could-quit-uk-amid-brexit-disgrace/

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OT.

Il governo di Theresa May sta preparando i piani per un'eventuale Hard Brexit. Tra le varie iniziative, in caso di violente sollevazioni popolari, sono previste l'istituzione della legge marziale, l'utilizzo del coprifuoco, il divieto di viaggiare e possibili confische.

https://www.thetimes.co.uk/edition/news/uk-ready-to-declare-martial-law-to-avert-no-deal-brexit-chaos-bfqgzzlrw

https://www.repubblica.it/esteri/2019/01/27/news/in_caso_di_disordini_per_la_brexit_il_regno_unito_non_esclude_il_ricorso_alla_legge_marziale-217623401/

Edited by zander

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Le vere sollevazioni popolari potrebbero avvenire in Scozia , in cui ci sono dei mai sopiti sentimenti indipendentisti e in Irlanda del nord , zona rognosa da sempre.

Quanto all'Inghilterra vera e propria , a sollevarsi non sarà certo la working class ( quelli del tipo fish & chips con birra calda )  , che ha votato brexit massicciamente, ma piuttosto yuppies e  signorini con villetta in Toscana .

 

 

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Mmmm.... la working class quando non avrà più niente da mettere sotto i denti si farà sentire... I signori che stanno un po' più ad alto livello lo hanno capito e stanno prendendo i provvedimenti.

 

60 giorni alla Brexit.

Oggi Tesco, la più grande catena di distribuzione commerciale della Gran Bretagna, ha annunciato tagli fino a 9000 persone al suo personale. La decisione è dovuta al calo di profitti da imputare a diverse cause, non ultima l'incertezza sulla Brexit che ha indebolito la sterlina sulle altre monete e che ha ridotto il potere di acquisto dei sudditi di sua maestà. Tesco, che è il più grande datore di lavoro dopo il sistema sanitario, è solo l'ultima di una serie di catene di distribuzione che nell'ultimo anno hanno annunciato forti ridimensionamenti.

https://www.bbc.co.uk/news/business-47023001


L'associazione che riunisce le grandi catene di distribuzione, il British Retail Consortium, ha annunciato che in caso di No Deal sarà altamente improbabile che i membri riusciranno a soddisfare le richieste di rifornire i negozi. E' altamente probabile che gli scaffali dei negozi rimarranno vuoti e che i prezzi schizzeranno all'insù, nonostante l'inflazione abbia già morso negli ultimi 2 anni.

https://www.bbc.co.uk/news/business-47028748


Il governo irlandese ha affermato che in caso di No Deal, nel caso in cui le cose dovessero andare veramente male, potrebbe essere necessario dislocare l'esercito al confine con l'Irlanda del Nord.

https://news.sky.com/story/varadkar-soldiers-could-be-needed-on-irish-border-under-no-deal-brexit-11617377


Dobbiamo continuare oltre? I Britannici hanno fatto una cavolata enorme (cavolata con 2 Z 🙄), e ora non sanno come uscirne. Lo scoglio più grosso è il loro enorme orgoglio: sarebbero capaci di andare verso un No Deal per il solo orgoglio di dire "siamo britannici e decidiamo noi". Il problema è che se tornassero sui loro passi, farebbero una figura di palta che sarebbe ricordata nei secoli futuri oltre al fatto che un'intera generazione di politici sarebbe completamente bruciata. Una prima vittima già è stata fatta: Miss May ha annunciato che non si ricandiderà più, in cambio di ottenere un minimo supporto dal suo partito per portare avanti l'accordo in parlamento.

 

Se No Deal sarà, in un'epoca in cui tutti costruiscono muri e rimandano indietro gli immigrati e a seguito del referendum sulla Brexit votato principalmente per rimandare a casa gli immigrati europei, non mi stupirebbe vedere il governo irlandese che costruisce un muro di confine per impedire che i nord irlandesi scappino dalla fame e i francesi che danno la caccia ai britannici che cercano di arrivare sulle coste francesi con imbarcazioni di fortuna nel canale della Manica. Ma questo è solo per scherzare un po' su una situazione purtroppo molto seria.

 

Domani si terrà la nuova votazione in Parlamento sull'accordo con l'UE, dopo la batosta di pochi giorni fa. Al solito, preparate il popcorn e godetevi lo spettacolo.

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Pochi giorni fa Theresa May ha subito un'altra sconfitta in parlamento sulla sua linea di condotta della Brexit. Ormai la sua idea sembra quella di arrivare a ridosso del 29 marzo e costringere il parlamento a votare la sua mozione: o l'accordo sottoscritto a novembre con l'UE oppure il No Deal. Le ultime voci sostengono che in caso di No Deal 12 ministri darebbero le dimissioni.

Nel frattempo, 50 compagnie chimiche hanno trasferito dalla Gran Bretagna in UE gli uffici per le regolamentazioni normative, per farli ricadere sotto l'egida dell'UE.

https://www.theguardian.com/business/2019/feb/17/chemicals-firms-move-regulation-to-eu-in-case-of-no-deal-brexit

I fiorai temono ripercussioni sulle loro attività perché i fiori a buon mercato arrivano dall'Olanda. La Gran Bretagna coltiva fiori, ma a prezzi ben diversi di quelli olandesi.

https://www.theguardian.com/uk-news/2019/feb/16/brexit-florists-cambridge-prices-border-delays

La compagnia aerea Flybmi ha chiuso i battenti per varie cause, tra cui anche l'incertezza sulla Brexit.

https://www.theguardian.com/business/2019/feb/16/flybmi-collapses-blaming-brexit-uncertainty

Airbus ha annunciato la chiusura del programma A380. Le ali sono costruite a Broughton nel Galles del Nord. Al momento Airbus ha annunciato che il personale sarà ricollocato su altri progetti, poi si vedrà, in attesa del 29 marzo.

https://www.theguardian.com/business/2019/feb/14/a380-airbus-to-end-production-of-superjumbo

L'agenzia europea del farmaco ha chiuso definitivamente la sua sede a Londra il 25 gennaio per trasferirsi ad Amsterdam.

https://www.theguardian.com/politics/2019/jan/26/european-medicines-agency-closes-london-office-with-loss-of-900-jobs-brexit

Porsche sta avvisando che i clienti che riceveranno le vetture dopo il 29 marzo potrebbero essere sovraccaricati di un 10% sul prezzo finale a causa della Brexit, nello scenario di un No Deal. Altre aziende automobilistiche per il momento preferiscono non parlare.

https://www.bbc.co.uk/news/business-47270616

Ford ha nuovamente ribadito che lo scenario del No Deal sarebbe catastrofico per il settore automobilistico. Ford impiega in Gran Bretagna 13000 persone presso gli stabilimenti di Bridgend, Dagenham, Halewood e Dunton. I caso di No Deal Ford porterebbe parte della produzione all'estero. Infine Nissan ha annunciato che non costruirà più il modello X-Trail nello stabilimento di Sunderland a causa in parte anche delle incertezze dovute alla Brexit.

https://www.bbc.co.uk/news/business-47270616

https://www.bbc.co.uk/news/business-47225787

Dirigenti del servizio sanitario nazionale affermano che in caso di No Deal le scorte di medicinali e materiale sanitario terminerebbero in fretta e quindi sarebbe necessario posticipare interventi chirurgici e trattamenti sanitari vari.

https://www.bbc.co.uk/news/health-47051031

Ad oggi, 40 giorni alla Brexit, e tanta, tanta nebbia.

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Chiarire , please

" no deal " significa che restano in Europa o significa " hard - brexit " ? 

Se è vero il primo caso , come mai tutta questa apocalisse ? 

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Per no deal si intende l'uscita della GB dall'UE senza alcun tipo di accordo, scenario a dir poco apocalittico, specialmente per gli inglesi.

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5 ore fa, tizi34 ha scritto:

Per no deal si intende l'uscita della GB dall'UE senza alcun tipo di accordo, scenario a dir poco apocalittico, specialmente per gli inglesi.

Esatto, ed è lo scenario più temuto da ambo le parti.

 

Oggi Honda ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Swindon per il 2022, lasciando a casa 3500 persone. La motivazione sarebbe il cambiato target del mercato e le incertezze sulla Brexit. Swindon è stato uno dei primi stabilimenti inglese ad essere acquistati da Honda negli anni '80. Qui Honda ha prodotto l'anno scorso 160000 Civic, esportando il 90% della produzione sul continente.

https://www.theguardian.com/business/2019/feb/18/carmaker-honda-plans-to-close-swindon-factory-reports

https://www.theguardian.com/business/2019/feb/18/workers-blame-brexit-for-demise-of-hondas-swindon-plant

https://www.bbc.co.uk/news/business-47282603

7 parlamentari laburisti hanno lasciato il partito denunciando che il leader Corbyn non ha condannato alcune posizioni antisemitiche di membri del partito ed in contrapposizione alla linea adottata dal partito nella Brexit. Potrebbero seguire le loro orme altri parlamentari, stanchi e preoccupati dello stallo sulla negoziazione a meno di 40 giorni dal 29 marzo. Questo importante evento della vita parlamentare serve a dimostrare una volta di più che la questione Brexit sta dilaniando tutti i partiti dell'arco parlamentare, e non solo il partito conservatore.

https://www.corriere.it/esteri/19_febbraio_18/03-esteri-t1corriere-web-sezioni-de6d1366-33c1-11e9-8ba2-1cae66b0283a.shtml

Se i partiti si spaccano,  si spaccano anche le famiglie. La giornalista Rachel Johnson si è spogliata in diretta televisiva su Sky per testimoniare contro la Brexit. Ma la Johnson non è nient'altro che la sorella del più famoso Boris Johnson, già sindaco di Londra e poi leader della campagna pro Brexit e sorella di Jo Johnson, deputato conservatore che fino pochi giorni fa era ministro per i trasporti, fervente EU remainer e poi dimissionario.

https://tg24.sky.it/mondo/2019/02/15/brexit-news-rachel-johnson-nuda-protesta-video.html

Il segretario per il commercio estero Liam Fox ha finora sottoscritto 7 accordi di commercio internazionale con paesi esteri per un totale di 18.6 miliardi di sterline, contro i 69 accordi già in essere dell'UE che valgono 117 miliardi di sterline e sarà altamente improbabile che il governo britannico riuscirà a sottoscriverne altri prima del 29 marzo. Tra i 7 paesi abbiamo le Isole Faroe, il Cile, le Seychelles, la Svizzera (che da solo vale 14 miliardi di sterline), Israele e la Palestina.

I partner commerciali più importanti, Canada, Giappone, Corea del Sud e Turchia sono ancora in piena trattativa e ben al di là di essere pronti a firmare.

In pratica allo stato attuale quando la Gran Bretagna lascerà l'UE il 29 marzo passerà da una condizione in cui ha 69 paesi con cui commercia con accordi più o meno favorevoli (+ i 27 dell'UE...) a soli 7.

Inoltre l'UE sta approvando un accordo di libero scambio con Singapore che eliminerà quasi tutte le tariffe e aprirà i mercati dei servizi, tra cui il retail banking, le telecomunicazioni, le imprese e l'IT. Se il Regno Unito lascerà l'UE senza un accordo, perderà immediatamente i benefici dell'accordo di Singapore. Ma se l'accordo sulla Brexit sarà approvato dal parlamento, continuerà a commerciare con Singapore secondo i termini dell'accordo europeo durante il periodo di transizione. Una situazione ben strana per un paese che ha votato la Brexit accusando l'UE di avere impostato un modello economico fallimentare e che indicava il modello economico di Singapore come l'ideale da perseguire, e vederselo sfuggire in dirittura d'arrivo.

https://www.theguardian.com/business/2019/feb/13/brexit-uk-trade-deals-eu

https://www.theguardian.com/business/2019/feb/16/leavers-discovering-difficult-truth-trade-deals-brexit

https://www.bbc.co.uk/news/uk-47213842

https://www.bbc.co.uk/news/business-47168866

Desta parecchi pensieri la trattativa che la Gran Bretagna sta conducendo con il Giappone, che al momento si è impantanata. Mentre l'UE può godere dei benefici dell'accordo di libero scambio Giappone-UE, la Gran Bretagna ne beneficerà fino a fine marzo e poi chissà. I giapponese sono abili negoziatori e hanno fatto notare che i britannici mancano di questi skills, avendo delegato per oltre 40 anni la negoziazione internazionale all'UE.

Mark Rutte, il primo ministro olandese, ha evidenziato ciò che lui e gli altri amici europei della Gran Bretagna considerano una verità sgradevole. La Gran Bretagna è "un paese in declino" che è "troppo piccolo per apparire sul palcoscenico mondiale da solo", ha detto la scorsa settimana.

https://www.theguardian.com/world/2019/feb/18/fox-and-hunts-japanese-fumble-is-a-sign-of-uks-weakness

https://www.theguardian.com/world/2019/feb/18/japan-almost-cancelled-brexit-talks-high-handed-letter-liam-fox-jeremy-hunt

Nel frattempo molte aziende britanniche stanno dislocando sul continente. Circa 250 aziende si stanno trasferendo dalla Gran Bretagna in Olanda. Paesi come Irlanda, Francia, Germania, Belgio e Lussemburgo stanno cercando di attrarre aziende britanniche sul loro territorio. Molte aziende britanniche hanno sviluppato notevole tecnologia in diversi campi, IT in primis: gli head hunter di tutta Europa sono scatenati per attrarre le menti migliori in vari paesi cercando di convincere queste persone a cambiare paese. Molte aziende britanniche stanno vedendo depauperare i loro uffici delle migliori risorse che giorno dopo giorno lasciano il posto per migrare in EU. La Gran Bretagna sta disperdendo un patrimonio immenso umano, di tecnologia e di gestione aziendale che ha costruito negli ultimi decenni a favore dei paesi dell'UE che ne stanno beneficiano a costo quasi nullo. D'altra parte la Brexit non è stata indetta anche per mandare a casa gli immigrati?

https://www.theguardian.com/politics/2019/feb/09/brexit-uk-companies-discuss-moving-to-netherlands

Arrivano proteste anche dalla Formula 1. 7 dei 10 team di F1 sono insediati in Gran Bretagna ed impiegano personale di varie nazioni e fanno affidamento su materiali ed equipaggiamenti provenienti da diversi paesi dell'UE. Ogni rallentamento al confine e nuove tasse rovineranno l'industria della F1 in Gran Bretagna.

https://www.theguardian.com/sport/2019/feb/18/toto-wolff-no-deal-brexit-nightmare-f1-teams-uk

Le industrie britanniche dell'aerospazio sono preoccupate, perché la Brexit imporrà costi aggiuntivi non facili da sopportare. L'impatto su alcuni beni varrà fino al 38% del valore del prezzo di vendita. Airbus ha avvisato che uno scenario No Deal significherà un extra costo di 875 milioni di sterline a settimana, costo assolutamente insostenibile. Il settore difesa e aerospazio impiega in UK 260000 persone, business che però sarà minacciato in caso di No Deal.

https://www.theguardian.com/politics/2019/feb/18/what-are-brexit-contingency-plans-for-aerospace-and-defence

 

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Nei giorni scorsi 2 altri parlamentari laburisti hanno lasciato il partito e 3 deputate del partito conservatore hanno fatto altrettanto. In più 3 ministri di governo hanno dichiarato che daranno le dimissioni se si andrà verso un'uscita dall'UE senza accordo. Vari deputati degli schieramenti e ministri hanno dichiarato di essere pronti a fare altrettanto.

Corbyn, leader del maggior partito di opposizione, quindi ha deciso di sposare eventualmente l'ipotesi di un secondo referendum.

Miss May a sua volta ha allestito un nuovo piano:

12, 13 e 14 marzo votazione in parlamento sull'accordo di novembre: se sarà votato sarà Brexit, altrimenti la sua strategia sarà di ritardare la Brexit a fine giugno.

Diversi politici ed osservatori però sono convinti che il parlamento arriverà alla data del voto disunito e frammentato come lo è stato fino adesso.

Va notato che Michel Barnier ha però detto che la Gran Bretagna può ritardare la Brexit solo fino a fine maggio: oltre questa scadenza la Gran Bretagna dovrà partecipare alle elezioni europee di maggio! Possibile che Miss May abbia fatto questo clamoroso errore di valutazione? Oppure la sua reale intenzione è quella di ritardare la Brexit per potere rientrare in UE dalla porta di servizio? Se non fosse così, allora perchè Nigel Farage, il fautore del referndum sulla Brexit, avrebbe creato un nuovo partito ad inizio febbraio?


Will Marshall, il fondatore della compagnia britannica Planet che gestisce la più grande rete di satellite per osservazione del pianeta, con 150 satelliti in orbita, ha criticato pesantemente la Brexit e le sue conseguenze. L'industria spaziale britannica, dice, rischia di "perdersi nello spazio".

Planet è un'azienda basata in California, con una sede europea in Germania. Fondata con Robbie Schingler e Chris Boshuizen nel 2010, Planet ha cambiato l'osservazione della Terra, basandola su satelliti low-cost e di piccole dimensioni.

La critica è rivolta principalmente al divorzio dal progetto Galileo, che ha costretto il governo britannico a creare un progetto autonomo ex novo in fretta e furia. Il rischio, dice lo scienziato imprenditore, è che la Gran Bretagna gestisca un progetto tecnicamente inferiore ma che assorbirà la maggior parte del budget allocato dal governo per le attività spaziali.

ESA e UE sono 2 enti diversi, dove l'UE contribuisce al primo. Ma negli ultimi anni l'influenza dell'UE nell'ESA è aumentata notevolmente: l'UE non solo finanzia Galileo, ma anche il sistema di osservazione della Terra Copernicus/Sentinel. Inoltre l'ESA e l'UE si stanno allineando sempre di più, con Bruxelles che è diventata la contribuente più importante, con €1.25 miliardi su un budget totale di 5.72 miliardi. L'UE usa l'ESA come suo agente tecnico e di procurement.

Molti opinionisti credono che la crescente influenza dell'UE nell'ESA condurrà a tensioni, che termineranno solo quando la Gran Bretagna lascerà l'ESA.

In tutto ciò, pare che la politica spaziale britannica sia solo un problema minore tra i tanti che il governo sta affrontando nel suo percorso verso la Brexit: ovvero non esiste una chiara strategia futura da adottare per il futuro.

Tuttavia un portavoce dell'Agenzia Spaziale Britannica ha contestato la visione di Marshall, affermando che la maggior parte delle industrie britanniche vede in termini positivi la sfida della Brexit e che le previsioni delle industrie sono di elevati guadagni economici.

https://www.bbc.co.uk/news/science-environment-47440551

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Questa sera il governo inglese ha subito in parlamento un'ultra batosta sull'accordo da firmare con l'UE.

242 voti a favore e 391 voti contrari hanno demolito la proposta del governo di votare a favore dell'accordo con l'UE definito a novembre 2018.

La prima votazione si tenne a gennaio, con un'umiliante sconfitta, la peggiore della Gran Bretagna moderna.

Il voto di oggi era abbastanza scontato, ma non era certa l'entità della sconfitta, che è stata pesante.

Domani il parlamento voterà se lasciare l'UE con un accordo o senza accordo.

Quindi se il parlamento voterà per l'accordo, il giorno successivo voterà se chiedere all'UE un'estensione dell'articolo 50 per un periodo di tempo limitato, fino a fine maggio o fine giugno.

Il punto cruciale sta nel fatto che a maggio i cittadini dell'UE voteranno per il rinnovo del parlamento europeo. Se il parlamento britannico voterà per un'estensione dell'articolo 50 a fine giugno, i britannici dovranno partecipare al rinnovo del parlamento europeo! Vedremo nei prossimi giorni la decisione.

https://www.corriere.it/esteri/19_marzo_12/brexit-gran-bretagna-respinge-nuova-proposta-may-de5f4596-44f2-11e9-b3b0-2162e8762643.shtml?refresh_ce-cp
 

Passando all'industria, la BMW ha dichiarato che in caso di no deal, sposterà la produzione della Mini dalla Gran Bretagna (Cowley vicino ad Oxford - 4500 lavoratori e 234501 auto prodotte lo scorso anno) ad uno stabilimento nell'UE.

https://www.theguardian.com/business/2019/mar/05/bmw-mini-cowley-no-deal-brexit-toyota

https://www.bbc.co.uk/news/business-47457219

A 17 giorni dalla Brexit (29 marzo 2019), lo scenario No Deal spaventa l'industria e non solo.

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Da notare che la votazione è stata persa per soli 4 voti. Quasi mezzo parlamento avrebbe voluto tenere l'opzione dell'uscita senza accordo sul tavolo delle trattative con l'UE per essere più forte nei colloqui finali mentre invece l'altra metà del parlamento ha sentenziato che il rischio era troppo grosso. Il parlamento ha quindi spuntato questa arma di contrattazione: se la Gran Bretagna lascerà l'UE, dovrà farlo con un accordo. Come? Vedremo...

Domani votazione in parlamento per decidere se rimandare l'articolo 50 oppure se mantenere la data originale del 29 marzo. Ricordiamo che se il rinvio eccedesse la fine di maggio, la Gran Bretagna dovrebbe partecipare alle elezioni del parlamento europeo. Nigel Farage, il leader del referendum sulla Brexit del 2016, che evidentemente aveva intuito il rischio di veder sfuggire la Brexit, a febbraio ha fondato un nuovo partito per partecipare alle eventuali elezioni europee e alle eventuali elezioni generali, casomai la May le avesse indette.

Nel frattempo Miss May continua a minacciare che se non verrà sostenuta, la Gran Bretagna perderà defintivamente la Brexit.

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Il parlamento britannico ha votato la mozione del governo per chiedere all'UE di ritardare l'uscita dall'Unione dal 29 marzo a fine giugno, al fine di fare votare ancora una volta l'accordo sottoscritto tra Gran Bretagna ed UE a novembre e già bocciato sonoramente per ben 2 volte. Ma l'UE deve valutare le motivazioni della richiesta, perché non ha senso ritardare l'uscita per ritrovarsi a fine giugno nella stessa situazione, e perché i 27 paesi devono essere unanimi. A Bruxelles sono esasperati dai tentennamenti e dalle incertezze britanniche. Quotidianamente Commissione, Consiglio e Parlamento discutono di trattati commerciali con tutto il mondo, ma nessuno sa dire se i prossimi accordi riguarderanno 27 o 28 paesi. Business is business...

Un'altra votazione odierna del parlamento ha poi bocciato, almeno per ora, un secondo referendum.

Negli stessi minuti in cui i deputati britannici votavano, il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit Michel Barnier affermava che di fronte a questa situazione di incertezza, l'UE si deve eventualmente preparare ad una Brexit senza accordo, la tanto temuta "Brexit by accident", perché la scadenza del 29 marzo è ormai imminente.

Vediamo se nei prossimi giorni si sbloccherà la più grave crisi politica della storia della Gran Bretagna moderna.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/14/brexit-il-parlamento-uk-da-lok-al-rinvio-delluscita-di-londra-da-ue-al-30-giugno-bocciata-possibilita-di-un-2-referendum/5038057/


Un piccolo OT, ma sempre in ambito britannico.

Per la prima volta un tribunale britannico ha incriminato un soldato dell'esercito britannico per la strage conosciuta come il Bloody Sunday avvenuta a Londonderry (Irlanda del Nord) il 30 gennaio 1972. Durante una manifestazione per i diritti civili, soldati dell'esercito britannico spararono sulla folla uccidendo 14 persone, tra cui alcuni adolescenti, e ferendone altre 14. Da questo episodio, l'escalation di violenza non fece che crescere negli anni successivi, per volgere al termine solo quando i governi britannico e irlandese e varie associazioni/partiti politici firmarono l'accordo del Venerdì Santo il 10 aprile 1998 sotto l'egida dell'UE che sancì la fine della violenza. Sarà un caso che proprio nei giorni in cui la Gran Bretagna sta lasciando l'UE con il rischio di riaprire questo conflitto, un tribunale riapra questa pagina di violenza della storia britannica?

https://www.bbc.co.uk/news/uk-northern-ireland-47540271

Il Bloody Sunday ha ispirato numerosi artisti. Una delle più toccanti canzoni scritte per ricordare questo episodio è stata scritta dagli U2, "Sunday Bloody Sunday":

https://www.youtube.com/watch?v=EM4vblG6BVQ

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In tutta questa situazione , trovo insolito che gli scozzesi non si facciano sentire più di tanto , soprattutto a livello internazionale.

O forse la stampa nostrana non ci dà peso.

O forse la stampa europea non ci dà peso perchè il  brexit  potrebbe , in fin dei conti,   potrebbe " piacere " a Francia e Germania.

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Gli scozzesi si stanno facendo sentire a livello nazionale e presso gli ambienti del'UE. Nicola Sturgeon, prima ministra scozzese (Partito Nazionale Scozzese - SNP), critica veementemente la decisione britannica di lasciare l'UE ogni volta che può. Tuttavia Miss May continua a ricordarle che la politica internazionale spetta solo al parlamento di Londra e che nel 2014 gli scozzesi votarono un referendum che rigettava l'indipendenza scozzese dalla Gran Bretagna. In diverse occasioni Miss Sturgeon però le ha rinfacciato come l'UE abbia caldamente sostenuto le richieste di uno stato relativamente piccolo come l'Irlanda in un contenzioso molto complesso, mentre invece il governo di Londra abbia sempre trascurato quelle della Scozia.


Francia e Germania in realtà sono molte arrabbiate con Londra in quanto sono partner commerciali molto importanti. Il più importante mercato europeo dell'industria automobilistica tedesca è la Gran Bretagna e  le industrie tedesche in caso di no deal temono di vedere sfumare un importante mercato. Airbus ha stabilimenti molto importanti sia in Germania che in Francia e che risentiranno dell'uscita della Gran Bretagna dall'UE. Il principale export olandese di agricoltura si riversa in Gran Bretagna. Un'ampia parte della produzione di Prosecco italiano va in Gran Bretagna, ecc.. E in ultimo, ma non per importanza, gli stati dell'UE temono che la Brexit possa essere la prima cricca che possa spaccare l'unione. Nell'UE tutti temono la Brexit.

 

Il 4 marzo, ultimi giorni prima del 29 marzo, la tensione dei doganieri dei porti di Dunkerque e Calais ha fatto scatenare uno "sciopero di zelo", ovvero l'applicazione alla lettera dei regolamenti al fine di sensibilizzare i governi inglese e francese su quello che accadrà il 30 marzo in assenza di accordi: km di code sulle autostrade in attesa dell'imbarco.

https://www.lemonde.fr/international/article/2019/03/04/brexit-la-greve-du-zele-des-douaniers-a-calais-et-dunkerque-genere-des-kilometres-de-bouchons_5431264_3210.html

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Bell'articolo di commento alla Brexit.

https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2019/03/17/rinvio-brexit-ultime-notizie/230164/

 

Pienamente condivisibili le opinioni dell’ex premier laburista australiano Kevin Rudd:

Quote

«Mentre il parlamento britannico si avvicina alla fase finale della Brexit, devo ribadire il mio stupore di fronte al ripetutissimo uso che i brexiteer hanno fatto di Australia, Canada, Nuova Zelanda e India quali possibili sostituti della Ue come partner commerciali». Non ci sono affatto i numeri, ricorda Rudd. Australia, Nuova Zelanda e Canada hanno una popolazione congiunta che è poco più di un decimo di quella Ue. L’India ha la popolazione, ma è il Paese più protezionista del mondo e non cederà mai quote del suo mercato interno se non a caro prezzo. «Quindi, come ex presidente del gruppo ministeriale del Commonwealth, è mio malinconico dovere ricordare che l’idea di un Commonwealth in grado di sostituire gli attuali accordi con Bruxelles è un’illusione».

Rudd ricorda poi che abbandonare la Ue e indebolire il blocco europeo è una follia politica mentre l’Occidente è indebolito dal neo isolazionismo di Donald Trump. E in effetti, si può aggiungere, Trump sperava ben altro da una Brexit che lo ha deluso, ha fatto sapere due giorni fa, e che rischia di mancare l’obiettivo, al presidente Usa così caro, di affondare o almeno silurare con gravi danni la Ue. «Il mio augurio», conclude Rudd, «è che nelle due settimane che restano tutti, conservatori e laburisti, possano invertire il processo. Nel suo interesse, e nell’interesse più ampio della comunità delle nazioni occidentali, la Gran Bretagna deve rimanere nella Ue». Possibile, più che possibile, ma non semplice dopo così tante bollocks.

 

I doganieri hanno scioperato di nuovo. Oggi l'Eurotunnel sta vivendo ritardi e alcuni soppressioni di treni. Eurotunnel invita i passeggeri a non viaggiare.

I doganieri stanno applicando con zelo le leggi e i regolamenti di frontiera per sensibilizzare i governi su cosa accadrà il 30 marzo se non sarà firmato un accordo tra UE e Gran Bretagna.

https://www.bbc.co.uk/news/business-47602573

Edited by zander

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