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Trieste, fugge dopo il si


Guest galland
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Il matrimonio canonico è rescindibile dalla Sacra Rota (come recita la formula: agli occhi di Dio) nel caso "Rato et non consumato" (la consumazione si presume se vi è stata coabitazione). Ovvero il matrimonio che pur sugellato dal ministro religioso non è stato consumato poichè è intercorso prima della coabitazione un evento risolutivo grave.

 

Ma mi par di capire che in questo caso il matrimonio non era concordatario (civile+canonico) ma solo civile...

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il matrimonio religioso e' annullabile dalla Sacra Rota PAGANDO, e se volete vi porto almeno 5 esempi... Uno dei quali relativo ad una coppia di reggio Emilia, lui che aveva presentato la domanda dicendo 'lei non vuole assolutamente avere figli', e alla testimonianza la ex-moglie si e' presentata incinta di 6 mesi... ovviamente dell'attuale compagno.

nessuno ha fatto una piega, e si sono risposati in chiesa entrambi.

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il matrimonio religioso e' annullabile dalla Sacra Rota PAGANDO, e se volete vi porto almeno 5 esempi... Uno dei quali relativo ad una coppia di reggio Emilia, lui che aveva presentato la domanda dicendo 'lei non vuole assolutamente avere figli', e alla testimonianza la ex-moglie si e' presentata incinta di 6 mesi... ovviamente dell'attuale compagno.

nessuno ha fatto una piega, e si sono risposati in chiesa entrambi.

 

 

Shhh non dire ste cose!

La sacra rota agisce per nome e per conto dell'altissimo come la chiesa tutta :asd:

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Guest caposkaw

come esempio di non serietà della sacra rota hai scelto proprio quello sbagliato:

ovvero, la madama non voleva figli con il marito, quindi esisteva già una separazione di fatto, e magari una non consumazione...

tira fuori gli altri esempi.

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no, non voleva fare figli punto. Che e' un poco diverso.

Posso dirti di un divorziato civile che 5 anni dopo, visto che la futura consorte voleva sposarsi in chiesa (essendo anche catechista), si e' visto annullare ANCHE il matrimonio religioso, posso dirti di un 'matrimonio non consumato' in presenza di denunce per atti osceni in luogo pubblico (soggetti ovviamente gli sposi) e causa civile dei vicini di casa per 'rumori molesti'.... e qui mi fermo, che poi sembra un misto fra 'LE ORE' e 'CRONACA VERA'.

 

Beh, poi parliamo di novita'?? Cos'e', la prima volta che ne senti parlare?

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no, non voleva fare figli punto. Che e' un poco diverso.

Posso dirti di un divorziato civile che 5 anni dopo, visto che la futura consorte voleva sposarsi in chiesa (essendo anche catechista), si e' visto annullare ANCHE il matrimonio religioso, posso dirti di un 'matrimonio non consumato' in presenza di denunce per atti osceni in luogo pubblico (soggetti ovviamente gli sposi) e causa civile dei vicini di casa per 'rumori molesti'.... e qui mi fermo, che poi sembra un misto fra 'LE ORE' e 'CRONACA VERA'.

 

Beh, poi parliamo di novita'?? Cos'e', la prima volta che ne senti parlare?

 

1)Cioè Madmike non capisco dov'è che riponi il tuo sdegno? Se non ti stanno bene le norme del Diritto Canonico non sei tenuto a rispettarne neanche una...

 

2)Hai citato esempi veramente ridicoli, ma non ridicoli in quanto tali ma perchè non confortano in alcun modo il tuo sdegno. Fra l'altro ciò che si paga è l'onorario dell'avvocato presso la Sacra Rota (come è facile intuire i professionisti abilitati a questo particolare foro sono pochi).

 

Il matrimonio religioso è finalizzato alla costituzione della famiglia e alla procreazione. Se la donna NON vuole avere figli è espressamente previsto dal Dir Canonico la possibilità di rescindere il matrimonio.

 

La denuncia per atti osceni non è necessariamente conseguente ad un coito....penso che non serva aggiungere altro.

Inoltre lo sai che se la donna (ma in ipotesi anche il maschio) subisce violenza sessuale può essere comunque accolta la domanda?! Immagino che non lo sai....

 

Infine quello del matrimonio rotto perchè si voleva risposare con una catechista mi suona molto di....leggenda metropolitana, non essendoci alcuna norma a riguardo nel Dir Can (almeno che io ricordi...nel caso contrario, qualora ci fosse quindi, vale il punto 1)

 

3)ti potrei citare decine di esempi (tratti dai manuali, non dai racconti di quartiere) di richieste di rescissione rigettate....

Edited by paperinik
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Guarda, personalmente ECHISSENEFREGA. Sono sposato, non penso di divorziare, fate vobis. Io non sono sdegnato di nulla, e ci mancherebbe altro che fossi sdegnato per questo. Poi, se cercate su GOOGLE trovate migliaia di articoli sulla Sacra Rota, molti dei quali parlano dei 30.000 euro medi che servono per avere l'annullamento. Mi pare che sia un business, a 8000 annullamenti l'anno.

Ma, come ripeto, non sono un prete e non voglio nemmeno diventarlo.

oh, ovvio che la 'catechista', tanto per rimanere in argomento, non era il MOTIVO. Ci si attacco' ad altro, chiaramente al fatto che non c'erano stati figli.

Cosi' come la denuncia..... era di un certo tipo. Non di altro.

 

Chiuso OT.

Edited by madmike
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Ripeto che il costo è per lo più legato all'onorario del professionista che ha curato la pratica....come è ovvia che sia esso può variare molto.

 

E' totalmente falso invece affermare che pagando si ottiene la rescissione.

Edited by paperinik
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L´85 per cento delle cause rotali è di gratuito patrocinio: dimostrata l´indigenza delle parti, è la Santa sede che si fa carico delle spese processuali. Dal 1998, dopo una direttiva della Conferenza episcopale italiana, una parte dei contributi provenienti dall´8 per mille sostiene i costi dei processi nei tribunali ecclesiastici regionali italiani.

Il costo medio di una causa di annullamento, secondo le tabelle prescritte dalla Cei, è di 2.500 euro per l´avvocato, 260 euro per il procuratore più le spese. Non tutti gli avvocati però le applicano rigorosamente.

 

Tratto da un articolo su Panorama del 2003 riportato sul sito http://www.divorzionline.it

 

link

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FILIPPO DI GIACOMO

CITTA’ DEL VATICANO

Oscilla da quindicimila a quarantacinquemila euro con una media ormai attestata intorno ai trentamila euro, sessanta milioni delle vecchie lire. E' il costo delle circa 8000 nullità di matrimonio richieste ogni anno, con un processo non particolarmente complesso, davanti ad uno dei diciannove Tribunali ecclesiastici, uno per regione della Chiesa italiana, abilitati alla tratta-zione delle cause matrimoniali.

 

Una collaudata macchina mangiasoldi che, grazie al boom di richiesta di nullità che si verifica da anni (le richieste sono raddoppiate nell'ultimo decennio e continuano a crescere, al ritmo del 20% all'anno) sta allarmando le curie di tutta Italia le cui lamentele, e segnalazioni, intasano da anni l'ufficio del decano della Rota Romana, il tribunale che forma ed abilita gli avvocati del foro ecclesiastico, ora retto dall'arcivescovo polacco Antoni Stankiewicz. Retaggio di un passato lontano, quando in Italia le nullità ecclesiastiche erano l'unica possibilità di risolvere un matrimonio finito male, la rete di informazioni e di assistenza alla quale si rivolgono i richiedenti di oggi, continua ad essere molto ingarbugliata.

 

E chiama in causa un fitto intreccio di complicità tra monsignori più o meno importanti, avvocati civilisti e colleghi rotali dove, ad ogni passaggio, il fedele cattolico perde più di qualche penna. La prima truffata dal non rispetto delle vantaggiose tariffe economiche stabilite dalla Conferenza Episcopale è proprio la Chiesa che, dal 1998, sostiene il funzionamento dei Tribunali ecclesiastici con 8,5 milioni di euro all'anno, proprio per permettere, coprendo le spese del personale e quelle cosiddette «vive», di facilitare l'accesso alle cause di nullità anche ai meno abbienti.

 

Dallo stesso anno, in ogni Tribunale, la Cei stipendia un numero di «avvocati stabili», così come si vedono nei telefilm americani, i quali assistono i fedeli come patroni di fiducia. In questo caso, le tariffe diventano ancora meno importanti poiché, con la sentenza, l'attore nella causa riceve anche il rendiconto delle spese affrontate dal Tribunale ed un bollettino di conto corrente postale da usare, se vuole, per contribuire solo con quanto ritiene alla portata delle sue tasche. Inoltre, è ancora possibile chiedere il gratuito patrocinio: è sufficiente in questo caso certificare il reddito con una segnalazione da parte del proprio parroco. Al momento di incardinare la causa presso un Tribunale Ecclesiastico, il battezzato cattolico in vena di nullità firma, insieme al «libello» (l'atto di denuncia del sospetto vizio giuridico del proprio vincolo) ed alla procura per il proprio avvocato una «dichiarazione della parte attrice» con la quale si impegna a «saldare il dovuto al Tribunale ed all'Avvocato nella seguente misura».

 

E cioè: «al tribunale, per spese processuali, stampa degli atti, eventuali perizie, rogatorie, 500 euro». Gli avvocati, invece, si devono contenere entro «un minimo di 1500 euro ed un massimo di 2850». Questo per i due gradi di giudizio necessari, così che con la cosiddetta «doppia conforme», la vertenza ecclesiastica possa ritenersi passata in giudicato. Precisa infatti la «dichiarazione»: «tale onorario copre l'attività di consulenza preliminare, le eventuali perizie, l'assistenza durante l'istruttoria e la redazione della memoria difensiva». Se poi l'avvocato delega questo ruolo ad un suo procuratore, la «dichiarazione» precisa: «300 euro».

 

Tutto ciò in teoria, quanto alla pratica le statistiche parlano chiaro: l'80% delle cause trattate dai Tribunali Ecclesiastici sono fuori tariffa. Spesso, anche in modo fraudolento. E' di questi giorni la notizia che un religioso in servizio presso il Tribunale Ecclesiastico Marchigiano, con sede a Fermo, è stato allontanato dal suo incarico perché vendeva le cause. A smascherarlo, dopo innumerevoli ed inutili segnalazioni, un gruppo di fedeli incappati nella rete. Per ottenere giustizia, hanno dovuto fornire anche prove raccolte con l'aiuto di un investigatore privato sostenendo così spese aggiuntive. Ai tanti spennati dunque, per il momento, non resta che la fiduciosa attesa. Oltretutto, come può un poveraccio combattere contro un avvocato, spesso attivo anche nel foro civile, al quale ha avuto il torto di rivolgersi spesso solo per questioni di coscienza?

 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezion...27061girata.asp

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Guest intruder
è un piacere sapere che l'8 per mille serve alla rota per fare divorzi...

 

 

Puoi scegliere anche di darli ai valdesi, agli ebraici, ai luterani o agli avventisti: sono più trasparenti nei rendiconti, se non altro. Sconsiglio vivamente di darlo allo Stato, spesso rientrano dalla finestra alla chiesa cattolica. E raccomando sempre di firmare, perché le dichirazioni non firmate vengono ripartite secondo la percentuale di quelle firmate (mi spiego: se l'80 per cento, cifra ipotetica, di chi ha firmato, lo ha fatto per la chiesa cattolica, anche l'80 per cento delle dichiarazioni NON firmate vanno alla chiesa cattolica).

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Puoi scegliere anche di darli ai valdesi, agli ebraici, ai luterani o agli avventisti: sono più trasparenti nei rendiconti, se non altro. Sconsiglio vivamente di darlo allo Stato, spesso rientrano dalla finestra alla chiesa cattolica. E raccomando sempre di firmare, perché le dichirazioni non firmate vengono ripartite secondo la percentuale di quelle firmate (mi spiego: se l'80 per cento, cifra ipotetica, di chi ha firmato, lo ha fatto per la chiesa cattolica, anche l'80 per cento delle dichiarazioni NON firmate vanno alla chiesa cattolica).

Laicità prima di tutto!

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