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Showing most liked content since 11/21/2018 in all areas

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    Mi sa che se il simpatico “amico della democrazia” turco non si leva dalle scatole si rischia. E non mi riferisco solo ad un manipolo di Su-57 che la Russia cerca di vendere a chicchessia pur di ammortizzare i costi (che si stanno dimostrando proibitivi senza l’apporto indiano). Al di là di tutte le cose riportate nell’articolo, al quale i turchi potrebbero essere interessati, c’è da domandarsi quanto, ad oggi, la Turchia sia un Paese NATO. F-35 o meno.
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    Quel che conta per i turchi sono due cose. L'upgrade rispetto all’attuale radar (anche non arrivassero a competere con gli AESA americani sarebbe un passo avanti rispetto all’AN/APG-68 a scansione meccanica). Un ulteriore passo verso la riduzione della dipendenza dall’estero delle forniture militari. Certo, la ricerca dell’indipendenza e l’eliminazione della sudditanza dagli USA è una cosa di cui più volte si è parlato in ottica positiva anche per le forze armate europee (sappiamo bene della infinita discussione in merito intorno all’F-35), ma qui temo ci sia dietro un ben poco positivo allontanamento della Turchia non solo dalla NATO, ma dall’occidente in genere, politica intrapresa dall’attuale “presidente”, anche se da quelle parti l’utilizzo del termine col passare del tempo ha sempre meno a che fare con la democrazia e sempre più con l’arroganza tipica dei regimi illiberali. Questi ancora fanno i finti tonti quando negli USA (giustamente) si rifiutano di far dialogare gli F-35 con i radar degli S-400, cosa possibile solo insegnando alle batterie di S-400 come riconoscere un F-35. Con tali premesse l’unico F-35 che darei a Erdogan sarebbe in scala 1:48…
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    Complimenti Zander per il lavoro. Io personalmente sono da sempre schierato a favore di un’Irlanda unita. Ho simpatie anche per i vecchio leone. Rispetto per i caduti. Quando arrivò il risultato del referendum ero a Praga con amici di Dublino, ci facemmo grosse risate. Auspico, con un occhio ai problemi delle mie amiche che vivono in Inghilterra da anni, che il vecchio leone cali le braghe una volta tanto. E a 50 anni compiuti e + di 40 di studio e pratica dell’inglese parlato e scritto, pratica che m ha sfamato per gli ultimi 20 anni circa, auspico con tutto l’amore che ho per Shakespeare l’abolizione di orrori come l’oncia e la guida a destra. :)))))
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    Favoloso ! Dunque, vediamo, l'F-22 sembrava virare di 180° in ... 4 secondi ? E l'F-35 quanti ce ne mette, 2 o 3 ? Cosa diranno ora i critici di questo "costosissimo bidone senza rimedio" ?
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    Un radar operante su banda submillimetrica, oltre la banda M, si comporta come un LIDAR, però su frequenze meno elevate (lontano IR). L'assorbimento atmosferico è elevatissimo, con solo alcune ristrette "finestre", e la potenza richiesta è alta. E' fattibile ma non ne vedo l'utilità. La portata sarebbe molto ridotta e troppo dipendente dal tempo atmosferico. Sarebbe ottimo, invece, come sensore sui velivoli da ricognizione.
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    Ma guarda te se si deve arrivare a Mattarella per ricordare a questi ragazzini litigiosi che non è il caso di fare disastri in cose evidentemente più grandi di loro...
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    Valkyrie ... un nome che, nella storia dell'aviazione, ha costituito un pietra miliare, appioppato di nuovo ad una specie di brutto anatroccolo ... Mi viene da piangere ...
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    https://combataircraft.keypublishing.com/2019/02/27/f-117-nighthawk-still-out-there-still-flying-clearest-photos-yet/ chi non muore si rivede.
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    Pur non ritenendo che un F-15 coi fast pack sia un ferro da stiro, specie con dei motori potenziati come quelli proposti, ciononostante, in ottica futura , perché è a quella cui si deve guardare quando si acquista nuovo materiale, si deve pensare a ciò che servirà e non a ciò che va bene ora. I reparti della ANG non necessariamente si devono quindi far bastare materiale di vecchia generazione con gli steroidi solo perché difendono il territorio metropolitano, sia perché non necessariamente è sempre così (spesso reparti ANG hanno partecipato a missioni all’estero), sia perché tolti gli aerei civili fuori rotta, gli avversari potrebbero essere gli stessi, se non peggiori dal momento che oserebbero attaccare il territorio metropolitano USA. Non a caso l’ANG si sta riequipaggiando con gli F-35 e ha già in organico anche gli F-22 presso il 149th e il 199th Fighter Squadron. Economicamente il vantaggio dell’operazione F-15X è dubbio, in primis per i costi di acquisto, poi anche per quelli di gestione, visto che per l’F-35 sono in calo mentre quelli dell’F-15X sono tanto ottimistici quanto tutti da dimostrare. E’ operativamente però che non vedo il senso di trasformare un F-15 in una sorta di incrociatore volante. Potrei capire con un’arma a lunghissimo raggio, ma l’AMRAAM non lo è, non almeno rispetto a certi rivali russi e cinesi che potrebbero abbattere un F-15 così affardellato e così ben visibile a distanza superiore a quella alla quale potrebbero arrivare gli AIM-120. Non andrebbe poi così meglio con i canonici 8 missili, perché la RCS dell’EAGLE è tutto fuorché discreta (sarà anche per quello che il Silent Eagle si è tradotto in un buco nell’acqua). Forse a nuovi F-15 sarebbe stato meglio pensare dieci anni fa in concomitanza col taglio degli F-22 (beh, mi avrebbe fatto comunque inorridire...), ma quella di far numero a scapito della qualità offerta da altri mezzi oggi pur disponibili è sempre cosa rischiosa: magari funziona, ma più che altro non è il modus operandi statunitense degli ultimi 70 anni, lo stesso che ha già portato a segare il programma per l’indigesto velivolo da attacco leggero. Che se ne dica, spendere soldi per gli F-15 significa non spenderli altrove, quanto meno non per acquistare F-35 a ritmi maggiori, che sarà anche un velivolo non specificatamente da caccia, ma che ha un vantaggio anagrafico non indifferente che lo rende comunque più performante.
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    “Niente di deciso” e “spesa inutile” messi nella stessa frase da un viceministro… Geniale quasi quanto pensare di conciliare in una linea di politica estera coerente il far comprare agli altri quello che noi non vorremmo comprare. Convincente come l’oste che dice di bere il suo vino, quello che però gli fa schifo... Si, questi sono convinti sia una spesa inutile, come lo era l’Ilva (alla fine non l’hanno chiusa), il TAP (non l’hanno fermato) e la TAV… Dopo le prime due retromarce, con Salvini addobbato da operaio della TAV e l’opposizione a favore, rischiano di prendere la terza sportellata in faccia… Hanno detto no a tante cose, fatto tante promesse che non sono in grado di mantenere e ora che sono nella stanza dei bottoni cominciano ad accorgersene, visto che perdono voti a vantaggio di chi è più bravo di loro, ma “forse” solo a vendere l’aria fritta… L’ha detto anche Conte alla Merkel, che i 5S stanno cercando qualche argomento per recuperare nei sondaggi… Perché dunque rinunciare a qualche (in)deciso proclama pre-elettorale sul vecchio cavallo di battaglia antimilitarista del NO all’ F-35, puntando a intortare l’elettorato qualunquista o pacifista a cui men che meno frega qualcosa del nuovo clima da Guerra Fredda che si sta delineando? I programmi aeronautici abbracciano archi temporali amplissimi e la speranza dell’F-35 in Italia può essere quella di riuscire a sopravvivere a questo governo che naviga a vista (come tutti quelli precedenti beninteso...) e a questa ondata di politica fracassona e qualunquista al di qua e al di là dell’Atlantico, che si è dimostrata più adatta a sfasciare che a creare. Il futuro è molto incerto e se da un punto di vista tecnico-strategico la soluzione ideale sarebbe quella di proseguire col programma F-35 e prepararsi al futuro con una partecipazione ad un programma congiunto europeo, la realtà è molto complessa e scegliere se stare coi britannici o coi francesi per l’aereo del futuro suona strano, quando non siamo manco capaci di stare con chi abbiamo scelto in passato per l’aereo presente… Logica vorrebbe partecipassimo a qualcosa di più condiviso possibile a partire dal Tempest britannico, se non altro per il coinvolgimento della parte britannica di Leonardo, ma la stupidata tutta inglese della Brexit, l’anacronistica grandeur tutta francese e il menefreghismo tedesco nei confronti dei temi della difesa, creano un cocktail indigesto se unito alla politica italiana, oggi in grado solo di produrre vuoti proclami e tante belle analisi costi-benefici. Corre verso la meta chi sta unito con convinzione e pragmatismo. Senza si va solo a sbattere.
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    Credo che ingenuo fosse ironico visto che Salvini sa cosa dare in pasto al popolino per cavalcare l'onda dei sondaggi e sa che la realtà richiede invece scelte spesso diverse. Diciamo che è furbo, o meglio che crede di esserlo...anche se gli conviene non dimenticare che l'italiano medio è più volubile che pollo. Le forze politiche ormai non ci vanno più a muso duro contro il programma: quella più contraria ora è al governo e ha annacquato molto le precedenti sparate elettorali, per non dire che si è sputtanata non potendo applicare quanto promesso, con annesse dichiarazioni nebulose della Trenta e aperture del suo sottosegretario presto stemperate con nuovo fumo. L'F-35 non è particolarmente popolare da nessuna parte in italia, per quanto necessario a difesa e industria: Salvini lo sa, come sa che sostenerlo apertamente non porti voti e al momento adotta una tattica attendista, lasciando cuocere nel loro brodo i NO F-35 e chi se n'è fatto portavoce in politica. Quando saranno bolliti nelle loro scempiaggini sempre meno sostenibili e popolari nei discorsi da bar, il programma sarà andato avanti e sarà ancor meno arrestabile.
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    L’articolo viene da Aviation Week che se non erro incorre nello stesso errore dell’ex (di cui non sento la mancanza...) Sweetman. Da quelle parti devono avere la memoria corta. Il B in effetti ha le stive più piccole non tanto e non direttamente a causa della presenza del Lift Fan (piazzato dove A e C hanno un serbatoio di carburante), ma a seguito del programma SWAT di riduzione del peso. Insomma, in origine il progetto del B prevedeva stive simili ad A e del C, pur avendo il lift fan, ma si decise di accorciarle per ridurne il peso strutturale (tanto più grande è il “buco” in una struttura tanto più questa deve essere rinforzata perimetralmente ad esso). Come se non bastasse, a guardare le immagini, le stive del B sono più corte dietro, non davanti dove c’è il lift fan e dove le differenze, pur presenti, non sono così marcate (basta vedere la loro sistanza dalle prese d'aria che non è poi cos' diversa). Va comunque detto che anni fa era stato diffuso un video di cui qui avevo anche estrapolato un frame, in cui si vedeva uno spaccato del B con 6 missili AIM-120 all’interno. Ammesso e non concesso che quell'immagine (poco chiara) si riferisse alla nuova configurazione delle stive del B, all’atto pratico del progetto di dettaglio devono aver verificato che il sistema studiato per imbarcarne due accoppiati invece che uno al pilone esterno di ciscuna delle due stive sia inadatto al B, che avendo le stive meno lunghe (e profonde) non consente di piazzare i missili opportunamente scalati per evitare l’interferenza delle pinne. Motivi analoghi, dovuti però agli ingombri delle prese d’aria dei Meteor, temo impediscano l’adozione della "soluzione doppia" anche su A e C in concomitanza con l’utilizzo di tale missile al posto del meno ingombrante Amraam. Sempre dalla stessa fonte, che cita però il Pentagono, si commenta la questione costi di gestione, con il target cui punta il costruttore di 25000 $/ora entro il 2025 che non è ritenuto realistico. https://aviationweek.com/defense/pentagon-says-f-35-flight-hour-stretch-goal-unachievable Palla di vetro cercasi...
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    La fortuna dell’F-15 è stata quella di poter essere esportato, mantenendo in vita la linea fino ad oggi e consentendo costi di acquisto accettabili e il facile reperimento di ricambi nonostante la complessità del velivolo. Sono le cose su cui punta l’F-35 per abbassare i suoi costi e ciò che disgraziatamente non ha avuto l’F-22 che si è ritrovato nell’assurda situazione di avere una linea che non è riuscita a sopravvivere a quella dell’aereo che avrebbe dovuto rimpiazzare. Destino per certi versi accostabile a quello del B-52 che riesce a distanza di decenni a fare ancora delle metaforiche pernacchie ai B-1 e ai B-2 che non sono riusciti a sostituirlo. Probabile ci sia qualcosa di sbagliato in certe specifiche, o nel modo in cui vengono applicate, perché non va mai perso il contatto con la realtà. L’F-22 è senza ombra di dubbio un velivolo straordinario, ma probabilmente si sono ricercate soluzioni troppo complesse e costose, rinunciando per risparmiare ad altre cose. Oggi si fatica a spendere cifre esorbitanti per porre rimedio a quelle lacune su un pugno di velivoli, laddove una produzione continua di un velivolo solo un pelo meno ambizioso, forse avrebbe garantito l’evoluzione necessaria a pensionare definitivamente l’F-15. Col senno del poi sprecando meno soldi su progetti che successivamente sarebbero stati ammazzati, ci sarebbero state le risorse per quelli veramente necessari, che comunque avrebbero dovuto essere condotti con un maggior occhio alla sostenibilità sul lungo periodo. Più facile a dirsi che a farsi, anche perchè il problema è che i soldi e i nemici da guerra fredda una volta c’erano, mentre i programmi a suo tempo lanciati non prevedevano i tagli dei…dividendi della pace… Oggi, passata la sbornia da “volemose tutti bene” ci si sta rendendo conto che la scelta di bloccare l’F-22 a numeri operativamente marginali (e probabilmente di non esportarlo in Giappone) fosse sostanzialmente sbagliata, perché priva di un piano B a fronte del prevedibile invecchiamento della flotta. L’F-35 è un validissimo tuttofare pensato per rimpiazzare F-16 ed F-18, ma non gli si può chiedere di sostituire un velivolo più grosso come caccia da superiorità aerea (ma anche come bombardiere) senza rinunciare a qualcosa. La questione ora è se spendere su qualcosa di grosso, ma indiscutibilmente vecchio, o su qualcosa di nuovo, ma indiscutibilmente più piccolo. Non ho la soluzione in tasca, visto il grave errore di programmazione di fondo, ma magari sarebbe meglio puntare tutto sull’F-35 implementando in modo più incisivo e rapido soluzioni volte ad aumentarne le capacità nell’aria-aria (sia come armamento che come prestazioni), piuttosto che su quelle di un velivolo che, carico utile a parte, temo non abbia molto di decisivo da esprimere. Poi per carità, anche i cinesi e i russi continuano a comprare Flanker quando potrebbero spingere tutto sui loro stealth, ma gli americani sono, o almeno dovrebbero essere, gli americani…
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    Storia di una nave che, ai suoi tempi, era considerata al top delle tecnologie allora disponibili ... ... thedrive.com/the-war-zone ... Tales Of Nuclear Cruiser USS Long Beach From A Sailor Who Built His Career Aboard Her ...
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    Da qualunque punto di vista la di guardi, l’adesione a uno dei 2 programmi presenta rischi. Guardiamone alcuni: - i due prodotti rischiano di farsi la guerra a vicenda in ambito commerciale, riducendo le possibilità di ricavi. Lo abbiamo già visto. - il T-50 / SU-57 ha dimostrato che non ci si sveglia una mattina e si fa un caccia stealth. Lo studio e le risorse da investire sono enormi. - Come andrà con la Brexit nel caso si guardasse al Tempest? A che livello possiamo coinvolgere le nostre aziende? Come andrà con i francesi che ultimamente non sembrano gradirci troppo e che vorranno sicuramente avere il ruolo trainante? Quale peso abbiamo per chiedere porzioni più ampie di partecipazione (e ricavo)? Ecco, il nostro governo dovrebbe porsi e poi rispondere a queste domande e poi decidere verso chi guardare perché lo stare a guardare comporterebbe la perdita di questo treno, qualunque esso sia
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    https://www.flightglobal.com/news/articles/aero-india-tejas-mk2-gets-canards-big-payload-boo-455948/ Gli hanno aggiunto una sezione di fusoliera dietro l'abitacolo per incrementare il carburante che in questi caccia tascabili non è mai abbastanza. Per evitare di sbilanciare il velivolo hanno aggiunto il canard (in soldoni la stessa cosa fatta dai russi col Su-30), ma se vogliamo è anche un trucchetto per salvare il più possibile del vecchio aereo. Il motore è sempre americano, perchè in tutti questi anni non sono riusciti di far qualcosa di decente col Kaveri, figuriamoci a spremergli la spinta di un F414. Se aggiungiamo anche la recente variante navale con la licenza poetica delle superfici mobili anteriori stile Su-57, bisogna dire che in questo aereo hanno applicato più creatività a far versioni che a risolvere i problemi per farle funzionare. Da apprezzare però che insistano: il ruolo quanto meno di potenza regionale richiede di mantenere capacità progettuali e industriali che puntino a un minimo di autosufficienza. Innegabile che i risultati siano controversi...
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    Guardando la cosa dal punto di vista della stealthness, l'F-21 resta un caccia multiruolo e quindi anche in configurazione aria-suolo sarebbe comunque penalizzato dalla traccia radar nelle missioni di penetrazione, il che non è proprio il massimo. Pensando a quanto gli Indiani abbiano criticato aspramente il Su-57 perché non abbastanza stealth, fa un po' sorridere che prendano in considerazione un F-16 cosi taroccato. Vabbuó, qui vogliono far numero...e porre una toppa ai ripetuti fallimenti nei programmi di riequipaggiamento, ma a me pare dimostrino solo un tale livello di confusione di idee che trova difficile paragone altrove nel mondo. Certo che come caccia in tale beast mode (più che altro una bestialità...) avrebbe anche prestazioni dinamiche di dubbia qualità (e anche qui penso alle critiche indiane alle prestazioni del Su-57...). Così agghindato è più credibile l'F-15X, che almeno ha prestazioni e radar per potersi permettere di fare lo "sborone"coi missili. Ma in fondo è solo un video promozionale...
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    Quindi: Tempest a nord, FACS un po’ più in basso con compatibilità fra 2 piattaforme legacy anche abbastanza distanti come Rafale e Typhoon, Spagnoli che balzano di qua e di la senza ancora aver capito cosa fare e a chi accodarsi, un UAV Anglo Francese, Francesi che in cambio della leadership nel programma cedono (malvolentieri?) la leadership di MPS e Euro UAV a Media Altezza e Lunga Permanenza. E noi più altri con F-35. E poi anche un Gripen che ogni tanto batte un colpo. Le premesse per spaccarsi le corna su praticamente ogni aspetto ci sono tutte (dirigenziale, tecnico, logistico, interoperabilità in un quadro euroforce ecc). A mancare è solo il know how e una adeguata economia di supporto. SU-57 docet.
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    Il cerchiobottismo praticato da dilettanti cresciuti a pane e qualunquismo dà esilaranti risultati.
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    Sinceramente è una cosa cui non avevo mai dato la dovuta attenzione, ma la tua domanda è molto azzeccata. Diciamo che alle differenze estetiche probabilmente concorrono alcuni aspetti. Il primo è il fatto che si sia scelta per l’AW609 una configurazione del carrello a triciclo anteriore (con relativo musetto lungo e filante in cui alloggiare il carrello anteriore, mentre per il Valor si è deciso per un robusto triciclo posteriore con un massiccio carrello principale alloggiato in sponson laterali e capace di assorbire urti piuttosto violenti, ma sicuramente più da elicottero. Nel contempo il ruotino dietro consente un musetto corto e spiovente che massimizza la visibilità verso il basso dei piloti, cosa molto utile nelle missioni tattiche (ricordiamo che né il Valor, né il V-280 hanno la fusoliera sufficientemente alta da far stare il ruotino sotto la cabina di pilotaggio come sul più grosso V-22). Secondariamente l’AW609 ha di fatto una cabina pressurizzata che gli permette di raggiungere quote tipiche degli aerei (oltre 7000 metri), ma che per ragioni di ottimizzazione dei pesi richiede una sezione circolare. Il Valor invece viaggia sotto i 2000 metri, non è pressurizzato e d’altra parte ha ampi portelli scorrevoli sulle fiancate, poco compatibili la pressurizzazione, ma molto utili per le sue missioni, come la sezione di fusoliera rettangolare che massimizza il vano di carico utile, ma che gli da anche l’aspetto tipico da “vagone volante” degli elicotteri. In sintesi tenderei a rispondere alla tua domanda dicendo che V-280 ha una fusoliera più da elicottero perché vuol fare l’elicottero che va veloce, mentre l’AW609 sembra più un aereo, perché vuol fare l’aereo che atterra verticalmente.
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    Ciao Berkut. Credo tu abbia individuato la perplessità di chi non si trova d’accordo con questa idea, il cui principale vantaggio rispetto a un cacca è, oltre al gran numero di missili trasportabili, la grande autonomia del vettore che consente di pattugliare a lungo un’area e poter affrontare un gran numero di avversari, se in quell’area dovesse presentarsi una grande formazione nemica, altrimenti difficilmente affrontabile se non cercando di spostare rapidamente un numero più elevato possibile di caccia (con ovvi problemi logistici e di autonomia di mezzi più piccoli). Il problema è che i missili verrebbero lanciati da un vettore di prestazioni modeste e quindi sarebbero penalizzati in gittata (che si riduce tanto minore è quella di lancio) e in velocità di intervento in diverse aree, senza contare il fatto che russi e cinesi (cui simili idee sarebbero rivolte) hanno in inventario missiloni a lunghissima portata pensati per far fuori bersagli molto paganti nelle retrovie (aerocisterne e AWACS) e quindi simili incrociatori volanti non so quanto durerebbero in aria. In verità qualcosa di quell’idea (probabilmente la parte meno bislacca) è sopravvissuto in quella di caricare quanti più AIM-120 possibile su F-15 nuovi o modificati che vadano oltre gli 8 classici trasportabili dall’Eagle. Ecco quindi i vari F-15 2040C (pensato anche come retrofit) o il più recente F-15X (addirittura proposto come nuovo al Pentagono che ci sta pensando seriamente), entrambi in grado di trasportare una ventina di missili. Qualcosa di tutto ciò è arrivato in linea e gli F-15C cominciano ad essere modificati con CFT (prima usati negli USA solo dagli F-15E) che consentono di trasportare 4 AMRAAM aggiuntivi massimizzando la già buona autonomia dei velivoli. http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,2171.html Su eventuali nuovi missili a lunga portata si tocca un tasto dolente neli USA. Da anni gli americani producono solo sigle. L'ultima in ordine di tempo è LREW (Long-Range Engagement Weapon ) che però da un anno a questa parte è solo una notizia in rete. https://www.flightglobal.com/news/articles/new-long-range-missile-project-emerges-in-us-budget-442816/
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    Saluto tutti , Innanzitutto auguro a tutti voi uno Splendido ed Aeronautico 2019 ! Sono un socio del GAVS ( Gruppo Amici Velivoli Storici ) di Torino , stiamo restaurando un G 91 R ex PAN e cerchiamo un tettuccio per sostituire l' attuale irrimediabilmente crepato causa la lunga esposizione dell' aereo all' aperto . Abbiamo gia' contattato , con esito negativo , Bentivoglio ed il suo omologo di Pinerolo . Ringrazio in anticipo chiunque possa darci info utili . Giustiniano Cordisco 340 9406276
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    La cosa è sempre dietro l'angolo . Gli M5..ebboh fanno interviste adattate ai giornali a cui parlano . Al " Giornale " hanno detto una cosa. Per compensare, al " Fatto " ne dicono un'altra . https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/20/f35-il-ministero-della-difesa-il-programma-sara-rivisto-annuncio-nel-2019/4851124/ E l'ingenuo Salvini ? Ebboh al quadrato .
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    In verità Rid già scrive articoli del genere e anche a Novembre uno di questi si intitolava “quale caccia per l’Europa?”. In futuro ci sono quei due: probabilmente e credibilmente sono gli unici papabili (a meno di non tresformare tra trent'anni l'F-35 in un nuovo F-104...). Sono nati entrambi per rimpiazzare il nostro Typhoon o l’analogo Rafale. Oggi si sa poco anche perché le proposte sono a livello embrionale. Informazioni più approfondite si ottengono chiedendole ad alto livello e comunque le specifiche si definiscono e si perfezionano partecipandovi, mentre noi abbiamo fatto i cagadubbi col braccino corto anche nell’F-35 in cui eravamo dentro fino al collo, ma non abbiamo partecipato alla fase di sviluppo con dei velivoli di preserie da usarsi nei test, come invece avevano deciso di fare britannici e olandesi, come di diritto per i partner di primo e secondo livello: si, sono quei famosi 3B britannici e 2A olandesi che qualcuno qui ha attribuito ad altrettante versioni fantasma, ma che in realtà erano il contributo attivo di quei due paesi allo sviluppo del JSF. Comunque le linee guida dei due programmi, specie del Tempest, sono anche state presentate pubblicamente. Le nostre competenze a livello industriale spaziano dalle aerostrutture, all’elettronica avanzata, alla propulsione e oltre. Avremmo tutte le carte in regola per partecipare a uno dei due programmi con un ruolo importante anche se non di guida: di fatto le controllate Leonardo in GB sono già dentro il Tempest (non l’Italia come sciaguratamente hanno scritto nel comunicato gli spagnoli!!!). Non credo però che questo rappresenti un reale problema, visto che per guidare un programma impegnativo ci manca la determinazione e quindi è meglio accodarsi. La determinazione e la lungimiranza è meglio lasciarla agli altri, specie in questo periodo storico in cui al governo c’è una classe politica qualunquista e fracassona, cui sarebbe già un impresa chiedere di sborsare 25 milioni (niente, vista la posta in gioco) per tenere aperta una porta come han fatto gli spagnoli. L’Italia è veramente ad un bivio: o la smette di trastullarsi pensando come buttare nel cesso i soldi in misure assistenzialiste guardando alle elezioni successive o non solo l’industria aerospaziale, ma l’intera economia rischia di finire gambe all’aria già solo a colpi di tweet. Il disinteresse a investire in nel futuro e in tecnologia in particolare, porta alla lunga a darsi la zappa sui piedi. Sappiamo fare navi, elicotteri ed elettronica meglio di molti altri: se c’era qualcosa di buono che avevamo fatto finora era di tenere in piedi la baracca evitando involuzioni, come ad esempio hanno fatto i canadesi che oggi ne raccolgono i frutti con l’agonia di Bombardier. A parziale discolpa dei nostri esperti di tweet, c’è una situazione internazionale altrettanto penosa, coi britannici che cercano partner, ma son meno credibili dopo la stupidata della Brexit e i francesi che fanno altrettanto, ma che sono in preda a turbolenze interne che non presuppongono la stabilità che richiederebbe un programma pluriennale molto costoso.
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    Nik credo sia un missile da test. Li colorano di rosso. Eccone un esempio.
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