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Diego

Chiedo a tutti notizie sui militari italiani in Vietnam 1965-75

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ma allora ti riferisci a italiani che combattevano come mercenari in vietnam questo è un altro paio di maniche !

beh questo non è una novità che molti neo fascisti facessero anche i mercenari , ps a titolo di diceria raccontano di un maresciallo della folgore che si vantava di essere stato in vietnam come mercenario , il nome non me lo ricordo ma me lo descrissero come un ''pazzo ''.

 

forse qualcuno che è stato in folgore ti può aiutare

 

Caro Cama81,

la tua risposta è molto interessante e ti ringrazio. Ti sarei molto grato se tu potessi risalire a quel maresciallo della Folgore. Quando ho scritto all'Associazione degli ex-Folgore si sono chiusi a riccio e non hanno voluto darmi neanche una smentita al fatto che qualche parà italiano sia finito laggiù. Io non so gli americani, ma ho sentito dire che l'esercito sudvietnamita segretamente arruolava mercenari stranieri, che però non risultavano da nessuna parte. Questo è possibile, ma non ho prove. Mi spiace molto che la mia richiesta d'aiuto abbia suscitato sciocche ilarità ed emoticons sghignazzanti. Non era questo che mi aspettavo da un forum del genere. Fortunatamente tu e qualcun altro avete rialzato il tono e la credibilità delle risposte, e te ne ringrazio. Diego

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allora, la leva obbligatoria negli Stati Uniti, in vigore all'epoca del Vietnam, non diceva assolutamente che "CHIUNQUE lavori negli Stati Uniti e quindi viva dell'economia americana è anche obbligato a difenderla con le armi dai nemici interni ed esterni " perchè sarebbe una violazione legale talmente palese da non mettersi nemmeno a discutere: io lavoro alla Ford come tecnico distaccato dalla Fiat, per motivi miei, o alla Olivetti, ed essendo uomo mi danno un fucile in mano e mi mandano nella giungla?

 

Il Selective Service, che e' alla base della leva americana (ed e' peraltro ancora in funzione, perchè e' lo strumento di selezione del personale 'richiamabile') dice questo:

 

all male U.S. citizens are required to register with Selective Service within 30 days of their 18th birthday. In addition, foreign males between the ages of 18 and 25 living in the United States must register. This includes permanent residents (holders of Green Cards), refugees, asylees, dual citizens, and undocumented/illegal aliens. Foreign males in the United States as lawful non-immigrants (international students, visitors, diplomats, etc.) are not required to register. Failure to register as required is grounds for denying a petition for US citizenship.

 

E intanto cambia di molto il film.Si tratta di registrarsi ad una 'anagrafe' che prevede molti paletti, e multe per chi non lo fa, da cui il governo 'attinge' in caso di bisogno.

 

Si puo' essere esclusi per una infinità di motivi, fra cui l'obiezione di coscienza.

 

In Vietnam diversi italo.americani hanno combattuto, ma erano, appunto italo-AMERICANI.

 

Diversi sono stati anche decorati, un elenco anche qui:

 

http://wapedia.mobi/en/List_of_Italian_American_Medal_of_Honor_recipients#6.

 

ma non stiamo parlando di ITALIANI IN VIETNAM: quello e' un falso storico.

 

Antonio Famà, nato a Scilla l'8 gennaio del 1945 da Vincenzo e da Giroloma Caratozzolo. Dopo gli studi primari , conseguì il diploma di Perito Elettrotecnico presso l'Istituto Professionale Industriale "A.Panella" di Reggio Calabria e sul finire dello stesso anno, il 1964, si trasferì con l'intera sua famiglia negli Stati Uniti d'America, andando a risiedere nella cittadina di Port Chester nello Stato di New York. Dovette assolvere agli obblighi di leva e fu inviato in Vietnam. Ritornato illeso, riprese i suoi studi universitari presso il Manahattan College, conseguendo prima la laurea in Ingegneria Elettronica e specializzandosi poi al Politecnico di New York.

---------------------------------------------------------------------------

Donato Antonio Rutigliano:, nato a Bitetto il 17.2.1947 da Francesco e da Turchiano Caterina. Emigrato a New York (U.S.A.) il 26.7.1954 con tutta la famiglia, frequenta le scuole superiori con ottimi risultati ma, all'età di diciannove anni, il 19 ottobre 1966 viene arruolato nel corpo dei Marines ed in data 22 marzo 1967 inviato in Vietnam. Il 26 luglio 1967, mentre era a bordo di un carro armato in assetto di guerra, questi veniva minato. Il Rutigliano muore a seguito di gravi bruciature su tutto il corpo.

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Antonio Famà, nato a Scilla l'8 gennaio del 1945 da Vincenzo e da Giroloma Caratozzolo. Dopo gli studi primari , conseguì il diploma di Perito Elettrotecnico presso l'Istituto Professionale Industriale "A.Panella" di Reggio Calabria e sul finire dello stesso anno, il 1964, si trasferì con l'intera sua famiglia negli Stati Uniti d'America, andando a risiedere nella cittadina di Port Chester nello Stato di New York. Dovette assolvere agli obblighi di leva e fu inviato in Vietnam. Ritornato illeso, riprese i suoi studi universitari presso il Manahattan College, conseguendo prima la laurea in Ingegneria Elettronica e specializzandosi poi al Politecnico di New York.

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Donato Antonio Rutigliano:, nato a Bitetto il 17.2.1947 da Francesco e da Turchiano Caterina. Emigrato a New York (U.S.A.) il 26.7.1954 con tutta la famiglia, frequenta le scuole superiori con ottimi risultati ma, all'età di diciannove anni, il 19 ottobre 1966 viene arruolato nel corpo dei Marines ed in data 22 marzo 1967 inviato in Vietnam. Il 26 luglio 1967, mentre era a bordo di un carro armato in assetto di guerra, questi veniva minato. Il Rutigliano muore a seguito di gravi bruciature su tutto il corpo.

 

 

eh, difficile fare conversazione con chi ha solo le proprie incrollabili convinzioni. Fra l'altro, per queste cose gli USA sono magnifici, perchè in rete si trova tutto.

 

E, sempre dal sito del MURO di cui sopra, per Rutigliano guarda un po che salta fuori:

 

RUTIGLIANO ANTHONY SP4 E4 A 19470217 19670726 NEW YORK NY 24E 004

 

 

Nato a New York (Ny) il 17.2.47, morto il 26.7.1967

 

Italo americano, certo: ma nato in USA e quindi nulla a che vedere con tutto questo fumo.

 

Qui si parla di MERCENARI in servizio in Vietnam, come se gli USA ne avessero avuto bisogno, ma certo: noi, poi, col Partito Comunista più forte dell'occidente, che sparava a zero giornalmente sulla guerra in Vietnam, magari anche sapendolo che qualche cretino si era andato ad impegolare in Vietnam, non chiedevamo immediatamente agli Usa di impacchettarlo e rimandarlo a casa? Ma ci sarebbe andato Fanfani a piedi, a riprenderselo.

 

Ma andiamo.

 

ps: il Farnà da quello che si evince non e' morto: ma se era trasferito in US con la famiglia, era un cittadino americano: e allora che segreto e'? ha fatto il militare come dovuto.

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Senti, Madmike, non so tu, ma io penso di essere una persona seria, e ti rispondo perciò senza sghignazzare. Ho contattato nuovamente il fratello di Vitrò che vive a Satriano(CZ): Vito Vitrò era nato a San Vito sullo Jonio, il Comune confinante, morì nel 1969 (non nel 1968 come dici tu) e lì riposa il suo corpo. Era rimasto in Italia fino al 1964 o 1965 (suo fratello mi farà avere la data esatta di partenza) e poi aveva raggiunto i genitori in USA. Rutigliano era nato a Bitetto. Hai preso una grande cappellata pubblicamente, qui nel Forum, e spero tu abbia l'umiltà di ammetterlo: la località che è riportata sul Wall si riferisce alla città di residenza all'atto della morte, non a quella di nascita. Vorrei usare nei tuoi confronti alcune espressioni, ma non lo faccio per educazione e perché so che sarei espulso dall'Amministratore di questo Forum, ma te le meriteresti tutte. Reputazione, mi spiace, ma zero assoluto.

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Senti, Madmike, non so tu, ma io penso di essere una persona seria, e ti rispondo perciò senza sghignazzare. Ho contattato nuovamente il fratello di Vitrò che vive a Satriano(CZ): Vito Vitrò era nato a San Vito sullo Jonio, il Comune confinante, morì nel 1969 (non nel 1968 come dici tu) e lì riposa il suo corpo. Era rimasto in Italia fino al 1964 o 1965 (suo fratello mi farà avere la data esatta di partenza) e poi aveva raggiunto i genitori in USA. Rutigliano era nato a Bitetto. Hai preso una grande cappellata pubblicamente, qui nel Forum, e spero tu abbia l'umiltà di ammetterlo: la località che è riportata sul Wall si riferisce alla città di residenza all'atto della morte, non a quella di nascita. Vorrei usare nei tuoi confronti alcune espressioni, ma non lo faccio per educazione e perché so che sarei espulso dall'Amministratore di questo Forum, ma te le meriteresti tutte. Reputazione, mi spiace, ma zero assoluto.

 

Mi dispiace, ma contrariamente a te, non sono affermazioni che faccio IO: sono dati che l'esercito USA ha postato sul sito dei caduti in Vietnam. Nel caso, le scuse le fanno loro, io continuo a dire che tu stai postando dati senza alcuna conferma, che dici di avere da non si sa chi e non si sa come, dall'altra parte ci sono dati, e link che lo provano, di ben altra natura e certezza.

 

nessun problema di reputazione: solo L'OBBLIGO, quando si postano dati, di verificarli, o quanto meno provare a farlo (io i dati postati li ho trovati in minuti 10 di ricerca su internet: credo potessi farlo anche tu prima di postare).

 

Altrimenti, l'ho detto e lo ripeto, internet diventa un minestrone dove, a forza di 'mi hanno detto che', si legge tutto e il contrario di tutto.

 

ps: per Vitrò, ho sbagliato io, ma il link postato e' esatto: in effetti si nota

la data di decesso 1969, 1968 e' quello che io ho (erroneamente) trascritto.

 

Per luogo di nascita, rivolgersi esercito USA.

Modificato da madmike

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Mi dispiace, ma contrariamente a te, non sono affermazioni che faccio IO: sono dati che l'esercito USA ha postato sul sito dei caduti in Vietnam. Nel caso, le scuse le fanno loro, io continuo a dire che tu stai postando dati senza alcuna conferma, che dici di avere da non si sa chi e non si sa come, dall'altra parte ci sono dati, e link che lo provano, di ben altra natura e certezza. nessun problema di reputazione: solo L'OBBLIGO, quando si postano dati, di verificarli, o quanto meno provare a farlo (io i dati postati li ho trovati in minuti 10 di ricerca su internet: credo potessi farlo anche tu prima di postare). Altrimenti, l'ho detto e lo ripeto, internet diventa un minestrone dove, a forza di 'mi hanno detto che', si legge tutto e il contrario di tutto. ps: per Vitrò, ho sbagliato io, ma il link postato e' esatto: in effetti si nota la data di decesso 1969, 1968 e' quello che io ho (erroneamente) trascritto. Per luogo di nascita, rivolgersi esercito USA.

 

Visto che insisti, ti ripeto che il luogo messo sul Wall di Washington cita la città di provenienza in USA, non quella di nascita, Quindi: 1) TU non hai saputo riportare correttamente il dato che hai trovato o lo hai male interpretato; 2) Non mi metto certo a chiedere al Comune di San Vito Ionio il certificato di nascita di Vito Vitrò, a me basta quello che mi ha detto - con dolore ancora vivo - la persona serissima che è suo fratello e che abita a Satriano (CZ), non "non si sa chi e non si sa come". Se a te non va bene, fatti tuoi; 3) Io ho messo a disposizione i dati che ho raccolto in attesa di aiuto e di suggerimenti per verificarli e correggerli, non mi attendevo certo sarcasmi e arroganze come la tua. Non è quello di prendere a pesci in faccia chi chiede aiuto e notizie il modo di comportarsi in un Forum; 4) Sono lieto che tu abbia riconosciuto di esserti sbagliato sull'anno di morte. Come vedi nessuno è perfetto. E - mi sembra - tu meno di altri.

Modificato da vorthex

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Senza voler fare dietrologia o facili speculazioni, è logico pensare che un buon servizio di informazioni (quale reputo sia quello italiano) sia presente ovunque vi siano guerre o focolai di tensione, a partire dall'Afghanistan a finire nelle giungle del Sudamerica passando per l'Africa equatoriale. Non vedo dove sia il problema.

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Senza voler fare dietrologia o facili speculazioni, è logico pensare che un buon servizio di informazioni (quale reputo sia quello italiano) sia presente ovunque vi siano guerre o focolai di tensione, a partire dall'Afghanistan a finire nelle giungle del Sudamerica passando per l'Africa equatoriale. Non vedo dove sia il problema.

 

Caro G91T,

rispondo volentieri alla tua nota. Certo che il SID era il referente dei nostri addetti militari a Saigon, su questo non ci piove! Ho trovato diversi militari italiani che andarono a Saigon durante il conflitto (1963-75). Alcuni sono viventi, altri purtroppo no, ma sto contattando vedove e figli per sapere se hanno documentazione, visto che l'UNUCI e lo SM Difesa ne sanno poco o hanno difficoltà a reperire documentazione cartacea personale. Fra gli altri, cito il generale S.A. Franco Pisano per il 1968-1969, il colonnello pilota Piero Verdelli, il colonnello pilota Ettore Andrei, il ten. col. Vincenzo Cataldo, il colonnello Franco Boschi, il colonnello Mario Accasto, il colonnello Mario Catania. La nostra sezione militare dell'Ambasciata a Saigon era composta da uno o due ufficiali, due sottufficiali e un decifratore. Il decifratore che rimase più tempo a Saigon si chiamava De Biase. Il generale Carlo Jean andò come "osservatore" a Saigon: con la NATO la sua brigata alpina Susa girò mezzo mondo. Diversa era l'origine della mia domanda al Forum, derivante da indiscrezioni che mi sono giunte, e che cioè alcuni nostri agenti o istruttori di Corpi Speciali (Col Moschin, Comsubin, Lagunari) siano stati inviati dal SID in missione NON UFFICIALE in Vietnam col beneplacito della CIA e del Pentagono per partecipare ad azioni addestrative "sul campo". Sarò grato a chi mi vorrà fornire delucidazioni di questo tipo, garantendo ovviamente l'assoluta discrezione sui nomi. Grazie e cordiali saluti. Diego

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Caro Madmike,

mi spiace molto per la grande figuraccia che hai fatto qui nel Forum in merito al soldato italiano Vito Vitrò in Vietnam. Forse un po' meno arroganza non guasterebbe. Hai confuso la città di residenza in USA di Vitrò (riportata sul Vietnam Wall di Washington) con la sua città di nascita, che è San Vito sullo Ionio (Catanzaro). Ero entrato in questo Forum per avere una mano e delle informazioni utili alla mia ricerca. Ho chiesto a tutti cortesemente ed educatamente se avevano qualcosa da dirmi. Tutto mi sarei aspettato da un sito di questo livello tranne che ci fosse dentro un tipo come te. Peccato. Forse hai perso una buona occasione per tacere. Per me, ti attribuisco Reputazione 0. Ciao. Diego

Modificato da Diego

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Ricostituita a Torino il 15 aprile 1952, la Brigata Alpina "Taurinense" ha in organico i Reggimenti 4° Alpini e 1° Artiglieria da Montagna, una Compagnia Mista Genio (che si scinde poi in Compagnia Genio Pionieri e Compagnia Collegamenti) ed un Plotone Comando.

Alcuni reparti operativi della Brigata danno vita con aliquote di personale e mezzi, ad un contigente a disposizione della Forza Mobile delle Forze Alleate in Europa, che partecipa periodicamente a particolari attività addestrative al fianco di altre unità NATO, con la denominazione di "Gruppo Tattico Aviotrasportabile".

 

Questa è l'unica cosa che ho trovato su internet.

Cosa facesse questo gruppo tattico aviotrasportabile insieme a quel furbone di carlo jean non si sa....

Potrei immaginare dell'addestramento in montagna vista la vocazione della brigata.

 

La storia dell'Arconte me la sono stampata e letta ancora 8 anni fa all'incirca.

Ci sono rimasto di stucco visto che non sapevo niente di Gladio e company.

 

Secondo me tanti misteri partono delle carte che abbiamo firmato dopo aver perso la guerra: cioè potevamo solo difenderci in caso di attacco, però siccome la NATO combatteva il comunismo, e noi eravamo alleati....

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Gentili utenti,

ho trovato per caso questa pagina di discussione digitando con google il nome di mio zio materno, Vito Vitrò. Vito non era nato a Mamaroneck, bensì a San Vito sullo Jonio, in provincia di Catanzaro, il 7 marzo 1948. Ha trascorso la sua infanzia e adolescenza a Satriano e, raggiunti i suoi genitori che si erano trasferiti per qualche anno negli Stati Uniti, si arruolò e morì in Vietnam nel 1969, il 28 febbraio, poco prima di compiere i 21 anni; ha quindi assolutamente ragione l'utente Diego e non Madmike. Mamaroneck è la città di provenienza del soldato Vito Vitrò. Vito riposa nel cimitero di San Vito sullo Jonio; i suoi genitori, cioè i miei nonni, portarono lì la sua salma qualche anno dopo, quando si trasferirono nuovamente in Italia.

Vito era un ragazzo solare, che amava la musica, suonava la chitarra e cantava con i suoi amici. La sua morte lasciò un vuoto immenso nella famiglia di mia mamma.

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La presunta presenza degli italiani in Vietnam, è un fatto poco noto su cui è difficile trovare della documentazione.

 

Vi porto all'attenzione questo documento, fonte AMVI.

 

Nel documento c'è scritto che cinque piloti, ed un numero imprecisato di osservatori, potrebbero aver effettuato un breve periodo in Vietnam allo scopo di valutare le potenzialità dello F-4 Phantom II. Ma sono voci.

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Ragazzi non so se ve ne siete accorti ma stiamo parlando con Diego Verdegiglio mica uno qualunque! Sicuramente ne sà più lui che noi su quel che dice e vedete che accoglienza gli abbiamo riservato...

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forse qualcuno che è stato in folgore ti può aiutare

Pronti! :D

 

Caro Cama81,

la tua risposta è molto interessante e ti ringrazio. Ti sarei molto grato se tu potessi risalire a quel maresciallo della Folgore.

Non è un segreto. Trattasi del (ormai, ahimè, defunto) Maresciallo Grusovin (o Grusovich, o Crusovich, a nessuno -immagino- è mai venuto in mente di andargli a chiedere l'interpretazione autentica), che viveva in una casupola al minuto mantenimento; a Pisa (e, per estensione, in tutta la Brigata visto che per la allora SMIPAR ci passavano tutti) lo conoscevano anche i sassi. Che esistesse te lo confermo, che fosse fuori come un giardino pensile pure; poi sulla veridicità delle storie che giravano su di lui -ad esempio la leggendaria sfida con il collega paracadutista a stelle e strisce- non ti so dire.

 

Quando ho scritto all'Associazione degli ex-Folgore si sono chiusi a riccio e non hanno voluto darmi neanche una smentita al fatto che qualche parà italiano sia finito laggiù.

Beh, non ho riscontri di prima mano, ma che nei decenni qualche collega dopo il congedo abbia deciso di andare a cercare lavoro su fronti stimolanti (Legione, Tercio, contractors, agenzie di sicurezza varie etc) in giro per il mondo, oltre che una voce che girava insistentemente a proposito dell'uno o dell'altro, mi pare ipotesi decisamente plausibile. Facendo la tara del fatto che nella Brigata su certe cose qualche volta si tende forse un po' a fiorirla... ;)

 

Spero di non apparirvi maleducato se posto senza passare preventivamente per le presentazioni.

Ad ogni modo:

 

 

 

Antonio,

 

Ciao.

Modificato da Maramaldo

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si Grusovin era il nome che ho trovato inseguito

 

circa a italiani in vietnam ,qui si parlava di mercenari o agenti sifar o gladio in vietnam ,per ordine del governo improbabile ma non ho possibilità di smentilo

 

da quel che ho visto in un documentario di ''la storia siamo noi '' molti italiani immigrati di prima generazione furono fatti cittadini usa in fretta e furia solo per far arrivare loro la cartolina di precetto , anche qui mi limito a riferire

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Buongiorno a tutti,

discussione ormai "fredda" .... l'ho trovata per caso, ma vorrei aggiungere un paio di note che, di certo, non diraderanno le nebbie dense che avvolgono l'argomento:

1°) Maresciallo Francesco Grusovin : sono un paracadutista in congedo della Brigata "Folgore" ed ho conosciuto personalmente il Maresciallo Grusovin quando , nel 1973, mi trovavo alla SMIPAR come allievo paracadutista. Su questo splendido sottufficiale se ne sono dette di tutti i colori...ma nessuno ,fra tutti i "fratelli" Folgore, ha mai portato una prova..."si dice..." "mi hanno raccontato..." ma all'atto pratico si rimane davanti ad un muro. Personalmente posso dire che è vero, in quanto l'ho visto di persona al mio secondo lancio di abilitazione dove svolgeva funzione di DL ( Direttore di Lancio), che tenendosi con un braccio si sporgeva dal portello del C119, senza paracadute paracadute indossato. Della sua presenza in Viet Nam ne parlavano tutti ma nessuno ha mai portato prove....e nessuno ha mai smentito. Credo comunque che sia ancora vivo...ma anche per questo...beh...non ci sono prove!!

2°) L'unico italiano di cui sono certo che abbia preso parte al conflitto nel sud est asiatico è un certo Raffaele Minichiello, vive in Italia e gestisce un bar....però anche lui era regolarmente incorporato USMC . Divenne famoso per aver "prelevato" dalle casse reggimentali quanto (in realtà!) gli spettava e non gli veniva riconosciuto...dopodichè il 29/10/1969 dirottò un aereo e tornò in Italia.

3°) Non so dirvi se perchè le sorti del conflitto nel '73/'74 fossero ormai facilmente intuibili o per altri motivi legati ad accordi interforze ma io, all'epoca incorporato per una serie di corsi all'82^ Airborne chiesi esplicitamente all' "Enlistement office" al quale facevo riferimento se potessi essere inviato in quelle zone di operazioni e con una pacca sulla spalla mi dissero "you are enlisted in the 82^ but you're still in the Italian Army...there's no way." ( "ovvero "sei incorporato all'82^ ma sei ancora nell'Esercito Italiano...non è possibile").

Certo di non aver detto nulla di nuovo sull'argomento spero cmq che possa esservi utile.

(p.s. sono finito sul forum perchè nella vita "civile" mi sono guadagnato la pagnotta menando la cloche a 10.000ft....)

Ciao a tutti.

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Salve a tutti, mi sono iscritto oggi principalmente per dare un contributo sul Maresciallo Krusovich

anche io avevo sentito parlare di questa leggenda prima di fare il parà.

Sono nato nell'anno 1964 e alcuni amici piu' grandi di me mi avevano raccontato di queste storie legate alle sue gesta.

Quando sono partito come parà nel 9°/86 ed arrivai alla SMIPAR venni subito preso di mira perchè ero assai robusto e con un carattere un po' troppo aggressivo.

Successivamente iniziai ad avere i timori di venir scartato tanto ero preso di mira, ed insieme alla impossibilità di dormire e le punizioni giornaliere pensai che la sfiga mi avesse puntato fino a quando una mattina in IX^ cp. alla lettura dei servizi da parte del furiere di turno sentii il mio nome assegnato con altri 3 morti di sonno al servizio del M.llo Krosuvich (cosi' lo si chiamava).

Pensai: " ...forse la fortuna comincia agirare ! "

Ero stanco di corvee cucina e piantoni di camerata e quello era il primo incarico degno di un Parà!
Fù questo il mio primo pensiero.

Dopo una sveglia ad un ora marziana e una colazione lampo senza neanche fare adunata il caporale ci accompagnò all'appuntamento col M.llo, mi pare davanti alla VII cp e fu lì che lo vidi per la prima volta. Il maresciallo gestiva da tempo in totale autonomia il servizio di "pulizia" delle zone lancio, inoltre gli affidavano gli incarichi piu' marginali che possano esistere in un battaglione allievi. Al primo incontro ci scruto' con attenzione , io lo guardai duro ma lui non mi filo' piu' di tanto. Capii subito che era un veterano ma non era un pericolo per me, tuttavia la maggioranza degli allievi era terrorizzata per le sole cose che raccontavano al contrappello serale i caporali anziani allo scopo di terrorizzare i nuovi arrivati.

Ci condusse nel parheggio automezzi dove da uno scalcinato ACL75 scese un conduttore anziano che ci apri la sponda di carico dove era chiara la ns disposizione a bordo, mentre il terribile capomacchina saliva in cabina con un movimento strano a metà tra un felino ed una scimmia.
Ci recammo nella zona lancio. Durante il percorso il M.llo imprecava col braccio fuori dal finestrino in un linguaggio incomprensibile. Arrivati sul posto il maresciallo saltò dalla cabina prima dell'arresto dell'automezzo. Notai che Krusovich camminava basso, quasi chino con la schiena, era minuto, non aveva affatto l'aspetto di un seguace della formalità, anzi era tutto il contrario.

Indossava la verde sgualcita con cinturone tipo inglese, non portava le tasche della giacca sui pantaloni come usavano gli anziani, e la sua tuta da combattimento era di almeno una misura piu' grande e piu' lunga quasi a farlo sembrare buffo, inoltre aveva comportamenti ossessivi e a posteriori posso confermare erano i sintomi di una personalità disturbata da esperienze di guerra vissuta, ma questo a tempo debito.

il suo linguaggio era limitato a circa 10 parole, tra cui "Cowboys" e "Indiani", noi eravamo i Cowboys e il nemico gli indiani! Le sue parole erano frutto di una mente contorta da mesi o anni di solitudine, le frasi erano brevi e con tono minaccioso ma rivolte ai fantasmi. Ci camminava davanti e non dietro, segno che non voleva torturaci di lavoro, anzi, era lui che raccoglieva piu' oggetti di noi durante la fantomatica bonifica del terreno. La costruzione di zone di atterraggio per elicotteri erano la sua seconda ossessione, anche con i sassi ma bisognava fare un cerchio e un triangolo circoscritto con una "E" all'interno con qualsiasi cosa a disposizione altrimenti si infuriava e bestemmiava sputando tra i pochi denti gialli rimasti. Mi mise a capo della squadra per la costruzione dell'eliporto di emergenza. La squadra era composta da un solo elemento; il sottosritto. Il restante personale venne impiegato per rastrellare il terreno su e giu alla raccolta di tutto cio' che era considerato immondizia.
Finito il mio lavoro mi riavvicinai ai miei compagni.
Mi guardavo intorno e vedevo i miei colleghi pietrificati, mi chiesi ma che caz*o ci sto a fare qui?!?
La presi come una scampagnata e invece di seguire i miei commilitoni mi misi a seguire il maresciallo tempestandolo di domande, non rispondeva a nessuna e ripeteva come una cantilena le stesse cose.
Purtoppo anche l'alcol era presente nella sua giornata.
Fini presto il servizio e rientrammo alla SMIPAR. Contento di non aver fatto la solita corvè cucina mi promisi di andarlo a trovare nel suo alloggio per fare sua conoscenza, ma cio' non accadde, cominciai il corso palestra e il tempo volo' fino alla destinazione come 30a a siena, 14a pantere!
Al finire della ferma di 12 mesi accettarono una domanda da AUC che avevo inoltrato poco prima di partire, ripetei la routine, visite mediche a Bologna prima del congedo di siena, poi Cesano per 5 mesi, di nuovo alla SMIPAR ed altro corso palestra (il terzo se conto anche quello del ANPDI di Roma nel 1983) e di nuovo incontrai Krusovich, peccato che quando mi vide non mi riconobbe, e inoltre i gradi di S.ten non mi aiutarono affatto, quando li vide fu molto rispettoso ed educato, non era lui insomma, tuttavia riuscii ad accompagnarlo al suo alloggio.
In pratica dormiva in una soffitta della compagnia, entrando dalla porta principale della caserma era una delle palazzine laterali a destra, la palazzina era tra il piazzale e il muro di cinta (forse la 7^cp), salendo le scale all'ultimo piano c'era un locale minuscolo adibito in altre palazzine come magazzino per le divise e materiali di compagnia, li invece era un locale vuoto, chiuso da un semplice telo mimetico posto tra la scala e l'accesso all'angusto locale, in sostituzione della comune porta. Diedi uno sguardo veloce ma mi ritirai, capii che era tutto cio' che aveva e non mi sembro' carino approfittare dei gradi per varcare uno spazio privato. Non parlo' di se ma fu' contento che facemmo 4 chiacchiere del piu' e del meno.
Ma da li' parti tutto.... tanto che mi chiesi perchè fosse cosi' o cosa lo avesse trasfortmato in quella cosa che onestamente era priva di vita. Non usciva mai dalla caserma per motivi privati, per dirla tutta non aveva una vita privata, non aveva amici ne colleghi che lo invitassero a fare altro che già non facesse. la notte dormiva poco e spesso si sentiva dire che si prendeva gioco degli allievi che si addormentavano durante il turno di servizio di picchetto armato ordinario, cio' gli portò parecchi richiami e punizioni da parte dei comandanti della caserma che non volevano incidenti sotto la loro responsabilità
Ma a lui questo non importava, viveva in un mondo tutto suo!
Chiesi a parecchie persone sul suo conto, ma sembrava che nessuno lo conoscesse bene, ne sapevo piu' io di loro, allo spaccio chiesi della foto che aveva visto un mio amico nel 1984 con lui ritratto con le 2 teste mozze di indocinesi ma nessuno sapeva nulla. Pensai che ad un sottotenente quale ero avessero detto la verità dato che avevo già notato che nessuna foto era presente l'anno precedente quando allora l'allievo ero io. Non ebbi nessuna risposta!
Mesi dopo per caso incontrai conobbi un tale che vendeva i panini per i ragazzi parà, era organizzato con una vecchia Renault 4 bianca parchegiata sul campo ai limiti della zona lancio (tassignano o altopascio non ricordo). Costui asseri a me di di essere un ex parà del glorioso I° B.E.P. !!!
io già avevo conosciuto diversi legionari e avevo anche amici che erano partiti per la legione, tuttavia avevo sentito in passato tante storie e molte erano risultate frottole raccontate allo scopo di darsi le arie. Perciò li gli feci il terzo grado!!! Alla fine apri' il suo portafogli e tiro' fuori una vecchia foto sgualcita. La foto era in bianco e nero e risaliva presumibilmente agli anni 50. Ritraeva un ragazzo e benchè fosse assai rovinata sui bordi per via dello stivaggio inadeguato, al centro era liscia e definita e si riconosceva perfettamente il volto, era un giovane col moschetto dell'epoca ed il chepi che indossava la divisa del I° battaglione parà della legione. Tutto cio' che mi aveva detto mi fu' confermato da quella foto! Mi disse che non la aveva mai tirata fuori ma dato che aveva capito che avevo anche io un debole per la legione e per via del mio stato di ufficiale ( ...e del mio plotone che approfitto' della pausa per rifocillarsi a favore della sua cassa) ma era contento di farlo. Chiacchierammo per una ventina di minuti. Molti ragazzi fecero il bis. Non lo avevo mai incontrato perchè come assaltatore nell'anno precedente i pochi lanci fatti non consentivano il "panino" ma a seguire c'era sempre una marcia estenuante di alcuni gg chiamata pattuglia che in pratica era una marcia forzata col MG e zaino sulle spalle. invece da comandate di plotone nella Pisacane le cose erano ben diverse; tanti lanci e tanti panini. Chiacchierammo a lungo e diventammo amici. Mi racconto la sua storia, quella di krusovich e anche di altri dell epoca come Alain Delon che fu parà ma non in legione ma nei coloniali (3 anni di ferma) con l'incarico di autista di un Colonnello, e di Philip Leroy. Aveva bei ricordi ma secondo me la realtà era piu' triste dei suoi racconti, si rammaricava di aver dovuto lasciare l' Algeria col suo battaglione con una ritirata lunga attraverso il sahara spagnolo ed il Marocco, i suoi racconti erano vivi e pieni di particolari con dettagli inauditi. Ritornai su krusovich e mi racconto che si conoscevano benchè lui fosse piu' anziano. Mi disse che krusovich anche se italiano era in realtà di origine slava. Inizio arruolandosi come volontario nella legione straniera ed ando' nei Para del reggimento (forse I° rep ma non ricordo bene, invece il I° BEP fu sciolto a seguito della fine della guerra d' Algeria). Krusovich fece la piu' terribile delle guerre, la guerra di Indocina. La Francia ebbe un numero impressionate di perdite, i pochi sopravvissuti quasi tutti insigniti della legion d'onore e di croci al merito vennero trasferiti e dimessi chi per le ferite e chi per i traumi psichici, Krusovich torno' in italia come cittadino italiano e li gli venne contestata la renitenza alla leva (assurdo ma vero) in quanto non si era presentato alla chiamata ne alla cartolina. Evidentemente prese considerazioni del suo servizio e della guerra lo agevolarono evitandone gli arresti ed inserendolo come sottufficiale nella brigata Folgore. Li è stato sempre rispettato da tutti e in un certo senso dimenticato per il suo passato. Le foto con le teste mozze erano molto diffuse in Indocina e anche nel Vietnam, anche le prodezze col paracadute erano la risultante di una vita distrutta e solitaria di un guerriero senza meta, non ho le prove certe delle prodezze col paracadute ne dei lanci di scommessa col fantomatico americano a chi apriva piu' tardi il proprio paracadute, ma mi sono state confermate da altre persone e non stento a crederlo perchè rientrano pienamente nella personalità di Krusovich, il quale con gli anni è stato messo pian piano in disparte fino a diventare il "comandate" del fantomatico Nucleo Mantenimento composto da lui e da 4 morti di sonno che saltuariamente gli vengono assegnati forse piu' per riempirgli la mente che per svuotare il terreno.

Si era sposato o conviveva con una donna residente nella provincia di pisa, quando costei lo lascio' ogni qualvolta era di servizio col C119 o il C130 e sorvolava tale zona veniva visto urinare dall assiale in gesto di sfregio verso la ex consorte.

Rimane un uomo che ha vantato una esperienza di guerra fuori dal comune ed ha tutto il mio rispetto, la sua umiltà e i suoi modi essenziali me li ricordo come fosse oggi, certo le paranoie ed i comportamenti ossessivi uniti ad un certo masochismo sulla propria pelle lasciano trasparire i segni di una gioventu' sofferta quale è quella di un ventenne nelle fila della legione straniera nella guerra di indocina.

Non ho mai piu' avuto sue notizie, ma ho letto da qualche parte che ci ha lasciato, in ogni caso spero di essere stato di aiuto e di aver dato modo di conoscere a chi è piu' giovane di me la vera "storia" di un grande Parà della Folgore.
Era una piccola macchina da guerra, ma in fondo in brigata gli volevano piu' o meno tutti bene e questo lui lo sapeva e lo faceva star bene!

ovinque tu sia, sei sempre presente nei ns cuori !!!

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