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Marina Militare Italiana - Discussione Ufficiale


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Ma davvero...? quindi dovremmo prendere bombe atomiche e spendere il 30% del PIL nella difesa...? Dovremmo prepararci a conquistare il mondo quando agiamo solamente sotto mandati ONU? Mi dispiace dir

la Cavour gli aerei li ha, la Garibaldi è stata "declassata" ad LPH e ci mancava pure, 10 Fremm buttiamole ed i 2 Doria devono fare AAW e non mi risulta che gli altri DDG europei abbiano capacità land

Piccola nota: si denigra tanto il nostro AV-8B+, a parte il limite dovuto alle cellule oramai anziane, perchè non vediamo anche cosa è e cosa hanno gli altri? Facendo i conti della serva si scopre ch

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Idrodinamicamente parlando, dovrebbe saper coniugare la tenuta a mare di un carena dislocante con l'efficienza ad alte velocità di una planante. Mettere una seconda prua dovrebbe favorire il passaggio da una condizione all'altra con continuità.. potrebbe anche funzionare, sempre ammesso che disponga di una potenza tale da consentirgli una finta planata. Se così non fosse, alzerà la prora un pelo di più rispetto a navi simili e il tutto finisce li. Piuttosto, vista la geometria, mi chiedo con quanta brutalità entrerebbe al traverso di imbarcazioni più piccole, magari in caso di nebbia (e purtroppo succede). Sembra un pugnale

Edited by Rommel
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Tre versioni: light, light plus e full.  Elefantino Blu non c'è...

Salvaguardia dell'ambiente marino, ampi spazi per capacità ospedaliera e abitativa, trasporti umanitari, mezzi antiinquinamento, 173 posti letto,  

capacità di fornire acqua potabile  e corrente elettrica a terra... Dei corsi Yoga, no ? 

Però in versione full ha pure ... 16 missili Aster, in tre modelli diversi !  Certamente scaricando qualche modulo "vitale" dei precedenti.

Come nave da crociera è perfetta e poi ha qualcosa che la rende unica:  il rostro in stile trireme greca. 

Edited by Gian Vito
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Il 16/6/2019 in 14:42 , Rommel ha scritto:

Sono soltanto io ad averci messo un quarto d'ora buono a farmi piacere il tagliamare della PPA? ?

Un dritto di prua verticale pareva troppo banale.

Avranno chiesto la consulenza di qualche rinomato architetto.?

Edited by Robby
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Il 19/6/2019 in 07:00 , Robby ha scritto:

Un dritto di prua verticale pareva troppo banale.

Avranno chiesto la consulenza di qualche rinomato architetto.?

Tratto da Nautica, dall'articolo sui bulbi a lama:

"Lo scopo è aumentare il range di efficienza idrodinamica della carena, ovvero aumentare il campo in cui la carena lavora bene. Con i tradizionali bulbi, si tiene sempre in considerazione una velocità di crociera fissa e prestabilita. Ciò significa che funzionerà bene a velocità di progetto e di esercizio per il 90/95% del suo tempo di navigazione. Con variazioni di velocità risulterebbe addirittura penalizzante.

Il bulbo a lama, in definitiva, ha la particolarità di allungare la carena e diminuire il semiangolo di entrata al galleggiamento. tali soluzioni, insieme alla naturale funzione del bulbo classico di generare un'onda in controfase rispetto al tagliamare, diminuisce l'onda prodiera ma a tutte le velocità. Ciò significa minore energia dissipata e quindi minore resistenza all'avanzamento e minori consumi.

Il campo di velocità a cui appartiene il bulbo a lama è quello semi-dislocante, ovvero intorno alla velocità critica. La forma a lama poi limita il fenomeno di slamming, ovvero l'impatto violento contro le onde, dovuto alla sezione di prora. Tale soluzione si può comunque raggiungere con prue retroverse (vedi Zumwalt), wave piercing e axe bow. Il difetto sta nel fatto che si perdono volumi nel gavoni di prora.

Tale forma di bulbo è attualmente usata dei traghetti veloci Gotlandia II della Fincantieri già dal 2006, mentre nel 1992 il Destriero (sempre Fincantieri) conquistò il Nastro Azzurro per la più veloce traversata  dell'Atlantico alla velocità media di 50,3 nodi.

 

Edited by Rommel
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Il 20/6/2019 in 21:50 , Rommel ha scritto:

Tale soluzione si può comunque raggiungere con prue retroverse (vedi Zumwalt), wave piercing e axe bow. Il difetto sta nel fatto che si perdono volumi nel gavoni di prora.

 

Francamente non vedo in quel design grossi vantaggi nella volumetria, in un' area peraltro che è bene resti relativamente leggera.

Sicuramente terrà la coperta più asciutta rispetto alle altre soluzioni citate sopra, ma non vedo l' utilità di quel "pugnale".

Certamente hanno fatto le loro simulazioni e prove in vasca, e magari darà qualche vantaggio nel ridurre le accelerazioni verticali,

ma a meno che non comincino tutti a farle così nel prossimo futuro credo che ulteriori sviluppi nel design delle prue arriveranno prima che io ci faccia l' occhio. ?

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personalmente concordo in pieno. Certo che se si va a vedere il bulbo a lama per esempio dei gotlandia II, si vede che il disegno è più raffinato e integrato rispetto alle PPA.  è già tutta un'altra classe

 

9328015a.jpg

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  • 1 month later...
  • 3 months later...
  • 4 weeks later...
Il 5/12/2019 in 09:37 , TT-1 Pinto ha scritto:

Il 5° Gruppo Elicotteri festeggia i suoi 50 anni ...

... gazzettadellaspezia.it ... https://www.gazzettadellaspezia.it/cronaca/item/105525-marina-militare-il-5-gruppo-elicotteri-di-luni-celebra-50-anni-di-attivita ...

??

Ulteriore informazione ... con foto gallery ....

... cittadellaspezia.com ... http://www.cittadellaspezia.com/Sarzana-Val-di-Magra/Attualita/Porte-aperte-alla-base-di-Luni-per-i-50anni-del-Gruppo-Elicotteri-300853.aspx ...

??

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  • 2 months later...

Mediterraneo Orientale ...

Presa di posizione netta o ... ennesimo "ruggito del topo" ?

... it.insideover.com/guerra ... https://it.insideover.com/guerra/leuropa-avverte-ancora-erdogan-navi-francesi-e-italiane-a-cipro.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirect ...

?? + ?? vs ??

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  • 4 months later...
  • 1 month later...
  • 2 months later...

Una certa vivacità progettuale e cantieristica consente di sfruttare le competenze acquisite e di riutilizzare in ottica evolutiva quanto fatto su navi precedenti, in questo caso i PPA.

Avere sempre navi sugli scali ed evitare una Marina di prototipi consente di contenere anche i costi.

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L' Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare,  descrive, in audizione davanti alla Commissione Difesa della Camera, quello che potrebbe essere il futuro dell'Arma ...

... analisidifesa.it ... https://www.analisidifesa.it/2020/10/la-marina-militare-tra-prospettive-e-criticita/ ...

??

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  • 1 month later...
  • 3 weeks later...

https://www.limesonline.com/mediterraneo-adriatico-italia-albania-libia-turchia/121791

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Nel Mediterraneo è in corso una guerra ibrida. È ora che l’Italia reagisca

Carta di Laura Canali - 2020

Carta di Laura Canali – 2020.

11/01/2021

Ci ostiniamo a vivere in un sogno irenico, rifiutando di comprendere che nel mare nostrum è in atto una partita geopolitica senza esclusione di colpi che coinvolge tutti i principali attori regionali. Dopo la Libia, la Turchia ci sostituisce anche in Albania.

Una vignetta dei tempi andati rappresentava re Vittorio Emanuele III tirato per l’orecchio dall’ombra di suo nonno, che lo strappava alla contemplazione della collezione di monete e lo ammoniva ingiungendogli: “Piantala un po’ di fare il numismatico e guarda ciò che avvien nell’Adriatico!”.


Un’ammonizione che suona terribilmente attuale anche adesso: non più Vittorio Emanuele III ma l’Italia tutta farebbe bene a prenderlo molto sul serio. L’attenzione italiana non dovrebbe poi concentrarsi unicamente su quel mare interno, tanto dominato da vele italiane nel passato da meritarsi per secoli l’appellativo di Golfo di Venezia. Dovrebbe invece estendersi all’intero Mediterraneo, teatro in questo momento di scontri feroci fra nuovi e antichi protagonisti, tutti tesi a ritagliarsi zone d’influenza e di potenziale sfruttamento in un bacino al quale vari fattori stanno conferendo almeno parte dell’antica centralità.


È infatti innegabile come nel corso degli ultimi decenni la progressiva, tumultuosa crescita del commercio fra l’Asia e l’Europa abbia contribuito a rendere all’area mediterranea un’importanza di cui non godeva più dalla fine del XV secolo.


A ciò si sono poi aggiunti gli effetti del ripensamento strategico statunitense degli ultimi vent’anni, con il conseguente ritiro delle forze americane dall’area e la momentanea creazione di un vuoto di potere che non ha mancato di sollecitare l’immediata attenzione di pretendenti dai denti lunghi. Infine, a tutto questo si è sommata la cupidigia suscitata da una serie di scoperte che hanno evidenziato come il bacino mediterraneo abbia una potenzialità energetica, soprattutto in termini di riserve di gas, non ancora esplorata a fondo.


Nell’assordante silenzio di un’Unione Europea assolutamente incapace di intraprendere azioni collettive nell’area, alcuni dei suoi membri si sono così sentiti liberi di muoversi di propria iniziativa. Spesso con risultati disastrosi, come ad esempio la destabilizzazione della Libia innescata da inglesi e francesi. In questo quadro complessivo, sullo sfondo di acque solcate da flotte russe e cinesi che non esitano a scegliere il Mediterraneo come area di esercitazione in attesa di disseminarlo di basi navali, nonché in presenza di una aggressiva politica turca che ci ha già umiliati e danneggiati in Libia e rischia ora di destabilizzare l’Egeo e forse anche l’Adriatico, noi italiani non siamo stati capaci di reagire in alcun modo.


Siamo così passati, oltretutto nella quasi assoluta indifferenza della nostra opinione pubblica, da un’umiliazione all’altra. Non riuscendo mai ad assumere alcuna iniziativa che non fosse quella di indire conferenze di riconciliazione fra protagonisti che non avevano alcuna intenzione di riconciliarsi e dimostrando un’assoluta incapacità di reazione anche in episodi come quello dei pescatori siciliani arbitrariamente sequestrati dal generale Khalifa Haftar.


Carta di Laura Canali - 2020

Carta di Laura Canali – 2020


Tra le altre cose adesso stiamo anche seguendo senza intervenire le trattative in corso fra Ankara e Tirana per la concessione ai turchi di una base navale sul Canale d’Otranto, probabilmente a Valona o Saseno, con il rischio ipotetico di vederci intralciare la libertà di navigazione nel nostro “Golfo di Venezia”. Non ci muoviamo e non facciamo nulla al riguardo, malgrado l’Italia negli ultimi decenni si sia tanto spesa per l’Albania da poterne pretendere la riconoscenza per i prossimi cento anni. E nonostante il fatto che disponiamo della Marina Militare più potente del Mediterraneo.


Ci sarebbe da chiederci a questo punto perché ci sveniamo con costose “leggi navali” per potenziare uno strumento che in realtà non siamo più capaci di usare. O che forse non abbiamo mai saputo usare al livello delle sue reali potenzialità, come dimostra il fatto che tanto nella prima quanto nella seconda guerra mondiale buona parte delle capacita di cui disponevamo in ambito navale siano state sottoutilizzate o addirittura sprecate. È una colpa che di norma si tende a imputare alla politica, come alla politica – e più che a essa ai “politici” – si tende ad attribuire la responsabilità per la nostra inerzia nell’ambito di quel mare nostro da cui veniamo allontanati ogni giorno di più senza riuscire a maturare la capacità di reagire, di imprimere una svolta a un andazzo che per noi presenta soltanto conseguenze negative.


Accusando di tutto la politica e i politici, però, non facciamo altro che scaricare su un comodo capro espiatorio responsabilità che sono in realtà condivise, quindi in buona parte anche nostre. Del resto, se proviamo a ragionarci a mente fredda appare chiaro come una guerra in realtà non la perdano un governo, una classe politica, le Forze armate o la diplomazia. La guerra la vince o la perde un paese intero, destinato ad accollarsi e a sopportare per un lungo numero di anni le eventuali conseguenze di una vittoria o di una sconfitta.


Sarebbe dunque ora, se non è già troppo tardi, che comprendessimo che quella in corso nel Mediterraneo è una guerra ibrida che ci contrappone a una lunga serie di altri competitori e che si gioca, come è tipico di questo genere di conflitto, su un gran numero di tavoli differenti fra loro. La Cina, la Russia e la Turchia lo hanno già capito, come forse la Francia. I paesi arabi del Nord Africa, del Medio Oriente e della Penisola Arabica lo stanno comprendendo. I Balcani stanno seguendo, pronti a produrre di nuovo – come hanno sempre fatto nei secoli – più storia di quanta ne possano digerire.


E noi? Fino a quando continueremo a ostinarci a vivere in un sogno irenico e a non comprendere come la sicurezza sia qualcosa da conquistare ogni giorno su una scacchiera su cui ogni giocatore muove i suoi pezzi con lucida durezza e dove non esistono amicizie e inimicizie permanenti ma soltanto momentanee coincidenze di valori e interessi?


Quando smetteremo di cercare di sopravvivere ricorrendo a quel vecchio detto – ormai una vera e propria vergogna nazionale – per cui “venga la Francia, venga la Spagna, basta che se magna”?

 

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  • 2 weeks later...
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“l’integrazione si può fare e si farà sicuramente, però come è successo per l’Aeronautica Militare, che ha ottenuto la Initial Operating Capability dell’Alpha (F-35A,ndr) nel 2018, la Marina Militare deve raggiungere il medesimo traguardo per la propria componente. Quando il Cavour avrà ottenuto una capacità iniziale solida andranno a convergere gli interessi e le attività addestrativa. Prima però è necessario creare quello zoccolo duro.“

Il cronoprogramma, salvo imprevisti ritardi, prevede: “con questo ritmo, queste scadenze e con il diagramma di assegnazione degli aerei alla Marina il Cavour otterrà la IOC nel 2024 con 8 aerei consegnati ed almeno 12 piloti Combat Ready”.

beh è evidente il timore dell'ammiraglio di perdere libertà operativa, ma considerato che anticipare la ioc dovrebbe essere un obbiettivo prioritario e che l'integrazione si farà, allora meglio sarebbe farla da subito.

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Su le ancore ... si parte !!!

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Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini si è recato oggi a bordo della Portaerei STOVL Cavour (C 550), in navigazione nel Golfo di Taranto, per rivolgere il suo saluto all’equipaggio e al comandante della nave Ammiraglia della Marina Militare, che ha lasciato ieri la base navale di Taranto con destinazione gli Stati Uniti d’America dove acquisirà la certificazione per operare con l’F-35B e qualificherà per l’impiego imbarcato i primi piloti della Marina in transizione sul nuovo velivolo negli USA.

... analisidifesa.it ... https://www.analisidifesa.it/2021/01/la-portaerei-cavour-salpa-per-gli-usa-dove-imbarchera-gli-f-35b/ ...

Anche qui ... aviation-report.com ... https://www.aviation-report.com/portaerei-italiana-cavour-parte-per-gli-stati-uniti-per-certificazione-operativa-utilizzo-f35b/ ...

??

 

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