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Libano/seconda guerra del Libano/Unifil - Discussione Ufficiale (dal 2006 ad oggi)


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E' vero che hezbollah possa disporre anche di razzi controcarro Milan?

 

Lo lessi sulla Stampa.

I missili MILAN sono stati venduti a 30 Paesi per un totale di circa 164 576 unità. Il MILAN è in servizio in Algeria, Belgio, Camerun, Ciad, Cile, Egitto, Eire, Francia, Germania, Grecia, India, Iran, Iraq, Israele, Italia, Kenya, Libano, Libia, Marocco, Regno Unito, Senegambia, Siria, Spagna, Tunisia...........potrebbe essere possibile che siano in possesso degli hezbollah!!

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  • 5 weeks later...
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http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+...amp;pdfIndex=15

 

 

 

che vergogna!!secondo il giornale a causa delle inammissibile regole di ingaggio sia stati costretti,appeno ci hanno puntato le armi contro(5 miliziani contro due pattuglie nostre)a rientrare nei veicoli ed immediatamento in base...e il carico di armi si e volatizzato.

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http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+...amp;pdfIndex=15

che vergogna!!secondo il giornale a causa delle inammissibile regole di ingaggio sia stati costretti,appeno ci hanno puntato le armi contro(5 miliziani contro due pattuglie nostre)a rientrare nei veicoli ed immediatamento in base...e il carico di armi si e volatizzato.

 

Vediamo quanti si stupiranno di una nuova reazione di Israele vista la totale inutilità di questa missione.

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A me pare che dimentichiamo tutti una cosa fondamentale: l'obiettivo di UNIFIL non è ripeto, ripeto, non è dare la caccia ad Hezbollah. L'obiettivo di UNIFIL è impedire che Israeliani e Libanesi si sparino addosso: sotto questo punto di vista la missione è stata un successo, salvo rare violazioni. Lasciamo perdere le simpatie personali, anche io tra Hezbollah ed Israeliani non avrei dubbi su chi scegliere ma noi siamo arbitri super partes, con il compito di congelare una situazione altrimenti svantaggiosa per tutti (Israele compreso che grazie alla tranquillità del suo fronte nord può dedicarsi ad Hamas a Gaza, non è un caso l'escalation che c'è stata poco fa, e che probabilmente continua ancora oggi).

 

Basta guardare il perchè è nata la missione per capirlo:

- per Hezbollah per far passare per una vittoria quello che in realtà è stato un sanguinoso pareggio

- per gli Israeliani salvare la faccia dopo che Tshal è stato fermato da una banda di guerriglieri

- per i Libanesi fermare la sistematica distruzione delle proprie infrastrutture e il blocco navale

 

Stessa filosofia ha portato a scegliere le nazioni partecipanti:

- i tedeschi come garanti di Israele (dal '45 in poi, per via delle loro "incomprensioni" con gli ebrei sono diventati più lealisti del re)

- i francesi come garanti dei Cristiani-maroniti

- noi come arbitri super-partes non ostili di principio ad Hezbollah

 

La domanda ora è spontanea: conviene per il nostro paese (non per il Libano o per Israele, ma per l'Italia) il proseguimento della missione?

Certo. Non abbiamo il minimo interesse a stare a guardare alla distruzione del Libano sia per gli stradetti motivi economici sia per motivi politici e di rapporti con i paesi mediterranei. Israele protegge gli interessi USA, che non sempre equivalgono ai nostri: pensate forse che un paese come la Francia dovendo scegliere tra i propri interessi e quelli di Washington sceglierebbe quelli USA? E di contro che vantaggi ha avuto la Gran Bretagna durante questi 7 anni di sottomissione canina di Tony Blair?

Noi non siamo un piccolo paese: siamo e dobbiamo essere alleati con gli USA, e difatti giustamente ce ne stiamo in un paese, l'afghanistan, dove non c'è nulla eccetto il rispetto di un patto, a nostro vantaggio. Ma dobbiamo tenere, sopratutto nel Mediterraneo, una politica estera autonoma senza seguire sempre e comunque a ruota gli americani anche contro il nostro interesse. A me il ruolo dell'ascaro non piace.

 

 

Sul fatto in questione: certo che è una vergogna, sotto questo aspetto le regole di ingaggio possono anche venire ritoccate, but put in your mind lo scopo della missione: congelare la situazione, non dare la caccia ad Hezbollah

Edited by Rick86
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a mio giudizio, non penso sia conveniente stare là a spendere soldi ed a mettere in pericolo le vite dei nostri soldati, per una presa per il culo nei confronti di due stati, dato che il nostro compito è congelare una situazione, non risolverla (cosa che comunque non potremmo fare).

 

inoltre, vorrei capire quale prestigio si ricava nel congelare una situazione, dato che, appena ce ne andremo, ricominceranno a darsele di santa ragione, finchè israele non atomizzerà, giustamente, i propri vicini. posso anche capire che la nostra politica estera deve essere, in parte autonoma, ma non dobbiamo neanche cadere in questi stupidi errori... per far vedere che siamo autonomi, ci mettiamo in situazioni da teatrino con i guerriglieri che fanno i loro comodi, mentre noi possiamo dire (vantandoci): "eh ma non si sparano!!!! aspettano che ce ne andiamo!"

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A me pare che dimentichiamo tutti una cosa fondamentale: l'obiettivo di UNIFIL non è ripeto, ripeto, non è dare la caccia ad Hezbollah. L'obiettivo di UNIFIL è impedire che Israeliani e Libanesi si sparino addosso

 

Appunto, evitare che si sparino addosso!

E allora quelle armi secondo voi per cosa hanno intenzione di usarle?

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Secondo me invece ci guadagniamo, e non è solo questione di prestigio (anche se erano 20 anni che un paese che non si dichiara potenza mondiale imbastiva una operazione di tale portata, e queste cose contano), e non è neanche una presa per il culo visto che 1) i cittadini israeliani avrebbero continuato a subire i missili di hezbollah, 2) i cittadini libanesi avrebbero continuato a subire le bombe israeliane e 3) abbiamo impedito che il Libano cada sotto controllo siriano.

Che hezbollah è armata lo sanno tutti, ma insomma.

Certo, e ve lo ridico: una modifica alle ROE per eitare un futuro situazioni simili ci puo stare, ma non è il nostro compito stanare hezbollah. Non c'è riuscito israele e ci dobbiamo riuscire noi? E che ci guadagniamo poi?

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vediamo di analizzare i tuoi punti da un altro punto di vista:

 

i punti 1 e 2 sono solo un palliativo. sappiamo bene, che il giorno stesso in cui noi andremo via, ricomincerà a piovere piombo (ed è per questo che considero la missione una presa per il culo).

punto 3, il Libano era sotto il controllo siriano ed è ancora sotto il controllo siriano e lo sarà sempre, finchè non cambierà qualcosa nella mentalità libanese. noi abbiamo solo impedito il commercio "alla luce del sole", ora lo fanno "all'ombra, ma non di notte" dato che comunque non possiamo intervenire direttamente.

per quanto riguarda la questione di eliminare hezbollah: sarebbe un grande vanto per noi, riuscire ad operare una vera mediazione tra le parti. questo si che sarebbe un nostro grande successo in politica estera e ci farebbe guadagnare sicuramente molti punti. tuttavia, come sappiamo, questa mediazione non è possibile.

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Fortuna che la missione in Libano serve a qualcosa.... Sì sì ho letto a cosa!

 

Ne ho scritto criticandola talmente a lungo che mi viene la nausea solo a riprendere certe argomentazioni, come mi viene la nusea a leggere queste notizie...

 

Missione inutile, e noi (GRAZIE A pRODI) ci siamo cascati come un pesce nella rete....

 

EDIT: FRA L'ALTRO CHE REGOLE DI INGAGGIO VI ASPETTEVATE SOTTO L'EGIDA ONU?!?!?! SIAMO SERI!!! I caschi blu olandesi in Bosnia se la sono fatta sotto grazie alle ROE. Idem in Somalia e non solo...

Edited by paperinik
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Non capisco cosa ci stiamo a fare in libano, se non possiamo usare la forza quando serve, a cosa ci stiamo a fare? voi lo sapete, siamo befeggiati sempre e comunque con queste ridicole regole d'ingaggio, io scommetto che se al nostro posto ci fossero stati gli americani, credo che i terroristi sarebbero sotto terra adesso..

Sinceramente penso che se si continui cosi è meglio che Israele riconsideri l'idea di rientrare nella zona e bombardare come si deve i terroristi, basta credo che dovremmo mostrare i denti quando si deve, sennò saremo lo zimbello degli alleati!!! :thumbdown:

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STRAQUOTO RICK...

 

la missione in libano è per me, oltre ke per proteggere i nostri interessi economici, per acquisire un certo prestigio internazionale (primo) e poi per fare capire ke anche noi abbiamo una certa autonomia e capacità logistica-militare!

 

Le regole d'ingaggio sono un'altro affare che purtroppo non concepisco proprio.

 

(non male la battuta di Thunderalex ahahahahah :rotfl::rotfl::rotfl:)

Edited by eurofighter86
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Quoto uno scritto non mio, che spiega bene che stiamo a fare:

 

"Forse sfugge il punto centrale: UNIFIL non è nata per dare ad Israele quella vittoria che non ha ottenuto combattendo, e nata per permettere ad Israele di ritirarsi senza apparire sconfitta sul terreno, ad Hezbollah di interrompere le ostilitá senza che sembrasse che Israele fosse in grado di debellarlo e al governo libanese di apparire ancora in grado di governare il proprio stesso Paese, creando una fascia di fatto smilitarizzata sotto supervisione ONU, essendo le capacità combattive dell'esercito libanese vicine allo zero.

 

Che poi questo sia stato un risultato che ha rappresentato una vittoria politica per Hezbollah ed il male minore per Israele, praticamente quasi una sconfitta, è abbastanza chiaro.

 

Ma non riguarda nè l'ONU né UNIFIL."

 

Punto. Che c'entra dar la caccia ad Hezbollah? Ancora: che vantaggio avremmo mai a dar la caccia ad Hezbollah?

Vorthex, te dici un palliativo. Ok, per ora altro non è ma chi ti dice che la situazione non cambi? Tanto per dirne una l'avresti mai visto l'esercito libanese snidare dei terroristi da un campo profughi dopo un assedio durato giorni e con una battaglia strada per strada? Perchè questo è quello che è successo.

 

Hezbollah non la puoi combattere con le armi, anche perchè non sono solo dei guerriglieri ma forniscono servizi essenziali alla popolazione e hanno deputati al parlamento. Ma puoi puntellare le strutture libanesi: il loro esercito sotto la nostra supervisione sta facendo notevoli passi in avanti (l'Ariete si è gemellata con una loro unità col medesimo simbolo ed ha svolto numerose esercitazioni insieme per esempio). I miglioramenti sono innegabili.

Inoltre a livello politico UNIFIL è un importante strumento di stabilizzazione: qualche mese fa il Libano era sull'orlo della guerra civile, se vi ricordate: nulla è successo. I politici anti-siriani (al potere) continuano ad operare: certo dei killer ogni tanto ne fanno fuori qualcuno ma non tocca a noi proteggerli. Ancora se i siriani ricorrono all'assassinio vuol dire che bene non sono messi.

 

Volete sapere che cambiamenti farei io alle ROE: beh l'unica cosa assurda è questa: posto che il nostro obiettivo è il mantenimento della pace se ci capitano carichi d'armi sottomano libertà d'azione per i nostri soldati. Naturalmente lo stesso vale per eventali soldati israeliani in Libano (la cosa è di facciata naturalmente, gli israeliani non lo faranno mai)

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Quoto uno scritto non mio, che spiega bene che stiamo a fare:

 

"Forse sfugge il punto centrale: UNIFIL non è nata per dare ad Israele quella vittoria che non ha ottenuto combattendo, e nata per permettere ad Israele di ritirarsi senza apparire sconfitta sul terreno, ad Hezbollah di interrompere le ostilitá senza che sembrasse che Israele fosse in grado di debellarlo e al governo libanese di apparire ancora in grado di governare il proprio stesso Paese, creando una fascia di fatto smilitarizzata sotto supervisione ONU, essendo le capacità combattive dell'esercito libanese vicine allo zero.

 

Non so da dove hai preso questo scritto, ma a chi l'ha steso sfugge una cosa: Israele non avrebbe avuto bisogno di alcun appiglio per ritirarsi. Forse a molti non è ancora chiaro di quale stoffa sono fatti gli Israeliani. Se fosse stato per loro a quest'ora mezzo libano era occupato....

 

La UNIFIL II nasce solo per venire incontro al Libano, stato che (anche per sue colpe politiche) si trova stretto fra la morza terroristica di Hezbollah, la pressione asfissiante della vicina Siria (mandante di Hezbollah) e la temibile potenza militare Israeliana.

 

Se non si fosse dato il via all'UNIFIL, creando una zona cuscinetto, a quest'ora Beirut sarebbe tornata a essere quella che era a fine anni '80....

Edited by paperinik
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Paperinik gli israeliani avevano bisogno dell' unifil perchè non possono permettersi una guerra d' attrito come gli amercani in irak ; e per permettersi intendo proprio che non hanno i soldi per pagarsi una guerra lunga e logorante .

Gli israeliani DEVONO vincere guerre in sei giorni PER SOPRAVVIVERE ricordiamoci che sono uno stato molto più piccolo della puglia con una popolazione pari a quella di Roma e Napoli assieme .

 

non erano affatto disturbati dalla nuova missione ONU infatti sia non hanno messo il veto (quando le parti non sono d'accordo non vengono inviati i caschi blu la korea è stata una eccezione) sia quando la Francia perse interesse per la missione gli Israeliani proposero di dare a noi la guida della missione( nel link il lancio di agenzia delle 10:54 ma anche in altre occasioni)

Edited by cama81
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Cama81, su questo posso essere in definitiva d'accordo. Ma il fatto che per Israele sia stata una decisione accettabile non significa però che sia stata (per loro) necessria. Sono profondamente convinto (e le mie amicize Libanesi me lo confermano) che UNIFIL II è stato un atto di soccorso soprattutto nei confronti del Libano, che stava diventando rapidamente il campo di gioco nel quale si confrontavano due stati che da tempo se le vengono promettendo (Israele e Siria). Altresì sono convinto (e questo ce lo insegna la storia moderna) che se ci fosse stato bisogno di perseverare, Israele avrebbe prevalso. Avrebbero dato fondo a tutto il loro arsenale se necessario....

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fa piacere che ci ritrovi daccordo ,e non ho dubbi sulla combattività degli Israeliani non credo che la loro sia stata una sconfitta anzi hanno ottenuto il loro scopo : bastonare Hezbolla e andarsene quando e come conveniva a loro evitando di finire in mezzo ad un pantano . circa il

Avrebbero dato fondo a tutto il loro arsenale se necessario....

 

per me è proprio questo il punto non volevano arrivare al opzione Sansone....

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Sono d'accordo paperinik sul fatto che per Israele sarebbe stato possibile vincere la guerra, sarebbe da pazzi negarlo. Nelle ultime 48 ore in cui finalmente Olmert tolse qualsiasi veto sulle operazioni militari, fanti elitrasportati arrivarono al Litani; una volta assicurati i passaggi sul fiume e sigillato il confine siriano sarebbe stata solo una questione di tempo: il sud del Libano non è l'Irak o l'Afghanistan: in qualche mese si sarebbe potuto efficacemente ripulire.

 

Ma l'esercito Israeliano non è fatto per guerre d'attrito: certo poteva vincere ma il costo sarebbe stato sproporzionato, e non solo in termini prettamente militari visto che Tsahl, in massima parte, sono i riservisti, gente continuamente addestrata e richiamata in servizio in caso di guerra. Prova a pensare ai problemi sociali ed economici di una guerra lunga mesi.

Più che accettabile Pap, io userei il termine conveniente.

 

Ed è per questo che UNIFIL ha senso, ha funzionato e funziona tutt'ora, a patto di non stravolgerla e di non trasformarla da missione di interposizione super partes a missione di guerra contro una delle parti.

Al Libano sta bene per ovvi motivi.

Hezbollah può sopportarla: i suoi capi, che stupidi non sono, sanno benissimo che non sarebbero potuti andare avanti all'infinito contro Israele. Hanno scambiato la sopravvivenza della loro organizzazione con una tregua garantita da arbitri imparziali.

Ma la missione (così com'è) è a tutto vantaggio anche di Israele:

- sia perchè non era conveniente stanare da ogni singola caverna e grotta i guerriglieri, come detto prima

- sia perchè si è comunque assicurata (a differenza di Hezbollah) il suo obiettivo, ovvero la fine del bombardamento delle sue città

- sia perchè, col fronte nord tranquillo e presidiato da truppe occidentali, può dedicarsi a risolvere l'altro suo problema: Hamas. Leggevo poco fa come durante la loro ultima grossa operazione a Gaza contro le basi dei missili Qassam le lessons learned del Libano abbiano profondamente influenzato le tattiche israeliane.

 

Certo, non è stata una vittoria totale, ma non se la erano guadagnata sul campo. Avrebbero potuto ottenerla ma, giustamente, hanno capito che il gioco non valeva la candela.

In ogni caso si può discutere all'infinito se la missione sia vantaggiosa per noi, ma soddisfa in pieno tutte e tre le parti.

E' per questo che secondo me è stato uno tra i più grandi successi diplomatici nella storia del nostro paese: quando ancora USA, Francia e Gran Bretagna cercavano di capire come metterci una pezza, noi avevamo messo in mare l'intera flotta e stavamo sbarcando un migliaio di fanti con l'accordo di tutti i partecipanti e su autorizzazione ONU.

Un applauso per D'Alema e Parisi

Edited by Rick86
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In ogni caso si può discutere all'infinito se la missione sia vantaggiosa per noi, ma soddisfa in pieno tutte e tre le parti.

E' per questo che secondo me è stato uno tra i più grandi successi diplomatici nella storia del nostro paese: quando ancora USA, Francia e Gran Bretagna cercavano di capire come metterci una pezza, noi avevamo messo in mare l'intera flotta e stavamo sbarcando un migliaio di fanti con l'accordo di tutti i partecipanti e su autorizzazione ONU.

Un applauso per D'Alema e Parisi

Ovviamente straquoto.

 

Per quanto mi riguarda avrei preferito una forza da sbarco europea (e non capisco perchè l'ONU continui ad assegnare a singoli stati tali mandati), ma comunque ottenere la guida della missione è stato un vero successo. Non saremo gli zimbelli degli alleati per colpa delle ROE, che naturalmente mi fanno pena, ma chiunque fosse andato lì avrebbe avuto le stesse restrizioni, a parte gli USA naturalmente che non se le sarebbero lasciate imporre (e tutte le volte che gliele hanno imposte le hanno prese di santa ragione anche loro dato che non possono vantare rapporti con la popolazione simili a quelli dei nostri soldati).

 

Per UNIFIL II abbiamo avuta la fortuna di avere tutti i Santi e la Garibaldi operativi contemporaneamente, ed è venuta fuori chiaramente la necessità di disporre di "traghetti pittati di grigio" di tonnellaggio maggiore. Questo per sottolineare quanto queste missioni servano anche ad aiutare gli Stati Maggiori a designare le linee guida per l'evoluzione delle FFAA e il rinnovo dei mezzi, in questo caso allineandole con quell'assetto di "forza di proiezione" che ancora non si è applicato chiaramente.

 

Anche se inserite in task forces multinazionali (e possibilmente europee) la nostre FFAA devono essere in grado di sostenere tutta la missione, e per farlo hanno bisogno di navi, carri e quant'altro (purtroppo in questo caso non di aerei). Sicuramente nei prossimi 5 anni gli italiani dal Libano se ne andranno, e non perchè a fine mandato, e sinceramente non oso immaginare dove verranno indirizzati i fondi così ottenuti. Probabilmente in Irak, tornando a fare i cagnolini degli USA come è sempre stato con il c-dx al governo.

 

Non ho ben presente cosa siano le nostre FFAA nelle idee di Berlusconi (e a quanto pare dei suoi elettori), e non ho ben presente neanche quale sia, secondo il governo entrante, il ruolo che l'Italia debba ritagliarsi in politica estera. Come sempre mi affido alla speranza, ed in questo caso spero con tutto il cuore di non vedere nuovamente un Premier (o chi per lui) antieuropeo che tenta di mediare tra grandi potenze in nome di amicizie personali. Sono forse quelli i successi diplomatici?

 

In tempi dove l'unica via è l'unificazione sotto ogni aspetto dell'Europa, possiamo permetterci ancora esitazioni? Dovremmo invece farci promotori di un Europa politicamente ed economicamente più omogenea, tanto è solo questione di tempo, prima o poi dovremo per forza di cose unirci nel vero senso della parola, e una mezza specie di ostruzionismo a questo processo non eviterà nulla, ritarderà solo i tempi con svantaggi enormi per tutti, un po' come è stato per il sistematico "NO" di Verdi e Comunisti vari alle opere pubbliche.

 

Paperinick, dici bene, GRAZIE A PRODI.

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Certo, non è stata una vittoria totale, ma non se la erano guadagnata sul campo. Avrebbero potuto ottenerla ma, giustamente, hanno capito che il gioco non valeva la candela.

In ogni caso si può discutere all'infinito se la missione sia vantaggiosa per noi, ma soddisfa in pieno tutte e tre le parti.

E' per questo che secondo me è stato uno tra i più grandi successi diplomatici nella storia del nostro paese: quando ancora USA, Francia e Gran Bretagna cercavano di capire come metterci una pezza, noi avevamo messo in mare l'intera flotta e stavamo sbarcando un migliaio di fanti con l'accordo di tutti i partecipanti e su autorizzazione ONU.

Un applauso per D'Alema e Parisi

 

Visot che stiamo amabilmente e civilmente discutendo, ti faccio una domanda.

 

Non ti viene il dubbio che alle suddette USA, Francia e Gran Bretegna non gliene potesse fregare di meno in quel momento di come gestire la crisi libanese?!

 

Signori, mi domando se in cuor vostro pensate che, se quella missione avesse potuto davvero attribuire un qualche vantaggio di natura politica o economica, le "grandi" dell'ONU ce l'avrebbero ammollata così facilmente?!

 

Il peso dell'Italia all'interno del Palazzo di Vetro è noto a tutti ed è pressochè nullo! Da anni ormai cerchiamo di formare consenso attorno a noi, ma tutti (intendo tutti gli esperti di Diritto Internazionale) sanno bene che fra le due proposte di riforma del Consiglio di Sicurezza (composizione, modalità di voto, potere di veto, ectc) che giacciono da anni in attesa di essere prese in considerazione, l'unica che ha chances di buon esito è quella propugnata da stati storicamente molto più contribuenti alla causa dell'ONU (Germania, India, Pakistan...). Al contrario l'altra proposta, sostenuta in primo luogo dall'Italia, ha scarsissime possibilità di successo. Noi ci siamo imbarcati nella missione UNIFIL II appunto nella speranza di modificare questo assetto, cambiare un pò gli equilibri in seno alle NU. Ma dubito (e non di certo perchè sono io a crederlo) che rispondere "obbedisco" alla missione in Libano possa servire a molto, quando ci sono altri Stati che dal dopoguerra in poi hanno versato ingenti contributi nelle casse dell'ONU, hanno conferito mezzi e truppe e hanno detto "obbedisco" ad ogni missione....

 

L'altra ragione per cui il Libano ha avuto un forte appeal presso il governo Prodi è fondata sulla storica vicinanza che c'è fra una parte della sinistra italiana e gli stati Medio Orientali. Dirò di più: non è tanto il rapporto con i governi arabi (più o meno costituiti a base democratica) ad avvicinare la sinistra al Medio Oriente, quanto quella tradizionale propensione a sposare la causa palestinese (aspetto questo che ha portato spesso una parte della sinistra italiana, specie quella di matrice comunista a rivestire posizioni molto ambigue in relazione ad espisodi di terrorismo). Non dimentichiamo -questo è assodato- che ogni attrito e crisi medio orientale è legata in modo più o meno diretto al problema Palestinese. La quasi totalità dei gruppi terroristici traggono consenso dalla loro lotta contro Israele, in supporto al popolo palestinese.

Come ben sappiamo D'Alema è da sempre un filo-palestinese e l'estrema sinistra (nelle figure di Bertinotti, Diliberto, etc) non ha mai negato di sostenere le ragione di gruppi politici terroristici (purtroppo da quelle parti è cosa comune che un partito abbia anche il suo braccio armato). Quindi l'altra ragione (e non mi aspetto che nessuno di voi sostenitori del vecchio governo Prodi mi venga incontro su queste posizioni) per cui ci siamo imbarcati nella UNIFIL II è che una grossa fetta di governo non voleva farsi sfuggire l'occasione di andare a bloccare (per di più sotto egida ONU) l'azione militare Israeliana, considerata illegittima quasi per teorema matematico. Per un governo che contava i voti ad ogni seduta del Senato fu semplice cedere a quelle pressioni: o si andava in Libano o il governo saltava.....punto.

 

Lascio ora ogni ulteriore valutazione sulle regole d'ingaggio. Essendo la missione sotto egida ONU, l'ambito in cui è permesso il ricorso alla forza è molto ristretto. Non raccontiamoci però bugie: all'Italia del governo Prodi, infarcita di gruppi politici che rappresentavano in Parlamento i movimenti pacifisti (ergo pacifinti), ovviamente non dispiaceva che le possibilità di fare ricorso alla forza forssero limitatissime. Se pensiamo che l'altro stato europeo che ha contribuito in modo ampio alla UNIFIL II è la Spagna di Zapatero....allora il quadrro è completo. Preparatevi perchè leggerete altre notizie come quella che hanno aperto la discussione....

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