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Nuova Guerra Fredda in arrivo?


W L'ITALIA
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sinceramente se tagliano i gli icbm e mantengono i bombardieri sono più tranquillo, in passato stavano per lanciare i missili per falsi allarmi ,dovuti a errori dei satelliti e dei radar .

 

i bombardieri sono l'elemento più sicuro della triade

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La Cina innanzitutto prima o poi metterà in discussione lo status di Taiwan, su questo non ci piove, ma dovrà avere una flotta con componente aerea adeguata alle pretese, quanto alla "fame" di materie prime, questa, insaziabile, arriverà rivolta alla Russia proprio dalla Cina, che non ha mai accettato gli "iniqui trattati" sette-ottocenteschi in cui la Russia ha quadruplicato il suo territorio.

Ma riguardo le tecnologie, militari e di altro genere, la Cina è solo di poco più avanzata dell'India, inizia a produrre qualcosa da sola, ma bisognerà vedere se riuscirà ad essere competitiva ed inventare qualcosa di nuovo, originale, e ovviamente migliore, della controparte occidentale. La storia, per ora, ha dimostrato che sono poche le civiltà in grado di elaborare in maniera originale i concetti, le idee, e poi applicarli nella pratica, le civiltà di tipo orientale, cinesi, indiani, arabi, gli stessi bizantini greco ortodossi, quindi russi oggigiorno, sono più portati, a vari gradi e livelli, alla rielaborazione di idee altrui in funzione alle proprie esigenze, ceh a scoprire qualcosa di nuovo e migliore. Anche lo stesso Giappone, che spesso si prende ad esempio, ha letteralmente copiato l'occidente per diventare quel che è, ed ha sradicato buona parte della sua cultura tradizionale nei primi 3 decenni del novecento per diventarlo. La Cina però non mi sembra sulla stessa strada, mi sembra sfrutti a più non posso una contingenza, un punto debole del capitalismo attuale, e cioè l'impiego massiccio, senza risparmio, della sua enorme manodopera a costi irrisori, sicuramente mille volte più competitivi di quelli occidentali, ma anche russi.

 

Riflettiamo per un momento, visto che siamo in un forum militare, dei pezzi prodotti e delle "tradizioni" costruttive che ci sono dietro. Da una parte abbia una tecnologia genericamente occidentale chiamiamola, che se pur a diversi livelli tecnologici, usa gli stessi concept costruttivi, e ti produce gli Abrams, i Leopard, gli F 22, gli F 35, i Tifone, dall'altra abbiamo, già varcata la frontiera dell'Oder le prime avvisaglie di essere nel mondo slavo-russo, se per costruire un F 35 allo stato dell'arte viene misurato il singolo pannello a micron, l'aereo russo, pure stealth, a parole, avrà una verniciata con vernice speciale e pannelli saldati come potrebbe fare quasi ogni saldatore di una ferreria. Si è sempre privilegiata la quantità, che non la qualità, una scelta non necessariamente perdente in guerra, ne sanno qualcosa i tedeschi che a fronte dei loro quasi artigianali Tiger, con cui distruggevano migliaia e migliaia T 34 prodotti in massa, se ne trovavano sempre di più avanzare. Ma le differenze ci sono, e il gap, oggi perlomeno, viene dato da un'industria americana che, se ci fosse l'estrema necessità, soldi o non soldi, sarebbe in grado di essere convertita rapidamente per produrre mezzi di ottima fattura e in quantità notevoli.

 

Quindi una strategia di tipo "orientale" può agire solo in due modi: o attendere che l'industria americana decada definitivamente, e non sia in grado di riconvertirsi per il materiale bellico, o non in misura sufficiente alle immense capacità di industrie che lavorerebbero certamente sotto legge marziale e quindi in situazione di vera schiavitù ben peggiori di quelle attuali (il che è tutto dire), oppure riesce, per un cambiamento drastico di mentalità, a superare la tecnologia occidentale. O ancora, non la supera, ma è questa che si ferma e stagna.

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UK air defence stats

 

UK's Hansard publications threw out an interesting snippet this morning, with an answer in the House of Lords revealing the number of times the Royal Air Force has scrambled quick reaction alert fighters due to Russian activity within the last four years.

Noting that "The Russian aircraft remained in international airspace at all times", Lord Astor of Hever detailed the number of days on which RAF aircraft were launched as:

2009 - 11

2010 - 11

2011 - 10

2012 - 6 (as of 1 July)

Sadly we don't know the exact split of near-visiting types, but they have included the mighty Tu-95 "Bear" (shown with a Typhoon in the Crown Copyright image above) and the more menacing Tu-160 "Blackjack" (flanked by a Tornado F3 in the Crown Copyright picture below).

 

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La storia, per ora, ha dimostrato che sono poche le civiltà in grado di elaborare in maniera originale i concetti, le idee, e poi applicarli nella pratica, le civiltà di tipo orientale, cinesi, indiani, arabi, gli stessi bizantini greco ortodossi, quindi russi oggigiorno, sono più portati, a vari gradi e livelli, alla rielaborazione di idee altrui in funzione alle proprie esigenze, ceh a scoprire qualcosa di nuovo e migliore.

 

Stereotipi e luoghi comuni senza senso, soprattutto a livello storico. Cos'è, una disquisizione sulla superiorità della razza ? Le ricordo che il 'centro' del potere occidentale (e della ricerca avanzata ecc.) è un melting pot nel quale i bianchi sono ormai quasi una minoranza.

Ma lei ha idea di quante cose la cultura occidentale ha mutuato dall'oriente, nei secoli ? E non solo filosofia, matematica ma anche scoperte scientifiche. E meno male che dice di interessarsi di storia, filosofia, fisica : cosa legge ?

 

... dall'altra abbiamo, già varcata la frontiera dell'Oder le prime avvisaglie di essere nel mondo slavo-russo, se per costruire un F 35 allo stato dell'arte viene misurato il singolo pannello a micron, l'aereo russo, pure stealth, a parole, avrà una verniciata con vernice speciale e pannelli saldati come potrebbe fare quasi ogni saldatore di una ferreria.

 

No comment.

 

Si è sempre privilegiata la quantità, che non la qualità, una scelta non necessariamente perdente in guerra, ne sanno qualcosa i tedeschi che a fronte dei loro quasi artigianali Tiger, con cui distruggevano migliaia e migliaia T 34 prodotti in massa ...

 

A parte il fatto che il T-34 nel 1941/42 era decisamente il miglior carro al mondo, superiore a qualsiasi modello di panzer dell'epoca (tant'è che l'industria tedesca propose di copiarlo pari pari), il kill / loss ratio tra Tiger e T-34, sul Fronte Orientale, non superò mai il 12:1, nemmeno nei reparti di elite, ma fu mediamente 5:1 considerando tutti i tipi di perdita e di reparto.

 

Perchè non prova ad informarsi prima affermare cose a caso ?

Edited by Wasserfall
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Riguardo alle zone di influenza La Cina alla conquista del Mali

 

La crisi che il Mali sta vivendo in questi ultimi mesi ha spaccato il paese a metà. Mentre il nord è caduto nelle mani dei gruppi ribelli islamici legati ad Al Qaeda, il sud si trova impantanato in una crisi politica da cui sembra non trovare una via d'uscita.

...

Durante un recente incontro a Pechino, il diplomatico maliano Aliou Diallo ha dichiarato che “la Cina è uno dei pochi amici a non aver abbandonato il Mali nella crisi che la sta attraversando”.

...

Negli ultimi dieci anni i rapporti tra i due stati si sono intensificati a causa dei grandi investimenti che il paese asiatico ha effettuato sul territorio maliano. L’ammontare del commercio bilaterale è passato da 64 milioni di dollari nel 2003 a 230 milioni di dollari nel 2008. Nella prima metà del 2011 c’è stato un incremento record del 48,5%.

I flussi di denaro provenienti dalla Cina si sono concentrati principalmente nella costruzione di infrastrutture di pubblica utilità come scuole, reti stradali e ospedali. Dal 2007 ad oggi, gli investitori asiatici hanno impiegato all’incirca un miliardo di euro in questi progetti. Il grande spostamento di capitali ha contribuito in modo determinante allo sviluppo economico del Mali, incrementando in misura esponenziale la crescita del paese.

...

Le motivazioni che hanno portato la Cina ad investire nel Mali non sono certo di carattere filantropico. Prima di tutto, bisogna ricordare che il Mali è il terzo produttore d'oro del continente, dietro al Sud Africa e al Ghana. Inoltre, il suo sottosuolo è ricco di giacimenti di uranio e petrolio, risorse che fanno gola al governo asiatico. La Cina ha inoltre puntato all'industria tessile, visto che la produzione di cotone rappresenta una delle più importanti ricchezze del paese.

 

Molti vedono la Cina come un paese colonizzatore che, attraverso una politica di affiancamento e cooperazione, mira a diventare il primo partner dello stato africano. Naturalmente non è il solo ad aver messo gli occhi sulle ricchezze maliane. Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Canada sono i principali pretendenti, senza contare l'India che in questi ultimi anni si è imposta sul piano economico e tecnologico.

 

La Cina ha però promosso una strategia di investimento totalmente differente da quella dei paesi occidentali. Il gigante asiatico ha improntato i rapporti con il Mali sul piano della collaborazione e non dello sfruttamento, come hanno fatto in passato le grandi potenze come la Francia e gli Stati Uniti. In questo modo è riuscito ad accattivarsi anche le simpatie della popolazione, creando posti di lavoro in un paese con un altissimo tasso di disoccupazione.

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Stereotipi e luoghi comuni senza senso, soprattutto a livello storico. Cos'è, una disquisizione sulla superiorità della razza ? Le ricordo che il 'centro' del potere occidentale (e della ricerca avanzata ecc.) è un melting pot nel quale i bianchi sono ormai quasi una minoranza.

Ma lei ha idea di quante cose la cultura occidentale ha mutuato dall'oriente, nei secoli ? E non solo filosofia, matematica ma anche scoperte scientifiche. E meno male che dice di interessarsi di storia, filosofia, fisica : cosa legge ?

 

 

 

No comment.

 

 

 

A parte il fatto che il T-34 nel 1941/42 era decisamente il miglior carro al mondo, superiore a qualsiasi modello di panzer dell'epoca (tant'è che l'industria tedesca propose di copiarlo pari pari), il kill / loss ratio tra Tiger e T-34, sul Fronte Orientale, non superò mai il 12:1, nemmeno nei reparti di elite, ma fu mediamente 5:1 considerando tutti i tipi di perdita e di reparto.

 

Perchè non prova ad informarsi prima affermare cose a caso ?

 

 

deduco da tale "entusiasmo" per i carri sovietici già il livore ideologico, per cui, visto che purtroppo dopo questa sequela di provocazioni non posso dirTi quello che meriteresti, mi limito ad un esplicativo no comment, ma Ti invito a studiare qualcosa sull'operazione cittadella, quando i tedeschi erano già sulla difensiva nonostante inutili controffensive come questa: oltre 2000 carri sovietici completamente distrutti, numero imprecisato di danneggiati e recuperati; carri tedeschi distrutti 200, più altri 200 danneggiati e recuperati. E i sovietici.. hanno vinto! questo dimostra da sola, oltre alla conduzione tipica delle battaglie SEMPRE adottata dagli eserciti orientali, quale sia la strategia. Mai sentito dell'avanza Onda umana in dispregio alle vittime cinesi contro le postazioni di mitragliere e artiglieria americane o le poderose avanzate russe finite tutte pessimamente durante la prima guerra mondiale? e gli esempi vanno avanti. No caro, non sono stereotipi e avete rotto l'anima con queste accuse di razzismo a chi non è d'accordo con voi comunisti, ma una semplice analisi storica. Se poi tra cento anni russi e cinesi cambieranno radicalmente la concezione strategica tipicamente orientale non lo so, ma per ora è ancora quella.

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deduco da tale "entusiasmo" per i carri sovietici già il livore ideologico, per cui, visto che purtroppo dopo questa sequela di provocazioni non posso dirTi quello che meriteresti, mi limito ad un esplicativo no comment, ma Ti invito a studiare qualcosa sull'operazione cittadella, quando i tedeschi erano già sulla difensiva nonostante inutili controffensive come questa: oltre 2000 carri sovietici completamente distrutti, numero imprecisato di danneggiati e recuperati; carri tedeschi distrutti 200, più altri 200 danneggiati e recuperati. E i sovietici.. hanno vinto! questo dimostra da sola, oltre alla conduzione tipica delle battaglie SEMPRE adottata dagli eserciti orientali, quale sia la strategia. Mai sentito dell'avanza Onda umana in dispregio alle vittime cinesi contro le postazioni di mitragliere e artiglieria americane o le poderose avanzate russe finite tutte pessimamente durante la prima guerra mondiale? e gli esempi vanno avanti. No caro, non sono stereotipi e avete rotto l'anima con queste accuse di razzismo a chi non è d'accordo con voi comunisti, ma una semplice analisi storica. Se poi tra cento anni russi e cinesi cambieranno radicalmente la concezione strategica tipicamente orientale non lo so, ma per ora è ancora quella.

 

A parte il fatto che scrivi (forse per l'ira) in modo a volte poco comprensibile;

 

a parte il fatto che pensi di essere circondato da 'comunisti che mangiano i bambini',

 

continui a usare luoghi comuni senza senso, invece di dati e fonti storiche, denotando una totale superficialità. E le tue affermazioni sulla superiorità culturale, scientifica, militare, ecc., occidentale (per omnia secula seculorum) e sull'incapacità intellettuale 'al di là dell'Oder', ne sono un perfetto esempio.

 

Nello specifico, ho affermato che il T-34 nel 1941/42 (non nel 1943/45) era il miglior carro al mondo ed esistono decine di libri a confermarlo (Zaloga, tanto per fare nomi). Ho ammesso che il Tiger (che però era un carro concettualmente ben differente) abbia ottenuto un kill-loss ratio medio di 5:1, che non è certo poco. I Kingtiger però non ebbero queste stesse performance contro gli IS-2.

 

Ti invito io a studiare i libri di storia : Operazione Zitadelle - Battaglia di Kursk / Prokhorovka.

 

J.Erickson ("The Road to Berlin", 1983) : 600+300 carri tedeschi (II SS Pz.K + III Pz.Korps, incluso 100 Tiger) contro circa 900 carri sovietici della 5-.Gv.T.A.; perdite 300 panzer (incluso 70 Tiger) e circa 450+ carri sovietici. (pg.109-110); ratio 1 : 1,5

 

Glantz & House ("The Battle of Kursk", 1999); 300+200 carri tedeschi del II SS Pz.K. e del A-Abt Kempf, contro 830 carri sovietici; ma solo 570 carri si scontrano sul campo di battaglia : 170 tedeschi vs 400 sovietici. Perdite tedesche = 60-70, sovietiche = 400+ Quindi ratio 1:5,7 circa

 

Zetterling & Frankson ("Kursk", 2000); i tedeschi da 294 a 429; i sovietici da 616 a 870. Perdite : i tedeschi non più di 17 carri del II SS Pz.K. + altri 37 del A-Abt Kempf; i sovietici almeno 334. Quindi ratio 1:6 circa.

 

Questi sono gli storici più accreditati e famosi, che riportano dati molto differenti (la Storia non ha certezze, TU SI). Nessuno nega la superiorità tattica tedesca, ma nessuno autore serio parla di 2.000 carri russi distrutti. Certo che se leggi solo P.Carell (alias Paul Karl Schmidt, membro delle SS e funzionario del Ministero della Propaganda tedesco durante la guerra, poi 'storico' ...).

 

Quindi nessun livore ideologico MA SOLO STORIA.

 

Il livore ideologico è il tuo. Che spari numeri, concetti e interventi a caso.

Edited by Wasserfall
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Una battuta per sdrammatizzare: lì hanno le montagne e non è necessario costriuire un muro: In Himalayan Arms Race, China One-ups India

 

It has all the appearance of an arms race on the roof of the world.

Asia’s two great powers are facing off here in the eastern Himalayan mountains. China has vastly improved roads and is building or extending airports on its side of the border in Tibet. It has placed nuclear-capable intermediate missiles in the area and deployed around 300,000 troops across the Tibetan plateau, according to a 2010 Pentagon report.

India is in the midst of a 10-year plan to scale up its side. In the state of Arunachal Pradesh, new infantry patrols started on the frontier in May, as part of a surge to add some 60,000 men to the 120,000 already in the region. It has stationed two Sukhoi 30 fighter squadrons and will deploy the Brahmos cruise missile.

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Una nuova frontiera di contrasto La controversia sulle “terre rare” si globalizza e il Libro Bianco cinese in materia

 

Per prima cosa la definizione di terre rare

 

Le terre rare sono un insieme di 17 elementi chimici che trovano una varietà di applicazioni soprattutto in produzioni manifatturiere ad alta intensità tecnologica (incluso il comparto militare), risultando vitali in un settore particolarmente trainante come quello della green economy.

Sebbene tali elementi non siano effettivamente rari sulla crosta terrestre, negli ultimi vent’anni la Repubblica popolare cinese si è affermata come primo produttore al mondo, con una quota pari a circa il 97% del totale mondiale (era il 27% nel 1990, secondo dati riportati dalla U.S. Geological Survey).

...

Nel 2011 gli Stati Uniti risultavano così dipendere per il 100% da importazioni dalla Cina, e si stima che in una situazione analoga stiano l’Unione europea e, in special modo, Giappone.

 

In pratica, per problemi ambientali legati al processo estrattivo, la Cina è l'unica nazione al mondo che produce questi minerali.

 

Nei primi sei mesi del 2012 si è sviluppato un silenzioso ma durissimo confronto tra Giappone, Stati Uniti, Unione europea e Repubblica popolare cinese (Rpc) sul commercio internazionale delle cosiddette “terre rare”. Dietro l’apparenza di una querelle tecnica, di cui si sta occupando l’Organizzazione mondiale per il commercio (Omc), si cela in realtà un contenzioso di natura strategica con profonde ramificazioni geopolitiche, oltre che economiche.

...

Restrizioni della Cina sull’esportazione di “terre rare”

Il quadro è estremamente delicato per una concomitanza di tre fattori. Il primo è costituito dalla crescita della domanda globale - stimata dal Congresso Usa in circa 136.000 tonnellate, a fronte delle 133.600 prodotte nel 2010, con relativo assottigliamento delle riserve in vari paesi. Il secondo riguarda i tempi molto dilatati con cui possono entrare nel circuito economico nuove produzioni, data la complessità di attivare (o ri-attivare) miniere che, specialmente nei paesi avanzati, richiedono speciali accorgimenti per la tutela dell’ambiente.

Ma è soprattutto il terzo fattore - la nuova politica cinese sulle terre rare - ad aver suscitato allarme nelle maggiori cancellerie e industrie del mondo. Divenuta il primo consumatore al mondo di terre rare nel 1989, nel 1990 la Rpc ha dichiarato strategico questo settore minerario, vincolando l’ingresso di imprese straniere nel settore.

Successivamente, a partire dalla seconda metà degli anni 2000, il governo cinese ha imposto crescenti restrizioni all’estrazione di terre rare, citando - come riportato dal Libro bianco - l’eccessiva riduzione delle riserve nazionali, drammatici danni ambientali e un rapporto costi-benefici non adeguato, vista la relativa stagnazione dei prezzi sino al 2006 (particolarmente evidente se confrontata con la dinamica dei prezzi di minerali come ferro, oro e platino). Infine, per poter rispondere alla domanda interna e sfruttare al meglio la propria condizione di temporaneo monopolista, Pechino ha fissato una quota annuale massima per l’esportazione di terre rare e, nel 2011, incrementato fortemente la loro tassazione.

Secondo dati della Commissione europea, le restrizioni imposte dalla Rpc hanno impedito di rispondere alla domanda internazionale (nel 2010 pari a 50-60.000 tonnellate, a fronte di una quota-limite di 30.000 tonnellate), provocando una spirale nei prezzi che ha toccato il picco nella prima metà del 2011 (tra +500% e +1.000% per tutti gli elementi). Altrettanto significativo è che i prezzi delle terre rare per gli acquirenti stranieri siano anche il doppio di quelli sostenuti dalle controparti cinesi, un fenomeno che ha forzato una serie di imprese a reinsediarsi in territorio cinese per non perdere di competitività.

...

Giappone, Stati Uniti e Unione europea hanno per la prima volta optato per un’azione concertata a tre presso l’Omc, avviando il 13 marzo scorso consultazioni con la Rpc in merito alle restrizioni da questa imposte sull’esportazione di varie terre rare, tungsteno e molibdeno. Il successivo 26 marzo il Canada si è unito alla procedura di consultazione, che costituisce il primo passo in una disputa presso l’Omc.

Edited by Andrea75
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Segnalo un paper che parla dello sviluppo della Marina Cinese e delle contromisure adottate dagli USA fonte (segnalo che è già postato nel topic relativo alla Marina Militare Cinese)

 

Navy Response to China Naval Modernization

Navy “to adjust its force posture and basing to provide at least six operationally available and sustainable carriers and 60% of its submarines in the Pacific to support engagement, presence and deterrence.”129 Additional force posture actions that appear intended, at least in part, at improving the U.S. Navy’s ability to counter Chinese maritime anti-access capabilities, include the following:

 

earlier actions (i.e., actions implemented over the past several years)

• shifting three Pacific Fleet Los Angeles (SSN-688) class SSNs to Guam;

• basing all three Seawolf (SSN-21) class submarines—the Navy’s largest and most heavily armed SSNs—in the Pacific Fleet (at Kitsap-Bremerton, WA);

• basing two of the Navy’s four converted Trident cruise missile/special operations forces submarines (SSGNs) in the Pacific (at Bangor, WA);

• assigning most of the Navy’s ballistic missile defense (BMD)-capable Aegis cruisers and destroyers to the Pacific—and homeporting some of those ships

at Yokosuka, Japan, and Pearl Harbor, HI;

 

more recent actions

• announcing an intention to station up to four Littoral Combat Ships (LCSs) at Singapore (with the first to be sent there in the spring of 2013 for a 10-month

deployment);

• announcing a plan to rotate Marines on six-month training deployments through Darwin, Australia; and

• conducting talks with the Philippines about the possibility of rotating surveillance aircraft or perhaps Navy ships through Philippine bases.

...

As mentioned earlier (see “Limitations and Weaknesses” in “Background”), China’s navy exhibits limitations or weaknesses in several areas, including C4ISR systems, anti-air warfare (AAW), antisubmarine warfare (ASW), and mine countermeasures (MCM). Countering China’s naval modernization might thus involve, among other things, actions to exploit these limitations and weaknesses, such as developing and procuring electronic warfare systems, antiship cruise

missiles, Virginia (SSN-774) class attack submarines, torpedoes, unmanned underwater vehicles (UUVs), and mines.

Many of the Navy’s programs for acquiring highly capable ships, aircraft, and weapon systems can be viewed as intended, at least in part, at improving the U.S. Navy’s ability to counter Chinese maritime anti-access capabilities. Examples of highly capable ships now being acquired include Ford (CVN-78) class aircraft carriers, Virginia (SSN-774) class attack submarines, and Arleigh Burke (DDG-51) class Aegis destroyers, including the new Flight III version of the

DDG-51, which is to be equipped with a new radar for improved air and missile defense operations. The procurement rate of Virginia-class submarines was increased to two per year in FY2011, and the Navy wants to start procuring the Flight III version of the DDG-51 in FY2016.

Examples of highly capable aircraft now being acquired by the Navy include F-35C carrier-based Joint Strike Fighters (JSFs),143 F/A-18E/F Super Hornet strike fighters and EA-18G Growler electronic attack aircraft, E-2D Hawkeye early warning and command and control aircraft, the P-8A Multi-mission Maritime Aircraft (MMA), the Navy carrier-based Unmanned Combat Air System (N-UCAS program) demonstrator program, and the follow-on Unmanned Carrier Launched Airborne Surveillance and Strike (UCLASS) system. Some analysts, such as those at the Center for Strategic and Budgetary Assessments (CSBA), an independent defense study group, have emphasized the need for the Navy to develop and acquire a long-range unmanned aircraft such as UCLASS for use on Navy aircraft carriers.

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Un altro fornte di contrapposizione tra nazioni è la regione artica.

Nell'artico è stata stimata dall’U.S. Geological Survey (2008) la presenza di 90 miliardi di barili di petrolio e di circa 47.3 triliardi di metri cubi di gas. Altri 44 miliardi di barili di fluidi gassosi potrebbero celarsi nel sottosuolo. fonte

 

Per questo, già da diversi anni, è iniziato il posizionamento delle diverse potenze interessate:

- il Canada che ha intrapreso la strada dell’affermazione della propria sovranità nell’area

- la Cina, che nel 2008 ha ottenuto lo statuto di osservatore presso il Consiglio dell’Artico (Arctic Council);

- la Corea del Sud, che essendo un’importante potenza mercantile guarda con interesse l’aprirsi di potenziali rotte e si sta a sua volta muovendo per diventare osservatore;

- il Giappone;

- gli Stati Uniti che si definiscono una nazione artica, con forti e variegati interessi nella regione... compresi ampi e fondamentali interessi di sicurezza nazionale

- la Nato, che in passato ha ospitato a Reykjavik un seminario sulle “prospettive della sicurezza nell’estremo Nord” auspicando, tramite il suo Segretario Generale, la costituzione di una presenza militare permanente nell’Artico

- la Russia, che afferma “La Nato non ha alcun posto nell’Artico”, e che punta a rafforzare la propria presenza militare nella zona attraverso la riattivazione del pattugliamento con bombardieri strategici; inoltre ha annunciato il suo ritorno nell’Artico con la propria Marina

 

Aggiornamento dalla Russia

La Russia creerà basi navali nell'Artico

 

La Russia nella regione artica lungo le rotte del Mare del Nord creerà una serie di basi navali militari e punti di polizia di frontiera per proteggere gli interessi nazionali della regione, ha dichiarato lunedì il Segretario del Consiglio di Sicurezza russo Nikolaj Patrušev.

Inoltre secondo Patrušev il governo sta prendendo in esame una serie di proposte per nuove norme tributarie e tariffarie con lo scopo di stimolare l'attività commerciale nella zona artica della Russia.

 

Altri link

 

Russia reopens Arctic airbases

 

The new cold war: Militaries eying Arctic resources

 

Russia to build new naval bases in the Arctic

 

Russia, Like Other Arctic States, Solidifies Northern Military Presence

 

Russia creates special Artic troops

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Canada’s Arctic Defense Policy: Grand Theory, Stunted Practice

 

Canada plans to build six to eight ice-capable Arctic Patrol Ships (AOPS) instead, though this project has been plagued with delays and as it stands right now the first ships won’t enter into service until 2019; a full 12 years after preliminary approval was granted. Moreover, these ships have been criticized by opposition politicians for their slow speed and their limited field of navigation, particularly the fact that they are only able to break first-year ice. It should be noted that one icebreaker survived the cuts and is still in the works: the CCGS John G. Diefenbaker, announced in 2008, it is expected to go into service in 2017.

...

Ambitious plans to build an Arctic naval facility at Nanisivik have also been savaged. Slated to open in 2016, this facility will now primarily serve as a seasonal refuelling station for Canada’s new fleet of AOPS. This is a far cry from the original announcement of 2007 that envisioned a deep water port with an airport, a telecommunications network, offices, and living quarters. Nanisivik was supposed to serve as the lynchpin for Canada’s military presence in the Northwest Passage. Without any plans for a replacement, Canada will continue to lack a credible location to situate air, sea, and personnel in the Arctic.

...

reports suggest that the Harper government is considering a proposal to buy three high-altitude unmanned drones to patrol the Northwest Passage. These could go a long way in monitoring international shipping traffic and possible breaches of Arctic sovereignty, though as other projects have indicated- there’s a huge gulf in Canada between announcements and deployment.

...

it’s possible that Canada and the US could come together and pool their resources in a coordinated North American take on Arctic security ala NORAD. And perhaps this kind of American involvement is exactly what Canada needs to get the US on board for supporting Canadian sovereignty over the Northwest Passage.

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  • 1 month later...

Ricapitolando:

-La Russia cerca di recuperare le forze, cosa che non riesce a fare soltanto con la vendita di idrocarburi, anche se continua con delle dimostrazioni di "forza";

-La Cina vuole allargare il suo dominio economico su altri paesi, puntando molto sull'africa;

-L'India si deve ancora sviluppare pienamente come paese, anche se possiede comunque una certa forza militare\economica;

-Gli USA cercano di mantenere la propia posizione nelle "gerarchie mondiali" (detto così pare qualche frasone complottista o.O);

 

Il Pakistan...ora è più alleato con gli USA o con la Cina? Perché da quello ceh ho capito, sembra che il Pakistan stia allacciando forti legami con la Cina come l'India con gli USA.

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A non saprei proprio. Dicono che gli USA debbano un botto di soldi ai cinesi. Inoltre è un fatto che Osama Bin Laden l'hanno ammazzato ad Abbottabad in Pakistan. Non penso che da allora il Pakistan abbia guadagnato molti punti in America. O forse si?

Edited by Vultur
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... Dicono che gli USA debbano un botto di soldi ai cinesi. ...

 

La Cina ha acquistato e detiente una parte importante del debito sovrano USA: anche se stà diminuendo la propria esposizione rimane il primo paese straniero per quantità di Treasury bonds sottoscritti (1164.3 billions of dollars / valore aggiornato al giugno 2012) fonte

 

Riguardo al rapporto USA - Pakistan - Talebani:

 

I Talebani (riassumo e semplifico liberamente dai vari articoli che ho letto in proposito), si sono "formati" durante la guerra tra URSS e Afghanistan grazie:

- all'appoggio dell'ISI pakistana

- ai soldi e dell'ideologia dell'Arabia Saudita

- alle armi e agli addestratori USA (in funzione anti URSS)

 

Terminato il conflitto gli USA hanno trascurato quel paese, ma il Pakistan è rimasto è ha continuato a tessere rapporti con i talebani afgani (più defilata è rimasta anche l'Arabia Saudita).

 

Dopo l'11 settembre gli USA hanno mosso guerra al regime del mullah Omar ed il Pakistan si è trovato di fronte ad una scelta:

schierarsi al fianco dell'Afghanistan dei talebani

schierarsi (con più o meno entusiasmo) dalla parte degli USA

rimanere neutrale non era un'opzione praticabile (per il fatto di essere confinante, per i rapporti tra i i 2 paesi "-stan"). Gli USA sono stati molto chiari: o con noi, o contro di noi.

 

La scelta è stata per una adesione (poi rivelatasi di convenienza) alla coalizione a guida USA. Questo ha permesso al Pakistan di evitare l'isolamento internazionale, oltre che a ricevere assistenza e denaro per le proprie FF.AA. (chiamiamolo un incentivo degli USA per tirarli dalla propria parte).

In modo discreto l'ISI di Isalmabad ha continuato a fornire assitenza ai talebani afgani facendo in doppio gioco (BBC e The Times svelano il report NATO: il Pakistan appoggia i taliban e Pakistan helping Afghan Taliban - Nato).

Credo che gli USA avessere sempre saputo di questa situazione, che però - ad un certo punto - è diventata intollerabile. Allora è iniziato il pressing diplomatico suò governo Pakistano, sono iniziati i bombardamenti anche sul suolo Pakistano, c'è stata l'operazione che ha portato all'uccisione di Bin Laden.

 

Allo stato attuale credo che il rapporto USA-Pakistan si possa defnire di una alleanza di convenienza: nessuno dei 2 paesi voule rompere, ma nessuno dei 2 paesi si fida dell'altro.

 

Riguardo alla Cina:

si muove da potenza regionale cercando di allargare la propria sfera di influenza, ed inoltre è mossa da un particolare interesse: le materie prime. In Pakistan, ma pare soprattutto in Afghanistan ci sono importanti riserve minerarie L’Afghanistan è una miniera di cui la Cina è sempre affamata.

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Segnalo alcuni articoli sulla strategia USA per l'Asia

 

The American Pivot to Asia

 

America's Pivot to East Asia: The Naval Dimension

 

e una possibile risposta sino - indiana

 

Cina e India si uniscono per contrastare il pivot to Asia americano

 

La scorsa settimana il summit tra Hillary Clinton e Hu Jintao ha catalizzato l’attenzione dei media asiatici e ha fatto passare in sordina un altro incontro estremamente significativo per gli equilibri geopolitici del continente asiatico: la rinnovata intesa tra Cina e India. I due paesi hanno momentaneamente deciso di mettere da parte le antiche rivalità e collaborare per la stabilità regionale.

Liang Guanglie, ministro della Difesa cinese, si è recato a Mumbai per incontrare il suo omologo indiano Shri A.K. Antony, dopo ben otto anni dall’ultima visita di un titolare del dicastero della Difesa pechinese in India. Nel tempo trascorso tra le due visite, i rapporti tra i due Stati hanno vissuto alti e bassi, senza mai trovare un vero e proprio equilibrio.

Liang e la sua delegazione, composta da importanti membri dello stesso ministero e dell’establishment militare, hanno deciso di riprendere la cooperazione militare lasciata in sospeso da più di due anni attraverso una serie di esercitazioni congiunte. L’obiettivo è quello di rafforzare la cooperazione marittima e concordare una più efficiente linea strategica congiunta in modo da soddisfare le necessità di entrambi.

Le questioni sul tavolo, tuttavia, sono state significative anche in rapporto ad altri dossier: tra le altre la proiezione statunitense in Asia Sud-Orientale, la presenza cinese in Kashmir, la situazione in Pakistan e nell’Afghanistan post-ritiro NATO nel 2014, e la gestione delle frontiere tra i due Stati. Al termine della discussione, le due parti hanno espresso un forte ottimismo. Stato d’’animo confermato dai ministri anche in sede di conferenza stampa.

...

In molti continuano a considerare Cina e India come potenze antagoniste e in continua competizione per l’egemonia continentale. Considerata l’attuale situazione geopolitica in Asia, però, per entrambe è di certo più conveniente cooperare piuttosto che ostacolarsi.

Pechino e Nuova Delhi sanno che affinché questo rapporto possa essere proficuo è necessario operare in sintonia. Una sintonia non sempre facilmente raggiungibile: Cina e India sono infatti le potenze in ascesa per antonomasia e non hanno nessuna intenzione di rinunciare al loro status regionale e globale.

Proprio per questo motivo è possibile che l’American pivot to Asia abbia involontariamente contribuito al riavvicinamento tra i due paesi. La rinnovata presenza statunitense in Asia Pacifico non è passata inosservata ai radar indiani e di certo non è stata una bella sorpresa per Nuova Delhi, che da tempo si pone in sede ASEAN come referente esterno ideale ( e democratico) per controbilanciare l’influenza di Pechino.

Un altro aspetto che ha contribuito al riavvicinamento tra i due colossi asiatici è la prospettiva di una collaborazione di impronta economica nel settore dell’industria militare. Anche se in questo ambito c’è sempre stata grande competizione, è probabile che le dichiarazioni di Liang e Antony abbiano inaugurato un nuovo capitolo dei rapporti militari tra Cina e India.

All’inizio del 2012 l’India effettuò alcuni test su nuovi missili balistici a raggio intermedio, gli Agni-V, capaci di colpire qualsiasi obiettivo sul territorio cinese. Per tutta la risposta Pechino mise in allarme l’elite militare indiana: comunicò di essere anch’essa al lavoro su un nuovo sistema antimissilistico, prospettando il pericolo che questo sarebbe potuto finire anche in mano pachistana.

Il neo-inaugurato clima distensivo rende difficile oggi il ripetersi di una simile vicenda. È invece più possibile che si arrivi a una cooperazione in campo missilistico, in cui sia Nuova Delhi che Pechino mirano all’eccellenza. Basti pensare al nuovo fiore all’occhiello dell’industria missilista cinese, una versione navale del Dong Hai-10 (DH-10), un land-attack cruise missile (LACM) con gittata di circa 4000 km, dotato di un sistema di navigazione inerziale integrato, guida GPS e mappatura automatica del territorio.

L’India guarda con grande interesse a questa tecnologia, speranzosa che l’accordo appena siglato possa comportare un effettivo scambio di tecnologie e know-how, come fa sperare anche il recentissimo accordo tra Cina e Indonesia sullo stesso tema.

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Non so se in italia le notizie arrivano con la dovuta enfasi, ma qui la situazione sta sfuggendo di mano a tutti

il consolato italiano a Guangzhou (non quello di sh o bj) ha invitato i connazionali a non girare troppo su auto giapponesi ed evitare assembramenti (mmh.mi devo mettere l'accetta nel protabgalgi come il mio amico turco?? ma lui gira in CC wolksvagen e io in 320 Lifan..quindi sono patriottico)

 

altre news in diretta, il logo di baidu (il google cinese) è abbastanza netto

 

http://www.baidu.com/

 

aa1ba1211114809.jpg

 

Qui la gente ha perso il contatto con la realtà..... prepariamoci, e vediamo se sono un buon analista...

Tutte le persone che conosco, anche gente di livello e sicuramente ben lontana dal cinese medio, è a favore del conflitto o lo vede come inevitabile. E' una cosa abbastnaza assurda perchè nessuno si pone il problema delle conseguenze indirette di un conflitto del genere e di un suo possibile allargamento...:ph34r:

Il governo cinese è dentro il suo più complesso cambio di leadership dal dopo Mao, gli usa sono sotto elezioni e il giappone è in crisi economica.

Le due popolazioni sono montate una contro l'altra ed anche nei medi livelli del governo (almeno qui) si strizza l'occhio e si assecondano le masse.

nelle città gramndi dove ci sono scuole giapponesi e famiglie giapponesi, i bimbi sono protati a casa "porta a porta" o non vanno a scuola.

Oggi anniversario dell'inizio dell'invasione giapponese, le grandi aziende nipponiche hanno chiuso e qualcuna lo farà anche domani.

 

La situazione è grigia ragazzi...

 

Oggi son andato in un centro commerciale ed era pieno di polizia, mai vista così tanta.. e ho sentito troppi aerei svolazzare. Sono lontano dagli aereporti e non riesco a capire se sono militari o no. Come ho postato in un'altra disucssione qui ci sono almeno 15/20 j-11 della marina (credo) a nord della città..

Edited by nik978
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Prima di tutto hai la mia solidarietà personale e credo anche quella degli altri forumisti.

 

Comunque no, qua in Italia le notizie sulla questione non vengono date con la dovuta enfas,i come puoi vedere dai siti dei principali organi di stampa italiani o dal sito di rai.tv. Oddio, non è che le informazioni siano date in modo scorretto, ma il tutto viene relegato in posizione poco visibile.

 

Certo che chi si interessa di geopolitica sta cercando di capire meglio le cause della crisi, come puoi anche vedere da questa discussione: http://www.aereimilitari.org/forum/topic/16647-filippine/page__view__findpost__p__291624

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Pur vivendo nella 'tranquilla' Italia, condivido le preoccupazioni di nik978 (grazie per le notizie da inviato sul campo).

Purtroppo qui, come d'abitudine, le notizie estere sono relegate in piccoli trafiletti sui quotidiani, e nei tg si preferisce parlare del topless della duchessa di Cambridge piuttosto che di questo, ma vabbè... non crucciamoci troppo.

 

Chi desidera approfondire non ha alternative: deve leggere siti esteri!

 

Così si può sapere che il Giappone intende potenziare il proprio sistema radar (ufficialmente per timore della Corea del Nord) US-Japan agree to add second radar installation, o per avere aggiornamenti sulle tensioni che agitano quel angolo di mondo Protests Escalate China-Japan Rift

 

A number of Japanese companies, including Sony Corp. and Toyota Motor Corp., shut down facilities in China on Tuesday as a precautionary measure

...

In Beijing, a crowd of roughly 1,000 protesters hurled eggs at the Japanese embassy and held up portraits of Mao Zedong, shouting slogans such as "Smash Japanese imperialism!" The protesters were surrounded by heavily armored riot police, who used loudspeakers and megaphones to call for peace even as they said Chinese officials agreed with their concerns.

...

A Toyota spokesman declined to give details of its shutdown, but a person familiar with the matter said employees at the company's Chinese headquarters in Beijing were staying at home on Tuesday and weren't sure when they would return. Sony said it suspended two of its seven plants in China the same day, but declined to say which. Seven & i Holdings Co., which owns 7-Eleven convenience stores, closed its outlets in Beijing and the southwestern city of Chengdu. Fast Retailing Co., operator of the rapidly expanding Uniqlo chain of casual-clothing stores, said 42 of its 145 stores in China were closed Tuesday.

Mitsumi Electric Co., a maker of electronic parts, said Tuesday that anti-Japan demonstrators over the weekend broke into its plant in the city of Qingdao, damaging facilities there. Part of the plant was burned down in an attack, the company said, though the extent of the damage had yet to be confirmed.

Construction machinery maker Komatsu Ltd. halted all its plant operations in China on Monday and Tuesday. Stone-throwing protesters broke windows at one of its facilities on Sunday, the company said.

 

I motivi di preoccupazione mi sembrano abbastanza evidenti.

Al di là del 'rancore storico' tra le due nazioni dovuto alle guerri sino-nipponiche, azzardo alcune libere considerazioni che potrebbero essere d'aiuto per capire come evolverà questa situazione:

- parto con una ovvia premessa: nessuno dei due contendenti intende rinunciare alla propria rivendicazione;

- la Cina è una paese che ha bisogno di crescita e sviluppo. Una eventuale guerra con il Giappone sarebbe negativa da questo punto di vista, a meno che non siano convinti di poter annichilire l'avversario con perdite minime (in termini di uomini, apparati militari, infrastrutture, industrie, ecc.);

- la Cina è impegnata in altre rivendicazioni con altri paesi: non può mostrarsi rinunciataria per non compromettere l'esito dei diversi negoziati;

- in caso di conflitto come reagirebbero gli USA, alleati di Tokio? Considerando anche l'American Pivot to Asia credo che non sarebbero semplici spettatori.

- il Giappone ha scelto di abbandonare progressivamente la via dell'eneriga nucleare entro il 2030. Ha quindi necessità di approvvigionamenti da altre fonti energetiche e le sole energie rinnovabili potrebbere essere insufficienti;

 

Questi sono solo alcuni punti da considerare.

Personalmente credo che siamo di fronte ad una dimostrazione di forza che tenderà a scemare (ma la situazione è fluida, e potrei sbagliare previsione clamorosamente), dopodichè si tornerà ad una situazione di stallo.

 

Segnalo un link sul Libro Bianco per l'autodifesa del Giappone

Edited by Andrea75
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Sempre riguardo alle manifestazioni anti giapponesi in Cina propongo un differente punto di vista Of useful idiots and true believers

 

l'articolo dice che le manifestazioni sarebbero organizzate dal Comitato Centrale del Partito utilizzando poliziotti e militari in borghese in modo strumetale per i propri fini, e che la popolazione 'vera', il cittadino comune non sarebbe coinvolto:

 

There is a whiff of déjà vu too when one turns to the reaction of onlookers. Especially with regard to the question of whether the demonstrations are genuine, passionate outpourings by ordinary Chinese citizens, or stage-managed pieces of political theatre put on by puppet-masters from Party central.

One long-time foreign resident on the scene of this weekend’s demonstrations in Beijing was convinced “the whole thing was a fake” and that “every single person with their fist in the air” was a member of the Chinese army or police forces “assigned to compulsory duty to fake the protest.”

Some Chinese are similarly sceptical “about the real situation of the ‘patriotic’ anti-Japan demonstrations.” They offered up as proof the identification one man, who was photographed leading protesters in Xi’an with megaphone in his hand and anti-Japanese slogans on his shirt, as a senior local police official.

 

Io propono questa versione per completezza. Naturalmente non sono in loco per poter verificare se corrisponda o meno a verità.

 

Sempre riguardo alle manifestazioni anti giapponesi in Cina propongo un differente punto di vista Of useful idiots and true believers

 

l'articolo dice che le manifestazioni sarebbero organizzate dal Comitato Centrale del Partito utilizzando poliziotti e militari in borghese in modo strumetale per i propri fini, e che la popolazione 'vera', il cittadino comune non sarebbe coinvolto:

 

There is a whiff of déjà vu too when one turns to the reaction of onlookers. Especially with regard to the question of whether the demonstrations are genuine, passionate outpourings by ordinary Chinese citizens, or stage-managed pieces of political theatre put on by puppet-masters from Party central.

One long-time foreign resident on the scene of this weekend’s demonstrations in Beijing was convinced “the whole thing was a fake” and that “every single person with their fist in the air” was a member of the Chinese army or police forces “assigned to compulsory duty to fake the protest.”

Some Chinese are similarly sceptical “about the real situation of the ‘patriotic’ anti-Japan demonstrations.” They offered up as proof the identification one man, who was photographed leading protesters in Xi’an with megaphone in his hand and anti-Japanese slogans on his shirt, as a senior local police official.

 

Io propono questa versione per completezza. Naturalmente non sono in loco per poter verificare se corrisponda o meno a verità.

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Pur vivendo nella 'tranquilla' Italia, condivido le preoccupazioni di nik978 (grazie per le notizie da inviato sul campo).

Purtroppo qui, come d'abitudine, le notizie estere sono relegate in piccoli trafiletti sui quotidiani, e nei tg si preferisce parlare del topless della duchessa di Cambridge piuttosto che di questo, ma vabbè... non crucciamoci troppo.

 

Chi desidera approfondire non ha alternative: deve leggere siti esteri!

 

Così si può sapere che il Giappone intende potenziare il proprio sistema radar (ufficialmente per timore della Corea del Nord) US-Japan agree to add second radar installation, o per avere aggiornamenti sulle tensioni che agitano quel angolo di mondo Protests Escalate China-Japan Rift

 

 

 

I motivi di preoccupazione mi sembrano abbastanza evidenti.

Al di là del 'rancore storico' tra le due nazioni dovuto alle guerri sino-nipponiche, azzardo alcune libere considerazioni che potrebbero essere d'aiuto per capire come evolverà questa situazione:

- parto con una ovvia premessa: nessuno dei due contendenti intende rinunciare alla propria rivendicazione;

- la Cina è una paese che ha bisogno di crescita e sviluppo. Una eventuale guerra con il Giappone sarebbe negativa da questo punto di vista, a meno che non siano convinti di poter annichilire l'avversario con perdite minime (in termini di uomini, apparati militari, infrastrutture, industrie, ecc.);

- la Cina è impegnata in altre rivendicazioni con altri paesi: non può mostrarsi rinunciataria per non compromettere l'esito dei diversi negoziati;

- in caso di conflitto come reagirebbero gli USA, alleati di Tokio? Considerando anche l'American Pivot to Asia credo che non sarebbero semplici spettatori.

- il Giappone ha scelto di abbandonare progressivamente la via dell'eneriga nucleare entro il 2030. Ha quindi necessità di approvvigionamenti da altre fonti energetiche e le sole energie rinnovabili potrebbere essere insufficienti;

 

Questi sono solo alcuni punti da considerare.

Personalmente credo che siamo di fronte ad una dimostrazione di forza che tenderà a scemare (ma la situazione è fluida, e potrei sbagliare previsione clamorosamente), dopodichè si tornerà ad una situazione di stallo.

 

Segnalo un link sul Libro Bianco per l'autodifesa del Giappone

 

Innanzitutto grazie per gl attestati di solidarietà, ma a parte una atmosfera un po strana, va tutto come prima. Ok, io sono italiano e gli italiano piacciono un po a tutti, fossi giapponese magari sarebbe diverso...

 

Ai punti esposti sopra ne aggiungo un altro che va a braccetto con l'ultimo post di andrea

Il governo cinese è messo di fornte ad un bivio: usare il nazionalismo per spostare l'attenzione dle popolo dai problemi quotidiani di costo della vita, corruzione, privilegi etc, o tenere un profilo basso e diplomatico, ma prendersi le critiche pesanti della popolazione e rishciare che questo disagio vada a solevare rivendicazioni e problemi mai sopiti?

 

La Tatcher con le falkland in qualche modo salvò il suo governo....la storia si ripeterebbe?

Quindi sicuramente il governo cerca di gestire le proteste ed indirizzarle, ma va detto che tutte le persone con cui ho palrato sono molto convinte su un'ipotesi di conflitto. Per me a livello di piazza nuda e cruda ci potrà anche essere una sorta di presenza di funzionari, ma l'opinione pubblica è molto improntata verso una soluzione "non di comprmesso"...

Edited by nik978
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