Un articolo della
Tribune fa il punto della situazione sui tentativi di Sarkozy di vendere il Rafale.
Sembra che il Presidente Sarkozy sia destinato a chiudere il suo mandato all'Eliseo senza essere riuscito a raggiungere uno dei punti pregnanti del suo mandato: vendere il Rafale. Se tutto andrà bene, occorrerà aspettare il prossimo quinquennato.
Sarkozy ha accettato la sfida idi riuscire a vendere il gioiello aeronautico francese dopo la cocente sconfitta subita da Dassault in Marocco, dove vinse l'F-16. Il presidente francese si è speso tantissimo in questi anni, ottenendo ottimi piazzamenti, senza mai però raggiungere fino ad ora l'agognato risultato. Come negli EAU, dove sperava fervidamente di firmare il contratto entro il primo trimestre 2012. Ma invano.
Una visita di Sarkozy era prevista negli EAU il 12 febbraio, poi slittata a marzo. E infine rinviata ulteriormente.
La speranza per gli EAU era molto viva, in quanto i rapporti tra i 2 stati, in particolare in ambito militare, sono molto stretti. Sarkozy ha anche rinnovato l'accordo di mutua collaborazione militare, in particolare in caso di aggressione esterna. Ma fino ad ora gli arabi non hanno mai firmato l'acquisto, sempre paventato come imminente da qualche anno a questa parte. Praticamente un fallimento personale del Presidente, anche se Dassault non è stata un interlocutore facile per gli arabi. Probabilmente il contratto sarà firmato dal prossimo presidente, e sarebbe crudele per Sarkozy non essere rieletto in maggio.
Al fine di vendere il Rafale, Sarkozy ha avvicinato anche clienti poco probabili, come il Kuwait, che orbita attorno agli americani, e l'Oman, che orbita attorno agli inglesi. Ottenendo ovviamente un rifiuto. O ancora quando ha proposto il velivolo alla Libia di Ghedadafi.
Il Brasile attualmente è un'altra ferita aperta, tra i tentativi di Sarkozy. Il presidente Lula poco prima della fine del suo mandato, aveva promesso di acquistare il velivolo francese. Alla fine Lula non ha mantenuto la parola.
Nel settembre 2009 Sarkozy aveva preso a cuore la commessa brasiliana. Poco prima di partire per Brasilia, il capo francese sentiva di avere in pugno il contratto, benché i brasiliani fossero molto più prudenti. Le visioni politiche dei due leader erano molto diverse, ma i rapporti umani con Lula erano ottimi.
Dopo una cena ristretta offerta da Lula, Sarkozy sentiva di avere in pugno il contratto. Dopo la cena, la delegazione presidenziale e quella di Dassault si incontrarono, e dato che Sarkozy era molto ottimista convinse la delegazione di Dassault a lavorare tutta la notte per rivedere l'offerta francese e spostarla verso le richieste brasiliane. L'indomani i brasiliani non poterono che apprezzare lo sforzo della delegazione francese. Ma poi di nuovo un raffreddamento delle relazioni. Il motivo del passo indietro non è noto, ma sembra che abbiano fatto una brutta impressione certi personaggi "poco trasparenti" dell'entourage del presidente francese.
La questione svizzera è stata uno scacco per Sarkozy. Le sue inopportune affermazioni sul segreto bancario svizzero potrebbero avere giocato contro Dassault. Il tema è stato ampiamente trattato anche su questo forum e quindi non mi soffermo.
In India al momento il Rafale è in pole position. Nel 2007 fu sempre Sarkozy a spingere Dassault a presentarsi al bando indiano, in quanto Dassault era titubante sulle capacità di supporto politico diplomatiche. Sarkozy invece ha lavorato moltissimo ottenendo la vittoria del lower bidder. Però le ultime voci parlano di uno stallo fino alla conclusione dell'inchiesta parlamentare indiana, e quindi l'ipotesi di una firma entro la fine dell'anno potrebbe sfumare. Se la firma arriverà, sarà il prossimo presidente a siglare il contratto.
Il prossimo presidente, o Sarkozy stesso se sarà rieletto, dovrà poi portare avanti le campagne di vendita in Quatar (tra 12 e 26 velivoli) e in Malesia (18 velivoli).
Un compito non certo facile.