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-{-Legolas-}-

Libano/seconda guerra del Libano/Unifil - Discussione Ufficiale (dal 2006 ad oggi)

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Allora, non possiamo confondere un'organizzazione di criminalità pura, il cui fine è sempre e comunque di carattere lucrativo e che opera nella clandestinità, con un'organizzazione politico-militare che mira, PALESEMENTE, a "governare", nel senso più completo, il territorio di uno Stato, sostituendosi e/o prevaricando i suoi organi istituzionali!!!

concordo.

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Allora, pensavo fosse chiaro che la mia era una provocazione: ho ben chiare le differenze tra Hezbollah e la Mafia (e la principale, ovvero lo scopo, l'ha detta Picpus): ma se la mettete su questo piano per definire uno stato fantoccio certe analogie si possono fare.

Anzi evitiamo di parlare delle connessioni politiche della mafia che se no salta fuori un vespaio.... :rolleyes:

 

Comunque l'unica cosa che volevo dire è che il Libano non è uno stato fantoccio, tutto qua. Tra l'altro il riconoscere questo implica l'ovvietà del saluto a bare coperte della bandiera di un paese che ha richiesto il nostro intervento e ci considera amici (posto poi che i morti si rispettano in quanto tali, indipendentemente dal fatto che siano amici o nemici - Perfino un assassino ha diritto ad un funerale e a una bara)

 

Alleluja.

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Guest intruder
(posto poi che i morti si rispettano in quanto tali, indipendentemente dal fatto che siano amici o nemici - Perfino un assassino ha diritto ad un funerale e a una bara)

 

Ha diritto a quello che ti pare, ma al mio rispetto MAI.

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Al rispetto per quello che ha fatto ------ MAI

Al rispetto per il suo corpo (a questo si riferisce il saluto) ----- SI

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Guest intruder
Al rispetto per quello che ha fatto ------ MAI

Al rispetto per il suo corpo (a questo si riferisce il saluto) ----- SI

 

 

 

Il mio rispetto MAI, né la sua anima, né il suo corpo: è stato restituito alla famiglia, invece di essere buttato in pasto ai porci, questo è già rispetto che costoro non meritano.

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ma al posto di farli prigionieri che in carcere viveno molto meglio che a casa loro, o di ucciderli (perchè diventano martitri), perchè non incatenarli e fargli fare i lavori forzati a vita per rendersi utili alla comunità? tipo oggi uno qua sta a costrui la casa e gli serviva uno per portare un sacco da 1 quintale su per 2 piani....

Edited by wingrove

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La guerra tra Israele ed Hezbollah

 

12 luglio 2006 - 14 Agosto 2006

 

L'ultimo capitolo dei continui conflitti arabo-israeliani cominciò il 12 luglio 2006, quando guerriglieri di Hezbollah (Arabo per "il partito di Dio"), attraversarono il confine israeliano ed attaccarono una pattuglia delle IDF (Israeli defence force), uccidendo 3 soldati e catturandone altri due. Dopodichè ritornarono nel sud del Libano con i loro prigionieri. Il leader di Hezbollah, lo sceicco Hassan Nasrallah, disse che gli uomini erano stati catturati per fare con Israele uno scambio di prigionieri. Il primo ministro israeliano Ehud Olmert dichiarò l'attacco "un atto di guerra" e promise una forte reazione.

 

Per i Libanesi questa guerra è conosciuta come "la guerra di luglio" mentre gli israeliani, più semplicemente, la chiamano seconda guerra libanese.

 

Hezbollah lanciò l'operazione "Vera promessa" alle 09.05 AM, il 12.07.06. L'operazione cominciò con un attacco diversivo di razzi e mortai contro gli accampamenti e le basi israeliane vicino al confine libanese. Dopodichè truppe di Hezbolallah entrarono in territorio israeliano, attaccarono due jeep Humvees che pattugliavano il villaggio di Zar'it con RPG, uccisero tre soldati e ne catturarono altri due. Infine si ritirarono all'interno del confine libanese con i loro prigionieri, identificati poi come Ehud Goldwasser e Eldad Regev.

 

Un carro armato israeliano Merkava II, posizionato vicino al confine, tentò di impedire ai rapitori di ritirarsi, ma fu colpito con un IED, che uccise tutti e 4 i membri dell'equipaggio. Un altro soldato israeliano morì tentando di recuperare i corpi dal carro armato distrutto.

 

800px-Hezbolladefenseslebanon.png

(Posizioni difensive di Hezbollah all'inizio della guerra)

 

Subito dopo il raid di Hezbollah, gli israeliani lanciarono attacchi navali, aerei e con forze di terra contro obiettivi di Hezbollah all'interno del territorio libanese, ed Hezbollah rispose lanciando centinaia di razzi contro il nord del territorio israeliano, alcuni dei quali raggiunsero la città di Haifa.

 

Hezbollah danneggiò anche una nave militare al largo delle coste libanesi, colpendola con un drone UAV di produzione iraniana, che raggiunse la nave ed esplose.

 

Entrambe le parti continuarono a scambiarsi razzi, missili e fuoco d'artiglieria, con molti danni sofferti dai civili, sia libanesi che israeliani. Israele intendeva tagliare fuori Hezbollah dai rifornimenti da Iran e Siria, mentre gli attacchi di Hezbollah contro le città israeliane erano, fondamentalmente, diretti contro i civili tout court.

 

2006crisis_lebanon_israel.png

(aree Israeliane oggetto di attacchi missilistici)

 

Per un conflitto di frontiera, questa guerra fu unica. All'inizio Israele rispose con modesti attacchi terrestri, tentando piuttosto di infliggere con gli aerei e l'artiglieria il grosso dei danni ad Hezbollah, che rispose invece con ondate dopo ondate di razzi e missili, forniti in massima parte da Siria ed Iran.

La strategia di Israele sembrò duplice: tagliare fuori, come già detto, Hezbollah dai suoi rifornimenti, e colpire le infrastrutture libanesi, anche se non direttamente collegate con il partito di Dio o con i suoi sponsor.

L'intenzione di Israele era probabilmente quella di mostrare al governo e alla popolazione libanese come Hezbollah non avesse portato altro che morte e distruzione, nella speranza di erodere il sostegno popolare delle milizie sciite. Purtroppo fu raggiunto l'effetto opposto, con molti dei libanesi musulmani che confermarono il proprio supporto ad Hezbollah e, addirittura, i cristiani libanesi (in genere non molto amici delle milizie islamiche) condannarono gli attacchi israeliani contro gli obiettivi civili.

Israele quindi fallì sia nel raggiungere i propri obiettivi politici e psicologici, sia nel fermare gli attacchi di razzi alle proprie città. La campagna aerea NON riuscì ad aumentare la sicurezza dei civili israeliani che vivevano nel nord del paese durante la guerra.

 

Lebanese_Areas_Targeted_7-12_to_7-27.jpg

(attacchi aerei israeliani)

 

Anche le operazioni di terra apparvero fallimentari. A differenza delle precedenti guerre, (1956, 1967, ecc..), gli israeliani non lanciarono subito un devastante attacco di terra con tutte le forze a disposizione per sgominare e sconfiggere i propri avversari. Le operazioni a terra avvennero, sopratutto a partire dalla seconda settimana, ma furono sopratutto piccoli attacchi per neutralizzare specifici obiettivi subito al di la del confine.

Un significativo attacco di commando avvenne contro la città di Baalbeck, nel nord-est del libano, ma fu un'operazione isolata per uccidere alcuni leader di Hezbollah.

Soltanto nei giorni finali prima della del cessate il fuoco le IDF lanciarono un decisivo attacco di terra, arrivando rapidamente, grazie anche ad eliassalti, fino al fiume Litani.

 

Da parte di Hezbollah, la guerra dimostrò come i suoi guerriglieri, anche se tecnologicamente soltanto delle milizie, possedevano addestramento e capacità di combattimento paragonabili ad una ben addestrata divisione di un esercito regolare.

Tecnologicamente sorpresero Israele con la potenza e la gittata dei loro missili. Un missile colpì una nave da guerra israeliana, un altro affondò un mercantile nei primi giorni del conflitto. Alcuni missili di fabbricazione iraniana raggiunsero Haifa cosicchè, per la prima volta dal 1967, una grande città israeliana finì sotto attacco.

 

Hezbollah1.jpg

 

La guerra mostrò ancora una volta comeil governo libanese la propria impotenza nel difendere il proprio territorio. Esattamente come nel 1970 l'OLP si installò nel sud del libano per combattere contro Israele, così anche oggi il governo libanese non riuscì ad impedire che il Libano diventasse il campo di battaglia della guerra di qualcun altro.

 

Il 12 Agosto, Israele, il Libano ed Hezbollah accettarono il cessate il fuoco proposto dall'ONU, che divenne effettivo il lunedì successivo, 14 agosto 2006

Edited by Rick86

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Guest intruder

Da quale sito è stato preso il testo? Altrove hai scritto che è inglese, non ho problemi con quella lingua e preferisco leggere l'originale, perché qualsiasi lingua ha sottigliezze e sfumature che vanno colte nell'originale.

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Devo dire... davvero interessante!

A questo proposito si legge dappertutto che l'aviazione migliore, meglio attrezzata e più organizzata sia quella israeliana. La prima volta che lo lessi rimasi sconcertato, ma è davvero possibile?

Cioè è possibile che la IAF abbia avuto una così veloce e potente crescita? forse è anche grazie ai velivoli acquistati dagli USA?

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Guest intruder

Quando sei circondato di nemici che non vedono l'ora di finire il lavoro iniziato dall'imbianchino di Braunau, hai due strade: o soccombi, o ti sviluppi, per dirla alla paninara. Israele, grazie anche ai fondi di cui dispone e agli alleati (prima l'Inghilterra, poi la Francia, mora gli USA), ha scelto quest'ultima via.

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Riprendo questo vecchio topic, perché il titolo, nonché la situazione in Libano, sono tornati d'attualità!

 

 

Dal link http://www.informazionecorretta.com/main.p...20&id=30257

 

riporto:

 

 

19.07.2009

 

Nel Sud Libano l'Unifil vede, ma poi batte in ritirata. E' Hezbollah che comanda

 

La cronaca di Guido Ruotolo

 

 

Testata: La Stampa

Data: 19 luglio 2009

Pagina: 14

Autore: Guido Ruotolo

Titolo: «Sud Libano aggrediti gli italiani»

 

 

Che succede al confine libanese ? Il controllo dovrebbe essere effettuato dall'Unifil, ma le notizie che arrivano sono poche e frammentarie. Dopo l'esplosione di un deposito illegale di munizioni di Hezbollah martedì scorso, ora l'attacco contro le truppe italiane e francesi. Ne riferisce sulla STAMPA di oggi, 19/07/2009, a pag. 14, Guido Ruotolo, in un pezzo dal titolo " Sud Libano aggrediti gli italiani ". Dalla lettura del pezzo si deduce che è ancora Hezbollah ad avere le mani libere nella zone, come mantiene il controllo sulla popolazione.

 

 

È successo tutto all’improvviso. E, soprattutto, non era stato messo in conto. Una pattuglia italiana e francese di Unifil, la missione Onu in Libano, è stata attaccata con sassi e bastoni dalla popolazione di un piccolo centro abitato nella zona Sud del Paese, ai confini con Israele. Il piccolo centro si trova a un chilometro da Khirbet Silim, dove martedì scorso era esploso un deposito di armi e munizioni attribuito agli Hezbollah. Il bilancio dello scontro di ieri è di quattordici soldati contusi, tre italiani e undici francesi. Per evitare il linciaggio, i nostri militari hanno esploso anche colpi d’arma da fuoco in aria.

Poteva andare peggio. In ogni caso, l’episodio di ieri pomeriggio è un ulteriore campanello d’allarme: lo scenario nel Sud del Libano potrebbe cambiare. Lo aveva già denunciato il presidente della commissione Esteri della Camera, Stefano Stefani, commentando l’esplosione del deposito di munizioni e di armi di martedì: «Lo scenario sta diventando pericoloso. Si sta configurando un nuovo potenziale riesplodere del conflitto nell’area».

L’esistenza di quel deposito, aveva sottolineato il generale Claudio Graziano, comandante della missione Unifil, è «una seria violazione» della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che vieta l’esistenza di depositi di armi non autorizzati. E Graziano aveva subito informato le forze militari libanesi.

Dunque, lo scontro di ieri. Intorno alle 13 ora italiana, una pattuglia mista italo-francese, trentacinque uomini in tutto, entrano in questo piccolo centro abitato, a un chilometro da Khirbet Silim, per un’attività di indagine e di perlustrazione del territorio. Evidentemente, cercano elementi, forse altri depositi, collegati all’esplosione di martedì scorso. Arrivano i militari e almeno un centinaio di persone scendono in piazza, per ostacolare l’attività della missione Unifil. Parte una sassaiola, volano mazze e bastoni. La situazione si fa pesante. I militari italiani e francesi chiedono rinforzi. Arrivano altri cento uomini. Ma contemporaneamente, anche la folla aumenta. Secondo fonti del comando Unifil, «sono almeno mille persone» ad affrontare i militari in piazza.

«Per non far degenerare la situazione - conferma il tenente colonnello Diego Fulco, portavoce del comando Unifil - è stato deciso di far rientrare gli uomini. Ma un mezzo è stato accerchiato. A quel punto, per liberare la strada, per farsi largo tra la folla, sono stati esplosi dei colpi di arma da fuoco in aria».

La missione nel piccolo centro abitato termina alle 16,15 ore italiane. I militari italiani e francesi decidono la ritirata. Nessuna reazione, per non far degenerare la situazione. Per non contribuire ulteriormente all’innalzamento della tensione. Ma la caccia ai depositi di armi e munizioni degli Hezbollah, evidentemente, è soltanto rinviata. Il bilancio degli scontri di ieri è di quattordici soldati contusi.

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Dalla rubrica "Cronaca - News" del sito "Congedati Folgore", http://www.congedatifolgore.com/ , eccovi l'articolo seguente:

 

 

LIBANO: SASSAIOLA CONTRO LA BRIGATA ARIETE - Tre italiani feriti.

 

Lunedì, 20 Luglio 2009

by webmaster

 

 

BEIRUT - Primo incidente in tre anni, nel sud del Libano, tra i caschi blu dell’Unifil e la popolazione locale.

 

È avvenuto a Kherbet Selen, nei pressi del quartier generale italiano, quando un centinaio di civili ha preso a sassate un gruppo di soldati dell’Onu: tre italiani e 11 francesi sono rimasti feriti, sia pure in modo lieve.

 

Nel contigente di pace italiano in Libano sono attualmente schierati gli uomini della brigata Ariete di Pordenone. Come raccontato all’Ansa da testimoni oculari e confermato da fonti dell’Unifil, la folla protestava contro l’apertura di un’inchiesta sulla recente esplosione di un deposito d’armi di Hezbollah, il movimento sciita che nella zona gode di un forte consenso popolare.

 

Da quanto l’Unifil allargata si è dispiegata nel sud del Libano dopo la fine del conflitto del 2006 tra israeliani e Hezbollah, è la prima volta che la popolazione civile insorge contro il contingente di pace internazionale.

I militari feriti hanno riportato solo qualche contusione, nulla di più. Per ristabilire l’ordine sono dovuti arrivare altri rinforzi e alcune unità dell’esercito libanese. Una pattuglia, secondo fonti della stessa Unifil, ha dovuto sparare alcuni colpi in aria per disperdere la folla.

 

Gli incidenti sono avvenuti quando decine di residenti di Khirbet Selem, dove quattro giorni fa era esploso un deposito di munizioni di Hezbollah, sono scesi in strada, bloccando il passaggio ad alcune pattuglie.

 

I militari italiani e francesi erano giunti sul posto per ispezionare un edificio sospettato di contenere altre armi del movimento sciita anti-israeliano. La folla ha allora bloccato alcune strade vicine dando fuoco a cassonetti e copertoni. Le pattuglie dei Caschi blu, affiancate da un’autoambulanza della Mezzaluna rossa libanese sopraggiunta sul posto, si sono quindi ritirate a bordo dei loro mezzi, non prima però di esser raggiunte da altre sassaiole da parte dei manifestanti.

 

Il 14 luglio scorso era accidentalmente esploso un deposito di armi e munizioni di Hezbollah, ospitato in un edificio abbandonato all’interno della località pochi chilometri a nord dal quartier generale dei circa 2.000 Caschi blu italiani dell’Unifil.

La missione Onu aveva subito aperto un’inchiesta, affermando che la presenza di armi «irregolari» nella regione a ridosso del confine provvisorio con Israele è una violazione della risoluzione numero 1701, che nell’agosto 2006 ha sospeso le ostilità tra Hezbollah e lo Stato ebraico.

Al riguardo, si è appreso che il deposito di armi esploso qualche giorno fa nel sud del Libano apparteneva proprio agli Hezbollah: è quanto implicitamente indicato, a conferma delle notizie riportate dalla stampa di Beirut, in un comunicato diffuso dall’Unifil. Il deposito era esploso la mattina del 14 luglio nei pressi di Khirbet Selem, dove è ospitato il quartier generale del contingente italiano.

Citando fonti anonime dell’esercito di Beirut, la stampa libanese aveva sabato affermato che il deposito apparteneva alla milizia sciita. Il Partito di Dio non ha finora ufficialmente nè confermato nè smentito la notizia. In seguito all’episodio, il comandante dell’Unifil il generale italiano Claudio Graziano ha incontrato il premier uscente libanese Fuad Siniora e il comandante dell’esercito Jean Qahwaji.

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Altre buone notizie.

 

Se fosse vero la prossima guerra in libano, perchè state pur sicuri che ci sarà, si trasformerà in un olocausto per i poveri cittadini Libanesi.

 

 

(Velino) - Il deposito di armi di Hezbollah esploso il 14 luglio scorso nei pressi del villaggio di Hirbet Salim, nel Sud del Libano al confine con Israele, conteneva anche armi chimiche. A rivelarlo oggi è il quotidiano kuwaitiano Al-Siyassa, che cita fonti di intelligence europee. Degli undici miliziani rimasti uccisi, tre sarebbero morti per intossicazione chimica. Per 24 ore dopo l'esplosione Hezbollah ha negato l'accesso alla zona all'esercito regolare libanese e alle forze Unifil, ma dalle indagini successive alcune tracce di armi chimiche sono comunque state individuate. Il gruppo sciita libanese ha cercato di negare persino l'esistenza di un deposito di armi, che a meno di 20 chilometri dal confine con Israele sarebbe in violazione delle risoluzioni dell'Onu. Eppure, si sospetta che Hezbollah abbia disseminato circa 35 tra depositi e postazioni oltre i limiti consentiti.

 

Secondo le stesse fonti di intelligence europee, che operano sul terreno in Libano insieme alla forza Unifil, Hezbollah avrebbe recentemente ricevuto una fornitura di maschere e altro equipaggiamento da guerra chimica, di granate e missili a corto raggio con testate chimiche, e sarebbe sul punto di ricevere anche armi biologiche. Il materiale sarebbe stato spedito per via aerea dall'Iran in Siria, e da qui fatto arrivare in Libano. Secondo i rapporti d'intelligence trasmessi a un certo numero di capitali dell'Unione europea e al comando generale della Nato a Bruxelles, Hezbollah avrebbe costruito dallo scorso dicembre diversi depositi che contengono armi chimiche. Sarebbero sparsi per lo più lungo il tragitto Damasco-Beirut, nel centro del Paese, e lungo entrambe le sponde del fiume Litani, soprattutto nei pressi di Tiro, cioè al di fuori dell'area in cui sono dispiegate le forze Unifil. La fornitura di equipaggiamenti protettivi da guerra chimica e biologica, avvertono fonti della Difesa tedesche, indicano l'intenzione di Hezbollah di usare missili a lunga gittata e armi chimiche contro Israele in un futuro conflitto.

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Guest Eurofighter

Secondo Barak, Hezbollah è tre volte più armato rispetto al 2006.( sarebbe in possesso di un arsenale di 40.000 tra razzi e missili di vario tipo)

Si parla ormai ovunque del numero di missili e razzi utilizzabili dai flo sciiti libanesi. Una cosa è certa: quei missili verranno utilizzati, non sono certo stati comprati come deterrente.

Edited by Eurofighter

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IFIL serviva solo per guadagnare tempo, lo si sapeva.

 

La priorità è essere pronti per il momento in cui dovremo scappare a gambe levate.

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e lo siamo?

 

 

Bisognerebbe chiederlo agli altri comandi e al sismi (o come cavolo si chiama adesso), speriamo di si.

 

I piani per evacuare tutto di sicuro sono pronti, bisogna vedere la loro applicazione pratica, poi sicuramente ci sono degli accordi sia con Hezbollah che con Israele che, però, non sono niente di affidabile, senza contare il coordinamento con le forze armate straniere presenti in Libano.

 

Di certo la cosa sicura è che se c'è un' escalation repentina lasceremo un bel pò di mezzi ed infrastrutture in gentile concessione di hezbollah.

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E secondo te Hezbollah rispetta una qualsiasi convenzione internazionale?

 

Perché, Israele le rispetta? :rotfl:

 

Comunque più di Qassam, Katiusha e simili, Israele ha da temere i Kornet russi. Nell'ultima guerra hanno dimostrato di poter penetrare lo scudo frontale dei Merkava IV...

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Perché, Israele le rispetta? :rotfl:

 

Comunque più di Qassam, Katiusha e simili, Israele ha da temere i Kornet russi. Nell'ultima guerra hanno dimostrato di poter penetrare lo scudo frontale dei Merkava IV...

 

 

I Kornet non colpiscono le case dei civili Israeliani e, per questi terribili sionisti che non rispettano nessuna convenzione internazionale, proteggere la loro gente è l'obiettivo prioritario, di sicuro più di qualsiasi carro armato.

 

Una bella differenza con chi in mezzo ai civili ci si nasconde per politica.

 

P.S. Per inciso i Merkava, anche quelli antiquati di seconda generazione, hanno dimostrato di saper resistere ai Kornet.

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I Kornet non colpiscono le case dei civili Israeliani e, per questi terribili sionisti che non rispettano nessuna convenzione internazionale, proteggere la loro gente è l'obiettivo prioritario, di sicuro più di qualsiasi carro armato.

 

Una bella differenza con chi in mezzo ai civili ci si nasconde per politica.

 

P.S. Per inciso i Merkava, anche quelli antiquati di seconda generazione, hanno dimostrato di saper resistere ai Kornet.

 

SE vuoi lanciarti in una discussione sul rispetto delle norme internazionali da parte israeliana apri pure un topic a parte, io ora non ho tempo ma domani sarò felice di parteciparvi.

 

Il PS è sbagliato all'ennesima potenza, hanno perso eccome dei Merkava IV, domani posto le fonti.

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Il PS è sbagliato all'ennesima potenza, hanno perso eccome dei Merkava IV, domani posto le fonti.

ecco le fonti, senza scomodare amici dei terroristi e venditori russi.

 

in Libano, nel 2006, i carri dello zahal hanno retto benissimo alle varie armi di hezboallah. eccone i dati (fonte RID):

il merkava ancora una volta ha dato ottima prova di se, sono stati colpiti, dati alla mano, 50 carri dei quali 32 delle serie 2 e 3 e 18 della nuova serie 4. tutti tranne 2 (distrutti da potentissime IED) sono stati centrati da missili e/o razzi (come kornet, metis-m, konkurs, fagot, rpg-7 e 29). dei 50 carri colpiti, solo 22 sono stati perforati e in questi caso, abbiamo avuto solo 18 morti e tutto ciò sui merkava mk2 e 3. il numero di carri distrutto reale è di sole 5 unità,quindi pochissime! tenendo conto che gli attacchi venivano portati con un numero elevato di ordigni i risultati sono più che ottimi.

 

mi sembra scontato dire che i carri distrutti sono quelli coi morti a bordo... quindi nessun Mk.IV fatto a pezzi dal Kornet, che rimane, comunque, un signor missile.

Edited by vorthex

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