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    Ci si e' pensato: fractional orbit bombardment system (FOBS) , sviluppato dai Russi per il missile R36-0, che consentiva in pratica di compiere il 'giro' nell'altro senso. In pratica, invece di essere lanciati attraverso il polo Nord, venivano lanciati in direzione opposta, entravano in orbita bassa, e arrivavano sugli USA evitando la rete BMEWS che era puntata verso nord. In pratica, non c'era allarme fino a che una testata non esplodeva al suolo. Pare l'uovo di Colombo, ma non e' cosi': proprio il fatto di passare da una orbita bassa, ne faceva un arma poco precisa, utile per un attacco alle citta', ma non, ad esempio, per colpire bersagli induriti. Malgrado gli evidenti vantaggi in termini di 'furtività', non era un arma counterforce. Probabilmente, poteva essere utile per distruggere di sorpresa i Radar, le reti di comunicazione, aeroporti ecc, per POI lanciare un attacco massiccio di ICBM tradizionali sui silos americani ecc. Ma a quel punto i Poseidon e i B52 sarebbero gia stati in volo verso l'URSS. I missili furono operativi fin dal 1969, ma furono poi disattivati nel 1983, in applicazione del SALT II che li proibisce espressamente. Una curiosita': il trattato sullo Spazio Esterno del 1967 proibisce espressamente di mettere in orbita testate nucleari (ed e' tuttora in vigore). Avendo pero' i sovietici testato i missili senza testata bellica, in realta' il trattato non e' mai stato violato.
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