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holmes7

NASA NEWS

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senza investire centinaia di miliardi non si andrà su marte.

 

Personalmente, credo che l'impresa di Marte sarebbe uno spreco insensato di risorse in cambio di pochissimo; se si esclude prestigio per la nazione e/o l'ente, e orgoglio per il genere umano più in generale, se vogliamo metterla così (ammettendo comunque che davvero riesca ad importare qualcosa ad una percentuale relativamente elevata di popolazione, all'atto pratico).

 

Per la Luna era diverso: un'impresa innescata da motivi di supremazia politica/sociale/tecnologica/militare nei confronti dell'altro grande Blocco del mondo industrializzato, però portata avanti in tempi quando la motivazione di un Paese intero - pur con motivi di seri contrasti tra opposti modi di pensare - era enorme, genuina, a volte quasi 'ingenua' in certi aspetti.

Perdipiù la Luna è appena oltre l'uscio di casa, l'impresa era alla portata di una nazione come gli USA dei primi anni '60. E soprattutto la 'ricaduta tecnologica' sotto forma di oltre 20.000 brevetti per invenzioni e materiali che hanno portato l'uomo fin là, ha coinvolto tutto il modo di vivere di qualche miliardo di persone lungo gli anni.

Inoltre, in tre giorni si andava fin lassù e in altrettanti giorni si era di ritorno a casa; una comunicazione radio impiegava 1,2 secondi per andare da Houston alla Luna. Una conversazione richiedeva il tempo che richiede il parlare qui sulla Terra, la cosa filava via quasi impercettibilmente.

 

Per Marte:

* si comincia col considerare un tratto di universo dove adesso non c'è niente perchè lì si troverà il pianeta in quella timeframe ben precisa dopo 6-7 mesi di viaggio,

* non esiste soluzione al problema delle radiazioni ionizzanti che porterebbero in regalo leucemie, tumori & company all'equipaggio,

* neppure si può progettare un guscio di piombo per l'astronave (da sempre si cerca di lasciare a terra anche un paio di mutande in più, se possibile, onde risolvere l'eterna grana del troppo peso da sollevare),

* stessa storia per il lunghissimo viaggio di ritorno con tutti i problemi annessi e connessi,

* arrivati su Marte rimaniamo in orbita (sarebbe praticamente il traguardo raggiunto; non occorre scendere giù per poter affermare che l'Uomo è giunto fin lì) oppure si atterra veramente? E in questo caso, con quale veicolo? E per quanto tempo? Fino all'apertura di una prossima e favorevole 'timeframe', prima della quale ogni pensiero di tornare a casa è fuori discussione?

* E per le comunicazioni: avrebbe senso immaginare tempi di attesa di magari 10 o 12 minuti per un segnale radio, dalla Terra a Marte o viceversa? Cioè 22-23 minuti per uno scambio basico di informazioni? Cosa potrebbe succedere in un'emergenza?

 

Ovviamente, non menzionando chissà quante altre dozzine di incognite. I motivi (per taluni, anche discutibili) che erano alla base dell'impresa verso la Luna potevano risultare ragionevoli, e i problemi non insormontabili. E difatti l'impresa è stata coronata da successo, sebbene non manchino le persone che ancora oggi non credono assolutamente nella cosa.

Per Marte ritengo (personalmente) totalmente assurdo pensare di mandare esseri umani sul Pianeta Rosso, con i tempi che viviamo (ma vale anche tra parecchi anni) e con tutti i problemi che oggi si trovano a dover essere risolti qui sulla Terra.

Edited by Smersh

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A onor del vero ... il merito della scoperta andrebbe riconosciuto ad un gruppo internazionale capeggiato da scienziati belgi ...




La NASA, il cui telescopio spaziale Spitzer era stato utilizzato, è stata molto lesta nel fare da grancassa mondiale all'avvenimento ... lasciando però in secondo piano il rilevante contributo europeo ...

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* non esiste soluzione al problema delle radiazioni ionizzanti che porterebbero in regalo leucemie, tumori & company all'equipaggio,

 

 

Non esiste ancora, ma non è detto che non possa essere trovata. Per quanto riguarda le radiazioni solari, uno schermo dello spessore di mezzo metro d'acqua è già una soluzione abbastanza adeguata. Durante il viaggio d'andata si possono impiegare inoltre i serbatoi di propellente, ancora pieni, come protezione aggiuntiva. Nulla di tutto ciò è efficace per i raggi cosmici di provenienza extrasolare: è necessario studiare ancora il problema.

 

Tu parli di veicoli che ancora non esistono: con cosa atterriamo, con cosa risaliamo, con cosa torniamo. Quando iniziò la corsa alla Luna neppoure i veicoli Apollo esistevano: andava fatto tutto da zero. Il Saturn V fu finalizzato prima ancora che si decidesse nei dettagli come allunare.

 

La missione su Marte è fattibile. Non ora, non tra vent'anni forse. Secondo me ci andremo (ci andranno) nel 2070 o giù di lì. Ma ci andranno. Su Marte e altrove. Sempre che non ci autodistruggiamo prima. Perché è nella natura dell'Uomo spingere più in là i limiti e i confini.

 

Però prima di Marte io penserei a un serio programma di ritorno, esplorazione e utilizzo della Luna. E' come un nuovo continente, proprio sull'uscio di casa. Non ha senso lasciarlo lì abbandonato a sé stesso.

Edited by Signs_of_Life

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Si tratta comunque di due cose troppo diverse, per la Luna si poteva essere abbastanza certi che sarebbe stato non fantascienza in tempi relativamente brevi(ssimi). Le motivazioni erano esclusivamente di tipo nazionalistico-supremazia-prestigio; c'è chi afferma che senza la Guerra Fredda e la caparbia, ossessiva e quasi-allucinante 'fissazione' del traguardo dei famosi 10 anni da non superare per arrivare alla Luna (1962-1971) la cosa non sarebbe stata possibile per allora.

Per Marte non ha senso, secondo me. Il fatto di poter fare atterrare su quel mondo il robotino-sonda al giorno e all'ora che vogliamo, e fargli esplorare con tanto di foto e dati d'ogni tipo è già di per sè come se l'Uomo fosse arrivato lassù. In effetti, siamo arrivati fin lassù.

 

Manca la presenza fisica dell'astronauta, e sarebbe probabilmente il male minore. Se poi ci andranno tra tre quarti di secolo, buona cosa per loro (chiunque saranno),

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I robot automatici non possono avere la flessibilità degli esploratori umani. Questo è un fatto più che assodato. Per gli spazi percorribili (Opportunity ha impiegato quanti anni per coprire la stessa distanza percorsa dal rover di Apollo 17 in tre giorni?), per la capacità di discernimento, per una miriade di altri fattori. E poi c'è l'aspetto "umano"... andarci con un robot non è "la stessa cosa" di andarci di persona, a prescindere da tutti gli aspetti tecnico/scientifici.

 

Poi siamo d'accordissimo che la differenza tra una missione su Marte e Apollo è abissale. Marte è duecento volte più lontano della Luna...

Edited by Signs_of_Life

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Poi siamo d'accordissimo che la differenza tra una missione su Marte e Apollo è abissale. Marte è duecento volte più lontano della Luna...

 

 

Sono passati quasi 60 anni dal famoso annuncio, un abisso in termini tecnologici! Se pensiamo solo alla potenza "ridicola" dei giganteschi calcolatori del tempo, inferiore a quella di un normale smartphone che abbiamo in tasca.... Secondo me la difficoltà di allora per arrivare sulla luna non era molto distante da quella attuale per arrivare su marte... Oggi mancano la motivazione e soprattutto i denari!
Non dimentichiamoci poi del fattore sicurezza, gli standard dell'epoca sarebbero inaccettabili per i giorni nostri! Quando si andrà su Marte lo si farà con una certa probabilità di successo e si prenderanno in considerazione tutti i rischi calcolabili, per quanto possibile. Ai tempi dell'Apollo 11 la sicurezza è passata in secondo piano e si è andati un po' allo sbaraglio, con altissime possibilità di fallimento... La posta in gioco era troppo alta per concedersi il lusso di "perdere tempo" per andare sul sicuro...

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Sono passati quasi 60 anni dal famoso annuncio, un abisso in termini tecnologici! Se pensiamo solo alla potenza "ridicola" dei giganteschi calcolatori del tempo, inferiore a quella di un normale smartphone che abbiamo in tasca.... Secondo me la difficoltà di allora per arrivare sulla luna non era molto distante da quella attuale per arrivare su marte... Oggi mancano la motivazione e soprattutto i denari!

Non dimentichiamoci poi del fattore sicurezza, gli standard dell'epoca sarebbero inaccettabili per i giorni nostri! Quando si andrà su Marte lo si farà con una certa probabilità di successo e si prenderanno in considerazione tutti i rischi calcolabili, per quanto possibile. Ai tempi dell'Apollo 11 la sicurezza è passata in secondo piano e si è andati un po' allo sbaraglio, con altissime possibilità di fallimento... La posta in gioco era troppo alta per concedersi il lusso di "perdere tempo" per andare sul sicuro...

 

I calcoli di traiettoria per i voli spaziali non richiedono affatto tutta la potenza di calcolo dei computer odierni, quindi la questione non sta tanto lì. Peraltro i calcolatori dell'Apollo non avevano la potenza di uno smartphone... forse si avvicinavano a una calcolatrice tascabile o a un orologio da polso!

Il problema non sta neppure nelle tecnologie propulsive, che comunque oggi hanno efficienze poco diverse da quelle dei vettori usati per il programma Apollo (siamo ormai ai limiti dello sviluppo dei propellenti chimici). Il problema tecnico principale sta, come detto sopra, nella protezione dalle radiazioni cosmiche, che è ancora una questione totalmente aperta.

 

Peraltro, se è vero che le missioni Apollo furono rischiosissime, con dettagli pazzeschi emersi solo molti anni dopo, va detto che la loro preparazione fu impeccabile. Il rischio stava nel fatto che si spingeva al limite estremo la tecnologia del tempo, non nel fatto che si andasse "allo sbaraglio". Non è che si mirasse grosso modo alla Luna e quel che succedeva, succedeva: la preparazione fu meticolosa e gli studi preparatori furono accuratissimi. La documentazione tecnica a proposito è sterminata.

Pensiamo per esempio al numero di missioni preparatorie, già prima che iniziassero i voli Apollo: un intero programma spaziale abitato (Gemini) per mettere a punto le procedure di rendez-vous e docking, tecnologie chiave come le fuel cells e anche le stesse procedure di problem-solving, tanto a bordo della navicella quanto a terra; numerosi voli automatici per testare le manovre di allunaggio e la consistenza del suolo lunare, che era ancora un'incognita (Surveyor) e per mappare la superficie alla ricerca dei luoghi migliori per la discesa (Ranger e Lunar Orbiter); voli di collaudo meticolosi necessari a mettere a punto tutte le parti hardware e software del vettore Saturn e della navicella Apollo (i numerosi voli test Saturn I e Saturn IB), e utilizzati anche per testare il livello di micrometeoriti in orbita e l'eventuale pericolosità per gli astronauti (programma Pegasus), eccetera.

 

Tornando al presente, è certo vero il detto: "no bucks, no Buck Rogers".

Edited by Signs_of_Life

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I calcoli di traiettoria per i voli spaziali non richiedono affatto tutta la potenza di calcolo dei computer odierni, quindi la questione non sta tanto lì. Peraltro i calcolatori dell'Apollo non avevano la potenza di uno smartphone... forse si avvicinavano a una calcolatrice tascabile o a un orologio da polso!

Il problema non sta neppure nelle tecnologie propulsive, che comunque oggi hanno efficienze poco diverse da quelle dei vettori usati per il programma Apollo (siamo ormai ai limiti dello sviluppo dei propellenti chimici). Il problema tecnico principale sta, come detto sopra, nella protezione dalle radiazioni cosmiche, che è ancora una questione totalmente aperta.

 

Peraltro, se è vero che le missioni Apollo furono rischiosissime, con dettagli pazzeschi emersi solo molti anni dopo, va detto che la loro preparazione fu impeccabile. Il rischio stava nel fatto che si spingeva al limite estremo la tecnologia del tempo, non nel fatto che si andasse "allo sbaraglio". Non è che si mirasse grosso modo alla Luna e quel che succedeva, succedeva: la preparazione fu meticolosa e gli studi preparatori furono accuratissimi. La documentazione tecnica a proposito è sterminata.

Pensiamo per esempio al numero di missioni preparatorie, già prima che iniziassero i voli Apollo: un intero programma spaziale abitato (Gemini) per mettere a punto le procedure di rendez-vous e docking, tecnologie chiave come le fuel cells e anche le stesse procedure di problem-solving, tanto a bordo della navicella quanto a terra; numerosi voli automatici per testare le manovre di allunaggio e la consistenza del suolo lunare, che era ancora un'incognita (Surveyor) e per mappare la superficie alla ricerca dei luoghi migliori per la discesa (Ranger e Lunar Orbiter); voli di collaudo meticolosi necessari a mettere a punto tutte le parti hardware e software del vettore Saturn e della navicella Apollo (i numerosi voli test Saturn I e Saturn IB), e utilizzati anche per testare il livello di micrometeoriti in orbita e l'eventuale pericolosità per gli astronauti (programma Pegasus), eccetera.

 

Tornando al presente, è certo vero il detto: "no bucks, no Buck Rogers".

 

 

Ho scritto che la potenza era inferiore agli smartphone, non uguale...

Dettagli a parte, questa non serve solo per calcolare le traiettorie ma per progettare vettori, capsule, simulazioni e chi più ne ha più ne metta.

Non metto in dubbio che abbiano curato i dettagli il più possibile ma i rischi erano altissimi, si avventuravano in una cosa mai tentata prima e le possibilità di perdere gli astronauti erano molto elevate, inaccettabili per gli standard odierni! Basta pensare che su 15 missioni (Apollo 2 e 3 ufficialmente non ebbero luogo) ci sono stati ben 2 incidenti.

Con le tecnologie e le conoscenze dell'epoca hanno fatto veri miracoli!

 

Non dico che ora sia facile, ma secondo me la difficoltà per raggiungere Marte non è maggiore di quella che si presentava nel 61 con obiettivo luna. Come scritto prima, mancano la motivazione e i soldini...

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Ti ricordo che non ci fu nessuna perdita umana nel corso di una missione Apollo operativa. Il rogo di Apollo 1, che avvenne a terra in esercitazione, un mese prima del lancio, non era in alcun modo collegato all'utilizzo di tecnologie estreme ma a una banale errore di progettazione, anzi alla somma di due errori che, presi singolarmente, non erano fatali ma messi insieme furono catastrofici: 1) l'utilizzo di atmosfera di ossigeno puro, come nelle precedenti missioni e 2) l'utilizzo di un doppio portello che non si poteva aprire in emergenza in modo rapido, per ovviare a un problema che in precedenza portò alla perdita della capsula Mercury di Virgil Grissom (ironicamente proprio il comandante di Apollo 1). Quelli sono errori gestionali, umani: non te li risolve un software o una workstation supertecnologica. Peraltro la capsula coinvolta era un modello Apollo Block I, non destinato ai voli lunari perché privo di adattatore per docking e di portello per il passaggio nel LEM. Dopo l'incidente l'intera capsula fu riprogettata (Apollo Block II) e resa molto più sicura.

 

L'incidente di Apollo 13 fu dovuto a una catena di errori e leggerezze nel collaudo e nella gestione di una componente in alcun modo "estrema" e si produsse sostanzialmente a terra ben prima del lancio della missione stessa. Anzi proprio grazie all'accurata progettazione del veicolo spaziale e in particolare del modulo lunare, gli astronauti poterono salvarsi.

 

 


 

Non dico che ora sia facile, ma secondo me la difficoltà per raggiungere Marte non è maggiore di quella che si presentava nel 61 con obiettivo luna. Come scritto prima, mancano la motivazione e i soldini...

 

 

 

Estremizzando, potrei dire che si possono mandare tranquillamente uomini su Marte già oggi. Prendi un Falcon Heavy o un razzo SLS (in fase di sviluppo), ci piazzi sopra una Dragon con un modulo abitativo gonfiabile (anch'esso già testato sulla ISS) e la mandi a circumnavigare il Pianeta Rosso.

 

Ma se capita un flare solare nel corso dei sei mesi di viaggio l'equipaggio è spacciato. Nel caso delle missioni lunari c'era il tempo fisico di operare un rientro d'emergenza in quell'evenienza. Quindi certo mancano i soldi, manca la motivazione, ma manca anche, per ora, la soluzione ad alcuni problemi contingenti che nel caso di un volo Terra-Luna non erano di primaria importanza.

Edited by Signs_of_Life

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Ti ricordo che non ci fu nessuna perdita umana nel corso di una missione Apollo operativa. Il rogo di Apollo 1, che avvenne a terra in esercitazione, un mese prima del lancio, non era in alcun modo collegato all'utilizzo di tecnologie estreme ma a una banale errore di progettazione, anzi alla somma di due errori che, presi singolarmente, non erano fatali ma messi insieme furono catastrofici: 1) l'utilizzo di atmosfera di ossigeno puro, come nelle precedenti missioni e 2) l'utilizzo di un doppio portello che non si poteva aprire in emergenza in modo rapido, per ovviare a un problema che in precedenza portò alla perdita della capsula Mercury di Virgil Grissom (ironicamente proprio il comandante di Apollo 1). Quelli sono errori gestionali, umani: non te li risolve un software o una workstation supertecnologica. Peraltro la capsula coinvolta era un modello Apollo Block I, non destinato ai voli lunari perché privo di adattatore per docking e di portello per il passaggio nel LEM. Dopo l'incidente l'intera capsula fu riprogettata (Apollo Block II) e resa molto più sicura.

 

L'incidente di Apollo 13 fu dovuto a una catena di errori e leggerezze nel collaudo e nella gestione di una componente in alcun modo "estrema" e si produsse sostanzialmente a terra ben prima del lancio della missione stessa. Anzi proprio grazie all'accurata progettazione del veicolo spaziale e in particolare del modulo lunare, gli astronauti poterono salvarsi.

 

 

Estremizzando, potrei dire che si possono mandare tranquillamente uomini su Marte già oggi. Prendi un Falcon Heavy o un razzo SLS (in fase di sviluppo), ci piazzi sopra una Dragon con un modulo abitativo gonfiabile (anch'esso già testato sulla ISS) e la mandi a circumnavigare il Pianeta Rosso.

 

Ma se capita un flare solare nel corso dei sei mesi di viaggio l'equipaggio è spacciato. Nel caso delle missioni lunari c'era il tempo fisico di operare un rientro d'emergenza in quell'evenienza. Quindi certo mancano i soldi, manca la motivazione, ma manca anche, per ora, la soluzione ad alcuni problemi contingenti che nel caso di un volo Terra-Luna non erano di primaria importanza.

 

 

 

Conosciamo tutti come sono andate le cose, non mi dilungherei in dettagli noti e stranoti...

 

Non c'entra se le missioni siano state operative o meno, l'incidente c'è stato e l'equipaggio è deceduto. L'Apollo 13 è tornato a casa grazie all'ingegno e alla fantasia degli ingegneri che hanno improvvisato soluzioni "originali" senza la navicella sarebbe tornata a casa, ma con l'equipaggio morto! Quanti piloti collaudatori sono morti nel testare nuovi aerei o nuovi sistemi durante quegli anni e quanti ne sono morti testando F22 o F35? Molti problemi, difetti ecc, oggi si possono prevedere e prevenire in fase di progettazione e simulazione.

Nessuno di che che sia facile andare su Marte. Allo stesso modo non puoi banalizzare quello che è stata un'impresa epica, fino a pochi anni prima ritenuta impossibile! Non puoi paragonare le conoscenze sui voli spaziali che abbiamo ai giorni nostri rispetto ad allora in cui si entrava in un territorio inesplorato e semi-sconosciuto. E' vero, si sono fatti esperimenti e programmi precedenti, ma quando Kennedy fece il famoso annuncio era passato poco più di un mese da quando il primo uomo è entrato in orbita. Oggi l'ammartaggio è nei progetti di privati, non più appannaggio della maggior agenzia spaziale mondiale a cui erano dedicate risorse enormi, col picco del 5,5% del budget federale assegnato alla NASA nel '66. Questo vorrà dire qualcosa nel confronto tra le difficoltà/possibilità di riuscita tra le 2 imprese?

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In Apollo 13 gli ingegneri ci misero ingegno e gli astronauti ci misero coraggio, ma l'equipaggio si salvò essenzialmente perché l'incidente avvenne sulla via della Luna, perché avevano a disposizione il LEM e il massimo delle risorse, dei rifornimenti e del materiale. Se fosse accaduto sulla via del rientro, si sarebbero potuti inventare qualsiasi cosa, anche una benedizione a Lourdes, ma l'equipaggio sarebbe invariabilmente morto.

 

Questo per dire che ci sono delle contingenze con cui bisogna fare i conti e che non sempre si risolvono solo con la motivazione o il denaro. Anche se teoricamente, con la motivazione e gli investimenti potremmo già intraprendere una missione marziana, se non risolvi prima il problema oggettivo delle radiazioni cosmiche (che NON è stato ancora risolto in modo definitivo), essa non si può fare con le garanzie di sicurezza che oggi si pretendono.

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Sally K. Ride ... la prima astronauta americana ...
Le Poste statunitensi le hanno dedicato un francobollo ...
pr18_021.jpg

“Sally Ride’s history-making journey has made it easier for young girls to dream of one day being an astronaut, an engineer, a physicist or a mathematician.
Today, girls don’t just dream. Because of trailblazers like Sally Ride, they have been empowered to do!” said U.S. Postal Service Chief Information Officer and Executive Vice President Kristin Seaver.

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Comunicato NASA a proposito del fallito lancio del vettore Soyuz di oggi:

Crew is safe.

Quote

Expedition 57 Soyuz: Crew Is Safe, NASA Statement Released on Launch Abort
Astronaut Nick Hague of NASA and cosmonaut Alexey Ovchinin of the Russian space agency Roscosmos launched at 4:40 a.m. Eastern time aboard the Russian Soyuz MS-10 spacecraft from the Baikonur Cosmodrome in Kazakhstan. There was an issue with the booster from today’s launch. The Soyuz capsule returned to Earth via a ballistic descent, which is a sharper angle of landing compared to normal. The Soyuz capsule landed east of Dzhezkazgan, Kazakhstan carrying two crew members. The search and recovery teams reached the Soyuz spacecraft landing site and reported that the two crew members, Nick Hague of NASA and Alexey Ovchinin of Roscosmos, are in good condition and are out of the capsule. The crew returned via helicopter to Dzhezkazgan, Kazakhstan. Roscosmos is forming a state commission to investigate today's Soyuz launch incident

 

Edited by fabio-22raptor

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Mondi senza fine ...

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The planets so far discovered across the Milky Way are a motley, teeming multitude: hot Jupiters, gas giants, small, rocky worlds and mysterious planets larger than Earth and smaller than Neptune. 
As we prepare to add many thousands more to the thousands found already, the search goes on for evidence of life – and for a world something like our own.
And as our space telescopes and other instruments grow ever more sensitive, we're beginning to zero in.
The discoveries so far inspire excitement and curiosity among scientists and the public. 
We've found rocky planets in Earth's size range, at the right distance from their parent stars to harbor liquid water. 
While these characteristics don't guarantee a habitable world – we can't quite tell yet if these planets really do possess atmospheres or oceans – they can help point us in the right direction.

... nasa.gov ... Rocky? Habitable? Sizing up a Galaxy of Planets ...

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Su Marte, in effetti, la sonda InSight era scesa ... però, a quanto pare, non riuscivano a trovarla ... :whistling:

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Avec l’arrivée le 26 novembre dernier de la sonde InSight sur Mars, la NASA fêtait son huitième atterrissage tout en succès sur la planète rouge depuis 1976. 
Malgré cela, il semble que depuis l’orbite, la sonde Mars Reconnaissance Orbiter (MRO - placée autour de Mars en mars 2006) n’ait cette fois pas réussi à photographier l’atterrisseur InSight lors de sa descente sous parachute dans l’atmosphère de la planète, comme ce fut le cas lors de l’arrivée des sondes Phoenix (en mai 2008) et Curiosity (en août 2012). 
Un exercice hautement sophistiqué que les Américains avaient réussi deux fois de suite ...
Et pendant que les ingénieurs et les scientifiques heureux de commencer le travail autour de l’atterrisseur, s'attelaient à vérifier la bonne santé des instruments, une autre tâche se poursuivait en silence : la géolocalisation précise de la sonde.

Fonte: air-cosmos.com ... On a retrouvé la sonde InSight sur Mars ! ...

... nasa.gov ... Mars InSight Lander Seen in First Images from Space ...

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1966 ... una straordinaria immagine di un'epoca ormai lontana ... quando l'attività di ricerca statunitense nel settore aerospaziale era al culmine del suo fervore ...

Manca soltanto lo XB-70 ... ma non è dato sapere se, quando la foto è stata scattata, era già andato distrutto nello sfortunato incidente ...

https://www.nasa.gov/centers/armstrong/news/FactSheets/FS-084-DFRC.html

 

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Qui ... 

https://www.nasa.gov/centers/dryden/multimedia/imagegallery/Fleet-1960s/EC66-1461.html

... l'immagine originale ... che appare anche nelle primissime pagine del bellissimo volume "HYPERSONICS - The Story of the North American X-15" (Dennis R. Jenkins & Tony R. Landis - Specialty Press - 2003) con la seguente didascalia ...

Quote

The NASA hangar at the Flight Research Center on 30 August 1966.
The three X-15s are lined up on the right with X-15-1 in the foreground, followed by X-15-3 and then the modified X-15A-2.
Note the wingtip pods and tailcone box on X-15-1.
The other side of the hangar shows some of the manned lifting bodies (nose of the HL-10, M2-F2, and M2-F1), an F4H-1 (BuNo 145313), F5D-1 (BuNo 142350/NASA 802), JF-104A (55-2961), and the NASA Gooney Bird (R4D, BuNo 17136/NASA 817).

(NASA Dryden)

 

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