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W L'ITALIA

Lo sbarco in Normandia - Topic ufficiale

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stavo in montagna con internet lentino..... mi ci voleva un secolo trovare il nome esatto :rolleyes:

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credo che simone parli di uno sbarco sulla costa mediterranea, cosa che fu, alla fine, fatta pochi mesi dopo.

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Sul ruolo della "Forza Aerea" nello sbarco in Normandia si è scritto, e per lungo tempo vi sono stati opinioni discordanti; gli Alleati, sia pure con un grande sforzo logistico ed a prezzo di pesanti sacrifici imposti alla popolazione, riuscirono ad effettuare 11 mila missioni al giorno nella sola Normandia- in maggioranza effettuate da caccia-bombardieri e se è ben vero che i mezzi corazzati non dovevano temere grossi danni dai proiettili di piccolo calibro (piccolo se confrontato ai pezzi di artiglieria campali) , non così era per il supporto logistico, che si basava su veicoli in prevalenza non blindati, e per i soldati a piedi. Le interviste rilasciate dai generali tedeschi nella zona rivelano che ,salvo per le incursioni dei Typhoon armati di razzi, i mezzi non erano distrutti, però i mitragliamenti bloccavano per lunghi periodi le colonne, così come costringevano a fermarsi i treni- quasi tutti a vapore- carichi di mezzi e rinforzi. Alcuni reparti impiegarono sei giorni per coprire pochi chilometri di percorso .

In assenza di copertura satellitare o di ricognizione aerea permanente, come sarebbe avvenuto molti anni più tardi, il ruolo di scoperta dei movimenti nemici era affidato alla Resistenza Francese, molto attiva nel segnalare i reparti in movimento, e l'informazione era passata in tempi piuttosto rapidi ai reparti aerei tattici, che avevano dedicato numerosi squadroni a questo genere di missioni ,potremmo dire, on demand

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Rommel e Hitler erano terragni, non capirono mai niente di una invasione dal mare. Rommel pensò che sarebbero giunti con l'alta marea per ridurre la corsa d'assalto, ma l'alta marea avrebbe arenato i mezzi da sbarco. Vennero con la bassa marea.

I tedeschi pensavano che avrebbero puntato ai porti per poter sbarcare i rinforzi e i rifornimenti invece si portarono dietro due porti artificiali (i Mulberry).

I tedeschi (e Rommel in particolare) pensarono che dovevano essere respinti sulle spiagge nel primo giorno, Gela, Salerno e Anzio avevano dimostrato che entro il raggio dei grossi calibri navali non si poteva lanciare alcun contrattacco.

L'unico che aveva ragione era Rundstedt che voleva un contrattacco all'interno.

L'unica difesa efficacie sarebbe stata una linea di difesa a 25 miglia dalla costa, con l'artiglieria che battesse le spiagge di sbarco, fuori dai grossi calibri navali. Sarebbe stata una linea di difesa più breve dello sviluppo della costa e avrebbe consentito una maggiore densità delle poche forze.

I risultati forse sarebbero stati gli stessi, ma con un costo per gli alleati immensament epiù alto.

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Massimo rispetto per Bruno Cardini, però Rommel non era uno sprovveduto, è vero che una testa di ponte è precaria ,però ogni ora che passa le forze sbarcate si rinforzano, arrivano munizioni, si scavano trincee, si allestiscono piste improvvisate per i tanti aeroplani per l'appoggio aereo. Alla lunga i cannoni , quando sparano, possono essere individuati e attaccati dagli aerei in funzione di "controbatteria" Se si concede alla forza attaccante di diventare potente i contrattacchi hanno poche possibilità di vincere, in fondo Von Rundstedt forse sopravvalutava le sue pur potenti truppe.

Se non esistessero aerei, allora si potrebbe anche, a mio avviso, cercare di ritirarsi al di là della gittata delle artiglierie e fare una linea di contenimento - sull'esempio dello sbarco di Salonicco del 1916-,però con l'aviazione tattica le cose cambiano. Anche ad Anzio, alla fine, la sacca ha tracimato ed i Tedeschi sono stati obbligati a ritirarsi a Nord

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A Gela le colonna della Livorno e della corazzata Hernann Goering furono fatte a pezzi dai 203 dell'incrociatore Savannah, Lo stesso ad Anzio dove i contrattacchi furono respinti dall'artiglieria navale, a Salerno la situazione fu più pasticciata e non vi fu un vero contrattacco tedesco.

Dopo tre su tre esperienze i tedeschi dovevano aver imparato qualcosa. Invece non impararono niente. Neanche ad usare la propria artiglieria: il 6 giugno le spiagge inglesi erano sotto il tiro delle batterie di Le Havre che nemmeno provarono a colpirle.

Gli alleati invece avevano le idee chiare: in un giorno e mezzo i grossi calibri delle corazzate scoperchierono tutte, ma proprio tutte, le casematte dei cannoni costieri e 3 giorni dopo spianarono la strada all'attacco da Omaha verso Carentan.

Che i movimenti di truppe, nel raggio di atiglieria navale, siano impossibili è un dogma accertato.

Tutto il piano strategico di difesa dei tedeschi sulla costa era sbagliato, ma nel dopoguerra fece comodo attribuire la colpa del successo dell'invasione a Hitler che avrebbe bloccato il rapido contrattacco pensato da Rommel.

La mia non è una "opinione", ma il pensiero di un grande storico appena morto: Luraghi

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Però non ho capito cosa si vuole dimostrare.

 

Che i tedeschi non avevano previsto una operazione anfibia di dimensioni mai tentate nella storia?

 

Che le loro difese 'dovevano' essere in grado di resistere a un potenziale di fuoco che non era preventivabile?

 

Che dovevano fare sbarcare mezzo milione di uomini e poi contrattaccarli con le misere forze che avevano (vedasi la 21° panzer, armata con trasformazioni di cari francesi), cosa che sapevano benissimo?

 

Non è che la situazione permettesse granchè, e l'unica opzione era quella di fare fallire lo sbarco. Dopo, la battaglia si sarebbe comunque trasformata in una guerra di logoramento da cui sarebbero (i tedeschi) comunque usciti sconfitti.

 

Non avevano alternative, e se i pezzi di artiglieria navale stroncarono ogni difesa i 'contrattacchi ' di Rommel sarebbero finiti.... stroncati dall'artiglieria navale.

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Dico e ripeto che l'unica strategia difensiva possibile era di costruire una linea difensiva a 25 miglia dalle coste. Punto e basta!

Fin dai tempi di von Clausewitz la strategia è basata sulla mobilità e sulla concentrazione delle forze (es. Clausewitz spregiava le montagne come linee difensive perchè avrebbero immobilizzato le forze e consigliava una linea difensiva ai piedi delle montagne che avrebbe consentito ai difensori di concentrare, mediante mobilità le forze mentre l'attaccanta era impedito, dai monti, a spostarsi lateralmente.

Una linea difensiva a 25 miglia avrebbe permesso di resistere finchè non si fossero concentrate le forze disperse lungo tutta la costa francese.

Al di là di dove la linea difensiva fosse collocata lo scago degli alleati era che i tedeschi riuscissero a concentrare forze difensive con velocità maggiore dei rinforzi che gli alleati riuscivano a sbarcare (e non solo dei rinforzi, anche della logistica perchè per tutta la battaglia di Normandia gli alleati pagarono la cronica carenza di munizioni).

Gli alleati avevano valutato che nella gara di velocità appena indicata sarebbero stati perdenti e attivarono il piano "fortitude" (la minaccia al Pas de Calais) nel quale OBH e Hitler, terragni, cascarono in pieno.

Ci voleva veramente una assoluta incompetenza marinara a pensare che gli alleati potessero avere navi e mezzi da sbarco per allestire un secondo attacco.

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Ma che facevano, tiravano col compasso un arco di 25 km pari alla gittata (?) dei cannoni navali, e poi costruivano la Maginot?

 

Insomma....

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si... è una situazione strana quella delineata.

passi l'idea di non opporre resistenza agli sbarchi e di "trincerarsi sul Suribachi", ma poi che si fa? le navi restano là, quasi a tempo indefinito, quindi ogni contrattacco di successo verrebbe stroncato dalle artiglierie navali, diverso era il caso dei Giapponesi che, ben sapendo di perdere, volevano vendere carissima la pelle.

ammenochè, non si voglia sostenere quello che, per certi versi, stava per accadere, nonostante Rommel fosse un "terragno": una testa di ponte che non riesce a sfondare e ad allargare il suo "spazio vitale" per ammassare altre truppe, finisce col perdere utilità e viene ritirata. ovviamente, questa teoria cozza con la grandissima disparità di forze in gioco e con i piani alleati che, mai e poi mai, si sarebbero ritirati... tacendo poi su Dragoon: uno ammassa tutte ste forze a distanza dalla costa e quelli ti sbarcano dall'altra parte della Francia... una situazione insostenibile comunque.

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E Roma era libera da due giorni ....

 

2lxa2vc.jpg

 

L'incubo dell'occupazione è finito: il 4 giugno 1944 le truppe alleate finalmente entrano a Roma, accolte tra ali di folla.

Nella foto, l'ingresso degli Alleati a Porta Maggiore.

La città si riempie di festanti cortei che inneggiano alla liberazione.

 

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Con quella macchina allora segretissima ....

 

Veteran Dusts Off Top-Secret D-Day Equipment ....

 

An RAF veteran yesterday [Thursday, 10 April] dusted off the top-secret equipment he used to help direct aircraft over the Normandy beaches in the days following the D-Day landings.

 

Fonte .... http://www.raf.mod.uk/news/archive/veteran-dusts-off-topsecret-dday-equipment-11042014

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Quando fu progettato lo sbarco in Normandia, sin dall'inizio era chiaro che i Marines e l'Esercito avrebbero fornito gli uomini e il materiale, ma la U.S. Navy avrebbe dovuto occuparsi dei mezzi da sbarco per portarli sulla spiaggia.

 

E' poco noto, che la Navy ha adottato un mezzo da sbarco messo a punto da un imprenditore importatore di legno, Andrew Jackson Higgins.

 

Per farla breve, quello che sarebbe stato il più famoso mezzo LCVP, era anche chiamato Higgin's Boat, di cui il generale D. Eisenhower dirà: "L'uomo che ha vinto la guerra per noi."

 

L'articolo completo in "In From the Cold: the man who won the war for us"

 

Darke_APA-159_-_LCVP_18.jpg

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