Jump to content

G8 a Genova


Maverick1990
 Share

Recommended Posts

L'antidoto al gas nervino si chiama ATROPINA.

Il gas nervino porta convulsioni, danni alle vie respiratorie.. e nelle maggior parte dei casi è mortale...

 

a proposito se vi interessa ho trovato una storia riguardo all'uso di gas nervino in vietnam... anche se non l'ho capita molto... :blink:

http://www.tmcrew.org/csa/l38/wwi/vietnam/sarin_txt.htm

Link to comment
Share on other sites

  • Replies 66
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

i terroristi del teatro sono morti tutti, comunque quel gas era stato usato in grandi quantità dove erano i terroristi purtroppo vicino c'erano civili, ma usato in piccole quantità stordisce solamente,

Edited by Avgvsto
Link to comment
Share on other sites

Io so che è stato usato in grande quantità il napalm...

ma a proposito di film sul vietnam nessuno ha visto il film "Indocina"(spero sia questo il titolo in italiano..perchè io l'ho visto in francese e si chiamava "Indochine")??

E' un po' vecchiotto ma è molto bello!!!!!

Link to comment
Share on other sites

L'antidoto al gas nervino si chiama ATROPINA.

...Ed io crepo comunque,dato che all'Atropina sono allergico... :o:o:o

Link to comment
Share on other sites

personalmente assolvo pienamente anzi non farei neanche processare il carabiniere che ha sparato! si trovava in pericolo di vita, accerchiato da teppisti drogati fino agli occhi che cercavano di ammazzare (non diciamo che volevano fare un pò di casino e basta) i militari che c'erano nella jeep. in quel momento era in ballo la vita del teppista e del militare...

 

"Mors tua, vita mea"

 

io gli avrei sparato in faccia ma molto prima!

Link to comment
Share on other sites

I gas nervini sono gas militari a tutti gli effetti, e quelli moderni (come il VX) sono estremamente mortali.

 

L'atropina non è l'unico rimedio (ci sono anche altre sostanze, come la piridostigmina e la pralidoxima), ma funzionano solo se la dose di nervino assorbita è bassa: in caso contrario non c'è nemmeno il tempo di prendere la siringa...

 

Escludo a priori che gli americani abbiano usato Sarin o altri nervini in Vietnam.

Non ne avevano proprio bisogno.

Le armi chimiche letali si usano solo in particolari contesti, e il Vietnam non è tra questi.

 

In Vietnam si sono usati i defolianti, come l'agente Orange, poi rivelatosi cancerogeno.

 

Le forze dell'ordine usano gas lacrimogeni, come il CS.

Sono innocui a basse concentrazioni, ma possono diventare letali ad alte concentrazioni (come un luogo chiuso).

Inoltre c'è il sospetto che possano essere cancerogeni (ma non più dello smog delle autovetture...)

Link to comment
Share on other sites

I gas nervini sono gas militari a tutti gli effetti, e quelli moderni (come il VX) sono estremamente mortali.

 

L'atropina non è l'unico rimedio (ci sono anche altre sostanze, come la piridostigmina e la pralidoxima), ma funzionano solo se la dose di nervino assorbita è bassa: in caso contrario non c'è nemmeno il tempo di prendere la siringa...

 

Escludo a priori che gli americani abbiano usato Sarin o altri nervini in Vietnam.

Non ne avevano proprio bisogno.

Le armi chimiche letali si usano solo in particolari contesti, e il Vietnam non è tra questi.

 

In Vietnam si sono usati i defolianti, come l'agente Orange, poi rivelatosi cancerogeno.

 

Le forze dell'ordine usano gas lacrimogeni, come il CS.

Sono innocui a basse concentrazioni, ma possono diventare letali ad alte concentrazioni (come un luogo chiuso).

Inoltre c'è il sospetto che possano essere cancerogeni (ma non più dello smog delle autovetture...)

Gianni su quel link che ho postato sopra parla di una operazione in vietnam dove fu usato gas nervino anche contro disertori americani...

ti risulta...? :blink:

 

Ecco il link:

http://www.tmcrew.org/csa/l38/wwi/vietnam/sarin_txt.htm

Link to comment
Share on other sites

Non mi risulta.

 

Ma secondo te, onestamente, per uccidere dei disertori c'è bisogno di ricorrere al gas nervino???

 

Non bastava un bel bombardamento al napalm???

 

E poi:

 

1) : gli americani non usano uccidere i propri disertori;

 

2) : gli americani non usano il gas SARIN (che è vecchissimo... sarebbe come usare in combattimento un vecchio biplano quando si dispone di F-16 ed F-15) dal 1956 , perchè è stato sotituito dal VX.

 

3) : il VX (come il Sarin, del resto) non lo fermi con le maschere antigas. Esso penetra attraverso la pelle.

 

4) : i gas nervini persistono per giorni sul terreno, non è concepibile penetrare dopo poche ore in una zona contaminata (a meno che non si sia protetti da un equipaggiamento NBC completo)

 

5) : l'operazione Tailwind c'è stata davvero, ma era un'operazione di ricognizione armata. Nel corso di un'irruzione fu adoperato il normale gas lacrimogeno CS con relative maschere antigas.

 

6) : in tutta la guerra del Vietnam, ci sono stati solo due casi di diserzione di militari americani. Due sole persone in tutto...

 

7) : i giornalisti che scrissero quella storia, erano del Time e della CNN, furono licenziati. In Italia, a quanto ho visto dal link, ci sono ancora polli che ci credono...

Link to comment
Share on other sites

  • 2 years later...
bah armi non letali contro una folla non ne conosco.. se non si usa l'acqua oppure lacrimogeni cosa si potrebbe usare?! boh... non mi viene niente in mente...

Le dottrine relative alla conduzione delle operazioni di OP da parte delle forze dell'ordine italiane per quanto riguarda le manifestazioni di massa sono adeguate alla bisogna, e non v'è la necessità di inventarsi proprio nulla. Gli operatori hanno già tutto quel che serve: scudo, manganello, casco, maschera antigas, protezioni individuali e artifizi lacrimogeni.

 

Per la cronaca, è corrente di pensiero molto diffusa fra le FF. OO. specializzate nella gestione dell'OP, che anche l'arma da fuoco non sia di alcuna utilità, in quel contesto. Ne farebbero volentieri a meno. Purtroppo il porto della pistola è obbligatorio sempre, per un poliziotto o un carabiniere in servizio.

 

Quello che conta veramente, in ultima analisi, è un corretto spiegamento delle forze in campo, e un utilizzo di esse fatto con intelligenza e ragionevolezza. A Genova questo non però è successo. Vi sono stati gravi errori dovuti alla confusione creata dalla mancanza di una vera e propria catena di comando UNICA per Carabinieri e Polizia di Stato (è il caso di ricordare che secondo la legge sono unicamente il Questore e - in primis - il Prefetto che assumono il comando di TUTTE le forze in campo, quali che esse siano: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, vigilanza privata, ecc...).

 

Per quanto riguarda il caso Giuliani, è evidente che Placanica non può essere incolpato di nulla: sottoposto a uno stress improvviso e fortissimo, in una situazione di grave pericolo per la sua incolumità fisica (e se qualcuno avesse buttato una molotov dentro la camionetta?), già provato psicologicamente per una situazione che NON era addestrato a fronteggiare, l'utilizzo dell'arma deve essere considerato assolutamente legittimo.

 

E' chiaro che, se per ipotesi al suo posto ci fosse stato un elemento del Tuscania, ben difficilmente si sarebbe fatto prendere dal panico e, se proprio avesse estratto l'arma e fatto fuoco, è ragionevole pensare che oggi Giuliani sarebbe ancora vivo (magari con un ginocchio reso definitivamente inservibile da un cal. 9...). Ma questo è un altro discorso, e la responsabilità - eventualmente - andrebbe fatta ricadere su chi ha mandato un elemento della Territoriale, inesperto e impreparato, in quella specie di bolgia.

Link to comment
Share on other sites

  • 7 months later...

Riapro questa vecchia discussione per segnalare un lunghissimo reportage del Guardian sul raid alla scuola Diaz e sulla caserma di Bolzaneto. L'articolo è lungo ma penso sia da leggere tutto, lo definirei scioccante in una parola sola.

 

http://www.guardian.co.uk/world/2008/jul/17/italy.g8

 

Alcune parti (Covell è un giornalista inglese catturato nella scuola Diaz)

 

It was at that moment that a police officer sauntered over to him and kicked him in the chest with such force that the entire lefthand side of his rib cage caved in, breaking half-a-dozen ribs whose splintered ends then shredded the membrane of his left lung. Covell, who is 5ft 8in and weighs less than eight stone, was lifted off the pavement and sent flying into the street. He heard the policeman laugh. The thought formed in Covell's mind: "I'm not going to make it."

 

The riot squad were still struggling with the gate, so a group of officers occupied the time by strolling over to use Covell as a football. This bout of kicking broke his left hand and damaged his spine. From somewhere behind him, Covell heard an officer shout that this was enough - "Basta! Basta!" - and he felt his body being dragged back on to the pavement.

 

Now, an armoured police van broke through the school gates and 150 police officers, most wearing crash helmets and carrying truncheons and shields, poured into the defenceless building. Two officers stopped to deal with Covell: one cracked him round the head with his baton; the other kicked him several times in the mouth, knocking out a dozen teeth. Covell passed out.

 

By now, there were police officers on all four floors of the building, kicking and battering. Several victims describe a sort of system to the violence, with each officer beating each person he came across, then moving on to the next victim while his colleague moved up to continue beating the first. It seemed important that everybody must be hurt. Nicola Doherty, 26, a care worker from London, later described how her partner, Richard Moth, lay across her to protect her: "I could just hear blow after blow on his body. The police were also leaning over Rich so they could hit the parts of my body which were exposed." She tried to cover her head with her arm: they broke her wrist.

 

Two of the last to be caught were a pair of German students, Lena Zuhlke, 24, and her partner Niels Martensen. They had hidden in a cleaners' cupboard on the top floor. They heard the police approaching, drumming their batons against the walls of the stairs. The cupboard door came open, Martensen was dragged out and beaten by a dozen officers standing in a semicircle around him. Zuhlke ran across the corridor and hid in the loo. Police officers saw her and followed her and dragged her out by her dreadlocks.

 

In the corridor, they set about her like dogs on a rabbit. She was beaten around the head then kicked from all sides on the floor, where she felt her rib cage collapsing. She was hauled up against the wall where one officer kneed her in the groin while others carried on lashing her with their batons. She slid down the wall and they hit her more on the ground: "They seemed to be enjoying themselves and, when I cried out in pain, it seemed to give them even more pleasure."

 

Police officers found a fire extinguisher and squirted its foam into Martensen's wounds. His partner was dragged by her hair and tossed down the stairs head-first. Eventually, they dragged Zuhlke into the ground-floor hall, where they had gathered dozens of prisoners from all over the building in a mess of blood and excrement. They threw her on top of two other people. They were not moving, and Zuhlke drowsily asked them if they were alive. They did not reply, and she lay there on her back, unable to move her right arm, unable to stop her left arm and her legs twitching, blood seeping out of her head wounds. A group of police officers walked by, and each one lifted the bandana which concealed his identity, leaned down and spat on her face

 

Ester Percivati, a young Turkish woman, recalled guards calling her a whore as she was marched to the toilet, where a woman officer forced her head down into the bowl and a male jeered "Nice arse! Would you like a truncheon up it?" Several women reported threats of rape, anal and vaginal.

 

Even the infirmary was dangerous. Richard Moth, covered in cuts and bruises after lying on top of his partner, was given stitches in his head and legs without anaesthetic - "an extremely painful and disturbing experience. I had to be held down." Prison medical staff were among those convicted of abuse on Monday.

 

All agree that this was not an attempt to get the detainees to talk, simply an exercise in creating fear. And it worked. In statements, prisoners later described their feeling of helplessness, of being cut off from the rest of the world in a place where there was no law and no rules.

Edited by Rick86
Link to comment
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
 Share


×
×
  • Create New...