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Blabbo

Tomahawk con testate all'uranio impoverito sulla Libia?

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Discutendo con un'amico siamo arrivati a commentare la notizia del lancio dei Tomahawk sulla Libia. Si vocifera che alcune testate siano caricate con uranio impoverito.

 

Ecco... vorrei sapere se questa cosa è vera e se ha senso. Insomma, da quello che ho capito l'uranio è usato nelle munizioni anticarro degli A-10 o nei proiettili sparati dagli MBT per le sue doti perforanti, ma mi sfugge l'utilità di caricarlo su un missile avento lo scopo di colpire un'edificio o una postazione antiaerea, bersagli non particolarmente corazzati. Qualcuno mi da una mano a capire meglio la faccenda?

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Qualcuno non sa leggere: hanno preso una fonte che recita "depleted uranium is also placed into the tips of the Tomahawk land-attack cruise missiles (TLAM) during test flights to provide weight and stability" e l'ha rigirata per creare polemica.

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Evvabbè, l'uranio impoverito è usato normalmente in aereonautica e in altri contesti come "peso" o per alcune componenti, nulla di nuovo.

 

Ma lo usano pure come esplosivo? Insomma, ha senso... che ne so, prendere dell'uranio, metterlo in una testata a grappolo a bordo di un Tomahawk e poi bombardare una postazione sam? Esistono?

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preso dallo stuio:

Seguono consigli su come

evitare l’esposizione all’Uranio impoverito. Testuale: «Evitate ogni mezzo o materiale che

sospettate essere stato colpito da munizioni contenenti Uranio impoverito o missili da

crociera Tomahawk

6 While the US Navy claims that they have replaced the MK149-2 Phalanx round with a DU penetrator by the

MK149-4 Phalanx round with a tungsten penetrator (with the DU round remaining in the inventory), new types

of DU ammunition for o are being developed for other weapons systems, such as the M919 rounds for Bradley

fighting vehicles. Depleted uranium is also placed into the tips of the Tomahawk land-attack cruise missiles (TLAM) during test flights to provide weight and stability. The TLAM missile has a range of 680 nautical miles

(1,260 km) and is able to carry a conventional warhead of 1000 lb. (454 kg). Older warheads were steel encased.

In order to increase the missile range to 1,000 nautical miles (1,850 km), the latest Tomahawk cruise missiles

carry a lighter 700 lb. (318 kg) warhead WDU-36 developed in 1993, which is encased in titanium with a

depleted uranium tip

in effetti non cita la fonte (apparte sto "decalogo degli ufficiali")

 

poi certo che l'autore dell'articolo se la intorta come vuole :whistling:

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non ho trovato fonti ufficiali e tecniche che citiono la presenza di DU nei Tomahawk, anche perchè il missile non ha bisogno di un penetratore cinetico, visto il peso ed il ruolo.

 

inoltre, non ha molto senso creare un fuze più leggero, lo FMU-148, con una lega di Titanio ed Uranio Impoverito: il primo pesa effettivamente la metà dell'acciaio, ma il secondo pesa quasi tre volte in più dell'acciaio.

infatti, fas.org riporta che lo FMU-148 sia "solo" composto da Titanio.

tuttavia, una delle sottofonti delle fonti che riportano alcuni siti, riguardo questo argomento, riporta l'uso, in percentuale decimale, di DU ai fini di stabilizzare il Titanio sotto alcuni aspetti di ossidazione (qua vado a memoria e potrei sbagliare).

Edited by vorthex

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Nell’articolo, che gira ormai per tutta la rete, l’autore dice una cosa giusta: è bene sapere se le testate in questione possono provocare danni a lungo termine. Ma il tono generale è a dir poco catastrofista. Vengono ipotizzati migliaia di morti a lungo termine. Nonostante le dichiarazioni ufficiali neghino la presenza di testate all’uranio impoverito, presente solo come componente secondario delle stesse, l’autore non si fida delle dichiarazioni dei militari, pur non portando prove concrete del contrario. Prendiamo un passo:

 

“Gli scenari ipotizzati sono due, a seconda del modello di missile: il carico di uranio impoverito può essere di tre chili (se usato solo come stabilizzatore nelle ali) o di quattrocento (se contenuto nella testata). Postulando mille missili lanciati, se questi fossero del primo tipo (best case scenario), si avrebbero 3mila chili di uranio utilizzati. Se del secondo, 400mila chili (worst case scenario).”

 

Nell’articolo si parla della testata WDU-36.

“The WDU-36 uses a new warhead material based upon prior China Lake warhead technology investigations, PBXN-107 explosive, the FMU-148 fuze (developed and qualified for this application), and the BBU-47 fuze booster (developed and qualified using the new PBXN-7 explosive).” (http://www.fas.org/man/dod-101/sys/smart/bgm-109.htm)

 

La WDU-36 è una testata a scoppio-frammentazione. Pare contenga 3 kg di uranio impoverito. Visto il peso complessivo è una quantità invero modesta. Sui missili da crociera precedenti, l’uranio impoverito era usato in piccola quantità anche come contrappeso. Ma l’autore riporta la possibilità che il missile possa contenere fino a 400 kg di uranio impoverito. Una tale quantità potrebbe trovare impiego solo in una testata perforante.

 

“The second variant of the Tactical Tomahawk will be the TTPV (Tactical Tomahawk Penetrator Variant), armed with a new WDU-43/B penetrating warhead for use against hardened and/or underground targets, like storage bunkers for weapons of mass destruction. The first test flight of the TTPV, designated RGM-109H and UGM-109H (reusing the -109H suffix of the cancelled THTP penetrator version), was successfully conducted on 21 March 2003, and IOC is currently planned for 2005.” (http://www.designation-systems.net/dusrm/m-109.html)

 

Potrebbe essere questa la testata incriminata ? Tra il 1995 ed il 1999 sono stati eseguiti diversi esperimenti con testate sperimentali ad alta penetrazione. Una delle testate impiegava una carica cava di 515 mm. A questa sarebbe seguito un penetratore ad alto esplosivo con spoletta ritardata. Un’altra testata era ad esplosione “direzionale”ed era in grado di disgregare la roccia, per essere poi seguita dalla carica principale ad esplosione radiale. Tutte soluzioni convenzionali e senza uranio impoverito. La loro capacità perforante era eccellente, 4-6 metri di cemento ed una lastra spessa di acciaio. Lo sviluppo di queste testate ha portato nel 2003 alla WDU-43/B, entrata in servizio nel 2006, apparentemente in 140 esemplari. E’ stata smentita ufficialmente la presenza di un penetratore in uranio. Dalla prima Guerra del Golfo vi è stato un graduale abbandono del DU, viste anche le critiche ed i sospetti di estrema tossicità. Si è preferito ricorrere al più tradizionale tungsteno e ad esplosivi più potenti. Le capacità perforanti ottenute con metodi “tradizionali” sono più che notevoli e non giustificano l’impiego di un penetratore DU di 400 kg, utilissimo invece nei proiettili anticarro viste le dimensioni contenute.

 

L’impiego del DU come “zavorra”, lo troviamo in quantità notevole anche in molti aerei passeggeri. Nel 1992 un B-747 è precipitato su Amsterdam: il velivolo conteneva 380 kg di uranio come contrappeso. L’equivalente di 127 Cruise. La zona è stata bonificata.

 

Facciamo il punto della situazione. La radioattività dell’uranio impoverito è meno della metà di quella dell’uranio naturale. Ma l’emissione alfa prodotta da particelle DU introdotte nell’organismo è 10 volte più pericolosa dei raggi gamma, quindi il pericolo è reale. L’uranio è un metallo pesante, ma la gassificazione all’impatto forma particolato di pochi micron, mantenendo le polveri in sospensione per ore. La tossicità è garantita. Anche se non è mai stato dimostrato in modo conclusivo il rapporto tra l’esposizione all’uranio impoverito e l’insorgere di varie forme tumorali e manca una casistica definitiva. L’argomento, come intuitivo, è controverso.

 

Ci si dimentica, però, che lo scoppio di una qualunque carica esplosiva non è meno tossico. Provoca la gassificazione di componenti chimici di sintesi e metalli pesanti in notevole quantità. Tutti elementi altamenti cancerogeni. Abbiamo citato il tungsteno, che innocuo non è: le leghe di tungsteno contengono spesso cobalto, e rendono il proiettile persino più pericoloso di un equivalente in uranio impoverito.

 

Se, quindi, la quantità presente in ciascun missile è di 3 kg, vediamo cosa dice l’autore:

 

“Nel primo caso, le dosi radioattive stimate sarebbero quindi di 780 Sievert (il Sievert è l'unità di misurazione della radioattività), e il numero di tumori attesi sarebbe molto esiguo, non rilevante dal punto di vista statistico.” (e parla di 1000 missili, non 100)

 

Allora cerchiamo di essere prudenti ed informati. Senz’altro sarà necessario, lo è sempre, bonificare le zone di impatto. Ma andiamo cauti…

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ma allora, in questo caso, il redattore ha tradotto Fuze con penetratore o, come precedentemente detto, resta dubbiosa la presenza di un involucro della testata fatto da una lega di Titanio e DU al posto del classico acciaio?

Edited by vorthex

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“Nel primo caso, le dosi radioattive stimate sarebbero quindi di 780 Sievert (il Sievert è l'unità di misurazione della radioattività), e il numero di tumori attesi sarebbe molto esiguo, non rilevante dal punto di vista statistico.” (e parla di 1000 missili, non 100)

 

Aggiungiamo che "dosi radioattive" non vuol dire nulla, si può parlare di esposizione alle radiazioni o a contaminazione. Nel primo caso il pericolo del DU è irrilevante, anche in una zona con alta concentrazione di questo metallo le radiazioni non sono superiori a quelle ambientali di fondo, mentre nel secondo caso il pericolo è alto, come per qualsiasi contaminazione da metallo pesante.

Però da qui a farne un dramma quando le nostre industrie immettono nell'ambiente quantità di diversi ordini di grandezza maggiori di metalli pesanti ben più pericolosi (ad esempio il mercurio, chiedere nelle zone adiacenti ai petrolchimici meridionali), o nello stesso campo di battaglia vengono usati diversi inquinanti pericolosi in modo decisamente superiore (vedasi anche il classico piombo).

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La paginetta wiki

 

 

Wiki italiana non è assolutamente attendibile, quella inglese leggermente di più ma neanche lì c'è da fidarsi.

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Mah personalmente in altri ambiti l'ho sempre trovata esauriente e soprattutto aggiornata. C'è da dire che spesso gli articoli scientifici-tecnologici italiani sono traduzioni dall'inglese; certo, se vai a cercare robe come "stealth", "papa mratzinger" o "silvio berlusconi" e logico che devi scremare ed in genere ti segnalano che la voce non è da considerarsi troppo attendibile

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ma allora, in questo caso, il redattore ha tradotto Fuze con penetratore o, come precedentemente detto, resta dubbiosa la presenza di un involucro della testata fatto da una lega di Titanio e DU al posto del classico acciaio?

 

Tutte le fonti che ho trovato parlano solo di acciaio, titanio e tungsteno. Apparentemente il penetratore è in tungsteno rivestito da lega di acciaio. La “punta” è in un materiale non meglio specificato, presumibilmente lega di titanio ed uranio impoverito. Ma “ufficialmente” non vengono dichiarati i componenti. Il problema nasce perché, su alcuni documenti, risulta che le testate in questione consentano l’”eventuale” sostituzione del penetratore in tungsteno con uno in piombo o in uranio impoverito.Vista l’economicità del DU si sospetta che, inquinamento ambientale a parte, questo materiale potrebbe essere stato utilizzato sui missili da crociera. Qualcuno ha avanzato la possibilità che anche i “liner” delle cariche cave possano essere in uranio impoverito ma, nonostante le asserzioni, il rame è ancora il miglior elemento utilizzabile. E, comunque, altri materiali come zinco, alluminio, tungsteno, tantalio ecc. ecc. possono sostituirlo senza problemi.

 

Naturalmente è possibile che, nonostante le dichiarazioni ufficiali, l’impiego di uranio impoverito sia stato esteso a tutte le munizioni disponibili. Ma se non si fa mistero della presenza di uranio nei proiettili perforanti, allora perché si dovrebbe negarne la presenza nei missili da crociera ?

 

E anche ammesso che le testate perforanti siano in uranio, quanti bersagli in Libia giustificherebbero una penetrazione di 6 metri di cemento ?

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La cosa più preoccupante è che l'allarme è stato lanciato da un docente di "Impianti nucleari" del Politecnico di Torino... a questo punto si presentano due possibilità: o ha ragione, che è grave (perché ciò rappresenterebbe un pesantissimo errore strategico della NATO...), oppure è fazioso, che sotto certi aspetti è anche peggio! A chi credere? Bisognerebbe tentare un'analisi degli scenari rispondendo ad alcuni quesiti:

 

1. Esistono documentazioni ufficiali riguardanti l'implementazione di un penetratore in DU sui missili Tomahawk?? Se si, corrisponderebbe ai 300-400 kg ipotizzati nello studio allarmistico?

 

2. Quale dovrebbe essere il numero e l'entità degli obiettivi libici colpiti con testate perforanti al DU?

 

3. E' pensabile che l'US Navy abbia optato per il lancio di centinaia di testate, tutte armate con centinaia di chili di testata perforante anti-bunker al DU (anche nei casi in cui gli obiettivi si trovavano in superficie) col rischio di contaminare inutilmente grandi aree con del particolato radioattivo e dovendo ovviamente rinunciare ad alcuni profili di volo del missile?!?

 

4. La NATO ha effettivamente intrapreso una strada di abbandono (per quanto possibile) delle applicazioni al DU in luogo del (forse) più sicuro tungsteno?

 

Fatemi sapere cosa ne pensate... Grazie.

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Bisogna considerare che un docente di energia energetica non sa praticamente nulla di armamenti.

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ad essere precisi il Sievert è un unità di misura che indica il livello di danni che un organismo subisce a causa delle radiazioni , dire che ci saranno 780 sievert e quindi migliaia di tumori equivale ad invertire causa ed effetto ,come dire ci sarà un mercalli 4 all Aquila e quindi un terremoto .

inoltre il sievert si misura in base al tempo di esposizione tutti noi per effetto della radiazione naturale assorbiamo 2,4 Sv l anno senza conseguenze ; altro parametro da considerare e su quante persone quei Sv si andranno a distribuire .

 

e comunque anche 1Sv al giorno è una quantità enorme , in genere si usano i millesimi e i milionesimi di Sv

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

 

oggi dei robot hanno misurato le radiazioni nel reattore n 1 e 3 a Fukushima (fonte nhk)

comunicato

It announced on Monday that radiation readings were 10 to 49 millisieverts per hour in the No.1 building, and 28 to 57millisieverts per hour in the No. 3 building.

 

inoltre 28 tecnici di tepco hanno raggiunto la sogli di 100mSv/mese e sono stati turnati ; non è considerata una dose a rischio immediato, per questo li turnano a quel livello e non prima

Edited by cama81

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era in risposta a questo :“

Nel primo caso, le dosi radioattive stimate sarebbero quindi di 780 Sievert (il Sievert è l'unità di misurazione della radioattività), e il numero di tumori attesi sarebbe molto esiguo, non rilevante dal punto di vista statistico.” (e parla di 1000 missili, non 100)

 

in effetti può sembrare off topic però era per dare un idea della ''scientificità di certe affermazioni

 

mi scuso per la poca chiarezza

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E' impensabile che del tungsteno venga usato nelle bombe.

Sapete quanto costa il tungsteno?

Non lo usano manco sugli aerei, figurarsi nelle bombe...

 

Il DU, depleted uranium, uranio impoverito, è il risultato di scarto dopo aver prodotto l'uranio arricchito.

Non solo per le bombe, ma soprattutto per le centrali nucleari, percui la sua disponibilità è elevata ed a basso costo.

 

Tutti i proiettili perforanti adoperano DU, da un bel pezzo.

 

Il DU non è molto radioattivo, il cancro te lo prendi perchè respiri le polveri post esplosione.

Queste piccole particelle debolmente radioattive sono normalmente schermate dal corpo umano, ma nel nostro caso si trovano già all'interno dell'uomo (si fermano nei polmoni) , percui alterano i tessuti.

Capittooooooo?

 

Nel caso dei proiettili al momento dell'impatto il Du si vaporizza con aggiuntivo effetto incendiario. :okok:

 

Comunque se dobbiamo far fuori un bunker a 20 mt di profondità o rifacciamo le Tallboy oppure mettiamo in una bomba qualcosa di molto duro e pesante....fine della storia.

Edited by ROBY1

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E' impensabile che del tungsteno venga usato nelle bombe.

Sapete quanto costa il tungsteno?

Non lo usano manco sugli aerei, figurarsi nelle bombe...

 

Il DU, depleted uranium, uranio impoverito, è il risultato di scarto dopo aver prodotto l'uranio arricchito.

Non solo per le bombe, ma soprattutto per le centrali nucleari, percui la sua disponibilità è elevata ed a basso costo.

 

 

Comunque se dobbiamo far fuori un bunker a 20 mt di profondità o rifacciamo le Tallboy oppure mettiamo in una bomba qualcosa di molto duro e pesante....fine della storia.

 

Una 50 di dollari al chilo. Che son spiccioli paragonati al costo complessivo di un'arma guidata.

 

Difatti viene anche usato come materiale interte negli esplosivi DIME. Utilizzati ad'esempio sulle SDB FML (focused lethality munition) per ridurre i danni collaterali.

--

 

Mai sentito parlare di Massive ordnance penetrator? http://en.wikipedia....ance_Penetrator

Edited by Einherjar

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Wiki "La scarsità di questo metallo e il suo alto costo portarono in seguito all'invenzione dei proiettili a uranio impoverito, noti per il numero di tumori (soprattutto linfomi e leucemie) e altre gravi sindromi che il loro uso ha causato fra soldati e residenti nei teatri di guerra iracheni, somali, bosniaci, iugoslavi e kosovari, dall'inizio degli anni '90 in poi."

 

E non l'avevo letto. B-)

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